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Wyler Vetta & NABA: visioni digitali per la nuova comunicazione

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Il marchio italo-svizzero è stato materia di studio al corso di Computer Graphics della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano. E dalla creatività dei ragazzi sono scaturiti originalissimi progetti di comunicazione. Un portfolio ricco di immagini da vedere online

Wyler Vetta & NABA. Un’associazione in apparenza un po’ improbabile, eppure andata alla grande. Anche a conferma di quanto l’illustrazione sia tornata di moda nell’industria delle lancette. In breve: prendete uno dei più antichi marchi italiani di orologeria, fatelo mantecare dalle giovani menti della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, shakerate il tutto con la grafica digitale e otterrete uno straordinario portfolio. Che spopola sui profili social ed è esposto in una mostra virtuale.

Flashback: NABA, anno accademico 2018. Al biennio specialistico di Fashion and Textile Design, gli studenti del corso di Computer Graphics si vedono affibbiare il brand come oggetto di studio. Ma non fanno un plissé: il loro prof è Domenico Principato, un creativo con la testa piena di immagini e i piedi ben piantati nel fashion system. Passano così 70 ore di lezione immersi in un mondo a loro sconosciuto, a scoprire un passato lungo più di 120 anni e le innumerevoli storie che ci stanno in mezzo.

Come quella volta che gli orologi sono stati lanciati giù dalla Tour Eiffel, per testare l’efficacia del bilanciere Incaflex. O quando Innocente Binda sponsorizzò la Nazionale italiana di calcio, diventata poi campione del mondo. E ancora le pubblicità d’antan: i manifesti, il Carosello e i pullmini Alfa Romeo su e giù per la Penisola. Fino ai testimonial ante litteram, da De Sica a Mastroianni, la Hollywood sul Tevere e l’eleganza della Dolce Vita.

Tutto questo per capire i valori di Wyler Vetta e sviluppare quindi una strategia di comunicazione coerente. Proprio come si fa nel mondo del lavoro. Una bella sfida il doversi confrontare un marchio vero, un’identità ben definita e un pubblico reale. Unico vincolo imposto ai ragazzi: rimanere nell’ambito della materia di studio, quindi utilizzare come mezzi espressivi la grafica computerizzata e la fotografia. Per il resto, la loro fantasia è stata lasciata a briglia sciolta. Perfino il logo poteva essere rielaborato.

E il risultato finale è notevole: 150 tavole in cui il marchio è posto al centro di una creatività del tutto nuova e originale. Con gli orologi calati nella realtà dei ventenni di oggi, perfino inseriti in contesti inusuali, guardati anche con ironia ma sempre con rispetto. Da qualche giorno, questi lavori si possono vedere online, sul sito ufficiale (in una sezione dedicata) del marchio, o come contenuti digitali nelle relative pagine Instagram e Facebook. Perché il progetto Wyler Vetta & NABA ha funzionato davvero. Speriamo faccia scuola.

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