Approfondimenti

Tag Heuer Aquaracer Professional. L’amico giusto

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Il Tag Heuer Aquaracer è il classico amico per sempre, quello vero. Ti fidi di lui, e fai bene, ma ogni tanto lo “tradisci” con qualcuno che ti sembra più divertente, più “giusto”. Ma alla fine sempre a lui torni, all’Aquaracer. Che ti accoglie a braccia aperte. Dell’Aquaracer ti puoi fidare davvero.

Le origini

Nel 1978 Heuer (TAG – Techniques d’Avant Garde arriverà nel 1985) produce il suo primo orologio subacqueo. Non ha un nome, ma solo il classico numero di “referenza”, 844. Bello, chiaro, efficace: gli manca solo l’ormai proverbiale lunetta dodecagonale, ma è il papà dell’Aquaracer. Non a caso oggi Tag Heuer rende omaggio a quel primo passo sotto gli abissi (era già in grado di vantare una impermeabilità a 20 atmosfere) con una edizione limitata con cassa e bracciale in titanio. Grande tentazione anche perché il prezzo non sarebbe eccessivo (4.000 euro), ma ne verranno emessi solo 844 esemplari, per cui c’è ben poco da sperare.

La lunetta dodecagonale arriva nel 2004. Anche se bisognerà attendere qualche tempo per il nome Aquaracer, siamo di fatto nell’attualità grazie ad una vera e propria acrobazia dei progettisti. Ieri come oggi, la lunetta dodecagonale appare “naturale” pur inserita in un disegno tutto curve. Non solo: la forma della lunetta ne favorisce l’azionamento consentendo quindi di ridurre al minimo le zigrinature periferiche. Che quindi rovineranno in misura inferiore alla solita le imboccature dalla tasca e il polsino della camicia. Va infine notato che già la versione del 2004 era impermeabile fino a 30 atmosfere, pur avendo un prezzo molto, molto ragionevole. Proprio come oggi. Il resto, nel tempo, è un susseguirsi di piccoli perfezionamenti tecnici ed estetici.

Tag Heuer per le donne

Perché non soltanto gli uomini si immergono. E magari una donna vuole praticare gli sport subacquei con un orologio concepito per il pubblico femminile. E quindi nascono subito le versioni di diametro inferiore, talvolta – ieri, ma ancor più oggi – pensate per un uso non limitato alla stagione estiva. A scorrere il catalogo degli Aquaracer si trovano quindi parecchie versioni con diametro di 36 millimetri, contro i 43 del modello tradizionale, anche con piccoli diamanti sul quadrante, ma sempre con movimento meccanico a carica automatica e impermeabilità a 30 atmosfere.

Tag Heuer Aquaracer e l’intelligenza dei progettisti

Ogni volta che si decide d’aggiornare il Tag Heuer Aquaracer Professional, i progettisti vengono sfidati dalle specifiche di base. Che comprendono quelle tecniche, certo, ma anche un rapporto qualità/prezzo che deve sempre essere molto, molto conveniente. Per essere chiari: in cambio dei 2.850 euro necessari per uno dei modelli di base, i progettisti devono dare comunque al compratore una serie di soddisfazioni estetiche e la totale riconoscibilità del marchio.

Faccio subito qualche esempio: l’inserto in ceramica sulla lunetta è più costoso di quello in alluminio, ma per Tag è irrinunciabile. Il taglio lucido sul profilo della cassa è più costoso di un arrotondamento satinato per micropallinatura, ma in questo modello è presente. Per non parlare della lente incollata dall’interno, al 6, che rende finalmente il datario ben leggibile, e della forma preziosa degli indici applicati sul quadrante. Stare attenti al prezzo, insomma, non vuol dire necessariamente render “povero” un orologio. Se hai i progettisti giusti.

Un po’ di economia

Ma allora su cosa caspita hanno economizzato, mi chiederai tu? Beh, ti rispondo, sostanzialmente nel vetro zaffiro pressoché piano, che è già un bel risparmio intelligente. E poi sul fondello, senza oblò, ma con una incisione decorativa che oltretutto rende l’orologio meno “appiccicoso” sul polso. E infine sulla scelta del movimento, il Calibro 5, che è una versione personalizzata del classico 2824-2 della Eta. Un movimento maturo, poco costoso perché prodotto in milioni di esemplari e in moltissime versioni, preciso ed affidabile.

Un movimento che Tag Heuer sceglie (non ostante il fondello non sia trasparente) in una delle migliori versioni, con una finitura decisamente molto buona. Una vera e propria garanzia anche di affidabilità nel tempo e di grande, grande resistenza ai maltrattamenti. Perché gli amici veri, come l’Aquaracer, tu puoi tradirli, ma loro non ti tradiscono mai. È ben per questo che alla fine torni con un sorriso di “scusami”…

E la valvola per l’elio?

Me lo ha chiesto sui social un lettore, prima ancora che scrivessi questo articolo. No, la valvola per la fuoriuscita dell’elio non c’è. E lo considero un risparmio intelligente. Ancora una volta. Perché alzi la mano quanti conoscono qualcuno che ne abbia realmente bisogno. Mmmh, vedo poche mani e al netto di qualche bugiardo, al netto di quanti le bugie se le lasciano raccontare, siamo veramente a pochissime mani alzate.

Certo, la presenza della valvola per l’elio implica la conferma che l’orologio venga realizzato per i professionisti del lavoro subacqueo, ma non credo che Tag Heuer ne abbia bisogno. Perché questo è un orologio sì per professionisti delle immersioni, ma non per quelli che lavorano respirando una miscela di aria ed elio. La valvola di per sé non costa cara, ma preferisco che ci sia la bella chiusura regolabile con tanto di pulsante di sicurezza. Quella sì che è utile spesso anche per chi non si addentra in camere iperbariche.

E per finire in gloria…

Beh, le foto che pubblichiamo già dicono molto. Non ostante il prezzo del Tag Heuer Aquaracer Professional sia molto contenuto rispetto alle caratteristiche, la quantità di dettagli fa davvero impressione e rende quest’orologio il raro “best buy”, il buon affare che in molti non si lasceranno sfuggire. È oggettivamente – nella propria fascia di prezzo – quanto di meglio si possa chiedere, specialmente di questi tempi. Come ho già scritto, è proprio con questo tipo di orologi che i mercati europei potranno rilanciarsi. E sono certo che anche in altri mercati importanti, come quello statunitense, l’Aquaracer saprà mietere gli allori che merita.

Non mi stancherò mai di ripetere, però, che anche il miglior articolo possibile, corredato dalle migliori foto di dettagli, va inteso solo come un “antipasto” per il vero esame personale, che vi consiglio di fare presso un concessionario. Vi piacerà? Non vi piacerà? Sinceramente non lo so. Ma sono certo che al di là dei gusti personali sarà difficile non ammettere che da un punto di vista tecnico (e mi riferisco anche alla parte tecnica dell’estetica) l’Aquaracer è uno dei punti di riferimento anche per chi solitamente preferisce altre marche. E lo è, un punto di riferimento, perché dimostra come l’intelligenza dei progettisti e dei dirigenti sia la vera marcia in più, oggi, per l’orologeria. Magari l’intelligenza sta tornando di moda. E avere un buon amico, per giunta intelligente, cosa volete di più?