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  • Tissot Ballade COSC: la “meccanica democratica” del Powermatic 80

    Tissot Ballade COSC: la “meccanica democratica” del Powermatic 80

    Il Tissot Ballade è un orologio che divide. Capita spesso ai grandi marchi svizzeri di avere un modello che polarizzi gli appassionati tra coloro che lo amano e quanti, per dire così, non ne fanno una malattia. Il Ballade è uno di questi. E lo è per un motivo abbastanza intuitivo: perché è molto simile a una celeberrimo esemplare di un’altra rinomata Maison, che si pone però in una fascia prezzo del tutto differente. Per come la vedo io, proprio qui sta il bello del Ballade, ciò che lo dovrebbe rendere popolare tra gli appassionati. Ossia che è pensato per quanti cercano un orologio svizzero ben fatto e dal prezzo ragionevole, indipendentemente dall’estetica.

    E che il Tissot Ballade sia ben fatto, lo si capisce tanto dall’esterno, quanto dall’interno. Tissot offre infatti diverse versioni in collezione: ci sono modelli al quarzo con cassa da 34 mm o 40 mm (di cui non mi occuperò qui) e soprattutto modelli automatici nei diametri da 30 mm o 39 mm che fanno del movimento la loro forza. Noti come Tissot Ballade COSC, come dice il nome, sono orologi a carica automatica dotati di movimenti certificati cronometro dal COSC.

    Ricordo che per ottenere la certificazione ufficiale di cronometro, ogni calibro deve essere sottoposto a una serie di test del Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres, l’istituto indipendente elvetico che si occupa proprio di testare la precisione dei movimenti. Quindi deve rispettarne gli standard di precisione che si attestano sui -4/+6 secondi al giorno. In quanto ai movimenti, per il Tissot Ballade COSC parliamo di calibri Powermatic, ai quali dedicherò un breve approfondimento dopo avere descritto in breve la collezione.

    Le finiture del Tissot Ballade COSC

    Come scrivevo prima, i Tissot Ballade COSC più piccoli misurano 30 mm di diametro, hanno uno spessore di 10,55 mm e una lunghezza da ansa ad ansa di 37,5 mm. I modelli da 39 mm sono spessi 10,98 mm e misurano 46,5 mm lug-to-lug. Proporzioni che li rendono nel complesso piuttosto vestibili. Entrambe le versioni sono in acciaio o in configurazioni bicolore: i modelli da 30 mm hanno finiture color oro rosa, i modelli più grandi optano per un più tradizionale color oro giallo. Indipendentemente dalle dimensioni o dalla finitura, tutti gli esemplari hanno il vetro zaffiro piatto, il fondello trasparente e un’impermeabilità che arriva a 10 bar.

    A differenza degli indici a bastone che si trovano sui modelli al quarzo, i Ballade meccanici hanno quadranti con indici in numeri romani. Per sottolineare ulteriormente l’uso di calibri automatici certificati cronometro, i Tissot Ballade COSC hanno due righe di testo aggiuntive sopra le ore 6. Riguardo al quadrante, la lavorazione con motivo guilloché radiale, dal centro alla periferia, è la stessa delle versioni al quarzo. A completarlo c’è il datario a ore 3, elegantemente definito da una cornice color oro rosa o giallo nelle referenze con queste finiture.

    Tutti i Tissot Ballade COSC sono abbinati a bracciali a cinque maglie, completati da fibbie a farfalla firmate con il logo Tissot. Si tratta di bracciali ben fatti, ma privi di alcune caratteristiche premium che si possono trovare in orologi più costosi. Per esempio, le maglie rimovibili sono fissate da perni standard a frizione, anziché da viti su un solo lato, e la chiusura a doppia piega non dispone di alcun tipo di sistema di micro-regolazione. Peccati veniali, per quanto mi riguarda. Da vedere piuttosto come accorgimenti utili perché contribuiscono a calmierare il prezzo, come vedremo poi.

    I calibri del Tissot Ballade COSC

    E arrivo al calibro, come vi anticipavo. Ovviamente le versioni da 30 mm e 39 mm del Tissot Ballade COSC sono alimentate da movimenti automatici diversi, entrambi della famiglia Powermatic: mentre i modelli più piccoli montano il Powermatic 48, quelli più grandi montano il Powermatic 80. Entrambi sono varianti esclusive di Swatch Group dei noti calibri ETA, con il Powermatic 48 basato sull’ETA 2671 e il Powermatic 80 derivato dall’ETA 2824.

    La differenza di dimensioni si traduce in una diversa autonomia (48 ore contro 80 ore), anche se ambedue i movimenti Powermatic hanno una frequenza di 21.600 alternanze/ora e un’autonomia più lunga rispetto ai loro omologhi ETA standard. La piattaforma Powermatic è poi diventata un punto di riferimento per i marchi di Swatch Group dal prezzo interessante – oltre a Tissot, Hamilton e Mido. Ma l’offerta di una versione certificata COSC dimostra che anche una serie economica è in grado di rispettare lo standard svizzero di riferimento in termini di precisione e prestazioni.

    Senza contare il fatto che il processo di valutazione da parte del Cosc aumenta i costi di produzione. Che Tissot, nonostante ciò, sia riuscita a contenere i prezzi entro cifre interessanti (1.025 euro per i 39 mm in acciaio, 1.095 euro per i bicolore) è un ottimo risultato, dovuto anche alla capacità di sfruttare al massimo le scale industriali di un gruppo strutturato come è Swatch Group.

    Due parole sul Powermatic…

    Nato nel 2013, il Powermatic 80 è appunto l’evoluzione tecnica del calibro 2824 di ETA. In fase di progettazione, l’obiettivo era quello ridurre il consumo energetico dell’orologio per aumentare la riserva di carica. Obiettivo raggiunto riducendo la frequenza di oscillazione da 4 a 3 Hz, ossia da 28.800 alternanze/ora a 21.600. In più è stato ridotto il diametro dell’albero del bariletto, il che ha permesso di allungare la spirale del bilanciere e di migliorare ulteriormente l’autonomia. Il risultato? La riserva di carica fino a 80 ore del Tissot Powermatic 80.

    Ma non si tratta solo di questo. Il Powermatic 80 ha anche la spirale in Nivachron™, realizzata con un’innovativa lega di titanio che migliora la resistenza dell’orologio ai campi magnetici e ne aumenta l’affidabilità. Inoltre, il calibro integra un nuovo tipo di bilanciere e un sofisticato sistema di regolazione, che migliorano costanza di marcia e robustezza del movimento stesso.

    …anzi, sui Powermatic (al plurale)

    Tissot fornisce il Powermatic 80 con tre livelli di prestazioni e rifiniture. La versione Standard ha una precisione di ±7 secondi al giorno, regolata a +3 secondi, corrispondente a una variazione giornaliera compresa tra -4 e +10 secondi. Ha i ponti finemente sabbiati e la massa oscillante con il logo stampato. Lo si trova negli esemplari della collezione Classic Dream, un grande classico, appunto, dallo stile intramontabile e dal prezzo super-competitivo.

    La versione Elaborated raggiunge invece una precisione di ±5 secondi al giorno, regolata a +3 secondi, corrispondente a una variazione giornaliera compresa tra -2 e +8 secondi. La massa oscillante può essere scheletrata o incisa con il motivo Vague du Temps, con un livello di finitura più elevato. La si trova montata in alcune referenze delle collezioni Le Locle e PRX, due autentici bestseller (anche se in modo diverso) nel catalogo del Brand.

    Al top si trova infine la versione COSC del Tissot Ballade. Che presenta sempre uno scarto di ±5 secondi al giorno ma è regolata a +1 secondo (quindi da -4 a +6 secondi al giorno). E soprattutto è quella con la certificazione cronometrica. Ricordo che un movimento può ricevere l’attestato del COSC solo se riesce a superarne il rigoroso protocollo di test, che prevede una serie di prove per 15 giorni, in cinque posizioni e a tre temperature differenti.

    Tissot Ballade COSC. Ricapitolando…

    In sostanza, dunque, se parlando del Tissot Ballade COSC si punta solo l’attenzione sul design, si va − come si diceva a scuola − “fuori tema”. Il Tissot Ballade COSC è un orologio destinato al grande pubblico e combina alta qualità, estetica gradevole e prezzo accessibile. Ed è proprio a queste caratteristiche che bisogna guardare.

    Inoltre, se è vero che gli orologi dal prezzo accessibile con movimenti certificati COSC non sono proprio una novità sul mercato, è vero anche che questo segmento è stato storicamente dominato da marchi indipendenti più piccoli, noti all’interno delle cerchie di appassionati. Tissot appartiene invece a un grande gruppo, un colosso dell’orologeria. Di conseguenza il Ballade COSC è un prodotto interessante non tanto perché rappresenta un valore senza pari per un cronometro svizzero. Piuttosto perché applica questo standard di precisione su grandi numeri, in scala industriale, e lo mette a disposizione di una fascia di pubblico più ampia possibile.

    E pazienza se qualcuno in questa collezione ci vede “altro”: il valore del lavoro fatto dal Brand è indiscutibile. Ed è un altro punto a favore della strategia tanto del Gruppo, quanto del Ceo di Tissot, Sylvain Dolla. Che da quando è al timone dello storico Marchio non sbaglia un colpo, o quasi. E l’appassionato ringrazia.

  • La precisione: cos’è e cosa non è. Le 10 cose da sapere

    La precisione: cos’è e cosa non è. Le 10 cose da sapere

    Abbiamo già scritto in passato più di un articolo sulla precisione. Forse anche troppi. Ma dal momento che non tutti hanno ancora le idee chiare, sulla precisione, tentiamo un breve decalogo per vivere felici. Con la consapevolezza che…

    1. La precisione assoluta è praticamente impossibile. La perfezione non è di questo mondo e gli orologi non fanno eccezione. Ma possono cercare di avvicinarsi il più possibile alla “precisione assoluta”. E a dire il vero lo fanno. Ma…
    2. La precisione degli orologi è testata in laboratorio. I risultati ottenuti in laboratorio non sono quelli degli orologi indossati. Perché ognuno di noi ha un tipo di vita (più o meno sedentaria) e perché nessuno di noi rispetta alcune regole di base. Soprattutto quelle più critiche. Ai produttori va imputato un certo atteggiamento nebbioso. Loro testano in laboratorio, ottengono buoni risultati e per loro tutto finisce lì. Dovrebbero essere più chiari sulle variabili che influiscono in maniera pesante sulla precisione.
    3. I test sono sempre discutibili. Non tanto nei risultati, quanto per il loro significato. Il Cosc (Côntrole Officiel Suisse des Chronomètres) verifica la precisione dei movimenti, ma quando li monti nella cassa i risultati possono essere diversi. E infatti molti marchi (Breitling, Rolex e Tag Heuer, tanto per fare qualche nome) eseguono un controllo finale della precisione sugli orologi completi prima che vengano spediti ai negozi. Omega, ad esempio, fa eseguire prima un controllo dal Cosc e poi dal Metas – che è l’ufficio metrico della Confederazione svizzera. E infine (come fanno gli altri) se qualcosa non va, l’orologio “impreciso” torna indietro per verificare se l’imprecisione dipende da una causa strutturale (un errore di produzione, ad esempio) o da una regolazione non ottimale. Proprio per ovviare a questo problema Jaeger-LeCoultre sottopone la produzione a ben 1000 ore di controlli e successive regolazioni fini. E tanti altri, da Patek Philippe ad Audemars Piguet, da Parmigiani Fleurier a Chopard, hanno elaborato protocolli sempre più severi per i propri test. Che però, si torna all’inizio, valgono solo in condizioni di laboratorio. Poi l’orologio va al polso e tutto può cambiare in maniera anche evidente.
    4. È possibile fare di più? Sì. È sempre possibile fare meglio. Ma costa caro e il gioco non vale la candela. Bisognerebbe spendere somme molto rilevanti per ottenere miglioramenti di entità ormai minima. Qualche decimo di secondo in più – e per giunga in laboratorio – non vale qualche decina di euro in più. Ma è una delle cose che i produttori dovrebbero spiegare meglio. Perché…
    5. Perché i test vengono effettuati in condizioni di laboratorio e “ad oggetto nuovo” anche in molti altri settori. Qualcuno davvero crede che la potenza del motore di un’auto sia – su strada e dopo qualche tempo – quella dichiarata nelle specifiche? Ma valutare la potenza di un motore è più difficile che valutare la precisione di un orologio e comunque nessuno si accorge davvero se c’è qualche differenza. Per gli orologi è diverso.
    6. Rimandando agli articoli già scritti (qui), mi limito a ricordare che in una giornata di sono 84.600 secondi. 10 secondi di errore al giorno (al polso) equivalgono ad uno scarto dello 0,0115 per cento. Parliamo di un oggetto minuscolo, sottoposto ad urti, variazioni di temperatura, vibrazione e tanto altro ancora. Un errore davvero minimo, direi da record. Ma gli stessi 10 secondi al giorno in un mese diventano 300. Ossia 5 minuti al mese. Quei 5 minuti al mese che alcuni considerano troppi. Insopportabilmente troppi. 10 secondi al giorno – “su strada” – corrispondono ad un errore – in laboratorio – di circa 3/5 secondi. Una prestazione notevole.
    7. Fermo restando che vorrei sapere quanti hanno davvero necessità di una precisione migliore di 10 secondi al giorno, viene da chiedersi cosa rende tanto diversa la precisione in laboratorio da quella al polso. Le cause sono davvero molte e variano dal sistema di regolazione dell’anticipo e del ritardo, che può “sregolarsi” per urti o vibrazioni, alla viscosità dei lubrificanti. Alzi la mano chi fa eseguire i “tagliandi” dell’orologio alle scadenze previste dalla garanzia. Pochi, pochissimi, vero? Ma le cause che incidono in maniera più evidente sulla precisione sono altre.
    8. I campi magnetici, innanzitutto. E li troviamo sempre più dappertutto. Calamite d’ogni genere, sistemi di ricarica a induzione, magneti ormai persino sulla parte posteriore di certi cellulari e così via. Non sarebbe sbagliato fare, una volta l’anno, il controllo dell’impermeabilità e una smagnetizzazione. Non richiede tempi lunghi e può far molto. Tranne (parlo della smagnetizzazione) gli Omega, che dei campi magnetici anche potenti se ne fregano serenamente.
    9. L’autonomia residua. Quando l’autonomia residua scende ad un terzo circa di quella complessiva l’orologio diventa impreciso. Ma, mi dirai tu, c’è la ricarica automatica. Certo, ma la ricarica automatica non è il moto perpetuo. E anche quella dipende dalla lubrificazione. Per non parlare della vita sedentaria. Chi possiede un orologio con indicazione dell’autonomia residua sa bene che qualunque orologio può avere limiti logici e ben comprensibili di ricarica quotidiana, che nel fine settimana può diventare ancora più critica. Non è mica un sacrificio o una vergogna, ricaricare manualmente anche gli orologi automatici, una o due volte la settimana. Anche su questo, comunque, sarebbe bene che la comunicazione delle marche fosse più chiara. A partire da Breguet per arrivare a Rolex, della parola “perpetuo” si è abusato molto per secoli. E però è anche vero che solo pochi, pochissimi di noi leggono il libretto d’istruzioni. Vero?
    10. Avere cura del proprio orologio è una regola fondamentale. Un orologio meccanico è un concentrato eccezionale di microtecnologie. Eppure tutti, o quasi, lo trattano peggio di quanto non facciano con oggetti meno delicati. Non è vero! protesterai tu. Allora prova a dare un’occhiata attenta alla cassa del tuo orologio. Se noti, sull’acciaio o altri metalli, segni, scalfitture o veri e proprie incisioni, allora ricorda che ognuno è l’effetto di un urto, una strisciata pesante o comunque il “ricordino” di un evento traumatico. Così traumatico, appunto, da lasciare il proprio marchio sul metallo. Un evento traumatico che – come minimo – ha impedito al bilanciere di lavorare come il bilanciere avrebbe voluto. Certi orologi sono veri e propri miracoli di micromeccanica. Ma non fanno miracoli. Non ancora, almeno.
  • Gli orologi sportivi, parte 3: i cronografi

    Gli orologi sportivi, parte 3: i cronografi

    E ora mettiamo le due cose insieme: orologi sportivi più orologi subacquei e cosa ottieni? I cronografi, i cronografi a forte impermeabilità.

    Innanzitutto è bene ricordare che i cronografi sono orologi specializzati nel rilevamento di intervalli di tempo. Nascono per misurare le corse di cavalli e da lì ogni altro tipo di gara. Nessun altro tipo di orologio, quindi, merita più del cronografo la qualifica di “sportivo”. Ma c’è una controindicazione: l’attivazione delle funzioni cronometriche è vissuta dall’orologio come una improvvisa richiesta d’energia che, in estrema sintesi, rende la parte orologio molto meno precisa di quanto vorremmo.

    I cronografi, in pratica, sono eccellenti quando si tratta di rilevare un intervallo di tempo. Molto meno quando vogliamo usarli per indicare il tempo che scorre quotidianamente. Mi dirai: anche le funzioni di calendario (solo datario o altro, fino al calendario perpetuo) richiedono energia. Perché loro sì e i cronografi no? Perché quelle sono richieste d’energia piuttosto prevedibili e costanti. Le indicazioni scattano ogni 24 ore richiedendo sempre la stessa quantità d’energia. Ciò consente di intervenire sulle regolazioni per compensare con buona precisione queste “irregolarità”.

    Nessuno sa, invece, quante volte verrà azionata la funzione cronografica, per cui si procede ad una compensazione stimata, il che vale a dire approssimativa. Ciò non toglie che – in condizioni di laboratorio, si badi bene – alcuni cronografi non riescano ad ottenere dal Cosc il certificato ufficiale di cronometro, ossia di orologio particolarmente preciso. Ma stiamo parlando di condizioni di laboratorio, appunto, e questa è una delle ragioni per cui molte marche stanno cominciando a fare propri test, ritenuti più significativi. Ne riparleremo.

    E poi c’è il capitolo impermeabilità. La regola primaria è che più buchi fai in una cassa e più è probabile che l’acqua ne usi uno per farsi strada. Il comma 1.1, però, dice che se sai rendere a tenuta stagno un buco, allora li sai tappare bene tutti. Ma la Legge di Murphy dice che se qualcosa può andar male, allora andrà male. E così via. Perché, come al solito, l’impermeabilità è testata a orologio nuovo, con guarnizioni nuove e – ancora una volta – in condizioni di laboratorio. Fai passare qualche anno, un po’ di urti sui pulsanti e riparliamone…

    Per questa ragione alcuni produttori hanno seguito la strada di Rolex, che sul Daytona è stata la prima marca a serrare a vite non solo la corona di regolazione, ma anche i pulsanti crono. Questo però ne impedisce l’uso in immersione. E costringe il proprietario del suddetto cronografo a evitare, saggiamente, di attivare le funzioni cronografiche sott’acqua, di solito per vedere quanto riesce a trattenere il respiro. Una sciocchezza che può essere pagata a caro prezzo: allagamento e successiva revisione completa.

    In questo caso, quindi, il comma 1.2 dice: mai, mai e poi mai premere i pulsanti cronografici sott’acqua, anche se l’impermeabilità del cronografo è eccellente. È pur sempre un rischio, specialmente man mano che passano il tempo, gli urti e la mancata manutenzione. Compreso il cambio delle guarnizioni di tenuta. Dopodiché se volete provare a premere i pulsanti crono sott’acqua, fatelo e probabilmente vi andrà bene, perché di solito i produttori si tengono un margine di sicurezza. Probabilmente, però, per molti non è abbastanza.

     

    LOCMAN Mare Marina Militare Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo con secondi continui e datario. Quadrante soileil con lo stemma della Marina Militare, lancette e indici luminescenti, fondello in titanio, cinturino in silicone soft-touch. 495 euro

    LONGINES Spirit Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L.688.4 realizzato in esclusiva, cronografo con secondi continui e datario; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante satinato soleil, lancette e indici applicati e luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle di vitello. 2.980 euro.

    LOUIS VUITTON Tambour Damier Cobalt Chronograph Cassa (46 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con secondi continui e datario. Quadrante con motivo Damier Cobalt e logo stampato, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in gomma bicolore, intercambiabile. 6.220 euro

    MIDO Multifort Chronograph Special Edition Cassa (44 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, base Eta 7750, cronografo con secondi continui e funzione day-date. Quadrante a Côtes de Genève, indici applicati, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle stampa alligatore, intercambiabile. In vendita con un cinturino aggiuntivo in pelle arancione. 1.880 euro

    MONTBLANC 1858 Monopusher Chronograph Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, cronografo monopulsante con ruota a colonne e secondi continui. Quadrante opaco con contatori azuré, lancette e numeri luminescenti, réhaut con scala telemetrica, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio. Certificato dal Montblanc Laboratory Test 500. 5.100 euro

    NOMOS GLASHUETTE Club Campus 38 night Cassa (38,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alpha di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante opaco, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cionturino in pelle scamosciata. 1.200 euro

    OMEGA Seamaster Diver 300 Co-Axial Master Chronometer Chronograph Cassa (44 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 9900 di manifattura, con spirale in silicio, doppio bariletto, autonomia di 60 ore, ruota a colonne, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante decorato a onde, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in ceramica, pulsanti in ceramica, vetro zaffiro anche sul fondello, vracciale in acciaio. Certificato Master Chronometer. 7.500 euro

    ORIS Hölstein Edition 2020 Cassa (43 mm) in bronzo, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, cronografo con secondi continui. Quadrante placcato oro con contatori azuré, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello inciso in acciaio, bracciale in bronzo. Edizione limitata di 250 esemplari. 4.600 euro

    PANERAI Submersible Chrono Guillome Néry Edition Cassa (47 mm) in titanio satinato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P.9100 di manifattura, cronografo con ruota a colonne, due bariletti, autonomia di 3 giorni, funzione flyback e secondi continui. Quadrante grené, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in gomma. Dedicato al campione francese di apnea. 18.900 euro

    PARMIGIANI FLEURIER Tondagraph GT Steel Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro PF043 di manifattura, cronografo con calendario annuale, secondi continui e grande datario. Quadrante guilloché a Clous triangulaire, lancette e indici applicati luminescenti, lunetta zigrinata, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale integrato in acciaio. Edizione limitata di 200 esemplari. 19.500 euro

    PATEK PHILIPPE Aquanaut Ref. 5167 Cassa (40 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 12 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. Quadrante con motivi a rilievo, lancette, numeri e indici luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio lucido e satinato. 20.920 euro

    PAUL PICOT Crono Minoia-Morandi Cassa (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con secondi continui e funzione day-date. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, lunetta con scala tachimetrica, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio. Edizione limitata di 100 esemplari. 3.385 euro

    PHILIP WATCH Blaze Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo con secondi continui e datario. Quadrante opaco con contatori azuré, bracciale in acciaio. 445 euro

    PORSCHE DESIGN 1919 Chronotimer Flyback Blue & Leather Cassa (42 mm) in titanio sabbiato e lucidato a specchio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con funzione flyback, secondi continui e datario; certificato cronometro dal Cosc. Quadrante grené con contatori azuré, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle (la stessa degli interni delle auto). 5.950 euro