Approfondimenti

Tissot T-Touch Connect Solar: prima l’orologio, poi il connesso

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Ve lo dico subito: i dispositivi connessi non li amo. Eppure – credetemi – sono un fan sfegatato dell’elettronica e dei suoi miracoli. Il pc me lo progetto e me lo monto io, uso con sincero entusiasmo ogni device e aspetto ansiosamente i progressi dell’elettronica. Ma che un imbroglione debba definire smart, ossia intelligente, degli aggeggi da polso, come se gli orologi veri fossero scemi, questo non mi va giù. Un giorno ne parleremo più diffusamente. Ma per ora il concetto stesso di smart watch mi sta sullo stomaco e anche più in basso. Voi capite. Non è così però per il Tissot T-Touch Connect Solar.

Già quando sento nominare il Tissot T-Touch mi si illuminano gli occhi. Perché il T-Touch è basato su una idea intelligente (lei sì) e originale che nessun altro orologio ancora possiede. Tissot, in pratica, ha ben compreso che la gestione di un orologio elettronico multifunzione può essere un vero e proprio incubo, per un normale utilizzatore. Ricordo ancora con orrore il mio Casio con calcolatore a tasti, comprato in Usa sul campus della Ucla, l’università di Los Angeles dove mio cugino John studiava da compositore e direttore d’orchestra. C’è un kamasutra di combinazioni di pulsanti da premere e poi altre combinazioni ancora per gestire i sottomenù e i sottomenù dei sottomenù. Se non ti porti dietro il libretto delle istruzioni sei perso.

Tissot ha risolto il tutto con una semplicità disarmante. Una serie di pulsanti virtuali (con scritte relative alle funzioni attivate) fanno da interruttori. In pratica, premi il pulsante start, quello che avvia anche le funzioni crono (interruttore generale) per circa mezzo secondo. Serve per sbloccare l’orologio. E poi tocchi il vetro in corrispondenza della scritta relativa alla funzione che vuoi attivare. Fatto. È il T-Touch, bellezza, ed è facile da usare.

Anche perché puoi comunque fare tutto pure ruotando la corona; anche perché devi imparare una sola logica di base, e i sottomenù sono facili da gestire; e poi i pulsanti virtuali consumano così poca energia che la batteria dura anni e anni. Se c’è un orologio davvero smart è il Tissot T-Touch. Che dal 1999 ha saputo evolversi sia nelle funzioni sia per quanto riguarda la tecnica. Ora arriva lo smart watch al quadrato: il Tissot T-Touch Connect Solar. Cos’è e cosa fa?

Il Tissot T-Touch Connect Solar è innanzi tutto un orologio elettronico nel quale i pulsanti virtuali controllano le normali funzioni di misura del tempo (calendario perpetuo compreso). Poi si aggiungono la misurazione della pressione barometrica, tendenza meteo e temperatura (pulsante meteo), quelle di contapassi, calorie bruciate, distanza percorsa e altimetro (pulsante activity).

Saltiamo per ora l’interruttore seguente e passiamo al 6, dove troviamo una lunga serie di settaggi; fra cui il blocco di sicurezza (altrimenti ogni volta che tocchiamo o giriamo la corona succede un casino), la modalità Eco (utile quando la batteria comincia a “sgonfiarsi”, e quella per mandare in sospensione l’intero orologio (pulsante T-Touch). Al 7 (pulsante timing) gli allarmi, il conto alla rovescia e il cronografo, con tanto di funzione sdoppiante e di memorie.

All’11, infine, bussola e azimut (pulsante navigazione), che serve per orientarsi con le stelle. Quando le funzioni touch non sono attivate, l’orologio indica l’ora, il fuso orario e il calendario perpetuo. Molte indicazioni usano anche le lancette (ad esempio la bussola), ma compaiono soprattutto su uno schermo a cristalli liquidi, ben leggibile in ogni condizione di luce. E comunque retroilluminato.

Avete capito che il pulsante finora lasciato da parte è quello per la connessione al cellulare, ma preferisco andare con ordine.
Apro la confezione e leggo la versione sintetica del manuale d’uso. Piazzo l’orologio sulla base di ricarica ad induzione (nessun connettore nell’orologio e questo consente di garantire l’impermeabilità fino a 10 atmosfere). Aspetto un paio d’ore che sia ben carico (verificate che sul display in basso si appalesi il solito disegnino della batteria in ricarica). E poi premo il pulsante start per più di mezzo minuto.

Il Tissot T-Touch Connect Solar mi chiede se voglio connetterlo subito al cellulare e ruotando la corona gli dico di no. Nego anche le impostazioni della password e passo al settaggio. Mi limito a seguire le indicazioni sullo schermo, ricordandomi di girare la corona avanti o indietro per cambiare i dati. Mi chiede anche del mio compleanno, peso e altro che serve par capire quanto sono vecchio e fuori allenamento. Dopodiché il settaggio di base è fatto. Tempo necessario: un paio di minuti. Ora l’orologio è impostato per essere un “normale” Tissot T-Touch Solar, senza Connect. Già così, grandi soddisfazioni. Tra corona e pulsanti si fanno mille cose e si fanno con grande facilità. Ci ho messo più tempo per scriverlo (e voi per leggerlo) di quanto non ne serva per farlo.

A questo punto scarico sul cellulare l’app Tissot T-Connect (iOS o Android che sia, fra poco anche per gli Huawei) e creo il mio account, che mi servirà per molte attività presenti e future legate alla connessione con il cellulare. Premo un po’ il solito pulsante start per sbloccare l’orologio e quindi il pulsante virtuale T-Touch, che apre le porte di una meravigliosa quantità di settaggi. Un piacere per gli smanettoni, ma anche per gli altri. Perché tutto segue una logica pensata per far sentire a proprio agio anche l’utente poco abituato agli slalom fra i menù apparecchiati dai programmatori. Girando la corona arrivo a Watch Settings, poi Pair with Phone? (vuoi far accoppiare orologio e cellulare?) e seguo le istruzioni per l’accoppiamento. E non fate facili battute oscene, per favore.

Volendo puoi creare anche una password per evitare occhi indiscreti. Password che verrà impostata sull’orologio premendo i pulsanti (meglio tenere sottomano la Guida rapida) relativi ai numeri e alle cifre che la compongono. E ora anche la connessione è a posto. Non dovete però immaginare un “connesso” classico, anche perché manca lo schermo “totale”. Fondamentalmente – e anche ad app non attiva – riceverete informazioni su chiamate e messaggi vari.

Tutto qui, la connessione? Beh, sì per quanto riguarda le informazioni da cellulare a Tissot. Da Tissot a cellulare c’è un ampio mondo tutto da scoprire e non voglio rovinarvi la sorpresa. Tenete comunque presente che il Tissot T-Touch Connect Solar è e vuole essere un orologio, un orologio elettronico vero, cui si aggiungono alcune funzioni connesse di base. Quelle strettamente necessarie per non drenare in poco tempo tutta l’energia elettrica disponibile, lasciandovi con un oggetto inutile al polso. 35 brevetti consentono di usare le attività online per sei mesi. Per quanto riguarda l’orologio, basta un po’ di luce per eliminare ogni limite energetico, dal momento che impiega cellule fotovoltaiche d’ultima generazione.

Ho usato a lungo questo Tissot e come sempre (ve lo avevo detto, no, che sono un fan del T-Touch?) ne sono entusiasta. Mi impressiona molto l’ottimo rapporto fra prezzo e qualità: dal vetro zaffiro alla cassa in titanio, dalla lunetta in ceramica all’ottima impermeabilità, c’è davvero tutto quel che un orologio sportivo deve avere. E per giunta ad un prezzo  sempre molto concorrenziale: tra 965 e i 1.065 euro. Tenendo però presente che concorrenza non ce n’è, almeno per quanto riguarda i comodissimi pulsanti virtuali. Che per altro rendono logico il suo ampio (47 mm) diametro. Farlo più piccolo probabilmente si poteva, ma sarebbe stato un giocattolino per occhi d’aquila.

Il Tissot T-Touch Connect Solar è disponibile in titanio satinato, titanio con rivestimento in Pvd nero o Pvd oro rosa. Cinturini in caucciù o bracciali in titanio. Sul sito Tissot, nella zona relativa al modello, alla voce supporto (in alto a destra) trovate filmati di aiuto e un completo manuale d’uso scaricabile in Pdf. Ecco, alla fine la cosa che mi entusiasma di più è proprio il fatto che l’implacabile logica dei progettisti sia stata “tradotta” in termini facilmente comprensibili anche per gli allergici alla tecnologia. Se questo esempio venisse imitato nella vita, saremmo tutti un po’ più felici e la smetteremmo di ringhiare come cani con la rabbia. Anche un orologio può contribuire.