Giornale Degli Orologi
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Tag: Eberhard & Co

  • News orologi: fatti, volti ed eventi – 11/05/2026

    News orologi: fatti, volti ed eventi – 11/05/2026

    Tra collaborazioni shock e palcoscenici d’eccezione, il mondo delle lancette sta attraversando un periodo di particolare fermento. Lo dimostrano proprio le News orologi di oggi, che spaziano a 360 gradi in ambiti diversi e riuniscono notizie di sport (in senso lato, con partnership e testimonial), costume, aste, mostre d’arte e altro ancora. Che si tratti di strategia del crossover, di marketing esperenziale o di presenze culturali, le News orologi di oggi dimostrano che le case non vendono più solo un oggetto fisico ma il mondo e i valori cui appartiene. Buona lettura!

    Atmosfere d’Umbria

    Si è conclusa ieri la Coppa della Perugina, prestigiosa manifestazione di auto d’epoca che ha visto ancora una volta Eberhard & Co. nel ruolo di Main sponsor e Cronometrista ufficiale. Quattro giorni di pura passione, cui hanno partecipato anche il due volte campione del mondo di rally Niki Biaison e il collezionista Corrado Lopresto, che ha portato una Lancia Augusta Berlina Lusso del 1934. Tra le 100 vetture in lizza, al primo posto della classifica generale si è piazzata l’Alfa Romeo Giulietta Spider del 1961 di Tomasi-Boschetti, mentre per la Rievocazione storica la Bugatti 37A del 1927 di Piantelli-Montaldi. Gli equipaggi vincitori sono stati premiati anche da Eberhard & Co.

    Fra ruote e ruotismi

    Una Ferrari 250 GTO in mostra alla scorsa edizione di FuoriConcorso

    Chi non conosce il Concorso d’Eleganza Villa d’Este? Durante la manifestazione, a Villa del Grumello e a Villa Sucota, sempre sul Lago di Como, sabato 16 e domenica 17 si terrà FuoriConcorso 2026, con il suo parterre di vetture leggendarie e visionarie concept car. Che ospiterà Time on Show, il “salotto” itinerante di orologi vintage dedicato ai collezionisti più esigenti. Anche in questa cornice, il format sarà lo stesso di sempre, voluto da Pier Luigi Santi, Auro Montanari e Paolo Borgomanero. Ogni dealer e ogni orologio presenti sono stati vagliati dal comitato di selezione, di cui fa parte anche Davide Parmegiani, Presidente di Monaco Legend Group.

    Per amor del Dohyo

    In Giappone , il sumo non un è un semplice sport. Piuttosto, è quel mix di ritualità, tradizione, religione e identità nazionale che da più di un millennio incarna l’essenza della cultura nipponica. Premessa necessaria perché Tudor ha annunciato un’inedita partnership con la Japan Sumo Association. L’ha motivata con una filosofia condivisa, e ha definito i rikishi, i lottatori di sumo, come l’incarnazione del motto “Born To Dare”. La loro vita, scandita da una disciplina ferrea e da allenamenti estremi, rifletterebbe lo spirito infuso dal Brand svizzero in certe sue creazioni. Come il Black Bay 68, con la cassa da 43 mm di diametro, posto al centro della collaborazione. Ci sta?

    Tra bandeja e vibora

    Audemars Piguet entra a piè pari nel mondo del padel. La Maison di Le Brassus è diventata infatti official timekeeper di Premier Padel, il circuito professionistico ufficiale che riunisce i migliori giocatori e i principali marchi a livello globale. E ha scelto come nuovo ambasciatore il campione argentino Agustin Tapia (accanto), cui ha messo subito al polso un Royal Oak Offshore Automatic Chronograph da 43 mm. Non solo. Ha anche preannunciato che svilupperà una rete di partnership con specifici club, in una serie di località – praticamente ovunque , destinate a creare nuove esperienze per la propria community e a far conoscere l’alta orologeria a un nuovo pubblico.

    Cronaca di un successo annunciato

    Il primo obiettivo di Swatch è stato già raggiunto: sui social non si parla d’altro. Da quando è uscito il primo teaser sulla collaborazione con Audemars Piguet, blogger e content creator non han più trovato pace. Ma se i più creativi hanno ipotizzato immaginari Royal Pop (alcuni davvero divertenti), altri hanno solo imbastito interminabili bla bla (un po’ meno no, eh?). Sta di fatto che stiamo tutti aspettando il 16 maggio, quando l’orologio sarà finalmente svelato. Per ora di certo si sa che monterà un Sistem51 e che probabilmente si potrà indossare tipo collana. Ed è logico pensare che avrà anche un prezzo popolare. Intanto, a chi fa il marketing di Swatch, chapeau!

    Il reale e l’immaginario

    Foto @cargiorda

    In occasione della 61a Biennale d’Arte, Swatch torna a Venezia con Flora Fantastica, un progetto che celebra il connubio di arte e natura, artificio e realtà. Nella storica serra dei Giardini Reali di San Marco, lla mostra festeggia il 15° anniversario dello Swatch Art Peace Hotel di Shanghai attraverso le opere di cinque ex artisti residenti, che qui reinterpretano il tema botanico: Stefania Orrù (Italia), Hammer Chen (Cina), Mustafa Boğa (Turchia), Elisa Insua (Argentina) e Chun Hua Catherine Dong (Cina/Canada). Tra pittura, ricamo, fotografia, scultura e realtà virtuale, ci si trova immersi in un ecosistema unico e suggestivo. Da vedere fino al 26 luglio, ingresso gratuito.

    Dal sottosuolo al cielo

    Per gli appassionati di storia locale in chiave orologiera, l’appuntamento è per sabato prossimo, 16 maggio, a Cremona (in Sala Puerari, via Ugolino Dati 4, ore 16). Dove si terrà il convegno La misura del tempo: orologi e orologiai a Cremona, appunto, promosso dall’Inner Wheel Club. Un incontro focalizzato proprio sulla lunga tradizione a tema della città: dalle antiche meridiane ritrovate nel territorio alle indicazioni delle eclissi fornite dal celebre orologio del Torrazzo, fino alle biografie degli artigiani locali. Tra i relatori, l’archeologo Gianluca Mete, il curatore dell’Astronomico Alessandro Maianti, e la storica Marisa Addomine, nota firma sulle nostre pagine.

    Aste da record

    S’intitola The Shapes of Cartier quella che Sotheby’s ha definito la più completa e importante collezione di orologi vintage della Maison parigina mai arrivata sul mercato. Oltre 300 gli esemplari dispersi nelle tre vendite all’incanto Important Watches. La prima si è tenuta a Hong Kong lo scorso 24 aprile: la sezione dedicata ha incassato 13,8 milioni di dollari Usa. Top lot: un Cartier London Crash del 1987 (accanto), venduto per 2 milioni di dollari. La seconda si è svolta ieri a Ginevra, e ha visto un Cartier Paris Mystère Tortue degli anni ’70 raggiungere i 254mila franchi svizzeri, quattro volte la stima iniziale. La prossima tornata sarà a New York il 15 giugno. Cosa ci riserverà?

    Sempre a proposito di aste da record, con i suoi 74,8 milioni di franchi svizzeri in totale The Geneva Watch Auction: XXII di Phillips è diventata quindi l’asta di orologi più ricca di sempre. Ben 14 i lotti che hanno superato il milione di franchi: al top il Patek Philippe 2523 battuto per 7,96 milioni, ma sono andati ben oltre le aspettative anche alcuni pezzi di marchi indipendenti. Come i due Chronomètre à Résonance di F.P.Journe: il “Souscription No. 18” aggiudicato per più di 4,87 milioni, e il “Pisa” per oltre 2,33 milioni. Il motivo di tanto successo? Lo spiegava qui Augusto Veroni, che lo definiva “uno degli orologi da polso più significativi del nostro secolo”.

    Moda? Mania?

    Foto @irinashayk

    Avete notato Irina Shayk, la scorsa settimana, nelle foto del Met Gala? No, non per il nude look, ma per il top tempestato di lancette. La modella russa indossava infatti un reggiseno-gioiello fatto di orologi: esemplari da polso, in acciaio o color oro, usati come bretelline, decoro centrale e fascia posteriore. Altri erano poi usati come ornamento: due bracciali alla schiava su ogni braccio, e perfino al collo come chocker (utilissimo per leggere l’ora!). Secondo gli esperti di moda, la creazione di Alexander Wang era un omaggio a La persistenza della memoria di Salvador Dalí. Secondo noi non c’era alcun riferimento agli “orologi molli”, ma il tema della serata era fashion is art…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per restare informato sulle novità del mondo delle lancette…

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 08/07/2024

    Sono state settimane dense di eventi quelle appena trascorse. Per noi quindi è doverso aggiornarvi con le nostre Cronache dell’orologeria, assenti da un po’ dal palinsensto del Giornale degli Orologi. Protagonista, questa volta, lo sport, nelle sue tante discipline – come sempre del resto, quando arriva la bella stagione. Ma non solo: spazio anche alle notizie di corporate e alle curiosità varie, sempre presenti in queste pagine, tra convegni e mostre-mercato. Buona lettura!

    Lassù sulle montagne…

    Si è tenuta dal 27 al 30 giugno la 29a edizione de La Leggenda di Bassano – Trofeo Giannino Marzotto. Circa 400 chilometri sulle strade delle Dolomiti, da Rossano Veneto a San Martino di Castrozza e ritorno a Bassano del Grappa, in una gara di regolarità dedicata alle “barchette” d’epoca. Ancora una volta, a cronometrare le prestazioni dei 100 equipaggi partecipanti, c’era Eberhard & Co. Che ha premiato con due cronografi Champion V i vincitori Paglione e De Angelis, primi assoluti a bordo di una Bugatti T37 del 1927 (nella foto).

    Mondanità in Côte d’Azur

    Sempre lo stesso weekend, in Costa Azzurra, si è svolta anche la 15a edizione del Riva Trophy. Organizzato da Lia Riva in collaborazione con lo Yacht Club di Monaco, è uno degli eventi più attesi della stagione, per il côté mondano che da sempre circonda i celebri motoscafi simbolo della Dolce Vita. Una ventina gli yacht che hanno navigato da Monaco a St. Tropez: oltre agli Aquarama, il 56′ Rivale, l’88’ Folgore e il 90’Argo. Partner della manifestazione: F.P.Journe, che ha premiato i vincitori con due esemplari della collezione élégante.

    Cronache dell’orologeria… e del ciclismo – 1

    Si sa, Tissot è cronometrista ufficiale del Tour de France dal 2016. Di recente, però, ha approfittato dell’eccezionale partenza della Grande Boucle da Firenze, per inaugurare una nuova boutique in via dei Calzaiuoli, cuore dello shopping cittadino. Uno spazio di 60 metri quadri arredato con stile industriale, dove si incontrano memorabilia del ciclismo, una cassaforte ispirata al design del T-Touch, installazioni multimediali sui 170 anni (e passa) di storia della Casa di Le Locle, e qualcosa come quattro metri di ledwall… Da vedere.

    Cronache dell’orologeria… e del ciclismo – 2

    Siete appassionati di micro-brand? Andate tutti gli anni a Woi – Watches of Italy? Occhio che la prossima edizione del salone dedicato alla filiera dell’orologeria italiana non si terrà più a Tortona, ma a Novi Ligure (a una ventina di chilometri di distanza, sempre in provincia di Alessandria). Esattamente al Museo dei Campionissimi, di solito dedicato al ciclismo e alla bicicletta, ma eccezionalmente prestato agli orologi nelle giornate di sabato 5 e domenica 6 ottobre. Del resto, che siano grandi o piccole, sempre di ruote si parla, no?…😉

    Dai circuiti al grande schermo

    Un ex pilota torna in pista per risollevare le sorti della propria scuderia. Ecco, in sintesi, il soggetto di Formula 1, il nuovo film con Brad Pitt che uscirà a giugno del 2025 ma è già un blockbuster. Diretto da Joseph Kosinski, co-prodotto da Jerry Bruckheimer e da Lewis Hamilton, e girato in parte durante i gran premi, vede IWC nel ruolo di sponsor del team (fittizio) Atx GP. Così, mentre il logo della Casa di Sciaffura apparirà sulle monoposto e sulle divise del team, i suoi orologi saranno al polso di diversi personaggi. Stay tuned.

    Miglior azienda

    Sowind Group ha annunciato di aver vinto il premio Best Managed Companies 2024 di Deloitte. Un riconoscimento vissuto con orgoglio soprattutto dal Ceo, Patrick Pruniaux, alla guida di Girard-Perregaux e Ulysse Nardin dal 2017, che ha infatti espresso grande soddisfazione. E ne ha ben donde. Istituito a livello globale, con una copertura di oltre 40 Paesi, il premio è assegnato alle migliori aziende private che hanno dimostrato eccellenza nella gestione e nella crescita interna. Ed è la prima volta che tocca il settore svizzero del lusso.

    Macchine d’epoca

    Ieri, domenica 7 luglio, si è tenuto a Montecarotto (in provincia di Ancona) un incontro nell’ambito del progetto Città del Tempo delle Marche. Il progetto è volto alla creazione di un network tra i Comuni marchigiani per la valorizzazione e la tutela del patrimonio locale di orologeria antica. Tema della giornata è stata la geolocalizzazione degli esemplari storici. Alle relazioni del Sindaco e degli esperti, ha fatto seguito la visita all’antico orologio realizzato da Pietro Mei, sulla Torre davanti al Teatro Municipale. Gabriel Medina

    Avviso ai collezionisti

    Time Flies, orologio da tavolo realizzato da L’Epée 1839

    Lvmh ha acquisito L’Epée 1839. O meglio, ha acquisito la società Swiza, che ne è proprietaria. Nulla si sa circa i termini economici della transazione, ufficialmente inquadrata come “un’ulteriore prova della determinazione del Gruppo Lvmh nel preservare e sviluppare il savoir-faire storico, nonché nel garantire che venga trasmesso e coltivato nel tempo”. Vero. Così però la Divisione orologeria guidata da Frédéric Arnault si assicura un enorme potenziale creativo al servizio delle proprie marche, per la messa a punto di oggetti superesclusivi.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Le notizie della settimana. News & previews – 09/03/2023

    Le notizie della settimana. News & previews – 09/03/2023

    Eccoci di nuovo con le notizie della settimana orologiera. Che questa volta non spaziano più di tanto fra i settori e gli argomenti diversi: vanno soprattutto dall’arte al design, passando per le mostre, le installazioni, i negozi, i set fotografici… Sarà perché con la primavera sono in arrivo tutta una serie di eventi e manifestazioni, cui partecipa anche l’orologeria. O sarà perché ogni tanto alle case piace far emergere il proprio lato creativo, se non proprio “artistico”. Sta di fatto che le notizie della settimana qui selezionate sono un po’ monotematiche. Ma non per questo perdono in ironia, anzi…

    Fifty Shades…

    Cos’hanno in comune Zoë Kravitz, Eddie Redmayne e Zhou Dongyu? Sono tutti ambasciatori di Omega, giusto. E sono anche protagonisti della nuova campagna Every Shades of You, dedicata dalla Manifattura ai nuovi modelli del Seamaster Aqua Terra Shades, poliedrici ed eclettici proprio come gli attori che li indossano. Con la cassa in acciaio di 38 o 34 mm di diametro, hanno il quadrante soleil declinato in tante tonalità: blu oceano, verde alloro, verde laguna, lavanda, terracotta, zafferano… È proprio il caso di dirlo: se ne vedono di tutti i colori!

    Land art orologiera

    Hublot ha iniziato a collaborare con l’artista americano Daniel Arsham. E il primo risultato è un’opera d’arte effimera, chiamata Light & Time: una meridiana di 20 metri che utilizza un obelisco a forma di cristallo di quarzo per proiettare le ombre sulla neve e indicare l’ora. Dove la si può vedere? Solo nella località turistica svizzera di Zermatt, all’ombra del Cervino. Non c’è niente di più emozionante di una “meridiana da arrampicata”, giusto? Un progetto che, perdonateci la duplice ironia, senza ombra di dubbio ci farà battere il cuore!

    AI = Aggeggi Infernali?

    Ma dove vai se l’AI non ce l’hai? Riccardo Boccuzzi, regista, autore ed artista digitale, per il suo ultimo progetto si è affidato alla vera star dei tempi moderni: l’Intelligenza Artificiale. E con l’aiuto di oltre 10mila immagini, ha quindi realizzato una serie di opere riunite dal titolo Artificial Hell. No, nulla a che fare con un disco di heavy metal: l’ambizione invece è quella di rappresentare l’Inferno di Dante in maniera unica e coerente. Sponsorizzata da Eberhard & Co., l’originalissima idea sarà presentata dal 23 al 26 marzo al Mia Photo Fair di Milano.

    Relax nella lounge

    Se sarete a Milano per il Salone del Mobile, non potrete mancare il pop-up store di Panerai, diventato Cronometrista ufficiale della manifestazione. Per sei giorni, dal 18 al 23 aprile, in quel di Rho Fiera, avrete così l’occasione di immergervi nel mondo della Casa. Nello spazio di 80 mq, marmo, legno e dettagli luminosi vi lasceranno a bocca aperta. E vi lascerà letteralmente a bocca aperta anche il bar-lounge allestito all’interno, dove potrete rilassarvi: godervi aperitivi all’italiana, sorseggiare drink rinfrescanti e brindare al design e alla vita. Prosit!

    Tempus fugit

    Se vi piacciono gli orologi e il design, non perdetevi il pop-up store di D1 Milano in Rinascente. Già distribuito in 35 Paesi, il Marchio entra così nel celebre department store meneghino con uno spazio ispirato a un museo. Fra le teche espositive, una colonna centrale fa da opera d’arte con i 12 numeri che si ripetono circolarmente, simboli della ciclicità delle lancette. Insomma, è un pop-up che fa tic-tac. Ma non aspettate troppo: l’orologio corre inesorabile e l’ora della chiusura, il 27 marzo, arriverà prima di quanto possiate immaginare.

    Tùca no!

    Nuovo monomarca per Breil: ma non un negozietto qualunque, no no! Si trova al Centro Commerciale Il Carosello di Carugate, in un modernissimo spazio di 42 mq, ed è stato studiato nei minimi dettagli, con un’enorme vetrina che dà l’impressione di trovarsi in una galleria d’arte. Il pezzo forte è senza dubbio il murales di SeaCreative, un’opera contemporanea tutta giocata sui toni del bianco, del nero e del grigio, ispirata ai manifesti di strada. Insomma, un’esperienza a 360 gradi per gli amanti del Marchio e del suo “Untouchable Spirit”.

  • Il 1887 Remontage Manuel di Eberhard & Co. “Classico” con brio

    Il 1887 Remontage Manuel di Eberhard & Co. “Classico” con brio

    Cominciamo con il dire che, nel nostro ideale percorso, partiremo dal 1887. La storia infatti inizia proprio quell’anno in un paese del canton Neuchâtel in Svizzera. Ed arriveremo al… 1887, dopo aver attraversato un periodo di oltre 130 anni. Sembra una sorta di quesito da settimana enigmistica, ma in realtà è molto più semplice di quanto sembri.

    Siamo a La Chaux-de-Fonds, a fine ‘800, e Georges Lucien Eberhard fonda l’omonima Maison in un palazzo del centro appositamente costruito. Siamo a La Chaux-de-Fonds, nel 2019, Eberhard & Co. ritorna alle origini: e, dopo anni passati a Bienne, riporta la propria sede in quella Maison de l’Aigle dove tutto cominciò. Il cerchio si chiude con (appunto) il 1887. Non una data ma una referenza completamente nuova per rendere omaggio alle proprie origini ed al proprio savoir-faire.

    Prima di osservare questo orologio (nome completo: 1887 Remontage Manuel) nel complesso e descriverlo nei principali tratti estetici, partiamo per una volta dal suo cuore. Il calibro EB 140 è frutto della collaborazione (segreta sino all’ultimo) con Sellita, storica azienda specializzata nell’assemblaggio, nella progettazione e nella produzione di movimenti meccanici.

    La prima occhiata serve già per capire che ci troviamo di fronte a una qualità notevole; aspetto che Eberhard & Co. ha saputo sempre coniugare con un altrettanto sorprendente aspetto economico, favorito da un’intelligente “distribuzione degli sforzi”. La personalizzazione di una base esistente, il re-design dei componenti principali (funzionalmente al progetto), la definizione delle specifiche lavorazioni è tutto opera di Eberhard. Ma la realizzazione è esterna.

    Insomma, non un calibro di manifattura, che sarebbe costato un’enormità, ma quasi. Il fondello in vetro zaffiro ci lascia godere della vista di questo movimento, meccanico a carica manuale, 14 linee, cioè 31,57 mm di diametro, nel quale il primo aspetto evidente è costituito dalle lavorazioni. I ponti, quello del bilanciere e quello dei ruotismi, hanno la superficie rodiata e sono rifiniti utilizzando appositi utensili che “disegnano” delle circonferenze concentriche. Tradotto in termini tecnici: vagues circulaire con colimaçon papier perimetrale.

    Godono invece di una lavorazione a soleillage, con bisellatura diamantata (ovvero una raffinata smussatura dei bordi) la ruota corona e il rocchetto del bariletto. Quest’ultimo riporta anche l’incisione dorata “La Chaux-de-Fonds”. Ponti e ruote sono fissati attraverso viti azzurrate e sono conformati in modo da lasciare piena vista sull’organo regolatore, il cui bilanciere oscilla a una frequenza di 4 Hz, ossia 28.800 alternanze/ora. La platina, anch’essa parzialmente visibile attraverso il fondello, è decorata con motivo perlage.

    Il calibro EB 140 è contenuto in una cassa tonda di 41,80 millimetri di diametro. Le superfici sono in prevalenza lucide e si alternano a dettagli satinati. I primi aggettivi che ci vengono in mente guardando il 1887 sono elegante, classico e semplice; ma quel semplice fatto di linee pulite e assenza di fronzoli che è efficace. Le versioni proposte sono due e per entrambe il quadrante è bianco con decorazione a Clou de Paris. Si tratta di una particolare lavorazione ottenuta tramite un tornio definito guilloche, che consente (se opportunamente governato da mani sapienti) di decorare una superficie con un motivo ripetitivo. In questo caso delle piccole piramidi.

    Quanto distingue le due referenze è costituito dagli indici (romboidali) e dai numeri romani (e poi, vedremo, anche dal cinturino), che si possono scegliere dorati o rodiati, così come le lancette dauphine. La lancetta dei secondi, al centro, è blu e scorre su una fine minuteria con motivo a chemin de fer. Alle ore 6 troviamo la finestra della data, di forma trapezoidale come già in altri esemplari storici di Eberhard & Co. Per tale motivo le cifre sul disco del datario sono state ridisegnate.

    I rimandi storici continuano anche nel logo, proposto in un’elegante cartouche metallica il cui disegno è patrimonio storico, presente negli archivi della Maison di inizio ‘900. La denominazione del modello, giusto sopra l’indicazione della data, è anch’essa incisa su metallo. A proteggere tanta eleganza ci pensa un vetro zaffiro con trattamento antiriflesso solo nella sua faccia interna, il che lo rende ancora più robusto.

    Nella storia di Eberhard & Co., Svizzera ed Italia si sono incontrate oltre 50 anni addietro, quando la proprietà è passata alla famiglia Monti; e ancora oggi alla Maison de l’Aigle batte un cuore italiano. A sancire questa fortunata e duratura unione, per il 1887 si è pensato di rivolgersi a una delle tante eccellenze che tengono alto il nome del nostro spesso bistrattato Paese nel mondo. Si tratta di Ulturale, storico cravattificio napoletano che ha colto con entusiasmo l’opportunità di diffondere la tradizione sartoriale partenopea in modo quanto meno inusuale. Per questo ha realizzato, in pregiata seta jacquard, due cinturini, a fondo blu o marrone (da abbinare ai differenti quadranti) con un particolare motivo floreale.

    Davvero insolito ed esteticamente apprezzabile l’abbinamento; ma, se non si volesse essere così originali, si può sempre propendere per un classico cinturino in pelle di alligatore di colore nero. Che altro dire? L’autonomia è di circa 40 ore e l’impermeabilità è quella standard (30 metri), molto più che sufficiente per un uso quotidiano. L’eleganza del 1887 è infatti decisamente più adatta per accompagnarci in una serata a teatro che durante un’immersione.

  • Alla Winter Marathon Eberhard & Co. e le auto storiche sulle Dolomiti

    Alla Winter Marathon Eberhard & Co. e le auto storiche sulle Dolomiti

    Cento auto storiche scaldano i motori sulle vette più belle del mondo. E chi ha detto che vintage non faccia rima con veloce e performante? Eberhard & Co. è pronta a cronometrare ancora una volta i tempi sorprendenti della Winter Marathon, competizione invernale di regolarità classica riservata alle vetture costruite entro il 1968 e a una selezione di modelli di particolare interesse storico e collezionistico prodotti fino al 1976.

    A Madonna di Campiglio, da oggi fino a domenica 26, si tiene la 32esima edizione della gara di cui la manifattura svizzera è Main sponsor e Official timekeeper. Un impegno che conferma la passione per i motori della casa orologiera. Che non a caso dagli anni Novanta dedica a uno dei più grandi piloti di tutti i tempi, Tazio Nuvolari, una speciale collezione di cronografi con forti richiami allo stile automobilistico e alla strumentazione delle corse dell’epoca.

    E che oggi sostiene le competizioni più significative del panorama mondiale per le auto storiche. La Winter Marathon è tra tutte, certamente, la più mozzafiato. Per l’altitudine che letteralmente spezza il respiro; per gli scenari impareggiabili delle Dolomiti; e per la durezza delle condizioni atmosferiche (l’anno scorso si gareggiò con picchi di -14° C al Passo Pordoi) e le difficoltà da affrontare (tra curve a gomito e ghiacciai).

    Pronti a sfidarsi i piloti provenienti da Germania, Austria, Repubblica Ceca e Svizzera; oltre ovviamente ai padroni di casa, tra i quali anche Davide Valsecchi, che ha corso sia in GP2 Asia Series che in Formula 1 (oggi commentatore sportivo). Equipaggio speciale per il due volte campione del mondo di rally Miki Biasion, brand ambassador di Eberhard & Co., al volante di un’Alfa Romeo GT 1750 Veloce del 1968.

    Partenza, dal centro di Madonna di Campiglio giovedì 23, come di consueto, notturna; inedito invece il percorso di 90 chilometri attraverso la Val di Sole, per un totale di 20 prove cronometrate, suddivise in due serie fino al Passo del Tonale.

    Venerdì, alle ore 13.30, la seconda tappa più impegnativa su un tragitto di oltre 360 chilometri, con 45 prove cronometrate lungo le strade e i passi più famosi del Trentino-Alto Adige. Dai Passi Campo Carlo Magno, Mendola, Lavazè e Pramadiccio fino al controllo orario di Predazzo in Val di Fassa; oltre i valichi più caratteristici (come il Pordoi, Campolongo e Garden) per raggiungere il centro di Bolzano e rientrare in piena notte in piazza Righi a Campiglio.

    Da non perdere, sabato, l’appuntamento con il Trofeo Eberhard & Co. sul lago ghiacciato. Una sfida a eliminazione diretta riservata ai primi 32 equipaggi classificati che durante le tappe precedenti avranno saputo cimentarsi meglio fra passi ghiacciati, curve e salite. Che l’anno scorso vide trionfare Alberto Riboldi e Paolo Sabbadini su Fiat 508 S Balilla Sport del 1933, in una finale “tutta in famiglia” con Riccardo e Federico Riboldi su Fiat 508 C del 1939, rispettivamente fratello e figlio di Alberto.

    All’equipaggio vincitore del Trofeo Eberhard & Co. la Maison di La Chaux-de-Fonds assegnerà un cronografo della collezione Tazio Nuvolari. Ai primi classificati assoluti della Winter Marathon andranno invece due cronografi della collezione Champion V, a ribadire con enfasi la vittoria.

  • “Il Duomo al tempo di Leonardo” e l’impegno di Eberhard & Co.

    “Il Duomo al tempo di Leonardo” e l’impegno di Eberhard & Co.

    L’anno sta per finire. Ma non sono finite le celebrazioni leonardiane. Scavalcherà il cinquecentesimo anno dalla morte del genio fiorentino l’esposizione “Il Duomo al tempo di Leonardo”, fino al 23 febbraio 2020 al Museo del Duomo di Milano (sala Gian Galeazzo). Un’iniziativa promossa da Eberhard & Co. per raccontare il coinvolgimento di Leonardo da Vinci nelle vicende del cantiere della Cattedrale alla fine del Quattrocento.

    Ben più che un percorso espositivo, la mostra costituisce il primo passo del progetto pluriennale di digitalizzazione del patrimonio documentale della Veneranda Fabbrica del Duomo. Registri contabili, verbali di adunanze, mandati di pagamento, raccolte di fotografie, disegni e documenti d’archivio della Cappella Musicale ricostruiscono più di seicento anni di storia del Duomo di Milano, e offrono anche una panoramica sulla vita nella città di Milano.

    Un patrimonio immenso che comprende 484 cartelle dal XII al XIX secolo in Archivio Storico e oltre 2000 cartelle dall’inizio XIX secolo a oggi nell’Archivio di Deposito. Oltre alla sezione Mandati con 1777 cartelle dal 1505 al 2010 e la sezione Registri con oltre 2700 volumi dal 1350 a oggi. E ancora 2000 disegni dal XVI al XX secolo; 9000 fototipi dalla seconda metà del XIX secolo nella Fototeca; 54 libroni e 632 cartelle dal 1480 circa ad oggi nella sezione musicale.

    Procedure fortemente innovative consentono ora di acquisire, in maniera ottimale sia in termini di velocità sia di fedeltà delle riprese, differenti tipi di originali, opportunamente catalogati e, se necessario, restaurati. Un impegno assunto da Eberhard & Co. Che fin dalle origini, nel 1887 a La Chaux-de-Fonds, nel cuore della Svizzera, persegue l’obiettivo di scandire il tempo in modo inconfondibile. Alla ricerca costante di eccellenza e innovazione, ma senza mai rinunciare al forte legame con le origini e la tradizione.

    L’iniziativa meneghina, che consentirà di ricostruire un pezzo di storia di Milano, della cristianità e dell’arte occidentale, è un’ulteriore conferma del legame della casa di orologeria con le tradizioni. “Il contributo di Eberhard & Co. alla digitalizzazione della documentazione dell’Archivio della Veneranda Fabbrica del Duomo rispecchia la vocazione al sostegno di iniziative di grande spessore culturale, che abbiano come obiettivo la divulgazione e la custodia del patrimonio artistico del nostro paese”, spiega infatti Mario Peserico, Amministratore delegato di Eberhard Italia.

    “La Veneranda Fabbrica del Duomo è un’istituzione unica in cui si uniscono passato e presente. Rappresenta davvero”, sottolinea l’Ad Peserico, “il cuore storico della città. Ed è un ente tra i maggiormente rilevanti a livello italiano ed europeo. All’interno del suo Archivio si unisce la ricchezza tecnica, artistica a quella documentale. Inoltre, poter patrocinare un ulteriore evento dedicato a Leonardo nell’anno delle sue celebrazioni è stata per noi un’occasione immancabile”. Una nuova occasione, dopo l’esposizione di cinque fogli riprodotti del Codice Atlantico ne  “L’ottica di Leonardo: dall’éidola alla camera obscura”; un evento realizzato all’interno di MIA Photo Fair, fiera internazionale dedicata alla fotografia d’arte, della quale la maison è partner da sette anni. 

    Se visiterete l’esposizione “Il Duomo al tempo di Leonardo” soffermatevi su registri, disegni del Codice Atlantico e altri manoscritti concernenti il dibattito architettonico tra ingegneri e architetti illustri in merito alla realizzazione del tiburio. Noterete una vera e propria progettualità architettonica del Maestro di Vinci sul cantiere della Cattedrale. In particolare, in un registro è annotato il pagamento a “Leonardus Florentinus” per l’elaborazione di un modello in legno in scala per il tiburio. Quel genio di Leonardo non smette mai di sorprenderci.

  • Fotofever: Eberhard & Co. e l’arte di ritrarre il tempo

    Fotofever: Eberhard & Co. e l’arte di ritrarre il tempo

    Il corpo umano come la corteccia di un albero. Che espone i segni lasciati sulla pelle da ferite, malattie, preoccupazioni. O semplicemente dal tempo che passa. È ispirata al decadimento della natura l’opera di Margot Errante, “Peeling Bark 17”, che ha appena vinto l’Eberhard & Co. Award a Fotofever.

    Un premio inedito, realizzato appositamente per la fiera internazionale di fotografia contemporanea, che si è svolta dall’8 al 10 novembre al Carrousel du Louvre, a Parigi. Sostenuta per la prima volta dalla Casa di La Chaux-de-Fonds, Fotofever è ormai giunta all’ottava edizione. E quest’anno ha raggiunto un grande traguardo per la parità di genere: il 40 per cento di donne tra i 250 artisti provenienti da 20 Paesi (35 gli italiani!), presentati da 100 galleristi ed editori.

    Non poteva che essere una donna, italiana, la vincitrice del concorso promosso da Eberhard & Co. per un evento fondato e diretto da una donna, Cécile Schall, e curato da un’altra donna, Yuki Baumgarten, che si è distinto per una grande partecipazione femminile. Oltre che dei giovani, incoraggiati anche dai prezzi accessibili a tutti, professionisti o meno. Del resto Fotofever promuove da sempre la scena emergente internazionale e il collezionismo per tutti.

    In più, nell’anno del 180esimo anniversario della fotografia in Francia, ha scelto di rendere omaggio alla scena artistica francese e di sviluppare temi come la natura, l’architettura e il tempo. Dedicato al tempo, naturalmente, il premio promosso dalla storica Maison svizzera specializzata nella produzione di orologi ad alto contenuto tecnico, da sempre attenta al mondo dell’arte, e della fotografia in particolare.

    Non nuova a esperienze simili: basti ricordare “Tempo Ritrovato – Fotografie da non perdere”, progetto realizzato in occasione della quinta edizione di Mia Fair, nel 2015. E sono tuttora molti gli appuntamenti del settore cui la Marca partecipa in qualità di partner e sponsor, patrocinando la realizzazione di opere ispirate al tempo. La prestigiosa manifestazione parigina non è dunque che un’ulteriore conferma dell’attenzione di Eberhard & Co., piccolo produttore indipendente ma con ampi interessi culturali, per il mondo della fotografia.

    “Past, Present, Future”: questo il tema proposto ai fotografi in concorso al premio Eberhard & Co, aperto solo agli artisti rappresentati dalle gallerie espositrici. Invitati a fornire una personale interpretazione del concetto di tempo, hanno sottoposto le loro opere a una giuria di altissimo livello – sia tecnico che artistico -, presieduta da Pierre Mothes, vice-presidente di Sotheby’s Francia.

    La vincitrice Margot Errante, fotografa italiana che collabora con la galleria luganese Heillandi, ha ricevuto in premio dal Direttore generale di Eberhard & Co., Mario Peserico, un esemplare dello Scafograf 100, l’ultimo tra i modelli dedicati dalla Maison ai polsi femminili. “È per noi un onore”, ha commentato Peserico, “poter premiare un’artista come Margot Errante. Ammirabile talento artistico, sostenuto da un profondo bagaglio culturale multidisciplinare, che la rende interprete di un nuovo modo di esprimere la creatività, proprio del nostro tempo”.

    Non solo un concorso fotografico. Fotofever ha dedicato al tempo un intero percorso tematico, all’interno dell’Appartement du Collectionneur, all’ingresso dell’esposizione. Dove è stata presentata anche l’ultima novità di Eberhard & Co.: il nuovo modello Extra-fort Grande Taille Roue à Colonnes. Versione più sofisticata, dal punto di vista meccanico, del precedente calibro cronografico. La ruota a colonne, vale la pena ricordarlo, è quel dispositivo che presiede lo smistamento delle funzioni crono, e offre vantaggi in termini di precisione delle misurazioni, stabilità e “morbidezza” nell’avvio delle funzioni.

    Restano comunque immutate la tipica eleganza e la grande personalità dell’Extra-fort Grande Taille, che appartiene a una collezione simbolica di Eberhard & Co. L’Extra Fort è infatti la più antica tra le linee nel catalogo attuale della Maison: i primi modelli risalgono addirittura agli Anni Quaranta. Via via sviluppata in una lunga serie di versioni, è ormai diventata un “classico” nel segmento dei cronografi eleganti. Perfetta per illustrare il trascorrere del tempo.    

  • La collezione Nuvolari di Eberhard & Co.

    La collezione Nuvolari di Eberhard & Co.

    Mantova, 20/22 settembre, 29ª edizione del Gran Premio Nuvolari. L’occasione giusta per dare spazio alla collezione Nuvolari di Eberhard & Co. Per evitare di ripeterci sulla gara di regolarità di auto d’epoca, su cui ogni anno si stendono fiumi d’inchiostro (anche virtuale). E insieme per celebrare lo storico legame che unisce la Marca di orologi e la figura di Tazio Nuvolari. Un legame a filo doppio, o forse di più: a ben guardare composto da innumerevoli fili.

    Gli esordi della collezione Nuvolari

    Nata nel 1992, la collezione Nuvolari di Eberhard & Co. è fortemente voluta da Palmiro Monti come “operazione culturale prima ancora che commerciale” – (citiamo qui le parole di Giosuè Boetto Cohen nella bellissima monografia dedicata alla maison svizzera: un libro da leggere!). Appassionato di auto da corsa, affascinato dal Mantovano Volante, l’allora patron del Marchio segue il progetto in prima persona. È lui a condurre le trattative con l’Automobil Club di Mantova, che deteneva i diritti sul nome, e a definire che la somma versata avrebbe contribuito a costituire un museo dedicato al pilota. Ed è sempre lui a disegnare i primi schizzi, di propria mano, dopo essersi documentato con lunghe ricerche iconografiche.

    Il risultato è un cronografo sportivo, ispirato alla strumentazione di bordo delle vetture d’antan. Essenziale, nitido, facile da leggere, con grandi numeri luminescenti che spiccano sul fondo nero. Due grandi contatori per le misurazioni dei tempi brevi, per le 12 ore al 6 e per i 30 minuti al 12. La cassa in acciaio, con la scala tachimetrica in chilometri sul réhaut e in miglia sulla lunetta, incisa e decorata a perlage: una lavorazione che ricorda tanto le “rosette” dei cruscotti e dei motori racchiusi nei bolidi anni Venti o Trenta.

    Unico vezzo sul quadrante la tartarughina, portafortuna del grande Nivola. In origine, un dono che gli aveva fatto nel 1932 Gabriele d’Annunzio, con la dedica “All’uomo più veloce, l’animale più lento”, chiedendogli in cambio di vincere la Targa Florio. Cosa che in effetti successe. Da allora Tazio non si separò più da quella piccola tartaruga d’oro: e se prima la indossava con il celebre maglione giallo, poi se la fece cucire sul petto, a destra della divisa ufficiale. Ancora oggi, col carapace stilizzato, è una presenza ricorrente in tutti gli orologi a lui dedicati dalla Maison.

    Pezzi forti di una grande famiglia

    Sì, perché dal 1992, la collezione Nuvolari di Eberhard & Co. è stata continuamente rinnovata con nuovi esemplari. Tanti, troppi, per poterli passare in rassegna uno per uno. Alcuni però meritano di essere ricordati. Come il modello Gold Car Collection del 1999, un cronografo che si distingue per la riproduzione in oro sulla massa oscillante dell’Alfa Romeo Tipo C con cui Tazio Nuvolari riportò numerosi premi e primati. Il primo di una lunga serie di cronografi.

    O anche l’edizione Vanderbilt Cup, introdotta nel 2003, che rende omaggio alla vittoria americana del 1936. Per la versione originale Monti commissiona un movimento ad hoc, moderno nella concezione ma con il pulsante di rimessa a zero coassiale alla corona di carica, come negli esemplari d’epoca. Ancora, in tempi più recenti, la serie limitata Tazio Nuvolari 336, dedicata al record di velocità conquistato sull’autostrada Firenze Mare, nel 1935, a bordo della sua Alfa 16 C Bimotore (ideata da Enzo Ferrari). Il primo complicato della collezione, dotato di doppio fuso orario.

    Per arrivare ai nostri giorni: l’ultimo in ordine di tempo è il Nuvolari Legend, lanciato lo scorso anno. Che è subito riconoscibile per il sapore vintage dato dalla scala tachimetrica a chiocciola, posta al centro del quadrante come in certi esemplari d’inizio Novecento. Ma già c’è voglia di qualcosa di nuovo. In attesa della prossima uscita, su cui si mantiene ancora il più assoluto riserbo, vale la pena di ricordare un aneddoto che può far luce sull’origine di tutto.

    Un legame personale

    Già, perché Tazio Nuvolari possedeva un orologio della Maison, un esemplare da tasca purtroppo andato perduto. Dopo la sua morte, fu ritrovato solo l’astuccio di velluto che un tempo lo conteneva: con l’insegna della Casa di La Chaux-de-Fonds e l’adesivo della gioielleria in cui era stato acquistato, ma desolatamente vuoto. Un vuoto colmato solo nel 2013: quando Eberhard & Co. prelevò dalla propria raccolta di pezzi d’archivio un altro modello da tasca, per restituirlo idealmente al campione.

    Oggi, quell’esemplare degli anni Trenta con funzione di sveglia è conservato nella sua custodia tra le teche del Museo Nuvolari a Mantova, insieme ad altri cimeli, ricordi, oggetti personali. E sancisce una volta di più il profondo rapporto della Maison svizzera con il Nivola. “Il più grande corridore del passato, del presente e del futuro”, come lo definiva Ferdinand Porsche.

  • Il ritorno dell’Aquila: apre il Museo Eberhard a La Chaux-de-Fonds

    Il ritorno dell’Aquila: apre il Museo Eberhard a La Chaux-de-Fonds

    Una delle cose che continuo ad amare dell’orologeria è il suo modo di usare il passato, la propria storia. Pensateci bene: molti di noi, vecchi come me o giovani come voi, tende a guardarsi indietro – quando lo fa – con un senso di nostalgia che non porta nulla di costruttivo. Ah, i vecchi bei tempi quando… Per l’orologeria il passato è sempre, sempre un trampolino sul futuro. Il passato è letteralmente, lo ripeto, un’asse elastica sulla quale prendere posizioni per tuffarsi nel futuro.

    Eberhard & Co. non fa eccezione. E l’apertura del proprio museo, a La Chaux-de-Fonds, coincide proprio con un’idea di rilancio, di proiezione nel tempo. Il Museo (magari piccolo, ma comunque ricco e ben ordinato) percorre anno per anno la storia del marchio, iniziata nel 1887. Sugli orologi esposti interverrà presto Giampiero Negretti, che di storia dell’orologeria ne sa mille volte più di me. Io mi limito a dire che il percorso del museo è costellato di brevetti originali e termina (per ora) con il nuovo movimento esclusivo, il Calibro EB 140. Il futuro, appunto.

    L’intera operazione, voluta dal Ceo Barbara Monti e dal Direttore generale Mario Peserico, si inserirà fra l’altro nell’operazione “Manifatture aperte” che celebrerà – nel novembre prossimo – la nona “Biennale du Patrimoine Horloger”, nel corso della quale chi lo desidera potrà visitare le sedi dei marchi partecipanti. Un solo giorno, ma è pur sempre un’apertura importante al pubblico. Per quanti fossero invece interessati a visitare il Museo Eberhard, l’indirizzo di riferimento è il sito ufficiale della casa.

    Ma la cosa non finisce lì. Dopo l’inaugurazione del Museo tutti i partecipanti alla cerimonia (fra cui molti dipendenti in pensione, affezionatissimi al “proprio” marchio) sono scesi in strada. Perché l’Aquila ad ali spiegate, selvaggio simbolo di Eberhard, deve tornare sulla piccola cupola che domina l’angolo del bell’edificio di Avenue Léopold-Robert, la spina dorsale di La Chaux-de-Fonds. La statua, una grande fusione di zinco, è stata restaurata come si deve, ed è lucida come fosse nata ieri.

    Sollevata da un elicottero, è sistemata in sede da un equipaggio di tecnici, portati in alto da una piattaforma mobile. Non è nemmeno mancato un momento di emozione, quando l’aquila, spinta dal vento creato dalle pale stesse dell’elicottero, ha cominciato a girare sul cavo di sospensione. La combinazione fra l’esperienza del pilota dell’elicottero e un pizzico di audacia dei tecnici ha fatto sì che l’operazione andasse a buon fine. Ora il futuro può cominciare.

  • Le cronache di PDV: al Gran Premio Nuvolari, per seguire le auto d’epoca

    Le cronache di PDV: al Gran Premio Nuvolari, per seguire le auto d’epoca

    Le cronache di PDV – Percorsi di Viaggio III

    Oltre mille chilometri, suddivisi in tre giornate (da 14 al 16 settembre) e con un percorso che attraversa le campagne, le colline e le più attraenti città di Emilia Romagna, Marche, Umbria e Toscana. È questo il senso più genuino del Gran Premio Nuvolari, quest’anno giunto alla 28a edizione, uno degli appuntamenti più attesi per gli appassionati d’automobilismo d’epoca. Che, pur nella fatica della guida, provano esaltazione e godimento nello stare letteralmente per ore e ore al volante delle loro vetture storiche – con data di costruzione rigorosamente compresa tra il 1919 e il 1972, l’inizio e la fine dell’era meccanica delle quattro ruote -, in questa competitiva gara di regolarità (nata dalle costole della 1000 Miglia).

    Certo, sullo sfondo c’è anche la piacevolezza dei magnifici paesaggi italiani, con le macchine che si muovono quasi esclusivamente su strade tanto impervie e suggestive, quanto poco battute e secondarie, in molti casi tracciate proprio negli stessi anni d’immatricolazione delle vetture d’epoca che oggi le percorrono. La partenza e l’arrivo sono su Mantova, la città nella cui provincia è nato il grande e mai dimenticato pilota Tazio Nuvolari (1892-1953), tanto vittorioso e altrettanto temerario, cui il gran premio è appunto dedicato.

    Bisogna dire che quest’anno il Gran Premio Nuvolari si è dimostrato particolarmente seguito, con la partecipazione di circa 300 equipaggi, in gran parte stranieri, provenienti da ogni parte del mondo, e una ventina di Paesi rappresentati. Equipaggi che hanno sfilato tra le vie di città incantevoli, agli occhi dei forestieri, ma anche degli stessi italiani: come Gonzaga, Urbino, Città di Castello, Arezzo… E Siena, con la sosta in piazza del Campo (la stessa in cui si corre il Palio), a forma di conchiglia, che è uno dei momenti più suggestivi e memorabili del Gran Premio Nuvolari. Magnifica anche la serata di gala al Grand Hotel Rimini, con qualche equipaggio che si presenta con la polvere e la fatica della strada ancora addosso, ma che viene ugualmente e ben volentieri ammesso, con gli onori che si merita chi ha lottato tutto il giorno con i molti imprevisti del percorso. Le auto sono ordinatamente parcheggiate all’esterno, per la gioiosa curiosità del pubblico e l’intrattenibile felicità – tra ricordi nostalgici e giochi di fantasia – di anziani e bambini. Un momento da “Amarcord”, uno dei più famosi film del grande Federico Fellini, riminese di nascita, che ha girato alcune scene di quella pellicola proprio tra le sale del Grand Hotel, splendido e storico edificio costruito nel 1908 e oggi monumento nazionale.