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Tag: Laurent Ferrier

  • Dubai Watch Week: 10 novità avvistate al salone degli Emirati

    Dubai Watch Week: 10 novità avvistate al salone degli Emirati

    Si è conclusa ieri la Dubai Watch Week, 7a edizione della fiera che ha trasformato la città degli Emirati in una meta imprescindibile per gli amanti dell’orologeria. Il salone, organizzato con cadenza biennale, quest’anno si è tenuto dal 19 al 23 novembre al Burj Park (Downtown Dubai). E ha visto la partecipazione di oltre 59mila persone e più di 90 marchi internazionali, con un aumento del 46% rispetto all’edizione precedente. Tra gli espositori si potevano incontrare marche indipendenti o che fanno capo a grandi gruppi, comunque celeberrime – da Rolex a Audemars Piguet, da Girard-Perregaux a Van Cleef & Arpels e fino a TAG Heuer, tanto per citarne alcune. Ma anche brand artigianali o di recente formazione – come Studio Underd0g, Ming, Biver, Norqain…

    La Dubai Watch Week: un po’ di storia

    Voluta da Ahmed Seddiqi & Sons nel 2015, in questo 2025 la Dubai Watch Week ha festeggiato dunque il 10° compleanno, insieme al 75° anniversario del retailer più potente degli Emirati. In origine un piccolo negozio nella Old Dubai, cresciuto a ritmo con la città, Seddiqi oggi è una holding nelle mani di un’unica famiglia, con 50 boutique e un centinaio di marchi in portafoglio. Gestita da membri della seconda/terza/ quarta generazione, nel tempo è riuscita non solo a espandersi commercialmente, ma anche a creare una vera e propria cultura dell’orologeria nei Paesi del Golfo. Proprio in quest’ottica va vista la Dubai Watch Week, nata come piattaforma no-profit dedicata all’orologeria e all’artigianato.

    Fin dagli esordi, infatti, i visitatori (all’epoca 2500 persone) potevano non solo accedere agli stand dei marchi partecipanti (solo 14), ma anche assistere a lectio magistralis per coltivare le proprie conoscenze. E ancora oggi, alla manifestazione appena conclusa, gli ospiti hanno potuto partecipare a masterclass, forum dedicati, tavole rotonde con i Ceo dei brand espositori. In particolare, nello spazio della Collectors Lounge, gli appassionati hanno potuto approfondire l’arte orologiera attraverso specifiche sessioni e mostre a tema. Anche questo modo di “coltivare il mercato” ha contribuito a rendere la Dubai Watch Week uno degli eventi più attesi nel calendario mondiale dell’orologeria, seguito tanto dagli addetti ai lavori quanto dai collezionisti.

    Estetica all’occidentale

    Ciò che quest’anno è risultato evidente, comunque, è l’evoluzione del gusto degli orologi esposti. Sarà perché Dubai è sempre più frequentata e abitata dagli Italiani e dagli europei in senso lato. O sarà la globalizzazione culturale, che attraverso internet e i media internazionali ha affermato l’adesione a stili e stilemi comuni, condivisi a tutte le latitudini. Sta di fatto che chi segue l’orologeria da decenni non può non aver notato l’impronta estetica tipicamente occidentale. Dimenticate gli stereotipi degli “orologi da sceicchi” dominati da bracciali d’oro giallo e diamanti, dimenticate le pacchianerie del passato (neppure tanto remoto). Le case di orologeria hanno proposto anche qui esemplari che colpiscono per la sobrietà, l’equilibrio formale, se non perfino l’eleganza.

    Ci sono, è vero, alcune personalizzazioni in chiave culturale: per esempio nell’uso della grafia araba per i numeri sul giro delle ore o come decorazione, creata da artisti calligrafi. Ma nella maggior parte dei casi si tratta di modelli che potrebbero tranquillamente essere venduti anche nei nostri negozi. L’unica differenza, a ben guardare, sta nel più diffuso utilizzo di materiali pregiati, come le pietre dure o l’oro rosa, che danno tocchi di maggiore preziosità. E alzano l’asticella sia del prezzo che del percepito (ovvero il senso della qualità e della ricercatezza). Due indici che ci fanno intendere quanto ci si trovi in un contesto di mercato più prospero rispetto a quello della Vecchia Europa.

    10 orologi esposti alla Dubai Watch Week 2025

    Quando abbiamo selezionato i 10 modelli presentati alla Dubai Watch Week da pubblicare in questa vetrina, abbiamo quindi privilegiato proprio quelli capaci di rivelare maggiormente l’uniformità – o se preferite l’omogeneizzazione, come dicono i sociologi – del gusto. Abbiamo volutamente tralasciato le complicazioni e gli exploit tecnici non perché non siano importanti, ma in quanto poco funzionali al nostro discorso. Ecco dunque le nostre scelte, come sempre in ordine di prezzo.

    Non per tutti

    LAURENT FERRIER Classic Origin Beige
    Nuova versione di un modello nato 5 anni fa, è improntato proprio sull’equilibrio più “classico”, lontano da mode e tendenze. La cassa (40 mm) in oro rosso 5N ricorda come di consueto un ciottolo levigato dall’acqua, priva com’è di asperità e angoli vivi. La calda tonalità del quadrante opalino è completata da una minuteria a chemin de fer marrone, con croce centrale, lancette Assegai in oro, indici stampati e il contatore dei piccoli secondi di grande formato. Il movimento, calibro LF116.01 a carica manuale, è dotato del celebre cricchetto a lunga lama per la ricarica, 80 ore di autonomia e superbe finiture. 43mila franchi svizzeri (tasse escluse).

    PARMIGIANI FLEURIER Tonda PF Minute Rattrapante Acciaio Artic Rose Lanciata nel 2023, la complicazione del minuto sdoppiante, inventato dalla Maison, si veste di una nuova tonalità. Il rosa pallido del quadrante si rifà alla tradizione del XVIII secolo, che lo voleva come colore tipicamente maschile, ma qui è ricco di riflessi cangianti grazie al guilloché grain d’orge. Quanto al resto, rimane immutato: la cassa (40 mm) in acciaio con bracciale integrato, la lunetta zigrinata in platino, le lancette scheletrate. Il movimento è il noto calibro PF052 di manifattura, a carica automatica, con micro-rotore decentrato in oro rosa e finiture d’alta gamma. 29.700 franchi svizzeri.

    CYRUS GENEVE Dominion Jawhar
    Il nome – che in arabo significa “essenza” – riflette la filosofia dell’orologio, sintesi di design contemporaneo, tradizionale savoir-faire e identità culturale araba. Nella cassa (42 mm) in titanio grado 5 monta il calibro automatico CYR708, di manifattura, con platina in oro rosso 5N, ponte superiore color antracite a forma di palma e 55 ore di autonomia. Il quadrante interamente scheletrato riporta le cifre in arabo su un disco in vetro zaffiro, l’indicazione del secondo fuso orario con lancetta ad andamento retrogrado (sempre con le cifre in arabo) e i piccoli secondi a forma di logo. Edizione limitata di 28 esemplari, 24.800 franchi svizzeri (tasse escluse).

    BVLGARI Mattar bin Lahej x Octo Finissimo
    Pittore, scultore, fotografo, calligrafo, l’artista emiratino – che ha realizzato la facciata del Museo del Futuro di Dubai – reinterpreta il best-seller della Maison romana. Il risultato è un orologio in titanio sabbiato con la cassa (40 mm), il quadrante e il bracciale incisi al laser. Il movimento di manifattura, come di consueto, è il calibro BVL 138, a carica automatica e ultrapiatto (2,23 mm di spessore), con micro-rotore decentrato in platino e 60 ore di autonomia. Edizione limitata di 70 esemplari. 23mila euro.

    RESSENCE Type 1 Round Rose Gold
    Versione essenziale e “pura” (perché di forma rotonda) dell’omonima collezione, è impreziosito dal trattamento in oro rosa 4N del quadrante convesso, dalla finitura soleil. Come di consueto, i tre dischi a filo rotanti riportano ore, secondi e giorno della settimana, con indicazioni incise e luminescenti, ma dalla lavorazione guilloché, che enfatizza l’aspetto caldo e “organico”. Ormai celebre il movimento, calibro ETA 2892 a carica automatica, reso unico dal modulo ROCS 1.3 (Ressence Orbital Convex System). 18.150 franchi svizzeri (tasse escluse).

    A meno di 6mila euro

    PERRELET x DIAA ALLAM
    In occasione della Dubai Watch Week, la storica Maison collabora con uno degli artisti più quotati degli Emirati, noto per le mega-installazioni (calligraffiti, li chiamano gli addetti ai lavori) di grande impatto sul paesaggio urbano. In questo caso ha realizzato un’opera ad hoc, ben visibile durante la rotazione della turbina: di dimensioni contenute, è ispirata al vimini, ricreato con scritte e colori che creano particolari rilievi e profondità. La cassa (41 mm) in titanio grado 2 Dlc nero ospita un movimento automatico di manifattura, il calibro P-331-MH, certificato Chronofiable® e Cosc. L’orologio, ora in pre-ordine, sarà in consegna ad aprile 2026. 5.180 franchi svizzeri.

    FREDERIQUE CONSTANT Highlife Chronograph Automatic
    Bamford Special
    Segna l’esordio della collaborazione del brand elvetico con il laboratorio londinese. Come spiega George Bamford, non si tratta di un semplice restyling, ma di una vera “riprogrammazione” dello storico modello, che si affranca dalla tradizione per acquisire un’estetica all black con flash cromatici. La cassa (41 mm) è in titanio grado 2 con motivo cristallizzato ottenuto tramite trattamento termico e rivestimento Dlc nero. Il movimento è il calibro FC-391 realizzato da La Joux-Perret, con 68 ore di autonomia. Edizione limitata di 100 esemplari, 4.445 euro.

    TUDOR Ranger
    Referenza inedita della collezione lanciata tre anni fa, progettata per resistere a tutto (o quasi), si distingue per il formato della cassa (39 o 36 mm di diametro) e per il colore del quadrante (Dune White). Realizzato in acciaio satinato per evitare fastidiosi riflessi, monta un movimento automatico, di manifattura. Anzi due, a seconda del diametro: il calibro MT5400 o il calibro MT5402, entrambi con spirale in silicio, autonomia di 70 ore e certificato ufficiale di cronometro emesso dal Cosc. 3.160 euro.

    ORIS ProPilot Desert Edition
    Ispirato ai paesaggi delle dune a perdita d’occhio, come dichiara la Maison, presenta la cassa (41 mm) ridisegnata, con linee più nette e marcate. Ultraleggera, è realizzata in fibra di carbonio con una tecnica di manifattura additiva e stampaggio, perfezionata negli anni dagli ingegneri Oris. Lunetta, corona e fondello sono invece in acciaio Pvd grigio, mentre il quadrante sand beige riprende il colore e la texture della sabbia nella finitura grené. Il movimento automatico è il calibro Oris 733 (base Sellita SW200-1 con rotore personalizzato). In vendita da gennaio 2026, 2.850 euro.

    FAVRE LEUBA Deep Raider Renaissance Malachite
    L’estetica deriva dal Deep Blue del 1964, reinterpretata con successo lo scorso anno. Ma per la prima volta (nella storia non solo della collezione, ma dell’intero brand) il quadrante è in pietra dura: in questo caso malachite, ma esiste anche in meteorite. La vocazione subacquea comunque resta immutata: la cassa (40 mm) in acciaio è sempre impermeabile fino a 30 atm e ha la ghiera unidirezionale girevole in ceramica. Anche il movimento automatico rimane il calibro FLD02 (base La Joux-Perret G100), con 68 ore di autonomia. Con bracciale in acciaio costa 2.800 franchi svizzeri.

  • Best of GWD: i 10 orologi che ci sono piaciuti di più

    Best of GWD: i 10 orologi che ci sono piaciuti di più

    Terminati i Geneva Watch Days 2024, è il momento dei bilanci. No, niente numeri sull’affluenza o sul giro d’affari: noi preferiamo andare “al sodo” e parlare di orologi. Non di tutti, ovvio, ma solo di quelli che ci hanno colpito in modo particolare, dieci esemplari – ma anche qualcuno in più – che ci sono arrivati dritti cuore (svincolati da qualsiasi logica inserzionistica o favoritismo clientelare). Concordati con il nostro inviato, Sergio Galanti, ecco allora i nostri Best of GWD. Scelte discutibili, certo, perché personali e soggettive. Ma sempre e solo dettate dalla passione…

    I Geneva Watch Days (GWD) di quest’anno si sono conclusi con un successo significativo, rafforzando lo status di evento di punta dell’industria orologiera di lusso, a fianco del salone di Watches & Wonders. Vi hanno partecipato oltre 50 marchi prestigiosi, tra cui nomi affermati e artigiani indipendenti altrettanto celebri.

    Il formato decentralizzato dell’evento, con i brand che hanno esposto le loro novità in varie sedi in giro per la città – dalle suite in hotel alle boutique monomarca fino ai pop-up store -, ha creato un’atmosfera rilassata ma esclusiva, apprezzata tanto dagli addetti ai lavori quanto dagli appassionati. Unica nota negativa: il caldo. Che ha imperversato durante l’evento – 30°! – e ha reso a volte faticosi gli spostamenti tra le varie sedi. Ma, si sa, gli amanti degli orologi hanno resistenza, oltre che passione…

    I GWD hanno confermato alcune delle tendenze già avvistate lo scorso aprile a Watches & Wonders: come l’uso di colori vivaci per i quadranti o le dimensioni più compatte della cassa (attorno ai 39 mm). Sono rimasto a Ginevra per tutta la durata della manifestazione e devo dire di aver visto tanti pezzi di alto livello artistico, tecnico… e di bella orologeria. La scelta è stata dura, ma qui di seguito vi presento una selezione delle novità che mi sono piaciute di più. Un elenco di quello che per me e per la redazione è il Best of GWD, rigorosamente organizzato in ordine alfabetico. Per non far torto a nessuno.

    Armin Strom: risonanza in miniatura

    Apro questa rassegna di Best of GWD con il nuovo Dual Time GMT Resonance First Edition che celebra il 15° anniversario di Armin Strom. Una reinterpretazione del Dual Time Resonance Masterpiece 1 lanciato nel 2018 – che proponeva una tecnologia di risonanza esclusiva insieme alla funzionalità di doppio fuso orario –, con il quale il Marchio mostrò il proprio approccio innovativo all’orologeria. Ma la First Edition è un orologio ripensato e sviluppato ex novo.

    Claude Greisler, co-fondatore e maestro orologiaio, l’ha definito «un movimento completamente nuovo, con nuovi bariletti, nuovi treni di ingranaggi, nuovi scappamenti, e la molla del meccanismo di risonanza posizionata ora a ore 12». Rispetto all’originale Masterpiece 1, il Dual Time GMT Resonance First Edition è un exploit di miniaturizzazione, in quanto i numerosi componenti di questa super-complicazione sono ora racchiusi in una cassa di 39 mm di diametro e con uno spessore di soli 9,05 mm.

    Tenendo in mano l’orologio, e osservando il quadrante e il movimento, ho apprezzato la maestria nel far apparire semplice qualcosa di così complesso e il livello di maestria delle finiture a mano. «Qualcosa per cui Armin Strom è ben noto», ha ricordato Greisler durante il nostro incontro. Ho avuto modo di provare (e contemplare) per qualche minuto l’orologio, e non ho potuto fare a meno di immaginare la pazienza, la diligenza, la disciplina e la competenza che gli orologiai di Armin Strom devono possedere per creare un capolavoro del genere. Con la First Edition si smette di pensare alla micromeccanica orologiera come a un concetto astratto.

    Czapek & Cie: avventurina protagonista

    Czapek & Cie ha presentato l’evoluzione della linea Antarctique con due nuovi esemplari in edizione limitata: i modelli Antarctique Polar Sky e Antarctique S Polar Sky, caratterizzati da splendidi quadranti in vetro avventurina. Disponibile con un formato di 40,5 o 38,5 mm, il vetro d’avventurina (ri)assume da solo la bellezza del quadrante. Per chi desidera un tocco più prezioso, comunque, l’Antarctique Flying Diamonds e l’Antarctique S Flying Diamonds hanno gli indici incastonati di diamanti dal taglio esclusivo, e diamanti opzionali anche sulla cassa e bracciale.

    L’Antarctique Polar Sky è una bella presenza al polso. “Si sente” piacevolmente ma risulta molto confortevole grazie al bracciale integrato e rastremato: dal design esclusivo, ha un’esecuzione curatissima, con quell’alternanza di superfici lucide delle maglie centrali a C e satinate tutt’attorno. Il quadrante in avventurina poi rende l’orologio in qualche modo più “magico” del solito e ne accentua l’aspetto elegante, già di per sé sport-chic. Non mi stupisce che sia andato esaurito durante la manifestazione: evidentemente è rientrato nei Best of GWD di varie persone…

    De Bethune: meteorite e micromeccanica

    Andiamo avanti e continuiamo con De Bethune. Che ha proposto due nuove varianti del modello DB28: il DB28xs Steel Wheels e il DB28xs Aérolite. Entrambe con proporzioni contemporanee: la cassa misura circa 39 mm per uno spessore non superiore agli 8 mm. Il DB28xs Aérolite, in particolare, merita un plauso per il quadrante dal motivo guilloché casuale ma armoniosamente contrastato dalle linee geometriche del meteorite Muonionalusta. Il DB28xs Steel Wheels è una meraviglia perché dimostra le capacità di De Bethune nella micromeccanica orologiera, dato che miniaturizza il più grande DB28 Steel Wheels originale, lanciato nel 2018.

    I dettagli qualificanti di questi orologi sono numerosi e scoprirli è stato emozionante: ciascuno conduce a un altro e tutti sono organizzati con coerenza per fornire informazioni in modo semplice e suscitare sensazioni di stupore (non esagero). Avrei voluto più tempo dei 30 minuti a mia disposizione… Ho ammirato le finiture delle superfici metalliche del quadrante dello Steel Wheels e del movimento dell’Aérolite, simili in entrambi i casi. Piacevolissimi i riflessi quando si inclinano gli orologi in diverse angolazioni. Li ho provati tutt’e due e sono rimasto particolarmente colpito da come si adattano comodamente al mio polso, grazie al profilo sottile ed ergonomico.

    Doxa: un anno in verde

    Per passare a un altro marchio nel nostro tour fra i Best of GWD, Doxa ha introdotto in catalogo un nuovo SUB 300T Professional Aristera con una configurazione “lefty”, cioè con la corona posizionata sul lato sinistro della cassa. I codici tecnici ed estetici sono quelli classici della Casa, con un’eccellente leggibilità sott’acqua, profondità e resistenza all’acqua: un subacqueo ben disegnato insomma.

    Tuttavia, nel mio Best of GWD preferisco dare spazio al nuovo SUB 300 Carbon “Sea Emerald”, che sfoggia un bellissimo (a mio parere) quadrante verde smeraldo con motivi a raggi di sole. Si tratta di un orologio che prosegue l’introduzione di questo colore in diverse collezioni Doxa, iniziata all’inizio dell’anno. La cassa in carbonio, il quadrante verde intenso e il cinturino in caucciù nero gli conferiscono una potente combinazione di colori.

    Sono stato felice di vedere questo SUB 300 con la cassa di 39 mm, che si adatta perfettamente al mio polso. Una volta indossato, regala al polso sensazioni piacevoli. Questo è forse il subacqueo meno appariscente della Marca, più adatto a un desk diver come me, ed è indubbiamente un orologio che si può indossare in tante occasioni.

    Favre Leuba: reloaded

    Favre Leuba è tornato (anche se non se n’era mai andato). Ricordo che è stato fondato nel 1737 ed è il secondo marchio elvetico più antico, dopo Blancpain. Durante i GWD, ho incontrato il Presidente Patrik Hoffmann, che mi ha illustrato il rilancio del Brand e il suo ambizioso piano di introdurre 22 nuove referenze e diverse migliaia di orologi all’anno nel prossimo futuro. Hoffmann mi ha anche mostrato la sua collezione di Favre Leuba del secolo scorso, creati in co-branding con case blasonate come Rolex e Jaeger-LeCoultre, a dimostrazione dell’importanza rivestita da Favre Leuba all’inizio del XX secolo, quando era ancora indipendente.

    Quindi ho avuto la possibilità di provare i prototipi di due novità: il Chief Chronograph e il Deep Blue Revival. Entrambi hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, che per tutte le collezioni sarà compreso tra 2.250 e 4.375 franchi svizzeri. Dato che ho un debole per il vintage e le re-interpretazioni d’epoca, sono rimasto particolarmente colpito dalla bellezza del Revival Deep Blue e dalla sua presenza al polso: questa versione mantiene l’80% del design originale del Diver datato 1964.

    H. Moser & Cie × Studio Underd0g: passione comune

    Il frutto della passione è stato il motivo ispiratore (fisico e metaforico) di H. Moser & Cie. e Studio Underd0g, alla loro prima collaborazione. Ciascuno ha declinato con questa “chiave” il proprio esemplare più rappresentativo: uno l’Endeavour Calendario Perpetuo, l’altro il Cronografo Monopulsante. Entrambi con risultati eccezionali.

    L’Endeavour Calendario Perpetuo Passion Fruit di Moser presenta un doppio quadrante: quello inferiore laccato viola a raggiera abbinato a quello superiore in smalto “Maracuja” Grand Feu. Il classico minimalismo di Moser è evidente, ma l’inedita soluzione cromatica sdrammatizza ancora di più il mostro sacro delle complicazioni. D’altro canto, lo 03Series Passi0n Fruit Studio Underd0g ha un quadrante multistrato Coarse Dégradé Amber e Royal Purple. E per la prima volta, è alimentato da un movimento cronografico svizzero – una novità assoluta nella linea di questo Marchio, che di solido utilizza meccaniche orientali.

    Una curiosità, o meglio una constatazione. Gli orologi non sono venduti singolarmente, ma solo in coppia: in un cofanetto realizzato in 100 pezzi, dedicati ad altrettanti collezionisti. Il prezzo si aggira sui 60mila franchi e il 90% rappresenta il valore dell’esemplare di H. Moser. Per quanto mi riguarda ho trovato l’operazione ben riuscita. Non ho potuto fare a meno di notare le finiture eccellenti e ho capito che si è trattato di un gioco divertente sì, ma molto, molto serio…

    HYT: il fascino della tecnologia

    HYT ha presentato la Serie T1 Millésime Edition in tre nuovi colori: cioccolato (titanio 5N Gold), viola e verde (entrambi in titanio). Si tratta di una serie limitata nel tempo e non nella quantità: gli orologi saranno disponibili da questo mese, ma solo fino a Watches and Wonders Geneva 2025. Con un diametro di 45 mm e un design che privilegia l’ergonomia, la nuova Serie T1 Millésime Edition offre uno stile distintivo e contemporaneo.

    Al polso, il nuovo orologio ha carattere ed è gradevole da indossare: l’ho sentito compatto e con una cassa ben rifinita. Il meccanismo fluidico di indicazione dell’ora – il tubo con il liquido rosso che indica le ore e i minuti – è perfettamente integrato nel quadrante. Girando l’orologio sul fondello, si vede la tecnologia HYT, con i due soffietti al centro della scena. Ruotando la corona per cambiare l’ora, si può osservare in tempo reale il liquido rosso che avanza o si ritira nel tubo. Ed è un vero spettacolo.

    Laurent Ferrier: tempo ed eleganza

    Laurent Ferrier ha lanciato il nuovo Classic Auto Sandstone in un’edizione limitata di 20 esemplari numerati. Si riconoscono immediatamente i codici estetici della Maison: come l’iconica cassa a forma di ciottolo, dal design discreto ed elegante, o il movimento automatico di manifattura, dotato di micro-rotore decentrato.

    Durante la mia visita allo showroom, allestito all’interno dell’Hôtel Beau Rivage, il Maestro orologiaio in persona mi ha spiegato il nuovo modello. E mi ha portato alla finestra per mostrarmi la danza della luce creata dai riflessi del quadrante rosato, satinato verticalmente, che trae ispirazione dai colori della sabbia e della terra. Inclinandolo in diverse posizioni, si può osservare un’alternanza di sfumature nei toni del beige, dalla più chiara alla più scura, dalla più calda alla più fredda. Roba da restare incantati.

    MB&F: il desiderio raggiungibile

    Sempre al Beau Rivage, ma da MB&F, ho incontrato Charris Yadigaroglou, Responsabile marketing e comunicazione, che si è presentato con un Legacy Machine Sequential Evo al polso. Non ho resistito e gli ho chiesto di farmelo provare. Questo bellissimo orologio, vincitore del premio’“Aiguille d’Or” al Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) del 2022, è letteralmente una meraviglia. E ha rubato la scena per qualche minuto alle novità del momento, tra cui spiccava uno spettacolare esemplare da tavolo realizzato con L’Epée.

    Ma nella mia lista di Best of GWD preferisco soffermarmi sul nuovo M.A.D.1: il M.A.D.1S. La “S” nel nome sta a indicare la cassa più sottile, “solo” 15 mm di spessore, che ospita il display monocilindrico e un nuovo movimento svizzero, La Joux-Perret G101. Il design aerodinamico è caratterizzato da anse più sottili e dal rotore di carica ripensato. Il diametro della cassa è rimasto di 42 mm, ma la presenza al polso rimane voluminosa. Quando l’ho visto mi sono detto: al prezzo a cui viene offerto, in molti saranno tentati di compiere il passo finanziario e concedersi la gloria di possedere, e indossare, un MB&F. E così è stato: la disponibilità è già svanita.

    Konstantin Chaykin: l’ultrapiatto da record

    Konstantin Chaykin ha presentato un pezzo unico in titanio chiamato Wristmon ThinKing che misura solo 1,65 mm di spessore. Batte il record stabilito da Bulgari la scorsa primavera con il suo Octo Finissimo, sottile 1,70 mm. Ma, al di là della gara che si è creata fra i protagonisti dell’ultrapiatto in cerca di primati sempre nuovi, l’esemplare è una meraviglia di ingegneria e micromeccanica orologiera.

    Il ThinKing utilizza “il format” Wristmons che caratterizza le opere del Maestro orologiaio russo. Gli esemplari di questa collezione sono noti per i loro quadranti giocosi e fantasiosi che ricordano i volti, con occhi in movimento (che indicano ore e minuti) e la complicazione simile alla bocca. Nel ThinKing il design monocromatico consente comunque la raffigurazione del volto, ma è il movimento che lascia tutti senza parole. Anche se nulla si sa sul futuro commerciale dell’orologio, è certo che il discorso meriterebbe un approfondimento…

  • Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Curioso… Di recente, mentre qui in redazione stavamo navigando in un noto forum di orologeria, ci siamo imbattuti in un thread che trattava del bracciale integrato. Nel quale il moderatore si lamentava della carenza di modelli così fatti – sostanzialmente perché costosi e “non di moda” –, ad eccezione degli esemplari storici che ne sono da sempre corredati. La cosa ci ha fatto sorridere. Sono trascorsi dieci anni – non pochi, è vero – ma la situazione ai nostri giorni appare completamente ribaltata. Perché il bracciale integrato non solo si ritrova in tantissime collezioni recenti, ma è presente in tutti i segmenti di mercato. Cioè è diventato ormai a una tendenza diffusa e trasversale, all’insegna di quel gusto neo-rétro che va per la maggiore.

    Cos’è il bracciale integrato

    Per bracciale integrato si intende, in poche parole e a fini divulgativi, un bracciale che non si aggancia come di consueto alle tradizionali anse, separate e ben distinte dal corpo della cassa, ma risulta un tutt’uno con la carrure. La costruzione particolare presenta appunto una perfetta integrazione delle maglie d’attacco nello spessore della cassa, così da offrire, sia dal punto di vista visivo sia al tatto, una totale continuità fra i diversi componenti dell’habillage.

    Due precisazioni. La prima potrà sembrare inutile ai lettori più esperti, ma è sempre meglio ribadirla, viste le sciocchezze che circolano in Rete. Si definisce “bracciale” l’elemento in metallo (o in ceramica o in qualsiasi altro materiale rigido) che permette di indossare l’orologio al polso. Se invece è in pelle, in tessuto, in gomma o quant’altro si chiama “cinturino”. La seconda: qui ci riferiamo al bracciale integrato inteso in senso esclusivamente orologiero. Tralasciamo invece quell’architettura tipica della gioielleria in cui è la cassa a essere integrata all’interno del bracciale. Ne parleremo magari in un’altra occasione.

    Ieri e oggi

    Il bracciale integrato di nostro interesse nasce negli anni Settanta, una stagione fertile per le innovazioni orologiere tanto tecnologiche quanto estetiche. Rappresenta un simbolo di modernità del design e si afferma con esemplari oggi di culto come il Nautilus di Patek Philippe, il Royal Oak di Audemars Piguet, l’Ingenieur di IWC – tutti scaturiti dalla matita di Gérald Genta. Ma anche il 222 di Vacheron Constantin, il Laureato di Girard-Perregaux, il Riviera di Baume&Mercier o certi Constellation di Omega (tipo l’Electroquartz prima e il Manhattan un paio di decenni dopo). E poi il Polo di Piaget, rieditato di recente in un’edizione fedele all’originale, recensita qui.

    Sta di fatto che sono soprattutto manifatture di un certo tipo a produrlo. Perché richiede un lungo e attento studio in fase di progettazione, numerosi prototipi per vagliarne l’assetto e una cura particolare nell’assemblaggio. Insomma, risulta più problematico di un bracciale “normale”. Il che era vero soprattutto in passato, quando non esistevano i programmi CAD… Certo la moderna tecnologia aiuta: sia a trovare soluzioni per rendere il bracciale intercambiabile (cosa impossibile negli esemplari d’epoca), sia a ridurre i costi. Ed è il motivo per cui attualmente si trovano in vendita orologi con il bracciale rastremato anche a poche centinaia di euro. Vedere sotto per credere.

    Anche la vestibilità sembra più problematica. O meglio, la struttura stessa è al contempo uno svantaggio e un vantaggio: tutto dipende dal rapporto fra il diametro della cassa e quello del polso. Lo svantaggio sta nel fatto che il bracciale integrato non ha grandi capacità di adattamento, soprattutto quando non c’è proporzione fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente indossare. Al contrario, però, se il lug-to-lug corrisponde al diametro del polso, l’orologio ha una vestibilità perfetta, ben salda, estremamente equilibrata. E regala sensazioni di vero piacere.

    La nostra selezione

    Ecco allora una serie di esemplari a tema, suddivisi per fasce di prezzo e senza nessuna ambizione di volervi offrire una panoramica completa ed esaustiva. Quelli che trovate qui sono solo una minima parte degli orologi con bracciale integrato attualmente in vendita. Ci sono i mostri sacri dell’orologeria, così famosi da non aver bisogno di presentazioni, ma anche creazioni lanciate da poco, magari meno note ai più. Così come sono rappresentate le maison più rinomate, i nomi dell’orologeria industriale ma anche marchi artigianali e indipendenti. Il mondo è bello perché è vario, e al bracciale rastremato non resiste nessuno.

    Ancora, abbiamo accostato versioni da uomo, da donna – là dove esiste ancora la differenza – o privi di connotazione di genere. Per questioni di uniformità estetica poi abbiamo volutamente scelto metalli “freddi”, ma esistono naturalmente anche bracciali integrati nei colori più caldi dell’oro o perfino in ceramica colorata. E, per lo stesso motivo, ci siamo concentrati soprattutto sui “solo tempo”, consapevoli comunque che molti modelli da noi prescelti appartengono a collezioni ricche di complicazioni. Proprio per presentarvi un’ampia gamma di prezzi, non abbiamo badato neppure al tipo di movimento: qui sotto quindi troverete anche qualche esemplare al quarzo. Va bene comunque.

    Sopra i 20mila euro

    LAURENT FERRIER Sport Auto Blue
    In titanio grado 5. Cassa di 41,5 mm e quadrante sfumato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LF270.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, 3 giorni di autonomia, piccoli secondi e datario. 48mila franchi svizzeri, tasse escluse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ladies Automatic 7118/1A
    In acciaio. Cassa di 35,2 mm e quadrante opalescente, con onde a rilievo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. 32.430 euro.

    H.MOSER & CIE Streamliner Small Seconds Blue Enamel
    In acciaio. Cassa di 39 mm e quadrante in smalto Grand Feu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 500, con micro-rotore decentrato, 74 ore di autonomia e piccoli secondi. 29.900 franchi svizzeri. Per approfondire, leggi qui.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante argenté soleil. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5100 di manifattura, con secondi centrali e datario. Certificato dal Punzone di Ginevra. Il packaging include due cinturini, intercambiabili. 27.800 euro.

    Dai 10 ai 20mila euro

    LOUIS VUITTON Tambour
    In acciaio. Cassa di 40 mm e quadrante multilivello, spazzolato al centro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e piccoli secondi; con certificato ufficiale di cronometro (Geneva Observatory). 19.500 euro.

    CHOPARD Alpine Eagle
    In Lucent Steel. Cassa di 41 mm e quadrante con finitura ispirata all’iride delle aquile. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.01-C, con 70 ore di autonomia, secondi centrali e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 17.400 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper
    In acciaio. Cassa di 38 mm e quadrante a Clou de Paris. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP03300 di manifattura, con secondi centrali e datario. 15.700 euro

    IWC Ingenieur Automatic 40
    In acciaio. Cassa di 40 mm con cassa interna in ferro dolce e quadrante a Tapisserie. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111 realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, secondi centrali e datario. 13mila euro.

    OMEGA Constellation Meteorite
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante in meteorite Pvd blu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer di manifattura, con secondi centrali e datario; resistente ai campi magnetici, certificato cronometro dal Metas. 10.500 euro. Ne riparleremo…

    Dai 10mila ai 1.000 euro

    BELL & ROSS BR 05 Black Steel
    In acciaio. Cassa 40 mm e quadrante opaco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR321, con secondi al centro e datario. 5.300 euro.

    PERRELET Turbine 41 Titanium
    In titanio grado 2. Cassa di 41 mm e quadrante con turbina girevole. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P331-MH di manifattura, con secondi centrali; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc e Chronofiable). 4.850 euro.

    Sotto i 1000 euro

    TISSOT PRX Powermatic 80
    In acciaio. Cassa di 40 oppure di 35 mm e quadrante stampato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, con 80 ore di autonomia, secondi centrali e datario. 775 euro.

    LOCMAN Stealth Titanium
    In titanio. Cassa di 42 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo con secondi centrali e datario. 759 euro.

    D1 MILANO Ultra Thin Zephyr Silver
    In acciaio. Cassa di 30 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo. 335 euro.

    TIMEX Q Timex Reissue
    In acciaio. Cassa di 38 mm con lunetta girevole. Movimento al quarzo con funzione day-date. 179 euro.