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Swatch e la Biennale, il tempo dell’arte dalla Laguna al polso

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Continua il nostro viaggio all’interno della Biennale di Venezia. Con Swatch, che da cinque anni è partner della manifestazione. Fra le opere di un Maestro e quattro volti nuovi, in mostra fino a novembre

Quattro matricole e un esperto
Un legame annodato dieci anni fa arriva quest’anno a imporsi con tanta forza quanta leggerezza sul panorama artistico internazionale: è il link tra Swatch e la Biennale d’arte di Venezia, che in questa 58a esposizione mostra i suoi particolari frutti sia all’Arsenale sia ai Giardini. I lavori di quattro artisti ex-residenti del Swatch Art Peace Hotel, una residenza di Shanghai messa a disposizione dei creativi per periodi fino a sei mesi, saranno infatti esposti alla Sala d’Armi dell’Arsenale. Mentre ai Giardini si trova “The Flags”, un’installazione site-specific realizzata dall’artista britannico Joe Tilson che frequenta Venezia, e spesso vi abita, da circa 60 anni. L’opera è composta da tre dipinti ingranditi della collezione “The Stones of Venice”, testimonianza dell’amore di Tilson per questa città.

Venezia secondo Tilson
Volto noto della Biennale Arte (ha rappresentato la Gran Bretagna alla 32a Esposizione Internazionale d’Arte nel 1964), l’artista britannico combina in questo lavoro le immagini delle facciate delle sue chiese veneziane preferite con i motivi geometrici dei pavimenti in pietra. E naturalmente lo fa a suo modo, con i suoi colori primari e i tratti geometrici a matita in cui si intuisce uno spirito ludico, quasi infantile malgrado i 90 anni dell’artista. Da questa creatività libera e sempreverde prende spunto Swatch per la sua tradizionale collezione limitata e numerata dedicata alla Biennale. In questo caso si tratta del Joe Tilson Venetian Watch, un esemplare che intende portare l’arte nella vita quotidiana diffondendo il messaggio “Swatch ama l’arte”.

Dialoghi e confronti
Vicino a diverse avanguardie internazionali, soprattutto la Pop art, ma sempre molto attento all’artigianalità anti-industriale del “fare” arte, Joe Tilson non è l’unico nome che compare nel carnet di Swatch alla 58° Biennale. Santiago Aleman (Spagna), Tracey Snelling (Stati Uniti), Jessie Yingying Gong (Cina) e Dorothy M Yoon (Corea del Sud) sono infatti gli artisti riuniti nella sezione “Swatch Faces 2019“. Dopo averli “covati” per qualche mese nel suo Art Peace Hotel, il colosso svizzero ora li ospita nella sala d’armi dell’Arsenale per mostrare il loro lavoro. È un dialogo a più voci e diverse lingue che restituisce altrettante visioni sulla modernità. Tutte a loro modo rivelatrici di un immaginario che spesso è meno astratto di quanto appare.

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