Attualità

Nuova “road map” per CT Scuderia

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

Dopo più di un lustro come indipendente, il marchio ha siglato un accordo con Timex Group Swiss Luxury Division per lo sviluppo e la distribuzione dei propri orologi

C’è gente, specie in tempi recenti, che ama vivere con il mood di 50 anni fa. Questione di attitudine, gusto, stile. Gente proiettata cioè in un periodo temporale localizzato agli inizi della seconda metà del Novecento, dal quale non intende muoversi per nessuna ragione al mondo. La cui pelle (in senso fisico e figurato), nonostante il passare degli anni e l’evoluzione della società contemporanea, non smette di rivestirsi di una sorta di patina unica e inconfondibile. La patina che lascia inevitabilmente addosso la passione per il classic motorsport, e più in generale per tutto ciò che è vintage. Moto, auto, mezzi a motore. Mezzi meccanici.

Parlare a queste persone di un brand come CT Scuderia sarebbe come rivelare oggi la scoperta dell’America: qualcosa di ovvio, conosciuto, scontato. Per altri, questo 2019, potrebbe essere invece l’anno giusto per scoprire un marchio orologiero magari sfuggito dai radar. Visto che proprio di recente, in questa fine gennaio, è stato ufficializzato un accordo per lo sviluppo e la distribuzione dei suddetti orologi con Timex Group Swiss Luxury Division, divisione lusso dell’americana Timex Group. Tanto per essere chiari, il gruppo orologiero più antico al mondo. Con tanto di preview al “worldwide distributor meeting” di Dubai, il 19 di questo stesso mese.

La genesi è relativamente recente. Il marchio CT Scuderia nasce nel 2013 e a crearlo è Enrico Margaritelli (tra l’altro partner e Ceo di quel Teslar Watch entrato anch’esso di recente nell’orbita Timex e di cui nel corso dell’anno vedremo i primi frutti), discendente da orologiai, una passione per la motocicletta e una vocazione per il design. Estimatore del gusto italiano e dei materiali di prim’ordine. Credenziali che portano a collezioni Swiss Made, delineate da una creatività italiana e dai nomi inequivocabili: Coda Corta, Café Racer, Testa-Piatta, Scrambler, 2 Tempi, Street Racer, Dirt Track, Bonneville. Molti dei quali accomunati dal segno distintivo della corona di carica (ed eventualmente anche dei pulsanti cronografici) a ore 12.

Strumenti specchio di uno stile di vita e per di più sviluppati in maniera indipendente. E per questo inevitabilmente ristretti a una nicchia. Una situazione destinata a mutare grazie all’expertise di Timex Group Luxury Division che, sempre sotto la supervisione artistica di Margaritelli, ne curerà il nuovo corso. Con tutti i vantaggi che può evidentemente offrire un gruppo già “responsabile” dei successi (orologieri) su scala mondiale di marchi come Versace, Salvatore Ferragamo e Versus Versace.

Condividi l'articolo