Giornale Degli Orologi
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Ferragamo Entrelacé: un po’ orologio, un po’ bijou

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Piccolo il quadrante, sottile la cassa, importante il bracciale. Il Ferragamo Entrelacé mette subito in chiaro le gerarchie fra i propri componenti. Perché qui l’orologio c’è, naturalmente, ma non ha alcuna intenzione di rubare la scena al resto. A dominare l’estetica è infatti un intreccio di elementi metallici, che corre intorno al polso e ingloba la cassa rettangolare.

Da qui il nome Entrelacé, intrecciato in francese. E da qui anche quell’aria da jewelry watch che permette di interpretarlo in due modi: orologio per chi guarda il quadrante, bijoux per chi lo osserva al polso. Una doppia identità che, in casa Ferragamo, non sorprende più di tanto. Siamo pur sempre dalle parti della moda e degli accessori, in cui fibbie, intrecci e dettagli metallici hanno spesso un peso ben superiore alla funzione che dovrebbero assolvere. L’esempio dei Gancini è emblematico.

Un po’ manchette, ma a modo suo

A pensarci bene, il Ferragamo Entrelacé sembra anche recuperare un genere di orologio femminile che ha avuto una certa fortuna tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila: il manchette. Ovvero quel particolare watch-bracelet in cui una piccola cassa rettangolare o quadrata finisce integrata nell’ampio bracciale, a formare un tutt’uno.

Gli esempi non mancano. A cominciare dal Patek Philippe Twenty~4, nato nel 1999 e tuttora in collezione. Il Baume & Mercier Catwalk del 1997, presentato all’epoca come un “bracciale che è anche un orologio”. Ancora, lo Chaumet Khésis, il Cartier Ruban e tanti altri. Orologi diversi fra loro, ma accomunati dalla stessa idea: prima si vede il bracciale, poi si scopre che c’è anche l’indicazione dell’orario.

Il Ferragamo Entrelacé non è un manchette in senso stretto. Gli manca quella superficie metallica larga e compatta, quasi una polsiera, tipica dei modelli di allora. Ne riprende però la costruzione visiva e la aggiorna secondo codici più attuali. Il metallo si alleggerisce, lascia passare la luce, fa intravvedere la pelle sottostante. E acquista movimento, grazie ai molteplici link.

Più che una polsiera, sembra quasi un tessuto metallico. E forse il riferimento al passato può fermarsi qui. Perché non c’è bisogno di chiamare in causa il revival a tutti i costi: certe idee semplicemente tornano quando la moda ricomincia a trovarle interessanti.

Piccolo è (di nuovo) bello

Anche le proporzioni vanno in questa direzione. Con una cassa di 18,5 x 21,5 mm, il Ferragamo Entrelacé appartiene senza esitazioni alla famiglia dei mini watches. Dopo anni di orologi femminili cresciuti fino a raggiungere dimensioni quasi maschili, si sta riaffermando la controtendenza, che vuole i formati piccoli, soprattutto se rettangolari, di nuovo cool.

In questo caso la taglia ridotta serve soprattutto a non interrompere il design del bracciale. Il quadrante rimane leggibile, ma non pretende di imporsi. Il colpo d’occhio è affidato al ritmo delle maglie, ai riflessi del metallo e al contrasto con la pelle. Insomma, più un accessorio che uno strumento. Ma sarebbe strano aspettarsi il contrario.

Ferragamo Entrelacé: 3 versioni, 3 caratteri

Ferragamo ha scelto di declinare l’Entrelacé in tre combinazioni diverse di colore e finiture. Quella più essenziale è in acciaio, con quadrante nero soleil: grafica, abbastanza easy da portare anche di giorno, è forse la più contemporanea del gruppo. Costa 1.150 euro.

Con il trattamento Ip oro giallo e il quadrante argenté soleil, però, il Ferragamo Entrelacé cambia subito mood. Il risultato è più caldo, più vicino al gioiello “classico”, ma senza eccessi. Il prezzo, in questo caso, sale a 1.300 euro.

Infine c’è la versione bicolore, in acciaio con finitura color oro giallo e quadrante verde. Che gioca apertamente con il mix & match e, proprio per questo, sembra particolarmente adatta a un orologio da abbinare ad altri accessori. Il prezzo al pubblico è di 1.200 euro.

Quarzo. E va bene così

Dentro la piccola cassa c’è un movimento al quarzo a due lancette, calibro Ronda 1032, rigorosamente Swiss Made. Niente virtuosismi meccanici, dunque. Del resto non ce n’era proprio bisogno. Un esemplare di questo tipo deve essere sottile, leggero e prêt-à-porter: pronto da mettere al polso senza troppe cerimonie. Il quarzo assolve perfettamente il compito.

Perché la domanda, davanti a un orologio così, non è tanto che cosa monti all’interno. Piuttosto: con che cosa lo metto? Con una camicia bianca e un paio di jeans, certamente. Oppure la sera, insieme a due o tre bracciali, magari bangle sottili, senza preoccuparsi troppo di metalli e colori. Del resto il mix & match serve proprio a questo.