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Huawei Watch 5, la prova al polso

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Dieci anni dopo il primo Huawei Watch, l’azienda cinese torna sul mercato con un prodotto che ambisce ancora una volta a cambiare le regole del gioco. Il nuovo Huawei Watch 5, presentato a Berlino lo scorso 15 maggio, è uno smartwatch di fascia alta che mette insieme materiali e finiture dell’orologeria tradizionale, tecnologie di monitoraggio della salute inedite e funzioni sportive avanzate. Non si limita a migliorare le prestazioni dei modelli precedenti: introduce un linguaggio di design e un approccio alla misurazione biometrica che, nelle intenzioni di Huawei, dovrebbero fare la differenza. Ma riesce davvero a mantenere le promesse? Ho avuto modo di provarlo per qualche tempo: scopriamolo insieme.

L’estetica dello Huawei Watch 5

Riguardo al design, Huawei Watch 5 prende ispirazione dalla linea di Kármán, quel confine immaginario che segna il limite tra l’atmosfera terrestre e lo spazio. Una scelta simbolica che si traduce concretamente in un profilo di cassa integrato, privo di spigoli vivi, con superfici fluide che si adagiano sul polso.

Due i formati proposti: 42 e 46 mm. Per il nostro test ho provato il modello da 42 mm nella colorazione Sand Gold, con cassa in acciaio 904L – lo stesso utilizzato da marchi svizzeri di alta gamma – e bracciale in titanio con trattamento di superficie color oro, ma è disponibile anche nella colorazione Beige. Per chi cerca alternative, il 46 mm adotta invece il titanio aerospaziale. Vale a dire il titanio grado 5, un materiale più leggero del 45% rispetto all’acciaio, ma più duro e naturalmente resistente alla corrosione. La versione XL è disponibile nelle finiture Silver, Brown e nella suggestiva Purple Edition. Esistono anche modelli in acciaio 316L nei toni Blue e Black.

Particolare attenzione meritano i processi produttivi sviluppati per le colorazioni esclusive. La variante Purple è il risultato di complessi metodi di ossidazione che conferiscono alla lega di titanio una tonalità blu-grigia distintiva. Allo stesso modo, la colorazione Sand Gold deriva da una tecnica anti-ossidazione messa a punto internamente da Huawei – per evitare l’indesiderato viraggio verso il verde, tipico degli orologi economici placcati oro.

Completano il look i cinturini e i bracciali. Intercambiabili (con attacco proprietario Huawei), spaziano dal già menzionato titanio al fluoroelastomero sportivo, fino al materiale composito effetto pelle, anche in varianti denim o seta, per una versatilità che accompagna dalla sala riunioni alla palestra.

Display: visibilità estrema

A protezione del quadrante, un vetro zaffiro a cupola garantisce resistenza ai graffi e una maggiore profondità visiva. Oltretutto arriva quasi al bordo della cassa, il che amplia visivamente la dimensione dei lay-out sottostanti. La lunetta minimal misura 1,8 mm sul 42 mm (rapporto schermo/cassa 82,5%) e 2,2 mm sul 46 mm (80,4%). In pratica, il risultato è un effetto quasi full screen che migliora la leggibilità all’aperto e, soprattutto, valorizza le watchface dinamiche.

Anche il display, del resto, è improntato alla massima visibilità. Huawei Watch 5 è dotato infatti di un pannello LTPO 2.0 AMOLED con luminosità di picco capace di raggiungere i 3.000 nit e risoluzione di 466 x 466 pixel.

X-TAP: il sensore laterale che cambia le regole

L’innovazione più significativa del Watch 5 risiede nella tecnologia X-TAP, un modulo laterale in vetro curvato che integra tre funzioni fondamentali: ECG, PPG (photo pletismografia, sensore che misura il volume di sangue nei capillari ossigenazione) e sensore tattile. La particolarità sta nel punto in cui avviene la misurazione: non più il polso, ma la punta del dito. Qui la pelle è più sottile e ricca di capillari, il che consente di ottenere dati più rapidi e precisi, riducendo le interferenze dovute alla presenza di peli, alla pigmentazione o anche alla vestibilità del cinturino.

Con un tocco di tre secondi si attiva Health Glance, un mini check-up di 60 secondi che – nella versione software attualmente disponibile in Italia – misura 9 indicatori: frequenza cardiaca media, variabilità della frequenza cardiaca (HRV), saturazione di ossigeno (SpO₂), temperatura cutanea, livello di stress, rigidità arteriosa, analisi ECG, salute respiratoria e screening apnea del sonno.

Particolarmente impressionante la velocità di rilevazione della saturazione di ossigeno: meno di 10 secondi per una misurazione puntuale, con possibilità di monitoraggio continuo in tempo reale. Una funzione preziosa in scenari ad alta quota o per allenamenti in ipossia, con avvisi automatici quando i valori scendono sotto una soglia preimpostata.

In Cina è attualmente in corso anche la sperimentazione di un sistema di monitoraggio del rischio ipertensivo senza bracciale, sviluppato in collaborazione con l’Istituto di Ipertensione di Shanghai. Basato su analisi di 24 ore attraverso molteplici rilevazioni X-TAP, non è ancora disponibile in Europa e, almeno per ora, rappresenta un’anteprima delle possibilità diagnostiche non invasive allo studio in futuro.

Interazioni: pulsanti fisici e Gesture control

Uno dei limiti storici degli smartwatch è la capacità di tradurre le rilevazioni in informazioni utili. Con il sistema Huawei TruSense e la funzione Health Insights, Huawei Watch 5 raccoglie oltre 60 parametri relativi a sei sistemi del corpo (cardiovascolare, respiratorio, nervoso, endocrino, riproduttivo, muscolare) e li correla per fornire suggerimenti concreti e personalizzati. Dalla gestione dello stress al miglioramento della qualità del sonno, fino alla prevenzione cardiovascolare, il focus è passare dalla semplice registrazione alla vera interpretazione dei dati.

A completare le possibilità di interazione con l’orologio, sono presenti i consueti controlli fisici: la corona rotante che consente di scorrere i menu e il pulsante laterale personalizzabile.

Huawei Watch 5 introduce anche due gesture: Double Slide (scorrimento del pollice sull’indice per navigare tra le opzioni) e Double Tap (doppio tocco pollice-indice per confermare). Queste funzioni permettono di rispondere o rifiutare chiamate, controllare musica, timer, sveglie e persino la fotocamera dello smartphone, senza toccare il display. Tuttavia, non sono attive di default: richiedono un breve tutorial di calibrazione e in contesti molto dinamici la precisione può risultare variabile.

Software: HarmonyOS Next maturo ma ancora un po’ “chiuso”

Alla base del Huawei Watch 5 opera HarmonyOS 5.1, la nuova iterazione del sistema proprietario che segna un passo decisivo verso l’autonomia tecnologica di Huawei. Questo sistema operativo rappresenta una visione evoluta in cui smartwatch, smartphone e dispositivi vari dialogano in un ecosistema integrato, svincolato dalle dipendenze di altri produttori.

Dal punto di vista dell’esperienza utente, HarmonyOS convince per fluidità e coerenza estetica. La logica di navigazione è intuitiva: swipe verso l’alto per le notifiche, verso il basso per i toggle rapidi (le scorciatoie alle funzioni), lateralmente per le card informative personalizzabili (meteo, fitness, musica). Le animazioni sono curate, mai eccessive, e le transizioni sfruttano al meglio la qualità del display AMOLED.

Tuttavia, permangono ancora alcuni limiti strutturali per quanto concerne le app di terze parti. L’AppGallery di Huawei conta ancora su un catalogo ridotto rispetto agli store simili di Google ed Apple, con alternative spesso poco ottimizzate per servizi mainstream come Spotify, WhatsApp o le principali app bancarie. Anche la compatibilità con iOS, pur presente, resta limitata. Il pairing funziona, ma molte funzionalità interattive – come la risposta ai messaggi o l’integrazione completa delle notifiche – non sono disponibili. L’esperienza ottimale si ottiene inevitabilmente con smartphone Android, meglio ancora se del brand Huawei.

Sport e navigazione: vocazione outdoor

Il Watch 5 supporta oltre 100 modalità sportive, dall’escursionismo al triathlon, dal nuoto in acque libere allo sci alpino. Merito anche dell’impermeabilità fino a 5 atmosfere (o il nuovo IP69, per chi preferisce usare altri standard di certificazione).

Il sistema di posizionamento Huawei Sunflower offre precisione GPS anche in ambienti complessi come boschi fitti o aree urbane dense. Le mappe a colori sono disponibili sia online che offline, con navigazione turn-by-turn completamente indipendente dallo smartphone, pianificazione dei percorsi, ricalcolo automatico e guida lungo il tragitto. È un tassello importante per colmare il gap con i multisport “puri” in ambito navigazione. L’ho provato sia a piedi che in bicicletta e sono rimasto piacevolmente sorpreso.

Huawei Watch 5 si rivela completo per l’utente sportivo medio e l’appassionato di outdoor. Va detto, però, che non offre ancora alcune metriche ultra-specialistiche tipiche dei multisport professionali, presenti in altri prodotti di fascia alta.

Connettività e autonomia

Grazie alla eSIM integrata, Huawei Watch 5 può effettuare chiamate e usare dati senza smartphone, con supporto dual-SIM. In Italia la disponibilità di eSIM per smartwatch dipende dagli operatori: oggi solo alcuni la supportano pienamente.

Migliorata la connettività Wi-Fi, che ora raggiunge una velocità massima di 65 Mbps, triplicando le prestazioni rispetto al modello precedente. Il che si rivela utile per il download di mappe o app direttamente dall’orologio.

La batteria offre due modalità di utilizzo. Quella Standard garantisce fino a 4,5 giorni di autonomia per il modello da 46 mm (3 giorni con Always-On Display attivo) e fino a 3 giorni per il 42 mm (3 giorni con Always-On Display attivo). Invece la modalità Risparmio energetico – se si disattivano alcune funzioni – permette circa 11 giorni sul 46 mm e 7 sul 42. Nell’uso reale – con display Always-On, eSIM e sensori di salute sempre attivi – l’autonomia si è attestata intorno ai 2-3 giorni per la versione da 42 mm da me provata. Mentre so per certo che è di 3-4 giorni per il 46 mm. La ricarica completa richiede circa 90 minuti per il modello più grande e 60 per quello più compatto.

Huawei Watch 5: un ibrido credibile

Con il Watch 5, Huawei tenta di fondere tre universi distinti: lo stile dell’orologeria tradizionale, la funzionalità del wearable sportivo e l’innovazione del dispositivo di monitoraggio della salute.

Il test mi ha lasciato un’impressione chiara: questo è uno smartwatch capace di unire design ricercato, robustezza e performance. Rispetto alla concorrenza (penso in particolare a Apple o a Garmin), non punta solo alle prestazioni sportive estreme, ma offre una polivalenza capace di adattarsi ai contesti più svariati.

Ovviamente le sfide non mancano. Le due importanti: convincere il pubblico occidentale della solidità dell’ecosistema software – oggi meno ricco in app di terze parti rispetto ai leader di mercato – e consolidare la credibilità delle misurazioni in ambito medico. Il prezzo di lancio, seppur giustificato dalle tecnologie implementate, posiziona in particolare il dispositivo in competizione diretta con Apple Watch e Galaxy Watch. Prodotti che godono di un vantaggio difficilmente colmabile nel breve termine.

Resta il fatto che, al polso, Huawei Watch 5 trasmette un’impressione di solidità e coerenza progettuale. È bello come un orologio meccanico, tecnologico come un top di gamma, e per molti utenti potrebbe rappresentare il compromesso ideale tra design, prestazioni e benessere personale.

L’X-TAP rappresenta una risposta concreta ai limiti di precisione dei sensori da polso e propone un’esperienza integrata che pochi concorrenti offrono. In un settore saturo di update incrementali, Huawei ha scelto una strada ambiziosa: ridisegnare l’interazione e spostare il sensore dove i segnali sono migliori. È un gesto semplice – toccare un bordo –, ma racconta bene l’obiettivo: rendere il monitoraggio una naturale estensione del gesto, non un’operazione. È così che l’orologio oltrepassa, almeno un po’, la sua linea di Kármán.

Huawei Watch 5 è già in vendita nell’e-commerce ufficiale e presso i rivenditori autorizzati. Il prezzo parte da 399 euro (per le versioni in acciaio e fluoroelastomero) e arriva a 649 euro (per quelle in titanio).