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Longines Record Heritage: linee rétro, performance attuali

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La grande nuotatrice americana Ethelda Bleibtrey è celebre, oltre che per le sue medaglie d’oro ai Giochi di Anversa del 1920, anche per una frase emblematica: «I record sono come le bolle. Scompaiono velocemente». Non credo che Longines la pensi così, almeno per quanto riguarda le sue collezioni: la linea Record è infatti viva e vegeta. E, nonostante i suoi soli cinque anni di vita, ha la stoffa di una veterana. Lo conferma il nuovo cronografo Longines Record Heritage.

La collezione Longines Record

Lanciata nel 2017 e sviluppatasi in quattro misure di cassa (26, 30, 38,5 e 40 mm), la linea Longines Record guarda indifferentemente all’uomo e alla donna. Il punto di forza sta nei calibri: tutti i movimenti della collezione Record, nessuno escluso, sono certificati dal Cosc, l’Istituto ufficiale svizzero di controllo dei cronometri.

Una scelta che non è una scommessa, ma il frutto della visione che Matthias Breschan, il Ceo di Longines, ha del marchio, della sua storia e soprattutto del suo presente. Non a caso ha concentrato molto la propria strategia di brand sui movimenti e sugli aspetti tecnici, oltre che sullo stile. Il suo obiettivo è quello di offrire il meglio dell’orologeria, abbinando design vintage e tecnologia contemporanea. In questo senso, la collezione Record è il prodotto perfetto.

Eleganza vintage

Non nego che vedere per la prima volta un cronografo all’interno della collezione Record mi abbia stupito. Non perché non me lo aspettassi, anzi, ha molto senso per quello che questa linea è. Ciò che a mio avviso colpisce positivamente è l’estetica, che avvicina l’orologio ad altre collezioni del marchio, come per esempio la Heritage, pur restando perfettamente coerente al dettato tecnico e alla filosofia della Record.

Intanto, il cronografo Longines Record Heritage rimane all’interno del range di dimensioni della collezione. La cassa in acciaio misura infatti 40 mm di diametro per 13,8 di spessore e ha una bella lavorazione satinata sulla carrure che si alterna alla finitura lucida della lunetta e delle anse. Queste ultime sono piuttosto pronunciate e danno l’idea di rendere l’orologio più adatto a polsi importanti. Purtroppo non ho ancora avuto modo di indossarlo, mi riservo di tornare da voi su questo aspetto dopo una prova.

Sono lucidi anche i pulsanti del cronografo, di forma rettangolare come nei pezzi degli anni ‘50, che avevano spesso la cassa al di sotto dei 40 mm. Penso che con il Record Heritage, Longines abbia scelto questa misura più per rendere l’orologio coerente con l’insieme della collezione che per preservarne lo spirito vintage. Ben dimensionata la corona, che troviamo molto simile sugli altri orologi della linea Record, con una zigrinatura pronunciata e fatta apposta per agevolare la presa e l’utilizzo.

Fedele alla tradizione di Longines

Come ho scritto sopra, questo è il primo cronografo della collezione Record. Ma è una prima assoluta anche per un altro motivo: nonostante le numerose varianti a catalogo nella linea, non c’erano ancora referenze che presentassero un quadrante nero con indici dorati. Nel caso del Record Heritage, questo ha dato vita a un orologio accattivante, preservando un abbinamento cromatico molto in linea con l’epoca a cui il cronografo si ispira.

Pulito e leggibile, il quadrante ha gli indici applicati, cifre arabe dorate per le ore pari e indici sottili per quelle dispari. Vi sono riportate due scale: una interna per i secondi e una scala tachimetrica esterna, con base 1000. Tutte le informazioni dorate spiccano decisamente sul colore nero opaco del fondo e l’intera estetica attinge fortemente all’eredità vintage del Record, dalle lancette a forma di foglia al carattere tipografico tradizionale.

Curata la lavorazione dei due contatori, quello dei secondi continui posto a ore 3 e quello dei 30 minuti a ore 9: entrambi sono rifiniti con un elegante motivo a cerchi concentrici. Nel Longines Record Heritage non c’è il datario, per forza di cose. Anche se spesso richiesta dai clienti (meno dagli appassionati puristi…), quella finestrella sarebbe stata un anacronismo su un orologio ispirato ai pezzi della metà del ‘900.

Record Heritage Chronograph: il calibro

Sotto al cofano del Record Heritage Chronograph, Longines ha messo uno dei suoi motori più affidabili. Il calibro L895.4 è una derivazione dell’L895.2, a sua volta sviluppato su base ETA A31.L01. Il calibro L895.2 è utilizzato nei cronografi bicompax Longines come l’Heritage Classic Chronograph e l’Heritage Chronograph Tuxedo.

È interessante però notare che il movimento di base L895 incassato nel Longines Record Heritage è stato notevolmente ottimizzato. Intanto, come detto, la nuova versione è certificata Cosc; la spirale è in silicio, come ormai nello standard delle referenze più pregiate di Longines e di altri marchi di Swatch Group, anche se a tendere dovrebbe diventare lo standard. La riserva di carica è stata estesa da 54 a 59 ore, mantenendo la frequenza di 28.800 alternanze/ora.

Unico dettaglio fuori posto, a mio avviso, è il fondello trasparente. Oltre a non essere “heritage”, mette in evidenza l’anello d’incassaggio piuttosto spesso, il quale crea un “effetto ciambella” che personalmente trovo poco gradevole. Parere del tutto personale e come tale prendetelo.

L’importanza del dettaglio

Trasparenza per trasparenza, è invece spia di attenzione alla qualità la lavorazione del vetro zaffiro con trattamento antiriflesso multistrato, sia all’interno sia all’esterno. Un dettaglio che spesso fa la differenza nel far lievitare non poco il prezzo dell’orologio, ma non qui. Ci torno tra poco.

Non prima di aver parlato del cinturino in pelle marrone con impunture écru, forse troppo moderno per un orologio così classico; un po’ più di patina, come per esempio su quello dell’Heritage Military, non avrebbe guastato. Bello, invece, il bracciale in acciaio a sette file, lavorate lucide e satinate, con chiusura déployante a pulsante.

Qualità e prezzo: una riflessione

Il fatto che parli del bracciale e del cinturino verso la fine non deve far dimenticare che, spesso, la qualità di un orologio si giudica dal grado di attenzione che il marchio dedica alla loro lavorazione. Il rischio di creare qualcosa di cheap, pensando che ciò che conta siano solo il quadrante e la cassa, è infatti dietro l’angolo.

In questo caso, inoltre, l’aver lasciato il discorso in fondo è funzionale anche per parlare del prezzo del Record Heritage di Longines: 3.190 euro, sia nella versione con cinturino sia in quella con bracciale. Non è una banalità: spesso quest’ultimo sposta di qualche centinaio di euro in su il prezzo rispetto al primo.

Un prezzo comunque niente male per un orologio che ha contenuti tecnici importanti e un’estetica ricercata. Giusto per restare in famiglia, l’Heritage Chronograph Tuxedo, che non è un Cosc, costa 3.360 euro. È la prova del fatto che Longines persegue ormai una filosofia coerente di prodotto in rapporto al costo che la sta posizionando in modo sempre più forte, sia sul mercato sia nel portafoglio di Swatch Group. Una filosofia che non sparirà velocemente come una bolla, credo.