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  • Promaster Wave Tracker: il nuovo Citizen per la vela

    Promaster Wave Tracker: il nuovo Citizen per la vela

    La stagione delle regate è ormai iniziata. E chi scende in acqua ha sempre bisogno di uno strumento affidabile, anche se non partecipa alla Giraglia o alla Kieler Woche. Certo, sul mercato esistono parecchi esemplari a tema, fra yacht timer meccanici e smartwatch nautici, ma l’offerta si riduce notevolmente se si ha a disposizione un budget limitato. Per i regatanti che non vogliono finire sempre sui soliti digitali dall’estetica anonima, è in arrivo una nuova proposta da parte di Citizen: il Promaster Wave Tracker, presentato di recente e in distribuzione nei prossimi giorni. Un orologio analogico-digitale, avanzato dal punto di vista tecnologico ma con un posizionamento aggressivo: compreso fra 549 e 599 euro a seconda del modello.

    Un passato nelle regate

    Gli estimatori di Citizen, del resto, sanno che il Brand vanta una lunga esperienza nel segmento degli orologi per la vela. Il primo, e forse più famoso, è stato il Wind Jack, anche detto Windsurfing, lanciato nel lontano 1985: realizzato in collaborazione con un esperto velista – secondo alcuni il capo dei designer interni del colosso giapponese -, aveva un display Lcd a blocchi colorati e un movimento al quarzo calibro D060 con funzioni di cronografo, conto alla rovescia e allarme.

    Tra gli anni ’80 e i ’90, Citizen sviluppò altri esemplari dedicati. Come lo Yachting Chronograph Calibro 6840, un analogico sempre con movimento al quarzo ma con i tempi di pre-partenza indicati in apposite finestrelle. Oppure lo Yachting Calibro 3510, un cronografo al 100° di secondo, con countdown e un’impermeabilità fino a 20 bar. O ancora lo Yacht Timer Calibro C050, un modello ana-digi con un “Racing Timer” acustico super-sofisticato per l’epoca.

    Ancora, all’inizio degli anni 2000, con l’esordio della tecnologia Eco-Drive e della collezione Promaster, ecco il celeberrimo Promaster Sailhawk Calibro C660. Rimasto in produzione per almeno un decennio in vari allestimenti, è stato considerato dai velisti di tutto il mondo lo strumento definitivo, fino a guadagnarsi il titolo di “re dei campi da regata”. Oltre al conto alla rovescia da 99 minuti, aveva le ore del mondo e una lunetta girevole con i punti cardinali e la rosa dei venti.

    C’è da dire che modelli celebri come il Wind Jack o il Sailhawk Ref. JR4060 sono tuttora ricercatissimi dai collezionisti sulle piattaforme di secondo polso. Non solo. Oltre a produrre orologi ormai leggendari, Citizen divenne anche sponsor ufficiale di regate internazionali di rilievo come la Citizen Cup, la Serie di selezione del Defender per l’America’s Cup del 1992 e del 1995, che si svolsero nelle acque di San Diego.

    Il movimento del Promaster Wave Tracker

    Erede di questa lunga tradizione è proprio il Promaster Wave Tracker. O meglio, il Promaster Eco-Drive Combination Watch Wave Tracker, per usare il nome completo, utile in questo caso perché riassume le due caratteristiche esseziali dell’orologio: l’indicazione analogico-digitale riportata sul quadrante e la tecnologia Eco-Drive, che lo alimenta grazie all’energia luminosa. Entrambe riconducibili al movimento: l’innovativo calibro U812.

    Proprio grazie al calibro U812, il Promaster Wave Tracker si configura come uno strumento molto tecnico, che include funzionalità evolute facili da utilizzare (anche se all’inizio bisogna sicuramente prenderci la mano). Alle funzioni specifiche come la modalità Regata, il Grafico delle maree e l’indicazione degli orari di alba e tramonto in 203 località del mondo, se ne aggiungono altre più consuete, come il calendario perpetuo, le fasi di luna o il cronografo a 1/100 di secondo.

    Per entrare nel dettaglio, la modalità Regata (Yacht Race Timer) è molto intuitiva: basta impostare il conto alla rovescia prima della partenza e, una volta raggiunto lo zero, l’orologio comincia automaticamente a cronometrare, per misurare con esattezza i tempi di navigazione fino al traguardo. Mentre il Grafico delle maree mostra l’andamento del livello dell’acqua, i cambi di direzione delle maree e le variazioni orarie in tempo reale.

    …e le altre caratteristiche

    Un’altra caratteristica fondamentale del Promaster Wave Tracker è il display MIP (Memory-in-Pixel). A differenza dei vecchi schermi Lcd, piccoli e difficili da leggere nelle ore più luminose, il nuovo schermo digitale ad alta definizione risulta perfettamente leggibile anche fra mille riflessi in mezzo al mare, con il sole allo Zenith.

    Per passare all’habillage, la cassa in acciaio misura 42,4 mm di diametro ed è impermeabile fino a 20 bar. Sul réhaut e sulla lunetta girevole si trova il regolo calcolatore, che permette di calcolare la direzione del vento e stabilire la miglior andatura (i cosiddetti “punti di vela”) in base agli angoli di incidenza del vento stesso. Certo, non è di immediato utilizzo per tutti, ma è un plus dedicato ai velisti più esperti.

    Due infine le opzioni per indossare il Promaster Wave Tracker. Un cinturino in poliuretano arancione ricavato da biomassa (Benebiol™) o, in alternativa, un bracciale in acciaio a tre file, con le maglie spazzolate in verticale. Tre le referenze disponibili in Italia: con quadrante soleil nero e lunetta arancione; con quadrane soleil blu e lunetta blu e nera; con quadrante soleil nero e lunetta coordinata. La scelta è strettamente personale.

  • Promaster Aqualand 40th Anniversary: torna il “campione” di Citizen  

    Promaster Aqualand 40th Anniversary: torna il “campione” di Citizen  

    Qualche giorno fa, scrivendo di Seiko, avevo ricordato come il 2025 sia un anno di ricorrenze in orologeria, che si celebrano dalla Svizzera al Giappone. Proprio al Giappone torno oggi per parlare dell’Aqualand di Citizen – il quale, guarda caso, festeggia anch’esso un importante anniversario, perché si tratta di una cifra tonda: 40 anni. Il regalo che Citizen si è fatta si chiama Promaster Aqualand 40th Anniversary Limited Edition.

    Sono dunque passate quattro decadi da quando comparve sul mercato l’Aqualand, che si presentò agli appassionati e al mondo come il primo orologio subacqueo dotato di un sensore elettronico di profondità. Una diavoleria tecnica utilissima, che solo un marchio come Citizen e un Paese come il Giappone, che dell’avanguardia tecnologica ha sempre fatto il vessillo, potevano sviluppare. Erano gli anni ’80, con l’elettronica e il quarzo a farla da padroni in orologeria. Ma la storia dell’Aqualand cominciava molto prima.

    Alle origini dell’Aqualand: la linea Parawater

    Esattamente, nel 1959, quando Citizen sviluppò la guarnizione O-Ring. Con una tecnologia presa a prestito dal settore aeronautico, sigillava in maniera impenetrabile la cassa dell’orologio. Da quella guarnizione nacque la linea Parawater, che fu l’inizio di tutto. E fu un inizio spettacolare.

    Per provare l’efficacia della guarnizione, i tecnici di Citizen buttarono letteralmente a mare centinaia di orologi Parawater, sigillati in speciali capsule, e lasciati al flusso della corrente Kuroshio. Cioè una delle principali correnti oceaniche, che origina dalle Filippine, risale fino al nord Pacifico e scende lungo le coste della California. Ciascuna capsula conteneva un messaggio con delle coordinate geografiche e invitava chi l’avesse trovata a rispedirla a Citizen.

    Ebbene, anni dopo questo esperimento che coinvolse il padre dell’Aqualand, una di quelle capsule fu ritrovata proprio in California e rispedita al mittente con una lettera autografa di chi l’aveva rinvenuta. L’orologio all’interno era ancora perfettamente funzionante.

    Dopo la ricerca dell’impermeabilità, il passo successivo fu la messa a punto di tecnologie utili ai subacquei professionisti che avrebbero utilizzato gli orologi. Proprio in questo senso è da intendere il sensore di profondità dell’Aqualand, che nel 1985 avrebbe cambiato il modo di intendere l’orologeria subacquea.

    Sfide (e soluzioni) che portarono alla nascita dell’Aqualand

    Dall’esperienza maturata con il Parawater prima e con l’Aqualand poi, Citizen creò nel 1989 la collezione Promaster, tuttora una pietra di paragone per i diver. Si indirizzava anche ai professionisti dell’aria e della terra, oltre che a quelli del mare, ma l’eredità subacquea della linea era forte alle origini e tale è rimasta, perché ancora oggi porta avanti la rivoluzione del primo Aqualand dell’85. Ossia il fatto che, se prima un orologio da immersione semplicemente resisteva all’azione dell’acqua, ora faceva di più: leggeva, misurava, rispondeva al mare. Grazie al sensore elettronico di profondità e al piccolo display analogico sul quadrante.

    Alla base di quell’orologio, Citizen aveva posto sei sfide da dover affrontare e vincere, ciascuna con una soluzione meccanica. La prima sfida: aggiungere un sensore digitale di profondità. La soluzione: sviluppare un sensore di pressione miniaturizzato, capace di misurarla in tempo reale fino a 80 metri. Seconda sfida: fare in modo che l’acqua non raggiungesse i sensori elettronici. Soluzione: cassa e vetro completamente ridisegnate, sigillate con guarnizioni avanzate.

    Terza sfida: garantire la durata delle batterie, utilizzandole di piccolo formato. Soluzione: impiego di sensori elettronici a basso consumo di energia. Quarta sfida: leggibilità al buio. Soluzione: display Lcd retroilluminato ad alto contrasto. Quinta sfida: aiutare i subacquei a evitare risalite rapide e pericolose. Soluzione: una suoneria ben udibile che scattava in caso di ascesa troppo rapida. Sesta sfida: lettura accurata delle informazioni nonostante i cambi di pressione e temperatura. Soluzione: sensore auto-calibrante, che proteggeva dalla corrosione e dagli sbalzi pressori.

    Il capo sviluppatore dell’Aqualand delle origini, Tatsuo Nitta, provò egli stesso l’orologio in acqua per verificarne la precisione, l’impermeabilità e la leggibilità: «Avevamo bisogno che fosse performante e che fosse creato in modo da essere efficiente», raccontava.

    L’Aqualand 40th Anniversary in edizione limitata

    In sostanza, quindi, nel momento in cui l’orologio debuttò sul mercato fu subito destinato a lasciare un segno nella storia di Citizen, e non solo in quella. Fu infatti lanciato come Promaster Aqualand, prima che Promaster diventasse una vera collezione (come ho scritto sopra, la cosa accadde quattro anni dopo), anzi, forse “LA” collezione per gli appassionati del Brand. Faceva infatti parte della Sporte MS Series, destinata al mondo del mare, ma si capì subito che quell’etichetta gli stava troppo stretta.

    Il Promaster Aqualand 40th Anniversary Limited Edition è stato presentato alla stampa italiana di settore e a un gruppo di selezionati giornalisti esteri la scorsa settimana, in un ambiente in cui l’Aqualand si trova particolarmente a proprio agio. Si trattava della struttura Y-40 The Deep Joy di Montegrotto, in Veneto, che ospita la terza piscina più profonda del mondo, -42,15 metri. Gli ospiti hanno potuto provare l’orologio in immersione con le bombole, seguiti da esperti istruttori. Non era il mare aperto, ma l’esperienza è stata comunque coinvolgente. Noi c’eravamo e lo possiamo testimoniare.

    Come avrete capito, in questo articolo ho privilegiato la parte storica, perché di storia dell’orologeria si tratta. Trovate alcuni dettagli tecnici del nuovo Promaster Aqualand 40th Anniversary Limited Edition nelle didascalie. Qui segnalo solo che il prezzo è di 468 euro e che l’orologio è stato creato in 5.800 pezzi per tutto il mondo, di cui 2.000 per il mercato italiano. Una testimonianza di quanto l’Italia sia importante per Citizen e di quanto la community di appassionati del Brand sia forte dalle nostre parti.

  • Promaster Eco-Drive Diver 300m: Citizen ricomincia da tre

    Promaster Eco-Drive Diver 300m: Citizen ricomincia da tre

    Provate a contare. Quanti sono i marchi di orologeria che hanno in collezione almeno una linea dedicata ai subacquei? Numerosi. Quanti di questi marchi hanno un diver che è diventato un loro pilastro e un mito per i professionisti delle profondità marine? Una manciata. A questo ristretto circolo appartiene Citizen con il suo Promaster Diver. Un orologio che ha segnato la storia di questi strumenti professionali fin dalla nascita della collezione Promaster, destinata all’utilizzo in mare ma anche in terra e in aria. Fatto sta che, con il tempo, non solo tra i professionisti ma anche tra gli appassionati, gli esemplari destinati al mare sono diventati i più famosi e ricercati della linea. 

    Fu il 1989 l’anno di arrivo del marchio Promaster nel portafoglio di Citizen. In precedenza, il Brand giapponese aveva sviluppato diverse serie di orologi che esprimevano i messaggi delle linee Sporté e Citizen Sporting Life. In questo senso, il logo del Promaster era caratterizzato da un disegno a freccia, a significare i concetti di “andare più in alto” e “andare più in profondità” rispetto ai modelli delle collezioni precedenti. Era accompagnato da un motivo testuale basato sulle lettere SS, che stavano per “Sporting Spirit”. Costruiti per soddisfare le esigenze dei professionisti che operavano in ambienti difficili, i Promaster rappresentarono così il culmine dell’impegno centenario di Citizen nel superare le sfide comportate dallo sviluppo di orologi. 

    Il Promaster Diver e le referenze professionali

    Tra i Promaster dedicati al mare che maggiormente hanno guadagnato fama tra i subacquei ricordo la referenza NY0040-09E del 1993, amata per la funzionalità e convenienza. Il modello originale era dotato di un movimento automatico Cal. 8203 e il design era stato influenzato dai feedback ricevuti da Citizen da parte degli appassionati. Da allora ne sono state realizzate diverse varianti, con nuove dimensioni della cassa e nuovi movimenti, tra cui l’Eco-Drive.

    Con il crescere dell’esperienza da parte di Citizen in questo segmento, nel 2002 il Brand ha lanciato un diver meccanico per le immersioni in saturazione. Presentava una struttura che impediva l’ingresso dell’elio nella cassa e una lunetta girevole e rimovibile. La struttura ermetica dell’orologio proteggeva i componenti interni dal gas utilizzato durante le immersioni in saturazione. La lunetta asportabile facilitava il lavaggio di sostanze come sale e sabbia che vi si potevano infilare sotto.

    Quell’orologio era dunque perfetto per le immersioni in saturazione fino a 100 bar di pressione. Queste e altre caratteristiche lo aiutarono a resistere all’impiego da parte dei professionisti più esigenti. Le parti in titanio erano rifinite con la tecnologia proprietaria di Citizen per l’indurimento delle superfici, chiamata Duratect. Sulla stessa falsariga è il Promaster Eco-Drive Professional Diver 1000m del 2016.

    Un occhio alla sostenibilità

    Oggi, Citizen arricchisce la linea con tre nuove referenze del Promaster Eco-Drive Diver 300m. Due sono modelli della collezione corrente, il terzo è in edizione limitata. I tre modelli condividono buona parte delle caratteristiche tecniche, a partire dalla cassa in acciaio e di dimensioni ragguardevoli, tipiche di un diver professionale: 46 mm di diametro per 16,3 mm di spessore. Ho avuto la possibilità di indossarli ed effettivamente sia le misure sia l’acciaio si fanno sentire, specialmente su un polso smilzo come il mio.

    Non dimentichiamo, però, che sono orologi destinati a essere impiegati sott’acqua, possibilmente sopra una muta. Questo grazie anche all’estensione del cinturino realizzata con un materiale particolare chiamato BeneBiOl, su cui spendo due parole. Creato dalla giapponese Mitsubishi Chemical Group alcuni anni fa, il BeneBiOl è un policarbonato a base di biomassa che può essere utilizzato come materia prima per le resine poliuretaniche. Sostanzialmente, un materiale sostenibile. 

    Se però nella prima versione – chiamiamola così – del BeneBiOl il contenuto biologico oscillava tra il 20 e il 50%, nelle versioni più aggiornate questa percentuale è superiore all’80%. Inoltre, alcuni dei precedenti prodotti derivati dal petrolio sono stati convertiti in biomassa, consentendo all’azienda di offrire gradi bio per tutti i prodotti della gamma BeneBiOl.

    Tre Promaster, due quadranti

    Oltre a quanto scritto fino adesso, i tre orologi condividono il movimento Eco-Drive Cal. E365, oltre al fondello a vite. Questo riporta in rilievo il disegno di un casco da palombaro, a ribadire la natura professionale delle referenze. Ciò che distingue la versione in edizione limitata (4.500 pezzi/mondo di cui 600 per l’Italia) dalle altre due è il quadrante blu, per il quale sono stati impiegati i colori strutturati creati dalla Fujifilm Corporation. Si tratta di una tecnologia che utilizza un inchiostro privo di pigmenti, che però riflette la luce creando sfumature simili ai colori del mare. L’orologio fa infatti parte del progetto Unite with Blue, un’iniziativa di Citizen destinata alla salvaguardia degli oceani.

    Un orologio, dunque, che fa del bene. E lo fa anche al portafogli, perché l’edizione limitata del Promaster Eco-Drive Diver 300m ha un prezzo al pubblico di 549 euro, che scendono a 499 per le altre due referenze. Del resto, il prezzo accessibile a fronte di un’offerta di alto livello in termini di finiture, materiali e tecnologie è da sempre una caratteristica di Citizen. Un plus che è riconosciuto tanto dai semplici appassionati quanto dalla ricca community di fan del marchio, pronti a commentare ogni nuova uscita con competenza. Per come la vedo io, non credo che avranno grosse difficoltà a trovare punti di forza in queste novità…

  • Promaster, 35 anni a tutto Citizen

    Promaster, 35 anni a tutto Citizen

    Lo so, qualcuno di voi alzerà il ditino e penserà che parlare del 35° della collezione Promaster di Citizen alla fine dell’anno in cui si celebra la ricorrenza non sia una genialata. In realtà, la scelta di aspettare l’ultimo minuto, o quasi, è dovuta al fatto che si tratta di una linea talmente centrale nell’offerta di Citizen da meritare una certa dose di “meditazione”. In più, in questo 2024 Citizen ha presentato diverse referenze del Promaster di cui ancora non abbiamo scritto e che vale la pena raccontare sul finire dell’anno. Non senza aver prima rapidamente accennato alle origini della collezione.

    La famiglia dei Promaster, come è facile immaginare se sapete fare di conto, arrivò sul mercato nel 1989 e debuttò con tre modelli: l’Altichron, che era mosso dal calibro C040; il precursore dello Sky, equipaggiato dal calibro C080; e il subacqueo Aqualand, con calibro C020 e certificazione ISO 6425. In realtà, il nome Aqualand vide la luce prima, nel 1985, abbinato al primo orologio da immersione dotato di profondimetro digitale. Proprio questa caratteristica configurò l’arrivo dell’Aqualand come una sorta di rivoluzione tra i diver professionali. L’affidabilità dell’orologio era garantita da 3 batterie al litio chiuse da un fondello sigillato in modo ermetico grazie all’impiego di 6 viti.

    La linea Promaster si è evoluta nei successivi 35 anni mantenendo un forte focus sull’Aqualand (poi Marine) e valorizzando progressivamente le referenze Sky. Citizen ha esteso le prestazioni della collezione a referenze pensate per l’outdoor e identificate dai nomi di Geo Trekker e di Land. In questo modo ha portato Promaster a posizionarsi in tutti i tre classici ambiti destinati agli orologi-strumento, pensati per l’esplorazione: mare (Marine), terra (Land), cielo (Sky).

    Promaster Sky Eco-Drive Radio-Controlled

    Per parlare delle novità del 35° anniversario (sulle quali vi rimando poi alle didascalie per ulteriori dettagli e approfondimenti) parto proprio dal Promaster Sky, per il quale Citizen ha realizzato una referenza in edizione limitata con cassa in acciaio da 46,7 mm di diametro e 13,8 mm di spessore. L’orologio si presenta senza anse e ha il bracciale integrato; l’estetica parla di una finitura di angoli e spigoli che alterna parti lucide a zone spazzolate.

    La maggior parte dei componenti della cassa e del bracciale è dotata di un rivestimento Duratect grigio, mentre la finitura Duratect della corona, della parte interna della lunetta, del regolo calcolatore e dei pulsanti è rosa ambrato, una sfumatura definita Sakura. Nonostante il nuovo Promaster Sky sia pensato per un utilizzo professionale in cielo, è garantito con un’impermeabilità fino a 20 bar, grazie anche all’impiego del vetro zaffiro e del fondello avvitato.

    Promaster L.E. NY 0160 e NY0161 (Fugu)

    La ricorrenza del Promaster, per ciò che riguarda la linea Marine, trova la celebrazione in due edizioni limitate della Serie NY, ispirate al design reso celebre e ricercato dal modello originale NY004 del 1989. Che era dotato di una lunetta seghettata il cui design era pensato per agevolarne l’utilizzo con i guanti da immersione.

    L’impiego di quell’orologio da parte dei subacquei professionisti ha decretato la reale funzionalità della lunetta. E ha dato origine al soprannome con cui è conosciuta la referenza, ossia “Fugu”, pesce palla in giapponese. Un nome diventato così iconico da essere riportato sul fondello delle nuove varianti in edizione limitata e celebrative dei 35 anni di Promaster, una con quadrante blu e una con quadrante nero.

    Le due nuove referenze mantengono caratteristiche ed elementi distintivi della stessa linea: 20 bar di impermeabilità (standard ISO 6425), indici delle ore di nuova concezione introdotti nel 2018, esclusiva lunetta con denti seghettati.

    Eco-Drive combination watch (Land)

    Questo nuovo Promaster dedicato al mondo della terra (Land) è caratterizzato da un nuovo calibro, il movimento Eco-Drive U822, che è il cuore di tre nuovi modelli di orologi combinati. Il movimento di nuova concezione combina indicazioni analogiche con indicazioni digitali visibili nel display tra ore 2 e ore 10.

    Il display digitale è stato aggiornato con uno schermo Lcd a segmenti chiamato Memory-in-Pixel (Mip). Si tratta di una nuova tecnologia in grado di offrire una risoluzione più elevata per una migliore visibilità, sia in ambienti al chiuso, sia soprattutto in ambienti all’aperto. Inoltre, per dimensione e forma, il display offre la visualizzazione di un numero maggiore di informazioni.

    Il quadrante analogico presenta lancette grandi e leggibili combinate con numeri arabi e indici a barra. La finitura opaca riduce i riflessi e garantisce che il display analogico sia sempre chiaramente visibile. Il réhaut può essere ruotato tramite la corona a ore 8 per utilizzare l’orologio come bussola. Il cinturino in poliuretano è stato realizzato con una miscela che contiene Benebiol, materia prima basata sulla biomassa che garantisce una maggiore durata.

    Eco-Drive combination watch Limited Edition (sempre più Land)

    La serie Land ospita anche un altro orologio combinato analogico e digitale, alimentato dal sistema Eco-Drive, realizzato in edizione limitata. La cassa in acciaio è trattata con rivestimento Duratect grigio scuro e misura 43,9 mm di diametro per 14 mm di spessore. È dotata di una corona zigrinata, per una presa facilitata anche con i guanti. Anche i pulsanti sono lavorati per essere utilizzati agevolmente e sono posizionati due sul lato destro e uno a sinistra a ore 8, il cui scopo è quello di azionare la lunetta interna della bussola. 

    L’orologio ha il vetro zaffiro piatto a protezione del quadrante e il fondello decorato con il logo dell’anniversario. Il bracciale di serie è in acciaio con trattamento Duratect come la cassa, ma in occasione dell’anniversario è stato previsto anche un cinturino intercambiabile in tessuto Cordura. Il quadrante ha il display digitale, con lo schermo Lcd in Memory-in-Pixel (Mip) posizionato tra ore 10 e ore 2. La parte analogica è costituita dalle tre lancette centrali e dai due contatori a ore 4 e a ore 8. 

    Il modello è sempre alimentato dal nuovissimo calibro Eco-Drive U822, che offre funzioni di cronografo, sveglia, timer per il conto alla rovescia, world timer, indicatore dell’autonomia residua. L’orologio ha 20 bar d’impermeabilità, in linea con il resto della gamma Promaster.

    Promaster Eco-Drive Radio-Controlled Geo Trekker 

    Il nuovo Promaster Geo Trekker è radiocontrollato con sistema Eco-Drive e offre la funzionalità delle ore del mondo su 26 città, oltre al datario perpetuo. Sul quadrante è possibile visualizzare l’ora approssimativa dell’emisfero settentrionale allineando il disco dell’Universal Time Coordinated (UTC), posizionato nel contatore a ore 6, con l’anello esterno del contatore stesso. Il disco dell’Utc realizza un giro completo al giorno: e poiché in un giorno ci sono 86.400 secondi, ecco che il nuovo movimento prende nome di Calibro H864.

    Il disco Utc è decorato con una mappa molto dettagliata dell’emisfero settentrionale. Il carattere tipografico dei nomi delle città attorno al quadrante e dei numeri sul disco Utc s’ispira a quelli presenti sulle mappe del mondo e sulle carte di navigazione dell’era delle scoperte. La lancetta dei minuti, lunga e ampia, e quella delle ore, oversize come gli indici, garantiscono una perfetta leggibilità anche al buio, grazie al trattamento luminescente.

    Il design aperto della lunetta e del quadrante, insieme alla forma leggermente conica della cassa, aumentano ulteriormente la leggibilità e rendono il peso e lo spessore dell’orologio più leggeri. Il fondello è decorato con l’incisione di una mappa dell’emisfero settentrionale.

    Promaster Eco-Drive Radio-Controlled Geo Trekker Limited Edition

    Nella linea Promaster del 35° esce anche un nuovo con Geo Trekker in edizione limitata a 1.000 esemplari per l’Italia, supportato dal sistema Eco-Drive e dotato del nuovissimo calibro H864. Il quadrante è realizzato in policarbonato riciclato al 100%, stampato con inchiostro a colori strutturali sviluppato da FujiFilm Corporation.

    Questa tecnologia innovativa conferisce al quadrante una brillantezza che crea un effetto di profondità. Il quadrante è sormontato da un vetro zaffiro antiriflesso mentre la cassa e il cinturino sono in acciaio inossidabile con rivestimento Ip grigio. L’orologio è appunto animato dal nuovo calibro H864 e dal sistema Eco-Drive, alimentato dalla luce e brevettato da Citizen.

    Il calibro H864 offre specifiche di precisione di ±15 secondi al mese e la funzione worldtimer su 26 città, insieme al datario perpetuo. L’impermeabilità è garantita fino a 20 bar. Il fondello è decorato con l’incisione di una mappa dell’emisfero settentrionale – ed è serrato a vite, come la corona. Il contatore a ore 6 riporta l’ora nelle principali città dell’emisfero settentrionale. L’immagine del mondo vista dal Polo Nord ruota con il passare del tempo e mostra sull’anello esterno l’ora universale coordinata (Utc), indicata da una freccia.

  • Citizen Promaster Godzilla: il mostro è tornato

    Citizen Promaster Godzilla: il mostro è tornato

    Se bazzicate siti e forum di orologeria, saprete che Citizen può contare su una comunità di appassionati nutrita e competente, forse una delle più numerose e, come si dice, sul pezzo. Per cui, se volete avere un’idea di com’è la nuova edizione del Citizen Promaster Godzilla, leggete le righe qui sotto. Ma se volete capire come è stata accolta dal pubblico, prima ancora che dal mercato, dopo aver terminato questo articolo fatevi un giro tra quei forum e quei siti: difficilmente troverete qualche opinione negativa.

    Perché l’accoppiata tra due simboli indiscussi del Giappone come Citizen e Godzilla è di per sé una combo perfetta, come direbbero i giovani. Se poi si considerano la qualità e l’estetica della referenza da poco presentata, non si fa fatica a comprendere che anche questo Citizen Promaster Godzilla è destinato ragionevolmente ad avere successo. Non solo tra i fan del Marchio, del mostro e degli orologi subacquei professionali.

    Dall’Autozilla all’Ecozilla

    Perché non dobbiamo dimenticare che in fin dei conti proprio di questo si tratta: di un subacqueo professionale. Un subacqueo professionale che ha le sue origini nel cosiddetto Autozilla prima ed Ecozilla poi, come sono stati familiarmente chiamati dai collezionisti. Due orologi che, un po’ per il design un po’ per le dimensioni (e per la loro origine nipponica), evocavano il feroce lucertolone, ma i cui soprannomi richiamavano le loro principali caratteristiche tecniche. Del primo, il Promaster 1000m Titanium Divers Watch del 2002 con cassa da 55 mm, rimandava al calibro automatico. Del suo successore, uscito sul mercato due anni dopo, il movimento Eco-Drive a energia solare.

    Le più recenti versioni di Ecozilla – o, per meglio dire, del Diver’s Eco-Drive 300M – sono del 2023, una con cassa in acciaio grezzo, l’altra con un rivestimento Dlc grigio scuro. Sempre generose le dimensioni: 48,2 mm, comprese le lunette da immersione unidirezionali. Generose anche le prestazioni del movimento Eco-Drive Calibro B873: 6 mesi di autonomia con una carica completa e precisione di +/- 15 secondi al mese.

    Del 2021 è invece la versione a mio avviso più affascinante del Godzilla, prima dell’attuale. In due edizioni limitate di 500 pezzi l’una, i Citizen Promaster Marine Red Fugu e Grey Fugu avevano, come si intuisce dal nome, due colori diversi. Ciascuno di essi, però, riportava sul quadrante la sagoma delle punte posteriori presenti sul dorso di Godzilla e il profilo del mostro inciso sul fondello. Due modelli di deciso impatto, ai quali però gli attuali non hanno nulla da invidiare.

    L’estetica del Citizen Promaster Godzilla

    Intanto c’è da dire che per lanciare la doppia edizione limitata del nuovo Citizen Promaster Godzilla, il Marchio approfitta di una ricorrenza: il 70° anniversario della serie di film dedicati al rettile fantascientifico. Il nuovo Citizen Promaster Eco-Drive Professional Diver 300M Godzilla (così si chiama per esteso) dà al robusto orologio subacqueo del Brand una direzione visiva più oscura e aggressiva. Grazie ai tocchi ispirati a Godzilla, qui molto sottili, a mio avviso potrebbe essere l’Ecozilla più indossabile visto fino a oggi.

    Questo nonostante le dimensioni non siano proprio contenute. Per essere Godzilla, del resto, un pegno va pagato. Come diametro ha i classici 48,2 mm, bilanciati (al rialzo) da uno spessore monstre di 18,5 mm. La cassa in acciaio senza anse ha un rivestimento grigio antracite sabbiato opaco che ne aumenta visivamente la presenza imponente, cui si accompagna un peso non indifferente. Ricordiamoci però qual è la sua vocazione.

    Come nei predecessori, nel nuovo Citizen Promaster Godzilla il corpo principale della cassa è arrotondato e leggermente svasato, con robusti accenti zigrinati lungo il bordo superiore e spallette proteggi-corona squadrate, e relativamente piccole, a ore 9. La superficie superiore della cassa, all’esterno della lunetta, dà invece una svolta visiva alla collezione. Introduce infatti un motivo vagamente camouflage che “muove” l’estetica dell’orologio, aggiungendovi un tocco stilistico deciso. 

    Secondo Citizen questo pattern, utilizzato anche per i quadranti, dovrebbe contenere immagini nascoste di Godzilla, ma francamente a me viene difficile individuarle. Proverò a capirci di più quando avrò l’orologio tra le mani. Tuttavia, la cosa non è necessariamente negativa poiché sfuma un po’ la presenza del mostro che, altrimenti, rischierebbe di farsi troppo ingombrante.

    Invece sul fondello del nuovo Citizen Promaster Godzilla, il rettile è evidente grazie a un’incisione con la forma dell’impronta della zampa. Incisione che, tutto sommato, risulta superficiale e leggera, non ingombrante. 

    Limitato e professionale

    Sebbene la forma e le proporzioni della cassa rimangano invariate rispetto al resto della famiglia Ecozilla, il nuovo Godzilla dà l’impressione di essere più equilibrato e vestibile dei precedenti. Un risultato che Citizen ha raggiunto, credo, principalmente grazie all’impiego di colori scuri (si sa, il nero sfina) e al design complessivo che privilegia l’ergonomia.
    Totalmente privo di anse, l’orologio sporge davvero poco sui polsi piccoli. In più, il cinturino nero in caucciù ha una tonalità simile a quella della cassa e rende il design più coeso. Senza contare che veste in modo più aderente rispetto a un eventuale bracciale in acciaio. 

    Il Citizen Promaster Godzilla 2024 è proposto in due opzioni di quadrante con motivo camouflage: una sui toni del rosso, dal nero al mattone, e una sui toni del verde. Quest’ultima è in edizione limitata di 2.500 pezzi, quella rossa è tirata in 3.000 esemplari. Grazie al motivo scuro e screziato, i quadranti creano diversi giochi di luce a seconda della direzione da cui proviene la fonte luminosa.

    Ovvio che, trattandosi di uno strumento professionale, l’estetica non può del tutto sbarrare il passo alla funzionalità. Gli indici applicati sul quadrante, gli indici di immersione incisi sulla lunetta e le due grandi lancette a daga per ore e minuti (quest’ultima arancione, nera la prima) rendono il layout ben leggibile a colpo d’occhio sott’acqua. Con un po’ di fantasia, mi pare possano anche evocare la bocca spalancata di Godzilla coronata di denti, specialmente nella versione con quadrante rosso. Ah, a proposito di funzionalità: la cassa è impermeabile fino a 30 bar.

    Altre caratteristiche del Citizen Promaster Godzilla

    Nella cassa del nuovo Citizen Promaster Godzilla lavora il movimento al quarzo Eco-Drive Calibro B873 alimentato dalla luce, sviluppato internamente dal Brand. Una presenza che rende l’orologio decisamente Ecozilla. Il Cal.B873 è lo stesso che equipaggiava gli Ecozilla del 2023 ed è da anni un punto fermo nella gamma Citizen. Pensato per un utilizzo professionale e intensivo, deve offrire di conseguenza prestazioni in generale eccellenti. E lo fa. Come ricordavo più su, il marchio dichiara una precisione di +/-15 secondi al mese, con sei mesi di autonomia a fronte di una carica solare completa.

    Per chiudere il cerchio del design, Citizen equipaggia questi orologi con un cinturino in caucciù nero dotato della classica prolunga a fisarmonica. Come la cassa, anche il cinturino è identico a quello dei precedenti modelli Ecozilla. Però la colorazione generale più scura gli conferisce un aspetto più uniforme rispetto ai precedenti – anche se non riporta nessuna decorazione, ma sia del tutto liscio e piuttosto uniforme.

    La forza sta nel nome

    Chiudo con una riflessione. Nonostante prevalgano nella comunità degli appassionati, i soprannomi dati dai fan ad alcuni modelli di orologi non sono quasi mai riconosciuti formalmente dai marchi. Avete mai sentito Rolex parlare delle proprie referenze chiamandole Kermit, Hulk, Batman? È piuttosto raro, infatti, che l’industria dell’orologeria, formale e un po’ ingessata, utilizzi qualcosa di diverso dai nomi “ufficiali” o, persino, dai numeri di referenza.

    Il fatto che Citizen stessa abbia finito con l’affibbiare il nomignolo di Godzilla ad alcuni dei propri subacquei più celebri la dice lunga sia sulla permeabilità (positiva) del Marchio agli stimoli esterni, sia alla capacità di incidere da parte della community di appassionati. A mio avviso è un bel segnale, quasi un invito a non prendersi troppo sul serio, ogni tanto. In un settore come questo, farebbe bene a molti.