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Il ritorno dell’Aquila: apre il Museo Eberhard a La Chaux-de-Fonds

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Eberhard & Co ha inaugurato il proprio museo nella Maison de l’Aigle, elegante edificio d’inizio ‘900 già sede storica dell’azienda. Che ha visto anche il simbolico rapace tornare al suo posto

Una delle cose che continuo ad amare dell’orologeria è il suo modo di usare il passato, la propria storia. Pensateci bene: molti di noi, vecchi come me o giovani come voi, tende a guardarsi indietro – quando lo fa – con un senso di nostalgia che non porta nulla di costruttivo. Ah, i vecchi bei tempi quando… Per l’orologeria il passato è sempre, sempre un trampolino sul futuro. Il passato è letteralmente, lo ripeto, un’asse elastica sulla quale prendere posizioni per tuffarsi nel futuro.

Eberhard & Co. non fa eccezione. E l’apertura del proprio museo, a La Chaux-de-Fonds, coincide proprio con un’idea di rilancio, di proiezione nel tempo. Il Museo (magari piccolo, ma comunque ricco e ben ordinato) percorre anno per anno la storia del marchio, iniziata nel 1887. Sugli orologi esposti interverrà presto Giampiero Negretti, che di storia dell’orologeria ne sa mille volte più di me. Io mi limito a dire che il percorso del museo è costellato di brevetti originali e termina (per ora) con il nuovo movimento esclusivo, il Calibro EB 140. Il futuro, appunto.

L’intera operazione, voluta dal Ceo Barbara Monti e dal Direttore generale Mario Peserico, si inserirà fra l’altro nell’operazione “Manifatture aperte” che celebrerà – nel novembre prossimo – la nona “Biennale du Patrimoine Horloger”, nel corso della quale chi lo desidera potrà visitare le sedi dei marchi partecipanti. Un solo giorno, ma è pur sempre un’apertura importante al pubblico. Per quanti fossero invece interessati a visitare il Museo Eberhard, l’indirizzo di riferimento è il sito ufficiale della casa.

Ma la cosa non finisce lì. Dopo l’inaugurazione del Museo tutti i partecipanti alla cerimonia (fra cui molti dipendenti in pensione, affezionatissimi al “proprio” marchio) sono scesi in strada. Perché L’aquila ad ali spiegate, selvaggio simbolo di Eberhard, deve tornare sulla piccola cupola che domina l’angolo del bell’edificio di Avenue Léopold-Robert, la spina dorsale di La Chaux-de-Fonds. La statua, una grande fusione di zinco, è stata restaurata come si deve, ed è lucida come fosse nata ieri.

Sollevata da un elicottero, è sistemata in sede da un equipaggio di tecnici, portati in alto da una piattaforma mobile. Non è nemmeno mancato un momento di emozione, quando l’aquila, spinta dal vento creato dalle pale stesse dell’elicottero, ha cominciato a girare sul cavo di sospensione. La combinazione fra l’esperienza del pilota dell’elicottero e un pizzico di audacia dei tecnici ha fatto sì che l’operazione andasse a buon fine. Ora il futuro può ricominciare.

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