Giornale Degli Orologi
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Tag: La Fabrique du Temps Louis Vuitton

  • LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    LVMH Watch Week 2026. Una selezione di novità

    S’inaugura oggi e prosegue fino al 21 gennaio la LVMH Watch Week 2026. Giunta alla 7a edizione, dopo aver toccato le principali capitali internazionali (da Dubai a Ginevra, da Singapore a Miami, poi a New York e Parigi, ma ha avuto anche un evento digital), la kermesse privata del Gruppo francese approda dunque a Milano. Ed elegge così per tre giorni (a dispetto del nome) il capoluogo lombardo come centro catalizzatore di tutte le attenzioni del mondo delle lancette.

    Primo appuntamento dell’anno orologiero, aperto solo su invito, la LVMH Watch Week 2026 presenta agli addetti ai lavori le novità di 9 marche: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Molti i pezzi notevoli: ad alcuni dedicheremo sicuramente un approfondimento futuro. Ma in questa occasione è stato per noi necessario fare una decisa selezione. Qui di seguito quindi potete trovare solo un esemplare per ogni brand.

    Abbiamo scelto di volta in volta il più rappresentativo, oppure il più divertente, quello che ci è piaciuto di più o che è più importante dal punto di vista commerciale. E abbiamo deciso di organizzare l’esposizione non con il solito ordine alfabetico, ma con una logica che mette in evidenza generi e tipologie, per permettervi di soffermarvi solo sui pezzi per voi più interessanti. Fateci sapere cosa ne pensate sui nostri social.

    Complicati sui generis

    A cominciare da Hublot, che ha presentato tra l’altro il Big Bang Tourbillon Novak Djokovic Goat Edition: una trilogia di 101 esemplari dedicata alle vittorie del campione di tennis, da tempo ambasciatore del Marchio. Notevole dal punto di vista della ricerca, tecnica e materica. La cassa è fatta con uno speciale composito, leggero, rigido e marmorizzato, sviluppato da Hublot a partire dalle polo Lacoste e dalle racchette da tennis Head di Novak (già usato nel BB Unico del 2024). La carrure è invece in Titaplast, un polimero estremamente resistente con proprietà meccaniche simili al titanio. Particolare anche il calibro MHUB6035 Automatic Tourbillon: al posto della tradizionale platina, monta un reticolo che ricorda l’incordatura di una racchetta (in realtà è un unico pezzo inciso al laser). Richiamano il tennis anche il coperchio del bariletto e testa delle viti sulla lunetta, simili a una pallina da tennis.

    Tre le edizioni limitate, i cui colori fanno riferimento ai diversi tipi di campi da tennis: 72 esemplari con la cassa blu, a simboleggiare il cemento; 21 con la cassa arancione per la terra battuta; e 8 con la cassa verde per l’erba. Tra l’altro, per ogni prossima vittoria di Djokovic, Hublot creerà un nuovo esemplare, nella stessa tonalità della superficie del campo di gioco.

    Dalla lezione di marketing intelligente di Hublot a quella più concretamente orologiera di Daniel Roth, il passo è breve. L’Extra Plat Rose Gold Skeleton introduce per la prima volta la scheletratura nella (da poco rinata) collezione di extrapiatti. In pratica l’iconica cassa a doppia ellissi ospita il modernissimo calibro scheletrato DR002SR, realizzato in esclusiva, a formare un armonico ensemble in oro rosso 5N (non facciamoci fuorviare dal nome). Il che significa: i codici stilistici sono gli stessi di sempre, quelli voluti dal Maître Horloger, così come l’extrapiatto è una delle sue espressioni preferite (seconda solo al tourbillon). E poco importa che il Maestro non abbia mai fatto un extrapiatto scheletrato. Questo esemplare è talmente plausibile da risultare coerente e in sintonia con i predecessori storici. Tutto merito delle competenze e del savoir-faire della Fabrique du Temps Louis Vuitton, che ha preso in mano il Marchio nel 2023.

    Cronografi “di razza”

    Mentre TAG Heuer ha lanciato una nuova versione cronografo del Carrera Glassbox, che completa la collezione con una nuova dimensione di cassa – 41 mm -, ad affiancare la precedente da 39 mm già in catalogo. Il diametro maggiore comunque non va a inficiare la vestibilità dell’esemplare, che rimane comodo e facile da indossare anche per i polsi sottili. Piacevolissimo al tatto e alla vista grazie al vetro zaffiro a box – segno identificativo dell’intera famiglia di orologi -, il nuovo cronografo ha il quadrante declinato in tre colori: verde, blu e nero con dettagli rossi, a sottolineare il legame con il motoracing. Ed è animato da un movimento di manifattura, il calibro TH20-01, con il tipico rotore scheletrato ma privo del datario (ne saranno felici i detrattori di questa funzione…). Importante il fatto che è da subito disponibile nei negozi.

    Inatteso, ma non per questo meno riuscito, l’inedito Tiffany Timer. Che rende omaggio all’omonimo modello da tasca – uno dei primi stopwatch americani – prodotto 160 anni fa da Tiffany & Co. La cassa in platino da 40 mm di diametro ospita un esclusivo calibro El Primero 400, personalizzato dal celeberrimo uccellino (il Bird on the Rock di Jean Schlumberger), scolpito a mano e incastonato nel rotore di carica. Altrettanto simbolico è il quadrante in lacca Tiffany Blue®, realizzato con un un procedimento lungo e complesso che richiede 50 ore di lavoro. In edizione limitata di 60 esemplari, è una creazione esclusiva in cui noi della redazione abbiamo visto tutti “lo zampino” di Nicolas Beau. Una figura dall’esperienza trentennale (ha lavorato prima per Cartier, poi per Baume & Mercier e per quasi vent’anni è stato alla guida dell’orologeria Chanel), che oggi è Vice Presidente di Tiffany & Co. Horlogerie.

    Solo tempo, inediti o vintage

    Anche a questa LVMH Watch Week 2026, Zenith continua a reinterpretare la propria Storia. Dopo il Defy Revival A3642, replay di un modello del 1969 uscito nel 2022, e il Defy Revival A3691 del 1971, uscito nel 2023, è ora la volta del Defy Revival A3643. Fedele riedizione dell’omonimo esemplare sempre del 1969, ne riprende la cassa ottagonale sfaccettata da 37 mm, con la lunetta a 14 lati e il bracciale a scala realizzato in origine da Gay Frères. Il quadrante dall’ottima leggibilità ora è vivacizzato dal segmento arancione della lancetta centrale dei secondi. La differenza sostanziale rispetto al passato sta nel fondello, oggi a vista sul movimento automatico, calibro Elite 670, dotato del rotore scheletrato a stella, caratteristico della Maison. Fra i pezzi più convincenti esposti a Milano, sarà capace di fare la gioia degli amanti del vintage e del neo-vintage.

    Mentre Gérald Genta amplia la collezione Geneva con due “solo tempo”, sul filo della continuità (estetica, ovviamente) con il Ripetizione Minuti già in catalogo. Proprio come quel precedente complicato, i nuovi esemplari intendono perpetuare l’heritage artistico del grande designer e allo stesso tempo celebrare lo spirito orologiero della città sul Lemano. La cassa a cuscino, dalle linee attualizzate e più fluide rispetto a quella disegnata negli anni ’70 da Monsieur Genta, è realizzata in oro rosa o bianco, e presenta la carrure spazzolata. Il quadrante grené, sfumato, riporta lungo il perimetro la minuteria chemin de fer dall’insolita forma che segue la silhouette della cassa. Entrambi gli esemplari montano un calibro Zenith Elite con la massa oscillante personalizzata. E sono di certo destinati a chi ama l’eleganza classica ma non scontata.

    Giochi e gioielli

    Louis Vuitton invece stupisce tutti con il Camionnette, un inatteso orologio da tavolo ispirato ai furgoncini che all’inizio del Novecento consegnavano ai clienti i bauli della Casa. Realizzato in alluminio, presenta le indicazioni di ore e minuti su dischi rotanti all’interno del cofano, al posto del motore. Ed è, come è facile immaginare, frutto della collaborazione fra La Fabrique du Temps LV e L’Epée 1839. Ricordiamo che la manifattura specializzata in oggetti d’arte è stata acquisita dal Gruppo LVMH nel giugno 2024, insieme alla società madre Swiza. Degna di nota la ricchezza di dettagli con cui è costruito il camioncino, fra cui spicca un diamante taglio Monogram Star da 0,5 carati. Fedele alla vocazione originaria, riporta sul pianale un vero e proprio baule in miniatura, interamente decorato dal Monogram, che contiene la chiave di carica. Un giocattolo, certo, ma solo per pochi.

    Concludiamo infine la rassegna della LVMH Watch Week 2026 con il Monete Maglia Milanese di Bvlgari, insieme un prezioso montre-à-secret e un’avvolgente manchette. Dichiaratamente Bvlgari, fin dalla prima occhiata, per la presenza dell’antica moneta romana in argento collocata sulla cover, conferma il savoir-faire orafo della Casa nella maglia milanese del bracciale in oro rosa. All’interno cela un minuscolo movimento meccanico a carica manuale di manifattura, il calibro Piccolissimo BVP 100, che grazie ai suoi 2,5 mm di spessore può essere ospitato nella cassa in oro rosa. Ma solo una volta aperto, rivela il quadrante in madreperla con indici di diamanti. Di solito invece nasconde la propria natura di segna-tempo per sembrare un “semplice” gioiello, dal forte impatto estetico.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/12/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/12/2025

    Il mondo delle lancette non si ferma mai. Anche questo mese, nonostante le vacanze natalizie ormai imminenti, sono stati numerosi gli annunci e le notizie arrivati in redazione, puntualmente registrati in queste Cronache dell’orologeria. A volte si tratta di progetti a lunga scadenza, che lasciano intuire la proverbiale organizzazione svizzera… Altre volte di fatti ormai acquisiti, di cui possiamo solo prendere atto, in attesa di sviluppi futuri. Fateci sapere cosa ne pensate. Buona lettura!

    Le discese ardite

    Dopo Alexis Pinturault, Ester Ledecká, Johannes Bø, Tomoka Takeuchi, Richard Mille presidia ancora una volta il mondo dello sci con un nuovo ambasciatore: Arthur de Villaucourt. Esperto di freestyle, il ventiduenne francese è specializzato in “gobbe” (moguls, in inglese)*. Una disciplina in cui intende classificarsi tra i primi 30 al mondo, con l’immediato e ambizioso obiettivo di qualificarsi ai prossimi Giochi olimpici invernali di Milano/Cortina 2026. Il suo orologio? L’RM 67-02 Automatic Extra Flat con cassa in Quartz Tpt® bianco e Carbon Tpt®, con il calibro CRMA7 scheletrato e dal peso piuma: solo 32 grammi. Per non appesantirlo e permettergli di “volare” meglio…

    *È definita “gobbe”, in inglese moguls, quella specialità dello sci. Prevede spericolati percorsi disseminati di dossi, fatti di cumuli di neve, che gli sciatori devono affrontare il più velocemente possibile. Durante la prova eseguono salti, manovre aeree e figure acrobatiche.

    Creativi in lizza

    Annunciati i 5 finalisti della 2a edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives. Si tratta del Beauties of Nature, realizzato da Daizoh Makihara (Giappone); del Möbius di Xinyan Dai/Fam Al Hut (Cina); School Watch di Victor Monnin e Alexandre Hazemann (Svizzera); CIC 39 mm Racing Green di Bernard Lederer; e Fading Hours di Norifumi Seki (Giappone). Presentati anche i 5 giudici dell’ultima selezione, tra cui si incontrano “vecchie” conoscenze come Carole Forestier-Kasapi (Direttrice strategia e movimenti TAG Heuer), Kari Voutilainen e Matthieu Hegi (Art Director La Fabrique du Temps L.V.). Il vincitore sarà svelato con una cerimonia il 24 marzo prossimo.

    Cronache dell’orologeria… milanese – 1

    CityOval in un frame del teaser Patek.

    Invece Patek Philippe ha annunciato che, dal 2 al 18 ottobre 2026, Milano sarà sede dell’ormai celebre Watch Art Grand Exhibition. Giunta alla 7a edizione, avrà luogo nell’ex Palazzo delle Scintille, un tempo Padiglione 3 della Fiera Campionaria e oggi diventato CityOval, nel cuore di CityLife. Dove, sotto una cupola alta 30 metri, la mostra occuperà 2.540 metri quadri dei 4mila disponibili. Suddivisa in aree tematiche, vedrà esposti circa 500 orologi: l’intera collezione in corso, pezzi storici del Museo Patek, esemplari di alto artigianato ed edizioni limitate create ad hoc. In pratica la più grande e spettacolare mostra mai organizzata dalla Maison. Ne riparleremo.

    Cronache dell’orologeria… milanese – 2

    Skyline di Milano (foto courtesy Gregory Smirnov/Unsplash).

    Sempre Milano ospiterà anche la 7a edizione della LVMH Watch Week. Dal 19 al 21 gennaio prossimi, dunque, nella capitale della moda italiana (dove non si sa ancora), l’ormai celebre kermesse internazionale farà da vetrina alle 9 marche orologiere del Gruppo francese. In ordine alfabetico: Bvlgari, Daniel Roth, Gérald Genta, Hublot, L’Epée 1839, Louis Vuitton, TAG Heuer, Tiffany & Co. e Zenith. Che presenteranno le loro ultime creazioni per una platea di addetti ai lavori: rivenditori, giornalisti, clienti finali. All’elenco degli espositori mancano però altri marchi (di moda e gioielleria) del Gruppo che hanno comunque orologi in catalogo. Che ne è di Dior, Fendi, Chaumet?

    Shopping in montagna

    Foto Elettra Gallone courtesy Rocca

    L’avvio della stagione invernale ha visto l’inaugurazione di un nuovo store Rocca a Courmayeur. Posto in via Roma, la via dello shopping del borgo valdostano, si trova accanto alle boutique delle più rinomate marche internazionali del lusso. Gli interni sono stati progettatati ad hoc, con un concept che utilizza colori naturali e materiali tipici dell’architettura locale – legno e pietra -, per ricreare un’atmosfera calda ma chic. Oltre alle creazioni dei marchi del Gruppo Damiani, vi si possono trovare anche gli orologi di brand selezionati, come Omega, IWC, Chanel. E un’area dedicata alle proposte di Rocca Certified Pre-Owned, vale a dire esemplari di secondo polso certificati.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Louis Vuitton Tambour Convergence. Fuori dal coro

    Louis Vuitton Tambour Convergence. Fuori dal coro

    È un orologio emblematico il Louis Vuitton Tambour Convergence, presentato il mese scorso alla LVMH Watch Week. Emblematico del livello di maturità e raffinatezza cui è arrivata l’orologeria della Casa, che con questo esemplare dimostra quali vette si possono toccare quando si conosce la grande Storia dell’orologeria e si è in grado di reinterpretarla a modo proprio. Quando si è abbastanza forti da fregarsene delle tendenze mainstream per seguire il proprio stile, da imporre il proprio gusto al di là delle mode. E si è talmente sicuri di sé da poter adottare un’estetica tutt’altro che popolare: élitaria, invece, perché parla di cultura, di conoscenze e savoir-faire…

    La Fabrique du Temps Louis Vuitton

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence è emblematico anche di tutta la strada fatta dal Brand, da quando ha esordito nel settore, nel 2002, con il lancio del Tambour e l’apertura di un primo laboratorio di movimenti a La Chaux-de-Fonds. Da allora, una tappa essenziale in questo percorso di crescita è stata, nel 2011, l’acquisizione de La Fabrique du Temps, l’atelier di Enrico Barbasini e Michel Navase specializzato nella progettazione e fabbricazione di calibri e complicazioni. Fondata a Ginevra nel 2007, La Fabrique du Temps ha collaborato con Louis Vuitton fin dall’uscita del primo Spin Time, nel 2010. E ha sempre avuto un peso notevole nello sviluppo dell’orologeria del Marchio: basti pensare agli esemplari con ripetizione minuti, con tourbillon e Punzone di Ginevra prodotti in questi anni, per capire a cosa mi riferisco.

    E arrivo finalmente al Tambour Convergence, in cui del resto La Fabrique du Temps Louis Vuitton ha giocato di nuovo un ruolo in primo piano. Anche perché oggi riunisce sotto lo stesso tetto tutte le competenze – di design, ingegneria e artigianato – necessarie per fabbricare la maggior parte dei componenti degli orologi LV. A Meyrin, nello stabilimento inaugurato nel 2014, si trovano infatti La Fabrique des Boîtiers, La Fabrique des Mouvements, La Fabrique des Cadrans e La Fabrique des Arts. (Non credo ci sia bisogno di spiegazioni, tranne per quest’ultima, dedicata ai mestieri rari). Tutte insieme hanno collaborato nella creazione del nuovo esemplare, che è il punto d’incontro delle loro attività, la sintesi dei loro know-how. Da qui il termine convergence, convergenza, appunto.

    Le antiche montre à guichet

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence colpisce per l’aspetto insolito, perché è privo di lancette e mostra le informazioni orarie in due apposite finestrelle. In realtà è l’erede di una lunga tradizione: quella delle montre à guichet. Abbiate pazienza, è necessario sorbirsi ancora qualche pillola di storia. Guichet in francese vuol dire proprio finestrella: la piccola apertura – spesso più d’una – presente sul quadrante per visualizzare diverse informazioni. La più semplice e frequente è la data, ma vi si possono leggere anche il giorno della settimana, oppure il mese, le fasi di luna, le ore saltanti, l’autonomia residua.

    Se le prime finestrelle appaiono già negli esemplari da tasca nel XVIII secolo, gli orologi con affissione numerica, o digitale come diremmo oggi, conoscono un certo successo attorno al 1830 con l’affermarsi delle ore saltanti. Ma sono in gran voga soprattutto negli anni Venti e Trenta del Novecento, soprattutto sul mercato americano. Allora, quadrante e lancette lasciano il posto a una piastra in metallo in cui sono praticate due aperture: all’interno delle quali compaiono le cifre delle ore e quelle dei minuti, riportate su dischi rotanti. In genere il primo disco è azionato da un dispositivo a scatto (le ore saltanti, appunto), il secondo da un meccanismo a trascinamento continuo.

    I precedenti storici

    Il primo orologio da polso à guichet sembra essere un Audemars Piguet del 1921: un modello dall’estetica lineare e rigorosa, con cassa rettangolare ispirata all’architettura modernista. Ma i più celebri sono sicuramente i Cartier Tank à Guichets, apparsi sul finire del decennio, dalla costruzione tipicamente Art Déco, con varie forme e posizioni delle finestrelle e della corona di carica. Al quel punto, l’aspetto sobrio e funzionale rifletteva le difficoltà economiche provocate dalla Crisi del 1929 e dalla successiva, obbligata austerità. Tant’è che la Maison parigina limita la brillantezza dell’oro con lavorazioni spazzolate e finiture opache, o ricorre al platino, in apparenza meno prezioso.

    Questo sistema “numerico” di lettura dell’ora in realtà prefigura quello che sarà poi adottato negli anni Settanta, dopo l’avvento dei movimenti al quarzo. Altro periodo in cui l’affissione à guichet prolifera: e si riscontra in esemplari massicci, dalle geometrie 3D vagamente futuristici. Poi la moda ritorna negli anni Novanta, con le ore saltanti di Patek Philippe o dei Mickey Mouse di Gerald Génta. Mentre al giorno d’oggi i pezzi a tema sono rari. Mi vengono in mente solo gli esemplari realizzati da Ludovic Ballouard a partire dal 2010 circa, o in tempi più recenti l’IWC Hommage à Pallweber del 2018. Ma si tratta sempre di ore saltanti e di finestrelle affisse sul quadrante.

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence, l’orologio à guichet 4.0

    Il Louis Vuitton Tambour Convergence invece è un’altra cosa. Sì, recupera la tradizione delle finestrelle tagliate nel metallo della piastra, l’assenza dei consueti quadrante-lancette-vetro. Ma è privo di ore saltanti: entrambi i dischi rotanti di ore e minuti sono “a trascinamento”, quindi mostrano il tempo attraverso una rotazione continua. Poi ha una forma rotonda, la tipica cassa del Tambour riveduta e corretta nelle proporzioni così da risultare più piatta, più sottile. Ed è declinato in due versioni, ambedue studiate per risultare preziose e di grande effetto scenico. La prima è in oro rosa, con la cover – concedetemi questo termine forse inappropriato – lucidata a mano, praticamente a specchio. La seconda invece in platino, completamente tempestata di diamanti serti neige.

    Riguardo alla meccanica, si tratta del calibro LFT MA01.01, che fa la sua comparsa in questa occasione ma ha tutte le carte in regola per diventare un cavallo di battaglia nella produzione di Louis Vuitton. Che non a caso lo definisce “una pietra miliare, a dimostrazione della forza della produzione e della competenza ingegneristica nel segmento orologiero della Maison”. A leggere fra le righe, potrebbe voler dire che questo movimento automatico sarà prodotto in grandi numeri. Non solo. Oltre a essere utilizzato come solo tempo, è abbastanza sottile da poter servire come base su cui montare eventuali moduli per varie complicazioni. Anche senza aver bisogno di una molla del bariletto maggiorata (che comunque potrebbe essere auspicabile, a vantaggio della regolarità di marcia soprattutto con funzioni energivore).

    Cosa ne penso

    Per conoscere le caratteristiche tecniche vi rimando alle didascalie. Qui concludo come sempre con il prezzo al pubblico e con un paio di considerazioni personali. Il Louis Vuitton Tambour Convergence costa 37.500 euro nella versione in oro rosa, 68.500 in quella in platino. Prezzi “importanti”, è vero, ma l’alta orologeria non è per tutti, per definizione. Chi se lo può permettere magari potrà anche farsi personalizzare il proprio esemplare. Per com’è fatto – con la parte superiore della cassa che si pone come una “tela bianca” – l’orologio si presta infatti a essere modificato a piacere, magari con piccole incisioni o una diversa incastonatura con gemme di colore. Ciò che conta, a parer mio, è rispettarne l’essenza. E avere la consapevolezza di possedere uno degli orologi eleganti più riusciti degli ultimi anni.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 22/09/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 22/09/2023

    Consueto appuntamento con il nostro rotocalco orologiero. Che anche questa settimana riunisce notizie di varia attualità in cui trovano spazio temi come lo sport e lo sviluppo sostenibile, ma anche una bella iniziativa a favore dei creativi delle lancette di grande talento (progetto che seguiremo passo passo). Anche questa volta insomma le Cronache dell’orologeria ritraggono un paesaggio vivo e vivace. Buona lettura.

    Artigiani in gara

    La Fabrique du Temps Louis Vuitton ha indetto la prima edizione del Louis Vuitton Watch Prize for Independent Creatives, premio mirato a sostenere creatività e innovazione nell’orologeria indipendente. Il vincitore avrà per un anno come mentore La Fabrique, che lo aiuterà a sviluppare a 360° il proprio brand. A febbraio 2024 si scoprirà il nome del fortunato. Intanto sono stati annunciati quelli (noti e non) dei 20 semifinalisti, che un comitato di esperti internazionali ridurrà poi a 5. Guardate qui gli orologi selezionati: meritano.

    C’è chi può…

    Può piacere o non piacere, ma Lewis Hamilton ha stile da vendere. Veste in modo estroso, perfino eccessivo ma sempre griffatissimo, nei paddock come sui red carpet. Ed esprime i propri gusti anche con gli orologi: nel senso che se li disegna. Per la terza volta da quando collabora con IWC, infatti, il sette volte campione del mondo ha realizzato un esemplare con il proprio nome. L’inedito Portugieser Tourbillon Rétrograde Lewis Hamilton è un cronografo supertecnologico, dallo stravagante color petrolio. Che tradisce estro e competenza.

    Cronache dell’orologeria sostenibile 1

    Brice Boissonneault, Sustainability manager di Breitling

    Breitling ha pubblicato il Sustainability Mission Report 2023, terzo resoconto annuale sulle azioni concrete intraprese dalla Casa di Grenchen per essere sempre più sostenibile. Dalla creazione del marchio Origins (prima con il Super Chronomat e ora con i nuovi Navitimer 32 e 36) allo studio per le riduzioni del proprio impatto ambientale, dagli accordi con le comunità locali nelle zone minerarie al sostegno ad associazioni come SUGI, Surfrider Foundation, Qhubeka, è tutto scritto nero su bianco. Andate a leggere, lo trovate sul sito ufficiale.

    Cronache dell’orologeria sostenibile 2

    Membro del Responsible Jewellery Council dallo scorso anno, il Gruppo Morellato ora ha ottenuto la certificazione COP RJC, che stabilisce gli standard etici nella catena di fornitura delle pietre preziose e dei metalli nobili. Attribuito solo a selezionate aziende, riguarda tutti i marchi del Gruppo italiano. Ed è il riconoscimento di un impegno perseguito ormai da tempo. Basti pensare agli orologi di Oui&Me, prodotti con materiali riciclati, o ai gioielli di Live Diamond (nella foto), realizzati con diamanti e oro 100% sostenibili. Che dire? Bravi.

    Lotta alla contraffazione

    Dal 3 ottobre, ogni Panerai venduto avrà in dotazione il proprio passaporto digitale. Lo ha annunciato a Watches and Wonders Shanghai l’azienda stessa, che così segue l’esempio di Vacheron Constantin (altra marca del Gruppo Richemont). Basato sulla tecnologia Nft di Arianee, sarà come un certificato d’identità che non solo memorizza tutti i dati tecnici e la storia dell’orologio, ma anche le informazioni sul proprietario e sui passaggi di mano (e in più ne estende la garanzia fino a 8 anni). Un buon modo per garantire l’autenticità…

    La Champions al polso

    Partner della Uefa Champions League dal 2015, Hublot si conferma anche quest’anno official timekeeper del seguitissimo evento. E in occasione della prima giornata della fase a gironi ha lanciato il nuovo Big Bang Gen 3 Uefa Champions League. Uno smartwatch di 3a generazione, con la livrea nel colore ufficiale del torneo e la cassa in ceramica, che permette anche di seguire ogni partita direttamente dal display, dall’inizio alla fine e con tanto di replay. In serie limitata di 200 esemplari, è solo per pochi anche nel prezzo: 6.200 euro.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità…