Giornale Degli Orologi
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Tag: Klepcys GMT Retrograde

  • Klepcys GMT Ocean Blue o Palm Green, i nuovi attributi di Cyrus

    Klepcys GMT Ocean Blue o Palm Green, i nuovi attributi di Cyrus

    Tra le novità presentate al Salone in questi giorni, c’è anche un nuovo Klepcys GMT Retrograde di Cyrus Genève. Estensione di linea piuttosto che restyling dell’orologio lanciato nel 2020, ora acquista nuovi attributi. È riaggiornato infatti con ritocchi cromatici che ne rendono più accattivante l’estetica. E soprattutto adotta un inedito bracciale in metallo, una prima assoluta per il Marchio indipendente. Due le versioni: il Klepcys GMT Ocean Blue e il Klepcys GMT Palm Green, ciascuno realizzato in una serie millesimata di 38 esemplari. Numeri in linea con la produzione artigianale (quindi di per sé limitata) di Chronode e con il senso di esclusività che da sempre contraddistingue Cyrus.

    Il Klepcys GMT Retrograde in pillole

    Non mi soffermo più di tanto sul precedente di tre anni fa, raccontato in modo esauriente nell’articolo di Davide Passoni che vi invito a rileggere. Ne sottolineo però – in questo mondo in cui finalmente abbiamo ricominciato a viaggiare – l’effettiva utilità, per i globetrotter e non solo. Così come i vantaggi, offerti dall’immediatezza di lettura e dalla semplicità d’uso. Il Klepcys GMT Retrograde indica infatti il secondo fuso orario con l’apposita lancetta ad andamento retrogrado (lo si intuisce dal nome), ed è facile da regolare per mezzo della corona posta a ore 9. In più, è immediatamente riconoscibile a colpo d’occhio, per lo stile non convenzionale e la forte identità che gli appartengono.

    Rispetto al loro predecessore, i nuovi Klepcys GMT Ocean Blue e Palm Green mantengono immutate le principali caratteristiche tecniche. La cassa a cuscino, tipica del Marchio, è sempre in titanio grado 5, misura 42 mm di diametro ed è impermeabile fino a 10 atmosfere. Il movimento è ancora il calibro di manifattura CYR708, il primo a carica automatica della Casa, con 55 ore di autonomia. Ed è tuttora caratterizzato da quella particolare costruzione dominata dal ponte superiore “a ventaglio”, che lascia intravvedere i componenti meccanici. E funge anche da quadrante scheletrato.

    I Klepcys GMT Ocean Blue e Palm Green

    La sostanziale differenza tra i nuovi esemplari e le precedenti versioni sta proprio nel colore del display traforato: blu o verde, appunto. Due tonalità di tendenza nell’orologeria contemporanea, diffuse nelle loro infinite sfumature in tutti i segmenti di mercato. Ma qui riprodotte con un modernissimo trattamento di superficie Ald, Atomic Layer Deposition. Come spiegano i progettisti di Cyrus, “una tecnica di deposizione sotto vuoto di strati atomici, che generano un rivestimento perfettamente omogeneo e uniforme, e oltretutto offrono una maggiore resistenza alla corrosione”, perché svolgono una sorta di azione protettiva del metallo di base.  

    Si tratta in pratica di un film estremamente sottile (il cui spessore può essere controllato), composto da strati sovrapposti di materiale (di diversi tipi: ossidi, nitruri, fluoruri, carburi, solfuri, metalli anche nobili, materiali ibridi e perfino polimeri), applicato su scala nanometrica con reazioni chimiche in fase gassosa. Un metodo all’avanguardia, oggi impiegato soprattutto nel mondo dell’elettronica, nelle tecnologie mediche e farmaceutiche, nelle energie “verdi” (celle solari, celle a combustibile, batterie). Ma ancora insolito nell’industria delle lancette.

    Per tornare alla descrizione dei Klepcys GMT Ocean Blue e Palm Green, il display, traforato e colorato, crea un bel contrasto con i componenti dorati del movimento sottostante. E pone in maggiore rilievo l’indicazione del doppio fuso orario, riportata dalla lancetta a freccia su un arco di cerchio (che forma un angolo concavo di 300°), Pvd grigio opalino opaco con profilo antracite. A ore 6 spiccano come di consueto i piccoli secondi, indicati dall’esclusiva lancetta a forma di elica, evidente riferimento al logo di Cyrus. La quale ruota su uno sfondo decorato a triangoli, ulteriore motivo caratteristico del Marchio.

    Il bracciale in titanio

    L’altra particolarità che distingue i Klepcys GMT Ocean Blue e Palm Green è poi il bracciale, il primo a esordire nel catalogo di Cyrus. Anch’esso è in titanio grado 5, una lega che comprende percentuali di alluminio e vanadio, estremamente leggera, robusta e resistente, ma soprattutto biocompatibile, quindi tollerata perfino dalle epidermidi più sensibili. Ben integrato alla cassa, dalla costruzione rastremata, è composto da maglie centrali esagonali dalla finitura lucida, a contrasto con le superfici satinate circostanti. Il che non è proprio facile come sembra, vista l’infiammabilità delle polveri di titanio…

    Flessibile, quasi “morbido” al tatto, con i link articolati privi di rigidità quando lo si manipola, il bracciale risulta molto confortevole al polso (anche grazie alla leggerezza, certo). E merita un plauso ai designer di Cyrus. In alternativa, comunque, i Klepcys GMT Ocean Blue e Palm Green possono essere indossati anche con il tradizionale cinturino in Cordura, dalle impunture coordinate al colore del quadrante. Cinturino e bracciale si allacciano entrambi al polso con una fibbia pieghevole personalizzata. E la loro alternativa presenza incide ovviamente sul prezzo: 22.650 piuttosto che 24.000 euro.

  • Jean-François Mojon e le meccaniche di Cyrus

    Jean-François Mojon e le meccaniche di Cyrus

    La quiete prima della tempesta. Tutto tace, in orologeria, tutto è fermo (o almeno così sembra: ma sappiamo che dietro le quinte c’è una generale agitazione). Viviamo in un mondo e in un tempo sospeso, in attesa dei fuochi d’artificio di Watches & Wonders di fine mese, quando finalmente sarà svelato ciò che bolle in pentola da mesi (anni?). Sembra quindi il momento giusto per guardarsi indietro, analizzare il passato, pensare a quanto è stato prodotto finora. Oltretutto tracciare una specie di bilancio può essere utile per immaginare in proiezione quello che vedremo, per non arrivare impreparati a Ginevra. Noi lo abbiamo fatto con Cyrus Genève, consapevoli che proprio dal segmento degli indipendenti molto spesso arrivano le novità più interessanti. E ne abbiamo parlato con Jean-François Mojon, il maestro orologiaio che ha creato gli esemplari del marchio.

    Breve digressione su di lui. Jean-François Mojon è un nome noto fra gli addetti ai lavori. Ingegnere di formazione, prima ha lavorato in Omega e poi è stato a lungo Direttore tecnico in IWC. Nel 2005 ha aperto Chronode, atelier al servizio delle marche orologiere alto di gamma per la costruzione di movimenti complicati. Nel tempo, Jean-François Mojon ha firmato una serie di esemplari memorabili: dall’Opus X di Harry Winston al Meccanico di De Grisogono, dal regolatore di HYT al Sequential One di MCT fino agli Arceau L’Heure de la Lune e Le Temps Voyageur di Hermès, solo per citarne alcuni. Ma con Cyrus Mojon ha un rapporto speciale, perché Chronode e la Maison ginevrina condividono lo stesso partner finanziario. Benché le due aziende mantengano la propria autonomia e indipendenza, quindi, hanno una stretta relazione.

    Può raccontarci la genesi degli orologi che ha realizzato per Cyrus? Quali sono le fonti di ispirazione, le esigenze, le idee da cui è partito per svilupparli?
    «Il principio guida di tutti i nuovi sviluppi è l’innovazione. Partiamo da una funzione o da una configurazione visiva nota, con l’obiettivo di trattarle in modo originale e con un reale valore aggiunto per il cliente finale. Le fonti di ispirazione sono molteplici: principi meccanici che possono essere trasposti in orologeria, riflessioni sulla visualizzazione delle indicazioni sul display, estetica in collaborazione con i nostri designer, eccetera. La fase di creazione è esaltante: si parte da un foglio bianco o da un brief e ci si pone pochi o nessun limite. L’obiettivo è produrre il maggior numero possibile di idee, che vengono via via selezionate e perfezionate per arrivare al concetto scelto».

    Come è impostato il rapporto con i designer di Cyrus nella messa a punto di un nuovo modello?
    «Partendo dal concetto di base pensato, c’è una collaborazione molto stretta con il designer durante tutto il percorso di realizzazione. La premessa alla base dello sviluppo è che “la forma segue la funzione”».

    Entriamo nel dettaglio: prendiamo in considerazione quattro orologi del catalogo di Cyrus (escluso il Klepcys Chrono Dice, cui abbiamo già dedicato uno specifico approfondimento). Può commentare le soluzioni tecniche più innovative dei relativi calibri? A partire dal Klepcys Moon, un insolito fasi di Luna con una rappresentazione in 3D del nostro satellite…
    «Ogni movimento richiede soluzioni specifiche. Per il Klepcys Moon sono stati depositati due brevetti relativi all’indicazione dell’ora e della data in un tema di espressione “tridimensionale”».

    Passiamo al Klepcys Alarm, uno svegliarino dotato della tipica suoneria di una ripetizione minuti…
    «Anche il Klepcys Alarm riflette le innovazioni di Cyrus: tutte le funzioni (ad eccezione dell’On/Off) sono raggruppate sulla corona a ore 3 per motivi ergonomici. La sveglia può essere impostata su un intervallo di 24 ore e in entrambe le direzioni, con un elevato livello di precisione. Infine, naturalmente, è stata prestata particolare attenzione alla qualità del suono utilizzando un martello e un gong».

    Quindi il GMT Retrograde, un secondo fuso orario che offre una particolare visualizzazione dell’ora di casa…
    «Per quanto riguarda il GMT Retrograde, al centro delle nostre riflessioni c’è stato un approccio che punta alla semplicità e all’ergonomia. Ad esempio, abbiamo privilegiato l’indicazione dell’ora locale come principale, con la correzione mediante una semplice pressione sul pulsante a ore 9 per motivi pratici: l’orario del luogo in cui ci si trova è sempre quella che appare per prima. L’indicazione dell’ora di casa (secondo fuso) di 24 ore è retrograda, il che permette di distinguerla da una lettura standard di 12 ore a 360°».

    Infine il Klepcys Vertical Tourbillon, con quella grande gabbia posta al centro del quadrante in posizione ortogonale: oggettivamente una prima assoluta per l’intera orologeria.
    «Per il Klepcys Vertical Tourbillon, la gestione della doppia funzione retrograda (ore e minuti) è particolare: è necessario garantire che i salti delle lancette a ore 12 siano simultanei».

    Quali sono invece le difficoltà maggiori che ha incontrato nel loro sviluppo? Per esempio: nel Klepcys Vertical Tourbillon, la rotazione di 90° del tourbillon deve aver creato una serie di problemi…
    «Le sfide sono di vario tipo: soddisfare le funzioni previste entro gli spazi e i dettagli estetici definiti, garantire un’affidabilità ottimale, gestire le interfacce con la cassa, ecc. La modifica a 90° della trasmissione per il Klepcys Vertical Tourbillon è stata oggetto di simulazioni e prove pratiche. Ogni volta che una soluzione tecnica è nuova, ci assicuriamo in anticipo della sua fattibilità. Il prototipista orologiaio esegue tutti i test funzionali e suggerisce i miglioramenti. Infine, viene effettuato un gran numero di test di affidabilità per convalidare le funzioni nel tempo».

    Per restare ancora su questo orologio, quali cambiamenti all’interno del movimento ha comportato la scheletratura dell’ultima versione?
    «Abbiamo dovuto adattare diversi ponti e le finiture di alcuni componenti visibili. La cosa più importante in un approccio di questo tipo è l’anticipazione: fin dall’inizio del progetto, avevamo previsto una versione squelette».

    Mi permetta una domanda più personale… Esiste un esemplare di cui Jean-François Mojon va maggiormente fiero o cui è particolarmente legato (e perché)? Una sorta di “figlio prediletto”…
    «Più che un modello, vorrei mantenere la “firma” che emana dalla collezione. Non è facile dare un’immagine complessiva coerente nel tempo, indipendentemente dal posizionamento e dalle funzioni dell’orologio. Sono orgoglioso delle équipe che hanno contribuito a questa identità».

  • Klepcys GMT Retrograde: il viaggiatore secondo Cyrus

    Klepcys GMT Retrograde: il viaggiatore secondo Cyrus

    Mani dietro la schiena, come un anziano davanti a un cantiere, osservo il nuovo Klepcys GMT Retrograde di Cyrus. E ripenso a quanto mi raccontò una volta Jean-François Mojon, genio creativo del brand e co-proprietario di Chronode, la manifattura interna del marchio ginevrino: «Già dall’infanzia, avevo una decina d’anni, provavo grande interesse per tutto ciò che era tecnico e per l’espressione della tecnica in forme originali».

    Voilà. Bastano queste parole a far capire la filosofia progettuale alla base dell’orologio, senza averlo tra le mani. Quando, all’inizio, ho scritto “osservo”, ho infatti usato il verbo non a caso: perché la presentazione fisica del Cyrus Klepcys GMT Retrograde è saltata causa Covid e io, come altri, mi devo per ora accontentare delle fotografie. Ma con quel suo assist, come un Pirlo dei tempi migliori il maestro orologiaio mi lancia in campo aperto verso la sua ultima creazione.

    Un esemplare che nasce dall’idea di inserire in collezione un orologio con doppio fuso orario, venuta al Direttore generale di Cyrus, Walter Ribaga. Instancabile viaggiatore per lavoro e per piacere, ha realizzato che una simile funzione avrebbe potuto completare l’offerta del brand, allineandola a quella di altri marchi top. La condizione era che l’indicazione dell’ora GMT fosse la più originale possibile.

    (Più) piccolo è bello

    Il Klepcys GMT Retrograde è sì un Cyrus fino al midollo, ma qui «l’espressione della tecnica in forme originali», per dirla alla Mojon, mostra un’evoluzione (in positivo, secondo me) rispetto ai precedenti modelli della collezione Klepcys. Per le indicazioni più tecniche vi rimando alle didascalie: qui preferisco sottolineare alcuni dettagli a mio avviso interessanti.

    La cassa, per esempio. È in titanio grado 5, più forte del titanio commercialmente puro (da grado 1 a 4) pur avendo la stessa rigidità e proprietà termiche. La forma a cuscino è quella tipica di Cyrus, non però nelle dimensioni cui il brand ci ha abituati. Sono 42 mm per 13,9 di spessore, più che contenuti rispetto, per esempio, ai 44 per 19,9 del Klepcys Vertical Skeleton Tourbillon, o ai 46 per 17 e rotti del Klepcys Alarm.

    Certo, la complicazione GMT retrograda è meno vorace di spazio rispetto alle altre; ma questo downsizing – tendenza comune a molte case – farà piacere a quanti etichettavano i Cyrus come “orologi da russi” per via delle loro proporzioni.

    Intimamente GMT

    Detto che i russi sono persone rispettabilissime e amanti della bella orologeria, veniamo alla complicazione, la funzione GMT, Greenwich Mean Time, a identificare il fuso orario di riferimento della Terra: indica l’ora della città di partenza rispetto all’ora locale della città in cui ci si trova. Definizione ormai superata in gergo tecnico da UTC, che sta per Tempo Universale Coordinato, ma ancora diffusa in orologeria. 

    Presente per la prima volta sul Glycine Airman nel 1953, diventa celebre un anno dopo grazie al GMT Master di Rolex, ref. 6542, creato in collaborazione con la Pan-Am, per fornire ai piloti un orologio che tenesse traccia dell’ora locale e del GMT, utile per chi attraversava molti fusi orari sui voli a lungo raggio.

    La funzione può essere assolta in diversi modi: con una lunetta aggiuntiva di 24 ore per un secondo fuso orario e l’ora GMT, come nel Glycine; con una lancetta GMT aggiuntiva e impostazione del secondo fuso orario, eseguita ruotando la lunetta; con moto retrogrado come nel Klepcys GMT Retrograde: una volta arrivata alle 24 sul lato destro della scala, la lancetta ritorna con uno scatto secco sulle 24 del lato sinistro e ricomincia la corsa.

    La funzione GMT retrograda non è certamente un’invenzione di Mojon. La ritroviamo, per citare solo due esempi, nel Masterpiece Double Rétrograde GMT di Maurice Lacroix e nella collezione Master Collection di Longines. Il Cyrus Klepcys GMT Retrograde, però, la valorizza attraverso il gioco di profondità che caratterizza il quadrante e che merita attenzione.

    La profondità del Klepcys GMT Retrograde

    Il quadrante tridimensionale a più livelli si ritrova spesso nella collezione Klepcys e in questo orologio distingue e distribuisce le funzioni. Nel primo livello, il disco antiriflesso trasparente in cristallo zaffiro riporta i numeri arabi delle ore luminescenti e il réhaut gli indici dei minuti, sempre luminescenti.

    Il secondo livello è più affollato. Ospita l’arco dell’ora della località di partenza, in lacca di un bel colore blu; e il quadrante dei piccoli secondi a ore 6, decorato a triangoli, trattato con Pvd nero a rilievo e completato dalla lancetta dei piccoli secondi blu a forma di elica, il simbolo di Cyrus. Insieme a tutto questo, le altre lancette: ore, minuti e lancetta blu dell’ora della città di partenza (home time).

    Un assembramento degno dei Navigli milanesi al sabato sera? No, perché il design arioso garantisce una leggibilità ottimale. Il vetro zaffiro su quadrante e fondello e la platina superiore del movimento, traforata a raggiera, alleggeriscono la struttura visiva del Klepcys GMT Retrograde senza compromettere la consultazione dell’ora. Sappiamo quanto spesso, invece, le scheletrature barocche finiscano per annegare le povere lancette dentro un mare di arabeschi. E capire che ore sono diventa allora una scommessa. Persa.

    Il movimento

    Eccomi, infine, al cuore dell’orologio, il calibro: il palcoscenico sul quale Mojon può sfogare la propria vena tecnica e, perché no, artistica. Credo che si diverta come un pazzo a progettare movimenti insieme al suo team, senza darsi limiti; alla fine degli anni ’90 per esempio ne concepì uno con 30 giorni di autonomia. In altre creazioni clamorose, poi, ha accoppiato due bariletti in parallelo per “nutrire” il calibro CYR1280 del Klepcys Alarm; e ha fatto alzare dal suo letto secolare il tourbillon, mettendolo in posizione eretta nel calibro CYR625 del Klepcys Vertical Tourbillon Skeleton.

    Questa volta è il calibro CYR708 a carica automatica a gestire l’indicazione dei due fusi orari con funzione retrograda. Un movimento da 28.800 alternanze/ora e 55 ore di riserva di carica, sul quale avremmo voluto sapere qualcosa in più in termini di materiali e architettura costruttiva. Ma le curiosità di noi smanettoni vanno momentaneamente accantonate: avremo a disposizione ulteriori informazioni solo con la presentazione fisica dell’orologio.

    Per adesso limitiamoci a dire che il colore grigio antracite dei ponti è ottenuto tramite un trattamento elettrolitico Nac, un rivestimento più resistente e durevole del Pvd, a prova di sbriciolamento. I ponti sono a raggi leggermente ricurvi con finitura satinata e microbillé, mentre i ruotismi spiccano per il loro colore dorato (ottone?). La massa oscillante monoblocco traforata riprende lo stile della platina lavorata che abbiamo visto prima sul quadrante.

    In definitiva…

    Il Klepcys GMT Retrograde è prodotto in tre versioni – titanio lucido, titanio lucido con lunetta Dlc nera, titanio Dlc nero -, ciascuna in 50 esemplari. I prezzi sono un po’ al di sotto degli standard dei listini di Cyrus: 18.100, 18.300 e 18.600 euro. Tra costo e tiratura limitata, anche questo Klepcys è dunque un orologio per pochi.

    Personalmente, lo trovo esteticamente più gradevole ed equilibrato degli altri suoi fratelli in collezione; il Klepcys Solo Tempo è forse l’unico che riesce a tenergli testa sotto questo punto di vista, ma 46 mm per un solo tempo sono tanta, troppa roba. Comunque le opinioni estetiche sono sempre soggettive. Sotto il profilo tecnico, invece, è pregevole l’interpretazione retrograda. Ribaga è stato ascoltato quando chiedeva «a unique way to display the home time».

    E così, dopo aver parlato di vil denaro, millimetri e virtuosismi tecnici, mi piace chiudere con un’altra citazione di Mojon. Che è una dichiarazione d’amore per il proprio lavoro, al di là delle logiche commerciali: «Quello del maestro orologiaio è un mestiere meraviglioso, che non è ancora pronto per essere sostituito dai robot». Meno male, caro Jean-François…