Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Phillips

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 23/03/2026

    Venti giorni. Tanto è passato dalle ultime News orologi, il nostro rotocalco digitale che racconta cosa è successo nel mondo delle lancette. Il palinsensto del Giornale degli Orologi in realtà lo avrebbe previsto per lunedì scorso, ma la serata degli Oscar ha catalizzato tutte le attenzioni e fatto saltare la normale programmazione. Le News orologi di oggi devono dunque recuperare le notizie di (quasi) tre settimane: un periodo particolarmente ricco di novità soprattutto riguardo alle celebrities che hanno dominato la scena dell’orologeria. Accanto agli ambasciatori, però, dobbiamo registrare anche alcune novità a tema corporate: nuovi lanci, inaugurazioni ufficiali, curiosità. Mettetevi comodi: vi aspetta una panoramica completa sull’attualità dell’orologeria. Buona lettura!

    Valori umani

    Bvlgari ha nominato Jake Gyllenhall come nuovo Global Brand Ambassador. L’attore statunitense, premiato ai Bafta per I segreti di Brokeback Mountain (2005) e più volte candidato ai maggiori premi internazionali (dai Golden Globes agli Oscar), è noto tanto per i ruoli sul grande schermo quanto per l’impegno in progetti di promozione dei diritti universali, della non violenza e della difesa dell’ambiente. La stessa Bvlgari dichiara di averlo scelto perché incarna un’idea di lusso fatta di valori umani, cultura e relazioni autentiche. Sta di fatto che nella nuova campagna gli ha messo al polso un paio di versioni dell’Octo Finissimo Skeleton 8 Days. Fortunato…

    Salviamo il Sole

    Avete presente L’Ultima Missione: Project Hail Mary? Il nuovo film con Ryan Gosling (diretto da Phil Lord e Christopher Miller), appena uscito nelle sale, vede l’attore sfoggiare al polso per tutte le due ore e mezza di proiezione un TAG Heuer Connected Calibre E5. Uno smartwatch di nuova generazione, con la cassa in titanio grado 2 Dlc nero e il cinturino rosso in gomma, che vuole “fare da ponte fra tecnologia e determinazione umana”, per citare il comunicato ufficiale. Di sicuro ben interpreta le atmosfere fantascientifiche della vicenda, compagno ideale del protagonista impegnato in una missione solitaria per la salvezza della Terra. Anche se non sarà l’unico…

    Al polso di Miss Francia

    Festina ha un legame storico con il concorso di Miss Francia: da anni è partner della manifestazione e a ogni edizione sceglie la vincitrice come propria ambassador. Eletta Miss Francia 2026, Hinaupoko Devèze è quindi protagonista della nuova campagna del Brand: originaria di Thaiti, ha portato un tocco esotico sul set. I primi visual la vedono ritratta da un lato immersa nella vegetazione rigorosa della Polinesia francese, e dall’altro all’interno di un atelier d’artista, fra statue e bozzetti. La doppia ambientazione rimanda a due collezioni specifiche: Festina Ceramic e Festina Mademoiselle (accanto), che riassumono l’idea di femminilità del Marchio.

    Cronometro in volo

    Foto Tomas Sisk / Photonews via Getty Images courtesy Omega

    Il campione olimpico Armand “Mondo” Duplantis, detentore del record del mondo di salto con l’asta (6,31 metri) nonché ambasciatore di Omega, il 21 marzo scorso ha vinto la medaglia d’oro ai Campionati Mondiali Indoor di atletica leggera a Torun, in Polonia. Così è diventato il primo atleta a vincere quattro titoli mondiali consecutivi di salto con l’asta indoor e ha stabilito un nuovo record dei campionati con la vertiginosa altezza di 6,25 metri. Per la cronaca, durante la gara l’atleta indossava il suo Seamaster Aqua Terra Ultra-Light, realizzato interamente in titanio e derivati. A dimostrazione che con l’orologio al polso si può anche volare.

    Giorno di festa

    Foto Artur Widak/NurPhoto courtesy IWC

    Domenica 14 marzo, Kimi Antonelli è entrato nella storia della Formula 1 conquistando la sua prima vittoria iridata al Gran Premio di Cina. Il pilota del Mercedes-AMG Petronas Formula One Team si è imposto sul circuito di Shanghai ed è diventato così il secondo vincitore più giovane di sempre in un gran premio. Ma non è finita qui. La Scuderia tedesca, di cui IWC è partner, ha festeggiato la doppietta grazie al secondo posto di George Russell. Per la cronaca: sul podio, Antonelli ha indossato un Pilot’s Watch Chronograph 41 Top Gun Oceana, mentre Russell il Pilot’s Watch Automatic 41 che porta il suo nome.

    In diretta tv

    I telesapettatori più attenti lo avranno sicuramente notato. Domenica 8 marzo, durante la diretta tv dell’attesissimo derby Milan-Inter, trasmessa su sette cnali sportivi, Alexandre Pato aveva al polso un Maestro 2.0 Meteorite di Gérald Charles, inconfondibile per la forma della cassa. Se lo indossasse a titolo privato o con un accordo one spot, nulla si sa al riguardo: attualmente non risultano collaborazioni ufficiali o contratti di testimonial tra l’ex attaccante del Milan e il marchio di orologi. Resta il fatto comunque che questo momento abbia dato una grande visibilità al Brand a livello internazionale.

    Redini in rosa

    Ancora a proposito di TAG Heuer, dal prossimo 1° maggio il Brand avrà un nuovo Ceo: Béatrice Goasglas. Lo ha annunciato Stéphan Bianchi, AD della divisione Watches and Jewelry di LVMH Group, definendo la nomina nel segno della continuità strategica. Entrata in azienda nel 2018, Goasglas ha rivestito ruoli chiave nei mercati dell’Asia Pacifico e delle Americhe, e ha contribuito allo sviluppo internazionale del Marchio. Nel suo nuovo incarico guiderà TAG Heuer puntando su innovazione, valorizzazione del patrimonio e partnership, in particolare quella con la Formula 1. Le auguriamo buon lavoro!

    L’espansione continua

    Non bastava Le Brassus. Audemars Piguet ha inaugurato un’altra manifattura a Meyrin, dedicata alla produzione dell’habillage (casse, bracciali) e allo sviluppo tecnologico. Ricavata dal restauro di un edificio anni Sessanta e ampliata con ulteriori costruzioni, la nuova sede raggiunge 9mila metri quadri e può accogliere fino a 350 dipendenti. Gli spazi sono progettati per favorire collaborazione, flessibilità e benessere, con aree modulari e tanta luce naturale. La struttura adotta soluzioni sostenibili, e vanta certificazioni Minergie, pannelli solari, recupero delle acque piovane e sistemi integgigenti di gestione energetica. Ottimo.

    Rarità all’asta. E in mostra

    Phillips, in associazione con Bacs and Russo, batterà all’asta un rarissimo Patek Philippe World Time Ref. 2523 del 1953. Con la cassa di 36 mm in oro giallo e il quadrante in smalto cloisonné che riproduce la mappa del Sud America, è uno dei due esemplari noti con questa configurazione e l’unico a essere mai stato offerto pubblicamente. Un autentico capolavoro di tecnica e alto artigianato che sarà il principale highlight della Geneva Watch Auction XXIII, in programma per il 9 e 10 maggio prossimi. La vendita si preannuncia già come “da record”: l’orologio ha una stima iniziale superiore ai 5 milioni di franchi svizzeri. Staremo a vedere.

    Chi fosse interessato a vedere fisicamente il Patek Philippe World Time Ref. 2523 e le altre rarità in vendita da Phillips, potrà farlo nei prossimi giorni a Milano, da Verga 1947. Martedì 31 marzo e mercoledì 1° aprile, infatti, lo storico retailer ospiterà gli highlight dell’asta nella boutique multimarca di via Vincenzo Capelli 4, sotto i grattacieli di Porta Nuova. Sarà l’unica possibilità per ammirare questi straordinari esemplari in Italia: l’esposizione fa parte di un tour che in aprile toccherà soltanto le principali capitali internazionali. Un’occasione da non perdere.

    Latest, aggiornamenti del 26-03-2026

    Fuori dal ring

    Foto @odieuxboby courtesy Richard Mille

    La famiglia di Richard Mille si allarga, ancora. E con “l’adozione” di Ilia Topuria si apre per la prima volta agli sport da combattimento. Nato in Germania, l’atleta georgiano-spagnolo – cintura nera di jiu-jitsu brasiliano e di wrestling, nonché pugile di alto rango – è campione imbattuto UFC (Ultimate Fighting Championship, l’organizzazione Usa di arti marziali miste) nei pesi piuma e nei pesi leggeri, con un record di 17 vittorie consecutive, molte delle quali conquistate per KO al primo round. Non a caso lo chiamano El Matador! Al polso, il Brand gli ha messo un leggerissimo l’RM 67-02 Automatic Extra-Flat, super-efficiente e aggressivo. Come lui.

    Talenti emergenti

    La 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives ha un vincitore. Anzi, due: Hazemann & Monnin (accanto). Un nuovo Marchio fondato da un duo di orologiai, Victor Monnin e Alexander Hazemann, che ha aperto il proprio atelier in Svizzera nel 2024 (ma è frutto di un’amicizia più lunga, iniziata ai tempi del corso di orologeria frequentato da entrambi al Liceo Faure di Morteau, in Francia). A colpire la giuria di celebri addetti ai lavori è stato il loro School Watch, con indicazione istantanea delle ore saltanti e suoneria al passaggio, premiato durante una cerimonia che si è svolta a Parigi lo scorso 24 marzo. Ne risentiremo parlare presto, scommettiamo?

    p.s. Le News orologi non finiscono qui: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • TimeForArt: artistici pezzi unici all’asta. Per beneficenza

    TimeForArt: artistici pezzi unici all’asta. Per beneficenza

    Non capita spesso. Ma quando l’orologeria si muove in gruppo per fare del bene, può fare la differenza. È il caso di TimeForArt, l’asta di beneficenza a favore dello Swiss Institute di New York, cui aderiscono marche più o meno famose, perlopiù indipendenti. Che si sono calate nei panni del mecenate, per sostenere in modo concreto l’arte contemporanea, e hanno realizzato pezzi unici destinati ad ampliare le raccolte dei grandi collezionisti.

    Una charity auction a favore dell’arte

    In effetti se ne parla da mesi, e ora finalmente ci siamo. La seconda edizione di TimeForArt si terrà sabato 7 dicembre, come live session di The Phillips New York Watch Auction: XI, dalle 3pm Est (le 21, ora italiana). L’asta sarà trasmessa anche in streaming, così da permettere di fare offerte online (oltre che telefonicamente e in presenza, nella sede della casa d’asta a Manhattan). A finire sotto il martelletto di Phillips, dunque, 25 esemplari irripetibili, per i quali le case di orologeria hanno collaborato con artisti della scena mondiale o con valenti artigiani di fama. Del resto, per tutti il tema era proprio quello degli “artisti per gli artisti”.

    Per intenderci, la prima edizione, organizzata due anni fa, aveva riunito 17 orologi. E aveva raccolto 1,2 milioni di dollari, interamente devoluti (comprese le commissioni della casa d’aste) alle iniziative dello Swiss Institute. Un ente no-profit, non governativo e completamente indipendente, che si finanzia solo grazie a donazioni private. Fondato da filantropi svizzeri nel 1986, oggi è un istituto culturale dedicato proprio alla promozione della creatività sperimentale e degli artisti emergenti più talentuosi. Ed è diventato celebre per l’organizzazione di grandi mostre dal carattere internazionale, spesso con opere site-specific, e per le numerose iniziative aperte al pubblico che comprendono una vasta gamma di attività e interessi.

    TimeForArt 2024

    I 25 orologi che saranno battuti a TimeForArt 2024 sono tutti progetti speciali, che rivelano la creatività dei marchi coinvolti e i savoir-faire della tradizione orologiera, espressi in una vasta gamma di tecniche. Dallo smalto all’intarsio, dalla pittura in miniatura all’incisione, i mestieri rari dell’orologeria dimostrano quanto l’orologeria possa essere essa stessa una forma d’arte. Ancora di più nel caso degli esemplari per TimeforArt, per i quali le case si sono spinte nella sperimentazione, alzato il più possibile l’asticella in nome dell’innovazione e dell’espressività. Che piacciano o meno gli orologi di TimeForArt poco importa. Ciò che conta è che colpiscono – ciascuno in modo diverso, ciascuno in linea con l’identità del marchio – proprio per l’originalità e l’inventiva.

    Impossibile per noi riportarli tutti: nella gallery in alto troverete quindi una semplice selezione, mentre sul sito ufficiale potrete vedere l’intera raccolta degli esemplari in vendita. Meritano almeno una citazione però i marchi partecipanti, che elenchiamo qui sotto rigorosamente in ordine alfabetico, come plauso per aver permesso lo svolgersi dell’iniziativa: Anoma – Armin Strom x Franz Gertsch – Baltic – Biver – Breitling – Bulgari – Carl F. Bucherer x Hodinkee – Chanel – Chopard – Czapek – Dennison – Furlan Marri – Hyt – Louis Erard – Massena Lab x Raul Pagés – Maurice Lacroix – Perrelet – Reservoir – Ressence – Reuge Music x Ecal – Sartory-Billard – Speake Marin – Toledano & Chan – Unimatic – Zenith.

  • Corporate & Co: le aziende informano. News & previews – 15/07/22

    Corporate & Co: le aziende informano. News & previews – 15/07/22

    Con l’aggettivo inglese “corporate” di solito si fa riferimento alle più svariate questioni che riguardano un’azienda. In questo caso noi lo utilizziamo per indicare un’ampia serie di iniziative che di recente hanno interessato “l’industria del tempo”: collaborazioni, nuovi spazi di lavoro, valzer di poltrone, servizi… Una mescolanza di notizie che esulano dal senso letterale del termine per assumere un’accezione più vasta, in cui corporate diventa quasi tutto ciò che non è “prodotto”, in una visione a 360° delle imprese e di tutta l’orologeria. Forse sarebbe più corretto scrivere: “Corporate e non solo”. Buona lettura.

    Salviamo gli oceani

    Foto Dani Devine courtesy Omega

    Omega ha annunciato una nuova partnership con Live Ocean. Che coniuga, come dice il Ceo Raynald Aeschlimann, due delle più grandi passioni della Marca: la vela e la protezione degli oceani. Creata dai velisti neozelandesi Peter Burling e Blair Tuke, la Live Ocean Foundation è infatti attivamente impegnata nella tutela dei mari attraverso progetti e campagne attuate con il team velico Live Ocean Racing. Lo abbiamo visto regatare all’inizio di luglio sul lago di Garda, per l’ETF26 Grand Prix. Chissà se vedremo presto anche un orologio dedicato…

    Trasloco strategico

    Foto Schreyer courtesy Czapek

    Czapek & Cie ha lasciato Ginevra e si è trasferita a La Chaux-de-Fonds, patria dell’orologeria di tradizione. Il motivo? Aveva bisogno di spazio per attuare una necessaria crescita. Il Marchio artigianale infatti negli ultimi anni ha visto il continuo aumento della richiesta da parte dei collezionisti. Il nuovo edificio indipendente permetterà così alla produzione di arrivare in questo 2022 a 800 esemplari (erano 180 nel 2020). Ma l’obiettivo a medio termine è più ambizioso: raggiungere le 3mila unità all’anno. La cosa ci piace. ✌✌✌🤞🤞🤞

    Asta charity

    Si è conclusa un paio di giorni fa con buoni risultati l’asta di beneficienza Timepieces for HSNY. Organizzata da Phillips dal 6 al 13 luglio, ha messo in vendita una raccolta di orologi piccola ma pregiata, a favore delle iniziative benefiche (cioè educative) dell’Horological Society di New York, fra le più prestigiose istituzioni orologiere a livello mondiale. Tutti i 9 esemplari finiti sotto il martelletto hanno almeno duplicato la stima iniziale. Tra i pezzi forti, merita un cenno il Patek Philippe Ref. 715: un “tasca” del 1967 battuto per 23.940 dollari.

    Brava Julia!

    Giro di poltrone da Zenith: lo scorso 20 giugno Julia Kranzelmayer è stata nominata Marketing manager per il Sud Europa. Austriaca di nascita ma italiana d’adozione, Julia non è proprio una novellina nell’ambiente: dopo gli studi all’Università di Vienna e in Bocconi, negli ultimi 20 anni ha accumulato diverse esperienze nel settore, da IWC a Girard-Perregaux. In Zenith riporta direttamente al Brand manager Paolo Cappiello, e sostituisce Ettore Cappelli (che proseguirà la carriera in Casa madre). Buon lavoro, Julia!

    Un Laboratorio verde

    Lo scorso 23 giugno, a Firenze, Cassetti ha inaugurato un Centro ufficiale di assistenza, chiamato appunto Il Laboratorio. Realtà storica (quasi secolare) nella città medicea, il celebre rivenditore è presente fin dal 1976 su Ponte Vecchio. E guarda proprio il Corridoio vasariano il nuovo spazio, che non vuole essere solo un punto di riferimento per la manutenzione ma anche un luogo di incontro in cui fare Cultura dell’orologeria. Con sensibilità green, come indica la Fabbrica dell’Aria sviluppata in collaborazione con l’Ateneo fiorentino.

    Shopping in centro

    Seiko ha aperto il primo monomarca in Italia: a Milano, nel “Quadrilatero della moda” (in via della Spiga 52, per essere precisi). Dove lo spazio di 70 metri quadri è organizzato per offrire al pubblico un’ottimale esperienza d’acquisto e per riflettere le suggestioni del Marchio giapponese. All’interno si trovano infatti tutte le collezioni in catalogo: Prospex, King Seiko, Presage, Astron e 5 Sports, oltre a pezzi esclusivi per la boutique. L’8 settembre prossimo ci sarà l’inaugurazione ufficiale. Ma sarà solo per pochi…

  • “Jean-Claude Biver: a Retrospective”. Passioni personali in mostra

    “Jean-Claude Biver: a Retrospective”. Passioni personali in mostra

    C’è un piccolo Constellation di Omega in oro giallo ricevuto a 8 anni per la Prima Comunione (e indossato per la prima volta a 18 anni). Ma anche un Patek Philippe 1518 in oro rosa con quadrante abbinato, incredibilmente raro e meravigliosamente ben conservato (è degli anni Quaranta). Che per molti è l’assoluto Graal dei Patek Philippe vintage (è il primo cronografo con calendario perpetuo prodotto in serie dalla manifattura). Di certo, è uno degli esemplari più accattivanti della collezione privata esposta a Londra nei prossimi giorni. Non una mostra qualunque. Lo si capisce fin dall’annuncio: “Phillips in Association with Bacs & Russo presents Jean-Claude Biver: a Retrospective. Share, Respect, Forgive”.

    Specializzata in arte, design, fotografia, editoria, orologi e gioielli, la casa d’aste nel 2014 ha associato il proprio nome a quello di due noti intenditori del mondo delle lancette. Ovvero Aurel Bacs, considerato il migliore battitore d’asta nel settore (già a capo del Dipartimento internazionale di orologeria di Christie’s); e sua moglie Livia Russo, esperta di esemplari vintage (anche lei proveniente da Christie’s). Forte delle proprie conoscenze, lo staff di Phillips ha dunque organizzato questa retrospettiva sulla personale raccolta del guru dell’orologeria Jean-Claude Biver. Personaggio tra i più carismatici del settore, ha segnato (o piuttosto rivoluzionato) il destino di marche come Blancpain, Omega, Hublot, Tag Heuer e Zenith; e ha da poco lasciato il ruolo di Presidente della Divisione orologi del gruppo Lvmh.

    «Dopo aver festeggiato 70 anni, di cui 45 nel settore, sono lieto di condividere con gli amanti dell’orologeria una mostra unica. Che riguarda la mia passione per quei marchi, orologi e momenti, oggi parte indimenticabile della mia carriera e della mia vita». Commenta così il manager lussemburghese ma svizzero di adozione, famoso in tutto il mondo come leader ispiratore di un’intera generazione di manager e non solo. Celebrità di un Paese che non fa celebrità – hanno detto – perché più volte ha salvato dal baratro l’industria orologiera svizzera. E le ha donato, con le sue intuizioni di marketing, nuova vita.

    Dopo l’apprendistato in Audemars Piguet, Jean-Claude Biver diventò product manager di Omega; poi, rientrato nella Valleé de Joux, agli inizi degli anni ’80 acquistò i diritti di Blancpain. E ricostruì il marchio da zero attorno al motto: «Dal 1735 non c’è mai stato un orologio Blancpain al quarzo. E mai ci sarà». Aveva trasformato una minaccia (lo sviluppo degli orologi a quarzo) in un punto di forza. Attraverso operazioni di product placement con la serie di James Bond e l’ingaggio di testimonial eccellenti (Cindy Crawford, Michael Schumacher e Pierce Brosnan), guidò poi la ripresa di Omega.

    Per Tag Heuer ha persino pianificato una missione su Marte. Ma non prima di aver vinto un’altra sfida in Hublot; trasformato in soli 4 anni da marchio in via di estinzione con un fatturato di 11,3 milioni di dollari in un business per il quale Lvmh ha pagato (pare) 250 milioni di dollari, nel 2008. A memoria di quell’impresa, la mostra presenta il prototipo Bigger Bang Chronograph Tourbillon, cronografo monopulsante con tourbillon appunto, a lungo all’apice della collezione Hublot. Al polso di Biver in occasione di molti lanci importanti, è «il suo orologio fortunato», uno di quelli da cui non si separerebbe mai, che fa parte di lui.

    L’esemplare più importante dal punto di vista storico in mostra è invece un Patek Philippe 96HU, uno dei primi orologi da polso con le ore universali realizzato dalla maison ginevrina. Ne sono noti solo due, entrambi scoperti a un paio di mesi di distanza e successivamente venduti dalle principali case d’asta nel 2011. Ma tra i pezzi più significativi di “Jean-Claude Biver: a Retrospective” si trova anche un Audemars Piguet Royal Oak 5402 in acciaio; di rilievo nella storia umana e professionale di Biver, perché rappresenta la sua prima sfida di marketing. In mostra anche modelli realizzati da orologiai indipendenti che Biver ha incontrato e sostenuto, con cui ha stretto amicizia lungo la strada.

    «Uno dei pochi visionari dell’industria orologiera svizzera che deve essere accreditato per aver apportato vera innovazione e creato migliaia di posti di lavoro. Probabilmente uno dei migliori ambasciatori che il mondo dell’orologeria abbia mai avuto». Così dice di lui l’uomo che ha venduto il Rolex più costoso di sempre (il Daytona Paul Newman, battuto all’asta nel 2017 a New York per una cifra record di 17,75 milioni di dollari), Aurel Bacs.

    A proposito della mostra-tributo, proprio Bacs aveva dichiarato: «Siamo incredibilmente onorati di chiamarlo amico e di dedicargli questa selezione unica e inedita di punti salienti della sua collezione privata; che abbraccia un secolo di orologeria e molti dei marchi più rari, e delle complicazioni più affascinanti; e, soprattutto, orologi personali che hanno segnato la sua illustre carriera. Non vediamo l’ora di accogliere gli appassionati di tutto il mondo nei tre continenti in cui presenteremo la sua collezione e negli incontri a cui parteciperà Jean-Claude Biver in persona».

    Così, dopo Ginevra, Hong Kong e New York, l’esposizione “Jean-Claude Biver: a Retrospective. Share, Respect, Forgive” è ora arrivata a Londra. Un evento da non perdere per farsi un’idea dei gusti e delle vicende personali di una delle figure più influenti dell’alta orologeria contemporanea. Da vedere nella sede Phillips, al 30 di Berkeley Square, da lunedì 24 a venerdì 28 febbraio (dalle 10 alle 17.30). Ingresso libero.

  • Da Phillips, a lezione di stile con Mr. Porter e The Rake

    Da Phillips, a lezione di stile con Mr. Porter e The Rake

    Vi è mai capitato di vedere, in una serata di gala, un invitato vestito di tutto punto ma con un enorme cronografo al polso? O, al contrario, notare qualcuno in un evento sportivo con un delicatissimo scheletrato? A me è successo più volte. E mi sono sempre chiesta perché la gente non segue quel benedetto dress code anche per gli orologi. Voglio dire, se il galateo richiede l’abbigliamento più adatto per ogni occasione, il discorso vale anche per ciò che si indossa al polso. Perché le regole del “saper vestire” prevedono di abbinare l’esemplare più adatto ai vari stili, contesti, situazioni.

    Un esempio utile sul come fare proviene dall’asta “Styled. Timeless Watched and How to Wear Them” (“Classe. Orologi senza tempo e come indossarli”), organizzata da Phillips a New York il 5 dicembre. Qualcosa di più di una semplice vendita, in cui il martelletto batterà 120 esemplari realizzati dalle case più blasonate. Qui sono stati infatti coinvolti gli esperti di Mr. Porter (il portale dedicato al mondo del lusso) e di The Rake (la rivista di moda maschile), che hanno scelto alcuni di questi modelli e li hanno accostati ad abiti e accessori “giusti”. Hanno cioè costruito attorno agli orologi un look adeguato e li hanno ambientati in diverse circostanze.

    Ecco allora, per l’incontro d’affari, il completo più formale indossato con un Cronometro a Risonanza di F.P. Journe del 2014 o con un Crono monopulsante di Patek Philippe del 1928. Mentre per il party più esclusivo, lo smoking si abbina a un Cartier Tank in platino del 1998 o con un altro Patek, sempre in platino, datato 1950. Al riguardo Wei Koh, fondatore di The Rake, ha sottolineato l’idea di valorizzare i grandi classici proprio nella loro essenza di “secondo polso”. Al di là dell’opportuna revisione tecnica, cioè, è importante che gli esemplari d’epoca mantengano inalterati i segni del tempo – graffi, ammaccature, viraggi cromatici, imperfezioni. Perché le tracce del passato ricordano la loro storia, sono parte integrante del loro fascino e li rendono unici.

    Infine, un’ulteriore nota di cronaca. La vendita all’asta è stata anticipata da un lancio di presentazione: lo scorso ottobre, nella sede Phillips di Londra, è stata organizzata una tavola rotonda a tema, seguita da un immancabile cocktail. Un evento mondano che ha richiamato un selezionatissimo pubblico di appassionati londinesi. “Stilosi” e impeccabili, va da sé, fino alla punta dell’ultima lancetta. ”’”><\/script>‘