Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Panatere

  • Elements di ID Genève: tecnologia e sostenibilità

    Elements di ID Genève: tecnologia e sostenibilità

    Immaginate un orologio che segna il tempo e cattura l’essenza del mondo naturale: l’iridescenza delle ali di una farfalla, il luccichio del guscio di uno scarabeo, la simmetria di una foglia… La collezione Elements di ID Genève è una dichiarazione di armonia con la natura, in cui la tecnologia all’avanguardia incontra l’economia circolare per creare orologi tanto belli quanto sostenibili.

    Propone infatti una serie limitata di cinque orologi d’ispirazione “biologica”, ognuno dei quali rappresenta uno degli elementi naturali “classici” che costituiscono la materia: aria, fuoco, acqua, terra – più un quinto elemento misterioso. Lanciata proprio oggi, 28 agosto 2024, ai Geneva Watch Days, la collezione Elements segna una tappa significativa nel percorso di ID Genève come leader del lusso responsabile.

    Il Marchio

    ID Genève è un giovane marchio svizzero noto per il suo impegno nei confronti della sostenibilità, dell’innovazione e dell’economia circolare. Fondato nel 2020, si è rapidamente fatto conoscere per l’approccio ecologico all’orologeria, che combina la tradizionale artigianalità svizzera con pratiche moderne e sostenibili. «Siamo l’unico produttore svizzero di orologi di lusso in grado di dimostrare un impegno totale verso i prodotti sostenibili», racconta Singal Depéry, designer e co-fondatore di ID Genève.

    «Tutti gli operatori del settore sono alla ricerca di soluzioni che possano migliorare l’impatto dei loro prodotti sull’ambiente. In questo sforzo alcuni progrediscono più rapidamente di altri. Certo, per le grandi aziende cambiare i processi produttivi e le catene di fornitura può essere complesso e richiedere tempo. Noi abbiamo avuto la fortuna di iniziare da zero, quattro anni fa».

    Ricerca e materiali riciclati

    Gli orologi della collezione Elements, come tutti quelli di ID Genève, sono al 100% in acciaio riciclato, fornito da Panatère. «La cassa e il bracciale sono realizzati con acciaio inossidabile riciclato», spiega appunto Depéry. «Con un livello di qualità identico a quello utilizzato nell’alta orologeria, ma con un’impronta di carbonio dieci volte inferiore. I nostri partner locali hanno impiegato diversi anni per creare la rete di raccolta degli scarti di acciaio di oltre 40 aziende nella regione svizzera del Giura e per trovare la ricetta giusta per garantire la massima qualità dell’acciaio riciclato».

    Sempre riguardo alla sostenibilità, la collezione Elements adotta un approccio innovativo anche per i cinturini, intercambiabili ai bracciali. ID Genève ha collaborato con l’azienda tedesca revoltech per adottare cinturini in tessuto di canapa, un’alternativa ecologica alla pelle tradizionale. Questo materiale, biodegradabile e riciclabile, ha un’esclusiva texture infeltrita che aggiunge un tocco sofisticato all’habillage. I cinturini modulari consentono una facile personalizzazione con undici opzioni, e assicurano che ogni orologio possa essere adattato allo stile di chi lo indossa.

    Tecnologia all’avanguardia

    I quadranti della collezione Elements sono un punto di forza, e utilizzano una tecnologia all’avanguardia di nano-incisione sviluppata dalla start-up svizzera Morphotonix. «Volevamo innanzitutto garantire in modo sostenibile l’autenticazione e la tracciabilità dei nostri orologi, evitando però l’uso della Blockchain per il consumo di energia che tale tecnologia richiede. Questo ci ha portato a conoscere Morphotonix”, continua Dépery.

    La tecnologia di nano-incisione, utilizzata in genere per la stampa di ologrammi anticontraffazione su banconote e passaporti, consente ai quadranti di catturare e rifrangere la luce in modo da imitare l’iridescenza naturale, come il luccichio delle ali delle farfalle o lo scintillio dei gusci degli scarabei. Il risultato è un’esperienza visiva dinamica e mutevole. La luce gioca sul quadrante dell’orologio, creando uno spettro di colori che cambia a seconda della prospettiva dell’osservatore. La nano-incisione non richiede materiali aggiuntivi come inchiostri o rivestimenti, il che la rende efficiente e potenzialmente ecologica.

    Le caratteristiche della collezione Elements di ID Genève

    La cassa degli orologi Elements di ID Genève misura 37 mm di diametro per 8,8 mm di spessore, ed è impermeabile fino a 5 bar. Cassa e bracciale sono impreziositi da un mix di superfici lucide e satinate che creano interessanti giochi di luce. Un vetro zaffiro con trattamento antiriflesso protegge il quadrante. Le anse e le maglie del bracciale in acciaio sono caratterizzate da smussi netti e angolari dalle forme ellittiche, che danno all’orologio un’estetica attualissima.

    All’interno, i modelli della collezione Elements sono alimentati da un movimento meccanico a carica automatica (e non poteva essere altrimenti…). Un calibro ETA 2892 ricondizionato, noto per la precisione e facilità di riparazione, che rafforza ulteriormente l’impegno del Marchio per la longevità e la sostenibilità. I dati tecnici sono conosciuti da tutti, quindi cito solo la frequenza di 28.800 alternanze/ora e l’autonomia di 42 ore.

    Con un diametro di cassa di 37 mm, ID Genève ha voluto creare l’orologio unisex ideale. Depéry e i suoi colleghi hanno ritenuto che la dimensione della cassa dovesse essere a metà strada tra la gamma di dimensioni per le donne, che tradizionalmente arriva fino a 36 mm, e quella per gli uomini, che parte da 38 mm. Il 37 mm era quindi il formato perfetto per evitare un’etichetta di genere, maschile o femminile. «Pensate a un orologio che flirti con l’ambiguità», osserva Depéry.

    Particolarmente degno di nota è il modello che rappresenta il quinto elemento della collezione. Presenta un quadrante con riflessi olografici che simboleggiano l’interconnessione delle forze naturali. Un invito a riflettere sul rapporto dell’umanità con il mondo naturale. «L’orologio funge da motivo di discussione, incoraggiando il dibattito sulla sostenibilità e sull’impatto del cambiamento climatico», conclude Depéry.

    CIascun orologio della collezione costa 3.400 franchi svizzeri.

    La mia opinione

    ID Genève è un marchio esemplare per la perseveranza nel guidare l’adozione di pratiche sostenibili in orologeria. La nuova collezione Elements ridefinisce il concetto di lusso combinando tecnologia all’avanguardia, materiali sostenibili e un profondo legame con la natura.

    Reputo ogni quadrante della collezione affascinante. Il riferimento agli elementi classici della materia suggerisce una riflessione filosofica sull’impatto dell’umanità sull’ambiente. Ogni gioco di colori induce a scegliere l’elemento che meglio si adatta alla personalità di ciascuno. La dimensione della cassa di 37 mm segue le moderne tendenze del settore verso orologi più piccoli e privi di genere.

    Le innovazioni incluse nella collezione Elements di ID Genève (mi riferisco alla tecnologia di nano-incisione Morphotonix e i cinturini in tessuto di canapa) sono entusiasmanti. Sono la prova di un crescente investimento nella ricerca e sviluppo della sostenibilità. E, in parallelo, di un crescente numero di aziende specializzate nello sviluppo di soluzioni sostenibili per l’industria orologiera.

    Credo che la sensibilità stia davvero cambiando. Non escludo che, in un futuro non troppo lontano, indossare un orologio non sostenibile sarà motivo di discredito rispettoallo status-quo.

  • Panatere: l’innovazione in tema di acciaio riciclato

    Panatere: l’innovazione in tema di acciaio riciclato

    L’economia circolare è arrivata nel distretto svizzero dell’orologeria. A fare da pioniera è Panatere, un’azienda di Saignelégier, nel Canton Giura. Che ha scelto come nome una parola che in dialetto locale indica il cesto di vimini utilizzato dai contadini per riporre i frutti del raccolto. Un richiamo all’impegno nella raccolta degli scarti della produzione orologiera e dei componenti medici per dar loro una nuova vita.

    L’infinito riciclo dell’acciaio

    Sapete che l’acciaio può essere riciclato infinite volte senza mai perdere le proprietà originali? Per questo motivo è oggi di gran lunga il materiale più riciclato al mondo. Un ciclo di vita potenzialmente senza fine, essenziale per lo sviluppo di un’economia sostenibile. Nel mondo – ha rilevato Confindustria nell’articolo “Acciaio forever! Il riciclo infinito dei manufatti in acciaio” – vengono riciclate 14 tonnellate di acciaio al secondo.

    Nell’Unione europea circa il 40 per cento della produzione siderurgica è realizzata grazie al recupero e riciclo di materiale ferroso. Un’attività di cui l’Italia, primo produttore europeo di acciaio a forno elettrico, è capofila. Pensate che con gli oltre 5 milioni di tonnellate di acciaio riciclate in Italia negli ultimi 20 anni si potrebbero realizzare 50mila km di binari ferroviari: oltre il doppio dell’intera linea ferroviaria nazionale. Di quest’opportunità si è accorta anche l’alta orologeria. Una maison come Chopard, ad esempio, già nel 2019 ha lanciato la collezione Alpine Eagle che utilizza il 70 per cento di acciaio riciclato. (Oltrettutto il suo recente Chrono XL è stato premiato dai Revolution Award per il miglior design).

    La filiera di Panatere

    Naturalmente, la Svizzera è uno dei maggiori consumatori europei di acciaio inossidabile. Ed è proprio nel cuore della Watch Valley elvetica che Panatere, capofila di 40 piccole e medie imprese locali, recupera rottami in acciaio di orologi e dispositivi medici. E li trasforma in acciaio inossidabile per l’orologeria e la medicina, al 100 per cento riciclato e riciclabile. Un processo messo a punto nell’arco di quattro anni, e recentemente accreditato dai rigorosi standard DIN eCE. E che ha introdotto Panatere, prima azienda nel settore, all’interno del movimento di “Economia Circolare Svizzera”.

    Un lavoro di squadra. Che parte dallo smistamento selettivo e dalla separazione di diversi tipi di acciaio in compartimenti. Poi scansionati utilizzando uno spettrometro di massa per consentire la traccia permanente del loro contenuto. E sigillati. Il partner incaricato del riciclaggio trasporta quindi il materiale negli altiforni di due fonderie situate nel raggio di 250 km. È lì che i rottami recuperati dagli orologi e dai dispositivi medici vengono riformulati in acciaio secondario. Che alla fine del processo è fuso e trasportato all’impianto di stoccaggio.

    Una soluzione responsabile e sostenibile, che consente di ridurre di 10 volte l’impronta di carbonio rispetto al processo di produzione standard. E che attiva un circolo virtuoso. Perché sulla base di prestazioni di efficienza ambientale, Panatere riceve benefici statali che le consentono di mantenere prezzi competitivi per il suo acciaio riciclato. Prodotto a filiera corta, senza l’aggiunta di sostanze chimiche o minerali.

    Una formula di qualità

    «Panatere ha trascorso più di quattro anni a sviluppare il suo processo globale e a ottenere la formula di qualità giusta», commenta il fondatore Raphaël Broye. «In effetti abbiamo fuso solo 50 tonnellate per tipo di acciaio, e non le 200 tonnellate previste dagli standard», spiega Broye. «Produciamo due contenitori per colata, per un totale di 14 minuti di lavoro: una goccia nell’oceano per i produttori di acciaio. Le condizioni quadro erano difficili. Ma un laboratorio di collaudo accreditato a La Chaux-de-Fonds ci ha aiutato a certificare la qualità del nostro materiale in termini di capacità di lucidatura e lavorazione».

    Il risultato è un acciaio inossidabile AISI 316L grado 4441 completamente riciclato, che può essere riutilizzato alla fine del ciclo di vita. Considerato la Rolls Royce dell’acciaio: estremamente omogeneo, una volta lucidato il suo aspetto rimane immutato nel tempo. Beato lui!