Attualità

American Classic Chronograph H, Hamilton fra attualità e vintage

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Dire Intra-Matic significa ripercorrere un pezzo di storia dell’orologeria. Tornare agli anni Sessanta, agli albori dei cronografi automatici, all’acquisizione di Büren da parte di Hamilton, al Progetto 99 del consorzio Chronomatic. Fast Forward, con il proposito di tornare presto sull’argomento. Nel 2012 Hamilton ha riportato in vita l’Intra-Matic come linea di solo tempo, poi evoluta nel 2017 in un cronografo a carica manuale e ulteriormente sviluppata nel 2021. Oggi la collezione si chiama Hamilton American Classic Chronograph H, in riferimento ai Chronograph A e B del 1968 e alla famiglia di “grandi classici” d’Oltreoceano presente in catalogo. La stessa, per intenderci, in cui si trovano anche i PSR (i discendenti del Pulsar), e i vari Boulton o Ardmore di ultima generazione.

Quest’anno, l’American Classic Chronograph H conosce nuovi esemplari. Che ho potuto provare qualche giorno fa, a Milano, all’evento di presentazione delle novità per il primo semestre, organizzato da Hamilton per i clienti e la stampa. Dove, a fare gli onori di casa, c’era anche Francesca Ginocchio, fresca di nomina nel ruolo di Ceo. Un incontro molto piacevole (da parte mia), e un ritorno in grande stile in Swatch Group (da parte sua), ai vertici di una marca che conosce benissimo per esserne già stata, in passato, Brand Manager in Italia e Marketing Manager a livello internazionale. Ed è stata proprio lei, oltretutto, a presentarci con entusiasmo le prossime uscite.

Estetica neo-vintage

I nuovi American Classic Chronograph H, però, non si limitano a interpretare lo stile rétro della collezione: aggiungonono contenuti inediti. Vale a dire: una più accentuata ispirazione ai motorsport e scelte cromatiche dal sapore contemporaneo, che inseriscono gli ultimi modelli nella tendenza del neo-vintage più riuscito. Costruite con estrema coerenza, le tre ultime versioni sono giocate sul colore: verde, marrone o blu, declinati in monocromia o in studiati contrasti. Che si aggiungono ai più classici Panda, Reverse Panda (anche in blu) e all black, finora presenti in catalogo. Per diversificare l’offerta in modo intelligente.

La cassa in acciaio misura 40 mm di diametro e presenta tutti i dettagli del design d’epoca: lunetta sottile, vetro bombato, pulsanti a pompa, corona zigrinata. Il quadrante sfumato riporta la scala tachimetrica periferica, i contatori panna decorati a cerchi concentrici e un sapiente uso del materiale luminescente agli indici e sulle lancette a bastone. La referenza con quadrante blu si distingue per l’arancione delle lancette – quella centrale dei secondi e quelle dei due contatori -, tono su tono con il marrone chiaro del cinturino in nabuk, vellutato al tatto. Dettagli che ne enfatizzano la vocazione sportiva.

A proposito, i nuovi American Classic Chronograph H hanno il cinturino coordinato al colore del quadrante (con l’eccezione di quello blu, appunto). In pelle traforata, rimanda ai guanti da pilota usati in passato dai gentleman driver ed è un dettaglio importante a comporre l’estetica vintage dell’esemplare. Altrettanto si può dire per il bracciale aggiuntivo in acciaio tipo maglia milanese. Incluso nel packaging insieme all’apposito strumento per la sostituzione, permette di cambiare (o forse dovrei dire rinnovare) del tutto l’aspetto dell’orologio, fermo restando il gusto sport-chic tipicamente d’epoca.

Meccanica modernissima

Importante è il movimento. Anche i nuovi American Classic Chronograph H montano il calibro H-51, a carica manuale (come indica la lettera H del nome, che sta per Handwind). Si basa sul calibro H-31, privo però dell’automatismo di carica, che a sua volta è uno sviluppo dell’Eta Valjoux 7753 (ed è quindi “pronipote” del celeberrimo 7750). Un movimento che non solo è realizzato in esclusiva per Hamilton, ma è anche dotato di quelle caratteristiche ormai considerate indispensabili nell’ottica di una meccanica aggiornata, in linea con le esigenze attuali. Ovvero: una lunga autonomia, che qui è di 60 ore, e una buona resistenza ai campi magnetici, offerta dalla spirale in Nivachron. Quest’ultima rappresenta un vero e proprio upgrade rispetto ai modelli del passato.

Sempre riguardo al calibro a carica manuale, voglio aggiungere una cosa. Se effettuato ogni giorno, l’intervento di ricarica contribuisce notevolmente alla costanza di marcia dell’orologio, perché permette al movimento di rimanere in un “delta” energetico ottimale, con la molla del bariletto sempre nella giusta tensione e una coppia costante. Non per niente, certi puristi dell’orologeria preferiscono di gran lunga la carica manuale e considerano il rotore un elemento in qualche modo “di perturbazione” all’interno della meccanica. Senza dimenticare l’importanza del gesto: l’azione quotidiana della ricarica crea un legame tattile, quasi intimo, con il proprio orologio. Un prendersi cura, rinnovato di continuo, che dimostra tutta la propria passione, immutabile nel tempo.

American Classic Chronograph H: informazioni pratiche

Concludo come sempre con le ultime, necessarie indicazioni. I tre nuovi modelli dell’American Classic Chronograph H sono già in vendita, sia nei negozi fisici dei rivenditori Hamilton sia sull’e-commerce del Marchio. Hanno tutti lo stesso prezzo: 2.295 euro, in linea con il segmento premium del catalogo. Da notare comunque che costano qualche centinaio di euro in meno rispetto ai modelli precedenti, il che è una piacevolissima sorpresa per i potenziali acquirenti. E ribadisce – se mai ce ne fosse bisogno – l’ottimo rapporto qualità/prezzo da sempre caratteristico di Hamilton.