Giornale Degli Orologi

Tag: illustrazioni

  • Inkdial: l’identità creativa di Ben Li. Fra orologi e motorsport

    Inkdial: l’identità creativa di Ben Li. Fra orologi e motorsport

    La passione che ha da sempre per gli orologi l’ha portato a creare il marchio Inkdial. Ben Li, artista visivo originario di Hong Kong, ma nato e cresciuto in Inghilterra – a Milton Keynes, nel Buckinghamshire -, ha avviato questo progetto dopo gli studi di Graphic and Media Design alla University of the Arts di Londra, proprio per firmare lavori ispirati all’orologeria. Nasce così la sua raccolta di illustrazioni realizzate a mano, principalmente con penne e pennarelli, in cui risalta la sua capacità di ritrarre dettagli complessi con meticolosa precisione. Qualcosa di per sé stupefacente.

    Grazie a un innegabile talento, Ben Li aka Inkdial è ormai un artista riconosciuto a livello internazionale. A portarlo all’attenzione delle cronache orologiere, però, è stata la collaborazione con IWC, iniziata nel 2020 e tuttora in corso. Dalle prime illustrazioni realizzate per la campagna Tribute to 3075, la Casa di Sciaffusa gli ha commissionato lavori diversi, mettendo alla prova le sue capacità creative e coinvolgendolo in esperienze – a suo dire – molto divertenti. Per esempio, in occasione dell’apertura di boutique internazionali, Inkdial ha intrattenuto gli ospiti con sessioni di disegno live; oppure ha tenuto lezioni su come si compone un’illustrazione di fronte a una platea di collezionisti, all’interno del quartier generale della Marca. Ha perfino personalizzato lo skateboard dell’ambasciatore Jagger Eaton…

    Mal’orologeria svizzera, si sa, è un ambiente piccolo in cui le voci corrono. Così, in questi anni, Inkdial ha lavorato anche per altri Brand, che lo hanno chiamato per partecipare a eventi di vario genere. Ma i suoi disegni degli IWC con la Mercedes di Lewis Hamilton (come quello del Big Pilot’s Edition Toto Wolf) rimangono probabilmente le sue opere più memorabili. Il che non toglie che abbia una produzione molto varia: l’artista spazia dalle illustrazioni dei grandi brand a quelle dei marchi indipendenti – da Patek Philippe a Omega, da Louis Vuitton a Perrelet, da Bell & Ross a Jacobs & Co., tanto per citarne alcuni. Prova ne sia il suo feed di Instagram, ricchissimo di esemplari.

    Comiciamo dall’inizio. Perché la scelta del nome Inkdial?
    È una parola divertente che ho inventato mentre pensavo a un titolo per la raccolta in cui archiviare i miei disegni. Il nome si è evoluto lentamente ed è diventato più un marchio/identità. Inkdial è anche un riflesso della mia crescita e del mio viaggio personale nel campo dell’orologeria. E ormai è diventato anche un mezzo per esprimere il mio interesse per gli orologi e contribuire alla comunità orologiera con opere creative e divertenti.

    Come e quando hai deciso di specializzarti nell’illustrazione di orologi?
    Ho iniziato a disegnare orologi come modo per essere più produttivo, e mettere in pratica le mie capacità di disegnare, durante il lockdown nel 2020. Penso che ci sia qualcosa nella simmetria e nell’estetica dei diversi modelli che li rende un soggetto molto terapeutico. In effetti ho sempre amato gli orologi, fin da piccolo. Ma è stato solo nel 2018 che sono entrato davvero in contatto con l’orologeria. All’epoca lavoravo in uno studio di design di gioielli e un cliente in visita indossava un Pilot’s Chronograph di IWC: la bellezza formale del quadrante e dei pulsanti hanno catturato molto rapidamente la mia attenzione e curiosità. Così ci siamo messi a chiacchierare e poi ho approfondito la conoscenza di altri marchi.

    Quali marche preferisci disegnare?
    Diversi brand, ma se devo sceglierne qualcuno al momento direi: IWC, Audemars Piguet, G-Shock e AVI-8.

    Oltre all’orologeria, sembra che tu nutra una grande passione anche per la F1. Com’è nata?
    Sono un fan della cultura automobilistica e dei motorsport fin da quando ero bambino. Ma sento di essere diventato ancora più attratto dalla F1 e dalla Mercedes in particolare da quando ho avuto l’opportunità di lavorare a stretto contatto con IWC. Il loro rapporto e talvolta i nostri progetti infatti si incrociano. Sfortunatamente devo ancora incontrare Toto Wolff e Lewis Hamilton, ma spero che un giorno ne avrò l’opportunità!

    Riguardo alla tecnica da te utilizzata, come organizzi un disegno e che tipo di penne usi?
    Nel mio lavoro utilizzo principalmente pennarelli Copic, ma mixo anche i colori con la matita. Mi piace iniziare prima dal quadrante e poi farmi strada lentamente fra la cassa, il cinturino e lo sfondo attraverso i diversi strati.

    Stai lavorando a qualche nuovo progetto?
    Al momento non posso condividere molti dettagli, ma ho una mostra imminente. E ho in preparazione la mia prima vera collaborazione di orologi. Per gli aggiornamenti, vi invito a seguire il mio spazio social, incluso il mio sito internet.

  • Watchoniste: arte digitale per orologi del cuore

    Watchoniste: arte digitale per orologi del cuore

    Conservare il ricordo di un orologio che ci è caro, anche se quell’esemplare tanto amato vive solo nel limbo dei desideri perché magari è difficile da reperire, o non proprio alla portata delle nostre tasche. Come? Per Alex Eisenzammer non ci sono dubbi: trasformandolo in un soggetto di visual art. L’illustratore francese, noto come Watchoniste – presenza intrigante sui social -, ha saputo trasformare la passione per il mondo delle lancette e la grafica in un unicum, oggi apprezzato da esperti e collezionisti.

    Eisenzammer ha iniziato a disegnare i lussuosi esemplari quattro anni fa, partendo dal suo primo Omega, un Seamaster Cosmic: «Volevo farne un bel ricordo, fantastico nell’essenzialità dello stile, da appendere a una parete ma che non fosse una semplice fotografia», mi spiega quando lo contatto per Il Giornale degli Orologi. Sebbene confessi umilmente di essere un illustratore autodidatta, ex salesman di moda, è dotato di indubbio talento. E ancor più di creatività e inventiva, tant’è che le sue opere stanno riscontrando un buon successo. Forse per l’originale chiave di lettura che si è andata evolvendo nel tempo, per diventare sempre più sofisticata. O forse per l’ambientazione fantasiosa, talvolta ludica, a tratti onirica. Uomo di poche parole, Alex Eisenzammer mi ha raccontato la sua storia.

    Iniziamo dal suo background: come si è appassionato all’arte grafica, in particolare all’illustrazione di orologi?
    «Ero un semplice commerciante di moda, mestiere che ho fatto per 7 anni. All’università, ho studiato inglese e… beh, questo è tutto. Al mondo dell’illustrazione ci sono arrivato perché volevo creare qualcosa di diverso dalla solita immagine fotografica per il mio primissimo Omega».

    Come nasce l’avventura Watchoniste?
    «Nasce con il mio Omega Cosmic e con il lavoro fatto, che si può ancora vedere sul mio account di Instagram @ watchoniste. Volevo appunto creare qualcosa di sbalorditivo, un bel souvenir da tenere appeso sul muro di casa, come un’opera d’arte. Il tutto quattro anni fa».  

    Qual è lo spirito che anima il progetto?
    «Mi interessa trovare il modo migliore per rappresentare l’orologio amato, catturarne la luce migliore, l’ambiente più funky. Insomma, farlo apparire come l’orologio dei sogni».

    La sua tecnica di lavoro è solo digitale?
    «Sì, gli strumenti che uso sono solo il mio tablet (ipad pro) e il computer. Faccio tutto a mano ma con matita digitale. Ecco perché le mie illustrazioni hanno un aspetto diverso da quello che si può trovare comunemente in giro».

    Ci sono dei lavori in particolare per cui è riconosciuto Watchoniste?
    «Per un po’ ho fatto diversi lavori a tema Rolex. Poi ho trovato clienti dalla produzione singolare, esemplari pazzi come quelli di MB&F e ancora più folli come quelli di De Bethune, che mi hanno permesso di esplorare ancora più a fondo il desiderio di mettermi alla prova con pezzi originali».

    Continua a collaborare con le marche di orologi?
    «Di recente ho iniziato una collaborazione con Furlan Marri per il lancio del loro primo modello. Ho lavorato anche con il marchio americano indipendente Brew. E conservo un bellissimo ricordo delle esperienze divertenti fatte in precedenza».

    Quali sono le maison che l’appassionano di più?
    «Sono un tipo vintage, i dress watch sono la mia passione. Quindi Cartier, Piaget, Audemars Piguet, Vacheron Constantin attualmente sono il mio mondo. Mi appassionano le forme, il design stravagante del passato, come anche l’Art Déco: un’epoca che adoro, con quei “saltarelli”…».

    Dove si possono vedere (ed eventualmente acquistare) i suoi lavori?
    «Soprattutto sul mio feed di Instagram. E naturalmente sul mio sito web». 

  • Constance Tournier, un talento da scoprire

    Constance Tournier, un talento da scoprire

    Continua il tour attorno al mondo di Stefania Cubello, alla ricerca di giovani artisti appassionati di illustrazione e orologeria.

    La sua “prima volta” è stata con un Omega Speedmaster, dopo che la sfidarono a disegnarlo quasi per gioco. Da quel momento, Constance Tournier si è appassionata totalmente al mondo dell’orologeria, tanto da non avere più smesso di disegnarli. L’artista ventiduenne, parigina, pensa di continuare con la carriera di illustratrice anche dopo gli studi. È infatti ancora una studentessa, presso il rinomato istituto di art and craft Ecole Boulle, ma già al lavoro in uno degli studi di interior design più prestigiosi in Francia, Pierre Yves Rochon. Si è raccontata al Giornale degli Orologi in questa intervista che vi proponiamo.

    Ogni artista sceglie il proprio soggetto. Tu come ti sei avvicinata agli orologi, al centro dei tuoi lavori?  

    Constance Tournier: Ho iniziato quasi per gioco, tre anni fa, quando il mio fidanzato, appassionato di orologi, mi chiese di illustrare il suo Omega Speedmaster Professional. Nonostante pensassi che non ci sarei mai riuscita, presi un foglio A4 e mi misi all’opera. Da quel momento non ho più smesso di disegnare orologi. In generale, però, trovo affascinante il fatto che degli oggetti piccoli come questi possano custodire così tanti minuti dettagli. Ma è proprio ciò che mi piace: riuscire a illustrare con precisione ogni singolo componente. È un’attitudine che ho da sempre, cogliere i dettagli in tutte le cose. Trovo infatti difficile realizzare disegni non realistici. Ricordo che il mio insegnante d’arte a scuola mi diceva sempre di sognare di più, di lasciarmi andare alla fantasia.

    C’è un artista in particolare al quale ti ispiri?

    Constance Tournier: Amo i dipinti di Paul Signac, penso che i colori dei suoi quadri siano qualcosa di magnifico. Ammiro il movimento del Puntinismo, ogni opera richiede molta pazienza e meticolosità. Vediamo nel suo insieme ciò che l’artista ha voluto disegnare, mentre il dipinto è composto solo da punti di colore diverso. Con i miei lavori voglio rendere la passione per gli orologi ancora più reale. Ma voglio anche mostrare che prima di un oggetto, come appunto un orologio, c’è un disegno. E che la pazienza è importante per ottenere un risultato preciso. In genere per disegnare uso dieci tipi diversi di matite in grafite, dalla 3H alla 9B. Per dare luce mi aiuto con una gomma, e poi naturalmente lavoro con compasso, righello e squadra.

    Come scegli i soggetti da disegnare?

    Constance Tournier: Prima di iniziare un nuovo disegno, cerco di capire qual è l’orologio che il pubblico ama di più. Inoltre, in occasione di eventi speciali, mi piace disegnare i modelli che hanno accompagnato la storia. Come, per esempio, lo Speedmaster 105.012: è stato il primo orologio ad andare sulla Luna. L’ho disegnato lo scorso anno, in occasione del 50esimo anniversario del primo allunaggio.

    Tu sei molto giovane, qual è il tuo rapporto con il tempo?

    Constance Tournier: È un fatto divertente. Quando disegno orologi, conto il tempo in base a quello che passo sul disegno stesso. E spesso è molto lungo: per ogni disegno ci metto dalle 100 alle 150 ore, dipende dalla difficoltà. Le persone mi dicono che sono matta… Però rispondo che quando si ama tanto fare qualcosa, allora non ci si accorge del tempo che passa, anche se lunghissimo.

    Credi che sia un luogo comune, ormai obsoleto, il fatto che gli orologi siano  una passione tendenzialmente maschile?

    Constance Tournier: Le cose stanno gradualmente cambiando. E io ne sono un esempio. Adoro gli orologi e lavorando in questo ambiente incontro sempre tante donne. Tuttavia, credo che le donne preferiscano anelli e bracciali per ingioiellarsi dita e polsi. Cosa che gli uomini non fanno: il più delle volte l’unico gioiello che indossano è proprio l’orologio. Quindi capisco perché all’orologeria è più associata la figura maschile.  

    Sei una collezionista di orologi?

    Constance Tournier: Non ancora, ma spero di diventarlo presto. Mi piacerebbe collezionare modelli maschili, comunque: adoro infatti vedere un orologio da uomo al polso di una donna. Indosso spesso quello di mio padre, un Rolex 16610 LV. Fra i modelli che ho disegnato  ci sono anche Rolex Submariner 5513 e il Rolex Daytona 6263. E poi il Patek Philippe Nautilus 5712, l’Audemars Piguet Royal Oak 5402, e appunto l’Omega Speedmaster 105.012. Mi ha impressionato letteralmente la manifattura di Patek Philippe. Il modello più impegnativo da illustrare, invece, è stato il Royal Oak per il suo quadrante à damier.

    Per saperne di più sulle opere di Constance, basta collegarsi al suo sito internet. Oppure, se vi trovate a Parigi, potreste vederle esposte in alcuni negozi: dove, oltre a comprarle, se ne può apprezzare il valore di complemento d’arredo. Anche personalizzabile.

  • Diana Evans e “gli schizzi   della buonanotte”

    Diana Evans e “gli schizzi della buonanotte”

    «Ciò che più mi affascina, è la storia che circonda l’orologeria. Solo pensare al significato del tempo mi emoziona», racconta Diana Evans, effervescente illustratrice canadese. «Ne siamo ossessionati sin dal 1450 a.C., quando gli antichi Egizi osservarono per la prima volta i ritmi circadiani della Terra, e divisero la giornata in due periodi di 12 ore. Si sono serviti degli obelischi per tracciare il movimento del Sole. Il solo pensiero di tutto questo mi fa girare la testa. Il tempo ha un impatto su ognuno di noi». E proprio il fascino per il tempo, unito al talento innato per il disegno, ha portato Diana Evans a mettere gli orologi al centro dei propri lavori.

    Apprezzata in tutto il mondo, l’artista è nota in particolare per la serie Bedtime Sketches, quasi una graphic novel in cui la protagonista, un’eroina moderna – alter ego della stessa Diana -, viaggia nel tempo e nell’arte. Nella realtà, dopo anni passati a costruire una carriera non sognata, Diana Evans ha deciso di mollare tutto e tornare alla sua più grande passione: disegnare. Il Giornale degli Orologi ve la presenta in questa intervista in esclusiva.

    Quando è stato il momento in cui ha capito che disegnare era il lavoro della sua vita?
    Sono sempre stata attratta dall’arte. Già da piccola provavo un interesse innato per la creatività. La cosa buffa è che a casa mi avevano dato solo tre opzioni per la mia istruzione, quindi sarei potuta diventare un dottore, un avvocato o lavorare per il governo. Insomma, l’arte non era contemplata. Così ho finito per laurearmi in tecnologia e commercio e a lavorare per il governo. Lì però mi hanno sempre considerato un’eccezione proprio a causa della mia creatività. Il mondo della tecnologia richiede un approccio di pensiero molto analitico, mentre io ero tutt’altro che analitica.

    Dopo molti anni, mi sono resa conto che l’arte era qualcosa che dovevo perseguire per saziare il mio cuore e la mia anima. E questo è proprio quello che ho fatto. Era un rischio da prendere, le persone intorno a me pensavano che fossi folle a lasciare una carriera sicura per seguire i miei sogni. Per me, invece, significava tutto. Oggi i miei artwork sono presenti su centinaia di prodotti in tutto il mondo. Ho collaborato anche alla progettazione di set televisivi per la Nbc.

    All’inizio quali erano i soggetti che le piaceva disegnare?
    Ho sempre trovato interessante il graphic design, al quale mi sono dedicata fin dall’inizio. Così ho cominciato a lavorare come illustratrice di libri per bambini, cosa che, da appassionata di libri illustrati, desideravo moltissimo. Mi ha aiutato a fleggare due cose nella mia lista dei desideri: fare l’illustratrice di libri e diventare un’autrice. Ricordo ancora la forte emozione che ho provato quando mi chiesero di partecipare per la prima volta alla settimana degli autori nelle scuole locali. Finalmente avevo realizzato i miei sogni.

    Quali sono gli strumenti da disegno che preferisce usare?
    Sono una tradizionalista. Mi piace lavorare a matita. Una volta che mi innamoro di un disegno, inchiodo il mio schizzo e lo completo ad acquerello oppure lo coloro digitalmente, dopo averlo scannerizzato. I miei dipinti vanno dagli acquerelli agli acrilici. Ho provato a lavorare con gli olii, ma non è la mia tecnica preferita.

    I suoi disegni, sempre molto colorati senza però essere eccessivi, trasmettono uno spirito di vita votato all’ottimismo. Qual è l’emozione che vuole esprimere attraverso i suoi lavori?
    Spero di riuscire a trasmettere alle persone amore e gioia, semplicemente. Possiamo fare tutto nella vita e avere tutto ciò che desideriamo, mentre siamo qui dentro i nostri corpi fisici. Dipende da noi capire come vogliamo trascorrere il nostro tempo. Adoro il fatto che la mia arte possa portare un po’ di serenità e un sorriso alle persone. Mi piace l’idea di poter fare qualcosa che renda il mondo migliore di ieri.

    È per questo suo rapporto con il tempo che ha iniziato a illustrare orologi?
    Sono una grande appassionata di tutto ciò che appartiene al mondo dell’orologeria. Disegnare, in particolare, dettagli intricati di orologi bellissimi mi è servito per affinare le mie capacità di artista. Così sulle prime ho iniziato a fare degli schizzi e acquerelli dei miei orologi preferiti. Questo mi ha poi portato a realizzare la serie di disegni Bedtime Sketches in cui orologi da polso ‘vestono’ corpi femminili nei modi diversi. Credo, infatti, che ci dovrebbero essere più donne collezioniste di orologi. Anche perché una volta che si impara ad apprezzare la complessità e l’arte dietro a ogni pezzo, è impossibile non invaghirsene.

    Cosa rappresenta per lei l’orologio? È qualcosa di più di un semplice oggetto che segna il tempo?
    Certo, molto di più di uno strumento che ti dice che ora è. Gli orologi simboleggiano il passato, il presente e il futuro. E li adoro per questo. Quando ti capita di vivere quei momenti così speciali e unici della vita, anche un breve momento è capace di farti stare bene ogni volta che te lo ricordi… Se ti regali un orologio in uno di quei momenti speciali, il solo guardarlo poi riesce a scaldarti il cuore più di ogni altra cosa. È pura magia.

    Lei è una buona collezionista?
    Attualmente ho una collezione di 64 orologi da polso, a cominciare dal primo: un Cardinal a carica manuale, che mi regalarono i miei genitori a 4 anni. A quell’età iniziai infatti a prendere lezione di danza classica, e non volevo arrivare a scuola in ritardo. In famiglia ho imparato l’importanza del tempo e a rispettare la puntualità. Ancora oggi, agli incontri piuttosto arrivo in anticipo, mai in ritardo. Sono tante le case orologiere di cui sono appassionata: Omega, Panerai, Hamilton, Vacheron Constantin, Rolex. Ma mi piace disegnare anche modelli di brand più “piccoli” come Konstantin Chaykin.

    Quali sono i lavori iconici della produzione di Diana Evans?
    I lavori che ho fatto a tema Nasa e aviazione. Rappresentano più di un semplice pezzo di storia: rappresentano la convinzione che tutto è possibile se ci impegniamo abbastanza e lavoriamo insieme per cambiare il mondo. Basta usare il tempo con saggezza. E poi adoro volare, sto facendo pratica per prendere la licenza di pilota.

    Sta lavorando a dei nuovi progetti? Dove si possono ammirare i suoi disegni?
    Sto lavorando a diverse cose, anche ad alcune esposizioni. In cantiere ci sono dei nuovi libri illustrati, mentre prosegue la serie Bedtime Sketches. Il pubblico può vedere i miei lavori in Rete, sul mio profilo Instagram (@dianaevansillustration) e sul mio sito web.

  • Watches & Pencils o il tratto ironico di Teun

    Watches & Pencils o il tratto ironico di Teun

    Orologi che assumono la forma del tipico coltellino svizzero, ma anche di ExoMars Rover e di Darth Vader. E poi di panda, tartaruga, sub, lattina di Pepsi, schiaccianoci, sandwich, bombardiere, ragnatela, arcobaleno, fuochi d’artificio, perfino di uova al tegamino. È così che Teun van Heerebeek ama esprimere, con ironia, la sua passione per il mondo degli orologi e per il design: attraverso l’illustrazione. Per questo l’artista e designer olandese cinque anni fa ha creato Watches & Pencils, brand ormai noto fra gli appassionati e i collezionisti anche grazie a FratelloMagazine di cui Teun è l’illustratore.

    Cresciuto in una famiglia di creativi, dopo la laurea in design ha pensato di unire le sue due principali passioni – disegno e orologi – nel progetto Watches & Pencils, non un semplice sito ma una sorta di alter ego creativo. Sono così nati lavori diventati ormai cult, che ha raccolto in diverse pubblicazioni – fra cui il recente “60 Minutes” con 60 illustrazioni selezionate fra le migliori che ha realizzato negli ultimi anni. Lo abbiamo intervistato.

    Come e quando è nata la sua passione per gli orologi?
    Ho da sempre un interesse direi innato per i piccoli dettagli e il tempo. Quindi è stato spontaneo per me sviluppare quest’attrazione verso gli orologi. Ho comprato il mio primo esemplare meccanico quando ero ancora uno studente di design. Era un Oris. La passione vera e propria, però, è esplosa dopo avere scoperto una serie di blog e siti web dedicati a questo mondo. Nel corso degli anni, poi, ho sviluppato una preferenza per i cosiddetti tool watches (gli orologi “tecnici”, n.d.r.), come l’iconico Omega Speedmaster.

    Si ritiene un collezionista?
    Ho una collezione relativamente piccola di orologi. Il mio preferito di sempre è l’Omega Speedmaster professionale. In generale devono essere orologi funzionali, quindi quelli che ho sono solo in acciaio inossidabile e titanio.

    Come le è venuta invece l’idea di combinare l’illustrazione agli orologi?
    A dire il vero, avevo un sacco di hobby ma troppo poco tempo per coltivarli tutti. Da creativo ho cercato di mettere insieme due hobby in uno: il design e gli orologi. Così ho creato il progetto Watches & Pencils. È una piattaforma attraverso la quale creo illustrazioni di orologi con un tocco personale e umoristico. Diciamo che sono illustrazioni fatte da un nerd degli orologi. Alcune sono relativamente semplici, altre richiedono invece una certa conoscenza sul mondo dell’orologeria e sulla sua terminologia.

    Disegna anche orologi veri?
    Mi è capitato in passato, sì, ma come hobby. Preferisco dedicarmi completamente alla creazione di illustrazioni di orologi, e a sviluppare pezzi personalizzati per clienti e case orologiere.

    Quando disegna, dove trova maggiore ispirazione?
    L’ispirazione può arrivare da più parti. Però ho un paio di fonti che sono davvero ispiratrici per me: i film di animazione giapponesi (anime) firmati Studio Ghibli, i fumetti di Tin Tin, e i giochi pixel vecchio stile come Super Mario, Metal Slug e Street Fighter.

    C’è qualche messaggio che vuole diffondere attraverso le sue illustrazioni?
    A volte sì. Per esempio, ho lavorato a un’illustrazione attraverso la quale ho voluto esprimere il mio punto di vista su come, oggi, la maggior parte dei brand disegnino i loro orologi in modo poco ispirato. La maggior parte sono infatti rifacimenti del passato, o semplicemente cambiano colore a un modello già esistente.

    Come crea ogni nuovo cartoon?
    Inizia tutto con un’idea o un’ispirazione. Se l’idea non è abbastanza forte, allora non creo l’illustrazione. Altrimenti inizio a disegnare, a fare degli schizzi. A volte mi servono 10 schizzi, altre volte me ne bastano due. Quindi passo al processo di digitalizzazione. Per prima cosa traccio e ottimizzo tutte le linee disegnate. Poi passo alla fase di colorazione. Infine, lavoro sulle ombre e sulle luci.

    Cos’è il tempo per lei?
    È una persona invisibile che guida attraverso la vita e ti mostra tutti i tipi di esperienze, positive e negative. È l’unica a sapere cosa accadrà dopo. Indossare un orologio ti dà la sensazione di poter quasi toccare la mano di questa persona.

    Per seguire Watches & Pencils sui social:
    https://instagram.com/watchesandpencils

  • Wyler Vetta & NABA: visioni digitali per la nuova comunicazione

    Wyler Vetta & NABA: visioni digitali per la nuova comunicazione

    Wyler Vetta & NABA. Un’associazione in apparenza un po’ improbabile, eppure andata alla grande. Anche a conferma di quanto l’illustrazione sia tornata di moda nell’industria delle lancette. In breve: prendete uno dei più antichi marchi italiani di orologeria, fatelo mantecare dalle giovani menti della Nuova Accademia di Belle Arti di Milano, shakerate il tutto con la grafica digitale e otterrete uno straordinario portfolio. Che spopola sui profili social ed è esposto in una mostra virtuale.

    Flashback: NABA, anno accademico 2018. Al biennio specialistico di Fashion and Textile Design, gli studenti del corso di Computer Graphics si vedono affibbiare il brand come oggetto di studio. Ma non fanno un plissé: il loro prof è Domenico Principato, un creativo con la testa piena di immagini e i piedi ben piantati nel fashion system. Passano così 70 ore di lezione immersi in un mondo a loro sconosciuto, a scoprire un passato lungo più di 120 anni e le innumerevoli storie che ci stanno in mezzo.

    Come quella volta che gli orologi sono stati lanciati giù dalla Tour Eiffel, per testare l’efficacia del bilanciere Incaflex. O quando Innocente Binda sponsorizzò la Nazionale italiana di calcio, diventata poi campione del mondo. E ancora le pubblicità d’antan: i manifesti, il Carosello e i pullmini Alfa Romeo su e giù per la Penisola. Fino ai testimonial ante litteram, da De Sica a Mastroianni, la Hollywood sul Tevere e l’eleganza della Dolce Vita.

    Tutto questo per capire i valori di Wyler Vetta e sviluppare quindi una strategia di comunicazione coerente. Proprio come si fa nel mondo del lavoro. Una bella sfida il doversi confrontare un marchio vero, un’identità ben definita e un pubblico reale. Unico vincolo imposto ai ragazzi: rimanere nell’ambito della materia di studio, quindi utilizzare come mezzi espressivi la grafica computerizzata e la fotografia. Per il resto, la loro fantasia è stata lasciata a briglia sciolta. Perfino il logo poteva essere rielaborato.

    E il risultato finale è notevole: 150 tavole in cui il marchio è posto al centro di una creatività del tutto nuova e originale. Con gli orologi calati nella realtà dei ventenni di oggi, perfino inseriti in contesti inusuali, guardati anche con ironia ma sempre con rispetto. Da qualche giorno, questi lavori si possono vedere online, sul sito ufficiale (in una sezione dedicata) del marchio, o come contenuti digitali nelle relative pagine Instagram e Facebook. Perché il progetto Wyler Vetta & NABA ha funzionato davvero. Speriamo faccia scuola. ”’”><\/script>‘