Anche quest’anno, il cuore creativo di Milano si anima sotto il segno del design e della misura del tempo. Dalla precisione svizzera alla sperimentazione belga, dalla tradizione giapponese alle visioni contemporanee, la Milano Design Week 2026 (dal 20 al 26 aprile) conferma che l’orologio non è solo uno strumento funzionale: è cultura, estetica e dialogo tra artigianato, visione artistica e innovazione. Così, da oggi e per tutta la settimana, le strade del Quadrilatero e i circuiti del Fuorisalone – quest’anno sul tema Essere Progetto – diventano un atelier/showroom per le case di orologeria. Che rivelano come le loro creazioni raccontino una storia a sé, ogni volta diversa, fra maestria tecnica, progetto contemporaneo e partecipazione attiva.
Tecnico per un giorno

Anche quest’anno, Pisa 1940 propone un laboratorio immersivo a cielo aperto, o meglio “su strada”, firmato con Roche Babois: LABox. Nella scatola-scenografia – in via Montenapoleone 16, per tutta la Milano Design Week -, i visitatori possono smontare e rimontare un movimento sotto la guida di un maestro orologiaio, per riscoprire la meccanica come gesto vivo. A metà fra officina e salotto, il temporary space integra materiali naturali, luci di design e arredi celebri del Marchio (dalla collezione Bubble ai mobili bar Ublo e Lift), simbolo di Art de Vivre à la française. Ingresso gratuito, su prenotazione.
Creatività fatta prototipo

Poco lontano, la boutique Seiko (via della Spiga 52) si trasforma in un atelier creativo per la quarta edizione del Power Design Project, dal titolo Passionately and Obsessively Crafted Watches. Sette le creazioni esposte, come sempre realizzate dai designer del Brand giapponese in nome della totale libertà espressiva, lontana da logiche commerciali o produttive. Veri e propri esercizi di stile in cui i componenti dell’orologio assumono forme inedite e fantasiose, fra texture tridimensionali (come Bar Indices di Miho Wada, accanto), superfici a specchio, lancette/zampette e ricariche personali(zzate). La mostra è aperta fino al 17 maggio.
Takumi in mostra

Ancora una volta nel ruolo di Official Timekeeper del Fuorisalone e del Brera Design District, Grand Seiko prende invece ispirazione dal payoff della propria filosofia, The Nature of Time. Per la Milano Design Week 2026 ha così organizzato un omonimo percorso espositivo – o meglio contemplativo – nella Galleria d’Arte Moderna Il Castello (via Brera, 16). Dove sono riunite le installazioni di tre artisti giapponesi: l’interior designer Atsushi Shindo, il maestro artigiano esperto in carta washi Takakuni Kawakhara (accanto) e il regista-motion designer Shingo Abe. Un’esperienza sensoriale, tra fenomeni naturali e poesia visiva.
Ingegno creativo

Mentre a Villa Mozart (via Mozart 9), Jaeger-LeCoultre svela The Perpetual Timekeeper, che esplora il concetto di moto perpetuo (e non solo). La mostra, ideata in collaborazione con Marc Newson, racconta la storia della Grande Maison fra design e ingegneria, tecnica e creatività. Protagonista è la celeberrima pendola Atmos, capace di ricaricarsi con le minime variazioni di temperatura. Immersi nel ricco patrimonio storico della Casa, i visitatori possono anche assistere a dimostrazioni di orologeria e ammirare cinque novità assolute, sempre in tema orologi da tavolo. Ingresso gratuito, su prenotazione (a questo link).
Dal pensiero al polso

Tra archivi storici e tecnologia, Swatch porta il suo AI-DADA Lab alle Officine Creative Cova, all’interno dell’Opificio 31 (al civico 31, appunto, di via Tortona). Per l’intera Milano Design Week 2026, quindi, il laboratorio interattivo del Marchio elvetico trasforma famosi modelli e linguaggi visivi del passato in fonte d’ispirazione per la creazione contemporanea. Grazie all’intelligenza artificiale, ogni visitatore può infatti generare il proprio Swatch New Gent – dal design unico e personalizzato – tramite un’interfaccia interattiva che traduce input testuali in forme, colori e pattern, senza limiti. Come dire, sperimentazione allo stato puro.
Il tempo reimmaginato

L’universo minimalista e futuristico di Ressence è invece esposto (in piazza della Repubblica 13) all’Hotel ME Milan Il Duca, disegnato da Aldo Rossi, nell’ambito del programma In Residence di designboom. Qui il Marchio belga ha fatto proprio il tema Utopian Optimism e lo ha trasposto in orologeria, intesa come strumento per immaginare un futuro migliore attraverso un design funzionale e incentrato sull’uomo. Accanto ai propri pezzi più emblematici, riuniti in un’apposita installazione, presenta anche il film Now is Better di Stefan Sagmeister e lancia il giornale Ahead of Time, tra alta orologeria e industrial design.
