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Alhambra, riflessi di Storia nei nuovi Van Cleef & Arpels

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Van Cleef & Arpels arricchisce la collezione Alhambra di nuovi esemplari. Quattro orologi “a segreto” in forma di sautoir e due modelli da polso Sweet Alhambra. Detto così sembra una cosa da niente, ma ogni singola parola – se soppesata – rivela una tale ricchezza di rimandi e significati da meritare un approfondimento. Lo sanno bene i collezionisti e gli appassionati che hanno decretato il successo a livello globale, sia della collezione sia della Maison. Non a caso oggi Van Cleef & Arpels è la seconda marca di Richemont Group (per fatturato) dopo Cartier. Cioè ha sbaragliato le tante marche di orologeria del gruppo. Che dire? Châpeau

Nome vs forma

Alhambra, dicevo. Una collezione storica, nata nel 1968 e diventata una delle più famose e riconoscibili nel mondo della gioielleria. Forse per la forma semplice e inconfondibile, a quadrifoglio, rimasta sempre uguale a sé stessa attraverso i decenni. Ecco però che già si apre una prima questione: quel motivo sembra in contrasto col nome. Il quadrifoglio infatti è un elemento decorativo tipico delle architetture veneziane: lo si ritrova per esempio nel Palazzo Ducale in piazza San Marco, ispirato allo stile bizantino e simbolo della Laguna come porta d’Oriente. Che c’entra quindi con la “cittadella rossa” di Granada?

L’argomento ha fatto scervellare gli storici del gioiello. Che hanno fatto appello agli storici dell’arte e alle colte disquisizioni dell’orientalista Georges Marçais, riunite nel saggio Le Carré Quadrilobé, histoire d’une forme decorative de l’art gothique (pubblicato nel 1945). Per cui sembra che questa forma derivi dall’eredità bizantina della città irachena di Samarra, sede del Califfato abbaside nel IX secolo; e sia arrivata nella Spagna moresca attraverso l’Egitto della dinastia fatimide, passando per la Sicilia. Ma c’è anche chi la fa più semplice: e la spiega con l’abitudine di scegliere nomi esotici per le neonate collezioni, così da donar loro un particolare fascino e suggestione.

Alhambra montres-à-secret

Torniamo quindi ai nuovi Alhambra. Si tratta appunto di quattro orologi “a segreto” – montre-à-secret o secret watch che dir si voglia, se volete essere poliglotti. Un classico per Van Cleef & Arples, che li realizzava già negli anni ’40 e ’50: famosi quelli incastonati di gemme taglio baguette con l’esclusiva tecnica del Serti Mystérieux. Esemplari, in pratica, in cui il quadrante è occultato da un “coperchio” che si può sollevare/spostare ogni qualvolta si voglia vedere l’orario. Non si sa bene chi li abbia inventati, ma di certo rispondevano a quella regola del bon ton che a un certo punto della storia impediva alle donne beneducate di guardare l’orologio.

Un gesto considerato sconveniente perché indice di fretta, impazienza o peggio ancora di noia: comunque poco carino nei confronti degli ospiti, dei partner e degli accompagnatori. Per questo le signore spesso non indossavano l’orologio, soprattutto la sera o nelle situazioni più formali; tutt’al più lo tenevano in borsetta, per poter guardare l’ora di nascosto con occhiate fugaci. Qualche mente geniale allora pensò bene di celare cassa e lancette dietro metalli nobili e pietre preziose, così da poter portare l’orologio al polso, dissimulato in un gioiello.

Certo oggi Van Cleef & Arples non attribuisce agli Alhambra “a segreto” simili implicazioni rétro. Piuttosto, con l’indicazione rivolta verso chi guarda, attribuisce loro una valenza privata, quasi intima: un modo per avere il tempo tutto per sé. O forse per ribadire che le donne sono padrone del proprio tempo, chissà.

Sautoir o da polso, comunque gioielli

Ancora, altra parola chiave: sautoir. Che in gioielleria indica una collana lunga, di solito a catena. Con questo termine torniamo indietro nel tempo. La storia mostra infatti che già alla fine del XVI secolo le nobildonne indossavano l’orologio al collo come un medaglione, appeso a un nastro o a una catena. Una moda che toccò l’apice con i preziosi pendenti nel secolo successivo, e proseguì almeno fino ai primi decenni del Novecento. Anzi, fino ai nostri giorni – visti i nuovi Alhambra e altri recenti pezzi di alta gioielleria.

C’è da dire però che questi sautoir di Van Cleef & Arpels – soprattutto nelle versioni con le pietre di colore – acquistano un’attitudine giocosa, in qualche modo fashion. Un certo “non so che” che sa di leggerezza, energia e gioia di vivere. A guardarli bene hanno una connotazione chic eppure disimpegnata – o se preferite un’eleganza casual – che li rende oggetti versatili e universali. Cioè stanno bene a tutte e con tutto.

Infine gli esemplari da polso Sweet Alhambra. L’aggettivo si spiega con le dimensioni ridotte della cassa, ed è stato introdotto nella collezione di orologi del 2019 (di cui ci siamo occupati qui). Due i modelli, che assumono ancor di più – per quanto possibile – un’essenza preziosa. Ve ne renderete conto se guardate le foto, a cui vi rimando anche per le informazioni tecniche. Se volete saperne di più…