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Tag: Apple Watch

  • Ferragosto al polso: le app che lavorano mentre noi riposiamo

    Ferragosto al polso: le app che lavorano mentre noi riposiamo

    Dal meteo alle maree, dai sentieri alla musica dell’aperitivo: una selezione delle migliori app per smartwatch – in senso lato: watchOS, Wear OS, Garmin Connect IQ, Zepp OS e Huawei HarmonyOS. Perché almeno in vacanza lo smartphone può restare nella borsa

    A Ferragosto lo smartphone dovrebbe osservare un rigoroso turno di riposo: silenzioso, lontano dalla sabbia, protetto dal contatto con la crema solare e soprattutto irraggiungibile dalle chat di lavoro. Invece lo smartwatch, quale che sia, può rimanere in servizio. Non per ricordarci quante calorie contiene il pranzo del 15 agosto − informazione che nessuno ha chiesto −, ma per quei piccoli compiti che rendono la giornata più semplice: il meteo, la direzione del vento, il sentiero, il promemoria di bere, la canzone del chiringuito o il dubbio se quella luce nel cielo sia Venere oppure il drone del vicino di ombrellone.
    Prepariamo dunque lo smartwatch per la nostra giornata di meritato ozio. Sarà lui a lavorare. Noi ci limiteremo a sollevare il polso.

    Ore 8:00. Crema solare, ombrello o entrambe le cose?

    La prima decisione della giornata è anche la più delicata: mare, montagna, piscina o ritorno strategico sotto le lenzuola?

    Su Apple Watch, Weathergraph mostra le previsioni ora per ora con grafici leggibili in un secondo − pioggia, vento, raffiche, sole, UV − e conserva l’ultima fino a 24 ore, quindi funziona offline: utile dove il 5G è considerato una leggenda locale. Attenzione, sull’App Store ce ne sono due: quella giusta è di Tomas Kafka.

    Su Wear OS, Windy.com porta al polso previsioni, radar, tile e complicazioni. Prezioso per chi fa vela, surf o kitesurf, cioè per chi sa che “si è alzato un po’ di vento” può avere conseguenze più serie di un tovagliolo che vola via.

    Per Garmin, Weather Pro Widget aggiunge previsioni iperlocali da OpenWeatherMap: è il widget che il turista previdente consulta prima di partire… e quello meno previdente in cima, senza impermeabile.

    Sugli Huawei, Airly affianca alle previsioni la qualità dell’aria in tempo reale con proiezione a 24 ore: ottima anche per chi cerca una motivazione scientifica per rimandare la passeggiata. Su Zepp OS si può accettare che l’app preinstallata faccia il suo lavoro.

    Ore 10:00. Tutti al mare: le migliori app per smartwatch, fra onde e maree

    In spiaggia lo smartwatch può occuparsi di cose ben più serie delle notifiche: vento, onde, maree e orario del tramonto.

    Tide Guide, per Apple Watch, offre grafici delle maree, condizioni marine, calendario lunare e migliaia di stazioni nel mondo. Serve a surfisti e pescatori, ma anche a chi vuole il telo abbastanza vicino all’acqua da sentirsi romantico e abbastanza lontano da non doverlo recuperare a nuoto.

    Su Wear OS c’è Tide Watch, che però in modalità stazione copre solo Australia, Canada, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Regno Unito e Stati Uniti. Sulle nostre coste, per ora, non può fare il comandante della giornata balneare.

    Chi ha un Garmin o un Amazfit può usare la stessa app, Tide Table Chart (su Amazfit serve Zepp OS 2.1: se non compare nello store, non è colpa della marea). Sono previsioni astronomiche, che non tengono conto di vento e piogge e che lo sviluppatore stesso sconsiglia per navigare. Perfette per la battigia, meno per prendere il comando di un transatlantico.

    Nel catalogo Huawei manca un equivalente convincente. Ma è meglio uno spazio vuoto che un’app poco affidabile: in vacanza si improvvisa sul gusto del gelato, non sulle condizioni del mare.

    Ore 12:30. Bere acqua: l’attività sportiva più indicata

    Con il sole alto lo smartwatch ci ricorda una cosa ovvia. Che però, inspiegabilmente, tendiamo a dimenticare: bere.

    WaterMinder, per watchOS e Wear OS, registra bevande, imposta obiettivi e invia promemoria, abbastanza in fretta da non richiedere una pausa tra un tuffo e l’altro.

    Su Garmin, Hydration Tracking fa lo stesso, integrata su alcuni modelli e su Connect IQ per altri. Non giudica il contenuto del bicchiere, ma probabilmente distingue tra l’acqua e l’ennesimo spritz meglio di quanto vorremmo.

    Su Zepp OS e HarmonyOS, in mancanza di meglio, bastano sveglie e timer. Non serve l’intelligenza artificiale per tradurre il messaggio “bevi un bicchiere d’acqua”…

    Ore 16:30. Facciamo due passi: mappe e navigazione al polso

    Dopo pranzo esistono due scuole di pensiero: il sonnellino di durata imprecisata e la passeggiata. Per i secondi, le app di navigazione sono lo strumento più utile al polso.

    WorkOutDoors trasforma Apple Watch in un accessorio completo per corsa, bici ed escursionismo − con mappe, percorsi, waypoint, campi configurabili − senza iPhone al seguito. Ideale per chi lascia il telefono nello zaino e per chi, dopo venti minuti, vorrebbe lasciare anche la salita.

    Su Wear OS, Komoot pianifica e segue itinerari a piedi, in bici o di corsa (in alternativa, AllTrails). C’è anche per Garmin via Connect IQ e su diversi Amazfit tramite la Zepp app, con l’attività che a fine giro torna indietro su komoot da sola. Comodissima per chi prepara il percorso prima, senza trasformare l’escursione in un concorso di orientamento.

    Per Huawei, Navigation Companion – G Maps invia al polso mappa, indicazioni passo dopo passo e traffico in tempo reale. Mi raccomando, verificare la compatibilità prima di partire, non quando il sentiero si divide in tre.

    Ore 19:00. Aperitivo, calendari e piccoli salvataggi

    All’ora dell’aperitivo lo smartwatch smette di fare il personal trainer e diventa più un assistente: mostra una prenotazione, ricorda un appuntamento, controlla la musica, aiuta a ritrovare il gruppo disperso sul lungomare.

    Su Huawei, Events – G Calendar sincronizza il calendario Google tramite Huawei Health: non sarà l’app più spettacolare dell’estate, ma evita di presentarsi alla cena del 14 agosto convinti che sia quella del 15. Mobcards porta al polso carte, tessere e codici e funziona su Garmin, Huawei e Wear OS. Molto utile quando la tessera dell’albergo è finita nella tasca sbagliata.

    Su watchOS e Wear OS le app per traduzioni, messaggi e liste abbondano, ma la regola ferragostana resta una: installare solo ciò che riduce il tempo davanti a uno schermo. Un’app che invita a fissare per dieci minuti un display da quaranta millimetri ha frainteso la propria missione.

    Ore 23:00. Che stella è? E soprattutto, che canzone è?

    Di sera lo smartwatch si dedica alle cose davvero importanti: guardare il cielo e capire che canzone stiamo ascoltando.

    Night Sky porta su Apple Watch un piccolo planetario per riconoscere stelle, pianeti e costellazioni: basta orientare l’orologio verso l’alto. Più autorevole dell’amico che indica una luce a caso e annuncia: «Quella è sicuramente la Stella Polare».

    Su Wear OS, Moon Phases Pro mostra fasi lunari, posizione della Luna, eclissi e sciami meteorici. What’s That Song? funziona da sola sull’orologio, senza telefono né app companion, purché ci sia connessione. Uno Shazam da polso, per non finire la serata con un ritornello in testa e nessuna idea del titolo.

    Sui Garmin compatibili con la musica, Spotify scarica playlist e podcast da ascoltare senza telefono: perfetti per la corsa del mattino dopo, sempre che sia ancora nei programmi. Per Amazfit c’è Moon Calendar (da Zepp OS 2.1). Su Huawei, For Spotify Controller comanda riproduzione, brani, volume e dispositivo, ma serve un account Premium.

    Un’app in meno può essere la scelta migliore

    Davanti a uno store la tentazione è sempre la stessa: installare tutto. Meteo, maree, mappe, bussola, traduttore, contatore d’acqua, riconoscimento musicale e magari un simulatore di dadi, in caso di improvvisa emergenza ludica durante il pranzo.

    Lo smartwatch, però, funziona meglio quando resta uno strumento rapido: due o tre app adatte alla giornata valgono più di venti icone dimenticate nel menu. Per il mare servono vento, onde e maree; per la montagna mappe e previsioni. Per una settimana tra sdraio e ristorante basta un’app che ricordi l’orario dell’aperitivo. E forse nemmeno quella.

    Un controllo allo store prima di partire conviene comunque: su Zepp OS e Huawei la disponibilità varia per modello, sistema e Paese, e diverse di queste app sono a pagamento o tengono le funzioni migliori dietro abbonamento.

    Poi basta. Lo smartphone può tornare nella borsa, lo smartwatch restare al polso e noi dedicarci alla funzione più importante che nessun aggiornamento software è ancora riuscito a migliorare: non fare assolutamente nulla.

    Buon Ferragosto e buon relax.

  • L’Apple Watch Series 10 è una realtà.  E c’è anche un Ultra 2

    L’Apple Watch Series 10 è una realtà. E c’è anche un Ultra 2

    Settembre ci porta non solo l’inizio dell’autunno, ma anche due nuove gemme tecnologiche targate Apple: Apple Watch Series 10 e Apple Watch Ultra 2. La casa di Cupertino ci ha abituato a innovazioni continue, e anche questa volta non si è smentita.

    Apple Watch Series 10: sottile, potente e con un display che fa la differenza

    Partiamo dall’Apple Watch Series 10 e, innanzitutto, parliamo di dieta. Il Series 10 ha perso qualche millimetro di spessore: così risulta il 10% più sottile rispetto ai suoi predecessori più recenti. Non solo, è anche più leggero, ma soprattutto è equipaggiato con il display più grande e luminoso mai visto finora sulla linea di smartwatch della Casa della mela morsicata. Il che non solo migliora la leggibilità, ma rende anche più semplice interagire con le app, e aggiunge maggiore spazio per i contenuti. Il nuovo design, che nelle parole di Apple non comprometterebbe né autonomia né potenza, è ottenuto grazie all’integrazione dell’antenna direttamente nella cassa dell’orologio.

    Il nuovo display Oled offre una migliore visibilità, con un aumento stimato della luminosità di circa il 40%, rispetto alla precedente Serie 9. Degno di nota il fatto che questo avviene soprattutto quando lo schermo è osservato lateralmente. Si tratta di una caratteristica molto gradita, apprezzabile ogni qualvolta si utilizza lo smartwatch all’aperto, che si tratti di leggere un messaggio al volo o monitorare l’allenamento sotto un sole abbagliante.

    A coronare il tutto, una gamma di nuove finiture, tra cui spicca il Jet Black in alluminio lucido e il titanio lucidato a specchio, disponibile nelle colorazioni naturale, oro e ardesia. Prendendo come paragone il peso della cassa dell’Apple Watch Series 9, la cassa in alluminio pesa fino al 10% in meno, mentre quella in titanio quasi il 20% in meno. Disponibili i due formati da 42 mm e 46 mm.

    Upgrade…

    Un’ottima dieta, insomma, come scrivevo prima. Non temete però, i muscoli ci sono ancora tutti. Equipaggiato con il nuovo processore S10 di Apple e il Neural Engine 4, l’Apple Watch 10 può ora avvalersi di funzioni smart quali la gestualità del doppio tap, la presenza di Siri on device e il riconoscimento automatico dell’allenamento. Utilissima la possibilità di servirsi dell’orologio come di un vero e proprio traduttore multilingue. Cospicuo anche il miglioramento dei tempi di ricarica: 15 minuti bastano a garantire 8 ore di utilizzo.

    Degna di nota l’introduzione di sensori aggiornati per la misurazione della profondità e delle temperature in acqua, ideali per chi si sente a casa tra le onde o in piscina. Il nuovo profondimetro può misurare fino a 6 metri sotto la superficie, e rende l’Apple Watch Series 10 ideale per lo snorkeling. L’app Profondità mostra l’ora, la profondità attuale, la temperatura dell’acqua, il tempo di immersione e la profondità massima raggiunta. Mentre l’app Marea di watchOS 11 offre previsioni settimanali sulle maree, rendendo più facile organizzare le attività in acque libere.

    …e funzionalità

    Non mancano le novità nemmeno sul fronte software, con watchOS 11 che sarà disponibile da lunedì 16 settembre e che introduce ulteriori funzionalità come il monitoraggio del carico di allenamento e la possibilità di personalizzare gli Anelli Attività. Possibile anche ascoltare i propri podcast preferiti direttamente dall’orologio, senza bisogno di auricolari. Inoltre, la nuova rete neurale di isolamento vocale elimina i rumori di fondo durante le telefonate e le chiamate FaceTime, per garantire, secondo Apple, una comunicazione chiara anche in ambienti rumorosi.

    La Casa di Cupertino ha poi ampliato la propria collezione di cinturini, mantenendo quella combinazione di funzionalità e stile che ha sempre contraddistinto il Brand. Le novità includono bracciali in maglia milanese e cinturini in maglia abbinati alla nuova cassa in titanio, mentre le varianti sportive firmate Nike offrono nuovi colori. Un tocco di classe arriva dalla collezione Hermès, che quest’anno ha creato il primo bracciale metallico per Apple Watch. Si chiama il Grand H e ha le maglie in acciaio satinato a forma di H, che racchiudono tutta l’essenza della Maison francese.

    Apple Watch Ultra 2: il ritorno in titanio nero

    Novità “minori”, invece, per l’Apple Watch Ultra 2. Nonostante quanto vociferato da alcuni rumors, Apple non ha introdotto il nuovo modello della famiglia di smartwatch rugged. Ha preferito invece presentare una nuova variante di colore per l’orologio già lanciato nel 2022. Il titanio nero satinato è l’elemento distintivo che ne eleva il design, impreziosito anche dal rivestimento in carbonio Dlc, estremamente resistente ai graffi.

    Il display da 3000 nit continua a essere un punto di forza, e garantisce un’ottima leggibilità in ogni condizione. Così come il GPS a doppia frequenza rimane una delle caratteristiche più apprezzate per la precisione durante allenamenti come corsa, ciclismo e trekking.
    Non mancano neppure in questo caso i miglioramenti software da parte di watchOS 11, che introduce nuove funzioni come il Carico di allenamento e l’app Parametri vitali, per monitorare ancora più a fondo la salute e le performance sportive. Il tasto Azione personalizzabile e la nuova app Marea migliorano ulteriormente l’esperienza d’uso.

    La nuova colorazione è accompagnata da una serie di cinturini coordinati. I modelli Trail Loop, Alpine Loop e Ocean sono ora declinati in titanio nero, offrendo una gamma di opzioni per ogni tipo di attività. Ma la vera novità è il loop in maglia milanese in titanio, il primo bracciale metallico per Apple Watch Ultra. Questo bracciale, ispirato alle maglie in acciaio inossidabile usate per le immersioni, è leggero, resistente alla corrosione e perfetto per ogni occasione. Per i fashionisti, infine, Apple ha pensato a una versione Hermès dell’Ultra 2, che combina la robustezza del titanio con lo stile del Brand francese. Oltre al cinturino speciale c’è anche un quadrante dedicato alle regate.

    Conclusioni

    Apple Watch Series 10 e Ultra 2 sono già disponibili per il preordine e saranno sugli scaffali il 20 settembre, a partire rispettivamente da 459 e 909 euro.
    Entrambi i modelli riflettono l’attenzione al dettaglio e la capacità di innovare dimostrate nel tempo da Apple. Con un occhio di riguardo anche alla sostenibilità, grazie all’impiego di materiali riciclati, e con l’obiettivo di realizzare un modello a impatto zero entro il 2030.
    Il mio consiglio? Se possedete un iPhone, cominciate a fare spazio sul polso e… preparate la carta di credito.

  • Apple Watch Series 8, SE e Ultra: le novità di Cupertino

    Apple Watch Series 8, SE e Ultra: le novità di Cupertino

    Una carrellata di nuovi Apple Watch da non lasciare indifferenti, quella presentata dal produttore della mela morsicata lo scorso 7 settembre. Certo, che il gigante di Cupertino fosse in procinto di lanciare diverse nuove linee del proprio wearable era risaputo… (finiti i tempi in cui il segreto era davvero tale e mantenuto in rigoroso riserbo fino all’ultimissimo momento). Cionondimeno, qualità e cura per i dettagli di quello che è allo stato attuale il più completo smartwatch sul mercato continuano a stupire. O, per meglio dire, “gli” smartwatch – dal momento che sono ben 3 gli Apple Watch presentati al pubblico: l’Apple Watch Series 8; l’Apple Watch SE di seconda generazione; e, infine, l’Apple Watch Ultra. Tre declinazioni differenti della medesima piattaforma software, watchOS, giunta per l’occasione alla nona release.

    L’Apple Watch Series 8

    Riguardo all’ottava generazione di Apple Watch, è sostanzialmente confermato il look dei modelli precedenti, con un ampio display Retina Always-On e un robusto vetro frontale resistente agli urti. Interessanti le funzionalità rese possibili dalla presenza di un nuovo sensore di temperatura, con particolare rilievo dato alle informazioni sulla salute femminile (monitoraggio mestruale e dell’ovulazione); e di nuovi sensori di movimento, che consentono all’orologio di rilevare eventuali incidenti automobilistici gravi. Migliorata anche l’autonomia: grazie a una nuova feature presente in watchOS 9 (che arriverà anche sui modelli precedenti), è possibile attivare una modalità a basso consumo che porta l’autonomia dell’orologio da 18 a 36 ore, disattivando o limitando temporaneamente alcuni sensori e funzioni.

    Tra le altre novità introdotte nel software, figurano il roaming internazionale; la possibilità per chi soffre di fibrillazione atriale, di accedere a uno storico in cui è mostrata la frequenza con cui il ritmo cardiaco è stato irregolare. La completa riprogettazione dell’applicazione bussola, con nuove viste e una maggiore quantità di informazioni, particolarmente utili in assenza di connettività grazie al servizio backtrack, che crea un percorso per chi ha bisogno di aiuto per tornare sui propri passi. Il potenziamento della sezione dedicata agli allenamenti, ora in grado di raccogliere un numero maggiore di metriche, anche multisport, e di visualizzarle in nuove viste. Il miglioramento della funzionalità di monitoraggio del sonno, aggiornata per tracciare anche le fasi di sonno (Rem, leggero, profondo). E, infine, la possibilità di gestire medicine, vitamine e integratori, grazie alla creazione di un elenco farmaci con eventuali promemoria per l’assunzione.

    Apple Watch Series 8 sarà disponibile con cassa in alluminio o in acciaio inossidabile, da 41 mm o 45 mm di lato. I colori dei modelli in alluminio includetranno blu, silver, dorato e rosso, mentre quelli con la cassa in acciaio inossidabile saranno argento, grafite e oro. Confermate anche le collaborazioni con Nike ed Hermès per speciali versioni brandizzate di cinturini e quadranti. La disponibilità sul mercato è prevista per venerdì 16 settembre, mentre i prezzi partono da 509 euro per la versione GPS, e da 629 euro per quella con connettività cellulare.

    L’Apple Watch SE…

    Presentata anche la seconda generazione dell’Apple Watch SE. Un vero e proprio entry-level, grazie al quale è possibile avere le principali caratteristiche di Apple Watch a un prezzo di partenza più accessibile. Pur mantenendo lo stesso design della cassa, il Watch SE presenta un fondello ridisegnato in materiale composito di nylon, per una maggiore leggerezza. Tra gli aggiornamenti più importanti – lato hardware – figura il nuovo processore dual-core avanzato S8 SiP, lo stesso dell’Apple Watch Series 8, più veloce del 20% rispetto alla generazione precedente.

    Lato software, invece, da segnalare anche qui la presenza della funzionalità di rilevamento di incidenti. La possibilità di utilizzare la connettività cellulare anche all’estero per mezzo del roaming internazionale. La nuova app bussola, oltre alle funzioni fitness e benessere migliorate. Apple Watch SE sarà sempre disponibile dal 16 settembre, con cassa in alluminio da 40 e 44 mm e nelle finiture midnight, starlight e silver, a partire da 309 euro.

    …e l’Apple Watch Ultra

    Last but not least, è stato ufficializzato anche il modello su cui più si sono concentrati indiscrezioni e rumor nei mesi scorsi. Vale a dire l’Apple Watch Ultra, dedicato ad atleti ed utenti “estremi”, per i quali il produttore di Cupertino ha sviluppato un rinnovato design. Lo smartwatch infatti è certificato dalla norma MIL-STD-810 H, almeno nei suoi aspetti più rilevanti. Per esempio, è in grado di funzionare a temperature estreme, da -20 a 55 gradi. La cassa in titanio da 49mm di lato ha un vetro zaffiro piatto a protezione del display da 2000 nits (due volte più luminoso che in precedenza) e un pulsante fisico personalizzabile. Inoltre Apple Watch Ultra vanta un’autonomia variabile dalle 36 alle 60 ore d’utilizzo, grazie alla modalità di funzionamento a basso consumo offerta da watchOS 9.

    Da citare anche il quadrante Wayfinder, esclusiva di questo modello, che presenta spazio per un totale di otto complicazioni e una bussola integrata. La quale, in condizioni serali, può essere usata con luce rossa per una migliore visibilità al buio. Apple Watch Ultra poi è dotato di tre microfoni integrati che migliorano notevolmente la qualità del suono nelle chiamate vocali in qualsiasi condizione. Una caratteristica, questa, particolarmente apprezzabile in ambienti molto ventosi, in cui lo smartwatch è in grado di servirsi di algoritmi avanzati di riduzione del rumore del vento, compreso l’apprendimento automatico, per offrire un audio chiaro e comprensibile durante le chiamate.

    Potenziate infine le funzionalità GPS, grazie all’introduzione di nuove frequenze e di nuovi algoritmi di posizionamento. E quelle legate agli sport acquatici, grazie a una impermeabilità fino a 4 bar e alla presenza di applicazioni dedicate. Tre i cinturini disponibili: Trail Loop, Alpine Loop e Ocean Band. Il lancio di vendita dell’Apple Watch UIltra è previsto per venerdì 23 settembre, a un prezzo base di 1.009 euro.

  • Apple Watch. La storia degli orologi elettronici – Sesta uscita

    Apple Watch. La storia degli orologi elettronici – Sesta uscita

    Apple non ha avuto fretta a entrare nel mondo degli orologi digitali. L’azienda di Cupertino, nel 2013 (a due anni dalla scomparsa di Jobs), credeva poco agli smartwatch. Così ha atteso oltre dodici mesi dopo la discesa in campo del primo Galaxy Samsung prima di far uscire l’Apple Watch. Nel 2015 Wired pubblicò i retroscena accaduti nei labs californiani durante lo studio, con fasi di progettazione e uscita sul mercato avvenute al rallenty. Curioso conoscere cosa sia successo. Ecco gli antefatti.

    All’inizio era un iPhone col velcro

    È saltato fuori che il primo prototipo dell’Apple Watch altro non era che un iPhone legato al polso dei progettisti con un velcro. Semplice il motivo: il software era pronto con tanto di sistema operativo, mentre i designer non sapevano ancora come e dove inserire l’elettronica. Fu allora che Jonathan Ive prese in mano le redini della situazione. Studiò a fondo storia dell’orologeria e sistemi di misura del tempo. Soprattutto trovò la risposta al perché Apple dovesse entrare in questo nuovo mercato: «Come valida alternativa per quelli che non amavano tenere in tasca un telefonino», ma preferivano avere le informazioni direttamente al polso. Così il 9 settembre 2014 Apple svelò la prima serie, giunta sul mercato a gennaio dell’anno successivo. Prezzo: 349 dollari.

    Nasce la corona digitale

    L’Apple Watch, progettato come un “unicum”, era dotato dell’innovativa Digital Crown, una corona posta superiormente sul lato. Un uovo di Colombo, non adottato dagli altri costruttori orientali. Il motivo della scelta? Scorrere, zoomare e navigare senza coprire il display Retina con il dito. Un’originale trovata del team di Ive. Non solo. Integrava già l’innovativo sistema di pagamento elettronico Apple Pay. Il quadrante con tre cerchi colorati indicava calorie bruciate e minuti di intensa attività. Insomma, il  primo chiaro segnale dell’interesse per un dispositivo da polso dedicato alla salute. Unico neo, mancava il Gps.

    In quattro anni Apple batte gli orologiai svizzeri

    Da quel momento ogni anno venne presentato un nuovo modello con aggiornamenti del sistema operativo WatchOS. E nuove caratteristiche tecniche: l’introduzione del Gps, cassa resistente all’acqua, connessione a telefonino e applicazioni. Ma soprattutto il proseguo sulla strada di wellness e salute con l’arrivo di un nuovo cardiofrequenzimetro. Tutto questo ha portato Apple in vetta alla classifica dei produttori, con modelli delle Special Edition, vedi Hermès, con prezzo oltre 1700 euro. Fino ad arrivare al 2019. Anno storico della svolta. Per la prima volta la vendita di 30,7 milioni di Apple Watch ha battuto l’intero settore dell’orologeria svizzera che segnava in totale “solo” 21,1 milioni di pezzi. 

    Numeri impressionanti, sì – ma da prendere con le pinze. Perché in realtà l’Apple Watch e il mercato degli smartwatch non disturbano più di tanto l’industria elvetica delle lancette (soprattutto l’alto di gamma). Che si basa su principi opposti: l’uno è improntato all’obsolescenza tecnologica, l’altra mira a sfidare i secoli. L’orologeria svizzera si rivolge a un pubblico differente. Questione di cultura, di interessi, di passioni differenti: chi apprezza gli orologi meccanici, specialmente di un certo prezzo, cerca ben altro. La pretesa concorrenza dell’elettronica con l’orologeria svizzera quindi è un’idea del tutto falsa. Semmai la concorrenza è con l’orologeria elettronica giapponese: un contesto ben diverso, in cui la sola Citizen vende oltre 450 milioni di pezzi all’anno. Ma andiamo oltre.

    Apple Watch serie 7 cambierà vestito

    Come da tradizione il prossimo settembre uscirà il nuovo Apple Watch 7. E sette sarà l’anno della svolta. I rumors sui cambiamenti non mancano. Il primo riguarda il design. A sei anni dalla nascita gli angoli smussati che lo hanno caratterizzato fino a oggi saranno sostituiti da una cassa squadrata. Minimal. Si ipotizza poi un ulteriore passo avanti in termini di salute. Potrebbe integrare un sensore in grado di misurare glicemia e tasso alcolemico. Due parametri fondamentali per chi soffre di diabete e ha il vizietto di “alzare troppo il gomito”. Se queste novità fossero confermate, l’azienda di Tim Cook compirà una forte accelerazione per distanziare i concorrenti. Riprenderla sarà difficile.

    Nella prossima uscita: i migliori orologi digitali di sempre

  • Apple Watch Series 6, un dottore al polso

    Apple Watch Series 6, un dottore al polso

    Non chiamatelo semplicemente orologio. Perché la funzione di indicare il tempo è l’ultima nell’infinito elenco di operazioni integrate all’interno della cassa. Parliamo dell’Apple Watch Series 6, l’ultimo nato nella casa della Mela. I progettisti di Cupertino hanno pensato in primis a inserire applicazioni rivolte a salute e benessere. Dunque lo smartwatch diventa un “dottore da polso” in grado di registrare pulsazioni, pressione e rilevazione di CO2, diventato un parametro vitale al tempo di Covid, per rilevare la saturazione sanguinea. Quella che indica lo stato di salute dei nostri polmoni.

    Apple Watch Series 6: wellness prima di tutto

    Andiamo con ordine, dando uno sguardo alle caratteristiche salienti. La cassa da 44 o 40 millimetri ha lo schermo luminoso in tecnologia Retina, il che significa buona visibilità anche in presenza di luce incidente. La durata della mini-batteria, viste le molteplici funzioni implementate, consente di arrivare a fine giornata, anche se Apple nelle specifiche garantisce solo 18 ore d’uso. La buona notizia riguarda la carica veloce: in una sola ora riporta le potenzialità energetiche al 100 per cento.

    Ma veniamo alle novità. Già nella versione dello scorso anno Apple Watch Series 5 era in grado di misurare pulsazioni cardiache e pressione. Adesso l’elettrocardiogramma diventa più preciso ed è implementata la nuova funzione Blood Oxygen. Con la misurazione della saturazione CO2 del sangue, il sistema può essere attivato in modo diretto oppure in modalità automatica, ad esempio nei periodi di sonno.

    Per farlo Apple Watch Series 6 impiega quattro gruppi di Led e fotodiodi posizionati sul cristallo posteriore. Sono loro a misurare la luce riflessa della circolazione sanguigna. Per elaborare i dati l’azienda della Mela masticata utilizza un algoritmo sviluppato ad hoc in grado di misurare la percentuale (dal 70% al 100%) di ossigeno. Dunque la bontà con cui respiriamo. A gestire tutte le funzioni è il nuovo sistema operativo Watch OS7. Per quanto riguarda i prezzi si parte da 439 euro per la versione Gps fino a 539 euro per quella Lte.

    Tutti i modelli si personalizzano

    Seguendo lo stile imposto da Steve Jobs, ogni  Apple Watch Series 6 si personalizza secondo i desiderata del cliente. Dando vita a centinaia di combinazioni. A partire da casse e cinturini: le prime disponibili in colore blu, grigio siderale e alluminio oro; mentre i modelli in acciaio prevedono grafite con finitura lucida. Nascono anche due cinturini ultraleggeri: Solo Loop disponibile in silicone morbido e filo intrecciato, con taglie e lunghezze di varie dimensioni; e poi Leather Link che si avvolge al polso con agganci magnetici sagomati.

    Per chi non si accontenta e vuole distinguersi, Hermès offre gli eleganti cinturini Simple o Double Tour in pelle Swift. A disposizione otto colori originali: si va dal bambou, al rouge piment o anemone. La fibbia in acciaio inossidabile ricorda quelle usate per fissare le selle dei cavalli: un richiamo alle origini del marchio legate al mondo dell’equitazione. Si ordinano direttamente online a 369 euro.