Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Calatrava Pilot Travel Time

  • Calatrava Alarm 5322G: la complicazione “semplice” di Patek Philippe

    Calatrava Alarm 5322G: la complicazione “semplice” di Patek Philippe

    Tra i tanti pregi della collezione Calatrava di Patek Philippe ce n’è uno che, forse, non tutti percepiscono: la versatilità. Intesa non tanto come possibilità di indossare l’orologio in diversi contesti, di adattarlo al proprio umore, di scegliere la referenza in base a come ci si sente quando si scende dal letto alla mattina. Lasciamo queste amenità ai maestri del marketing. Per il Calatrava, versatilità è cambiare pelle senza cambiare anima.

    Negli ultimi anni, Patek Philippe ha continuamente ridefinito quello che è sempre stato – e ancora è – il più classico dei dress watch, trasformandolo in qualcosa di più ricco di finiture, più casual e, se vogliamo, più pratico. Oltre a nuove funzioni, la Manifattura ha introdotto un nuovo linguaggio stilistico, fatto di quadranti grené, numeri arabi ben evidenti, carrure con guilloché Clous de Paris.

    Il nuovo Calatrava Alarm 5322G è esattamente figlio di questa trasformazione. Riprende il complesso meccanismo di sveglia presentato per la prima volta nella Ref. 5520 in stile Pilot, ma elimina la funzione di fuso orario. Nessun riferimento al mondo dell’aviazione, nemmeno la presenza delle corone e dei pulsanti che davano al 5520 un aspetto insolito per un Patek Philippe. Qui ci sono solo ora, data e una sveglia con formato 24 ore, presentati in una sobria cassa Calatrava. Basta poco, come vedete, per creare una delle grandi complicazioni più coerenti del catalogo del marchio.

    Il quadrante del Calatrava Alarm 5322G

    Parto dal quadrante. Riprende l’estetica introdotta con le Ref. 5326 e 5226, ma il Calatrava Alarm 5322G aggiunge un tocco di colore. Il verde intenso ha una superficie laccata con texture grené e una sfumatura nera alla periferia. Al variare della luce, il quadrante passa da opaco a quasi lucido, con la sfumatura che conferisce profondità all’insieme.

    Il layout bilancia complessità e essenzialità, in modo che ci troviamo di fronte a un quadrante tecnico che si presenta come se fosse semplice. Nella parte superiore spicca l’indicatore della sveglia a 24 ore. Una doppia finestrella mostra l’ora programmata con incrementi di 15 minuti, mentre una piccola apertura circolare sottostante permette all’indicatore di distinguere tra l’impostazione diurna e notturna.

    In corrispondenza del 12, una finestrella a forma di campana indica se la sveglia è attiva: bianca per accesa, nera per spenta. La metà inferiore del quadrante è occupata dal datario a lancetta a ore 6, con indicazioni in bianco e il numero 1 in rosso.

    La scala dei minuti e dei secondi, bianca, corre lungo il perimetro del quadrante, impreziosito da numeri arabi in oro bianco applicati e da lancette a forma di siringa, rivestite di materiale luminescente. La lancetta dei secondi centrale e quella della data sono entrambe bianche.

    Una cassa riconoscibile

    Il Calatrava Alarm 5322G si presenta molto diverso dalla Ref. 5520, a partire dall’abbigliamento. Questa cassa Calatrava, in oro bianco da 41 mm, ha proporzioni decisamente più classiche ma non convenzionali. Infatti, la decorazione guilloché Clous de Paris ricopre l’intera carrure, anziché limitarsi alla lunetta, come nei modelli precedenti. Le anse sono traforate e fissate al fondello anziché alla carrure: in questo modo, il guilloché Clous de Paris scorre ininterrottamente attorno alla cassa.

    L’orologio ha il vetro zaffiro sia sul quadrante, sia sul fondello e, nonostante questo, la cassa è impermeabile fino a 3 bar. Un valore che per gli standard della Casa, specialmente per una referenza con suoneria, è tutt’altro che disprezzabile: il Calatrava Alarm 5322G è infatti l’unico esemplare impermeabile con suoneria nell’attuale catalogo di Patek Philippe.

    Lo spessore di 12,22 mm rende l’orologio piuttosto compatto per essere una referenza con suoneria. Per esempio, la Ref. 5520 aveva uno spessore di 11,6 mm ma un diametro maggiore, con i pulsanti che la rendevano meno confortevole. Qui, oltre alla corona a ore 4, c’è un unico pulsante rettangolare di attivazione della sveglia a ore 2, la cui parte superiore riprende la decorazione a Clous de Paris della carrure. 

    Il cuore meccanico del Calatrava Alarm 5322G

    Nella cassa del Patek Philippe Calatrava Alarm 5322G lavora il nuovo calibro automatico AL 30-660 S C, un’evoluzione del calibro AL 30-660 S C FUS introdotto nella Ref. 5520. Dei suoi 524 componenti, quasi la metà è destinata al meccanismo di sveglia, preciso entro 10 secondi dall’ora programmata, meglio rispetto ai 30 secondi della Ref. 5220. Ottime anche le prestazioni cronometriche: 28.800 alternanze/ora, autonomia compresa tra 42 e 52 ore (in base all’impiego o meno della suoneria), precisione di -1/+2 secondi al giorno certificata dal Sigillo Patek Philippe.

    A differenza della maggior parte delle sveglie meccaniche, che generano una vibrazione ronzante, quella del Calatrava Alarm 5322G utilizza un martello che colpisce un gong a spirale, come se fosse una ripetizione minuti. Il risultato è un suono chiaro e raffinato. La sequenza di rintocchi dura circa 35 secondi e i rintocchi stessi sono emessi a un ritmo costante, controllato da un regolatore inerziale posto all’estremità del treno di ruote della sveglia.

    Nello sviluppare calibro e orologio, la manifattura ha puntato molto sulla facilità d’uso, creando un sistema dall’impiego intuitivo. Tutto viene controllato tramite la corona e l’unico pulsante. Con la corona premuta, si carica il movimento ruotando in senso antiorario, o la sveglia ruotando in senso orario. Tirando la corona in posizione 1 si imposta l’ora della sveglia, da attivare premendo il pulsante a ore 2. Tirando la corona nella posizione successiva si imposta l’ora. La data si regola tramite un correttore posto sulla carrure tra le anse inferiori. La sveglia non può essere attivata se l’orologio non è completamente caricato e si disattiva automaticamente una volta esaurita l’energia, mentre il suono può essere interrotto in qualsiasi momento.

    Conclusioni

    In sostanza, il Calatrava Alarm 5322G è una grande complicazione – lo dimostra anche il prezzo di 263.000 euro circa – che però si atteggia a orologio da portare tutti i giorni, complice anche il doppio cinturino, in pelle di alligatore coordinato al quadrante o in pelle di vitello con finitura nabuk. E quella di indossare i complicati nella quotidianità è una tendenza che si sta affermando sempre di più tra le grandi maison. In questo caso l’orologio è leggibile, comodo, intuitivo ma anche discreto. 

    Per come la vedo io, è un bel passo avanti verso complicazioni che non sono solo impressionanti per la loro tecnicità, ma anche pratiche e utilizzabili nella vita di tutti i giorni. Se posso permettermi una critica, per piccola che sia, mi accodo a quanti ritengono sconveniente che la campanella dell’attivazione sveglia tagli l’indice a ore 12. Di sicuro, però, ripulendo in un certo senso lo schema estetico della Ref. 5220 e arrivando a un risultato tecnico più raffinato, Patek Philippe ha dimostrato ancora una volta di saper ascoltare mercato e appassionati, in barba ai rigidi legami che può imporre la tradizione. Questo, oggi, può fare la differenza tra un ottimo orologio e un successo commerciale: averlo capito, non è banale.

  • I pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time, Patek Philippe e il segreto svelato

    I pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time, Patek Philippe e il segreto svelato

    Nei pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time, Patek Philippe nasconde un segreto. E fra poco potremo dire che il segreto non è più tale. Un segreto tecnico, un brevetto originale il cui potenziale travalica l’attualità per spingersi verso il futuro.

    Ho sempre confessato una mia personale passione per questo orologio, che molti considerano “strano”. Pur appartenendo alla collezione Calatrava – un classicone – il Calatrava Pilot Travel Time fa parte esteticamente del filone degli orologi militari per aviatori. Una strada che Patek Philippe ha percorso, nella propria storia, sia pure moderatamente. Non fosse altro perché Patek è sempre stata Patek, orologi non certo per “semplici” piloti. Ma magari per i gradi alti e altissimi delle Forze Armate. È comprensibile.

    Il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time è disponibile in quattro versioni e due formati (più una Grande Complicazione). Noi del Giornale degli Orologi ce ne siamo occupati più volte e io stesso ho già scritto al proposito un paio di “pezzi” (puoi trovarli qui e qui). Sono andato a rileggermeli entrambi e non ho particolari osservazioni da aggiungere. Tranne una. Esaminando gli orologi mi avevano colpito due stranezze: l’impermeabilità fino a 6 atmosfere e lo sblocco dei pulsanti che fanno avanzare o indietreggiare la lancetta del secondo fuso orario. Un quarto di giro. Normalmente i pulsanti a vite richiedono ben altro.

    Magica, meravigliosa Patek Philippe

    Richiedo maggiori informazioni e vengo addirittura premiato con il documento (11 pagine!) di registrazione del brevetto europeo. Meravigliosa Patek Philippe, che a proposito dei pulsanti non scrive praticamente nulla nella cartella stampa, ma se chiedi qualcosa in più ti fornisce materiale straordinariamente prezioso, con la serena forza di chi non ha niente da nascondere. È così che si conquista la fiducia di tutti. Giornalisti e lettori.

    Mi metto subito all’opera per capire, ma scopro presto che dietro quel tubicino e quella “corona” (senza segni particolari: forse sarebbe stato meglio mettere almeno un indice che aiutasse a distinguere la posizione di aperto/chiuso) c’è un mondo intero. Un mondo di micromeccanica di precisione, di ingegno che ti lascia a bocca aperta. Per capire che non esagero date un’occhiata alle foto: e confrontate l’esterno dei pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time con i disegni in sezione tratti dal brevetto. Tenete presente che i disegni (ciascuno dei quali corrisponde ad una fase di lavoro di ciascun pulsante) sono ben dieci.

    Mi soccorre il Direttore Clienti Paolo Trevisi, un passato da orologiaio di alto profilo, preparato in complicazioni per calendari perpetui e cronografi. Conservo gelosamente la registrazione della chiacchierata con cui mi ha spiegato il funzionamento dei pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time, che ora cercherò di sintetizzare.

    Al mio via scatenate l’inferno

    Rubo le parole a Russel Crowe per far capire che quando si fa compiere un quarto di giro alla parte superiore del pulsante succede di tutto. Innanzitutto si scollega l’asse centrale, che è quindi libero di essere spinto verso l’interno della cassa. In questo caso l’asse aziona un dispositivo che fa avanzare la lancetta GMT del Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time. O indietreggiare, nel caso dell’altro pulsante. Contemporaneamente un serie di rimandi concentrici fa in modo che il sistema di guarnizioni consenta comunque una tenuta stagna eccellente.

    Quanto? Non lo so. Il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time è garantito impermeabile fino alla pressione di 6 atmosfere, ma quel dato dovrebbe riferirsi semplicemente alla corona, che non è serrata a vite. Logica vorrebbe che l’impermeabilità dei pulsanti sia maggiore. E già questo è un dato interessante.

    Dopodiché tu mi chiederai se non sia possibile usare questo dispositivo anche per un cronografo. Paolo Trevisi si è limitato a farmi un sorriso misterioso, equidistante fra quello della Sfinge e quello della Gioconda. Per quanto mi riguarda io potrei dire che nulla sembra impedire l’uso di questi pulsanti in un innovativo cronografo, magari in unione con il sistema di rimandi già visto in un Patek della serie Advanced Research. Sarebbe un cronografo wowowow!

    I pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time e l’impermeabilità

    Noto, fra l’altro, che tutto è concepito non solo per garantire la tenuta stagna del dispositivo, ma anche per evitare che sporco e residui solidi possano limitarne, nel tempo, il buon funzionamento. E ricordo a tutti che le 6 atmosfere di tenuta stagna sono un buon indizio di un lavoro in evoluzione.

    Mentre infatti le 3 atmosfere d’impermeabilità sono semplicemente un obbligo imposto dai regolamenti della Federazione Svizzera dell’Orologeria (e non ti ci lavi nemmeno le mani in sicurezza, ma proteggono solo l’orologio da polvere e umidità), salire a 6 vuol dire che adottando anche la chiusura a vite l’impermeabilità sarebbe probabilmente maggiore. Lasciar supporre che con un’impermeabilità di 3 atmosfere ci si possa immergere fino a 30 metri sott’acqua – come scrivono molti giornalisti e blogger – non è solo una cosa stupida, ma anche un pessimo servizio per i lettori.

    Tornando a chiudere la parte superiore del pulsante, l’intero dispositivo si pone (senza scatti, con un funzionamento straordinariamente fluido) in posizione di sicurezza: massima tenuta stagna e pulsanti bloccati. Il gioco è fatto.

    Considerazioni finali

    Questo tipo di pulsanti, brevettati e usati da Patek Philippe nel Calatrava Pilot Travel Time, si inserisce in un filone di ricerca della miglior tenuta stagna che vede coinvolta gran parte dell’orologeria. Dai sistemi di chiusura del fondello (penso alla Naiad Lock di Omega) a quelli per la corona e i pulsanti (le danze le aveva aperte Jaeger-LeCoultre con un interessantissimo sistema “a baionetta”), la Svizzera degli orologi cerca di superare le chiusure a vite. Ti chiedi perché? Beh, già il fondello causa problemi (se si stringe troppo, le guarnizioni rischiano di rovinarsi riducendo a zero la tenuta stagna). Ma per la corona e i pulsanti è ancora peggio.

    In molti, in troppi è persistente la convinzione che più stringi e più sicura è l’impermeabilità. Ma è esattamente il contrario: non bisogna serrare troppo, ma nemmeno troppo poco. Un’indicazione che lascia spazio a interpretazioni personali, alla sensibilità di ciascuno. E spesso causa malfunzionamenti drammatici.

    Un sistema “certo” (come la sperimentatissima leva angolare dei Panerai) sarebbe la soluzione migliore. Peccato però che il pubblico non ami soluzioni “esterne” che alterino l’estetica dell’orologio e la sua influenza negativa sull’abbigliamento. L’esigenza di soluzioni “interne” spinge quindi alla ricerca di alternative che per ora sono molto costose: richiedono tolleranze simile a quelle dell’organo regolatore, ma sono anche esposte ad un più ampio ventaglio di interventi da parte del proprietario dell’orologio.

    La soluzione proposta nei pulsanti del Calatrava Pilot Travel Time di Patek Philippe – pur suscettibile di ulteriori sviluppi – sembra proprio essere un capitolo interessante di questa storia. Destinata a riservare nuove sorprese in un futuro nemmeno troppo lontano.

  • Calatrava Pilot Travel Time di Patek Philippe. Elogio dell’amore lento

    Calatrava Pilot Travel Time di Patek Philippe. Elogio dell’amore lento

    Quando venne presentato per la prima volta (2015), il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time venne subito etichettato come “orologio militare”. Ma con una connotazione negativa: Patek Philippe cavalca l’onda del “militare” e con il Calatrava Pilot Travel Time strizza l’occhio alla moda del momento. Ha bisogno di vendere più orologi, fu la conclusione. No, è meglio chiarire subito che il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time con gli orologi militari c’entra poco.

    Semmai i riferimenti sono due orologi per aviatori realizzati nel 1936, dai quali l’attuale Travel Time riprende solo alcuni dettagli dell’impostazione estetica: il quadrante nero e la grafica molto chiara, leggibile in ogni condizione di luce. Le cifre sul quadrante sono con ogni evidenza quelle originali, ma stilizzate in chiave più moderna. Ogni analogia fra gli orologi militari e il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time finisce qui.

    Ho amato da subito il Calatrava Pilot Travel Time. Non è stato un colpo di fulmine, perché Patek Philippe preferisce gli amori lenti, quelli che nascono e crescono nel tempo, consolidandosi per la vita. Patek non ti stupisce quasi mai con effetti speciali, ma ti entra nel cuore piano piano, mentre ne scopri i tanti dettagli e la loro qualità. Un consiglio che vorrei dare è quello di confrontare gli orologi di Patek con quelli di altre marche.

    È quella che io definisco “la strategia della perla”. Se dovete scegliere delle perle, allora mettete un filo a confronto con l’altro, buttando giù dalla torre, man mano, quello meno bianco, meno perfetto, quello con qualche difetto. Alla fine avrete un filo di perle che rappresenta l’eccellenza, almeno fra quelle presenti nel negozio. Altrettanto va fatto con il Calatrava Pilot Travel Time di Patek: confrontatelo con altri orologi per aviatori, tutti di massima qualità, e alla fine scoprirete che – sommando tecnica ed estetica – sarà lui a vincere.

    Oggi la collezione “in stile Pilot”, come la definisce la stessa Patek Philippe, si arricchisce di un nuovo quadrante. Blu, colore che di recente Patek sembra amare molto, adattandone  però l’intensità alla specifica personalità del modello. Così spazia dai quadranti finemente incisi con effetti mai troppo evidenti per arrivare al blu scuro del Travel Time.

    Sostanzialmente il Patek Philippe Calatrava Pilot Travel Time è disponibile in due versioni: quella “semplice”, doppio fuso, e la Alarm, con svegliarino meccanico integrato. Poi ci sono ovviamente le varianti relative alla cassa – formato grande (42 mm di diametro) o medio (37,5 mm) – e quelle relative al materiale, fondamentalmente oro bianco o rosa.

    Al vostro posto non sottovaluterei la versione media, da quasi 38 millimetri di diametro: ho un polso extra large, ma quel diametro sembra equilibrato persino per me. Tutto sommato lo preferisco, ma i gusti son gusti e provare al proprio polso è sempre la ricetta migliore per una scelta sensata.

    Specialmente nel caso di orologi straordinariamente preziosi come i Patek Philippe. Ricordate che non solo il marchio è prestigioso, ma anche il concessionario che se ne occupa. Proviamo ad avere maggior fiducia: sono certo che se stabiliamo un rapporto di reciproco rispetto sarà possibile trovare il giusto equilibrio per le giuste scelte.

    Per un maggiore approfondimento vi rimando al “pezzo” e alle didascalie sull’Alarm che ho scritto tempo fa. Qui mi limito a concludere dicendo che vi auguro di poter provare quella sensazione di (quasi) perfezione, di “tutto al posto giusto”; che nasce naturale già solo nel premere i due pulsanti per l’impostazione del secondo fuso.

    E confrontando questo con un altro ottimo orologio con doppio fuso orario capirete perché Patek Philippe resta al vertice. Perché Patek Philippe deve attendere (sia prima nella fase di progetto e prototipo, sia in quella di produzione) di aver raggiunto un livello superiore prima di mettere in vendita un orologio. Che sarà inevitabilmente raro, sempre. Anche quando non si parla di serie numerate.

    P.S. Qualche lettore ci comunica i propri dubbi sulla certificazione “casalinga” di alcuni marchi, fra cui appunto Patek Philippe. La tesi è che “se la suonano e se la cantano” per sottrarsi ai controlli del Cosc. Non è così, e ne parleremo presto…

  • Il Calatrava Pilot Travel Time di Patek Philippe si tinge di rosa

    Il Calatrava Pilot Travel Time di Patek Philippe si tinge di rosa

    Quando è uscito, il Calatrava Pilot Travel Time ha fatto scalpore. Lo ricordo bene: era il 2015, il mondo dell’orologeria si era trasferito a Basilea e nei corridoi della fiera ne parlavano tutti. Perché il Pilot di Patek Philippe rispettava sì i canoni “classici” degli esemplari da navigazione, ma era insolito nel catalogo della Maison – almeno nell’ottica un po’ miope della produzione contemporanea. Invece, si doveva guardare in prospettiva.

    Il passato nell’aeronautica…

    Per rendersi conto di quanto fosse radicato nella tradizione Patek Philippe, si doveva andare a ritroso nel tempo: dai cronografi elettronici da marina degli anni Settanta (i Naviquartz, tuttora presenti nelle aste a tema per la gioia dei collezionisti), alle forniture per gli ufficiali americani durante la II Guerra mondiale, fino agli orologi da aviatore degli anni Trenta, il Calatrava Pilot Travel Time affondava le radici nel passato “militare” della manifattura.

    In particolare, i progettisti avevano tenuto come punto di riferimento due modelli esposti nelle vetrine del Museo Patek Philippe di Ginevra: due “siderometri”, come vengono detti in gergo tecnico gli orologi ad angolo orario. Cioè quegli strumenti che con l’ausilio di un sestante e di un segnale radio servivano per calcolare con precisione e rapidità la posizione di un aereo in volo. Il Calatrava Pilot Travel Time, però, al posto di questa funzione un po’ nostalgica – nata agli albori dell’aviazione da un’idea di Philips Weems poi sviluppata da Charles Lindbergh -, presenta una complicazione tuttora utile: il secondo fuso orario.

    …e quello da globetrotter

    Anche gli orologi per grandi viaggiatori, del resto, appartengono alla tradizione di Patek Philippe. Basti pensare ai modelli con ore universali, inventati negli anni Trenta proprio da un geniale collaboratore della maison, l’orologiaio Louis Cottier. Mentre risale al 1959 il primo brevetto per il dispositivo Travel Time, specificamente studiato per spostare la lancetta dell’ora locale con intervalli di un’ora.

    Quindi un secondo brevetto nel 1996, teso a perfezionarne il meccanismo: si tratta in pratica di un sistema sviluppato per isolarlo dal movimento di base e impedire che la regolazione del secondo fuso possa interferire con le oscillazioni del bilanciere e influire quindi sulla regolarità di marcia. Così inquadrato, il Pilot di Patek acquista un senso e un valore particolari.

    Il Calatrava Pilot Travel Time 2018 in due formati

    A Baselworld 2018, però, il Calatrava Pilot Travel Time è ancora una volta sotto i riflettori. L’attenzione in questo caso è puntata sulle dimensioni del nuovo modello. La prima versione, infatti, aveva la cassa in oro bianco di 42 mm di diametro (Referenza 5524G). L’ultima, in oro rosa, è invece declinata in due taglie: con il consueto formato di 42 mm affiancato da un insolito 37,5 mm  – considerato troppo piccolo dai puristi dell’orologeria, per i quali gli orologi da aviatore devono essere per forza sovradimensionati. La scelta in realtà è motivata da precise esigenze di mercato.

    Il Pilot in scala ridotta è dedicato in primo luogo alle signore, alle appassionate di orologeria meccanica che si stanno imponendo sempre più, tra gli estimatori della casa, a tutte le latitudini. Ad avere i polsi sottili, però, non sono solo le donne: il discorso vale anche per tantissimi orientali.
     E oltretutto gli esemplari “midsize” – o “boy”, come vengono anche chiamati – sono prodotti di frequente dalle case specializzate in orologi da aviazione, il cui marketing li accosta a quelli XL con la definizione “father and son” – memore forse del successo di Cat Stevens (un cantante famoso negli anni Settanta). Ma certo chi ha una visione tradizionalista (per usare un eufemismo) dell’orologeria non pensa al pubblico femminile, né al mercato globale, all’evolversi delle tendenze o a quanto stia cambiando rapidamente l’intero mondo delle lancette…

    Stessa estetica e stessa meccanica

    Per tornare al Calatrava Pilot Travel Time, comunque, i due modelli di quest’anno (la Referenza 5524R più grande, e la Referenza 7234R più piccola) sono identici in tutto e per tutto. Hanno la stessa estetica, giocata sull’abbinamento cromatico dell’oro rosa e del cioccolato, con il quadrante in una calda tonalità bruno/testa di moro che va a sfumare fino al nero, e il cinturino in pelle marrone “vintage”. Ma soprattutto montano la stessa meccanica, il calibro automatico 324 FC FUS, ovviamente di manifattura.

    Si tratta di un movimento composto da due parti: il calibro di base più il modulo del doppio fuso orario e del calendario. Visualizza il secondo fuso orario con il consueto sistema della lancetta centrale: che si distingue per la struttura traforata e, quando non si è in viaggio, resta nascosta sotto la “normale” lancetta delle ore. Grazie ai brevetti della manifattura, si può regolare facilmente con i due pulsanti laterali, che la fanno avanzare o arretrare con scatti di un’ora senza incidere sulla precisione dell’orologio. I due pulsanti sono dotati anche di un sistema di sicurezza per evitare manipolazioni accidentali.

    Oltretutto, una doppia funzione giorno/notte è sincronizzata sull’ora locale e su quella di casa, ognuna indicata in una duplice finestrella rotonda con un’apposita didascalia a chiare lettere. A ore 6 si trova quindi il quadrantino ausiliario della data, con il numero 1 in rosso per segnalare inequivocabilmente il primo giorno del mese. Piccole, estreme gentilezze che rivelano il rispetto della manifattura verso l’acquirente.

    p.s. A proposito di acquirenti, infine, da più parti si spera vivamente che la manifattura produca al più presto anche la versione in acciaio. Non tanto per una questione economica, di riduzione del prezzo, quanto per una effettiva praticità d’uso. Del resto lo scorso ottobre, da Christie’s Ginevra, è andato all’asta un Calatrava Pilot Travel Time in titanio: un pezzo unico venduto per beneficienza, a favore di Children Action, e battuto dal martelletto per 2,3 milioni di franchi svizzeri. Vedi tu.