Richard Mille porta a compimento la trilogia dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate con un’ultima, definitiva versione. Lanciata nel 2021, poi sviluppata nel 2023 con diversi look molto estivi, la collezione torna ora in chiave invernale: o forse dovrei dire “ghiacciata”, immersa com’è in un immaginario fatto di neve e luci crepuscolari. On the rocks, direbbero nel mondo della moda, in riferimento alla presenza dei diamanti che impreziosiscono l’intera cassa. Ed è proprio questo il problema: incastonare i diamanti nella ceramica, dal punto di vista teorico, sembrerebbe una follia. Praticamente impossibile.
Credo che ai tecnici di Richard Mille sia stata utile la lezione imparata per un’altra variante dell’RM 07-01, l’Intergalactic. Solo che lì i diamanti erano sparsi, quasi buttati a caso (in realtà in posizioni calcolate al micron) nella superficie in Carbon TPT. Qui invece si trovano all’interno della ceramica TZP perfettamente organizzati secondo precise figure geometriche: cerchi, semicerchi, sinusoidi, linee, segmenti, rettangoli (singoli o in successione, quasi a formare uno zigzag). Colpisce, a ben guardare, la dimensione dei diamanti: piccoli, piccolissimi, a loro volta tenuti in sede da ancora più minuscole griffe, o grani. Chiamiamoli così per intenderci, anche se in realtà – lo vedremo poi – sono tutt’altro.
La ceramica TZP
Cerchiamo di capire meglio la questione. Di per sé la ceramica è un materiale ostico, difficile da realizzare e da lavorare, che richiede una perfetta maestria dei processi di produzione. Soprattutto quando si tratta di forme complesse come quelle della lunetta e del fondello del Richard Mille RM 07-01 Ceramiche Colorate, che hanno anche bisogno di un lungo processo di rettifica per mezzo di utensili diamantati.
Devo pure aggiungere che ottenere specifiche sfumature cromatiche – come il rosa cipria, il rosa lavanda e l’azzurro polvere dei tre orologi di Richard Mille – è un’ulteriore sfida tecnica. Le polveri di base, miscelate a ossidi metallici, sono sottoposte a sinterizzazione a pressione: in pratica, invece di cuocere il pezzo per ore, insieme al calore si applica una pressione fortissima per un tempo molto breve, il che “impacchetta” le molecole così densamente da mantenere il colore uniforme. Il controllo della temperatura è fondamentale: uno sballo di pochi gradi farebbe virare per esempio il rosa verso il grigio o il marrone.
In questo caso si tratta di ceramica TZP, che sta per Zirconio Tetragonale Policristallino, costituita per oltre il 95% da zirconio (ZrO2). La ceramica TZP è un materiale dalle particolari proprietà: è estremamente dura (raggiunge i 1400 Vickers, ben maggiore del valore degli acciai temprati), ed è quindi resistente ai graffi, all’usura, alla corrosione, alla deformazione. Ha infatti una tenacità (la capacità di assorbire energia e di deformarsi plasticamente prima di arrivare alla rottura) superiore a quella dello zaffiro.
Di contro ha una densità particolarmente bassa (circa 6 g/cm3), ed è perciò molto leggera. Poi è resistente ai raggi UV e rimane del tutto inalterabile nel tempo. Infine è anallergica e biocompatibile – tant’è che viene utilizzata anche in odontoiatria e in ortopedia, per gli impianti dentali come per le protesi ossee.
L’incastonatura delle gemme
Bene. Veniamo al problema dell’incastonatura delle pietre preziose nella ceramica. Proprio perché si tratta di un materiale particolarmente duro, non è possibile montarle con metodi tradizionali. I progettisti della ProArt, la fabbrica di Richard Mille dedicata alla produzione di casse in materiali high-tech, hanno quindi dovuto mettere a punto una particolare tecnica, basata sul cosiddetto mitraillage (mitragliamento, in francese). Ovvero l’esecuzione di una serie di micro-fori o cavità in cui alloggiare le gemme, che tradizionalmente è eseguito a mano nel metallo con appositi bulini o piccole frese.
Qui però, vista la durezza della ceramica, il mitraillage dev’essere effettuato con macchine CNC a 5 assi, che permettono una precisione micrometrica e una perfetta perforazione del materiale. E con pietre così piccole collocate in figure così definite, la precisione è fondamentale. Anche perché in questo caso è impossibile ricavare i grani che serviranno a tenere in sede le pietre (di solito l’incastonatore li scava e li solleva direttamente dal metallo circostante). Di conseguenza, oltre ai fori di alloggiamento delle gemme, bisogna crearne altri – proprio accanto, nell’esatta posizione – che ospiteranno i castoni metallici necessari a bloccare le gemme.
Basta guardare le immagini della gallery in alto per capire di cosa di tratta: nelle foto si vede chiaramente che ogni foro di diametro più grande, che ospiterà la pietra, è affiancato da due più piccoli. In questi ultimi l’incastonatore inserirà appunto degli elementi microscopici, simili a rivetti o a perni a T, di varie forme, a lama o a cuneo, proprio per assicurare le gemme nella loro sede: realizzati probabilmente in oro, questi elementi “tengono” grazie alla pressione generata dalla loro deformazione una volta collocati nella fessura. Per la forma e la funzione a me hanno ricordato un po’ i chiodi da roccia – solo di dimensioni infinitesimali e privi di occhiello.
L’habillage dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate 2026…
Altri diamanti e pietre di colore dal formato ridotto sono poi montati sulla carrure in oro bianco, anche qui posizionati in modo da creare decorazioni geometriche. Nel metallo nobile per eccellenza, chiaramente, l’incastonatura avviene in modo tradizionale – con il mitraillage e la creazione dei grani direttamente nel metallo – senza troppe difficoltà se non quelle create proprio dalle dimensioni delle gemme. E dalla loro quantità, che dev’essere molto elevata.
Richard Mille non dichiara quante pietre e quanti carati racchiude l’RM 07-01 Ceramiche Colorate. Ma per una volta sarebbe più importante conoscerne il numero, piuttosto della caratura, proprio per avere un’idea del lavoro pazzesco fatto dagli incastonatori e dalla loro pazienza certosina.
Per passare al display, come nelle versioni precedenti anche i nuovi RM 07-01 Ceramiche Colorate hanno il quadrante decorato da figure geometriche. Sulla piastra di oro rosso 5N rodiato e scheletrato si trovano frammenti di ceramica colorata, applicazioni in gomma tagliata al laser, piastrine in oro bianco tempestate di pavé di diamanti (sempre con pietre piccolissime), archi e segmenti in oro guilloché. Il risultato è un puzzle astratto e coloratissimo – dalle cromie a contrasto -, accentuato anche dal cinturino in caucciù.
… e il movimento
Riguardo alla meccanica, vale la pena spendere due parole sul calibro CRMA2 che anima l’RM 07-01 Ceramiche Colorate. Un movimento ormai noto, progettato ad hoc per la famiglia di orologi da donna RM 07-01 e che si ritrova nella stragrande maggioranza dei modelli della collezione. A carica automatica, interamente scheletrato, vanta un’autonomia di 50 ore e numerose caratteristiche costruttive tipiche di Richard Mille. A cominciare da platina e ponti in titanio grado 5 microbillé con trattamento elettroplasma: che – come dichiara la documentazione ufficiale – “conferisce grande rigidità ai componenti e una precisa planarità delle superfici, essenziali per il perfetto funzionamento del treno di ingranaggi”.
Quindi il bariletto a rotazione rapida, che compie un giro su sé stesso in 5 ore anziché 7 e mezza, il che ottimizza l’erogazione dell’energia della carica in modo costante. Poi, un particolare profilo dei denti delle ruote, che assicura un’eccellente trasmissione della coppia fino al bilanciere. Il bilanciere a inerzia variabile, che consente una regolazione più accurata e migliora le prestazioni cronometriche sul lungo periodo. E ancora il rotore a geometria variabile, che permette di regolarne l’inerzia in relazione al livello di attività di chi indossa l’orologio e quindi di personalizzare l’efficienza della carica. In soldoni, il contenuto tecnico di alto profilo cui il Brand ci ha ormai abituato, ma che è tutt’altro che scontato.
Ulteriori informazioni
Per saperne di più rimando al sito di Richard Mille. Ma non posso concludere senza aver fornito le ultime informazioni e la mia opinione. I tre nuovi modelli dell’RM 07-01 Ceramiche Colorate sono realizzati ciascuno in edizione limitata di 50 esemplari (e non poteva essere altrimenti, visto come sono fatti) e sono in vendita a un prezzo di 270mila euro, tasse escluse. Come tutti gli orologi di Richard Mille possono piacere o non piacere – il Brand, si sa, è divisivo… Ma sicuramente presentano un tasso di innovazione degno di nota, coerente con la filosofia del Marchio, sia nell’uso della tradizione sia nell’invenzione di novità tout court. E questo anche i detrattori non possono non riconoscerlo.