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Calatrava Ref. 6007A-001. Patek Philippe celebra la nuova manifattura

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Avviso ai collezionisti. Mettete in agenda questo orologio: Patek Philippe Calatrava Ref. 6007A-001. Come al solito con Patek Philippe si è costretti a segnare la cosiddetta “referenza”, ossia il numero commercialmente assegnato a qualunque prodotto. Si perde il fascino del nome, ma resta quello della collezione.

Per quale ragione bisognerebbe eccitarsi per questo Calatrava Ref. 6007A-001? Perché sarà prodotto in soli 1000 esemplari, che per molte altre marche potrebbero anche essere molti, ma nel caso di Patek Philippe scatenerà una caccia selvaggia. E poi perché la forma della cassa è inedita. E poi perché la cassa è realizzata in acciaio, materiale raro per il marchio. E poi perché… Ma andiamo con ordine.

Il Calatrava Ref. 6007A-001 nasce per festeggiare l’apertura, avvenuta lo scorso febbraio, della nuova fabbrica di Plan-les-Ouates, un piccolo Comune (circa 10.000 abitanti) a pochissima distanza da Ginevra. La fabbrica – imponente – è stata voluta da Thierry Stern (il proprietario di Patek Philippe) per riunire sotto uno stesso tetto ogni singola attività del marchio.

Ricordo che anche il padre di Thierry, Philippe, aveva a suo tempo aperto una fabbrica sempre a Plan-les-Ouates: ogni generazione della famiglia Stern lascia il proprio segno, forte e chiaro. La fabbrica è un “bestione” di 10 piani, lunga oltre 189 metri e larga 67. La superficie è di 133.650 metri quadrati, è costata 600 milioni di franchi svizzeri (di cui 100 solo per attrezzature tecniche) e rispetta il più alto livello svizzero delle normative sulla compatibilità ambientale.

Bene, mi dirà qualcuno in grado – beato lui o lei – di comprare un Patek Philippe: finalmente aumenteranno la produzione. Thierry Stern lo ha già detto chiaro e tondo: non se ne parla. 62mila circa era la quantità d’orologi precedente e quella rimane. E allora cosa ce ne frega? Ce ne frega eccome, perché finalmente la produzione potrà avere ritmi migliori e passerà (un po’) meno tempo fra la presentazione di un modello e il suo arrivo nei concessionari. Il tentativo, insomma, è quello di ridurre i tempi d’attesa che talvolta si contano in anni. E migliorare ulteriormente la qualità grazie all’impiego di macchine utensili più moderne.

La Ref. 6007A-001 appartiene alla collezione Calatrava, e ha la cassa in acciaio di 40 millimetri di diametro all’interno della quale è montato il Calibro 324 S C, meccanico a carica automatica. Lo stesso di altri Calatrava, di molti Nautilus e di alcuni Aquanaut. Secondi al centro, datario a finestrella, 217 componenti montati su 29 rubini, è uno dei calibri più affidabili di Patek e proprio per questo viene montato negli orologi più sportivi.

Parliamo dell’estetica. Fermo restando il fatto che sui gusti personali non si discute, ho notato sui social giudizi decisamente tagliati con l’accetta – i francesi direbbero tranchant. Alcuni sono degli evidenti “vorrei, ma non posso”, derivati sulla folle logica che se sparo su qualcuno di importante allora sono importante anch’io. Lasciamo perdere.

Ma altri commettono l’errore – certo in buona fede – di valutare in base a poche foto viste sul cellulare o comunque su uno schermo di ridotte dimensioni. Leggere un orologio non è semplice e richiede preferibilmente un “contatto diretto” perché sono i dettagli a far la differenza. Quando ciò non è possibile (la Ref. 6007A-001 è arrivata da noi in pochissimi esemplari), allora non resta che affidarsi alle foto, è vero. E però servono ingrandimenti piuttosto forti per poter apprezzare i dettagli e cercare di valutare le differenze.

I dettagli di questo Patek Philippe sono, come sempre, all’altezza del marchio. Noto la finitura lucida della cassa, preziosa anche per via della lunetta fortemente bombata per raccordarsi al vetro (e realizzare quella bombatura comporta un costo in più non indifferente in fase di finitura). Noto la parte terminale delle anse, verticale, stilisticamente più moderna. Noto il fondello chiuso a vite e mi chiedo fosse mai un antipasto di un futuro orologio a forte impermeabilità.

Il movimento è visibile attraverso il fondello sul cui vetro è impressa una scritta commemorativa. All’interno, ovviamente, per impedire che il trascorrere degli anni la possano far sbiadire. Noto anche come la corona sia “importante”, ben fatta e renda plausibile, tecnicamente, una trasformazione a vite o con doppia guarnizione: chissà.

Noto nella parte centrale del quadrante blu un motivo guilloché realizzato con qualità superlativa (un’ulteriore rarità, per i rari modelli in acciaio), che Patek aveva già utilizzato in passato. E noto che le lancette sono ben trattate di materiale luminescente. Se poi aggiungiamo che il materiale luminescente è usato con generosità anche sugli indici applicati, il sospetto (o la sola speranza) di un modello ad alta impermeabilità diviene ancor più forte.

Ma anche lasciando da parte il futuro (sto ancora sperando in una versione per uomo del Twenty~4), il Patek Philippe Calatrava Ref. 6007A-001 rimane un boccone prelibato per i collezionisti. Un orologio destinato ad aumenti di valore anche consistenti, nel medio e lungo termine.