Giornale Degli Orologi
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Tag: VicenzaOro

  • VO Vintage settembre 2025: storia e prospettive

    VO Vintage settembre 2025: storia e prospettive

    Nato nel 2020 come primo passo nel rilancio dell’orologeria all’interno delle manifestazioni di VicenzaOro, il salone VO Vintage intende diventare appuntamento prioritario e trainante del settore, a partire dalla prossima edizione di gennaio 2026. Qui, intanto, un breve approfondimento sull’attuale edizione 2025, che si è svolta dal 5 all’8 settembre.

    Passato e presente di Vicenzaoro

    C’era una volta la Fiera di Vicenza che, tra la fine anni ’80 e tutti gli anni ’90, aveva contribuito a quel “rinascimento” dell’industria del tempo meccanica che tanto coinvolgeva – da quel felice momento in poi – appassionati, collezionisti e addetti ai lavori della “bella orologeria” da polso.

    Per chi non era sul campo all’epoca, sembrerà quanto meno paradossale il mio ricordo non solo di numerosi stand dei più blasonati marchi del lusso – Cartier, Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin, tanto per citarne solo qualcuno -, ma anche la loro rappresentanza da parte di distributori italiani. All’epoca erano infatti marchi indipendenti. Cioè non ancor entrati nel giro dei grandi gruppi industriali e finanziari che oggi sono una realtà acquisita e consolidata (tra gli altri, Richemont e Swatch Group).

    In seguito, i molti accadimenti della nostra contemporaneità, compresa la globalizzazione dei mercati e l’accentramento sui grandi eventi espositivi mondiali con Watches & Wonders a farla da padrone (a Ginevra, in Asia e negli Usa), portarono le case di orologeria ad allontanarsi dall’attività fieristica di Vicenza. Nel frattempo gestita dal colosso Italian Exibition Group e arroccata sul settore della gioielleria, cui deve origine e fama.

    Il ritorno degli orologi

    Si torna poi a ragionare un po’ anche in termini orologieri subito dopo il difficile periodo del Covid 19. Sarà una coincidenza, ma la nascita di VO Vintage condivide con le altre moltissime iniziative una ritrovata vitalità, proprio in seguito alla drammatica stasi del periodo pandemico. Un evento legato al mercato collezionistico, notoriamente sempre molto attrattivo e con un programma aperto al pubblico, che si biforca fin da subito. Da una parte prevede la presenza di commercianti specializzati nell’orologio d’epoca e di secondo polso, e dall’altra organizza incontri su vari temi di cultura orologiera con professionisti del settore.

    In questo modo VO Vintage ha immediatamente fatto da traino a un’altra iniziativa: quel VoClock Privé impostato sulla stessa formula insieme commerciale e formativa, ma solo per addetti ai lavori e tutto dedicato al contemporaneo. Il quale, in prima battuta, aveva portato a Vicenza molti storici protagonisti del settore: tra gli altri, Eberhard & Co., Locman, Timex, Wyler Vetta e Zenith.

    L’opinione del manager

    Personalmente ho raccolto voci secondo cui, in futuro, quanto seminato in questi 5 anni sarebbe stato raccolto e messo a frutto unicamente sotto la dizione – nella forma e nella sostanza ritenuta più invitante – di VO Vintage. Quindi ho verificato la veridicità della notizia con chi di dovere: Matteo Pollini, Exhibition Manager di VO Vintage.

    «Fin dall’inizio, l’obiettivo di tutte le nostre iniziative era quello di andare oltre la semplice presenza espositiva degli orologi, per avvicinare invece e soprattutto le comunità dei loro appassionati. Così abbiamo visto che il format collezionistico e di secondo polso permetteva di soddisfare esattamente questo obiettivo», commenta il manager fugando ogni dubbio. «Una piattaforma già rodata e in grado di accogliere anche gli elementi presenti nel VoClock Privé, in particolare la necessità di coinvolgere il pubblico attraverso elementi culturali e interattivi».

    Quindi continua: «Mi preme però sottolineare che non sarà il vintage a prendere il sopravvento e nemmeno sarà eliminato il contemporaneo: semplicemente terremo vive tutte le opzioni. E se molti marchi rispondono bene alle comunità di soli operatori intercettando tutte le opportunità di visitatori professionali, parallelamente l’apertura al pubblico per gli appassionati del vintage può essere uno sbocco anche per quei brand contemporanei che vogliano proporre contenuti esperienziali o di cultura».

    VO Vintage 2025 in sintesi

    Tra le molte situazioni, tre hanno in particolare suggerito che il nuovo corso di VO Vintage in pratica è già avviato. In primis Locman, che all’esposizione in “zona vintage” della propria collezione storica (dai primi modelli tradizionali in radica ai recenti sportivi tonneau e scheletrati in titanio) ha fatto corrispondere in “zona contemporanea” produzioni con materiali innovativi.

    E poi una conversazione sull’attualissimo tema “vintage e pre-owned alla resa dei conti”, con figure di riferimento come i comunicatori Michele Mengoli, Jacopo Giudici, Bruno Bergamaschi e i commercianti ed esperti Andrea Foffi, Marco Cesari, Antonio Nocco. Non ultima, Giorgia Mondani, figlia d’arte presente per la prima volta a VO Vintage con i libri specializzarti dell’omonima casa editrice. Ma anche con l’attrattiva forza del proprio network, fatto di relazioni, competenza e interazioni tra gli attori del variegato mondo delle lancette.  

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 15/01/2024

    Cominciamo bene la settimana con le notizie principali dall’industria delle lancette. Le Cronache dell’orologeria registrano infatti una serie di eventi in programma, fra cui spicca la principale fiera di settore, in Italia. E poi ancora news di prodotto, gare di equitazione o di auto d’epoca, più qualche pettegolezzo in tema di celebrità, tanto per non farci mancare niente… Insomma, come sempre le Cronache dell’orologeria rivelano un panorama attivo e multiforme. Buona lettura.

    Appuntamento a Vicenza

    Compie 70 anni il salone di Vicenzaoro, organizzato da Italian Exhibition Group dal 19 al 23 gennaio. Che anche in questa edizione prevede due spazi dedicati al mondo delle lancette: Time, dove esporranno celebri marchi indipendenti come Locman, Maurice Lacroix, Edox o U-Boat, e una selezione di microbrand in collaborazione con WOI – Watches of Italy. Poi VO Vintage (fino al 22/1), dedicato al secondo polso. Dove sono previsti anche incontri e seminari con ospiti illustri, dal maître horloger Giulio Papi al professor Ugo Pancani…

    So chic!

    Less’ential, l’eleganza come forma d’arte è il titolo della mostra organizzata da Vacheron Constantin nella boutique milanese di via Verri 9, dal 17 al 25 gennaio. Che esporrà una decina di pezzi storici, provenienti dalla Heritage Private Collection della Manifattura, scelti secondo criteri di purezza estetica. Gli orologi, che vanno dal 1827 al 1978, riflettono i gusti delle diverse epoche, come il Bauhaus o l’Art Déco. Ma raccontano anche le capacità meccaniche della Casa, espresse per esempio negli intramontabili ultrapiatti. Da vedere.

    Nel mare lunare

    Prosegue la collaborazione Swatch-Blancpain con un nuovo esemplare della collezione Bioceramic Scuba Fifty Fathoms. Qualche giorno fa è uscito infatti l’inedito Ocean of Storms, dedicato all’Oceano delle Tempeste. Non si tratta quindi di una massa d’acqua terrestre, ma di un “mare” sulla Luna: la più grande macchia scura sulla faccia visibile del nostro Satellite, che gli scienziati chiamano Oceanus Procellarum. Come i suoi precedenti, l’orologio non è in edizione limitata e si trova in vendita soltanto in selezionati indirizzi. Occhio…

    Videogame da polso

    Stanchi degli smartwatch troppo seri e sofisticati, che vi dicono solamente quanto siete stressati e quanti passi dovete ancora fare? Forse è tempo di ritornare ai tempi d’oro dei videogiochi. Con Retro Gaming Watch, un gadget dal look rétro-futuristico che ha già conquistato migliaia di sostenitori su Kickstarter, potrete sfidare amici a Tetris, Pac-Man, Snake e altri classici… direttamente dal polso! Per la serie, perché preoccuparsi delle calorie bruciate quando puoi preoccuparti dei punti guadagnati? (Fabio Parri)

    Superare gli ostacoli

    Dall’11 al 14 gennaio, a Basilea, si è tenuto il Longines CHI Classic Basel. La tappa svizzera della Coppa del mondo di salto a ostacoli della Fei ha visto al primo posto il belga Pieter Devos, che montava Mom’s Toupie de la Roque, mentre il Longines Grand Prix è stato vinto da Kevin Staut su Visconti du Telman. Entrambi sono stati premiati (anche) con un esemplare della Casa della Clessidra alata. La quale non ha perso l’occasione per presentare al pubblico il nuovo Mini DolceVita. Particolarmente apprezzato dalle signore.

    Alla “corsa sui chiodi”

    Dal 18 al 21 gennaio, com’è ormai tradizione, Madonna di Campiglio ospita la Winther Marathon. La rinomata gara di regolarità per auto d’epoca quest’anno impegnerà 120 equipaggi per 16 ore di guida, in un percorso lungo 520 km tra 15 passi dolomitici. La novità però è il main sponsor: al posto dello storico Eberhard & Co., ci sarà VeriWatch, marchio pugliese fondato nel 1956. Che premierà con gli esemplari della collezione Octopus i vincitori della classifica assoluta e dell’omonimo trofeo organizzato sabato sul Lago Ghiacciato.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 1

    Si sono svolti ieri – 14 gennaio – a Los Angeles/Santa Monica i Critics Choice Awards, i premi attribuiti dalla critica alle migliori produzioni cinematografiche e programmi tv, da molti considerati un antipasto degli Oscar. Anche questa 29a edizione ha visto sul tappeto rosso la consueta parata di star, che ha scatenato il solito gioco del “chi indossa cosa” tanto amato dal pubblico e dai blogger di ogni età. Noi ci limitiamo a pubblicare solo un paio di foto di celebrities con i loro orologi, e citiamo gli altri nel testo. Così costringiamo i nostri lettori a leggere e non solo a guardare le figure…

    Foto Amy Sussman/WireImage courtesy Jaeger-LeCoultre

    Lui sarà anche un autentico tamarro, ma è considerato un sex symbol ed è oggettivamente un grande artista. Sta di fatto che Lenny Kravitz, in quanto ambasciatore di Jaeger-Le Coultre, ieri sera aveva al polso un Reverso Tribute Duoface Tourbillon in oro rosa, a contrasto con lo smoking cut-out indossato sulla pelle nuda, con contorno di croci, catenazze e gioielli vari in ogni dove. Mentre impeccabile nel suo completo scuro era Robert Downey Jr., che portava un Reverso Tribute Calendar in acciaio. Lo stile, si sa, è sempre personale…

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy IWC

    Altro marchio protagonista sullo stesso red carpet: IWC, con il suo fitto seguito di friends of the brand. A cominciare da Sterling K. Brown (accanto), che aveva al polso un Portugieser Chronograph in acciaio. Per passare a Tom Hiddleston, che indossava un altro Portugieser, un Regulateur Tourbillon. Fino a Joseph Lee, con un elegantissimo Portofino Automatic. Da citare – anche se in un altro contesto: a NYC, alla “prima” di Mean Girl – l’idolo delle ragazzine Christopher Briney con un Portugieser Automatic. Giovane, ma con le idee chiare.

    Foto Frazer Harrison/Getty Images courtesy Omega

    Ma la squadra più numerosa ai Critics Choice Awards è stata quella di Omega. C’erano infatti Cillian Murphy con uno chic-chissimo De Ville Prestige in oro Sedna™. Poi Charles Melton con un De Ville Trésor in acciaio, Barry Keoghan con un Seamaster AquaTerra in acciaio e lunetta incastonata di diamanti, James Marsden con un altro Seamaster AquaTerra – Shades – in acciaio. E ancora Colman Domingo con un De Ville Trésor in acciaio e diamanti, e Phil Dunster con un De Ville Prestige bicolore.

    Cronache dell’orologeria… pettegola – 2

    Dopo aver pubblicato queste News, la stessa sera del 15 gennaio, si è tenuta la 75a edizione degli Emmy Awards, i più importanti premi televisivi degli Stati Uniti. Anche in questo caso non vi racconteremo chi è stato premiato e per cosa, ma faremo una selezione di celebrities in base a cosa avevano al polso. I nomi dei marchi si ripetono perché (è evidente) sono quelli che puntano maggiormente sulla formula del vestire i personaggi noti, fra ambasciatori permanenti e occasionali friend of the Brand…

    Foto Monica Schipper/WireImage courtesy IWC

    Cominciamo comunque da Kieran Culkin, che è andato a ritirare la meritata statuetta con un appropriatissimo IWC Portugieser Automatic 40 (nella foto). Portavano orologi della Casa di Sciaffusa anche Tom Hiddleston, che sfoggiava un Portugieser Minute Repeater Squelette; Rob McElhenney che aveva un altro Portugieser, un Perpetual Calendar 42 Boutique Edition, mentre Steven Krueger indossava un Pilot’s Watch Chronograph Top Gun Edition “Lake Tahoe”, Charlie Puth e Kumail Nanjiani un Ingenieur Automatic 40.

    Foto Gilbert Flores/Variety via Getty Images courtesy Omega

    Al polso degli attori, premiati e non, ritorna anche il nome di Omega, il cui Constellation Globemaster 41 mm faceva capolino sotto lo smoking di Theo James (nella foto). Ariana DeBose indossava invece un De Ville Trésor 36 mm, che appartiene alla collezione più gettonata in questa occasione. Altri De Ville Trésor da 40 mm spiccavano infatti su James Marsden, Colman Domingo e Bill Hader, mentre due modelli di De Ville Prestige 41 mm sono apparsi su Young Mazino e Phil Dunster. Che dire? Approviamo la scelta dei “solotempo”.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • VO’Clock Privé: a Vicenza torna l’appuntamento con l’orologeria

    VO’Clock Privé: a Vicenza torna l’appuntamento con l’orologeria

    IEG: Vicenza si apre ai cultori dell’orologeria con VO’Clock Privé. Tra formazione e cultura del contemporary watch

    Dall’8 al 10 settembre, nel foyer del quartiere fieristico di Vicenza, l’evento dedicato all’orologio contemporaneo
    · 18 eccellenze orologiere con top brand e maestri orologiai e 20 appuntamenti tra
    talk, seminari e corsi in un evento aperto al pubblico di appassionati e collezionisti
    · Un affondo sul futuro con il talk
    Il Futuro dell’Orologeria Italiana
    www.vicenzaoro.com/it/vo-clock

    Vicenza, 2 settembre 2023 – Formazione, anteprime, approfondimenti, corsi e la possibilità di provare le più interessanti proposte dell’alta orologeria contemporanea. Questi gli ingredienti di VO’Clock Privé, salotto dedicato agli appassionati del watchmaking, organizzata da Italian Exhibition Group dall’8 al 10 settembre 2023, in concomitanza con il salone di Vicenzaoro (8/12 settembre), il più importante appuntamento fieristico del settore orafo-gioielliero in Europa. Evento b2c dal format unico, VO’Clock Privé porterà nel foyer al primo piano del quartiere fieristico di Vicenza 18 eccellenze orologiere tra top brand e maestri orologiai e un ricco calendario di eventi realizzati in collaborazione con i più importanti marchi dell’industry, tra cui Tudor, Zenith, Hublot e Bulgari, il coinvolgimento dei più grandi esperti e delle web community di appassionati più conosciute come Watchouse.

    20 appuntamenti cult per gli appassionati di orologeria

    Sono ben 20 i progetti di approfondimento e formazione rivolti agli appassionati e cultori dell’orologeria. In apertura, venerdì 8 settembre, il talk di Académie Horlogère des Créateurs Indépendants (AHCI) L’orologeria, non solo al polso che tratterà di storia, tecnica e design dei misuratori del tempo da tavolo, da persona e da polso. Con Alessandro Rigotto, fondatore di Meccaniche Orologi Milano, introdotto da Dody Giussani, Direttore della rivista L’Orologio.
    Sempre venerdì 8, nell’incontro L’orologeria italiana e il suo futuro, Ugo Pancani, professore in orologeria meccanica ed elettronica e trainer di Fondation de la Haute Horlogerie, individuerà le linee evolutive dell’industry nel nostro Paese, con interventi di Marco Mantovani, Auro Montanari, Sandro Fratini insieme ad Augusto Veroni, giornalista; Alessandro Cicognani, licensing and corporate partnership director di Ducati; Giancarlo Maletta, responsabile tecnico di Dolce Gabbana orologi; Fabrizio Dellachà, ingegnere e creatore di Watches of Italy; Fausto Berizzi, direttore industriale di OISA; Edoardo Lauber, amministratore delegato di Locman; Simone Silvi, consigliere delegato di Editalia e Franco Boiocchi, marketing & design di Paul Picot.

    Dell’orologeria italiana si parlerà anche il 9 settembre ne L’alta orologeria non è solo svizzera, un’eccellenza italiana dietro l’angolo (evento organizzato in collaborazione con Milano Ultra Watches, moderato da Andreas Federico Kammer e con la partecipazione di Massimiliano Quintavalle) e durante L’italianità che conta nell’orologeria svizzera che spiegherà quanto, in continuo rimando tra stile e contenuto, l’Italia abbia contribuito al successo degli orologi Swiss made, con l’introduzione di Dody Giussani e gli interventi di Marcello Binda, Ceo di Wyler Vetta; Mario Peserico, Managing director di Eberhard & Co. e Antonio Follari, collezionista e socio L’Orologio Club.
    Sempre nella seconda giornata, Beppe Ambrosini, tra le più autorevoli personalità dell’orologeria,
    intervistato da Jacopo Giudici e Michele Mengoli, direttore di Watch Insanity, ripercorrerà alcune delle tappe più significative del settore nel talk L’orologeria per Beppe Ambrosini, quattro chiacchiere con una delle memorie storiche del settore in Italia. In particolare, si parlerà delle differenze tra grandi gruppi e marchi indipendenti, di casi di successo dell’orologeria e dell’ascesa della popolarità dei maestri indipendenti e delle prospettive future del settore.

    Nel talk con Zenith, oltre la leggenda dell’El Primero, organizzato in collaborazione con Watchouse, Paolo Cappiello, Regional brand director South Europe di Zenith, svelerà lati inediti del marchio e dei suoi prodotti, in compagnia di Giorgione e Michele Mengoli.
    L’evoluzione dell’orologeria dell’omonimo brand sarà al centro dell’intervista di Dody Giussani ad Andrea Granalli – High end watches worldwide sales director di Bulgari Time SA – durante L’orologeria Bulgari: dall’Octo Finissimo alle grandi complicazioni; mentre Andrea Casalegno, divulgatore dell’orologeria, e Augusto Capitanucci, Regional director di Hublot, discuteranno di Hublot, uno dei marchi più noti per aver realizzato limited editions nel talk Pro e contro delle limited edition.
    Il fascino irresistibile dell’orologeria indipendente sarà infine il focus dell’incontro che vedrà protagonista Speake Marin, manifattura svizzera nata dall’estro di un maestro orologiaio e oggi esempio eccellente di alta orologeria, dove si alterneranno gli interventi di Angela Landone, Responsabile comunicazione di Speake Marin, e di Antonio Follari, sotto la “regia” di Dody Giussani.

    Domenica 10 settembre si terrà il talk Tudor, un futuro sempre più radioso? con Ander Ugarte e Renato Scloza, rispettivamente Head of design e Brand manager Italia di Tudor, moderati da Giorgione e Michele Mengoli. Dody Giussani, intervisterà invece Patrizia Aste, amministratrice delegata Norqain Italia, nel talk La forza dell’originalità e il coraggio di osare: il caso Norqain, giovane marca svizzera indipendente, fondata nel 2018, in rapida espansione internazionale. A chiudere il ricco calendario di eventi, il talk Calasys: due anni dopo, che vedrà la partecipazione dell’onorevole Marco Beltrandi, esperto di orologeria indipendente, collezionista e divulgatore, e Vincent Calabrese, appassionato distruttore di tradizioni e leggende e maestro AHCI, introdotti da Fabrizio Dellachà di W.O.I.

    Momenti di alta formazione

    Accanto all’offerta convegnistica, di alto prestigio anche gli appuntamenti formativi, con corsi ufficiali di Zenith, che ritorna a Vicenza proponendo Watch Clinic, un approfondimento sul mondo tradizionale e innovativo dell’orologeria. Grande attesa anche per i corsi ufficiali dell’autorevole Fondation de la Haute Horlogerie di Ginevra e per il contributo della prestigiosa Académie Horlogère des Créateurs Indépendants (AHCI), che porterà una straordinaria selezione di otto maestri orologiai: Andersen Genève, Ludovic Ballouard, Sinclair Harding, Vincent Calabrese, Stefan Kudoke, Matthias Naeschke, Meccaniche Orologi Milano e l’applicant Marc&Darnò.

    Time: La community dell’orologio in fiera a Vicenza

    Oltre a VO’Clock Privé, conferma l’avanzamento del progetto B2B di IEG per l’orologeria, la seconda edizione di Time, l’area espositiva di Vicenzaoro con 43 tra brand espositori, microbrand emergenti, produttori private label e accessori. Qui i principali buyer e operatori della distribuzione internazionale e italiana potranno incontrare la filiera delle lancette da polso con novità di tendenza e innovazioni da offrire al cliente finale, nelle principali vetrine del mondo.

  • A VicenzaOro 2021, in scena l’orologeria indipendente. E il vintage

    A VicenzaOro 2021, in scena l’orologeria indipendente. E il vintage

    Dal 10 al 14 settembre, si è svolta l’edizione estiva di VicenzaOro, tradizionale manifestazione centrata sul comparto della gioielleria italiana con il consueto occhio di riguardo per l’orologeria.

    Un evento che ha luogo da oltre mezzo secolo, sebbene lo scorso anno abbia inevitabilmente accusato una battuta d’arresto per l’emergenza sanitaria. Nel complesso, dunque, questa edizione ha fatto notare il convinto gradimento degli operatori in quanto fiera “in presenza” (nonostante gli oggettivi e grandi vantaggi di tutto quello che di “virtuale” si è organizzato e sviluppato in questo periodo).

    Tant’è che l’affluenza di visitatori e addetti ai lavori ha quasi raggiunto i livelli precedenti la pandemia. Ha riunito infatti 800 espositori, rappresentativi di un settore che in Italia conta circa 7mila aziende, impiega oltre 30mila addetti e muove un export di circa 8 miliardi di euro. Dati alla mano, quest’anno sono state registrate l’80 per cento delle visite del 2019, di cui il 30 per cento provenienti dall’estero e con una massiccia presenza (praticamente tre/quarti) di europei.

    VoVintage a VicenzaOro

    Oltre all’oreficeria e ai gioielli, a VicenzaOro ci sono stati anche spazi dedicati ai macchinari, allo sviluppo tecnologico o al design. Si sono tenuti convegni, incontri, tavole rotonde. Per i patiti delle lancette, particolare rilievo ha avuto la sezione Vo’Clock, dedicata all’orologeria contemporanea; che ha riunito 23 marchi indipendenti, tra cui qualche artigiano di alto livello, come Cyrus Watches e alcuni membri dell’Ahci. Dall’11 al 13 settembre si è svolta anche la seconda edizione di VoVintage, manifestazione rivolta ai collezionisti e agli amanti d’orologeria d’epoca curata da Michele Mengoli. Anche in questo caso con fini sia commerciali, con stand di vendita, sia culturali, con eventi dedicati.

    Molti i nomi noti ad appassionati e addetti ai lavori che hanno tenuto conferenze e dibattiti su vari argomenti. Con Dody Giussani (direttore de L’Orologio) in veste di moderatrice, e gli interventi – tra gli altri – di Mario Peserico (Amministratore delegato di Eberhard Italia e Presidente di Assorologi); Bruno Bergamaschi (fondatore di Forum Watchouse); Jacopo Corvo (Amministratore delegato di Gmt Italia); Cesare Cerrito (Amministratore delegato di Meccaniche Veloci) e Jacopo Giudici (fondatore di Watchinsanity). 

    In generale i temi di maggior interesse, inseriti nell’attualissimo scenario di post-pandemia, si sono focalizzati sulla riscoperta del consumatore locale e la rinascita dei negozi di provincia; il cambiamento dell’esperienza di vendita accompagnata dal vertiginoso aumento dell’online; la nascita di nuove tendenze dominanti (una per tutte, il colore); una maggior richiesta di nomi di nicchia e/o d’alta gamma e la valorizzazione dei marchi indipendenti (per grandi o piccoli che siano, ricchi d’intrinseche qualità).

    Particolarmente rilevante e seguita la conferenza di Ugo Pancani, professore d’orologeria e ambasciatore della Fondation de l’Haute Horlogerie. Che ha affrontato con tutta la competente dialettica lo straordinario mercato del vintage, dallo stato di conservazione al restauro degli esemplari d’epoca, passando per la loro cura.

    Vincent Calabrese e il sistema Calasys

    Dulcis in fundo, la presenza di orologiai-costruttori del calibro di Giulio Papi e Vincent Calabrese. Riguardo a quest’ultimo, per i pochi che non lo conoscessero, ricordiamo in breve la biografia: nato a Napoli nel 1944, autodidatta e apprendista a 13 anni, emigrato in Svizzera nel 1961, è noto per le molte straordinarie creazioni. Una per tutte: il Golden Bridge di Corum.

    Il maestro orologiaio ha colto la bella occasione del palcoscenico di VicenzaOro per l’anteprima mondiale della sua ultima invenzione: il sistema Calasys. Si tratta di un’inedita alternativa alla spirale (un componente dell’organo regolatore ideato dall’olandese Huygens e in uso da ben cinque secoli senza sostanziali modifiche); con la conseguente eliminazione dei difetti che questo delicato dispositivo comporta nella marcia di un movimento meccanico.

    Calabrese ha modificato l’architettura del consueto organo regolatore, molto sensibile soprattutto alla gravità – tanto inevitabile quanto dannosa per la costanza di marcia degli orologi. E ha ottenuto un nuovo dispositivo “utilizzabile in ogni tipo di scappamento”, di “rendimento superiore” e “facile manutenzione”.

    Un annuncio che è passato dalla teoria alla pratica durante la presentazione stessa. Quando Calabrese ha sostituito la spirale di un Eta 2892 con il proprio dispositivo Calasys; collegandolo allo scappamento, mantenendo il resto del meccanismo invariato e dimostrandone seduta stante l’ottima funzionalità.

    E, a domanda pertinente, Calabrese ha infine risposto che non venderà l’invenzione al miglior offerente, ma la condividerà con tutta quella parte dell’industria del tempo che si dimostrerà interessata. Ne riparleremo.