La prima cosa che colpisce nel nuovo Chopard Día de los Muertos è il blu. O, almeno così è successo a me. Poi ho identificato il teschio, i baffi d’oro, la dentatura minuta. Solo a uno sguardo più attento ho individuato le fibre della paglia e i frammenti di guscio d’uovo che compongono il quadrante. Ecco, per capire questo L.U.C Full Strike conviene partire proprio da lì, dai materiali e dal lavoro necessario per trasformarli. Ma bisognerebbe anche ascoltarlo: sotto la decorazione c’è una ripetizione minuti con una costruzione che merita altrettanta attenzione.
Si tratta di un pezzo unico, 13a edizione dell’omaggio della Casa alla ricorrenza messicana. Un orologio che pochi potranno vedere dal vivo, certo, ma che offre parecchi argomenti a chi prova interesse per le tecniche dell’orologeria e per i mestieri d’arte. Le fotografie delle lavorazioni permettono di seguire l’inattesa trasformazione di materiali fragili, di origine organica, accostati su una base in oro rosa.



La Calavera, il volto della festa
Il soggetto, ormai lo abbiamo riconosciuto, è una Calavera: il teschio decorato tipico del Día de los Muertos. Una celebrazione in cui il ricordo dei defunti ha una dimensione familiare, affettuosa, anche festosa. Da qui i colori, i fiori, le offerte. E soprattutto quel teschio: che, per chi non ha familiarità con la cultura messicana, potrebbe sembrare una presenza poco adeguata.
Chopard torna a interpretarlo anche quest’anno, ma qui deve fare i conti con la costruzione del Full Strike. Il quadrante lascia infatti in vista, sulla sinistra, i martelletti e il regolatore inerziale della ripetizione minuti; a ore 2 ospita invece il doppio indicatore concentrico dell’autonomia, una per il movimento e l’altra per la suoneria. Il disegno della Calavera si adatta a queste presenze, con un’asimmetria che la decorazione riesce a camuffare.
Al centro spiccano i baffi in oro, incisi a mano e satinati, con la firma L.U.Chopard in rilievo. Sotto, la chiostra dei denti si allarga fino a seguire la curva inferiore del quadrante. Le lancette centrali di ore e minuti attraversano il volto dello scheletro; la minuteria a chemin de fer, invece, è incisa sul cristallo zaffiro. Un dettaglio poco appariscente, ma utile per lasciare libera la superficie decorata.
Geometrie di fibre blu



Il quadrante ha richiesto 160 ore di lavoro, affidate a un solo artigiano: ore che comprendono tutte le lavorazioni, non soltanto l’intarsio di paglia. Un lavoro certosino, in cui la sensibilità artistica conta quanto la padronanza delle diverse tecniche.
La paglia utilizzata è di segale e proviene dalla Francia. Ogni stelo viene aperto, appiattito e sagomato a mano; i piccoli segmenti sono poi accostati secondo lunghezze e direzioni diverse. Qui ne sono stati impiegati oltre settanta, scelti singolarmente per comporre le linee della Calavera.
L’orientamento è decisivo. Le fibre riflettono la luce in modo differente e fanno apparire alcune zone più chiare, altre più scure, pur all’interno della stessa gamma di blu. Le campiture triangolari, con le striature ora parallele ora oblique, danno al volto una struttura geometrica. Il disegno cambia aspetto con l’inclinazione dell’orologio: un effetto che nelle fotografie si può solo intuire.
Tessere fragilissime



Al lavoro sulla paglia si aggiunge il mosaico di guscio d’uovo, una tecnica già nota in orologeria, qui utilizzata da Chopard per la prima volta. I frammenti formano la dentatura e alcune decorazioni attorno alle orbite, con un contrasto netto rispetto alla paglia blu.
Anche in questo caso la preparazione richiede diversi passaggi. Il guscio viene selezionato in base alla tonalità, pulito, asciugato e spezzato a mano. Le piccole tessere sono poi disposte una alla volta, con estrema attenzione; la laccatura e la lucidatura finali rendono regolare la superficie.
L’effetto delle sfumature dipende anche dalla distanza tra i frammenti. Attorno alle orbite, l’artigiano lascia più lacca nera visibile verso il centro e infittisce progressivamente le tessere verso l’esterno. Il passaggio dal fondo scuro alle parti chiare nasce quindi dalla composizione stessa del mosaico.
Le tracce nell’oro



Nel nuovo Chopard Día de los Muertos le incisioni proseguono dalla silhouette della Calavera alla cassa. Realizzata in oro rosa “etico” (cioè proveniente da fonti verificate nel rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori), misura 42,5 mm di diametro per 11,55 mm di spessore.
Il maestro incisore infatti ha lavorato sulla lunetta, sulla carrure e sulla corona, oltre che sulla cornice del fondello. Il dettaglio della carrure permette di leggere bene il rapporto con l’intarsio: i piccoli tratti paralleli del bulino cambiano direzione all’interno di figure geometriche e riprendono l’andamento delle fibre di paglia. Le parti incise si alternano alle superfici lucide, con differenze di riflesso che rendono più evidente il disegno.
Lo zaffiro si fa sentire
Il contenuto tecnico del Full Strike di Chopard si basa innanzitutto sulla ripetizione minuti, la complicazione che permette di conoscere l’ora attraverso una sequenza di rintocchi su richiesta. I martelletti colpiscono i timbri per scandire le ore, i quarti e i minuti trascorsi dall’ultimo quarto.
Nel Full Strike il cristallo zaffiro svolge una funzione che va oltre la protezione del quadrante: funge anche da risuonatore. Chopard ricava infatti il vetro e i timbri da un unico blocco di zaffiro, senza viti, saldature o adesivi a unire questi elementi. Le vibrazioni dei timbri si trasmettono direttamente al vetro e da questo all’aria, con un comportamento diverso da quello di una costruzione con timbri metallici fissati a un supporto.
Il L.U.C Full Strike è stato presentato nel 2016. Questa edizione ne riprende il principio acustico, ma riveste di blu alcuni componenti con un trattamento Cvd (Chemical Vapour Deposition, deposizione chimica da vapore): i martelletti, il ponte delle ruote a cricco della suoneria e il tamburo del regolatore inerziale della ripetizione. Il colore trova quindi un seguito anche nella meccanica.
La meccanica dello Chopard Día de los Muertos

A proposito, il calibro L.U.C 08.01-L è un movimento meccanico a carica manuale, di manifattura. Cinque brevetti ne proteggono le soluzioni tecniche. Oltre alla costruzione monoblocco in zaffiro, riguardano il bilanciere a inerzia variabile e alcuni dispositivi legati al funzionamento della ripetizione minuti. Fra questi, i sistemi di sicurezza del comando della suoneria e il meccanismo che evita le pause superflue fra le sequenze di ore, quarti e minuti.
In una ripetizione minuti contano anche la sicurezza d’uso, la regolarità della sequenza e la risposta del dispositivo alla pressione sul pulsante. La doppia indicazione dell’autonomia permette inoltre di distinguere l’energia disponibile per la marcia da quella destinata alla suoneria.
Il fondello in zaffiro mostra l’architettura del movimento e le finiture impeccabili. L’orologio si fregia del Punzone di Ginevra, certificazione che interessa sia la meccanica sia l’esemplare completo, con requisiti relativi alla provenienza delle operazioni, alla qualità esecutiva e al funzionamento.
Resta la curiosità di ascoltare il suono del nuovo Chopard Día de los Muertos. Un privilegio riservato al collezionista che lo acquisterà: noi dobbiamo accontentarci delle immagini. Che comunque non è poco…





