«Ho scelto quattro orologi – due da donna e due da uomo -, adatti alle prossime feste natalizie». Così Valeria Verga ci presenta gli esemplari che saranno al centro della nostra conversazione di oggi. L’idea è quella di farci dare qualche suggerimento su cosa indossare nelle giornate di festa che stanno per arrivare, che si tratti del Natale in famiglia o del cenone di Capodanno. Consigli di stile da parte di un’esperta, potremmo definirli correttamente. Ma bando alle formalità: preferiamo un più colloquiale “le scelte di Valeria” perché qui ci sentiamo davvero tra amici. Possiamo essere spontanee, ridere e parlare liberamente.
Del resto io e Paola siamo arrivate in corso Vercelli 19 trafelate, ma appena varcata la soglia di Luigi Verga Orologi abbiamo dimenticato il caos e il traffico cittadini. Valeria ci accoglie con un luminoso sorriso, l’atmosfera è calda e rilassata, lo spazio attorno a noi è elegantemente addobbato… C’è perfino l’Albero di Natale con inattese (ma a pensarci bene inevitabili) decorazioni color fucsia. Cosa stiamo aspettando? La location è scintillante, gli orologi sono pronti sul plateau, la padrona di casa si presta a farci da modella. Tra una chiacchiera e l’altra, possiamo scattare il nostro servizio fotografico che illustrerà le scelte di Valeria.
Un femminilissimo bijou
Cominciamo dal Manchette di Frederique Constant, un autentico bijou «che ricorda tanto un esemplare degli anni Trenta», spiega Valeria. «È un orologio che si può tranquillamente portare tutti i giorni, sia in occasioni eleganti che in occasioni sportive, perché ha proprio l’aspetto di un bracciale, inteso come pezzo di gioielleria». In effetti – per come è fatto e complici le luci tutt’attorno – brilla in modo pazzesco… «E poi c’è il quadrante in onice che lo impreziosisce ulteriormente». Già, ricordo che il Manchette aveva colpito anche me, la prima volta che l’ho visto a Watches and Wonders Geneva, la scorsa primavera. Ma trovate i miei commenti al riguardo in questo articolo, quindi evito di ripetermi…
«Una volta al polso, poi, risulta eccezionale: il bracciale è molto morbido, flessibile, piacevolissimo da indossare. Merito di quella struttura così particolare: che non è a grana di riso perché è completamente differente, anche se ne ricorda la vestibilità per quanto è articolata». Da Frederique Constant la definiscono a Clou de Paris: ma, rispetto alla lavorazione tradizionale, qui ciascun elemento è tronco e sfaccettato come il taglio di una pietra preziosa. Con Valeria concordiamo che la trama sembra composta da piccoli lingotti di metallo, o magari da quadrotti di cioccolato fondente, simili a quelli usati dagli chef. Per questo il Manchette è così sfavillante, nel suo acciaio luicido. «Ovviamente monta un movimento al quarzo», conclude.
Quando si dice sport-chic
Passiamo ad altro. Il prossimo femminile fra le scelte di Valeria è il Panerai Luminor Due Goldtech™ con quadrante in madreperla. «È proprio il quadrante in madreperla a renderlo elegante e sportivo allo stesso tempo», afferma. «Perché sappiamo tutti che la cassa del Luminor è estremamente sportiva, con quel caratteristico ponte proteggi-corona che ne rivela l’ascendenza subacquea. Ma con un quadrante così, sempre luminoso ma non invasivo, l’orologio risulta più elegante del solito. Quindi lo vedrei bene abbinato anche a un abbigliamento più formale, più chic». E aggiunge: «Ma è l’accostamento oro rosa, madreperla e cinturino rosso a renderlo molto femminile, oltre che molto festoso».
Il che, credo, dipenda in gran parte dal materiale con cui è fatto: il Panerai Goldtech™. Un’esclusiva lega d’oro, sviluppata e utilizzata dalla Casa fiorentina, quasi una versione tecnologicamente avanzata dell’oro rosa. Oltre al 75% di oro include un significativo 24% di rame e una piccola parte, l’1%, di platino. Mentre l’alta percentuale di rame conferisce un colore rosso inteso e profondo, il platino è un metallo dalla funzione “stabilizzante”. Ne deriva un oro dal colore unico, caldo e brillante, durevole nel tempo, che acquisisce uno splendore ancora maggiore grazie alla finitura lucida. Mi sia concessa una piccola digressione personale: il Panerai, sotto le luci del negozio, “sparava” infiniti riflessi sotto qualsiasi angolazione: fotografarlo è stato un vero incubo…
E poi c’è da considerare la questione delle dimensioni: la cassa a cuscino di questo esemplare di Luminor Due Goldtech™ misura 38 mm di diametro, che per la maggior parte dei polsi femminili è un formato grande ma non troppo. Adatto proprio alle signore che amano gli orologi preziosi, sì, ma non leziosi, e hanno una predilezione per quelli maschili. «In realtà questo è uno di quegli orologi che potremmo definire – concedimi il termine un po’ démodé – “unisex”. Cioè che possono mettere anche gli uomini dal polso sottile o comunque non esagerato. E quelli cui piacciono gli orologi non eccessivamente sportivi, ma grintosi».
Classico, ma tecnologico
Terminati i femminili, è la volta dei maschili. Le scelte di Valeria a questo punto prevedono il Baume&Mercier Clifton con fasi di luna. «Un orologio molto semplice, estremamente “pulito” ma insieme molto elegante, raffinato. Un “classico” senza tempo». Vale a dire: cassa in oro rosa di dimensioni contenute (39 mm di diametro), quadrante bianco perla su cui spicca la complicazione a ore 6. «Il classico orologio che puoi indossare anche a una serata speciale, un evento particolare. Per esempio, per andare alla Scala una sera, un modello così mi sembra adeguato all’occasione». Sì, quando si partecipa a certe manifestazioni, ciò che si indossa al polso non è un dettaglio da sottovalutare. Si può sfoggiare anche qualcosa di ricercato, che nella quotidianità magari non si mette mai, per dimostrare il proprio buon gusto e la propria cultura orologiera.
«Al di là dell’estetica, un altro punto di forza del Clifton è il Baumatic, il movimento di manifattura con 5 giorni di autonomia», racconta Valeria. Vero: sviluppato e prodotto in esclusiva da Valfleurier, azienda che appartiene a Richemont Group proprio come Baume&Mercier, è un calibro che i lettori del Giornale degli Orologi conoscono bene, fin dal primo lancio. Per entrare nei dettagli, rimando a quanto scritto altrove. Qui mi limito a riassumerne le caratteristiche essenziali. I componenti in silicio ne garantiscono la resistenza ai campi magnetici e contribuiscono all’affidabilità e alla costanza di marcia. Quindi, lo scarto medio giornaliero di +4/-6 secondi al giorno, conforme agli standard del COSC. E poi ha ben otto anni di garanzia, se registrato sul sito ufficiale. Senza dimenticare tutti i vantaggi della lunga autonomia, che credo sia inutile ripetere qui.
Di forma, con personalità
Da una “piccola complicazione” all’altra, concludiamo queste “scelte di Valeria” con il Franck Muller Double Retrograde Hours. «Un saltarello che non è il classico saltarello… Perché è in grado di segnare, appunto saltando, le ore diurne distinte da quelle notturne. Ora, io amo molto le complicazioni, ma ancora di più quando sono sviluppate in modo particolare, diverso dal solito, come in questo caso. In pratica durante la giornata leggi le ore sull’arco di cerchio più chiaro, dal tardo pomeriggio in poi sull’arco blu scuro. Mentre i minuti sono rappresentati al posto delle ore. Tra l’altro, anche se il quadrante è pieno di informazioni, risulta comunque ben leggibile».
Anche questo esemplare è in oro rosa, però ha la tipica cassa Cintrée Curvex che ha reso famoso il Marchio, sebbene non eccessiva come altri modelli della stessa collezione. «Tutt’altro, ha una misura molto portabile: lo si indossa con disinvoltura anche su un polso piccolo come il mio», prosegue Valeria. «Poi, sarà che a me gli orologi “di forma” piacciono, ma in particolare apprezzo molto questa forma tonneau, con il vetro bombato che dona al quadrante un’incredibile profondità». Anche qui ci troviamo davanti a un orologio che si può mettere in occasioni diverse: è molto eclettico, anche se più formale e in qualche modo impegnativo. «È comunque elegante. Elegante e originale, perché non è il classico orologio rotondo portato dal 99% delle persone».
E conclude: «Personalmente sono convinta di una cosa, e la ripeto sempre. L’orologio è come un vestito: non basta vederlo e toccarlo, lo devi provare, lo devi sentire su di te. Chiunque ti può dare mille consigli, ma poi – alla fine della fiera, come dicono qui a Milano – sei tu che lo devi portare, sei tu che lo devi sentire come adatto a te. Per esempio, è capitato mi mettessero al polso un determinato tipo di orologio che magari mi piaceva anche, ma che poi, una volta indossato, non faceva per me. Al contrario, mi è successo di provare un orologio troppo grande, perfino sproporzionato sul mio polso, ma di sentirlo “mio”. E di riuscire a portarlo con nonchalance». Messaggio ricevuto.