Approfondimenti

Patek Philippe 6159G, il calendario perpetuo retrogrado rivisitato

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Più volte negli ultimi anni abbiamo visto Patek Philippe reinterpretare i propri “classici” in chiave contemporanea. Penso per esempio al Calatrava 6007G del 2023, oppure al Calatrava 5226G del 2022, che in modo diverso trasformavano la collezione simbolo dell’eleganza in qualcosa di totalmente inedito (e difficile da definire: dire “sport-chic”, a mio parere, è riduttivo…). Con il Patek Philippe 6159G, però, l’esercizio di stile della Maison ginevrina si spinge oltre. Perché in questo caso si entra nel regno supremo dell’arte orologiera, quelle Grandi Complicazioni che nell’immaginario dei collezionisti sono indissolubilmente legate a un’estetica tradizionale.

La difficoltà qui stava nel rinfrescare un mostro sacro come il Calendario Perpetuo Retrogrado senza tradirne l’essenza storica. Operazione resa ancora più complessa dall’immediato precedente dello stesso orologio, tuttora in catalogo: la Ref. 5160R, uscita nel 2013 nella collezione Rare Handcrafts. Un esemplare con la cassa Officier – un modello di cassa nato all’epoca della Prima Guerra Mondiale, con il fondello protetto da un coperchio a cerniera, e le anse a vite -, in oro rosa, interamente incisa a mano con motivi a volute. Bene, la Manifattura è riuscita nell’intento con una soluzione semplice ma inaspettata. Il Patek Philippe Ref. 6159G abbina infatti alla cassa Calatrava in oro bianco, con tanto di lunetta Clous de Paris (quintessenza dello stile Patek), un cristallo in zaffiro fumé. Modernissimo.

Il calendario perpetuo retrogrado

Del resto, credo sia importante sottolineare quanto il Calendario Perpetuo Retrogrado faccia parte dell’heritage della Casa. Se Patek ha introdotto sul mercato il primo (in assoluto) calendario perpetuo da polso nel 1925, la Ref. 97975, non ha atteso molto per aggiungere la complicazione alla complicazione. Era il 1937 quando ha presentato la Ref. 96 con Calendario perpetuo retrogrado: un pezzo unico con cassa Calatrava in oro giallo e un movimento di 11 linee, a carica manuale, basato su un’ébauche Victorin Piguet. Il particolare display mostrava l’indicazione del datario tramite la lancetta centrale ad andamento retrogrado in progressione su un arco di cerchio di 240°, al cui interno erano inscritte due finestrelle per il giorno della settimana e del mese. In aggiunta, a ore 6, rappresentava le fasi di luna.

Questa specifica visualizzazione rimase come modello anche negli esemplari successivi, dai movimenti via via più evoluti ma con il lay-out sostanzialmente identico, o quasi. Riapparve infatti anche nella prima produzione di serie, del 1993: la Ref. 5050, in catalogo fino al 2002. Cassa da 35 mm in oro o in platino e quadrante in vari colori, mostrava solo un dettaglio diverso: il calibro automatico 315 S QR riportava le finestrelle di mese e giorno della settimana all’esterno della data retrograda, mentre all’interno, a ore 12, compariva l’anno bisestile. Nel 1999 la Ref. 5050 fu affiancata dalla Ref. 5059, con lo stesso movimento ma con la cassa Officier di 36 mm, in oro o platino. Nel 2006, quest’ultima fu sostituita dalla Ref. 5159, sempre con la cassa Officier ma da 38 mm, in oro giallo o bianco, e il calibro automatico 324 S QR. L’antesignana della 5160 citata sopra.

L’habillage del nuovo Patek Philippe 6159G

Come accennavo sopra, quindi, il Calendario Perpetuo Retrogrado di Patek Philippe versione 2026 si inscrive nel solco della tradizione per la cassa Calatrava, tipicamente decorata con due giri di guillochage a Clou de Paris sulla lunetta (e anche sul fondello). In oro bianco, di 39,5 mm di diametro, crea un accostamento insolito ma per nulla stonato con il gusto attualissimo del quadrante in zaffiro fumé, che lascia intravvedere il movimento sottostante. Ed è solo la seconda volta che un Patek adotta lo zaffiro per il quadrante di un orologio: nel 2023 c’era stata un’altra Grande Complicazione, la Ref. 5316, una versione ancora più complicata del Calendario Perpetuo Retrogrado con in più la ripetizione minuti e il tourbillon.

In entrambi i casi, la superficie trasparente, metallizzata grigia – secondo la definizione ufficiale -, nella zona periferica sfuma verso il nero. E crea così un netto contrasto con le lancette e gli indici sfaccettati, la cui leggibilità è ulteriormente accentuata dal materiale luminescente. Un dettaglio quest’ultimo che ha fatto arricciare il naso ad alcuni puristi dell’orologeria perché troppo sportivo. Secondo me invece è tutt’altro che azzardato: contribuisce a dare all’orologio un carattere più incisivo ed energico. Alla stregua del cinturino, del resto: in materiale composito nero effetto tessuto, con cuciture contrasto, sembra riflettere una vocazione più attiva e quotidiana, lontana dall’idea di “oggetto da tenere in cassaforte”.

Un calibro conosciuto

Il nuovo Patek Philippe 6159G monta un movimento arci-noto: il calibro 26-330 S QR, discendente diretto del calibro 324 S QR, oggi non più in produzione, e ovviamente rinnovato rispetto a quel predecessore da una serie di caratteristiche. Riguardo alle sigle, vale la pena ricordare che QR sta ovviamente per Quantième (calendario, in francese) Rétrograde, mentre S sta per secondi centrali. Già, perché i calendari perpetui retrogradi di Patek sono tra i pochi (se non perfino gli unici) calendari perpetui a mantenere la lancetta dei secondi al centro. Oltretutto apprezzabile proprio per la configurazione a finestrelle, che lascia il quadrante “pulito” e non sovraccarico di informazioni. Ma non divaghiamo.

C’è da dire che il calibro 26-330 S QR è un calibro di ultima generazione, che presenta le migliori tecnologie della Manifattura, come la spirale Spiromax®, in silicio. Ed è fornito anche di un dispositivo brevettato per la lancetta del datario. Come tutti sanno, infatti, quando la lancetta raggiunge l’ultimo giorno del mese (quale che sia: 28, 29, 30 o 31), con un salto istantaneo ritorna alla posizione di inizio mese. Un sistema esclusivo disinnesta la lancetta durante il moto retrogrado per impedire eventuali rimbalzi sul 2 o sul 3, inaccettabili per Patek Philippe. Una piccola accortezza che la dice lunga sulla meticolosità con cui sono costruiti gli esemplari della Casa.

In pratica, il ritorno istantaneo della lancetta ad andamento retrogrado della data è assicurato da una piccola molla a spirale. Non si tratta di una vera e propria molla motrice, beninteso, ma di un semplice elemento del sistema di richiamo, che accumula energia durante la fase di avanzamento lento e la rilascia istantaneamente per il ritorno. Al di sopra è montata la ruota della data, dotata di una leva di blocco retrogrado, che isola il cricchetto retrogrado della ruota della data e impedisce quindi ogni errore di indicazione. Negli altri giorni del mese, il cricchetto retrogrado posiziona correttamente la ruota del calendario retrogrado.

Il prezzo del Patek Philippe 6159G

Riguardo al calibro 26-330 S QR ci sarebbe ancora tanto da dire, ma non voglio approfittare della pazienza di chi legge. Chi volesse conoscere ulteriori informazioni, può trovarle nelle didascalie in alto, a corredo delle immagini. Qui concludo come sempre con il prezzo al pubblico, che nel caso del Patek Philippe 6159G è di 123.551 euro. Di per sé non eccessivo, anzi in limea con gli altri calendari perpetui della Maison. Ricordiamoci sempre che siamo nel segmento dell’alta orologeria…