Attualità

Nœud de Camélia: l’orologio-gioiello di Chanel tra arte e ricamo

{"autoplay":"false","autoplay_speed":"3000","speed":"300","arrows":"true","dots":"true","loop":"true","nav_slide_column":5}
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image
Slider Nav Image

L’ispirazione deriva come di consueto dal mestiere e dalle passioni di Gabrielle Chanel. Due componenti della vita della grande couturière – così connesse fra loro da poterle sovrapporre -, tradizionalmente alla base dell’intera orologeria della Maison. Di nuovo c’è che si riscontrano puntuali anche nell’inedita collezione Nœud de Camélia, assoluta novità presentata in questi giorni a Watches and Wonders Geneva. Una famiglia di esemplari-gioiello, cinque montres-à-secret (quattro manchette e un anello), realizzati con materiali diversi e diverse tecniche di artigianato d’arte, ma comunque preziosissimi.

Il fiocco e la camelia, due simboli Chanel

Segni e simboli hanno sempre fatto parte dell’universo di Chanel. Con un senso della sintesi assolutamente personale, Mademoiselle Coco era riuscita a concentrare in pochi dettagli lo stile, la visione della donna, l’idea di eleganza da lei perseguiti negli anni con convinzione, intuizioni ed esperienza. Le catene, il tweed, i bottoni, le perle, i bijoux, le scarpe bicolori, la borsa matelassé, ma anche la camelia e il fiocco sono sempre stati metafore istantanee della moda Chanel.

Elementi identificativi immediatamente riconoscibili che oggi come ieri costituiscono il suo patrimonio spirituale. Capaci di sopravvivere al tempo e alle mode senza perdere nulla della propria originalità. E senza invecchiare, perché continuamente adattati, modificati, rivisitati secondo lo spirito del tempo. Per questo presenti praticamente in tutte le collezioni e in innumerevoli creazioni.

Lo sa bene Arnaud Chastaingt, Direttore dello Studio de Création Horlogerie di Chanel, che li reinterpreta ormai da oltre un decennio, ogni volta in modo diverso. Rispettoso dell’impronta data dalla fondatrice della Casa, ma senza eccessiva deferenza e coerente con il mood contemporaneo. Nella collezione Nœud de Camélia, in particolare, recupera e rilegge la camelia e il fiocco, appunto.

La prima era amata da Coco per la perfetta regolarità dei petali, il bianco puro, l’assenza di profumo (chissà se in quella sua fascinazione c’entravano anche Marguerite Gautier di Dumas o la Traviata di Verdi…). Il secondo era un motivo ricorrente negli abiti e negli accessori da lei creati fin dai primi anni Dieci: un vezzo femminile consapevole ma non lezioso, di volta in volta decoro per una scollatura, ornamento per un cappello o semplice en-tête.

La manchette Nœud de Camélia

Nella collezione Nœud de Camélia, Chastaingt dunque fa convivere il fiore prediletto da Mademoiselle con un emblema della couture, e li fonde insieme a creare un tutt’uno, un ensemble rigoroso non a caso in bianco e nero. Perché, come diceva Chanel: «Il nero contiene tutto, il bianco pure. Rappresentano la bellezza assoluta, l’abbinamento perfetto». La trasformazione dei due elementi da lui operata in chiave orologiera, nelle diverse referenze, vede quindi la camelia farsi cassa e il nodo bracciale.

Qui mi soffermo sulla versione che mi piace di più, una manchette che concentra il lavoro artigianale di due mestieri d’arte: l’incastonatura e il ricamo. Entrambi realizzati “in casa”, a Parigi: l’una negli atelier di alta gioielleria ospitati in place Vendôme, al civico 18, proprio sopra la boutique; l’altro nei laboratori di Lesage all’interno del complesso di edifici 19M, una modernissima architettura alla Porta di Aubervilliers, nel XIX arrondissement.

In dettaglio, la cassa è in oro bianco interamente tempestato di diamanti, per un totale di 3.16 carati. La lunetta in titanio lucido e annerito è incastonata di diamanti baguette. Altri diamanti baguette si trovano sulla cover – praticamente il bocciolo della camelia -, al cui centro spicca un grande diamante taglio brillante. Quando la si apre, ecco apparire il quadrante in oro bianco laccato nero, bordato da lacca nera effetto passamaneria. All’interno, ospita un movimento al quarzo Swiss made.

Il cinturino è invece realizzato in gros-grain nero (un tipo di nastro corposo e sostenuto, in tessuto “ad armatura a canneté”, cioè con costine in rilievo), con il vero e proprio fiocco completamente impreziosito da una ltro passaggiomiriade di canutiglie, anch’esse nere. Vale a dire, piccoli e sottili tubicini o cilindretti di vetro dai contorni netti e dalle superfici levigate, applicate a mano una ad una, con maestria. Il cinturino, foderato in pelle, si allaccia al polso con una fibbia ad ardiglione laccata nera.

Per concludere

Più di tante parole, valgano le immagini della gallery in alto. Nelle didascalie riporto qualche informazione un po’ più approfondita riguardo alle fasi di lavorazione, che richiedono pazienza certosina, tempo e perizia da parte di un esperto artigiano. Discorso valido tanto per la camelia incastonata di diamanti quanto per il fiocco ricamato di perline. Perché sono proprio le ore di lavoro necessarie alla composizione a dare un valore aggiunto all’orologio-gioiello.

Non a caso il Nœud de Camélia è realizzato in un’edizione limitata di 20 esemplari. Però io già me lo vedo in altri materiali e colori: magari con la camelia plasmata nell’oro beige di Chanel e il fiocco di gros-grain con le canutiglie in ton-sur-ton. La mia immaginazione corre troppo? Credo che quella di Arnaud Chastaingt sia ancora più veloce della mia. Chissà. Di certo è che la collezione Nœud de Camélia è solo agli inizi. Vedremo cosa ci riserberà in futuro.


Copyright © 2019 - Il Giornale degli Orologi
Privacy Policy
Privacy Policy