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Vacheron Constantin American 1921: da che parte sta?

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L’idea era fantastica: realizzare un orologio con tecniche, materiali e tecnologie del passato. Non per rinnegare il presente e il futuro, ma per rendere omaggio al passato. Sia chiaro: un passato che rivive quotidianamente nei laboratori di restauro delle marche e dei modelli più importanti. Ma spingersi così avanti è qualcosa di raro, di entusiasmante per chi ha nostalgia dei “bei tempi d’una volta”. E così è nato il Vacheron Constantin American 1921 Pièce Unique: un pezzo unico di straordinario interesse, usato per l’inaugurazione della boutique di New York.

Dal pezzo unico alla serie

Ancor migliore, credo, l’idea di far rinascere il Vacheron Constantin Historiques American 1921 in serie non limitata. O meglio, limitata dalle difficoltà di produzione e da un prezzo non certo contenuto: 37.000 euro per la versione con cassa in oro bianco di 40 mm di lato (che va ad affiancare quella in oro giallo già in catalogo e in vendita allo stesso prezzo); 51.500 per l’edizione in platino; e 30.500 per il modello piccolo, con la cassa in oro bianco di 36,5 mm di lato.

Ma non per tutti il prezzo è un ostacolo. In questo caso le motivazioni d’acquisto vanno ricercate nel ritrovato prestigio (da diversi anni Vacheron Constantin è tornata ad essere una vera manifattura) e nella possibilità di un buon valore, in futuro, sul mercato collezionistico. Oltre, evidentemente, alla indubbia qualità generale.

Orologio per piloti automobilisti

Il Vacheron Constantin American 1921 originale nacque, su richiesta, per soddisfare le esigenze di chi amava guidare da sé l’automobile, all’inizio dello scorso secolo. Attività che richiedeva grande attenzione per la complessità delle operazioni necessaria (mica pulsanti e cambio automatico come oggi…); complessità che consigliava di non togliere mai le mani dal volante, sia pure per una rapida occhiata all’orologio. Si pensò quindi di inclinare il quadrante per consentire la lettura dell’ora con un accenno di rotazione del polso.

Ma la cosa sembrava banale e i tecnici di Vacheron si spinsero oltre ruotando l’intero movimento, fino a far coincidere la corona con l’angolo superiore della cassa “a cuscino”. Lavoro ottimo e raffinato: di difficile esecuzione, ma in questo modo la corona risultava più protetta e oltretutto non dava fastidio al polso, con il quale praticamente non interferiva. Ma…

Ma da che parte stai?

La versione “pezzo unico” è filologicamente rispettosa dell’orologio originale. Tutto è come nel passato, compresa la corona che si situa nell’angolo superiore a sinistra. Peccato che all’atto pratico questo Vacheron Constantin American 1921 vada benissimo per una persona mancina, ma crei un’angolazione impossibile per i destrorsi. Osservate le foto a corredo di questo articolo, immaginando il vostro polso all’interno del cinturino e comprenderete meglio che con mille discorsi.

In seguito venne quindi realizzata (sempre in piccola serie: Vacheron non ha mai avuto numeri “popolari”) la versione con corona all’angolo destro, di agevole lettura per i destrorsi. Incidentalmente ora sapete per quale ragione solo pochissimi produttori hanno realizzato e realizzano orologi di questo tipo: l’inclinazione del quadrante limita non poco l’uso pratico.

La qualità impeccabile del Vacheron Constantin American 1921

Mi dirai: ci mancherebbe, con quei prezzi! Ti rispondo: sì, ma non tutti sono in grado di spingersi tanto avanti. Per quanto riguarda la cassa, ad esempio, basta osservare proprio lo spigolo superiore destro per rendersi conto dei dettagli davvero straordinari. La grana del quadrante (che, incidentalmente, di fatto annulla riflessi fastidiosi quando si conduce una spider), la corona stessa, l’attacco delle anse, le curve della cassa che credo siano state odiate da chi ha dovuto lucidarla… Nulla è fuori luogo, nulla offre il fianco a critiche.

Il movimento a carica manuale è anch’esso rifinito in modo impeccabile, ossia seguendo le regole che consentono di ottenere il Poinçon de Genève. Regole intransigenti che entrano nel dettaglio della costruzione e della finitura. Personalmente avrei preferito, nelle versioni di serie del Vacheron Constantin American 1921, un “motore” leggermente più moderno, magari con un bilanciere ad inerzia variabile.

Al tempo stesso mi rendo conto che la scelta di un carica manuale dal sapore antico si concilia con lo spirito vintage da cui nasce l’intera operazione. È proprio questa, in definitiva, la chiave di lettura di un orologio che ben figurerà al polso di un collezionista d’auto d’epoca. A patto che la vettura abbia più o meno la stessa età dell’orologio originale…