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Tag: Tissot PRX

  • PRX Grendizer 50th Anniversary: Tissot celebra i 50 anni di Goldrake

    PRX Grendizer 50th Anniversary: Tissot celebra i 50 anni di Goldrake

    Tra tutti i robot usciti dal magico pennino del fumettista giapponese Go Nagai, Ufo Robot Goldrake è quello che più ha segnato un’epoca. I ragazzi di ieri, che ancora conoscono a memoria la mitica sigla italiana, e quelli di oggi, che hanno appena visto in tv la nuova edizione (meno bella dell’originale, a dire il vero), si sono dati appuntamento ieri nell’affollatissima boutique Tissot milanese, in corso Vittorio Emanuele, per il lancio del nuovo PRX Grendizer 50th Anniversary Special Edition, dedicato proprio a Goldrake.

    50 anni del robot cult di Go Nagai

    L’orologio è un aggiornamento del modello lanciato l’anno scorso e giunge per i 50 anni del robot interstellare piovuto dal cielo per salvare la terra dai mostri spaziali di Vega. Correva il 1975 quando il cartone animato uscì in Giappone, mentre in Italia sbarcò nell’aprile del 1978 su RAI2, riscuotendo un esorbitante successo.

    A festeggiare in boutique coi fan, tra cui il buffo cosplay italiano ufficiale di Actarus, il pilota di Goldrake, c’era anche Go Nagai: emozionatissimo per l’accoglienza, ha salutato con parole di gioia l’iniziativa prima di dedicarsi al photoshooting di rito.

    Un orologio cosmico dal sapore retrofuturista

    Se già il modello precedente aveva convinto, il nuovo PRX Grendizer 50th Anniversary Special Edition è ancora più carismatico e all’insegna del retrofuturismo. Realizzato in 1.975 esemplari celebrativi, l’orologio è una brillante declinazione del PRX, uno dei cavalli di battaglia della Casa di Le Locle. Cassa e bracciale sono in acciaio annerito da un trattamento Pvd. L’impermeabilità fino a 10 bar gli permette di resistere alla pressione delle profondità marine.

    Sul quadrante, anch’esso nero, si staglia la texture 3D di Goldrake in posa pugnace, col pugno proteso a sfidare le forze delle tenebre. Una scultura dinamica pronta a sfondare il vetro zaffiro. L’oscurità è squarciata dagli occhi intensamente gialli del robot, le cui forme si illuminano nel buio grazie ai contorni in Super-LumiNova®. Anche indici e lancette sono rivestiti di Super-LumiNova®, mentre la lancetta dei secondi è ispirata all’alabarda spaziale con la minuscola lama realizzata in oro 18 carati.

    Un motore interstellare

    Il movimento meccanico a carica automatica – che riporta ore, minuti e secondi – è il celebre Powermatic 80, prodotto da Eta in esclusiva perTissot. Dotato di autonomia di 80 ore e spirale in Nivachron™, non scherza quanto ad affidabilità e robustezza: è concepito per resistere ai campi magnetici e agli sbalzi di temperatura.

    La chicca si staglia sul fondello trasparente: che, oltre a rendere visibile il movimento, vede incisa sulla massa oscillante l’effige del capo possente di Goldrake, sentinella dello Spazio. In più è decorato dalla scritta “Limited Edition N. of 1975”. 

    Una capsula da collezione

    A titolo informativo, il PRX Grendizer 50th Anniversary Special Edition ha un prezzo di 1.095 euro. Lo si può trovare in disponibilità limitata nelle boutique Tissot di Roma, Firenze e Milano, mentre sullo store online della marca è già esaurito (!). Last but not least, è venduto in un una fantastica capsula da collezione a forma di UFO Spazer, l’astronave di Goldrake che nel cartone animato sparava le mitiche lame rotanti. Nel cofanetto che racchiude il tutto – iniziativa da applausi da parte di Tissot – ci sono anche dei disegni originali firmati a mano da Go Nagai. Un orologio spaziale con una confezione leggendaria.

  • Tissot PRX 25: stile Seventies in formato ridotto

    Tissot PRX 25: stile Seventies in formato ridotto

    Dalle T-shirt stampate sotto la giacca maschile di Patti Smith, sacerdotessa del rock, alle tutine fantasia di Raffaella Carrà, regina della televisione italiana. I look degli anni ‘70 hanno fatto storia. Non solo, semplicisticamente, perché sono impossibili da dimenticare. Piuttosto, per quella tensione costante verso lo stupore, alimentata da un’esplosione di creatività autentica e, soprattutto nell’universo femminile, da una consapevole auto-determinazione. Sarà per questo che le tendenze di quel periodo non sono mai passate di moda e, ciclicamente, ritornano. Come gli orologi PRX di Tissot: un successo così eclatante da spingere la casa di Le Locle ad arricchire continuamente la collezione di nuove referenze. Fino all’ultima novità lanciata quest’autunno: il Tissot PRX 25. Cinque modelli con cassa da 25 millimetri di diametro, ancora più piccola di quelle già in catalogo, per rispondere alla richiesta (prettamente femminile) di un orologio discreto e aggraziato, ma dal carattere deciso, d’impatto. Tutt’altro che banale.

    La storia in breve

    Lanciata per la prima volta nel 1978, la linea PRX prendeva nome dalle caratteristiche principali dell’orologio: precisione, robustezza e impermeabilità fino a 10 atmosfere (X, in numero romano). La rinascita avviene quasi mezzo secolo dopo, sulla spinta del gusto modern-rétro imperante negli ultimi anni, che porta al recupero delle icone del passato, almeno da parte delle marche con una storia alle spalle. Nel 2021 Tissot riedita quindi il PRX Quartz 40mm. E, da allora in poi, la collezione si evolve, come testimoniano direttamente le pagine di questo giornale.

    Nello stesso anno il PRX conosce la versione automatica, dotata di quel celebre Powermatic 80 che, con le sue 80 ore di autonomia, contraddistingue i modelli di fascia alta del Marchio. Poi, nel 2022, torna con la complicazione del cronografo e in formato ridotto (35 mm). Quindi, lo scorso anno, è stata la volta delle varianti digitali, coerenti con la tecnologia dei Seventies. E di nuovo, qualche mese fa, ecco il lancio di altre referenze, rinnovate nel colore sfumato del quadrante. Cui ora si aggiunge appunto il PRX 25, per le donne più attente alla moda e sensibili alla tendenza neo-vintage.

    Il Tissot PRX 25, tra conferme e novità

    La dichiarazione di stile parte dalla cassa tonneau, di forma affusolata, presente in tutte le referenze, sempre realizzate in acciaio. Le dimensioni mignon non attenuano l’efficacia del design, sottolineato dalle superfici satinate e scolpite da profili lucidi. Rispetto a gran parte dei suoi predecessori rimane costante, ovviamente, il movimento al quarzo, attraverso il quale il nuovo Tissot PRX 25 rivendica ancora una volta di essere figlio degli anni ‘70. Una discendenza confermata anche dal bracciale integrato alla cassa, ulteriore elemento stilistico di continuità per tutta la collezione.

    La novità di queste versioni mini, che pure riprendono stilemi del passato, si gioca su materiali e colori. Blu ghiaccio, nero e nude le tre proposte cromatiche per i quadranti con finitura soleil. Gli ultimi due sono impreziositi da file di tre piccoli diamanti allineati agli indici. Quello nude è abbinato a un total look oro rosa, ottenuto con un rivestimento Pvd di cassa e bracciale, per un effetto “tono su tono” che dona un tocco in più di eleganza sofisticata. Una delicata madreperla naturale accomuna invece i quadranti degli altri due modelli: uno incorniciato da una lunetta in oro rosa, a contrasto; l’altro con la lunetta in acciaio.

    Per concludere

    Cambiano cromie, finiture o materiali, ma il Dna resta quello di sempre. I PRX sono orologi versatili che si adattano a qualsiasi momento della vita, ma senza restare in ombra. Né per lo stile, assolutamente riconoscibile e, come dicevo, grintoso; né per la funzionalità, che Tissot garantisce con attenzione meticolosa. Tra l’altro il movimento al quarzo Swiss made non solo assicura precisione con una manutenzione minima, ma in più vanta l’indicazione di fine carica (Eol), utile per ricordare quando è necessario il cambio pila.

    Un ultimo ma per nulla trascurabile dettaglio è infine il rapporto qualità/prezzo, pressoché impareggiabile. Il Tissot PRX 25 va dai 325 euro della versione più basic tutto acciaio, ai 525 euro della referenza Pvd oro rosa con diamanti. E proprio il costo accessibile lo rende uno degli esemplari più appetibili per il prossimo Natale. Da regalare o da regalarsi.

  • Tissot PRX Ufo Robot Grendizer Special Edition.  Goldrake al polso

    Tissot PRX Ufo Robot Grendizer Special Edition. Goldrake al polso

    “Si trasforma in un razzo missile / con circuiti di mille valvole / fra le stelle sprinta e vaa / Mangia libri di cibernetica /insalata di matematica / e a giocar su Marte vaaa…”. Chi non ricorda Goldrake? Il cartone animato giapponese, trasmesso dalla Rai fra il 1978 e l’80, è impresso in modo indelebile nella memoria degli adolescenti dell’epoca. (Sì, proprio voi: Boomer di coda e primi Gen X, voi che avete cantato – e non semplicemente letto – le righe qui sopra…). Un successo difficile da dimenticare ancora oggi, come dimostra il nuovo Tissot PRX Ufo Robot Grendizer Special Edition. Per chi non lo sapesse, Grendizer è il nome nipponico originale del robottone, nonché del reboot uscito proprio il mese scorso. Che offre l’occasione alla Casa di Le Locle per realizzare quesa serie speciale.

    Annunciato nei giorni scorsi sui social ufficiali, il Tissot PRX Ufo Robot ha creato aspettative come pochi altri esemplari sono mai riusciti a fare. Almeno qui in Italia. Perché se è vero che un rapporto stretto lega l’orologeria al mondo dei comics, in senso lato – lo abbiamo visto più volte su questo sito -, è vero anche che gli appassionati di Goldrake sono tanti, nel nostro Paese (compresa la sottoscritta). Tutti a chiederci come sarebbe stato l’inedito orologio, quale collezione avrebbero scelto i progettisti svizzeri per dar vita al Goldrake da polso. Il risultato non penso possa lasciare delusi. Per coerenza, Tissot ha interpretato il mitico super-robot con il PRX, discendente di quella linea PR che negli anni Settanta andava per la maggiore.

    Un manga mitico

    Non credo che il manga del geniale Gō Nagai abbia bisogno di presentazioni. Di certo per l’Italia di mezzo secolo fa fu una novità assoluta, che conquistò il cuore dei ragazzi grandi e piccoli (ma non fu mai considerato un cartone “per bambini”). Merito anche della celeberrima colonna sonora, che vendette più di un milione di copie (la si ascoltava perfino in discoteca). Per i genitori però quell’anime fu uno shock, con tanto di condanna da parte dei benpensanti perché troppo violento. Al riguardo ci fu perfino un’interrogazione parlamentare, mentre gli intellettuali come Dario Fo e Alberto Bevilacqua discutevano sull’influenza nefasta che poteva avere sulle giovani generazioni (ma Gianni Rodari si schierò a favore).

    Sta di fatto che Goldrake fu un vero e proprio fenomeno di costume, che provocò un delirio collettivo, con un ampio seguito di gadget di tutti i tipi: non solo fumetti, cartelle per la scuola e giocattoli per bambini, ma anche oggetti per adulti, dai doposci alle lenzuola. Già perché la voce del doppiatore Romano Malaspina conquistò anche un pubblico di casalinghe e liberi professionisti. Calda e suadente sotto le spoglie di Actarus/Duke Feed, decisa e poderosa durante il lancio delle potenti armi del super-robot: lame rotanti, tuoni spaziali, disintegratori, raggi antigravità, magli perforanti… Sembra ancora di sentirla: “Goldrake, fuori… Goldrake, all’attacco!”.

    Le caratteristiche del Tissot PRX Ufo Robot

    Tutto questo risuona nella nostra mente non appena si guarda il nuovo Tissot PRX Ufo Robot, ricco di riferimenti al protagonista dell’anime. Nella cassa in acciaio 316L da 40 mm, il quadrante soleil blu (uno dei colori di Goldrake, insieme al rosso, nero e oro) riporta inciso il busto del mega-robot. Un primo piano che al buio diventa ancora più efficace perché si illumina di giallo con il Super-LumiNova. I più attenti, poi, noteranno subito il contrappeso della lancetta dei secondi a forma di Alabarda spaziale, mentre solo chi conosce il giapponese sarà in grado di leggere la scritta UFO Robot Goldrake sul réhaut, a ore 12. Garanzia dell’ufficialità della collaborazione fra la Maison di Le Locle e la società che ne detiene i diritti, la Go Nagai / Dynamic Planning.

    Anche la meccanica è stata personalizzata a tema. L’orologio monta infatti il Powermatic 80, con la massa oscillante decorata dall’effigie di Ufo Robot e dalla scritta “Tissot x Goldrake”. Per il resto, il movimento a carica automatica più celebre e tecnologico di Tissot mantiene le consuete caratteristiche, come l’autonomia di 80 ore e la spirale in Nivachron, che assicura la protezione ai campi magnetici. Peculiarità che di certo sarebbero piaciute anche allo stesso Goldrake…
    Concludo con le ultime informazioni pratiche, poi vi rimando alle didascalie. Il Tissot PRX Ufo Robot è in edizione speciale ma non è in serie limitata. E ha un prezzo al pubblico più che accessibile: 895 euro. Grazie Tissot, a nome di tutti i fan di Goldrake.

  • Nuovo Tissot Sideral: una macchina del tempo

    Nuovo Tissot Sideral: una macchina del tempo

    Erano i primi di marzo quando ho avuto la possibilità di toccare con mano e di indossare il nuovo Tissot Sideral. Era l’occasione dell’anteprima stampa delle novità del marchio per il primo semestre 2023. Ammetto che quell’orologio, per me, ha rubato la scena.

    Belle le nuove referenze del PRX, dei Chemin de Tourelles, dei vari T-Race, Supersport e Seastar. Ma il Tissot Sideral aveva il classico non so che. Che in realtà so, perché l’ho capito fin da subito e provo a spiegarlo anche a voi, facendo una breve escursione nel passato.

    Ha rubato la scena, innanzitutto, perché è un pezzo di design. E quando in orologeria si parla di design si pensa principalmente, salvo rare eccezioni, agli anni a cavallo tra i ’60 e i ’70. Il periodo in cui nacquero quelle forme che avrebbero attraversato i decenni, diventando imprescindibili anche oggi. Solo per restare nella famiglia Tissot, pensate al “cugino minore” del Sideral, il PRX.

    Tissot Sideral: nel suo nome, la sua origine

    Il Sideral del passato nacque ben prima del “cugino”, tra i due decenni in cui design, ricerca di nuovi materiali e di soluzioni tecniche passarono dallo spazio all’orologeria. Non dimentichiamo che in quel periodo si combatterono le grandi sfide tecnologiche tra Usa e Urss per la conquista del cosmo e della Luna, culminate nell’impronta di Neil Armstrong sulla polvere del nostro satellite.

    Specialmente il campo dei materiali era e rimane importante per lo sviluppo di nuovi composti che, dall’ambito aerospaziale e tecnologico in generale, trovano poi utilizzo anche in oggetti della vita di tutti i giorni. E il Tissot Sideral, ieri come oggi, è un esempio calzante in questo senso.

    Perché nel 1969, quando fu lanciato, si presentò al mercato con una cassa tonneau, in linea con il gusto sportivo dell’epoca, ma realizzata con un materiale ultra-moderno per l’epoca. Mai prima di allora la fibra di vetro aveva fatto la sua comparsa in orologeria. Dopo le prime versioni con bracciale in acciaio mesh, un anno dopo arrivò il Sideral S, molto più sportivo e con un rivoluzionario cinturino in caucciù, che è d’ispirazione per il pezzo moderno.

    L’uso della fibra di vetro

    La cassa monoblocco del Sideral era realizzata in quel materiale inedito da un’azienda svedese, che le inviava poi in Svizzera per l’incassaggio dei movimenti e per dare forma finita all’orologio. La fibra di vetro, per quanto moderna, non era una novità industriale. Utilizzata nella cantieristica navale (e la Svezia era un’eccellenza in questo) e in campo automobilistico per vetture all’avanguardia, faceva però per la prima volta capolino tra gli orologi.

    Portava in dote caratteristiche perfette per quel tipo di prodotto. Resistente agli urti e ai graffi, molto più leggera dell’acciaio (con una densità di circa 2,48 g/cm³ contro i 7,85 g/cm³ dell’acciaio), antimagnetica e termicamente stabile, la fibra di vetro era perfetta per un orologio moderno. Pensato anche per i giovani.

    Lo tsunami Sessantotto era appena agli inizi e quale modo migliore per presentare il Tissot Sideral se non come un pezzo di rottura con il passato? “Allontaniamoci dallo stile tradizionale dell’orologio di papà” o “L’orologio giovane, per i giovani” sono solo due degli slogan che il marchio scelse per le campagne di lancio. Oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, il focus sulla modernità rimane intatto, così come quello sulla forma e sul materiale.

    Anno 2023: il carbonio forgiato

    Partiamo da quest’ultimo, che non è più la fibra di vetro ma il carbonio forgiato che costituisce la cassa del nuovo Tissot Sideral. Passano i decenni, ma non passa la tensione alla ricerca né cambiano le dinamiche industriali. Così come la fibra di vetro, anche quella di carbonio è passata dall’aerospazio all’automotive alla nautica, per arrivare all’orologeria. Anche sotto forma di carbonio forgiato che, pur non essendo una novità nel mondo delle lancette, non è così comune.

    E non tutti, forse, sanno che la sua invenzione si deve a un ingegnere meccanico italiano, Paolo Feraboli. Fondatore della Gemini Composites (consociata interamente controllata da Mitsubishi Chemical Carbon Fiber and Composites) e dell’Automobili Lamborghini Advanced Composite Structures Laboratory, nell’ambito di quest’ultimo Feraboli lavorò al progetto dell’auto Sesto Elemento. La vettura aveva la scocca e altre parti proprio in carbonio forgiato. 

    Un composto ottenuto dalla combinazione di frammenti di fibra di carbonio con una resina sintetica, diverso dalla fibra di carbonio perché le fibre non hanno tutte un orientamento preciso e definito. Sono infatti spezzate, fuse e pressate fino a costituire una struttura piena. E diventano un materiale che, come la fibra di vetro, è leggero, inscalfibile, insensibile agli sbalzi termici e agli effetti del magnetismo.

    I dettagli del Tissot Sideral

    Insomma, metodi e materiali moderni ma risultati analoghi. Perché la cassa del nuovo Tissot Sideral, ve lo garantisco, è leggerissima e molto vestibile. Non ha anse e i suoi 41 mm di larghezza sono bilanciati da un lug-to-lug contenuto a 46,5 mm e da uno spessore inferiore ai 14 mm che la rendono indossabile anche su un polso da bambolina come il mio. Inoltre, la particolare struttura del carbonio rende ciascun orologio unico, a beneficio di quanti amano dire «Ce l’ho solo io».

    Detto che la cassa è impermeabile fino a 30 bar, diamo un’occhiata al quadrante, la cui vocazione sportiva è un rimando diretto al Sideral S. È infatti presente un settore colorato rosso e verde su base dieci minuti che serve da funzione regata, completata da due settori da cinque minuti presenti sulla lunetta, da utilizzare come conto alla rovescia. La lunetta stessa, del diametro di 39 mm, è girevole, unidirezionale, in acciaio trattato Pvd nero, abbinata a un anello lucido.

    Il giro della minuteria è colorato in tinta con il cinturino, nelle versioni blu e gialla, e indica il tempo trascorso dall’avvio della regata. È ben riempito con Super-LumiNova come le lancette di ore e minuti, mentre quella dei secondi centrali, rossa, ha il classico contrappeso a T.

    Affidabile e adorabile

    Per quanto riguarda il movimento, calibro che vince non si tocca. Tissot ha in casa il Powermatic 80, frutto delle sinergie di ricerca e sviluppo di Swatch Group. Non ha bisogno di presentazioni: automatico, 80 ore di autonomia e spirale in Nivachron, una lega amagnetica a base di titanio, resistente alle variazioni termiche e agli urti. Se nel Sideral S originale la resistenza ai campi magnetici era garantita almeno fino a 150 Gauss da una gabbia di Faraday intorno al calibro, ancora una volta, oggi, l’avanzamento della tecnologia porta a performance migliori.

    Poco sopra ho citato il cinturino in caucciù colorato. Disponibile rosso, giallo o blu, in quest’ultima cromia richiama il colore dei pigmenti presenti nel carbonio della cassa. Quello giallo, invece, rimanda direttamente al progenitore degli anni ’70 anche nella chiusura. Di fatto senza fibbia, si affida a un piccolo bottone a incastro che sfrutta la traforatura lungo l’intero cinturino.

    Un orologio furbo

    Il prezzo? Tenetevi forte. Con 1.075 euro, il Tissot Sideral si pone in un segmento furbo, soprattutto per i contenuti che ha. Cassa in carbonio forgiato, movimento automatico, cinturino speciale: stando di poco sopra i 1.000 euro significa un posizionamento intelligente e allettante. Lungi dall’essere un orologio estivo, nonostante il look disimpegnato e le cromie sbarazzine, credo che voglia puntare a replicare l’effetto PRX. Sicuramente, il Tissot Sideral è meno pop di quest’ultimo, ma penso abbia i contenuti giusti per parlare a un cliente che non è solo quello del suo antenato, giovane e ribelle. Trasversale e attuale.

  • Tissot PRX: storia di un successo… di squadra

    Tissot PRX: storia di un successo… di squadra

    “Squadra che vince non si cambia” è un adagio che vale in ogni sport, dal calcio alla pallavolo, la cui nazionale italiana è fresca campione del mondo. Vale anche in orologeria, come dimostra la collezione Tissot PRX. Un modello vincente già quando apparve per la prima volta, nel 1978, e che il brand di Le Locle ha rilanciato a inizio 2021 con analogo successo. Un boom che ha spinto Tissot non solo a non cambiare la squadra, ma ad arricchirla di nuovi campioni.

    Come i più attenti di voi ricorderanno (i meno attenti possono rinfrescarsi la memoria leggendo qui), la prima referenza del Tissot PRX rilanciata a febbraio dello scorso anno è stata quella con cassa da 40 mm, quadranti blu, nero o argento e movimento al quarzo. Un successone che ha costretto l’azienda a riassortire continuamente i negozi. E l’ha indotta a considerare l’idea di allargare la collezione.

    Più colori, meno millimetri

    Tissot lo ha fatto in maniera razionale, evitando di moltiplicare le referenze in modo incontrollato, ma muovendosi lungo quattro direttrici: ampliamento dei colori, arricchimento delle complicazioni, diversificazione delle misure, introduzione di nuovi calibri.

    Andando in ordine, la palette del Tissot PRX si è allargata a cromie più moderne e alla moda come l’azzurro, il verde e lo champagne. Poi, oltre al solo tempo, è entrato in collezione anche il cronografo, che tanto piace agli appassionati italiani e di cui abbiamo già scritto qui.

    In terzo luogo, nemmeno questo orologio è sfuggito alla tendenza della riduzione delle dimensioni di cassa, con il 35 mm al quarzo che ha affiancato il classico 40: per vestire i polsi femminili ma anche quelli dei maschietti alla ricerca di orologi più portabili. Infine, il nuovo movimento, aspetto sul quale voglio soffermarmi un po’ di più.

    Il Tissot PRX si è fatto automatico

    La presentazione del PRX lo scorso anno è stata fatta in digitale, si era ancora alle prese con i disastri della pandemia. Ricordo di aver chiesto all’amministratore delegato di Tissot, Sylvain Dolla, come mai l’orologio fosse mosso da un calibro al quarzo. Nella sua risposta articolata, una delle motivazioni era storica: gli anni ’70 erano gli anni del quarzo e da quell’epoca arrivava il PRX.

    Dolla non aveva certo chiuso all’idea di un Tissot PRX con movimento automatico. Anzi, lo aveva anticipato con l’obiettivo di fare dell’orologio un bestseller sui mercati orientali, amanti di bilancieri e scappamenti più che dei cristalli di quarzo. Così come automatico sarebbe stato anche il cronografo, che infatti monta un Valjoux A05 H31, derivato da quel Valjoux 7753, prodotto da Eta (di proprietà di Swatch Group). Un calibro “storico”, più affidabile e resistente di un mulo degli alpini su un ghiaione delle Dolomiti.

    Anche per il solo tempo Tissot aveva la soluzione in casa: il calibro Powermatic 80 da 80 ore di autonomia, che equipaggia i tre lancette di fascia alta del marchio e che sempre da un Eta arriva. L’ideale per motorizzare il PRX da 40 mm.

    La versione automatica del Tissot PRX da 40 mm si differenzia esteticamente da quella al quarzo per la lavorazione del quadrante. Se in quest’ultima c’è una satinatura verticale, nell’automatico compare il decoro cosiddetto a petite tapisserie, che dà all’orologio un percepito di qualità più alto. La gamma dei colori rimane la medesima, con l’introduzione del verde e della lunetta con trattamento Pvd oro rosa nella versione argento. Sul nero e sul blu, Tissot dà l’alternativa del cinturino in pelle.

    C’è Powermatic e Powermatic…

    La vera differenza, però, sta all’interno della cassa. Ed è il Powermatic 80, calibro che appartiene a una famiglia basata sull’Eta C07.611, a sua volta derivato dal 2824-2. Tutti i Powermatic 80 hanno una frequenza del bilanciere di 3 hertz o 21.600 alternanze/ora, che corrisponde alla riduzione di un hertz rispetto al 2824-2. Visivamente, questa riduzione si traduce in piccoli scatti nella lancetta dei secondi, che non tutti gli appassionati apprezzano.

    In Tissot non hanno scelto di abbassare la frequenza perché sono dei Tafazzi, ma per un motivo pratico e utile. Un bilanciere con frequenza più alta richiede di norma un consumo di energia più elevato, che si traduce in minore autonomia. Abbassando la frequenza, modificando il bariletto e introducendo uno scappamento senza scatto all’indietro, regolato da viti di massa sul bordo del bilanciere, sono riusciti a ottenere le 80 ore di autonomia.

    Sotto la dicitura Powermatic 80 sono compresi differenti tipi di movimenti che si distinguono tra loro per il materiale con cui è realizzato lo scappamento: plastica, metallo, silicio, o ancora Nivachron, la lega a base di titanio sviluppata da Nivarox (altra azienda di Swatch Group) e Audemars Piguet, di cui potete leggere qui. A seconda del materiale impiegato, cresce il livello qualitativo del movimento.

    Per qualitativo intendo la capacità di assicurare la costanza di marcia, fornita dallo scappamento e fondamentale per la precisione dell’orologio. Così fondamentale che chi sviluppa movimenti deve tenere in considerazione tutti gli elementi che possono influire negativamente sullo scappamento – magnetizzazione in primis – e, di conseguenza, sulla costanza di marcia.

    La spirale in Nivachron è quella che al momento offre le maggiori garanzie in tal senso. E si trova nel Powermatic 80 montato nelle due referenze più preziose del Tissot PRX 40 mm: le versioni Gold, che affiancano quelle citate sopra. Come il nome lascia intuire, il loro tratto distintivo è la lunetta scanalata in oro rosa massiccio da 18 carati. Inoltre, hanno il quadrante blu o marrone sfumato, lavorato con finitura soleil e non a petite tapisserie.

    Estetica riconoscibile, prezzo accessibile

    Per il resto, le caratteristiche di base sono le stesse degli altri 40 mm: impermeabilità della cassa fino a 10 atmosfere; spessore di 10,9 mm; bracciale integrato in acciaio a maglia singola, con finitura satinata verticale, e chiusura déployante con due pulsanti di sicurezza.

    Attualmente la collezione PRX include 21 modelli, tra meccanici e non, distribuiti su cinque prezzi: 375 euro per i 35 e i 40 mm al quarzo, 475 le versioni champagne; 695 euro per l’automatico con bracciale e 645 per quello con il cinturino; 2.095 euro per le versioni con la lunetta in oro massiccio.

    La strategia di Tissot

    In questo modo, Tissot ha creato una collezione razionale sia dal punto di vista delle referenze, sia del prezzo, mantenendola all’interno di quel segmento che l’appassionato si aspetta dal marchio. Segmento commerciale, certo, ma anche qualitativo.

    Perché il Tissot PRX rimane uno dei più clamorosi successi di prodotto degli ultimi anni all’interno dell’orologeria di fascia media. La prova che per creare un orologio che, come dicono i ragazzi, spacca, non servono materiali da fantascienza e cartellini a cinque o sei cifre. Bastano una chiara visione dei bisogni del mercato e la capacità industriale per soddisfarli. Se ti chiami Tissot e appartieni a Swatch Group, le hai entrambe. E gli appassionati ringraziano.