Giornale Degli Orologi
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Tag: Van Cleef & Arpels

  • La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    La top ten di W&W26: le nostre novità preferite

    Il Salone di Ginevra si è concluso, ed è tempo di bilanci. Non a livello di dati, comunicati ufficialmente qualche giorno fa dalla Fondazione, ma riguardo a ciò che abbiamo visto all’interno degli stand. Le novità che ci hanno più colpito o che ci sono piaciute di più. Gli orologi che sono rimasti impressi nella nostra memoria, quelli che ricorderemo anche in futuro come i più rappresentativi di questa edizione. Una top ten di W&W26, insomma, che riunisce il meglio della produzione esposta al Palexpo. Per estetica, importanza, virtuosismo tecnico. Secondo noi.

    Una top ten di W&W26 da intendersi però non come classifica o come gerarchia, che stabilisce un ordine fra i “primi dieci” esemplari del Salone. Piuttosto, un elenco di best of in cui ciascun orologio merita la stessa attenzione o considerazione, per le caratteristiche e le peculiarità che gli appartengono. Una top ten di W&W26, quindi, organizzata in ordine alfabetico, per marca, in cui si incontrano modelli diversi, dai solo tempo ai complicati. Tra i quali i più esperti possono cogliere tendenze e categorie: anniversari, complicazioni ripensate, tradizioni rinnovate…

    Va detto che ciascun orologio incluso in questa top ten di W&W26 andrebbe sicuramente sviscerato in un apposito approfondimento. Le poche righe in cui abbiamo cercato di sintetizzarne l’essenza non sono certo esaustive né della costruzione né del valore (anche in senso storico o culturale) dei singoli esemplari. Servono semplicemente a suscitare un po’ di curiosità nei nostri lettori. Chi volesse saperne di più può visitare i siti ufficiali dei brand qui elencati, mentre aspetta di leggere le nostre recensioni. A proposito, fateci sapere sui nostri social quale orologio vorreste approfondire: sarete accontentati.

    La nostra top ten di W&W26

    A.LANGE & SOHNE Lange 1 Tourbillon Perpetual Calendar “Lumen” In apparenza è un Lange 1 con il quadrante in vetro zaffiro fumé. Al buio però rivela molte indicazioni luminescenti: la Grande Date, le lancette di ore e minuti, quella retrograda dei giorni della settimana, l’anno bisestile e le fasi lunari, con integrata la funzione giorno/notte. In più, la cassa in platino di 41,9 mm ospita un nuovo movimento automatico, calibro L255.1: con autonomia di 50 ore, tourbillon a un minuto con stop secondi, calendario perpetuo con fasi di luna astronomiche – decorato con tutti i sacri crismi dell’orologeria sassone. In 50 esemplari, 550mila euro.

    CARTIER Santos Dumont
    Un autentico cult reinterpretato con un nuovo bracciale: estremamente flessibile, quasi “morbido”, garantisce massimo confort al polso grazie ai 394 link (ciascuno spesso 1,15 mm), organizzati su 15 file, lavorati e assemblati “in casa”. In oro giallo (oppure in platino), nella versione più preziosa adotta anche un quadrante in ossidiana dorata (di 0,3 mm di spessore). Perfetta espressione della tradizione orafa della Maison parigina, nella cassa di 31,4 x 43,5 (sottile appena 7,3 mm), monta un movimento meccanico a carica manuale, il calibro 430 MC. Circa 46.700 euro.

    IWC Pilot’s Venturer Vertical Drive
    Un orologio esplicitamente progettato per lo Spazio. Realizzato in collaborazione con Vast, azienda statunitense pionieristica nella progettazione delle stazioni spaziali commerciali di futura generazione, è stato pensato per le esigenze degli astronauti in microgravità. La cassa in ceramica misura 44,4 mm di diametro ed è priva di corona: permette infatti tutte le regolazioni tramite la lunetta rotante in Ceratanium®. Il movimento automatico, calibro 32722, è fornito di 5 giorni di autonomia e di funzione Gmt, che visualizza l’ora di riferimento in missione su una scala di 24 ore posta sul réhaut. 29.000 euro.

    JAEGER-LECOULTRE Master Control Chronometre Date Power Reserve Tre nuovi, riuscitissimi esemplari arricchiscono la storica collezione con proporzioni rinnovate e un inedito bracciale integrato. Il nostro preferito è questo: in acciaio, ha la cassa di 39 mm per 9,2 mm di spessore, e il quadrante grigio-blu in omaggio al Futurematic del 1951. Monta il calibro 738, a carica automatica, con 70 ore di autonomia e scappamento in silicio. Certificato cronometro dal Cosc, ha superato anche i test del nuovo protocollo HGP (High-Precision Guarantee), che simula l’uso nella vita reale. 18mila euro.

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Chronographe Mystérieux
    A prima vista sembra un normale “solo tempo” a tre lancette: in acciaio, con cassa di 40 mm e lunetta zigrinata in platino – coerente con la collezione. In realtà è un cronografo privo di contatori. Quando si preme il pulsante a ore 7.30 sulla carrure, appaiono due lancette in oro rosa a indicare il tempo corrente, mentre quelle rodiate avviano la misurazione dei tempi brevi. Una seconda pressione del pulsante le ferma, una terza le azzera e le fa “sparire” di nuovo (in pratica le lancette tornano a sovrapporsi). Il merito va al calibro PF053 (creato ad hoc), con 60 ore di autonomia e uno spessore di appena 6,9 mm. Disponibile da giugno, 36.900 franchi svizzeri.

    PATEK PHILIPPE Nautilus 5810/1G
    Eccolo, finalmente, l’attesissimo esemplare dell’anniversario. Rivisitato ad hoc da un leggero restyling, torna in oro bianco con l’iconico quadrante blu dai rilievi orizzontali. Cassa ultrapiatta di 41 mm per 6,9 di spessore e bracciale con sistema di microregolazione, è equipaggiato dal calibro 240: celebre movimento automatico, sottile solo 2,53 mm, il cui micro-rotore decentrato in oro 22 carati qui è personalizzato dall’incisione dei 50 anni. Edizione limitata di 2mila esemplari, 89.099 euro. Esiste anche con cinturino in gomma, in mille esemplari, oppure interamente in platino, sempre in 2mila esemplari.

    ROLEX Oyster Perpetual 41
    A proposito di anniversari, la Casa della Corona celebra i 100 anni della cassa Oyster con questo esemplare, realizzato in acciaio Oystersteel con lunetta e corona in oro giallo (metallo che ricorda il modello del 1926). Sul quadrante ardesia spiccano in verde il logo Rolex e gli indici dei 5 minuti, a ore 6 appare la scritta “100 Years” invece del canonico “Swiss made”, un altro 100 in rilievo sulla corona di carica. A animarlo c’è il calibro 3230, a carica automatica, con scappamento Chronergy, spirale Parachrom, 70 ore di autonomia. Certificato Cronometro Superlativo, 9.500 euro.

    TAG Heuer Monaco Evergraph
    Il cronografo riprogettato. Niente più camme o ruota a colonne, ma un sistema fatto di elementi flessibili, realizzati con la tecnologia Liga, che attivano le funzioni crono. Realizzato in collaborazione con la Vaucher Manufacture Fleurier in 5 anni di sviluppo, il calibro TH80-00 ha una costruzione invertita, che permette di vedere i componenti principali attraverso il quadrante trasparente. A carica automatica, di forma, vanta un’autonomia di 70 ore, il nuovo oscillatore TH-Carbonspring (resistente ai campi magnetici), una frequenza di 36.000 A/h e il certificato di cronometro del Cosc. La cassa in titanio (anche Dlc nero) misura 40 mm di lato. 25.000 euro.

    ULYSSE NARDIN [Super] Freak
    La creazione di Ludwig Oechslin festeggia 25 anni con una nuova evoluzione. Basata sui 35 brevetti del Freak, è un complicatissimo “solo tempo”, costruito su 7 livelli e sviluppato in 4 anni. Sul ponte centrale che funge da lancetta dei minuti monta due tourbillon inclinati di 10° e rotanti in direzioni opposte, con differenziale e indicazione cilindrica dei secondi su giunto cardanico. La cassa in oro bianco misura 44 mm di diametro, il disco rotante delle ore in Nanosital blu (materiale policristallino trasparente) permette di vedere parte del movimento automatico, calibro UN-252. 350.980 euro.

    VAN CLEEF & ARPELS Midnight Jour Nuit Phase de Lune
    Lanciata nel 2008 come parte delle Complications Poétiques, poi aggiornata nel 2024, la collezione che visualizza l’alternarsi del giorno e della notte sull’intero display si amplia con una nuova complicazione astronomica. La cassa di 42 mm in oro bianco ospita un disco in vetro avventurina di Murano (nero) che simula il cielo stellato, su cui si staglia il Sole in oro giallo guilloché, mentre un altro disco in madreperla bianca riporta le fasi di luna – anche su richiesta. Il modulo aggiuntivo del movimento automatico ha richiesto 4 anni di sviluppo. 159mila euro.

  • Lady Lucky Spring Butterfly: l’incanto primaverile di Van Cleef & Arpels

    Lady Lucky Spring Butterfly: l’incanto primaverile di Van Cleef & Arpels

    C’è una stagione in cui tutto sembra sospeso tra attesa e rinascita: la primavera, fragile e potente, capace di trasformare la natura in un racconto di nuove energie e silenziosa meraviglia. È proprio a questo periodo vibrante di colori che Van Cleef & Arpels ha dedicato nel 2021 la collezione di gioielleria Lucky Spring, che quest’anno si amplia con nuovi pezzi tra cui l’orologio Lady Lucky Spring Butterfly. Un esemplare che è come un dialogo sottile tra materia e immaginazione, tecnica e poesia, alta gioielleria e alta orologeria. È qui che l’intera colleziofinisce la propria identità. Come in un giardino appena sbocciato, coccinelle, fiori di pruno e boccioli di mughetto si intrecciano in composizioni delicate – mentre l’arrivo della farfalla, autentico emblema della Maison, introduce un movimento quasi impercettibile ma vitale.

    La farfalla: un simbolo di Van Cleef & Arpels

    La farfalla, emblema di leggerezza e trasformazione, attraversa la storia di Van Cleef & Arpels dalla fondazione – è proprio del 1906 la prima creazione a tema – ed è rimasta onnipresente nelle collezioni della Maison. Dalle spille Papillon degli anni Quaranta ai sautoir degli anni Sessanta, fino ai quadranti degli orologi degli ultimi vent’anni, la farfalla incarna l’idea di natura lussureggiante, di esuberanza gioiosa. Perfetta espressione della libertà creativa, diventa lo specchio di una femminilità mutevole ed eterea.

    Realistica o stilizzata, arricchita di gemme preziose o di pietre dure dai colori sgargianti, anche a contrasto, per decenni la farfalla è stata il motivo prediletto per le commissioni private, permettendo alla Maison di sperimentare volumi inediti e tecniche d’incassatura sempre più complesse. Come il Serti Mystérieux, l’incastonatura invisibile brevettata nel 1933, che conferisce alle ali riflessi cangianti, effetto seta. Oggi, nella collezione Lucky Spring, la farfalla entra a far parte di un più vasto ecosistema di simboli portafortuna.

    Lady Lucky Spring Butterfly: il tempo diventa racconto

    Il cuore della collezione è l’orologio Lady Lucky Spring Butterfly, dove il tempo si trasforma in narrazione e il racconto prende forma. La cassa da 33 mm in oro giallo racchiude un frame naturalistico composto da tre fiori di pruno in madreperla bianca su più livelli, che creano un rilievo non solo tridimensionale ma realmente scultoreo. Rami in oro lucido e foglie finemente martellate catturano la luce, mentre lo sfondo in madreperla guilloché blu intenso amplifica la profondità visiva.

    A ore 10 circa, un bocciolo di mughetto, contornato da un sottile bordo perlato, rivela un disco di madreperla bianca che riporta l’indicazione delle ore. Nella parte destra del quadrante, invece, i minuti sono indicati da una farfalla smaltata nei toni del blu, che avanza lentamente con le ali spiegate, come sospinta da una brezza invisibile, fino a incontrare un’altra farfalla identica ma con le ali socchiuse. Una volta raggiunta la sua partner, allo scoccare dell’ora, la farfalla torna rapida al punto di partenza, per poi ricominciare il suo percorso.

    Complicazioni e Métiers d’Art

    Il Lady Lucky Spring Butterfly è dunque un esemplare riconducibile alle celebri Complications Poétiques®, esclusiva creazione di Van Cleef & Arpels, in cui il tempo non solo si legge ma si ammira. Animato da un movimento meccanico a carica automatica arricchito da un modulo della complicazione, l’orologio fornisce infatti l’indicazione saltante delle ore nella finestrella a mughetto, mentre lo scorrere dei minuti è riportato appunto per mezzo dell’indice retrogrado a forma di farfalla. Un moto ipnotico che trasforma la misurazione del tempo in una poetica coreografia.

    Alla complessità meccanica fanno da contraltare i mestieri d’arte concentrati sul quadrante: incisione, micro-scultura, intarsio di madreperla, pittura in miniatura – oltre a guillochage, smaltatura e incastonatura… I diamanti taglio rotondo (326 pietre, per un totale di ben 4.65 carati) illuminano infatti l’intera cassa, indici e corona compresi, restituendo una luce delicata, come il primo sole di primavera. Anche il fondello racconta una storia: inciso con motivi vegetali nella parte in oro e decorato con fiori in smalto sul vetro zaffiro, lascia intravvedere la massa oscillante guilloché, a sua volta impreziosita da una farfalla dipinta con la tecnica della miniatura.

    Ancora qualche informazione sul Lady Lucky Spring Butterfly

    Per concludere va detto che il Lady Lucky Spring Butterfly si allaccia al polso con un cinturino blu, in pelle di alligatore lucida dalle grandi scaglie quadrate, completato da una fibbia ad ardiglione e dotato di un sistema di intercambiabilità che ne permette la rapida sostituzione. L’orologio, con questo allestimento, ha un prezzo al pubblico di 104mila euro. Ma esiste anche in una versione di alta gioielleria, con il bracciale in oro giallo interamente tempestato di diamanti. Comunque sia, è importante sottolineare che ogni esemplare è assemblato negli Atelier di Orologeria di Van Cleef & Arpels a Ginevra, dove prende forma una doppia eccellenza, meccanica e artistica. Perché il Lady Lucky Spring Butterfly, in fondo, è proprio questo: una perfetta sintesi del savoir-faire della Casa.


  • Cadenas di Van Cleef & Arpels: 90 anni di seduzione al polso

    Cadenas di Van Cleef & Arpels: 90 anni di seduzione al polso

    Nel 2025 ricorrono i 90 anni dalla creazione. Ma, a dispetto della più che onorevole età, il Cadenas rimane un’intramontabile icona di stile. Ancora oggi è infatti un oggetto del desiderio che la dice tutta sulla proverbiale maestria dei creativi Van Cleef & Arpels di “leggere” nel profondo i dettami di gusto delle varie epoche. Lanciato nel 1935 come emblema di esclusiva e discreta raffinatezza, nel tempo è stato declinato con materiali e varianti cromatiche diverse.

    Molto del suo fascino lo deve alla forma particolarissima, contraddistinta da un’ansa splendente che lo ha fatto subito paragonare a un lucchetto prezioso, simbolo misterioso di amor cortese o di sublime esclusività. La prima, storica versione apparve in oro giallo: intorno all’ansa si inseriva il fermaglio di una doppia catena a maglia serpentina, che carezzava il polso muliebre con una vestibilità dolce e morbida. Tutte caratteristiche immutate nel corso degli anni.

    Da capolavoro surrealista a status symbol signorile

    La forma, di per sé comune, prendeva ispirazione dalla filosofia dadaista di Marcel Duchamp che, avendo lanciato i celebri ready-made, annunciava la desacralizzazione dell’arte attraverso oggetti comuni traslati dalla loro funzione ed elevati ad artefatti artistici. Ma le fattezze del Cadenas – inizialmente chiamato staple, graffetta – avevano anche un significato meno poetico ma non meno importante. Quello di soddisfare le esigenze di massima discrezione nel leggere l’ora per le signore dell’epoca.

    Oggi, ça vas sans dire, questo imperativo fortunatamente è svanito, ma prima della Guerra alle dame del bel mondo non era concesso il lusso di leggere l’ora apertamente. Correvano il rischio del peggiore guaio possibile: il cattivo gusto. L’orologio-bracciale fu quindi una brillante ed elegante soluzione per controllare lo scorrere del tempo ostentando di non curarsene affatto! E il Cadenas permetteva loro “di
    guardare l’ora in modo furtivo”, come dichiarava una pubblicità del 1936.

    Con o senza pietre

    Dal 1936 il Cadenas è stato ulteriormente ingentilito con le pietre preziose: le prime furono una fila di zaffiri o rubini taglio calibré a far risaltare la parte superiore della cassa e il verso del fermaglio. A partire dal 1938, ancora, conobbe l’incastonatura di diamanti e, dal 1943, di smeraldi. Non ci sono limiti pur di soddisfare il desiderio di vedere questo capolavoro tempestato dalle migliori gemme del mondo.

    Mirabile dictu ma il Cadenas, sempre per la forma particolare, divenne anche un orologio amato dai gentlemen più intrepidi. Già nel 1935 apparve una versione da uomo con la cassa in oro giallo su un cinturino di cuoio, nella quale il quadrante poligonale orientato di 45° permetteva, quando ci si trovava alla guida, di leggere l’orario senza spostare la mano dal volante. Ne possedeva uno anche il Duca di Windsor, che lo acquistò nel 1938. Lo testimoniano gli archivi parigini della Maison.

    Il nuovo Cadenas: oro bianco e diamanti

    Fedele all’estetica originaria, Van Cleef & Arpels quest’anno ha dato al Cadenas una nuova veste preziosa. Interamente in oro giallo, abbina alla cassa con pavé di diamanti incastonati a neve una fila di zaffiri taglio princess e il bracciale a serpentina. Il luminoso accostamento cromatico è ripreso sul fermaglio, a sua volta decorato da una linea di zaffiri taglio carré per poi “soccombere” allo splendore dei diamanti che trionfano, illuminandolo, nel quadrante in oro bianco.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/05/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 19/05/2025

    Cinema, haute cousine e auto d’epoca. Boutique monomarca, campagne pubblicitarie e mostre-mercato. Spaziano tra mondi e ambiti diversi – in Italia e all’estero – le notizie delle Cronache dell’orologeria di questa settimana. Che così raccontano le infinite e instancabili attività del marketing nell’industria delle lancette. Buona lettura.

    Amata Umbria

    Si è tenuta lo scorso weekend la Coppa della Perugina, dedicata alle auto d’epoca costruite fino al 1965. Erede della corsa voluta un secolo fa da Giovanni Buitoni, l’edizione 2025 ha visto la partecipazione di oltre 110 equipaggi internazionali. E si è snodata fra il Lago Trasimeno, Gualdo Tadino, la Valsorda, Città della Pieve e naturalmente Perugia. Ancora una volta, Main sponsor e Official timekeeper della manifestazione è stato Eberhard & Co. Che ha premiato con i propri cronografi i vincitori: Portoghese-Rubinie, primi nella classifica assoluta a bordo di una Fiat 103 P Berlina 1100 R del 1967; e Segale-Devoto, primi nella Rievocazione, su una Aston Martin Le Mans del ’33.

    Cronache dell’orologeria… cinematografica

    Danielle e Quentin Tarantino (foto Daniele Venturelli / WireImage courtesy Chopard).

    Consueta parata di stelle sul red carpet del 78° Cannes International Film Festival, che si tiene proprio in questi giorni. Ma per noi i riflettori sono puntati sulle celebrities che indossano gli orologi della Maison Chopard, Official partner dell’evento fin dal 1998 e creatrice della Palma d’Oro. Come Quentin Tarantino, Patrick Schwarzenegger, Robert Pattinson, o ancora William Abadie, Greg Tarzan Davies, Juno Mak, Louis Koo… Tutti con al polso un diverso esemplare della collezione L.U.C: con la cassa in oro “etico”, in platino o in Lucent Steel, il quadrante in smalto o in lacca ma sempre con calibri di manifattura. Perfetti per l’atmosfera glam-chic delle serate.

    Sempre a Cannes, anche quest’anno Chopard ha organizzato un dîner privé per selezionatissimi ospiti. Sul rooftop dell’Hôtel Martinez affacciato sulla Croisette, la Co-Presidente nonché Direttrice artistica Caroline Scheufele ha accolto un ristretto gruppo di amici, tra cui la Presidente della giuria Juliette Binoche, la modella Irina Shayk, l’attrice Amina Khalil. Tutti insieme hanno celebrato la collezione di orologi L’Heure du Diamant, che brillava letteralmente nelle teche. A firmare la cena placé lo chef Sylvestre Wahid (due stelle Michelin). Poi il live della cantautrice Sienna Spiro, seguito dal Dj set di Nathalie Duchêne, per tirar tardi…

    Sempre a proposito di grande schermo, ma lontano dai riflettori della Croisette… La “famiglia” di Omega si è allargata: e ha accolto Aaron Taylor-Johnson, anche fisicamente. Non appena è stato nominato ambasciatore, infatti, l’attore britannico è andato subito nel quartier generale della Marca, in quel di Biel/Bienne. Un bel colpo, per lui che è appassionato di orologi: paragonabile alla fama di Kick-Ass, al successo del “suo” John Lennon in Nowhere Boy o al Golden Globe che si è aggiudicato per il serial killer di Animali notturni. Tant’è che, durante la visita in manifattura, aveva già al polso uno Speedmaster First Omega in Space. È evidente che il ragazzo se ne intende…

    Cronache dell’orologeria… gastronomica

    Cyrus Genève ha un nuovo friend of the Brand: lo chef stellato Stefan Heilmann. Di origini tedesche, classe 1982, si è guadagnato le prime due stelle Michelin nel 2016 come capo chef del ristorante Ecco all’Hotel Atlantis di Zurigo. Poi di nuovo, altre due stelle come Executive Chef del lussuoso boutique hotel Widder, sempre a Zurigo, e l’anno successivo il titolo di Chef svizzero dell’anno da parte della guida indipendente Gault Millau. Nei piatti combina le tradizioni della cucina francese con sapori esotici, ispirati ai suoi viaggi. Che sia proprio per sottolineare la vocazione internazionale della sua cucina che si è messo al polso un Klepcys GMT Retrograde? Chissà…

    Tra fate e ballerine

    In Italia, questa primavera, gli appassionati di Van Cleef & Arpels hanno a disposizione due nuovi indirizzi per trovare le preziose creazioni della Maison. Prima di tutto la boutique monomarca di Firenze, inaugurata il 7 maggio scorso in un antico palazzo nella centralissima via de’ Tornabuoni. Dove oltretutto, fino alla fine di luglio, sarà possibile visitare la mostra Welcome to Van Cleef & Arpels’ world, che riunisce una selezione di pezzi storici provenienti dalla raccolta parigina. E poi il temporary store di Capri, aperto in via Camerelle fino al 31 ottobre prossimo. Accanto ai monomarca di Milano e Roma, altri due spazi in cui immergersi nel mondo incantato della Maison…

    Kermesse al Castello

    La location merita, già di suo. Perché è uno dei luoghi più fascinosi e magici della Lombardia: un antico maniero, immerso nella campagna e circondato dall’originario fossato (con tanto di fantasma, la Dama Bianca). Se poi ci aggiungete che farà da cornice a un evento imperdibile, capite perché domenica 25 maggio sarà tassativo andare al Castello di Padernello (Borgo San Giacomo, Bs). Dove più di 50 espositori selezionati si riuniranno per Orologiko Mania: l’occasione perfetta per vedere, scambiare o acquistare orologi di tutti i generi – da polso, da tasca, pendole grandi e piccole. Ingresso libero, dalle 11 (le 10 per i soci) alle 18. Una festa per tutti gli appassionati.

    La Forza sia con voi

    Sarà lanciata il 21 maggio la nuova campagna di comunicazione di Breil. Composta da un video e una serie di immagini, sintetizza i valori e l’identità del Marchio milanese attraverso il payoff We are made of Steel – in riferimento al principale materiale con cui sono fatti i gioielli e gli orologi in catalogo. “Una celebrazione della forza condivisa, dell’autenticità e del coraggio di affermarsi, insieme”, spiega il comunicato ufficiale. Con la regia di Laura Days e la fotografia di Matteo Strocchia, la campagna è stata realizzata dall’agenzia Kiwi, Part of Uniting Group. E seguirà un’imponente pianificazione, soprattutto digitale e social. Impossibile non vederla…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Bangle watch, l’ultima tendenza degli orologi-gioiello

    Bangle watch, l’ultima tendenza degli orologi-gioiello

    Non si deve essere esperte di moda per conoscerli. I bangle sono un classico della gioielleria: bracciali rigidi di vario spessore, dai cerchi più sottili – da indossare in quantità sullo stesso polso – a quelli più voluminosi, tipo polsino (senza esagerare, alrimenti sono chiamati manchette). Realizzati in tutti i tipi di materiali, risultano particolarmente d’effetto se forgiati in metalli nobili, magari arricchiti di pietre preziose. Di recente però sono stati adottati anche dal mondo delle lancette e sono diventati la tendenza del momento per gli orologi-gioiello. Se n’è avuto conferma a Ginevra, all’ultima edizione di Watches and Wonders, dove diverse case hanno presentato i bangle watch di nuova generazione.

    Bangle watch a spasso nel tempo

    Di nuova generazione, sì, perché i bangle watch hanno in effetti una lunga storia alle spalle. I primi esemplari risalgono agli anni Trenta e Quaranta del Novecento, ed erano prodotti soprattutto dalle marche a vocazione joaillière. Erano per esempio orologi “a segreto” dal tema naturalistico con corolle di fiori che nascondevano il quadrante, oppure modelli dalle forme geometriche, anche montati su bracciali Tubogas. A volte si trattava di contrarié dotati di cerniera, altri di polsiere aperte, abbastanza elastiche da poter essere facilmente indossate. Tutti però erano realizzati in oro giallo con diamanti e gemme di colore, sempre alimentati da piccoli calibri meccanici a carica manuale.

    Più tardi, esattamente nel 1969, la designer svedese Vivianna Torun Bülow-Hübe firma per George Jensen il Vivianna, un esemplare diventato un’autentica icona del minimalismo scandinavo e da allora rimasto in catalogo. Per restare in tema di design, negli anni Duemila furono soprattutto i marchi fashion a produrre i bangle watch. Che diventano quindi più semplici: fatti in acciaio Pvd oro, di solito hanno piccole casse rotonde o quadrate, bracciali sottili con chiusure a scomparsa, e sono animati esclusivamente da movimenti al quarzo. Poche le eccezioni: qualche pezzo di Calvin Klein, dalla ricerca formale più elaborata, o il Gucci Twirl, la cui cassa integrata nell’alto bracciale rigido ruota su sé stessa di 180° per diventare semplice elemento decorativo.

    I bangle watch dalle forme animali…

    Ai giorni nostri, i bangle watch sono tornati a essere preziosi esemplari-gioiello, come agli esordi. E come allora hanno varie ispirazioni e forme diverse, fantasiose. A soggetto animalier, per esempio, sono i nuovi Panthère Bangle di Cartier, che affondano le radici nel passato della Maison: sia per la forma Toi & Moi (come si chiamano oggi i contrarié), sia per la presenza tridimensionale del felino prediletto dalla Casa, la Pantera, ritratta in posa plastica quasi fosse pronta a spiccare un balzo. Due le versioni: in oro giallo e lacca nera, oppure in oro bianco tempestato di diamanti e onice. Ambedue ovviamente con il movimento al quarzo, Swiss made, come in tutti gli esemplari oggetto di queste righe.

    A proposito di animali feticcio, anche Bvlgari riprende i tipici Serpenti: reinterpretati in chiave bangle watch, però, appaiono trasformati in modo del tutto nuovo. Negli inediti Serpenti Aeterna, infatti, il tratto grafico di Fabrizio Buonamassa Stigliani restituisce un orologio modernissimo, dalle linee essenziali e dalla silhouette semplice e pulita, a contrasto con i carati di diamanti che lo rendono super-prezioso. Qui il rettile perde qualsiasi connotazione realistica per diventare pura forma geometrica, con la testa e la coda a punta, il quadrante triangolare e le piccole lancette a gladio. Anche in questo caso esistono due versioni, entrambe full pavé e incastonate a neve, in oro bianco oppure in oro rosa. Ma l’esemplare si presta a infinite declinazioni: scommettiamo che lo vedremo presto con altre gemme?

    … o ispirati a oggetti reali: passamanerie…

    Altra assoluta novità, esposta come le precedenti al Salone di Ginevra dello scorso aprile, è il Première Galon di Chanel, che ben illustra la capacità dei bangle watch di prendere ispirazione dagli oggetti reali. In questo caso la treccia (galon, appunto, in francese, o cordoncino spighetta che dir si voglia): un tipo di passamaneria usata nelle sartorie come decorazione o come rifinitura di bordi e orli, utilizzata anche da Mademoiselle Coco nelle celeberrime Little Black Jacket. Ed è logico, vista la predisposizione dell’orologeria della Maison a prendere spunto dal lavoro e dalla personalità della grande couturière.

    Versione inedita del primo esemplare dell’orologeria Chanel, lanciato nel 1987 e oggi declinato in una ricca collezione, il Première Galon vede la caratteristica cassa ottagonale al centro di un semplice anello d’oro dai rilievi arrotondati. Tre le referenze, tutte in oro giallo: quella più basic ha solo il quadrante laccato nero ed è priva di diamanti, che appaiono invece in un crescendo di caratura nelle altre due. Un modello ha infatti la lunetta incastonata da brillanti, presenti anche parzialmente sul bracciale. Quello più prezioso ha invece il quadrante full pavé e tutte le maglie in rilievo tempestate di pietre.

    … gocce e piume…

    Ha invece la forma di una goccia il Joséphine Aigrette di Chaumet. Che prende nome – come tutta la collezione cui appartiene – dalla più celebre cliente della Maison, quella Joséphine de Beauharnais che fu Imperatrice dei Francesi per aver sposato Napoleone Bonaparte. E che amava in modo particolare proprio il taglio a goccia (poire, a pera, dicono i francesi). Anche in questo caso, quindi, si tratta di un omaggio al passato della Maison, cui del resto fanno riferimento sia la citazione degli omonimi en-tête in voga fin dalla fine dell’Ottocento, sia le piume di Egretta Garzetta, ornamento dei più celebri diademi creati dal Gioielliere parigino. Uno per tutti, il Mary Stuart del 1910.

    Il Joséphine Aigrette di Chaumet, in collezione fin dal 2021 e tuttora un bestseller della Casa, ha la cassa “di forma” montata a un’estremità del bracciale rigido aperto. Ed è declinato in tre varianti, una in oro rosa e le altre due in acciaio. Tutte però hanno la lunetta tempestata di diamanti dalle dimensioni in dégradé, e il bracciale dai link a V con la parte terminale sempre profilata di diamanti. Sul quadrante argenté soleil (oppure blu, in una versione in acciaio), spicca a ore 12 un indice a goccia composto da un altro diamante.

    Pure astrazioni

    Ma l’elenco dei bangle watch contemporanei sarebbe incompleto senza la citazione del Perlée Toi & Moi di Van Cleef & Arpels. Presentato alla fine del 2023, prende spunto dalle piccole boule che fanno parte dell’heritage della Casa, proprio come il genere degli orologi “a segreto” cui appartiene. Qui il sottile bracciale rigido in oro rosa o giallo è composto interamente dal motivo perlé, allineato su cinque file, e termina con due grandi semisfere di diverse dimensioni. Quella più grande nasconde l’orologio: ma basta ruotare il cabochon di 90° per rivelare il quadrante in madreperla, circondato dalla lunetta con diamanti.

    Quattro le versioni: con cabochon di corniola e pietersite nera; con cabochon di turchese e diamanti taglio brillante; con cabochon di lapislazzuli e diamanti; o solo con diamanti taglio brillante, naturalmente ad alta caratura. Infine, meritano almeno un cenno due ultimi bangle watch firmati ancora da Van Cleef & Arpels e da Cartier, che evidentemente sono affezionati a questa tipologia di orologio-gioiello. Il primo è il Frivole Secrète, il secondo il Baignore, che il prossimo autunno uscirà in versione mini. Rispettivamente a forma di bouquet di fiori e di… vasca da bagno. Andate a rileggere le loro storie, ne vale la pena.

  • L’orologio Sweet Alhambra, torna l’amuleto di Van Cleef & Arpels

    L’orologio Sweet Alhambra, torna l’amuleto di Van Cleef & Arpels

    Portafortuna preziosi e, al tempo stesso, discreti, da indossare, ammirare e far risplendere. Van Cleef & Arpels arricchisce ancora la “fortunata” (a tutto tondo) collezione Alhambra, contraddistinta dalla forma del quadrifoglio, con minuziose creazioni di gioielleria artigianale che includono anche la misura del tempo. Con il nuovo orologio Sweet Alhambra, l’agata blu e l’oro giallo a motivo guilloché entrano come protagonisti nella linea che – da quando è nata, sul finire dei Sixties – non ha mai smesso di evolversi.

    La fortuna secondo Van Cleef & Arpels

    Il nome rimanda subito alla “cittadella rossa” di Granada, in Andalusia, evocata forse nelle forme arrotondate che ricordano le decorazioni moresche. Ma il significato più profondo è proprio quello di un intramontabile amuleto porte bonheur. Tenendo sempre fede a un gusto rétro, decisamente raffinato, e strizzando l’occhio a una filosofia di vita ben precisa, sintetizzata dalle parole di Jacques Arpels: “Per essere fortunato, devi credere alla fortuna”. Parola di chi sicuramente ci ha sempre creduto. E il rampollo della dinastia di gioiellieri, diventato negli anni Trenta Amministratore delegato della Maison, ne aveva ben donde. Si racconta fra l’altro che spesso raccogliesse quadrifogli dal suo giardino a Germigny-l’Evêque per regalarli al suo staff insieme a una copia della poesia Don’t Quit di Edgar Albert Guest, come invito a conservare sempre la speranza. Va da sé l’idea dei gioielli portafortuna.

    Jacques è il nipote di quella Estelle che con il matrimonio con Alfred Van Cleef diede vita alla Maison parigina. Una storia d’amore tra un uomo e una donna, così come tra le pietre preziose (di cui il padre di Estelle era commerciante) e l’oro (Alfred era figlio di un artigiano orafo e broker di diamanti). Tra le creature più floride della loro discendenza c’è proprio la collezione Alhambra®, lanciata nel 1968 con il caratteristico motivo del quadrifoglio, rimasto nei decenni una vera e propria icona di fortuna, contesa (anche) tra star e nobildonne. Da François Hardy a Romy Schneider, da Grace Kelly a Charlene di Monaco, fino alle Royal Windsor (la regina Camilla e la principessa Cate in primis), dive e divine di ieri e di oggi si mostrano al pubblico di frequente con le creazioni Alhambra, portate con disinvoltura in parure.

    Il tempo dell’Alhambra

    In realtà non sappiamo quanta fortuna sia arrivata a chi ha indossato secret watch o pendenti quadrilobati. Possiamo solo immaginarlo. Intanto, è certo che la collezione ha rinnovato il modo in cui le signore indossano l’orologio, nonché quello in cui guardano l’ora. Un rinnovamento che, come spesso capita, parte dal passato. In questo caso, rievoca il tempo in cui gli orologi non si addicevano alle mise femminili. Gli storici hanno spiegato che lo stesso gesto di guardare l’ora era considerato di cattivo gusto. Per questo, le lancette venivano nascoste all’interno di oggetti preziosi, che tutto sembravano fuorché orologi. Da lì la moda dei secret watch, sempre perpetuata nel tempo dalla Casa parigina in una serie di varianti.

    Ma non c’è limite alla fantasia, e nemmeno alla maestria. Infatti, dopo le numerose edizioni di esemplari a segreto anche in forma di sautoir (collane con pendenti, che custodiscono orologi), quest’anno è tornato il classico orologio Sweet Alhambra, un esemplare-gioiello dell’omonima collezione lanciata nel 2019. Una sequenza ininterrotta di quadrifogli in agata blu e in oro giallo guilloché, alternati, al centro dei quali un elemento poco più grande ospita le lancette, animate da un lillipuziano movimento elettronico. Una doppia file di perline che incornicia il quadrifoglio richiama i codici estetici della collezione Perlé e sottolinea il savoir-faire della Maison, che assembla e regola a mano ogni singolo componente dei suoi preziosi. Quindici, per l’esattezza, i passaggi che gli artigiani fanno per la realizzazione di ciascun orologio-gioiello della collezione, a partire dalla selezione delle pietre grezze.

    Sweet Alhambra e Vintage Alhambra

    In particolare l’agata blu, apparsa per la prima volta nella collezione Alhambra nel 1989, una varietà di calcedonio traslucido. Il colore intenso, la durezza 7 nella scala di Mohs e la naturale luminosità la rendono perfetta per essere intagliata, scolpita e lucidata, anche se la struttura microcristallina richiede capacità e competenze. Le lievi differenze cromatiche fra i diversi pezzi sono armoniosamente composte in successione dai maestri artigiani di Van Cleef & Arpels, che se ne servono per dare personalità e unicità a ciascun gioiello. Mentre la lavorazione guilloché appartiene alla grande orologeria di tradizione: la Maison la utilizza nei suoi esemplari fin dagli anni Dieci del secolo scorso, e poi dagli anni Trenta la applica anche ai vanity case e agli altri accessori tipicamente femminili: portacipria, minaudière, nécessaire… In tempi più recenti, esattamente nel 2018, entra a far parte della linea Alhambra.

    Ma l’orologio Sweet Alhambra non è l’unica novità a interpretare l’audace accostamento materico. Lo si ritrova anche nell’anello reversibile Vintage Alhambra, presentato nel 2023 e quest’anno declinato in una nuova versione. Basta un gesto per far ruotare il corpo dell’anello su se stesso e mostrare da un lato l’agata blu e dall’altro il guillochage impreziosito da un diamante. Del resto, materiali, funzionalità e dimensioni non hanno mai smesso di dare dinamismo alla collezione Alhambra. Forse è questo il segreto della longevità e del successo della famiglia di gioielli. Allora, che scegliate l’anello reversibile Vintage Alhambra, l’orologio Sweet Alhambra, il pendente o la coppia di orecchini coordinati, poco importa. Questo “dolce” regalo (alla vostra lei, o a voi stesse) porterà un’intramontabile allure sofisticata e – chissà – un briciolo di fortuna. Che non guasta mai.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 2/12/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 2/12/2024

    Notizie brevi in tema di corporate. Le Cronache dell’orologeria di questa settimana spaziano dalle sponsorizzazioni artistiche alle partership sportive, dalle inaugurazioni di boutique alle nomine di nuovi manager, dalle curiosità riguardo ai testimonial agli appuntamenti fieristici. Buona lettura.

    Cronache dell’orologeria… artistica

    Foto Brett Beyer courtesy Richard Mille

    Nuovo excursus nel mondo dell’arte di Richard Mille, che ora è a fianco del MoMA di New York. Già attivo in molte collaborazioni con le istituzioni più prestigiose a livello globale, dal Palais Tokyo di Parigi al Louvre Abu Dhabi (tanto per citarne un paio), il Brand ha siglato di recente questa partnership pluriennale che lo vedrà impegnato a sostenere i programmi e gli eventi del tempio dell’avanguardia artistica, in particolare nelle gallerie del 2° piano. A cominciare dall’attesissimo ritorno di The Clock, monumentale opera di Christian Marclay. Ne riparleremo.

    Shopping sull’Isola…

    Di recente Breitling ha aperto una nuova boutique a Malta, la prima sull’Isola. Il flagship store – uno spazio di 70 metri quadri a St. Julian, all’interno delle Mercury Towers – è gestito con il partner Edwards Lowell. All’inaugurazione il nuovo Direttore Retail del Brand Jacopo Caspani ha accolto i top client, la stampa locale e ospiti illustri. Che, oltre a provare gli esemplari delle collezioni attuali, hanno potuto vedere alcuni pezzi storici provenienti dal Museo Breitling e partecipare al workshop di un maestro orologiaio.

    … e sulla terraferma

    Nuove vetrine anche per Rocca. A Reggio Calabria, la neonata boutique si trova in un palazzo storico al civico 365/371 del centralissimo corso Giuseppe Garibaldi. E copre uno spazio di 250 metri quadrati organizzati su due piani, con ampie aree espositive non solo per i gioielli e gli orologi più rinomati, ma anche per le creazioni in vetro di Venini. L’importante apertura è frutto della collaborazione fra il Gruppo Damiani e Scintille, nota azienda di gioielleria che fa capo alla famiglia Mazzuca, sfociata lo scorso anno in una strategica società.

    A volte ritornano

    Altro giro di poltrone da Richemont Group. Che ha richiamato l’attuale Direttore operativo Jérôme Lambert (nella foto) come Ceo di Jaeger-LeCoultre, ruolo che aveva già svolto con successo in passato, per oltre un decennio. Jérôme prende così il posto di Catherine Rénier, che è stata nominata Ad di Van Cleef & Arpels. Ai vertici di Vacheron Constantin è salito invece Laurent Perves, che subentra a Louis Ferla, chiamato lo scorso settembre a dirigere Cartier. I nuovi incarichi saranno attivi dal 1° gennaio prossimo. A tutti, buon lavoro.

    Su e giù dalle dune

    Tudor è diventato cronometrista ufficiale del Rally Dakar. La massacrante gara, prevista dal 3 al 17 gennaio 2025 in Arabia Saudita – da Bisha a Shubaytah, passando per Alula e Riyad -, si snoda lungo un percorso di 7700 chilometri che attraversa il deserto di Rub al-Khali, il Quarto Vuoto. E vedrà la Maison svizzera impegnata soprattutto nelle prove speciali, come la 48H Chrono e la Marathon Stage. L’orologio ufficiale? Il Ranger. Non proprio una novità, ma comunque il più adatto ad affrontare le condizioni estreme dell’evento.

    Cavaliere fra le nuvole

    Dal “volante” di una monoposto ai comandi di un jet. Lewis Hamilton ha vissuto una giornata indimenticabile: ha sperimentato l’addestramento al volo utilizzato per la preparazione degli astronauti delle missioni spaziali private Inspiration 4 e Polaris Dawn. L’esperienza, unica e irripetibile, gli è stata offerta da IWC e dal Programma Polaris: e lui, per quanto si vede nel video girato per l’occasione, sembra essersi divertito come un pazzo. Di sicuro il sette volte campione del mondo di F1 ha dimostrato di saper guidare qualsiasi mezzo…

    Al polso di Alfie

    Diventato ambasciatore degli orologi di Tommy Hilfiger lo scorso autunno, Lucien Laviscount ora presta il volto – e il polso – al cronografo TH85 nella nuova campagna del Marchio. Lo spot tv, di 15 secondi, andrà in onda su Netflix dal 2 al 22 dicembre; poi sarà veicolato anche sui canali social di Meta, Tik Tok, Pinterest, e negli spazi pubblicitari dei luoghi pubblici, mentre i frame saranno pubblicati sulla stampa. Del resto, l’attore noto per Emily in Paris, diventato l’idolo delle teen (e non solo), online ormai è una star…

    Cronache dell’orologeria… in fiera

    Italian Exhibition Group ha annunciato le date della prossima edizione di VO Vintage, all’interno di Vicenzaoro: dal 17 al 20 gennaio 2025. Giunto ormai alla 6a edizione, l’evento dedicato agli orologi (e ai gioielli) d’epoca riunirà nel foyer della fiera di Vicenza una quarantina fra i più importanti dealer italiani e internazionali. Oltre ai consueti dibattiti e tavole rotonde, una mostra monografica su Panerai – organizzata con Stefano Mazzariol – farà da sfondo a un incontro con Giovanni Ceppi e Mario Paci. Da vedere.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/06/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 03/06/2024

    Orologi in mostra, sponsorizzazioni sportive, anniversari, nuove campagne e inedite collaborazioni. Le Cronache dell’orologeria di oggi riuniscono le notizie delle ultime settimane e illustrano un “fritto misto” ricco e gustoso. Che rivela quanto, in questo periodo, i brand siano impegnati in una serie di attività diverse, seguite da un pubblico altrettanto diverso, per interessi, età, cultura e – perché no? – disponibilità economiche. Attività frenetiche, comunque risultato di un marketing instancabile – che se ne inventa sempre una… Buona lettura!

    Artigianato d’arte

    La mostra Rare Handcraft di Patek Philippe sbarca a Londra. Dal 7 al 16 giugno, al primo piano di Bond Street House – in Clifford Street 14, non lontano dai Patek Philippe Salons -, saranno esposti gli 80 esemplari della collezione di mestieri d’arte prodotta per questo 2024 dalla Manifattura ginevrina. Oltre agli orologi (in senso lato: da tasca, da polso, pendulette) in vetrina, si potrà ammirare anche il lavoro degli artigiani, chini sui loro microscopi digitali: un mix di abilità manuali, talento artistico e tecnica sopraffina. Da vedere (info qui).

    Mondi incantati

    Sempre a Londra – fino al 9 giugno, al 4 di Cromwell Place, South Kensington -, Van Cleef & Arpels organizza la mostra The Poetry of Time. Un’esposizione interattiva che permette al pubblico di immergersi in un mondo fatato, quasi onirico, attraverso gli straordinari orologi da polso e da tavolo della Maison parigina. Esemplari capaci di raccontare storie: dalle infinite ispirazioni (il cosmo, la Natura, la danza, le favole come i miti classici), e messe in scena con automi, métiers d’art e complicazioni poetiche.

    Dal Giappone con furore

    All’inizio del nuovo Millennio, François-Paul Journe è stato il primo orologiaio a vedere il Giappone come punto di partenza per l’espansione mondiale del proprio Brand. Ha quindi aperto una filiale e uno spazio monomarca ad Aoyama, nel centro di Tokyo. A distanza di 20 anni, quella boutique nel quartiere di Omotesandō, posta all’interno dell’architettura La collezione di Tadao Ando, è stata celebrata con un evento internazionale. E con il Chronographe FB, un esclusivo cronografo fly-back realizzato in 200 esemplari. Solo per pochi.

    Time goes by?

    Si sa: Nicholas Hoult ha incrociato per la prima volta la propria strada con quella di Jaeger-LeCoultre al Festival di Venezia 2015. E da allora ha prestato innumerevoli volte il volto e il polso alle creazioni della Grande Maison. Non stupisce quindi vederlo interpretare anche la nuova collezione Polaris. Stupisce però la nuova campagna, Always up with the Time, girata in studio, in cui l’attore britannico guida una Gt d’epoca o utilizza un Riva. A vederlo, sembrerebbe proprio che per lui il tempo non passi mai…

    Cronache dell’orologeria… marina – 1

    Un maxi trimarano di 32 metri, l’Idec Sport, che ha vinto tre volte la Route du Rhum. Un equipaggio tutto al femminile. E l’obiettivo di battere l’attuale record mondiale di velocità del Trofeo Jules Verne. È il progetto ambizioso di Alexia Barrier – velista di fama internazionale, dalla lunga esperienza e dal nutrito palmarès (18 traversate transatlantiche, cinque in solitaria, nonché l’arrivo alla Vendée Globe 2020). Chiamato, non a caso, The Famous Project, ora vede salire a bordo Richard Mille. Un sostegno non da poco…

    Cronache dell’orologeria… marina – 2

    Nel weekend appena trascorso, le acque della Romagna hanno assistito al ritorno, dopo 14 anni di assenza, della 24 Ore di San Marino, la regata organizzata dallo Yachting Club San Marino con il sostegno di Oris e di Ciacci. Un’onda di emozioni e adrenalina che ha visto le barche danzare per 12 miglia fra Rimini e Riccione. Il premio per i vincitori? Un Oris Aquis Date Calibre 400, un subacqueo professionale con movimento di manifattura e 5 giorni di autonomia. Vela e Swiss glamour nell’Adriatico che fa tendenza! Fabio Parri

    All’autódromo e dintorni

    Cuervo y Sobrinos ha rinnovato la partnership con l’Iberian Historic Endurance, l’ormai tradizionale torneo per auto classiche che si tiene fra Spagna e Portogallo (ma con una tappa anche in Belgio). Del resto, che il Marchio sia legato alle vetture d’epoca è risaputo. La novità sta nel fatto che offrirà a ogni vincitore della categoria “Indice di Performance” un esemplare di Historiador Asturias dedicato. In attesa del nuovo Historiador Estoril Cronógrafo che sarà presentato in occasione dell’Estoril Classics, in ottobre. Curiosi?

    Summer Time

    Superga x Morellato. È l’inedita collaborazione sottoscritta dal Brand veneto e dalla Marca torinese, e annunciata a giochi fatti, quando ormai la capsule collection era pronta. Ne fanno parte esemplari colorati e leggeri, proprio come le scarpe cult degli anni ’80: orologi e gioielli che rimandano al mondo delle sneaker, in particolare nel motivo geometrico dell’intersuola in gomma vulcanizzata tipico della 2750 (nata nel 1926 ma di moda soprattutto all’epoca dei paninari). Perfetti per l’estate e accessibili a tutte le tasche, sono già in vendita…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Gli spazi espositivi di W&W 2024, scenografie d’effetto

    Gli spazi espositivi di W&W 2024, scenografie d’effetto

    Gli habitué del Salone di Ginevra se ne saranno accorti. Rispetto al Sihh di una volta, gli spazi espositivi di W&W (leggi Watches and Wonders Geneva, troppo lungo da ripetere ogni volta) sono molto cambiati. In passato l’ambiente era uniforme: ogni maison si limitava a personalizzare gli interni della propria area, ma dall’esterno non si vedeva granché. Oggi chi gira per i corridoi della Fiera si imbatte in spazi scenografici, che non solo esprimono lo stile e i valori della casa ma sono anche a tema con le novità dell’anno.

    A Ginevra come a Basilea

    Tutto è cambiato dopo la diaspora da Basilea. Quando le marche che esponevano a Baselworld sono arrivate a Ginevra, hanno trasferito al Palexpo le loro mega-strutture. “Casette” su più piani, enormi superfici suddivise fra grandi atri e salette private, allestimenti che mutavano di anno in anno. Talvolta con decorazioni esagerate: macroscopici acquari tropicali, aerei in sospensione, auto d’epoca parcheggiate e monoposto di F1 letteralmente appese alle pareti…

    La maestosità, tra l’altro, è sempre stata un tratto comune anche a chi ha sempre mantenuto un profilo più sobrio. Pensiamo in particolare alle grandi costruzioni di Patek Philippe, Rolex, Chopard, Chanel. Queste stesse Case hanno ricreato negli hangar vicino all’aeroporto di Geneve-Cointrin lo stesso contesto che c’era a pianterreno della Halle 1 di Messe platz. A tal punto che a W&W il déjà-vu può provocare episodi di spaesamento…  

    Visto l’andazzo generale, le marche di Richemont Group & Co. si sono adeguate. Alcune del resto erano già propense a spettacolarizzare il proprio stand, con tanto di inaugurazione ufficiale a inviti, per un pubblico di fan e aficionados. Così, gli spazi espositivi di W&W si sono evoluti. E a ogni edizione acquistano un aspetto sempre nuovo, in cui gli arredi e i decori sono sempre funzionali al tema delle nuove collezioni.

    Chiaramente ci riferiamo alle due grandi aree principali. Il discorso non include né gli spazi del Carré des Horlogers, né quelli de La Place e del nuovo Mezzanino: personalizzati sì, ma più piccoli e meno sfarzosi. Per entrare nel dettaglio, parto proprio dalla zona in cui esponevano le marche del Gruppo Richemont e le altre che sono sempre state storicamente presenti a Ginevra. Con la premessa che non passeremo in rassegna tutti gli stand, ma solo quelli che ci hanno più colpito.

    Gli spazi espositivi di W&W 2024: da Richemont Group…

    A cominciare da Van Cleef & Arpels, la cui scenografia aveva un’ispirazione naturalistica, in linea con la Poesia del Tempo che sottende l’intera produzione della Maison. Ovunque una vegetazione lussureggiante fatta di foglie di dimensioni macro, in vetro di Murano e metallo, sotto un gioco di luci che cambiava la luminosità diffusa, quasi a riprodurre i ritmi circadiani. Due stanze in particolare – dai colori caldi o freddi – evocavano il Sole e la Luna, mentre grandi vetrine interne ospitavano gli straordinari oggetti con automa. Un’attrazione a sé, che – quando attivata – dava vita a uno spettacolo nello spettacolo.

    Invece il padiglione di IWC era ispirato all’architettura modernista, ma conteneva anche molti riferimenti al Manufakturzentrum di Schaffausen. Alla base dell’allestimento, l’idea Un tributo all’eternità faceva riferimento sia al nuovo Portugieser Eternal Calendar, sia all’atemporalità dell’omonima collezione. E si è concretizzata in una Luna gigante in 3D che sovrastava un’isola centrale (o meglio penisola, visto che era collegata alla “terraferma” da due rampe di scale), posta su un lago artificiale (o forse dovremmo dire sintetico) di grande effetto.

    Protagonista da Panerai, la partnership con Luna Rossa Prada Pirelli Team – in vista della 37a America’s Cup che si terrà tra il 22 agosto e il 20 ottobre prossimi. Se lo scafo multicolore del LEQ12 utilizzato durante gli allenamenti faceva bella mostra di sé appeso al soffitto, a fare gli onori di casa c’era anche lo skipper (e Direttore del Team velico) Max Sirena – almeno il giorno di apertura del Salone. Tutt’attorno, cime colorate, separé ondulati e pavimenti in teak, quasi ci si trovasse nel Villaggio velico di Barcellona.

    In occasione del 150° anniversario della Maison de La Côte aux Fées, gli spazi espositivi di W&W di Piaget sono stati interamente declinati nei colori celebrativi del blu e dell’oro. Il punto focale era però l’immenso schermo a parete su cui passavano le immagini della Piaget Society di oggi. Nelle teche disseminate qua e là si potevano invece ammirare i pezzi di punta in catalogo: dai più preziosi sautoir ai Black Tie-Andy Warhol di ultima generazione.

    … agli indipendenti

    Hermès ha invece affidato i propri spazi espositivi di W&W all’artista newyorkese Erin O’Keefe. Che ha creato un’installazione popolata di grandi forme organiche dai profili colorati, volutamente disposte senza un percorso organizzato per suscitare un senso di disorientamento. Una situazione in cui le percezioni cambiavano e si aprivano verso prospettive sempre nuove, a cornice degli esemplari realizzati dalla Maison con i mestieri d’arte. Sulle pareti, tagli e aperture riconducevano alla nuova collezione firmata da Philippe Delhotal, Hermès Cut.

    Per tornare all’America’s Cup, un altro scafo – quello di Alinghi Red Bull Racing – era ospitato all’interno dello stand di Tudor, partner del team svizzero di Ernesto Bertarelli. O meglio, la prua si protendeva direttamente su un corridoio del Salone, quasi fosse in bilico (in realtà, in tutta sicurezza). Mentre al piano superiore si poteva toccare con mano uno dei due impressionanti foil che permettono alle barche di volare sull’acqua… Non lontano, nello stand di Bell & Ross, al centro dello spazio si stagliava una Indian Blacktrack BT06. Ovvero la café racer di moderna concezione nata come progetto parallelo all’omonimo orologio del Brand francese.

    Concludiamo in bellezza questa carrellata degli spazi espositivi di W&W 2024 con Chanel, il cui allestimento quest’anno era dedicato alla Couture (come le novità, del resto). Dove un enorme, simbolico ago dorato dominava la candida scenografia, in cui pannelli a specchio ampliavano l’ambiente, sotto un soffitto simile a un quadrante, con grandi indici “cuciti”. A far da contraltare, i video trasmessi in loop sulla parete di fondo. Con le immagini (ingigantite) di orologi puntaspillo, lancette a forbice, cinturini-metro da sarto, fra l’automa di Mademoiselle Coco e ipnotici manichini semoventi.  

  • 7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    7 orologi wow visti a Ginevra. Al Salone e dintorni

    No, non siamo gente dai facili entusiasmi. Dopo tanti anni in orologeria, è difficile che qualcosa riesca ancora a stupirci. Eppure, la scorsa settimana a Ginevra, ci siamo ritrovati in varie situazioni a sgranare gli occhi di fronte a certi esemplari, che ci hanno impressionato per le novità costruttive, le soluzioni tecniche e, di conseguenza, l’estetica innovativa. A tal punto da farci dire ogni volta un accorato «woooow…», per motivi diversi. Ecco, qui vogliamo raccontarvi i 7 orologi wow che abbiamo visto durante Watches and Wonders, sia al Salone sia al “Fuorisalone”. In un contesto tutto sommato abbastanza piatto, in cui i pochi expolit erano ancor più evidenti.

    Una premessa d’obbligo

    Una scelta arbitraria – sia chiaro – e che potrebbe anche non trovarvi d’accordo. Sui gusti non si discute, lo abbiamo scritto fino allo sfinimento e continua a essere vero. Anche perché – ne siamo consapevoli – oltre ai 7 orologi wow riuniti qui sotto, molti altri meriterebbero questo appellativo, fra gli innumerevoli nuovi modelli lanciati dalle centinaia di marchi presenti in città. Che hanno esposto non solo al Palexpo, ma anche a Head, o nelle suite del Beau Rivage, del President Wilson e degli altri 5 stelle, senza dimenticare gli showroom privati di quanti hanno la sede sotto il Jet d’Eau. Una selezione però andava fatta: e questa è la nostra, condivisibile o meno.

    Due parole ancora riguardo alla definizione di “7 orologi wow”. Che deriva da quei Wow Watches con cui i giornalisti (soprattutto di moda) da sempre si riferiscono agli esemplari più glamorous, più preziosi o straordinari, quasi sempre irraggiungibili da noi comuni mortali. Il concetto vale anche nel nostro caso: noi però abbiamo dato all’idea una connotazione più tecnica, perché a colpirci c’è sempre, prima di tutto, la meccanica. Poi, è vero, l’etichetta “7 orologi wow” include anche una sfumatura di ironia: che non vuole però essere mancanza di rispetto o irriverenza verso gli oggetti in questione, tutt’altro. Piuttosto un divertito riferimento alla nostra reazione – stupefatta, quasi estasiata, sempre entusiasta – la prima volta che li abbiamo visti.

    I 7 orologi wow, secondo noi

    Specifichiamo che abbiamo scelto solo orologi da polso: non soltanto perché più “portabili”, più vicini alla nostra sensibilità e ai nostri gusti, ma soprattutto perché la miniaturizzazione dei movimenti/componenti è di per sé un valore aggiunto. Come potete vedere si tratta di esemplari di diverso genere, non riconducibili a una sola categoria: ci sono un paio di ultra-piatti (molto ultra), variazioni sul tema del tourbillon, smalti e automi. Ad accomunarli è proprio il wow, sincero, che ci è sgorgato dal cuore. Sarebbero tutti da raccontare con lunghi approfondimenti, ma qui li possiamo solo elencare, rigorosamente in ordine alfabetico. Per ognuno riportiamo un personalissimo commento – e ovviamente le informazioni tecniche. Eccoli, dunque. Voi fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social…

    BULGARI Octo Finissimo Ultra Cosc
    Cassa (40 mm di lato x 1,7 mm di spessore) in titanio e carburo di tungsteno. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Bvl 180 di manifattura (7 richieste di brevetto), ultrapiatto, con 50 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina; certificato cronometro dal Cosc. Indicazione di ore e minuti con differenziale, vetro zaffiro, bracciale in titanio con fibbia pieghevole integrata (1,5 mm di spessore). Edizione limitata di 20 esemplari.

    Una costruzione reinventata ex-novo. E, una volta indossato, un effetto di leggerezza indescrivibile. Sconvolgente, al di là dei record, perché spinge i limiti “oltre”. E raggiunge traguardi finora impensabili.

    CHANEL J12 Atelier Couture Automat Calibre 6
    Cassa (38 mm) in ceramica mat ad alta resistenza e oro bianco, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, Calibro 6 di manifattura, con automi, animazione su richiesta. Quadrante in decalque, lunetta e corona in acciaio con diamanti taglio baguette e brillante (3.34 carati in totale), vetro zaffiro (anche sul fondello), bracciale in ceramica. Edizione limitata di 100 esemplari.

    È il primo automa realizzato dallo Studio de Création Horlogerie Chanel in un nuovo calibro “in-house”. E ritrae – perfettamente riprodotta – Mademoiselle Coco al lavoro nel suo atelier, un po’ voluttuosa, un po’ divertita.

    CYRUS GENÈVE Etheral Twin Orbital Tourbillon
    Cassa (44 mm) in oro rosa e titanio grado 5, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Cyr518-E di manifattura (3 richieste di brevetto), con 3 giorni di autonomia (indicata sul lato fondello), due tourbillon volanti, paralleli e inclinati di 20°, indicazione saltante delle ore su dischi, anch’essi inclinati e paralleli, indicazione dei minuti tramite indice; l’intero sistema compie una rotazione in senso orario in un’ora. Chassis rotante, indicazioni luminescenti, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 18 esemplari.

    Definirlo “suggestivo” è un eufemismo: si resta letteralmente incantati davanti alla rotazione ininterrotta dei componenti. Arte cinetica allo stato puro, da vedere almeno in video sul sito ufficiale.

    HERMES Arceau Duc Attelé
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 lucido. Movimento meccanico a carica manuale, calibro H1926 di manifattura, ad alta frequenza, con indicazione dell’autonomia, ripetizione minuti (ponte della suoneria in vetro zaffiro a 3/4, traforato) e dispositivo tourbillon centrale su 3 assi (rotazione della gabbia esterna in 300 secondi, quella intermedia in 60 secondi, quella interna in 25 secondi). Quadrante inferiore guilloché, giro delle ore decentrato e inclinato, vetro zaffiro a cupola, fondello in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore (prodotto “in casa”).

    Tecnica sopraffina e massima personalizzazione: i timbri hanno la forma della testa di un cavallo, così come il rastrello dei minuti della suoneria, mentre le ruote del movimento sono simili a quelle del calesse del logo.

    PIAGET Altiplano Ultimate Concept Tourbillon 150th Anniversary Cassa (41,5mm di diametro x 2 mm di spessore) in lega di cobalto (M64bc) Pvd blu, impermeabile fino a 2 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro 970P-Uc di manifattura, con 40 ore di autonomia, componenti montati direttamente sul fondello/platina, dispositivo tourbillon a un minuto, piccoli secondi sulla gabbia. Indicazione decentrata di ore e minuti, vetro zaffiro, fondello con mini-oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle.

    Dimenticatevi i tourbillon sferici, carpiati, bi o triassiali. Questo è un inedito tourbillon piatto, così sottile (2 mm) da sembrare bidimensionale. Lo sviluppo dell’esemplare del 2018. Davvero impressionante…

    ROGER DUBUIS Orbis in Machina Central Monotourbillon Cassa (45 mm) in oro rosa, impermeabile fino a 10 bar. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Rd115 di manifattura, scheletrato, con 3 giorni di autonomia, dispositivo tourbillon centrale a un minuto (con gabbia in titanio e cromo-cobalto). Quadrante multilivello, indicazione di ore e minuti su disco, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 88 esemplari, in vendita esclusivamente nelle boutique monomarca.

    Simmetrico, ipnotico, spettacolare. La modernità fatta tourbillon, almeno visto dal lato quadrante. Ma, quando lo si gira dal lato fondello, la meccanica rivela la migliore tradizione del Poinçon de Genève. E superbe finiture.

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Cadrans Extraordinaire Jour Enchanté Cassa (41 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale. Quadrante con intarsi di turchese, sole in oro giallo, zaffiri gialli, granati spessartiti, diamanti, mini-scultura in oro bianco, foglie e fiori in smalto façonné e plique-à-jour; indicazione decentrata di ore e minuti, lunetta con diamanti, vetro zaffiro, fondello inciso; cinturino in pelle di alligatore, intercambiabile (in vendita con un secondo cinturino, a scelta). Edizione limitata di 8 esemplari.

    Guardare il quadrante, incredibilmente profondo per la sovrapposizione di elementi, è come immergersi in un mondo fatato, in miniatura. Ma lo smalto incastonato di diamanti – mai visto prima – è un’autentica follia.

  • Serti Mystérieux: Van Cleef & Arpels e l’arte di valorizzare le pietre

    Serti Mystérieux: Van Cleef & Arpels e l’arte di valorizzare le pietre

    Compie 90 anni il Serti Mystérieux di Van Cleef & Arpels. Speciale tecnica di incastonatura invisibile, vede le pietre preziose allineate in file regolari e compatte, senza soluzione di continuità, a creare una superficie continua del tutto priva di elementi metallici. Ecco perché quell’aggettivo: la montatura completamente nascosta non permette di capire com’è fatta. E come sia possibile che le gemme restino in posizione rimane un inspiegabile mistero.

    Un’invenzione brevettata

    Il Serti Mystérieux è il risultato di un lungo processo di studi, avviato fin dall’inizio del Novecento. Tuttavia il primo brevetto, depositato da Van Cleef & Arples alla Direction de la Propriété Industrielle di Parigi, risale al 2 dicembre 1933. La descrizione ufficiale dichiara esplicitamente la volontà della Maison di mettere a punto una nuova tecnica di incastonatura, mirata a valorizzare il più possibile le pietre preziose. Una montatura, cioè, che fosse in grado di far risaltare le gemme senza celarle, per permettere alla luce di raggiungerne la tavola superiore e inferiore.

    In poche parole – e mi scuso con i tecnici per la semplificazione – il segreto sta nella costruzione di diversi binari, caratterizzati all’interno da un’architettura a T. Per poter essere posizionata tra i binari, ciascuna pietra viene tagliata sui lati con un breve solco orizzontale, in corrispondenza del braccio sporgente della struttura, così da poter essere incastrata una accanto all’altra, in successione. La composizione modulare consente inoltre di assemblare il numero di pietre desiderato.

    Il taglio, che in ciascuna pietra doveva essere identico, precisissimo e regolare, comporta ovviamente delle difficoltà. Per questo, almeno all’inizio, si utilizzarono pietre di una certa durezza: il corindone (che ha valore 9, nella scala di Mohs), nei diversi colori: rosso e blu. Ovvero rubini e zaffiri. Solo successivamente, in epoca più recente, si riuscì ad applicare il Serti Mystérieux anche al diamante (estremamente duro: 10 nella scala di Mohs) e allo smeraldo (chimicamente un silicato, il berillo, con durezza 7 e mezzo, facilmente sfaldabile e oltretutto ricco di inclusioni). E a utilizzare tagli diversi rispetto all’originaria baguette.

    La rivoluzione del Serti Mystérieux

    Sì, perché nel corso del tempo Van Cleef & Arpels ha continuato a studiare soluzioni sempre nuove per perfezionare il Serti Mystérieux. Il 30 ottobre del 1935 depositò un altro brevetto che riguardava le singole pietre di qualsiasi forma e dimensione, oggi noto come Serti Mystérieux Individuel. Nel 1936 fu poi la volta di altri tre brevetti complementari: gli artigiani della Maison a quel punto erano riusciti non solo a incastonare tagli tondi, ovali, a goccia, perfino esagonali, ma anche a rivestire superfici bombate, poi diventate sempre più complesse e voluminose. A chiudere ogni fila di gemme, inoltre, si applicò una sorta di “paratia”, di piastra fissata da due viti, così da permettere lo smontaggio per un eventuale intervento di restauro.  

    Ma la ricerca è continuata anche in anni più vicini a noi. È del 2006, per intenderci, la creazione del Serti Mystérieux Navette, in cui la tecnica di incastonatura è adattata appunto alle pietre preziose taglio navette (o marquise). Qui la difficoltà è aumentata dalle punte alle due estremità della pietre, che però si rivelano anche vantaggiose ai fini della creatività. Una volta risolto il problema dei castoni invisibili, infatti, le cuspidi permettono un’insolita sovrapposizione delle gemme stesse, a tutto vantaggio dei volumi e dei rilievi.

    In seguito, nel 2013, la Maison deposita il brevetto del Serti Mystérieux Vitrail, in cui le pietre sono trattenute da una cornice chiusa, completamente “a giorno”. La particolare incastonatura ricorda gli effetti di luce di un’antica vetrata. E si serve soprattutto di zaffiri multicolore, magari accostati in dégradé così da creare un arcobaleno di toni pastello. In questo caso le pietre sono selezionate con criteri ancora più rigidi del già severo protocollo della Casa: a tal punto che solo il 15% dell’assortimento iniziale passa il vaglio.

    Al di là delle variazioni sul tema, comunque, resta il fatto che il Serti Mystérieux ha rappresentato un’autentica rivoluzione estetica, che ha segnato la gioielleria del XX secolo in modo indelebile. Ed è diventato un simbolo inequivocabile della Maison stessa.

    Il Serti Mystérieux negli orologi: il Ludo Secret

    Va da sé che la speciale tecnica del Serti Mystérieux è sempre stata utilizzata soltanto nelle creazioni più esclusive, indipendentemente dalla tipologia di ornamento. Se restano memorabili alcune spille d’antan e certi collier di epoca più recente, per ovvie ragioni io mi soffermo soprattutto sugli orologi-gioiello. Fin dalle origini e via via nei decenni successivi, infatti, il Serti Mystérieux ha impreziosito diversi esemplari da polso. Ricordo personalmente, per esempio, alcuni montre-à-secret dei primi anni Duemila, chiamati Fleur du Temps: in cui la cassa, dalle linee a corolla, era completamente tempestata di rubini baguette. Roba da perderci la testa…

    Ma tra i pezzi più emblematici c’è sicuramente il Ludo Secret, notevole per il senso di continuità con il passato. La collezione, nata nel 1934, prendeva nome dal nickname di Louis Arpels e s’ispirava alla fibbia di una cintura (accessorio prediletto dalle sofisticate signore dell’epoca). Declinata in vari modelli arricchiti dal Serti Mystérieux già negli anni ‘40, è tornata in produzione anche ai nostri giorni. In particolare nel 2020, in un paio di referenze con la cover tempestata dal preziosissimo “pavé” di rubini o zaffiri blu. E poi proprio quest’anno, quando è riapparsa in una versione con smeraldi.

    Ispirati al Ludo Exagon Macaron del 1941, gli esemplari di oggi sono realizzati nei tre colori dell’oro – abbinati alle diverse cromie delle gemme. Hanno la lunga cassa rettangolare dagli angoli smussati, leggermente incurvata, circondata da due volute incastonate di diamanti taglio brillante. Il quadrante in madreperla incisa a esagoni, e lo stesso motivo geometrico sul bracciale, incastonato di gemme di colore. Ma ben poco altro si sa al riguardo. Ed è inutile cercarli sul sito della Maison: si trattava di pezzi unici, subito accaparrati da qualche facoltosa (e beata) cliente. Perché a distanza di cent’anni, il Serti Mystérieux risulta ancora attualissimo. E resistere al trascorrere del tempo, surclassare le mode, è tipico solo dei capolavori del design.

  • Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di dicembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Eccoci giunti all’ultimo mese dell’anno: come di consueto, anche il nostro oroscopo di dicembre inizierà con una carrellata sugli eventi celesti. Andiamo quindi a curiosare cosa avviene tra le stelle e cosa il futuro ha in serbo per noi, per poi passare ai singoli segni e ai relativi orologi. Solo alto di gamma, questa volta: che siano di buon auspicio per una buona fine e un buon inizio…

    Dicembre inizia con il Sole ancora nel segno del Sagittario: tempo propizio per ricaricarsi energeticamente e per dedicarsi ad attività spirituali. Se gli interessi sono di questo tipo – in senso lato: quindi dalla psicologia alla religione, dall’esoterismo ai diversi tipi di meditazione –, è un periodo particolarmente idoneo per approfondire il tema o intraprendere percorsi di crescita. L’ingresso di Mercurio nel Capricorno avverrà il giorno 1: come sempre, il dio dai calzari alati favorirà la comunicazione, sia che come agenti attivi – come nel caso di docenti e conferenzieri – sia come recettori. Ottimo momento per arricchire la propria mente o per trasmettere il proprio sapere agli altri.

    Inizio del mese piuttosto denso di eventi, lassù in alto: con l’ingresso di Venere in Scorpione il giorno 4 ci sarà un’amplificazione degli aspetti legati al mondo della bellezza, dell’affettività, dell’amore e dei sentimenti positivi. Se aggiungiamo che il giorno 6, finalmente, Nettuno cessa il moto retrogrado e torna a percorrere in senso diretto la volta celeste, avremo un vero boost di positività. Finalmente riusciremo a liberarci da una certa cappa di malinconia, che ultimamente aveva rattristato i nostri pensieri. Il 12 avremo Novilunio in Sagittario: nessun momento migliore di questo per stabilire nuovi obiettivi, fare progetti e intraprendere nuovi percorsi.

    Il giorno seguente, il 13, Mercurio inizierà il moto retrogrado: potrebbe ostacolare le comunicazioni, sia in senso diretto e personale che in senso lato. Attenzione, quindi, a come si interpreta quanto viene detto o scritto: necessario controllare che ciò che si comunica sia chiaro e correttamente recepito. Potrebbero esserci problemi a livello di apparati di trasmissione, collegamenti e quant’altro.
    Marte sarà per tutto il mese in Sagittario: favorirà nuovi incontri, nuove conoscenze, dalle quali potrebbe iniziare anche un rapporto duraturo, lavorativo o sentimentale.

    Il Sole lascerà il Sagittario per entrare nel segno del Capricorno il giorno 22: l’anno volge al termine. Non facciamoci prendere dai rimpianti e pensiamo a costruire un buon futuro, ricordandoci che, in ogni caso, l’unico tempo che veramente viviamo è sempre quello presente.
    Mercurio uscirà dal Capricorno il 23: dall’inizio del mese fino a quella data, il consiglio è quello di essere riservati, di dedicarsi all’osservazione di fatti e persone, di cercare di comprendere al di là delle apparenze.
    Il Plenilunio ci attende il 26: perfetto per godere la compagnia dei nostri cari, proprio in corrispondenza delle Festività.

    Ariete

    L’impeto dell’Ariete vi porta per natura a situazioni stressanti, almeno potenzialmente. La fine dell’anno, come di consueto, vi vedrà fare i conti con la stanchezza, fisica ma soprattutto emotiva, accumulata negli undici mesi precedenti. Cercate di delegare e di smussare i vostri lati più focosi, soprattutto in occasione degli incontri con parenti e amici. Non pretendete di avere sempre ragione e concedete, quando è necessario, l’onore delle armi. Le festività dovrebbero essere un momento sereno e di riconciliazione: anche se qualcuno dei presenti non sarà proprio di vostro gradimento, fate buon viso a cattivo gioco, evitando litigi o chiarimenti che – se proprio dovessero essere necessari – possono sicuramente attendere l’anno nuovo. Respirate profondamente, contate fino a 10 e dotatevi di un orologio dallo spirito zen.

    VOUTILAINEN Setsu-Getsu-Ka
    Cassa (39 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura. Quadrante laccato a mano dal Maestro Tatsuo Kitamura, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Il nome, che significa neve, luna e fiori, è una metonimia e rimanda a un tipico tema giapponese dell’arte e del design, originato da un poesia di Baj Juyi, poeta della dinastia Tang. Pezzo unico (calibro incluso).

    Toro

    Per i nati sotto il segno del Toro, l’oroscopo di dicembre sembra particolarmente propizio. Siete interiormente forti e tenaci, e non mancheranno le occasioni per dimostrarlo a quanti vi circondano. Attenzione a non strafare: se state combattendo per raggiungere un obiettivo, ricordate che l’importante è sempre ragionare a lungo termine. Vincere a mani basse una battaglia non implica che alla fine vinciate la guerra. E, in ogni caso, non siate distruttivi verso il vostro avversario. Anzi, dato il momento, potrebbe essere veramente utile reindirizzare la vostra energia verso le sfere mentali, cercando di costruire solide alleanze. Attenzione, in generale, ai veicoli e ai mezzi in movimento. Nessun pericolo invece dai moti orologieri, se non quello di lasciarsi piacevolmente ipnotizzare…

    GREUBEL FORSEY Tourbillon Cardan
    Cassa (45,5 mm) in titanio. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con 4 bariletti a coppie coassiali, grande tourbillon ad alta velocità (la gabbia compie una rotazione completa in 16 secondi), inclinato con un angolo di 30° e montato su due anelli mobili che si muovono avanti e indietro per mantenere il tourbillon orizzontale; indicazione dell’autonomia di 80 ore e piccoli secondi. Quadrante in oro multilivello e ajouré, lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino vegano. Edizione limitata di 55 esemplari.

    Gemelli

    Mercurio retrogrado non gioca a favore dei Gemelli: siate molto, molto cauti nel pesare le parole che usate e ricordatevi che quello che dite potrebbe essere rivolto contro di voi. Siate prudenti nei rapporti lavorativi e limitate, o evitate, le confidenze. Qualcuno che credevate amico potrebbe rivelarsi tutt’altro. Se le vostre proposte e le vostre idee non trovano la calorosa accoglienza in cui speravate, evitate di insistere: meglio riconfezionarle sapientemente e ripresentarle in un momento più idoneo. Il Novilunio del giorno 13 potrebbe essere un buon punto di svolta. Verso la fine del mese, un amico o un conoscente di cui non avevate più notizia da tanto tempo potrebbe rifarsi vivo. Cercate di vederci lungo: per avere la vista di un’aquila, equipaggiatevi con un esemplare dedicato…

    URWERK UR-230 Eagle
    Cassa (44,81 x 53,55 mm x 18,38 mm) in carbonio Cpt e titanio Dlc nero, con cover apribile. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con ricarica e sistema di ammortizzatori a turbine, indicazione satellitare delle ore e retrograda dei minuti. Lancette, indici e numeri luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in gomma. Edizione limitata di 35 esemplari.

    Cancro

    Mercurio retrogrado influenza negativamente la sfera della comunicazione: per voi nativi del Cancro, in modo particolare, questo potrebbe implicare l’arrivo di informazioni sgradite. Che si tratti di frasi o di immagini che coinvolgono il vostro partner o il vostro migliore amico, non siate affrettati nel prendere decisioni e giocate le vostre carte con astuzia. Può darsi che quanto vi viene riferito sia vero, ma potrebbe essere solo una mossa destabilizzante, basata su menzogne, da parte di chi è invidioso della vostra situazione. Prendete tempo, analizzate molto bene sia i fatti che le persone, e rimandate ai mesi a venire, se possibile, qualsiasi decisione importante. Attrezzatevi con un bel calendario perpetuo che vi aiuti a scandire il trascorrere del tempo.

    F.P.JOURNE Classique Quantième Perpétuel
    Cassa (40 o 42 mm) in platino. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, realizzato in oro rosa 18K, con autonomia di 5 giorni, calendario perpetuo con indicazioni a cambio istantaneo e grande datario. Quadrante in argento guilloché, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Leone

    Per i nati in Leone, l’oroscopo di dicembre prevede sia momenti intensi che occasioni di relax e serenità, da cogliere per ricaricarsi in vista dell’anno che verrà. Siete abituati a mettere voi stessi in tutto ciò che fate, spesso la dea bendata premia il vostro coraggio: sappiate, però, che anche le forze vanno dosate e non si può sempre vivere una vita in fuori giri. La Luna crescente favorirà nuovi incontri, nuove opportunità: non cercate di ottenere tutto subito, ma impegnatevi in un’attenta preparazione. La buona semina presto porterà ottimi raccolti. Fine dell’anno all’insegna di un evento inatteso. Siate disponibili verso i vostri cari, trattenete la vostra natura irruenta e non fate pesare il vostro carisma di leader anche nelle piccole cose. Certi orologi possono raccontare molto di voi, più di tante parole.

    RICHARD MILLE RM 031 Manual Winding High Performance Chronometer Cassa (50 mm) in titanio, con lunetta e anse in platino. Movimento meccanico a carica manuale con ponti e platina in Arcap, doppio bariletto, ancora a impulso diretto, selettore di funzione. Quadrante in vetro zaffiro, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 10 esemplari.

    Vergine

    La frenesia dei preparativi per le feste potrebbe andare di pari passo con Mercurio retrogrado, creando momenti di ansia e di disagio ai nati sotto il segno della Vergine. La vostra indole, ordinata e programmatrice, potrebbe non gradire cambi di rotta dell’ultimo minuto o piccoli incidenti di percorso, che non permettano la perfetta realizzazione di quanto avevate pianificato. Tranquilli: secondo l’oroscopo di dicembre, nella seconda metà del mese ogni cosa si risistemerà. Non fatevi travolgere dall’ansia o dal risentimento, il tempo gioca a vostro favore e l’anno andrà a chiudersi serenamente. A volte, quello che sembra esserci sfavorevole sul lungo periodo potrebbe rivelarsi invece foriero di inaspettata positività. Temporeggiate e distraetevi con un orologio scenografico…

    HALDIMANN H1 Flying Central Tourbillon
    Cassa (39 mm) in platino. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con scappamento proprietario, grande tourbillon volante centrale (17,8 mm Ø). Quadrante argenté, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore. Esemplare interamente realizzato a mano, senza l’ausilio di macchine Cnc.

    Bilancia

    Già il vostro segno mostra uno dei tratti distintivi della vostra natura: il senso di giustizia. Nel mese di dicembre potreste essere chiamati in causa, se non direttamente, come consiglieri o consulenti in vicende che vedono lesa una persona amica o un familiare. D’altronde, la vostra disponibilità caratteriale è certamente nota a chi vi circonda. Questo aspetto dei nati in Bilancia, la generosità nei rapporti umani, non deve però portarvi a dimenticarvi che dovete trovare dello spazio anche per voi e che non potete farvi carico di tutti i problemi del mondo. Approfittate dei giorni di festa per riposare, se possibile, evitando di farvi coinvolgere eccessivamente in preparativi che comportino fatiche, stress, corse dell’ultimo minuto. Resettate la vostra mente come fosse una rimessa all’ora di precisione.

    C by ROMAIN GAUTHIER Titanium Edition Five
    Cassa (41 mm) in titanio grado 5. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti in titanio grado 5, autonomia di 60 ore, nuovo meccanismo stop-secondi, piccoli secondi. Quadrante in titanio grado 5 inciso a mano, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in gomma. Edizione limitata di 38 esemplari.

    Scorpione

    Nati sotto il segno dello Scorpione, attenti! Secondo il vostro oroscopo di dicembre, le difficoltà di comunicazione della prima parte del mese potrebbero non solo riguardare la comunicazione verbale, ma anche la sfera non verbale. Potreste ferire, offendere o essere vittime di osservazioni malevole anche se state zitti, per esempio con l’esibizione di un’eccentricità inopportuna in occasioni formali o con espressioni facciali che possano infastidire gli interlocutori. La coda puntuta è la vostra arma di elezione, cercate di indirizzarla bene per evitare di danneggiare voi stessi. L’autostima è sempre necessaria, naturalmente, ma provate a utilizzare di più il dialogo, senza passare subito alla fase conflittuale. Controllatevi. E gratificatevi con un esemplare che fa della precisione la propria missione.

    FERDINAND BERTHOUD Chronomètre FB 3SPC
    Cassa (42,3 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con bilanciere a inerzia variabile e spirale cilindrica, indicazione dell’autonomia di 3 giorni, grande contatore dei secondi; con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sabbiato, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Sagittario

    Come lo Scorpione, anche voi nati sotto il segno del Sagittario siete dotati di un’arma: l’arco e le frecce. Risoluti e tenaci, entusiasti e leali, non siete però immuni in questo periodo dall’essere bersaglio, a vostra volta, di voci non sempre positive. Cercate il chiarimento in modo pacato e ben fondato: rimanderete così al mittente le insinuazioni menzognere. Non trascurate la vostra salute: meglio un controllo in più, che uno in meno. Tra il giorno 26 e la fine dell’anno potrebbe esserci un invito inatteso: avete lasciato alle spalle il vostro segno, cogliete la proposta e regalatevi un fuori programma interessante. Concedetevi un orologio fuori dagli schemi, che sappia esprimere tutta la vostra cultura orologiera – alla faccia di chi vi vuole male.

    DE BETHUNE DB28XP Kind of Blue
    Cassa (43 mm) in titanio grado 5 azzurrato lucido. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con spirale proprietaria, ruota di scappamento in silicio, indicazione dell’autonomia di 6 giorni lato fondello. Quadrante multivilello in titanio grado 5 azzurrato (incluso il ponte triangolare), con decoro Microlight sul fondo, lancette luminescenti, indici sferici, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Capricorno

    Il mese di dicembre vede l’inizio del vostro segno: le feste porteranno un po’ di trambusto nelle vostre abitudini. Voi nati sotto il segno del Capricorno, attenti e meticolosi, tendete a volte a voler troppo tenere tutto sotto controllo. Soprattutto durante le feste, un minimo di elasticità non significherà aver rinunciato alla propria personalità. Al contrario, vi permetterà di essere giudici meno severi soprattutto verso voi stessi, aggiungendo una nota più leggera alla vostra routine quotidiana. Dopo il Plenilunio, potrebbero esservi proposte occasioni di vario genere riguardanti la musica, la danza e le arti affini: il momento è ottimo per accoglierle positivamente. Concedetevi il sogno di un orologio a tema, che sappia incantarvi con i suoni e con le immagini…

    VAN CLEEF & ARPELS Lady Arpels Ballerine Musicale Emeraud Cassa (44,5 mm) in oro bianco, interamente tempestata di diamanti (7.49 carati in totale). Movimento meccanico a carica manuale, con indicazione delle ore ad andamento retrogrado, animazione su richiesta e dispositivo a suoneria (con carillon) che riproduce Pelléas et Melisande, Op. 80 di Gabriel Fauré. Quadrante rotante dipinto a mano con 5 ballerine, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle di alligatore. Ispirato al balletto Jewels di George Balanchine.

    Acquario

    Indipendenti ed esploratori, voi nati sotto il segno dell’Acquario vi apprestate ad affrontare un mese interessante. A patto che evitiate gli eccessi: la tavola delle feste è sempre attraente, ma non si può indulgere troppo. Non rovinatevi il Capodanno con gli stravizi dei giorni precedenti. L’arrivo di una persona che viene da luoghi lontani riaccenderà in voi la voglia di viaggiare: vi attendono piacevoli momenti di scambio di esperienze e conoscenze. Il cielo vi è propizio per fare programmi: iniziate a organizzare il prossimo viaggio importante o la prossima avventura dello spirito, magari proprio quella che volevate fare prima del lockdown e che adesso, finalmente, potreste intraprendere. Conciliate il tutto con un esemplare da globetrotter che alluda all’Altrove.

    PATEK PHILIPPE Ref 5231G Ora Universale Alto Artigianato
    Cassa (38,5 mm) in oro bianco. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura, con micro-rotore decentrato in oro rosa, con ore del mondo, indicazione delle 24 ore e funzione giorno/notte per i 24 fusi orari. Quadrante in oro con smalto cloisonné Grand Feu (Sud-Est asiatico e Oceania), vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle di alligatore.

    Pesci

    Per i nati sotto il segno dei Pesci è in arrivo un mese positivo. Con un unico consiglio: non trascurate le precauzioni sul fronte della salute. L’oroscopo di dicembre prevede un possibile inizio con situazioni di stress, alle quali è necessario reagire in modo ponderato, evitando di accendere discussioni che, alla lunga, diventerebbero negative per voi anche se la ragione fosse dalla vostra parte. Una trattativa che state a lungo negoziando ha ottime probabilità di andare finalmente in porto, liberandovi da un pensiero che ingombrava la vostra mente da troppo tempo. Giove particolarmente favorevole aprirà nuove possibilità e vi permetterà di ampliare i vostri orizzonti. Favoritene l’azione con un orologio del tutto inusuale.

    MB&F HM11 Architect
    Cassa (42 mm x 23 mm di spessore) in titanio grado 5, rotante su un asse centrale. Movimento meccanico a carica manuale, di manifattura, con ponti Pvd blu, sistema di ricarica attraverso la rotazione della cassa, autonomia di 96 ore, tourbillon volante al centro. Tre display laterali con indicazione di ore e minuti, dell’autonomia residua, termometro meccanico; corona di carica della stessa forma conica, vetri zaffiri, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 25 esemplari, altrettanti in oro rosso.

  • Orologi sautoir, una tendenza dal lungo passato

    Orologi sautoir, una tendenza dal lungo passato

    Come spesso accade, quello che ci sembra nuovo ha radici antiche. È questo anche il caso degli orologi sautoir, preziosi ed elegantissimi, esposti alla scorsa edizione di Watches and Wonders Geneva – ma presenti anche nelle più recenti collezioni di marchi moda, in versioni meno lussuose ma altrettanto deliziose. Eppure, quello che sembra un nuovo modo di indossare l’orologio, in effetti è stato il primo modo con cui l’orologio fu indossato, quando la tecnologia e i materiali ne permisero la miniaturizzazione.

    Il problema delle dimensioni

    Se l’orologio meccanico nacque verso la fine del XIII secolo, è dal XV che la disponibilità di molle affidabili trasforma l’orologio a pesi in un oggetto che può essere facilmente trasportato. Gli acciai delle molle si erano sviluppati, soprattutto in Germania e in Italia, in principio per utilizzi differenti: le serrature e le balestre. Lo stesso Leonardo da Vinci iniziò a occuparsi di orologeria dopo l’inizio della sua collaborazione con Giulio Tedesco, un serraturaio che lavorò con lui per un certo periodo.

    Leggiamo ancora spesso la leggenda dell’uovo di Norimberga: Peter Henlein, un personaggio realmente esistito e certamente abilissimo orologiaio, sarebbe stato il primo a ridurre le dimensioni di un orologio a quelle di una sfera di pochi centimetri di diametro. Inserito in una cassa in argento – secondo la tradizione, un portaessenze traforato che veniva usato per emanare un aroma piacevole, in un’epoca in cui l’igiene personale non era quella dei nostri tempi -, sarebbe stato portato al collo dal ricco e fortunato proprietario grazie a una catena o a una fettuccia di cuoio.

    Questo primato tecnologico tedesco fu grande motivo di orgoglio per la nazione germanica ai tempi del regime nazista. E fece sì che a Henlein venisse dedicato un monumento nella sua città natale, Norimberga, e addirittura un francobollo. L’esemplare conservato nel museo locale, oggetto di venerazione per lungo tempo, si è però rivelato un falso storico, realizzato nel XIX secolo assemblando elementi meccanici precedenti. Le ricerche di Enrico Morpurgo negli antichi archivi porterebbero però l’invenzione di questi orologini personali in Italia, presso le ricchissime ed esigenti corti, come Mantova o Milano.

    I primi orologi sautoir

    Ma torniamo agli antichi orologi sautoir, o meglio ai pendenti da collo: detti anche pettorali, proprio perché esibiti sul petto, erano una vera e propria ostentazione delle possibilità economiche del possessore. Se per re e imperatori la legge dei comuni mortali prevedeva eccezioni, per cui i loro esemplari potevano essere in oro, spesso riccamente decorati con smalti e pietre preziose, restava però il fatto che la corporazione degli orefici per lungo tempo negò a quella degli orologiai il permesso di usare l’oro nelle proprie creazioni.

    Si ebbero quindi, nel XVI e nel XVII secolo, gli orologi “da persona” racchiusi in casse semplicemente dorate, o in ottone. Per vedere il quadrante si doveva sollevare il coperchietto anteriore, che negli esemplari più lussuosi era trasparente, in cristallo di rocca, oppure traforato, per evitare di doverlo spostare, rendendo visibile la posizione dell’unica lancetta.

    Ostentazione, ma non solo: nel XVI secolo l’abbigliamento non prevedeva tasche, ma piuttosto saccocce legate alla cintola. Con il mutamento del costume, l’orologio finì per spostarsi nelle tasche, o nel taschino, diventando meno visibile ma al contempo più protetto. Comunque la moda dell’orologio indossato come pendente di una lunga collana colpì anche l’universo femminile: ritratti di dame altolocate lo presentano, ben visibile, indossato come un gioiello già nel XVI secolo e ancora nel XVII.

    Corsi e ricorsi della moda

    La moda è mutevole, l’usanza cessò per ritornare in auge alla fine del XIX secolo, ma solo ed esclusivamente per le signore. Orologini in oro, smalti e gemme tornarono a essere esibiti e, più tardi, portati con vezzo sospesi a una catenina, solitamente in oro e smalti, in pendant con la decorazione della cassa. Oppure appesi a un nastrino, usati come spilla sul bavero o sull’abito.

    L’ulteriore miniaturizzazione meccanica – culminata con il Calibro 101 di Jaeger-LeCoultre – aveva infatti consentito di fornirli di movimenti di dimensioni ridotte. Famosi rimangono gli orologi sautoir di Cartier, realizzati intorno agli anni ’20: splendidi esemplari in oro e smalto indossati con catene dalla medesima preziosa decorazione, lunghe, come voleva la moda dell’epoca del Charleston. A dire il vero, i registri in rue de la Paix rivelano che i pendentif – come li definivano allora – avevano giocato un ruolo di rilievo anche negli anni precedenti la Prima Guerra Mondiale. Allora, però, la fantasia delle forme (l’ovale, il rettangolo, l’esagono, l’ottagono, perfino il triangolo), si sposava al rigore del bianco e nero, interpretati con il platino, l’onice, le perle e i diamanti.

    Dopo gli anni ’20, invece, la nuova generazione di orologi sautoir segue la rivoluzione dell’esotismo e del colore portata dai Ballets Russes di Diaghilev. Appaiono così gli smalti policromi, il corallo nelle sfumature più vivide, le giade e gli smeraldi di grandi dimensioni, incisi con motivi floreali d’ispirazione giapponese o indiana. Gli esemplari sono inseriti in clip o in piccole sculture, assumono la forma di sigilli, di boule, di stalattiti. La bibbia americana della moda, Vogue, li definisce l’accessorio imprescindibile per le signore eleganti e tutte le principali manifatture dell’epoca li mettono in produzione. Negli archivi Cartier i pendentif registrano vendite di gran lunga superiori a quelle dei modelli da polso nel segmento degli orologi femminili.

    Gli orologi sautoir ai nostri giorni

    Cambiano i tempi, cambiano le abitudini: qualche fugace ricomparsa di questi modelli ne segnò l’attualità anche in tempi più vicini a noi. Memorabili restano gli esemplari firmati da Piaget negli anni ’60/’70, con i quadranti ritagliati nella pietra dura e le lancette animate da quei calibri meccanici ultra-piatti che fecero la fortuna della Maison. Ma anche il Nuovo Millennio non resta immune dal fascino degli orologi sautoir, rivolti soprattutto al pubblico orientale più facoltoso.

    Se Cartier periodicamente li ripropone nelle collezioni più esclusive come summa di rari mestieri d’arte, è di nuovo Piaget a realizzare simili pezzi unici di alta gioielleria, con le tradizionali tecniche orafe che le appartengono. All’ultimo salone di Ginevra, infatti, ha presentato tre orologi sautoir accanto ai modelli d’epoca mostrati in vetrina: ispirati alla stessa esuberanza del passato, come quelli sono in oro, diamanti e pietre dure, ma riaggiornati nelle fogge.

    In realtà Watches and Wonders 2023 ha decretato la rinascita di questa tendenza, con cui si sono misurate diverse maison stimolate dalla vocazione gioielliera, ciascuna seguendo il proprio stile e la propria storia. Così, Chanel – che aveva già dedicato a Coco Chanel un esemplare a tema – ha ampliato la collezione Mademoiselle Privé con un inedito sautoir à secret decorato con l’effigie del Leone. Jaeger-LeCoultre ha fatto rivivere i fasti dell’Art Déco con il Reverso Secret Necklace. E Van Cleef & Arpels ha giocato con il pavé colorato delle pietre preziose o con i cabochon di pietre dure per nascondere i quadranti di sei orologi a segreto della linea Perlée.

    Bijoux a tema

    Se gli esemplari più preziosi fanno sognare le donne di tutte le età ed estrazione sociale, ma rimangono irraggiungibili per la maggioranza di loro, il mercato regala una buona notizia. Diverse marche nelle ultime stagioni hanno colto la tendenza estetica e realizzato orologi sautoir dall’inclinazione pop, accessibili ai portafogli di tutte. Ecco dunque Hamilton che recupera la tradizione dell’orologio trasformabile, da indossare al polo o sul décolleté, e ricrea un pezzo vintage recuperato negli archivi: il Lady Hamilton degli anni ’50, a sua volta ispirato agli anni ’30.

    Fossil invece resta su modelli più classici, tondi od ovali, da personalizzare però con un’incisione o un’immagine prediletta. Mentre Swarovski sfrutta il proprio savoir-faire per creare esemplari originali, dai vetri zaffiri taglio smeraldo o dalle linee a piramidi incastonate di scintillanti pavé di cristalli triangolari.

    Ben tornati, quindi, orologi sautoir – per il piacere di chi li indossa e la gioia di chi li ammira.

  • MDW23: gli appuntamenti orologieri tra Salone e Fuorisalone

    MDW23: gli appuntamenti orologieri tra Salone e Fuorisalone

    Ci siamo: nella City è arrivata la settimana più attesa dell’anno. Ha preso il via ieri la Milano Design Week 2023, definita dagli addetti ai lavori con la più pratica sigla MDW23. Che (fino al 21 aprile) porterà ovunque uno straordinario fermento, nella sede del Salone del Mobile ma ancor più con migliaia di eventi del Fuorisalone. Fra i numerosissimi appuntamenti mondani e culturali che animano la città, a noi interessano però quelli che coinvolgono i marchi di orologeria.

    Ormai da tempo infatti il mondo delle lancette si è appassionato alla manifestazione che trasforma il capoluogo lombardo nella capitale internazionale del design e dell’arredamento. E contribuisce alla sua riuscita con modi e forme diverse: ospitando in via eccezionale mostre e installazioni nei punti vendita, ma anche aprendo appositamente nuove location. Così, boutique e spazi espositivi diventano poli d’arte e di cultura, a sottolineare i valori condivisi con l’orologeria stessa. Emblematico il caso di Pisa Orologeria, che nella boutique Rolex di via Montenapoleone 24 ospita una monografica dedicata allo scultore pugliese Vincenzo Del Monaco, come si può leggere qui.

    I “cronometristi ufficiali” della MDW23

    Da citare prima di tutto Panerai, nominato Official timekeeper di questa 61a edizione del Salone del Mobile. Lo storico marchio fiorentino rafforza così il legame con la Milano Design Week, cui ha partecipato più volte con iniziative realizzate da artisti e designer di fama mondiale. In occasione della MDW23, dunque, Panerai ha allestito uno speciale pop-up store di 80 metri quadri, in corso Italia a Rho – Fiera Milano. Dove presenta in anteprima alcune novità ed espone le collezioni di punta del momento (Radiomir soprattutto, ma anche Submersible e Luminor). Realizzato con gli stessi materiali dei negozi monomarca, tutto in marmo e legno, lo shop effimero si pone anche come inedito punto di incontro, con un lounge-bar improntato al “bel vivere” italiano. E coinvolge in un gioco di rimandi la boutique di via Montenapoleone 1, che fa da cassa di risonanza in centro città.

    Official timekeeper del Fuorisalone e del Brera Design District è invece per la prima volta Grand Seiko. Ecco quindi il tempo secondo la filosofia nipponica (o, meglio, secondo la visione del Marchio, The Nature of Time). Per saperne di più basta entrare a Casa Grand Seiko: l’inedito spazio esperienziale allestito in via Palermo 16 e chiamato Alive in Time. Un progetto fra arte e design, in cui il pubblico si può immergere nella cultura del Sol Levante e assaporarne le suggestioni, passando attraverso diverse stanze che ne scandiscono l’anima: dal Giardino Zen alla Cerimonia del tè, dalle performance artistiche fino ai tanti workshop per imparare la scrittura Shodo, l’arte degli Ikebana e quella degli Origami. Non ultima, la mostra Grand Seiko con le collezioni attuali del Brand esposte in 14 vetrine. E un temporary store realizzato con Verga 1947 appositamente per questa MDW23.

    Da vedere al Fuorisalone

    Intanto, in corso Matteotti 3, il flagship store di Breitling diventa una wunderkammer del design, con l’esposizione Design your Time che riunisce pezzi di home décor firmati da marchi noti e innovativi. L’atmosfera rimane quella tipica del marchio, informale, inclusiva e sostenibile. Ma nel loft industriale (il più grande a livello europeo), tra il bancone del Watch Bar e gli scaffali espositori, si ritrovano insolite presenze. Ecco quindi i cuscini realizzati da Atelier Des Réfusés in collaborazione con Stratis, prodotti con pregiati tessuti di recupero e decorati con la stampa 3D. Gli oggetti d’uso quotidiano (vasi, taglieri, lampade) trasfigurati da Bettisatti in piccole architetture domestiche di marmo e legno. E ancora gli arredi immersivi e modernissimi di Luxio, che qui presenta due librerie con schermi Led integrati che diventano elementi strutturali a sostegno delle mensole.

    Non lontano, nella boutique Van Cleef & Arpels di via Montenapoleone 10, è invece protagonista il cielo, anzi lo zodiaco. Si chiama Zodiac infatti la mostra realizzata dalla Creative Academy (la Scuola internazionale di design del Gruppo Richemont) in collaborazione con la Fondazione Cologni. In cui 20 giovani designer hanno guardato fra le stelle e le costellazioni per dar libero sfogo alla propria creatività, poi tradotta in forme concrete sotto la guida del maestro ceramista lodigiano Tonino Negri. Le loro installazioni nascono nell’ambito dell’esposizione Arts & Crafts & Design nella Sala Azzurra di Palazzo Litta, in corso Magenta 24, dove si trovano 12 maestose sculture. Altre 6 invece popolano lo spazio della Maison parigina, in dialogo con la collezione di gioielli Zodiaque.

    Mentre Seiko rilancia il Power Design Project. Un progetto sperimentale, attivo dal 2001 al 2009, rivolto dall’azienda ai propri designer interni sulla base di un tema ogni anno diverso. L’intento era quello di portarli a riflettere sul futuro del Marchio, a investigare forme insolite, a progettare esemplari con nuovi stili. In quest’edizione rinnovata, dal titolo Rebirth (rinascita), 8 designer hanno rivisitato in ottica moderna celebri modelli della lunga storia Seiko. Durante la MDW23, i loro orologi trovano posto nella boutique di via della Spiga 52 in una speciale installazione, che permette ai visitatori non solo di vederli, ma anche di prenderli in mano e soprattutto provarli. La mostra itinerante, già ospitata presso il Seiko Seed (Seiko Experience Engineering and Design) di Tokyo, tocca la capitale meneghina come prima tappa di un tour europeo. Da non perdere.

  • Alhambra, riflessi di Storia nei nuovi Van Cleef & Arpels

    Alhambra, riflessi di Storia nei nuovi Van Cleef & Arpels

    Van Cleef & Arpels arricchisce la collezione Alhambra di nuovi esemplari. Quattro orologi “a segreto” in forma di sautoir e due modelli da polso Sweet Alhambra. Detto così sembra una cosa da niente, ma ogni singola parola – se soppesata – rivela una tale ricchezza di rimandi e significati da meritare un approfondimento. Lo sanno bene i collezionisti e gli appassionati che hanno decretato il successo a livello globale, sia della collezione sia della Maison. Non a caso oggi Van Cleef & Arpels è la seconda marca di Richemont Group (per fatturato) dopo Cartier. Cioè ha sbaragliato le tante marche di orologeria del gruppo. Che dire? Châpeau…

    Nome vs forma

    Alhambra, dicevo. Una collezione storica, nata nel 1968 e diventata una delle più famose e riconoscibili nel mondo della gioielleria. Forse per la forma semplice e inconfondibile, a quadrifoglio, rimasta sempre uguale a sé stessa attraverso i decenni. Ecco però che già si apre una prima questione: quel motivo sembra in contrasto col nome. Il quadrifoglio infatti è un elemento decorativo tipico delle architetture veneziane: lo si ritrova per esempio nel Palazzo Ducale in piazza San Marco, ispirato allo stile bizantino e simbolo della Laguna come porta d’Oriente. Che c’entra quindi con la “cittadella rossa” di Granada?

    L’argomento ha fatto scervellare gli storici del gioiello. Che hanno fatto appello agli storici dell’arte e alle colte disquisizioni dell’orientalista Georges Marçais, riunite nel saggio Le Carré Quadrilobé, histoire d’une forme decorative de l’art gothique (pubblicato nel 1945). Per cui sembra che questa forma derivi dall’eredità bizantina della città irachena di Samarra, sede del Califfato abbaside nel IX secolo; e sia arrivata nella Spagna moresca attraverso l’Egitto della dinastia fatimide, passando per la Sicilia. Ma c’è anche chi la fa più semplice: e la spiega con l’abitudine di scegliere nomi esotici per le neonate collezioni, così da donar loro un particolare fascino e suggestione.

    Alhambra montres-à-secret

    Torniamo quindi ai nuovi Alhambra. Si tratta appunto di quattro orologi “a segreto” – montre-à-secret o secret watch che dir si voglia, se volete essere poliglotti. Un classico per Van Cleef & Arples, che li realizzava già negli anni ’40 e ’50: famosi quelli incastonati di gemme taglio baguette con l’esclusiva tecnica del Serti Mystérieux. Esemplari, in pratica, in cui il quadrante è occultato da un “coperchio” che si può sollevare/spostare ogni qualvolta si voglia vedere l’orario. Non si sa bene chi li abbia inventati, ma di certo rispondevano a quella regola del bon ton che a un certo punto della storia impediva alle signore perbene e beneducate di guardare l’orologio.

    Un gesto considerato sconveniente perché indice di fretta, impazienza o peggio ancora di noia: comunque poco carino nei confronti degli ospiti, dei partner e degli accompagnatori. Per questo le donne spesso non indossavano l’orologio, soprattutto la sera o nelle situazioni più formali; tutt’al più lo tenevano in borsetta, per poter guardare l’ora di nascosto con occhiate fugaci. Qualche mente geniale allora pensò bene di celare cassa e lancette dietro metalli nobili e pietre preziose, così da poter portare l’orologio al polso, dissimulato in un gioiello.

    Certo oggi Van Cleef & Arples non attribuisce agli Alhambra “a segreto” simili implicazioni rétro. Piuttosto, con l’indicazione rivolta verso chi guarda, attribuisce loro una valenza privata, quasi intima: un modo per avere il tempo tutto per sé. O forse per ribadire che le donne sono padrone del proprio tempo, chissà.

    Sautoir o da polso, comunque gioielli

    Ancora, altra parola chiave: sautoir. Che in gioielleria indica una collana lunga, di solito a catena. Con questo termine torniamo indietro nel tempo. La storia mostra infatti che già alla fine del XVI secolo le nobildonne indossavano l’orologio al collo come un medaglione, appeso a un nastro o a una catena. Una moda che toccò l’apice con i preziosi pendenti nel secolo successivo, e proseguì almeno fino ai primi decenni del Novecento. Anzi, fino ai nostri giorni – visti i nuovi Alhambra e altri recenti pezzi di alta gioielleria.

    C’è da dire però che i sautoir di Van Cleef & Arpels – soprattutto nelle versioni con le pietre di colore – acquistano un’attitudine giocosa, in qualche modo fashion. Un certo “non so che” che sa di leggerezza, energia e gioia di vivere. A guardarli bene hanno una connotazione chic eppure disimpegnata – o se preferite un’eleganza casual – che li rende oggetti versatili e universali. Cioè stanno bene a tutte e con tutto.

    Infine gli esemplari da polso Sweet Alhambra. L’aggettivo si spiega con le dimensioni ridotte della cassa, ed è stato introdotto nella collezione di orologi del 2019 (di cui ci siamo occupati qui). Due i modelli, che assumono ancor di più – per quanto possibile – un’essenza preziosa. Ve ne renderete conto se guardate le foto, a cui vi rimando anche per le informazioni tecniche. Se volete saperne di più…

  • Lady Arpels Ballerines Musicales. La danza secondo Van Cleef & Arpels

    Lady Arpels Ballerines Musicales. La danza secondo Van Cleef & Arpels

    Van Cleef & Arpels fa tornare in scena un prezioso balletto del 1967. E questa volta non sul palco ma al polso di alcune fortunate donne. Ecco i segreti e il backstage dei Lady Arpels Ballerines Musicales

    Chiunque abbia in mente un balletto, lo pensa sempre legato esclusivamente a un palcoscenico. Eppure i Balletti Russi rivoluzionarono l’estetica e gli arredi degli anni ’20 imponendo colori mai visti prima. Béjart per Versace o Merce Cunnigham con Comme des Garçons hanno lasciato il segno anche nella moda perché volevano oltrepassare la soglia del sublime. A New York attorno al 1966 qualcosa di simile accadde fra il gioielliere Claude Arpels e il coreografo George Balanchine. Il loro incontro generò Jewels, un balletto in tre atti che sembra alludere alle grandi tradizioni del teatro Mariinskij.

    Il balletto di George Balanchine e Claude Arpels

    Tutto era nato in maniera veramente frivola perché, come dichiarò Balanchine al New York Times: «Io arrivo dalla Georgia e mi coprirei di gioielli». E proprio per questo George Balanchine passava spesso dalle vetrine della 57a strada di NYC dove Van Cleef & Arpels ha ancora oggi la sua sede. Claude Arpels, dal canto suo, era un vero esperto di bagliori anche a teatro. Lo zio Louis lo portava spesso all’Opéra Garnier di Parigi per vedere i balletti e fu proprio lui ad avere l’idea del balletto.

    Balanchine voleva chiamarlo Le Diamant in francese perché in inglese suonava strano. Poi preferirono Jewels. E George scelse pezzi di Gabriel Fauré, Igor’ Fëdorovič Stravinskij e Pëtr Il’ič Čajkovskij per rappresentare smeraldi, rubini e diamanti. Tre atti che per lui erano «antipasto, primo piatto e dessert».

    Quell’ora e mezza di pas de deux, pas de trois, grand port de bras e altri movimenti moderni è sicuramente passata alla storia per i virtuosismi di danza; ma anche per quell’idea di rendere i gioielli, spesso considerati immobili oggetti di invidia e potere, in leggiadri, irraggiungibili e mobili metafore del lusso. Le ballerine non erano ricoperte di Swarosvki dalla testa ai piedi come lo sono oggi le pattinatrici sul ghiaccio. Erano piuttosto adornate di pietre sintetiche in punti strategici per far riflettere la luce al massimo.

    Nei tre atti, la verde romantica foresta francese medievale di smeraldo anticipava il mondo urbano americano nel rosso modernista ad alta energia dei rubini; mentre il bianco invernale del grande classicismo russo era un ricordo imperiale dei diamanti.

    Le Ballerines Musicales di Nicolas Bos

    Dieci anni fa, Nicolas Bos, Presidente di Van Cleef & Arpels, decise di rendere omaggio a questo evento con un orologio. Anzi tre, proprio come i tre preziosi atti del balletto: nascono così i Lady Arpels Ballerines Musicales. La cassa è stata progettata per assomigliare a un teatro, con un lampadario tempestato di diamanti sopra la sala; il sipario con le tende dipinte e laccate a mano in verde smeraldo, rosso rubino o azzurro, coordinate al palco, il quadrante, su cui si stagliano le ballerine dai costumi a tema.

    Su richiesta il disco del quadrante ruota su se stesso per mostrare le movenze delle ballerine, in una sequenza che prosegue per 20/25 secondi, mentre nell’aria risuona la musica, riarrangiata per ogni modello e atto da Michel Tirabosco. Il movimento, che ha richiesto dieci anni di sviluppo, è infatti fornito di specifici strumenti a percussione: un carillon e una suoneria con quattro gong e martelletti, in grado di riprodurre dalle 42 alle 92 note. Ciascuna melodia è dunque ridotta all’essenziale ma è ugualmente riconoscibile.

    La cassa del resto è una vera e propria cassa acustica, grazie a una serie di escamotage studiati dai progettisti per ottimizzare la propagazione sonora (dalla peculiare costruzione all’incastonatura a giorno). Altro dettaglio da sopraffini ascoltatori è che la musica generata può essere apprezzata al meglio togliendo il cinturino in coccodrillo e inserendo la cassa nel box intarsiato in legno di betulla e noce, che funge da naturale amplificatore. Il cubo può essere addirittura collegato via Bluetooth o cavo per massimizzare i suoni.

    «Volevo anche gli zaffiri in scena, li avrei legati a un pezzo di Schoenberg ma il blu sul palco è sempre difficile», disse Balanchine a Richard Shepard in un’intervista apparsa sul New York Times del 30 aprile 1967. Se lo avesse fatto, avremmo avuto anche un quarto Lady Arpels Ballerines Musicales. Ma la trilogia già basta a enfatizzare la genialità delle complicazioni poetiche, sublime espressione di Van Cleef & Arpels.

  • Couples Mythiques: Van Cleef & Arpels svela (e cela) il tempo dell’amore

    Couples Mythiques: Van Cleef & Arpels svela (e cela) il tempo dell’amore

    Da Aida e Radamès a Filemone e Bauci, da Ulisse e Penelope a Tristano e Isotta: Van Cleef & Arpels prende ispirazione dalle storie d’amore entrate nel mito e dalle loro suggestioni romantiche. Nasce così la collezione Couples Mythiques: otto orologi “a segreto” di alta gioielleria che svelano lo scorrere incessante del tempo e celebrano l’amore eternamente presente nelle nostre vite. Dalla passione di coppie leggendarie scaturiscono così creazioni che coniugano con maestria la perizia dei maestri orafi alle tonalità di gemme d’eccezione, per esprimere la ricchezza e l’intensità di sentimenti eterni.

    La leggenda di Afrodite e Adone

    La storia di Afrodite, dea greca dell’amore, e Adone, il suo bellissimo amante, è lo spunto creativo dell’omonimo orologio-gioiello, tra i più suggestivi della collezione Couples Mythiques. La leggenda ha varie versioni. In una delle più diffuse, Adone è figlio di Mirra, trasformata in albero a seguito di una grave colpa. Adone nasce quindi da una fenditura dell’albero, ed è accolto, nutrito e allevato dalle Ninfe. Il bimbo, crescendo, diventa bellissimo.

    Afrodite, un giorno, lo vede mentre caccia in un bosco, se ne innamora perdutamente e si dimentica completamente del marito, Marte. Ma il potente dio della guerra scopre la liaison e decide di vendicarsi senza pietà. Si trasforma quindi in un cinghiale, attira Adone facendosi inseguire e gli si rivolta contro, sbranandolo a morte. Adone è raggiunto da Afrodite, che raccoglie affranta il suo ultimo respiro.

    Le lacrime di dolore di Afrodite, bagnando le ferite dell’amato, irrorano il terreno del sangue mortale, facendo sbocciare delle rose. Per volere della dea, lo stesso corpo del giovane si trasforma in un anemone rosso sangue. Secondo il mito, il ritorno sulla Terra di Afrodite dagli Inferi, dove una volta all’anno si reca per reclamare l’anima dell’amato, è all’origine della fioritura di rose e anemoni a ogni primavera.

    L’orologio Aphrodite & Adonis

    L’amore appassionato di Afrodite per Adone si trasfigura nel bracciale dell’orologio “segreto”: l’oro bianco si intreccia in un abbraccio punteggiato da zaffiri multicolore. Ma come avviene la creazione degli esemplari-gioiello Couple Mythiques? Come tutte le opere di alta gioielleria, prima di diventare concreto e palpabile, l’orologio Aphrodite & Adonis si definisce su carta.

    Dopo alcuni schizzi, più o meno numerosi, un disegno (o gouache) definisce l’orologio nei minimi particolari: i volumi e le proporzioni, le linee, i colori, così come i materiali e le carature delle gemme. Il risultato finale è un’illustrazione assolutamente precisa, che servirà da guida per la costruzione del primo modello in cera. La tecnica qui utilizzata è infatti quella della cera persa.

    Couples Mytiques: la realizzazione

    La modellazione è un passaggio critico. Seguendo puntigliosamente i dettagli del disegno, si plasmano nella cera i componenti dell’orologio, che sono poi disposti a grappolo intorno al canale centrale di uno stampo in gesso. Colando il metallo fuso all’interno dello stampo, la cera si scioglie (da qui la denominazione “a cera persa” del processo). Una volta estratti dallo stampo, gli elementi dell’orologio sono quindi pronti per essere rifiniti, lucidati e assemblati, dando vita alla creazione finale.

    L’attenta analisi di ogni componente da parte dei maestri orafi è un passaggio fondamentale: perché permette di verificare la correttezza delle proporzioni, la funzionalità delle parti mobili (come la foglia che copre il quadrante), eventuali punti di tensione o rottura dell’oro, la portabilità del gioiello. Ed eventualmente procedere con il perfezionamento delle criticità.

    Una volta approvati, i diversi elementi sono rifiniti e lucidati una prima volta. Quindi incastonati con pietre preziose accuratamente selezionate per purezza, intensità di colore e taglio. Le gemme sono montate a mano, una ad una, con diverse tecniche, già previste in fase di progettazione. Infine, i vari componenti sono nuovamente lucidati e finalmente assemblati.

    Passione e armonia

    Si tratta in definitiva di un processo meticoloso, che richiede tempo e savoir-faire, nel quale tutto deve risultare armonia e nulla deve essere distonico. Perché nell’Aphrodite & Adonis, come in tutti gli esemplari delle Couple Mytiques, l’armonia della composizione riverbera quella della passione amorosa.

    Ecco quindi l’unione fra i diversi colori dell’oro (bianco, rosa e giallo), quelli degli zaffiri (blu e rosa) e l’assoluta trasparenza dei diamanti. Colori, oltretutto, non casuali: il blu degli zaffiri evoca le lacrime di Afrodite, il rosa e il malva i fiori che sbocciano dal sangue di Adone. In alta gioielleria, del resto, tutto rimanda a un preciso significato. E gli esemplari delle Couples Mythiques non fanno certo eccezione.

  • Frivole: le luccicanti frivolezze segrete di Van Cleef & Arpels

    Frivole: le luccicanti frivolezze segrete di Van Cleef & Arpels

    L’imprinting gioielliero emerge con chiarezza in tutte le creazioni di Van Cleef & Arpels, anche in quelle più complesse e tecnologiche come gli orologi. Un esempio da manuale è la nuova collezione Frivole: che, quasi a festeggiare una luminosa estate dopo un inverno così cupo e malato, si arricchisce di due nuovi orologi floreali a segreto. La frivolezza richiamata nel nome non significa però spensieratezza irresponsabile. Perché la maison è ben cosciente sia della gravità dei tempi sia della serietà professionale richiesta dalla realizzazione di orologi-gioiello di alta gamma.

    Due modelli infatti si inseriscono nella collezione, in coerenza con quelli che sono i motivi più caratteristici. In altre parole i fiorellini con petali cuoriformi, simili alle cosmee, e i delicati pavé di diamanti al centro dei fiori più grandi si ritrovano puntuali anche negli orologi. Ma qui la maison li sviluppa trovandone una ragione tecnica e decorativa. Compone cioè  l’infiorescenza a bouquet di sposa per decorare una cassa da aprire (e chiudere) per svelare (o celare) il quadrante dell’orologio.

    La montre-à-secret ha lunga tradizione in gioielleria e in particolare da Van Cleef & Arpels, che produce questo genere di orologi sin dagli Trenta del secolo scorso. Nella collezione Frivole, poi, gli esemplari si coniugano anche a un altro concetto storico: la trasformabilità. Una caratteristica tuttora molto apprezzata, per assecondare le diverse occasioni di indossabilità nel corso della giornata. La si vede ad esempio nel collier in oro bianco con pendente trasformabile in spilla e in altri gioielli della collezione Frivole. Allo stesso modo, la cassa dell’orologio in oro bianco può diventare una clip se staccata dal cinturino e montata su un altro supporto.

    Meno sofisticato, ma ugualmente prezioso, è invece l’altro modello in oro giallo. In sintesi, un sottile bracciale rigido su cui sbocciano i fiorellini con il cuore in pavé di diamanti. Anche in questo caso l’elemento a rotazione che apre e chiude la cassa, a nascondere il quadrante, è un segreto floreale. E anche in questo caso, come in tutta la collezione Frivole, la brillantezza e la luce irradiate sono frutto di un meticoloso lavoro manuale di lucidatura del metallo e di incastonatura delle gemme.

    Su ogni singolo petalo, infatti, è realizzata a mano la cosiddetta lucidatura a specchio, che conferisce alle superfici una particolare lucentezza; mentre i diamanti sono inseriti con pazienza e attenzione da amanuensi nei forellini à jour creati nel metallo da una specie di ricamo dell’artigiano orafo. All’attenzione meticolosa per il dettaglio si unisce infine la scelta di pietre della massima qualità. Soprttutto diamanti (solo D ed F per il colore, e da IF a VVS per la lucentezza), presenti ovunque – anche negli orologi; e zaffiri rosa per gli altri gioielli Frivole nella stessa tonalità dell’oro.

  • Sweet Alhambra, torna la collezione portafortuna di Van Cleef & Arpels

    Sweet Alhambra, torna la collezione portafortuna di Van Cleef & Arpels

    È tanto iconica da essere sempre stata copiatissima (ma i fake non hanno mai raggiunto la medesima classe dell’originale). La collezione Alhambra di Van Cleef & Arpels ha spento 50 candeline due anni fa e non pensa neanche lontanamente di andare in pensione. Né lo pensa la maison produttrice, che regolarmente la rivisita o aggiunge nuovi item, in linea con le tendenze e il lifestyle del momento. Qualche mese fa è toccato infatti ai nuovi orologi femminili, chiamati Sweet Alhambra per distinguerli dal più grande Alhambra Talisman (40 mm diametro) lanciato nel 2012.

    Come il genitore Talisman, gli Sweet Alhambra mostrano il classico motivo a quadrifoglio stilizzato. Qui profilato non più da diamanti, ma dalle classiche perline, sempre in oro – quelle della collezione Perlée dello stesso Van Cleef & Arpels. Sia chiaro, il simbolo vegetale del porte-bonheur ha sempre incontrato il favore del pubblico. Ma tanto più è destinato ad aver fortuna oggi – nei tempi di un’emergenza che ha messo in crisi tutte le certezze -, perché rappresenta il pizzico di fortuna che tutti si augurano.

    Se la auguravano, un po’ di fortuna, anche Grace Kelly, tra un appuntamento e l’altro dei suoi doveri principeschi. E Romy Schneider, negli anni ’70 della rivoluzione sessuale in cui è ambientato il film “Le mouton enragé”. Entrambe indossavano con stile diverso (tradizionale la prima, avant-garde la seconda) il collier Alhambra in onice e oro. Prendendo spunto da ambedue le dive, anche Kate Middleton sembra inseparabile dal collier di quadrifogli in parure con gli orecchini, così come Sharon Stone e la première dame Brigitte Macron.

    Nato nel 1968, il motivo Alhambra in origine intendeva offrirsi alle donne emancipate, in pantaloni e camicetta sbottonata, come gioiello dalla nuova vestibilità, meno impegnativa e più dinamica. Ma subito è diventato famoso nel daywear grazie al lungo sautoir da indossare anche con i jeans, come suggerito in un’immagine pubblicitaria di successo. La collezione però ha sempre mantenuto anche una vena di romanticismo, che ricorda alle donne, oggi come ieri, quanto a volte sia un privilegio essere tali. La femminilità per Van Cleef & Arpels è dolcezza, affettività, umorismo e leggerezza, a prescindere dal successo personale.

    Qualità che Alhambra, e soprattutto i nuovi orologi, esprimono con efficacia. Se il Talisman si presentava in poche declinazioni, Sweet Alhambra è articolato in cinque nuovi esemplari. Che esplorano il mondo della gioielleria attraverso diversi materiali: oro nei tre colori, madreperla e onice, diamanti in pavé neige. E accentuano il côté giocoso vestendosi di cinturini multicolore, intercambiabili, in pelle di alligatore. In comune hanno tutti un movimento al quarzo, Swiss made. Ma un particolare fa la differenza rispetto al passato: l’assenza della corona (sostituita da un pulsante correttore sotto la cassa). Così la silhouette dell’orologio risulta più leggera e fedele al modulo originario.

    Oltre al modello “basic”, previsto in oro rosa con quadrante in madreperla, ci sono infatti due versioni, in oro bianco o rosa, con una fila sottile di diamanti incastonati a neve sulla carrure, visibili solo grazie ai movimenti del polso. E poi ci sono due referenze speciali: una in oro bianco interamente tempestato di diamanti; e una in oro giallo con il quadrante rifinito à guillochage. Una tecnica d’incisione artigianale – qui con linee disposte a raggiera – che consente di catturare la luce e di rifletterla con intensità ipnotica. 

    Senza dubbio un never without: per la piacevolezza del design, così pratico e proporzionato; per l’armonia dei colori nei cinturini, da cambiare con estrema semplicità e da scegliere a seconda dell’abbigliamento o del mood; ma soprattutto come promessa di buona fortuna. All’altezza degli altri esemplari dell’iconica collezione Alhambra.