Giornale Degli Orologi

Tag: Oris Artelier

  • Oris: intervista esclusiva al Ceo Italia, Marco Gemperli

    Oris: intervista esclusiva al Ceo Italia, Marco Gemperli

    All’ultima edizione di Watches and Wonders ho visto cose belle, cose meno belle e ho avuto alcune conferme, in positivo e in negativo, su un po’ di brand. Tra le belle conferme inserisco l’evoluzione che, da qualche anno, sta interessando Oris. Un ottimo lavoro sulle referenze più apprezzate – dal Big Crown Pointer Date all’Artelier, dall’Aquis al ProPilot – ha portato la Casa di Hölstein a un interessante  posizionamento in termini di qualità e di prezzo che, oggi, lo rende una valida alternativa a marchi magari più noti ma non per questo più pregiati.

    Per capirne di più, ho deciso di farmi raccontare il Brand da qualcuno che ne conosce bene le dinamiche. Chi meglio di Marco Gemperli, Ceo di Oris Italia? Ecco dunque il risultato di una chiacchierata che ha confermato, almeno ai miei occhi, la bontà del progetto Oris. Che, in un 2026 ancora complicato per il mercato, potrebbe dare al Marchio più di una soddisfazione.

    Chi è Marco Gemperli

    Parliamo della sua storia professionale. Lei arriva all’orologeria dopo esperienze in altri settori industriali: che cosa l’ha spinta ad accettare questa sfida e perché proprio con Oris? 
    «Prima di entrare nell’orologeria ho avuto la possibilità di lavorare in ambiti molto diversi: bancario, assicurativo, turistico e persino nel mondo della cucina. Nonostante le differenze tra questi settori, c’è sempre stato un filo conduttore nel mio percorso professionale: i ruoli legati al marketing e alle vendite, in cui comprendere le persone, costruire relazioni e sviluppare il marchio sono elementi fondamentali.

    Allo stesso tempo, però, ho sempre nutrito una grande fascinazione per l’industria orologiera svizzera. L’orologeria meccanica è un universo unico, perché riesce a combinare competenza tecnica, artigianalità, emozione e tradizione in un modo che pochi altri settori possono offrire. Quando, più di undici anni fa, si è presentata l’opportunità di entrare in Oris, ho percepito immediatamente che si trattava di qualcosa di speciale. Ho iniziato come Region Manager e, nel corso degli anni, ho avuto il privilegio di crescere all’interno dell’azienda, diventando prima Region Director e oggi Commercial Director e Ceo di Oris Italia. Un percorso che mi ha permesso di conoscere il Brand sotto molti punti di vista: commerciale, strategico e umano. Per me lavorare in Oris rappresenta davvero il lavoro dei sogni».

    La strategia di Oris

    Oris è un marchio che, a mio avviso, ha scelto la coerenza in quanto a qualità del prodotto, design delle collezioni e posizionamento di prezzo. Perché questa strategia? 
    «Penso che credibilità e autenticità nel lungo periodo siano molto più importanti delle tendenze momentanee. Oggi i consumatori sono estremamente informati, soprattutto nel mondo dell’orologeria, e riescono subito a capire quando un marchio è autentico e quando invece segue semplicemente logiche di marketing. Oris ha costruito la propria reputazione offrendo orologi meccanici svizzeri di alta qualità a un prezzo corretto e accessibile. Oggi proponiamo un livello di raffinatezza tecnica, ricerca sui materiali e maturità di design che probabilmente i pionieri degli anni Sessanta non avrebbero potuto immaginare. Eppure il nucleo emotivo del marchio – l’idea di creare orologi onesti e innovativi – è rimasto esattamente lo stesso.

    Questo approccio, unito al fatto che investiamo solo negli aspetti davvero importanti – qualità dei movimenti, integrità del design, affidabilità, sostenibilità ed esperienza del cliente -, evitando eccessi inutili, ci permette di restare fedeli a ciò che siamo realmente. È proprio questa coerenza che ha consentito a Oris di costruire una comunità molto fedele attorno a collezioni come Aquis, Big Crown o Divers Sixty-Five. Il nostro obiettivo non è competere sull’esclusività artificiale, ma creare orologi che le persone abbiano davvero piacere di indossare ogni giorno». 

    Mercato italiano…

    Lei è Ceo di Oris Italia: quanto conta il mercato italiano nel business del Brand, sia in termini di volumi sia di valore? 
    «L’Italia è da sempre uno dei mercati europei più importanti per Oris, non solo dal punto di vista commerciale, ma anche culturale. I collezionisti italiani hanno una sensibilità straordinaria per il design, la storia e la qualità meccanica. Sono appassionati, competenti e molto coinvolti emotivamente nel mondo dell’orologeria. Per un marchio come Oris questo è fondamentale, perché i nostri orologi combinano credibilità tecnica e forte identità estetica. Inoltre, l’Italia è un mercato maturo, dove autenticità e coerenza vengono apprezzate più dell’hype del momento. Dal punto di vista del business, il mercato italiano continua ad avere un’importanza strategica sia in termini di volumi sia di visibilità del Brand. Abbiamo ancora un enorme potenziale di crescita, come dimostra anche la solida rete di rivenditori specializzati che ci supporta quotidianamente». 

    Che prospettive vede per il mercato italiano in generale e, al suo interno, per un marchio come Oris? 
    «Il mercato italiano resta selettivo, ma sano, e con un importante potenziale di crescita. Come dicevo prima, oggi i consumatori sono più consapevoli e informati rispetto al passato: cercano prodotti con contenuto, forte identità e valore nel lungo periodo. Credo che questo contesto favorisca marchi come Oris, perché c’è una crescente attenzione verso brand autentici e trasparenti, piuttosto che eccessivamente corporate».

    …e sfide globali

    «Allo stesso tempo, il mercato sta affrontando diverse sfide globali – dalle pandemie alle tensioni geopolitiche e alle guerre – che inevitabilmente hanno un impatto sull’intero settore. I consumatori sono comprensibilmente più cauti nelle spese discrezionali, compresi gli orologi, e il mindset generale è diventato più prudente, soprattutto nella nostra fascia di mercato. Questo rende ancora più importante offrire un valore reale.

    In Oris lavoriamo costantemente per creare orologi con un posizionamento di prezzo corretto e accessibile rispetto alla qualità effettiva del prodotto e al valore percepito. Inoltre, molti giovani si stanno avvicinando all’orologeria meccanica attraverso marchi indipendenti. Cercano qualcosa di personale, meno convenzionale, e credo che Oris sia perfettamente posizionata per interpretare questa evoluzione». 

    Le collezioni Oris

    Ci parli della collezione Heritage Star Edition, la vostra novità più importante presentata quest’anno a Watches and Wonders.
    «La Star Edition è molto più di un semplice orologio d’ispirazione vintage: rappresenta un capitolo fondamentale della storia di Oris e, in molti aspetti, dell’orologeria svizzera stessa. Ma rappresenta anche le nostre origini. Il nuovo modello celebra il 60° anniversario dell’originale Oris Star del 1966, il primo orologio del marchio dotato di un movimento con scappamento ad ancora prodotto internamente, dopo che Oris riuscì a superare le limitazioni imposte dal cosiddetto Swiss Watch Statute. Quella battaglia legale, guidata dal Dr. Rolf Portmann, restituì a Oris la libertà di innovare sul piano meccanico.

    Dal punto di vista del design, abbiamo voluto restare estremamente fedeli al modello originale: la cassa tonneau da 35 mm, le proporzioni vintage, il vetro in stile plexiglas e l’architettura minimale del quadrante conservano perfettamente lo spirito dell’orologio degli anni Sessanta. Ciò che rende la Star Edition particolarmente importante per noi è il fatto che esprima perfettamente l’identità di Oris: indipendenza, autenticità, continuità storica e orologeria meccanica accessibile». 

    Su quali altre collezioni punterete? 
    «Le collezioni Aquis e Big Crown Pointer Date restano due pilastri strategici per il Brand a livello globale. La prima è diventata un punto di riferimento nel segmento degli sportivi di lusso contemporanei grazie alla combinazione di robustezza, versatilità e design molto riconoscibile; la seconda rappresenta invece la continuità della tradizione Oris dal 1938. Le interpretazioni più recenti hanno dimostrato quanto questo concetto sia ancora attuale. Allo stesso tempo stiamo investendo molto anche in collezioni più eleganti, come dimostra la nuova linea Artelier presentata quest’anno, che racconta un altro lato del Marchio: una sofisticazione discreta, ma con un forte contenuto meccanico». 

    Il profilo del consumatore

    Qual è l’identikit del vostro cliente-tipo, in Italia e non solo?
    «Il cliente Oris è generalmente una persona indipendente, che cerca autenticità più che status symbol. A livello internazionale, il nostro pubblico va dal collezionista esperto, che apprezza la storia e la credibilità tecnica del marchio, fino agli appassionati più giovani che acquistano il loro primo vero orologio meccanico svizzero.

    In Italia, in particolare, i clienti hanno spesso una sensibilità estetica molto raffinata. Apprezzano proporzioni equilibrate – né troppo piccole né troppo grandi -, coerenza nel design e profondità storica. Sono inoltre molto informati e profondamente interessati al prodotto in sé. Quello che accomuna i clienti Oris nel mondo è una certa mentalità: danno valore alla sostanza, all’indipendenza e all’individualità. In molti aspetti riflettono la filosofia stessa del marchio: Be Independent. Ed è un aspetto estremamente importante per noi». 

  • Oris Artelier Complication: il lato giovane della tradizione

    Oris Artelier Complication: il lato giovane della tradizione

    Per passione personale e deformazione professionale amo i giochi di parole. In un ambito generalmente serioso e impostato come quello dell’orologeria, c’è poco spazio per l’artificio lessicale ma, fortunatamente, non mancano le eccezioni. Penso alla collezione Artelier di Oris, la più classica ed elegante di un marchio che fa della sportività la propria cifra caratteristica. Artelier, ossia un misto tra l’arte orologiera e la sartorialità di un atelier di raffinata meccanica. 

    In questa concezione dell’orologeria che strizza l’occhio alla tradizione si inserisce l’Artelier Complication, che Oris ha appena presentato a Watches and Wonders Geneva. Una nuova visualizzazione delle fasi lunari e un datario sobrio e di stile arricchiscono una linea che fin dall’esordio, nel 2003, è stata per la Casa di Hölstein una “palestra” nella quale esercitarsi alla ricerca di soluzioni raffinate.

    Datario “pointer”, cronografo, ore saltanti, indicazione dell’autonomia residua (in alcuni casi con un’interpretazione originale) sono solo alcune delle complicazione con le quali Oris, negli anni, ha arricchito la collezione. Il nuovo Artelier Complication ne comprende due con le quali la Maison si è già cimentata ma che qui prendono una forma più fresca e contemporanea, sempre in linea con l’eleganza della famiglia Artelier.

    Artelier Complication: il lavoro sul movimento

    L’Artelier Complication appena presentato ha un pregio: a dispetto del nome, è un esercizio di semplicità orologiera. Un risultato reso possibile principalmente dal lavoro fatto sul movimento, che ha portato con sé il lavoro sul quadrante e sulle indicazioni. Il punto d’inizio è stato infatti la creazione del nuovo Calibro 782, a partire dal già esistente Calibro 781.

    Quest’ultimo è incassato in numerose referenze di Artelier Complication con indicazione di giorno del mese, giorno della settimana, fasi lunari e secondo fuso orario. Un movimento sviluppato sulla base del Sellita SW 200-1 a, al quale Oris ha messo mano togliendo le indicazioni del giorno della settimana e del fuso orario. In questo modo, il quadrante è passato dall’avere quattro contatori ad averne due; le fasi lunari sono rimaste dov’erano, a ore 12, bilanciate esteticamente dal datario, spostato da ore 9 a ore 6. 

    Se nelle referenze precedenti l’affollamento del quadrante aveva costretto i designer di Oris a sacrificare la visualizzazione delle fasi lunari in una minuscola finestrella bilobata a ore 12, lo svuotamento del nuovo Artelier Complication ci consegna una finestra tonda bella grande. Lo stesso dicasi per il datario, il cui diametro generoso è persino leggermente superiore rispetto a quello delle fasi di Luna.

    Artelier Complication: il lavoro sul quadrante

    Proprio giocando sulle proporzioni tra le due finestrelle e il quadrante, così come sulle finiture, la Manifattura è riuscita a evitare che lo svuotamento cui ho accennato sopra diventasse un… deserto. Quando parliamo di un orologio che non sia un classico tre lancette, gli appassionati hanno un certo horror vacui di fronte ai quadranti vuoti. Nel nuovo Artelier Complication, il lavoro fatto dalla giovane Product Design Engineer di Oris, la 24enne Lena Huwiler, va nella dimensione opposta.

    L’anello più esterno ha una lavorazione opaca uniforme, che contrasta con la parte centrale dalla finitura leggermente grené. A fare da ponte ci sono gli indici applicati, ben staccati dal réhaut interno e posti a cavallo tra le due zone. Come scritto sopra, i due contatori si specchiano tra loro a ore 12 e ore 6. Entrambi sono rifiniti con una sottilissima lavorazione circolare, che in quello delle fasi lunari si limita alla parte superiore, mentre il disco con la Luna è leggermente grené. La riproduzione del cielo stellato, sia sulla parte inferiore sia su quella superiore, dà al contatore delle fasi lunari una pregevole uniformità estetica.

    A ore 9 e a ore 3 le scritte Artelier e Oris in maiuscolo riempiono discretamente parte dello spazio rimasto libero, assicurando all’intero quadrante un bilanciamento che probabilmente piacerà ai puristi delle forme essenziali.

    Largo ai (target) giovani

    Per il quadrante dell’Artelier Complication, Oris propone tre varianti di colore: avorio, blu o marrone castagna. La cassa in acciaio ha un diametro contemporaneo, 39,5 mm, e uno spessore contenuto, 11,8 mm. La distanza tra ansa e ansa (45,5 mm) e le anse piuttosto corte dovrebbero garantire una buona vestibilità sulla maggior parte dei polsi.

    A proposito di polso, per queste referenze il Marchio ha scelto il cinturino in pelle o il bracciale in acciaio. Il cinturino è marrone per tutte le varianti di colore del quadrante e ha una fibbia pieghevole, il bracciale con maglie ad H ha invece una comoda chiusura a farfalla, che ne contiene lo spessore una volta indossato l’orologio. La variante con bracciale costa 2.500 euro, quella con cinturino 2.300 euro.

    Per chiudere l’articolo prendo in prestito, dal comunicato stampa di lancio dell’orologio, una frase della “mamma” dell’Artelier Complication, Lena Huwiler, che apre una prospettiva interessante, perché individua il target cui Oris si rivolge con questa referenza: «Con il suo look lineare e attuale, è il perfetto dress watch urbano. Mantiene un design versatile, classico e contemporaneo al tempo stesso. Penso che i ragazzi della mia età adoreranno portarlo al polso. È una cosa che mi riempie di gioia». Tanti marchi parlano del target giovane, pochi si espongono così esplicitamente con un modello. Complimenti.