Giornale Degli Orologi
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Tag: Jean-François Mojon

  • Jean-François Mojon e le meccaniche di Cyrus

    Jean-François Mojon e le meccaniche di Cyrus

    La quiete prima della tempesta. Tutto tace, in orologeria, tutto è fermo (o almeno così sembra: ma sappiamo che dietro le quinte c’è una generale agitazione). Viviamo in un mondo e in un tempo sospeso, in attesa dei fuochi d’artificio di Watches & Wonders di fine mese, quando finalmente sarà svelato ciò che bolle in pentola da mesi (anni?). Sembra quindi il momento giusto per guardarsi indietro, analizzare il passato, pensare a quanto è stato prodotto finora. Oltretutto tracciare una specie di bilancio può essere utile per immaginare in proiezione quello che vedremo, per non arrivare impreparati a Ginevra. Noi lo abbiamo fatto con Cyrus Genève, consapevoli che proprio dal segmento degli indipendenti molto spesso arrivano le novità più interessanti. E ne abbiamo parlato con Jean-François Mojon, il maestro orologiaio che ha creato gli esemplari del marchio.

    Breve digressione su di lui. Jean-François Mojon è un nome noto fra gli addetti ai lavori. Ingegnere di formazione, prima ha lavorato in Omega e poi è stato a lungo Direttore tecnico in IWC. Nel 2005 ha aperto Chronode, atelier al servizio delle marche orologiere alto di gamma per la costruzione di movimenti complicati. Nel tempo, Jean-François Mojon ha firmato una serie di esemplari memorabili: dall’Opus X di Harry Winston al Meccanico di De Grisogono, dal regolatore di HYT al Sequential One di MCT fino agli Arceau L’Heure de la Lune e Le Temps Voyageur di Hermès, solo per citarne alcuni. Ma con Cyrus Mojon ha un rapporto speciale, perché Chronode e la Maison ginevrina condividono lo stesso partner finanziario. Benché le due aziende mantengano la propria autonomia e indipendenza, quindi, hanno una stretta relazione.

    Può raccontarci la genesi degli orologi che ha realizzato per Cyrus? Quali sono le fonti di ispirazione, le esigenze, le idee da cui è partito per svilupparli?
    «Il principio guida di tutti i nuovi sviluppi è l’innovazione. Partiamo da una funzione o da una configurazione visiva nota, con l’obiettivo di trattarle in modo originale e con un reale valore aggiunto per il cliente finale. Le fonti di ispirazione sono molteplici: principi meccanici che possono essere trasposti in orologeria, riflessioni sulla visualizzazione delle indicazioni sul display, estetica in collaborazione con i nostri designer, eccetera. La fase di creazione è esaltante: si parte da un foglio bianco o da un brief e ci si pone pochi o nessun limite. L’obiettivo è produrre il maggior numero possibile di idee, che vengono via via selezionate e perfezionate per arrivare al concetto scelto».

    Come è impostato il rapporto con i designer di Cyrus nella messa a punto di un nuovo modello?
    «Partendo dal concetto di base pensato, c’è una collaborazione molto stretta con il designer durante tutto il percorso di realizzazione. La premessa alla base dello sviluppo è che “la forma segue la funzione”».

    Entriamo nel dettaglio: prendiamo in considerazione quattro orologi del catalogo di Cyrus (escluso il Klepcys Chrono Dice, cui abbiamo già dedicato uno specifico approfondimento). Può commentare le soluzioni tecniche più innovative dei relativi calibri? A partire dal Klepcys Moon, un insolito fasi di Luna con una rappresentazione in 3D del nostro satellite…
    «Ogni movimento richiede soluzioni specifiche. Per il Klepcys Moon sono stati depositati due brevetti relativi all’indicazione dell’ora e della data in un tema di espressione “tridimensionale”».

    Passiamo al Klepcys Alarm, uno svegliarino dotato della tipica suoneria di una ripetizione minuti…
    «Anche il Klepcys Alarm riflette le innovazioni di Cyrus: tutte le funzioni (ad eccezione dell’On/Off) sono raggruppate sulla corona a ore 3 per motivi ergonomici. La sveglia può essere impostata su un intervallo di 24 ore e in entrambe le direzioni, con un elevato livello di precisione. Infine, naturalmente, è stata prestata particolare attenzione alla qualità del suono utilizzando un martello e un gong».

    Quindi il GMT Retrograde, un secondo fuso orario che offre una particolare visualizzazione dell’ora di casa…
    «Per quanto riguarda il GMT Retrograde, al centro delle nostre riflessioni c’è stato un approccio che punta alla semplicità e all’ergonomia. Ad esempio, abbiamo privilegiato l’indicazione dell’ora locale come principale, con la correzione mediante una semplice pressione sul pulsante a ore 9 per motivi pratici: l’orario del luogo in cui ci si trova è sempre quella che appare per prima. L’indicazione dell’ora di casa (secondo fuso) di 24 ore è retrograda, il che permette di distinguerla da una lettura standard di 12 ore a 360°».

    Infine il Klepcys Vertical Tourbillon, con quella grande gabbia posta al centro del quadrante in posizione ortogonale: oggettivamente una prima assoluta per l’intera orologeria.
    «Per il Klepcys Vertical Tourbillon, la gestione della doppia funzione retrograda (ore e minuti) è particolare: è necessario garantire che i salti delle lancette a ore 12 siano simultanei».

    Quali sono invece le difficoltà maggiori che ha incontrato nel loro sviluppo? Per esempio: nel Klepcys Vertical Tourbillon, la rotazione di 90° del tourbillon deve aver creato una serie di problemi…
    «Le sfide sono di vario tipo: soddisfare le funzioni previste entro gli spazi e i dettagli estetici definiti, garantire un’affidabilità ottimale, gestire le interfacce con la cassa, ecc. La modifica a 90° della trasmissione per il Klepcys Vertical Tourbillon è stata oggetto di simulazioni e prove pratiche. Ogni volta che una soluzione tecnica è nuova, ci assicuriamo in anticipo della sua fattibilità. Il prototipista orologiaio esegue tutti i test funzionali e suggerisce i miglioramenti. Infine, viene effettuato un gran numero di test di affidabilità per convalidare le funzioni nel tempo».

    Per restare ancora su questo orologio, quali cambiamenti all’interno del movimento ha comportato la scheletratura dell’ultima versione?
    «Abbiamo dovuto adattare diversi ponti e le finiture di alcuni componenti visibili. La cosa più importante in un approccio di questo tipo è l’anticipazione: fin dall’inizio del progetto, avevamo previsto una versione squelette».

    Mi permetta una domanda più personale… Esiste un esemplare di cui Jean-François Mojon va maggiormente fiero o cui è particolarmente legato (e perché)? Una sorta di “figlio prediletto”…
    «Più che un modello, vorrei mantenere la “firma” che emana dalla collezione. Non è facile dare un’immagine complessiva coerente nel tempo, indipendentemente dal posizionamento e dalle funzioni dell’orologio. Sono orgoglioso delle équipe che hanno contribuito a questa identità».

  • Il Klepcys Dice Racing di Cyrus spiegato da Jean-François Mojon

    Il Klepcys Dice Racing di Cyrus spiegato da Jean-François Mojon

    I primi esemplari sono in consegna proprio in questi giorni. Il Klepcys Dice Racing di Cyrus Genève, presentato lo scorso ottobre, sta quindi per arrivare al polso dei pochi, fortunati proprietari. In tutto una trentina di collezionisti, conquistati dalla nuova livrea dell’ormai noto doppio cronografo indipendente inventato da Jean-François Mojon. Una livrea chiaramente ispirata al mondo delle corse automobilistiche – come si evince dal nome –, cui il Marchio appartiene di diritto, in quanto partner della scuderia Haas in Formula 1 dal maggio dello scorso anno.

    La tipica cassa a cuscino, infatti, è arricchita ora da una lunetta in carbonio, un materiale leggero, duro e resistente, refrattario al calore. Probabilmente non facile da realizzare, vista la peculiarità della forma, né da assemblare alla carrure, (come sempre) in titanio grado 5 lucido/spazzolato o annerito da un trattamento Dlc. Altra particolarità del Klepcys Dice Racing sta poi nelle scelte cromatiche del rosso e del blu, che distinguono le due “sezioni” del doppio cronografo, sia per agevolarne la lettura, sia per evidenziarne i componenti meccanici (ponti e ruote a colonne comprese).

    I precedenti

    Materiali e colori a parte, per il resto il Klepcys Dice Racing è del tutto simile ai suoi predecessori. In primis alla versione d’esordio, lanciata ad agosto 2021 e recensita per noi da Augusto Veroni in questo articolo (cui rimando per saperne di più anche sui personaggi-chiave della Manifattura di Le Locle). E poi alla seconda variante, uscita in occasione di Watches and Wonders 2022: il Klepcys Dice Lime, ovviamente caratterizzato dalla particolare tonalità (verde acido). Con cui il Klepcys Dice Racing ha in comune sia l’impostazione sia la meccanica.

    «Questo moderno cronografo è il risultato di una profonda riflessione sul ruolo del cronometraggio sportivo», spiega il suo progettista, Jean-François Mojon. «In molti sport è spesso importante misurare tempi trascorsi con orari di inizio diversi». Per esempio nella stessa Formula 1, «dove due piloti, durante le prove, partono in orari differenti». Da qui la necessità di poter compiere una duplice misurazione, simultanea e parallela – cui rimanda l’acronimo inglese Dice, Double Indipendent Chronograph Evolution.

    Mojon racconta il Klepcys Dice

    E in effetti, rispetto a un tradizionale strumento per la misurazione dei tempi brevi, si tratta davvero di un’evoluzione: il Klepcys Dice è stato il primo cronografo da polso in grado di misurare due eventi in modo indipendente (ma anche in sincrono, nel caso…). Il che è possibile grazie al peculiare calibro Cyr718, dotato di due dispositivi crono separati, capaci appunto di operare in totale autonomia. Ciascuno governato dalla propria corona monopulsante, ciascuno formato da componenti montati sulla propria platina, in modo speculare e contrapposto.

    «L’architettura è molto logica», spiega ancora Mojon. «Per minimizzare lo spessore del movimento, i due meccanismi hanno una disposizione speculare sulle due metà della superficie del movimento e si uniscono sull’asse centrale combinando le indicazioni. Ogni cronografo è posto su una propria platina. Questa sistemazione permette una visione ottimale delle funzioni ed enfatizza la cinetica dei cronografi».

    In effetti, dato che le due platine sono sovrapposte e collocate sullo stesso lato, côté cadran, la duplice parte cronografica del movimento risulta così esposta alla vista (la si apprezza sotto il vetro zaffiro). L’uso di colori diversi per le due sezioni cronografiche permette infine di distinguere le misurazioni e ne facilita appunto la leggibilità: da un lato quindi c’è il cronografo rosso, dall’altro quello blu. Il tutto reso ancora più immediato dalla costruzione ribaltata, che evita di creare confusione.  

    Sfide meccaniche

    Detto così sembra tutto molto semplice. Ma Mojon e il suo staff di progettisti devono avere affrontato non poche difficoltà nella realizzazione del calibro Cyr718. «Combinare il meccanismo di due cronografi nello stesso orologio presenta molte sfide. Le riassumo in breve: ottenere un volume ridotto per ciascun cronografo, isolare un meccanismo dall’altro, assicurare una buona leggibilità». Cui si può aggiungere probabilmente anche il problema di gestione dell’energia, tant’è che l’autonomia a piena carica è di 60 ore…

    A proposito del volume, la cassa ha un diametro di 42 mm e uno spessore di 16,5 mm. Del resto il movimento, a sua volta, ha uno spessore di 11,65 mm. Non eccessivo, in realtà. Considerate che un “normale” 7750 (il celeberrimo calibro Eta/Valjoux) misura 7,9 mm di spessore: ed è un cronografo “singolo”, dalla costruzione tradizionale, privo perfino di ruota a colonne. In questo caso, il calibro Cyr718 racchiude invece un doppio cronografo, montato su due platine. Una differenza di nemmeno 4 millimetri mi sembra quindi più che comprensibile…

    Da Cyrus non possono che esserne fieri: «Come dicevo prima, le dimensioni e la leggibilità hanno rappresentato delle grandi sfide”, conclude Mojon. «Abbiamo lanciato il progetto solo quando eravamo sicuri di superarle. I feedback dei clienti e degli esperti confermano che possiamo essere soddisfatti del risultato!».
    Ultima nota di servizio: il Klepcys Dice Racing è realizzato in 15 esemplari in titanio “naturale” e altrettanti in titanio Dlc nero. Il prezzo parte da 38.900 euro.

  • Klepcys DICE di Cyrus Watches. Tu is megl’ che uan

    Klepcys DICE di Cyrus Watches. Tu is megl’ che uan

    È stato presentato subito dopo ferragosto, il Klepcys DICE di Cyrus Watches. Mentre tutti (o quasi) gli italiani erano in vacanza (me compreso). Ma non facciamoci ingannare dal momento del lancio: un po’ perché in Svizzera (come in quasi tutto il resto del mondo) in agosto si lavora normalmente. E un po’ perché il Klepcys Dice è un orologio che merita attenzione, così come merita attenzione il marchio che lo produce, Cyrus Watches.

    La manifattura di Cyrus Watches si trova a Le Locle, a pochissimi metri da quella di Zenith. In un edificio che, fra l’altro, ha ospitato anche la Tesa SA, un’azienda (fondamentale, per l’orologeria) che produce strumenti di misura. Quelli da cui dipende la precisione al decimo di micron di molte parti degli orologi meccanici attuali. La sede legale di Cyrus Watches è invece a Ginevra, a Plan-les-Ouates. Pochi metri da Patek Philippe e Rolex.

    Bene, mi dirai tu, e con ciò? Chi diavolo sono questi di Cyrus Watches e perché dovrei fidarmi di loro? Solo perché hanno vicini di casa importanti? No, ti rispondo. Piuttosto perché Cyrus Watches è una manifattura minuscola ma ben inserita – anche da un punto di vista logistico e geografico – nel cuore dell’orologeria svizzera. Ora ti spiego meglio chi è Cyrus Watches e perché puoi fidarti di loro.

    Il manager di lungo corso

    Si chiama Walter Ribaga e (come tanti, in orologeria) ha origini italiane. E doppia nazionalità. Ma quel che più conta è che ha passato molto tempo, a partire dagli anni Ottanta, in Swatch Group. L’ho conosciuto in Omega, ma poi l’ho incrociato anche in Zenith, in Movado, in TAG Heuer. E ha lavorato pure con Roger Dubuis, con Daniel Roth e così via… Da una quindicina d’anni è “specializzato” nel lancio e nella gestione di piccole marche artigianali. È Direttore Generale di Cyrus Watches dal 2017. Chi lo conosce considera Ribaga una garanzia: lavora solo per chi gli consente di creare successi tecnicamente ineccepibili.

    Chi, come me, crede prima nelle persone e poi nel marchio, è molto attento a quel che fa. In pratica, se lo vedi mollare la “sua” creatura vuol dire che c’è qualcosa che non va. Di solito da un punto di vista finanziario, perché non sono poche le persone in grado di rendersi conto della reale entità degli investimenti necessari per creare un marchio d’orologeria. Investimenti dei quali difficilmente si comincerà a rientrare prima di cinque o sei anni. Nel caso di Cyrus Watches, però, la cosa non dovrebbe rivelarsi un problema: la famiglia proprietaria del marchio ha una lunga esperienza nel settore del lusso ed è quindi altamente improbabile che abbia fatto il classico passo più lungo della gamba.

    Il tecnico visionario

    Si chiama Jean-François Mojon e arriva all’orologeria relativamente tardi: non ostante la laurea in ingegneria meccanica e il padre orologiaio, inizia con l’elettronica. Poi la svolta alla IWC, nel 1995, dove partecipa allo sviluppo del Calibro 5000 (quello del “Portoghese”) e dove rimane per dieci anni. Gli anni della formazione orologiera, appunto.

    Nel 2005, fonda una propria azienda, la Chronode, specializzata nella progettazione (ed eventualmente realizzazione) di movimenti originali, in piccolissima serie. Ha collaborato con MB&F, con Hermès, Hyt, Czapek & Cie, Harry Winston, Urban Jurgensen, De Grisogono, MCT e ovviamente Cyrus Watches, di cui è Direttore Tecnico. E lo è fin dall’inizio, da quel 2010 che, fra l’altro, lo vede premiato come miglior artigiano orologiaio indipendente.

    Bello, mi dirai tu, ma quando mi dici dell’orologio? Ci arrivo, ti rispondo. Ma se non spiego prima chi sono le persone di Cyrus Watches come fai, come facciamo a fidarci? Ora sai che avere fiducia in questa marca non è un azzardo, ma una scelta ben mirata.

    Klepcys DICE, il cronografo doppio

    Chiariamo subito che l’acronimo DICE sta per Double Independent Chronograph Evolution. Il Klepcys DICE è quindi un cronografo doppio, nel senso che in un solo movimento (meccanico a carica automatica) sono compresi due cronografi monopulsante. Intendo dire due cronografi veri e propri, non uno sdoppiante – che per altro i tedeschi chiamano doppel chronograph. Ciascuno dei due cronografi può registrare tempi fino a 30 minuti in maniera del tutto indipendente, consentendo ad esempio di misurare due eventi paragonabili, ma che non iniziano contemporaneamente.

    Da un punto di vista meccanico il Klepcys DICE colpisce subito per la costruzione “a 69”, a testa/piedi contrapposti – o come diavolo volete chiamarla. In pratica il cronografo rosso, come si vede nelle foto, legge la lancetta dello stesso colore su una scala – sempre rossa – con l’indice dei 60 secondi o dei 30 minuti in alto. Il cronografo blu fa il contrario: secondi e minuti si leggono in basso. Perché questa inconsueta disposizione? Beh, direi perché all’uso pratico si rivela più agevole. E soprattutto aiuta ed evitare confusione nella lettura dei tempi.

    Ma credo c’entri molto anche la volontà di contenere i prezzi. Con una disposizione “testa a testa” ci sarebbero stati, oltre a problemi fisici di spazio, anche quelli derivanti dal realizzare elementi orientati a destra e altri orientati a sinistra. In questo modo, invece, Cyrus Watches è riuscita a contenere il numero di componenti diverse fra loro. E infatti il prezzo – 31mila euro per la versione con la cassa in titanio naturale, 32mila per quella in titanio annerito tramite un procedimento Dlc (Diamond Like Carbon) – pur essendo ovviamente elevato, non è poi spropositato. Specialmente tenendo conto che il Klepcys DICE è realizzato in due serie limitate (di diverso materiale, appunto) di 50 esemplari ciascuna.

    Orologeria onesta

    Cyrus Watches dichiara onestamente che l’idea deriva da un brevetto rilasciato all’orologiaio e gioielliere Arnold Frankfeld (aveva un negozio a New York, 209 Sixth Avenue, angolo 14th Street), il 14 ottobre 1873. Il brevetto decadde però pochi anni dopo (1890), sembra a causa dell’impossibilità di costruire un prototipo ben funzionante. I limiti della tecnologia dell’epoca. Però, se osservate il disegno originale del brevetto, vedrete che l’architettura del movimento è totalmente diversa, disposta com’è sui due lati della platina. E questo fa guadagnare mille punti, in credibilità e reputazione, a tutti i dirigenti di Cyrus Watches. Tanto di cappello.

    Già. Il Cyrus Klepcys DICE avrebbe potuto ricalcare l’architettura del movimento così come disegnato a suo tempo da  Frankfeld. Ma qui l’obiettivo era di mettere in vista l’intera parte cronografica direttamente sul quadrante. Una cosa non facile, che ha dovuto coinvolgere anche il treno del tempo, “nascosto” almeno in parte alla vista e realizzato con alcune ruote coassiali per motivi (ancora una volta) di spazio. Anche perché la cassa, impermeabile fino a 10 atmosfere, ha un diametro di 42 millimetri e uno spessore di 16,50. Misure tutt’altro che esagerate, tenendo anche conto che il movimento è a carica automatica e che una simile architettura richiede l’uso di due platine anziché una. Ma di questo – e di altre caratteristiche particolari del Klepcys DICE, torneremo a parlare con lo stesso Mojon, spero. Presto.

  • Klepcys GMT Retrograde: il viaggiatore secondo Cyrus

    Klepcys GMT Retrograde: il viaggiatore secondo Cyrus

    Mani dietro la schiena, come un anziano davanti a un cantiere, osservo il nuovo Klepcys GMT Retrograde di Cyrus. E ripenso a quanto mi raccontò una volta Jean-François Mojon, genio creativo del brand e co-proprietario di Chronode, la manifattura interna del marchio ginevrino: «Già dall’infanzia, avevo una decina d’anni, provavo grande interesse per tutto ciò che era tecnico e per l’espressione della tecnica in forme originali».

    Voilà. Bastano queste parole a far capire la filosofia progettuale alla base dell’orologio, senza averlo tra le mani. Quando, all’inizio, ho scritto “osservo”, ho infatti usato il verbo non a caso: perché la presentazione fisica del Cyrus Klepcys GMT Retrograde è saltata causa Covid e io, come altri, mi devo per ora accontentare delle fotografie. Ma con quel suo assist, come un Pirlo dei tempi migliori il maestro orologiaio mi lancia in campo aperto verso la sua ultima creazione.

    Un esemplare che nasce dall’idea di inserire in collezione un orologio con doppio fuso orario, venuta al Direttore generale di Cyrus, Walter Ribaga. Instancabile viaggiatore per lavoro e per piacere, ha realizzato che una simile funzione avrebbe potuto completare l’offerta del brand, allineandola a quella di altri marchi top. La condizione era che l’indicazione dell’ora GMT fosse la più originale possibile.

    (Più) piccolo è bello

    Il Klepcys GMT Retrograde è sì un Cyrus fino al midollo, ma qui «l’espressione della tecnica in forme originali», per dirla alla Mojon, mostra un’evoluzione (in positivo, secondo me) rispetto ai precedenti modelli della collezione Klepcys. Per le indicazioni più tecniche vi rimando alle didascalie: qui preferisco sottolineare alcuni dettagli a mio avviso interessanti.

    La cassa, per esempio. È in titanio grado 5, più forte del titanio commercialmente puro (da grado 1 a 4) pur avendo la stessa rigidità e proprietà termiche. La forma a cuscino è quella tipica di Cyrus, non però nelle dimensioni cui il brand ci ha abituati. Sono 42 mm per 13,9 di spessore, più che contenuti rispetto, per esempio, ai 44 per 19,9 del Klepcys Vertical Skeleton Tourbillon, o ai 46 per 17 e rotti del Klepcys Alarm.

    Certo, la complicazione GMT retrograda è meno vorace di spazio rispetto alle altre; ma questo downsizing – tendenza comune a molte case – farà piacere a quanti etichettavano i Cyrus come “orologi da russi” per via delle loro proporzioni.

    Intimamente GMT

    Detto che i russi sono persone rispettabilissime e amanti della bella orologeria, veniamo alla complicazione, la funzione GMT, Greenwich Mean Time, a identificare il fuso orario di riferimento della Terra: indica l’ora della città di partenza rispetto all’ora locale della città in cui ci si trova. Definizione ormai superata in gergo tecnico da UTC, che sta per Tempo Universale Coordinato, ma ancora diffusa in orologeria. 

    Presente per la prima volta sul Glycine Airman nel 1953, diventa celebre un anno dopo grazie al GMT Master di Rolex, ref. 6542, creato in collaborazione con la Pan-Am, per fornire ai piloti un orologio che tenesse traccia dell’ora locale e del GMT, utile per chi attraversava molti fusi orari sui voli a lungo raggio.

    La funzione può essere assolta in diversi modi: con una lunetta aggiuntiva di 24 ore per un secondo fuso orario e l’ora GMT, come nel Glycine; con una lancetta GMT aggiuntiva e impostazione del secondo fuso orario, eseguita ruotando la lunetta; con moto retrogrado come nel Klepcys GMT Retrograde: una volta arrivata alle 24 sul lato destro della scala, la lancetta ritorna con uno scatto secco sulle 24 del lato sinistro e ricomincia la corsa.

    La funzione GMT retrograda non è certamente un’invenzione di Mojon. La ritroviamo, per citare solo due esempi, nel Masterpiece Double Rétrograde GMT di Maurice Lacroix e nella collezione Master Collection di Longines. Il Cyrus Klepcys GMT Retrograde, però, la valorizza attraverso il gioco di profondità che caratterizza il quadrante e che merita attenzione.

    La profondità del Klepcys GMT Retrograde

    Il quadrante tridimensionale a più livelli si ritrova spesso nella collezione Klepcys e in questo orologio distingue e distribuisce le funzioni. Nel primo livello, il disco antiriflesso trasparente in cristallo zaffiro riporta i numeri arabi delle ore luminescenti e il réhaut gli indici dei minuti, sempre luminescenti.

    Il secondo livello è più affollato. Ospita l’arco dell’ora della località di partenza, in lacca di un bel colore blu; e il quadrante dei piccoli secondi a ore 6, decorato a triangoli, trattato con Pvd nero a rilievo e completato dalla lancetta dei piccoli secondi blu a forma di elica, il simbolo di Cyrus. Insieme a tutto questo, le altre lancette: ore, minuti e lancetta blu dell’ora della città di partenza (home time).

    Un assembramento degno dei Navigli milanesi al sabato sera? No, perché il design arioso garantisce una leggibilità ottimale. Il vetro zaffiro su quadrante e fondello e la platina superiore del movimento, traforata a raggiera, alleggeriscono la struttura visiva del Klepcys GMT Retrograde senza compromettere la consultazione dell’ora. Sappiamo quanto spesso, invece, le scheletrature barocche finiscano per annegare le povere lancette dentro un mare di arabeschi. E capire che ore sono diventa allora una scommessa. Persa.

    Il movimento

    Eccomi, infine, al cuore dell’orologio, il calibro: il palcoscenico sul quale Mojon può sfogare la propria vena tecnica e, perché no, artistica. Credo che si diverta come un pazzo a progettare movimenti insieme al suo team, senza darsi limiti; alla fine degli anni ’90 per esempio ne concepì uno con 30 giorni di autonomia. In altre creazioni clamorose, poi, ha accoppiato due bariletti in parallelo per “nutrire” il calibro CYR1280 del Klepcys Alarm; e ha fatto alzare dal suo letto secolare il tourbillon, mettendolo in posizione eretta nel calibro CYR625 del Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton.

    Questa volta è il calibro CYR708 a carica automatica a gestire l’indicazione dei due fusi orari con funzione retrograda. Un movimento da 28.800 alternanze/ora e 55 ore di riserva di carica, sul quale avremmo voluto sapere qualcosa in più in termini di materiali e architettura costruttiva. Ma le curiosità di noi smanettoni vanno momentaneamente accantonate: avremo a disposizione ulteriori informazioni solo con la presentazione fisica dell’orologio.

    Per adesso limitiamoci a dire che il colore grigio antracite dei ponti è ottenuto tramite un trattamento elettrolitico Nac, un rivestimento più resistente e durevole del Pvd, a prova di sbriciolamento. I ponti sono a raggi leggermente ricurvi con finitura satinata e microbillé, mentre i ruotismi spiccano per il loro colore dorato (ottone?). La massa oscillante monoblocco traforata riprende lo stile della platina lavorata che abbiamo visto prima sul quadrante.

    In definitiva…

    Il Klepcys GMT Retrograde è prodotto in tre versioni – titanio lucido, titanio lucido con lunetta Dlc nera, titanio Dlc nero -, ciascuna in 50 esemplari. I prezzi sono un po’ al di sotto degli standard dei listini di Cyrus: 18.100, 18.300 e 18.600 euro. Tra costo e tiratura limitata, anche questo Klepcys è dunque un orologio per pochi.

    Personalmente, lo trovo esteticamente più gradevole ed equilibrato degli altri suoi fratelli in collezione; il Klepcys Solo Tempo è forse l’unico che riesce a tenergli testa sotto questo punto di vista, ma 46 mm per un solo tempo sono tanta, troppa roba. Comunque le opinioni estetiche sono sempre soggettive. Sotto il profilo tecnico, invece, è pregevole l’interpretazione retrograda. Ribaga è stato ascoltato quando chiedeva «a unique way to display the home time».

    E così, dopo aver parlato di vil denaro, millimetri e virtuosismi tecnici, mi piace chiudere con un’altra citazione di Mojon. Che è una dichiarazione d’amore per il proprio lavoro, al di là delle logiche commerciali: «Quello del maestro orologiaio è un mestiere meraviglioso, che non è ancora pronto per essere sostituito dai robot». Meno male, caro Jean-François…

  • Cyrus Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton, meccanica d’eccezione

    Cyrus Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton, meccanica d’eccezione

    Ci sono cose che vanno guardate da diversi punti di vista per essere comprese sino in fondo. Cose che, come un caleidoscopio che genera infinite immagini attraverso un gioco di specchi e cristalli colorati, comunque le si osservi, mostrano tratti sempre diversi e nascosti. Proprio come il Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton di Cyrus Watches: una sorpresa da ogni punto di osservazione.

    Una gioia per gli occhi in ogni sua parte e una gioia per ogni appassionato che si ritrovi a contemplarne la meccanica e le geniali soluzioni. Sono tante le peculiarità di questo orologio, ma non si fanno notare tutte assieme. Occorre osservarlo a lungo e da diverse angolazioni per cogliere tutto ciò che il maestro Jean-François Mojon ha saputo inserire nell’ultima referenza della collezione Klepcys.

    Si può iniziare guardando la particolare cassa, che ha forma a cuscino ma che, con l’applicazione delle anse, diventa una sorta di tonneau; il cui profilo è interrotto da due (sì, sono due) corone simmetriche, a ore 3 e a ore 9. Quindi si può proseguire, sempre guardandolo frontalmente, con il quadrante, diviso in due parti distinte e anch’esse simmetriche: ore a sinistra e minuti a destra. Il che prelude, per i più esperti, a un movimento retrogrado delle lancette.

    Si può ora portare il punto di vista su un lato, per scoprire il vero protagonista. Che, oltre a dare il nome all’orologio, costituisce il fiore all’occhiello del calibro di manifattura denominato CYR625. Il tourbillon, posto in un’insolita posizione verticale, compie una rivoluzione ogni 60 secondi. E funge anche da indicatore degli stessi, attraverso 12 placchette metalliche di cui una (quella col numero 60) colorata in rosso.

    A proteggere il delicato meccanismo, sopra il quadrante, si eleva una struttura che sembra un ponte a una campata. Anzi, per la verità lo è proprio: è derivato (in scala) da un disegno di un signore che risponde al nome di Leonardo da Vinci… La presenza di questo doppio arco non toglie comunque la possibilità di ammirare il tourbillon da diverse angolazioni.

    Perché un tourbillon verticale? Oltre due secoli fa, quando fu inventato,  il tourbillon serviva a contrastare gli effetti della gravità terrestre sulla posizione verticale degli orologi da tasca; quindi a ridurre le inefficienze degli organi regolatori tradizionali quando la carica si stava esaurendo. Siamo certi che anche Abraham-Louis Breguet avrebbe trovato quanto meno interessante l’idea di Mojon…

    Comunque in Cyrus ne sono sicuri e lo hanno dimostrato con studi e test realizzati appositamente. Nella maggior parte del tempo che un orologio passa al nostro polso, questa particolare disposizione verticale del tourbillon rende l’organo regolatore più preciso; e aiuta le molle motrici a schivare le insidie della forza di gravità anche quando i bariletti diventano un po’ “pigri”.

    Tornando all’osservazione del Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton, potremmo proseguire per ore se ci soffermassimo su ogni singolo componente. Ma l’aggiunta del termine “Skeleton” rappresenta un ulteriore elemento di prestigio rispetto al suo omonimo predecessore, che ha un anno in più di vita.

    Ora è possibile addentrarsi nei segreti del movimento di Klepcys e anche guardarvi attraverso, grazie alla scheletratura, quintessenza del savoir-faire della manifattura. Un tempo lavoro certosino fatto di pazienza ed esperienza, di delicati processi di asportazione del materiale; oggi frutto di una rigorosa progettazione al computer, che nulla toglie però all’arte del saper togliere senza indebolire eccessivamente la struttura.

    Proseguiamo quindi il nostro immaginario tour nel paesaggio costituito dal Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton. Sul quadrante a ore 12 troviamo una piccola sfera del diametro di 5 millimetri, che funge da indicatore dell’autonomia. Quest’ultima è di oltre 100 ore, ossia 4 giorni abbondanti, valore garantito dall’apporto di due bariletti in parallelo.

    Il fondello, in vetro zaffiro, ci permette di dare un’occhiata anche da questo lato e scoprire ulteriori aspetti interessanti. La conformazione e la particolare lavorazione della platina possono ricondurre la mente a un sipario che si apre sull’attrazione principale: il tourbillon. Che più di qualcuno, e non a torto, ha assimilato a una ruota panoramica.

    Ben visibili anche le trasmissioni che consentono di trasferire il moto da un piano verticale (quello del tourbillon) a uno orizzontale (quello del treno del tempo). I due grossi bariletti in lacca nera si portano in dote il simbolo dell’elica, ovvero il logo di Cyrus. Sono collegati in parallelo per avere una maggior costanza nella coppia prodotta; tra loro è posto un differenziale che consente di bilanciare l’energia fornita al meccanismo.

    Rigirando ancora il Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton tra le mani e cambiando i punti di osservazione, si evidenziano poi altri dettagli. Per esempio il gioco di luci dato dalle lavorazioni delle anse, in cui superfici lucide si alternano a lavorazioni dall’aspetto opaco; o l’imponente vetro zaffiro bombato, una cupola che protegge il quadrante.

    Sulla carrure, da entrambi i lati troviamo una corona con un inserto in caucciù. La domanda sorge spontanea: a cosa servono due corone? Semplice, o meglio complicato, perché di tale concetto si tratta… Quella a ore 3 serve per caricare l’orologio e a regolare l’orario; mentre quella ad ore 9 consente la regolazione rapida dell’ora attraverso successive pressioni.

    Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton è proposto in tre versioni, ognuna delle quali in serie limitatissima di 5 esemplari. Chi avrà la fortuna di poterselo permettere potrà scegliere tra il titanio grado 5 Dlc nero, questa variante bicolore, oro rosa con lunetta e carrure in titanio annerito, oppure interamente in oro rosa. I prezzi? Nell’ordine, 130mila euro, 144mila euro e 164mila euro.