Giornale Degli Orologi
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Tag: orologi degli artisti

  • M.A.D.Editions x Yinka Ilori, l’inno alla gioia di MB&F

    M.A.D.Editions x Yinka Ilori, l’inno alla gioia di MB&F

    Su questo sito ne abbiamo scritto più volte. Da anni l’orologeria ha rapporti stretti con il mondo dell’arte: in tutti i segmenti di mercato, le marche affidano i propri esemplari ai nomi di grido della scena artistica internazionale, che li rielaborano in un’ottica personalissima. Basti pensare al Lunar Pilot di Bulova, nella revisione in Timascus firmata da Thiago Rosinhole; o al Regolatore di Louis Erard reinterpretato da Sylvie Fleury. Due precedenti, usciti quest’anno, che mettono in evidenza quanto l’intervento degli artisti sappia trasformare modelli già esistenti in pezzi del tutto inediti. E lo confermano anche i nuovi M.A.D.Editions x Yinka Ilori di MB&F.

    Tre esemplari che esprimono perfettamente l’estetica – o forse dovrei dire la poetica – dell’artista londinese. A partire dal nome: M.A.D.1S Grow Your Dreams (coltiva i tuoi sogni). Coloratissime e giocose, queste versioni dell’orologio più accessibile di Max Büsser – ludiche già in partenza – sono all’insegna della positività, del buonumore, dell’ottimismo. Un inno alla gioia in chiave pop, il cui stile riflette le origini nigeriane di Yinka Ilori, creativo multidisciplinare – come ben lo definiscono da MB&F -, celebrato dal New York Time Style Magazine come “uno dei 12 talenti che stanno plasmando il mondo del design”.

    Chi è Yinka Ilori

    Classe 1987, una laurea in Furniture and Product Design alla London Metropolitan University, Yinka Ilori all’inizio della carriera ottiene una sovvenzione dal Prince’s Trust. Il che è emblematico di quanto il suo lavoro sia meritevole di attenzione, fin dagli esordi. Tant’è che oggi il designer ha all’attivo innumerevoli mostre, premi, riconoscimenti (tra cui l’onorificenza dell’MBE). E le sue opere sono esposte nella collezione permanente del Metropolitan Museum di New York.

    Artista eclettico, Yinka Ilori ha un’attività estremamente varia, a livello internazionale. Con il team di architetti e interior designer del proprio Studio (fondato nel 2015) realizza installazioni pubbliche e decorazione d’interni. Come Happy Street, un vivacissimo murales in un sottopassaggio ferroviario nel Sud-Ovest di Londra. Oppure Get Up, Stand Up Now, un inedito allestimento di Somerset House per celebrare mezzo secolo di creatività black in Gran Bretagna. Dal 2020 produce anche una propria linea di home design.

    Non solo. Ha firmato collezioni per Adidas, Nike e The North Face. Ha collaborato con Lego, Meta, Pepsi. Ma che disegni le statuette per i Brit Awards, personalizzi una McLaren o crei i set per il tè al Bvlgari Hotel, Yinka Ilori trasmette sempre un’energia diretta, vibrante di colori e di passione per la vita. Basti vedere come ha trasformato la MAD Gallery di Ginevra, proprio per il lancio del M.A.D.1S Grow Your Dreams: andate a vederla, se vi trovate sul Lemano da qui al 20 settembre, e sarete immersi nell’universo travolgente dell’artista. Una visita vale più di tante parole…

    M.A.D.Editions: genesi e sviluppi

    Prima di descrivere la serie di orologi creata per MB&F, però, è indispensabile ripercorrere in breve la storia di M.A.D.Editions, nel caso qualcuno se la fosse persa. All’inizio non è neppure un marchio, ma un gesto di ringraziamento voluto da Max per chi ha contribuito al successo di MB&F: da un lato i Friends dell’acronimo, The Tribe (come si autodefinisce), la crew di professionisti dell’orologeria; e dall’altro gli acquirenti delle Horological Machine e delle Legacy Machine. Creazioni, meglio ricordarlo, che costano cifre a molti zeri…

    Nel giugno del 2021 esce così il primo M.A.D.1 Blue: un’edizione fuori commercio creata appunto per la community di fornitori e collezionisti, con un’insolita visualizzazione delle ore e dei minuti posta sulla carrure e l’estetica dominata dal rotore di carica. Un esemplare che fa scalpore: il pubblico impazzisce perché non lo può avere, quindi lo desidera con bramosia, più di ogni altra cosa.

    A furor di popolo, nel marzo del 2022, vede quindi la luce il M.A.D.1 Red, leggermente riveduto e corretto, prodotto in 1500 pezzi di fronte a una domanda enormemente maggiore. Per risolvere la situazione, quelli di MB&F hanno una pensata geniale: vendere il M.A.D.1 Red con una lotteria. Un’estrazione a sorte fra i 19mila iscritti permette un’equa distribuzione degli orologi.

    Ma non finisce qui: chi è rimasto fuori, si fa sentire. MB&F produce quindi un secondo lotto di altri 1500 M.A.D.1 Red a febbraio 2023, venduto sempre con una riffa fra 22mila partecipanti. E la cosa si ripete, ancora e ancora, sempre con gli stessi metodi. A settembre 2023, è la volta di altri 1500 pezzi del M.A.D. 1 Green, mentre nel marzo 2024 si inaugura la stagione delle collaborazioni eccellenti con l’edizione limitata di 999 esemplari del fashion designer francese Jean-Charles de CastelBajac.

    Infine, a fine estate dello scorso anno, ai Geneva Watch Days, ecco uscire una nuova versione dell’orologio: il M.A.D.1S – in cui S sta per slimmer, perché ha uno spessore più contenuto rispetto alle versioni precedenti (non dico “più sottile” perché sarebbe fuorviante). Questa referenza è la “base” del nuovo Grown Your Dream, di cui vedremo tutte le caratteristiche tra poco. Ci tengo a sottolineare che tutti i modelli M.A.D.Editions sono stati venduti con lo stesso sistema della lotteria. E che tutti hanno un prezzo accessibile ai più, sempre inferiore ai 3.500 franchi svizzeri. Proprio per questo motivo M.A.D.1 Red si è aggiudicato anche un Challenge Prize al GPHG…

    M.A.D.Editions x Yinka Ilori in sintesi

    Ed eccoci alle caratteristiche essenziali dei M.A.D.Editions x Yinka Ilori. Il M.A.D.1S Grow Your Dreams è declinato in tre versioni: Sun, Nature e Water (nomi che non hanno certo bisogno di spiegazioni, né sul significato, né sull’ispirazione). Che si distinguono per l’accostamento – o meglio il contrasto – cromatico fra i diversi elementi dell’habillage e del movimento. Il design è quello di sempre: la cassa è un basso cilindro di vetro minerale, supportato da una struttura a X in acciaio posta sul fondello a creare le anse. L’indicazione delle ore e dei minuti si trova su un anello rotante laterale, la corona è posta a ore 12 e il cinturino (qui in gomma) è intercambiabile.

    Il vetro zaffiro a cupola mostra la parte superiore del movimento, meccanico a carica automatica. In particolare il rotore di carica, che nelle M.A.D.Editions x Yinka Ilori si differenzia prima di tutto per il colore: verde, giallo o blu. Ma soprattutto per la forma: sempre a tre lame – ad ascia -, sono però fresate all’interno con la silhouette di un albero, ripetuta con precisione su ciascuna. La rotazione come al solito è unidirezionale. E il moto continuo, ad alta velocità – impresso dai movimenti del polso -, non solo alimenta la ricarica della molla del bariletto, ma contribuisce anche al fascino ipnotico dell’orologio stesso.

    La questione del calibro

    Ed è proprio il movimento – diverso rispetto al passato – a condizionare l’intera costruzione della cassa. Il M.A.D.1S monta infatti un calibro La Joux-Perret G101, realizzato con tutti i sacri crismi dell’orologeria svizzera, che va a sostituire i movimenti giapponesi – Miyota 812 e 821 A modificati – incassati nei modelli precedenti. Tuttavia, se si scava un po’ in Rete, si scopre che si tratta di un movimento Swiss made “clone” di un altro Miyota, calibro 9039. O per meglio dire, di una versione migliorata di quel movimento, con aggiornamenti tecnici – dall’antichoc all’autonomia – e finiture più curate. Ci sta. Ricordo che La Joux-Perret e Miyota fanno ambedue parte del Citizen Group. E che le economie di scala sono azioni intelligenti all’interno dei grandi gruppi.

    C’è ancora un’altra questione che vorrei mettere in evidenza. E riguarda il rotore di carica. Nel calibro La Joux-Perret G101 originale, il rotore è in tungsteno, un metallo pesante che contribuisce all’efficienza della ricarica automatica. Nella versione utilizzata nelle M.A.D.Editions x Yinka Ilori è invece in titanio, un metallo leggero con un momento di inerzia molto diverso. Le fonti ufficiali ammettono che “sono serviti mesi di sviluppo intenso per riprogettare il rotore, ora più sottile e sofisticato, senza compromettere la sua caratteristica rotazione ad alte prestazioni”. Sarebbe quindi una’evoluzione rispetto al rotore dei precedenti Miyota, in cui era in tungsteno e titanio, presumibilmente con il metallo pesante nella parte esterna delle lame. Chiederò lumi e vi farò sapere…

    La lotteria

    Concludo con le ultime informazioni pratiche, necessarie per chi fosse interessato a partecipare alla lotteria. Prima di tutto il prezzo: le M.A.D.Editions x Yinka Ilori costano – l’una per l’altra 3.200 franchi svizzeri (Iva esclusa). Poi, l’edizione limitata: ciascuna versione è realizzata in 400 esemplari. Come nelle uscite precedenti, una parte della produzione è destinata ai fornitori e a chi già possiede un MB&F. Il resto sarà messo in vendita con il solito sistema dell’estrazione a sorte. La lotteria si terrà dal 2 all’8 settembre. Le iscrizioni sono gratuite e aperte al pubblico: basta registrarsi a questo link. Buona fortuna!

  • Louis Erard x Sylvie Fleury, un regolatore fatto di contrasti

    Louis Erard x Sylvie Fleury, un regolatore fatto di contrasti

    Da una decina d’anni a questa parte, le collaborazioni fra il mondo delle lancette e quello dell’arte si sono moltiplicate. E hanno dato vita a numerose edizioni limitate, rivolte soprattutto ai collezionisti, che funzionano non solo dal punto di vista commerciale ma anche da quello del marketing, perché fanno notizia e immagine. L’ultimo orologio d’artista, in ordine di tempo (è uscito ieri), mi sembra particolarmente ben riuscito – e non intendo soltanto al punto di vista estetico. Credo che Le Régulateur Louis Erard x Sylvie Fleury – Palette of Shadows sia efficace perché somma in sé una serie di idee e tensioni contrapposte. Per una serie di motivi: basta rifletterci un po’ su…

    Un regolatore sui generis

    Colpisce, prima di tutto, il contrasto fra il concetto di regolatore e l’aspetto modernissimo, dai colori shock. Ricordo, per quei pochi che non lo sapessero, che il regolatore è un tipo di orologio dalla lunga storia, particolare per l’affissione: pone in primo piano, al centro del quadrante, la grande lancetta dei minuti, mentre relega l’indicazione delle ore e dei secondi in due contatori ausiliari, decentrati. Questo tipo di visualizzazione, inventata nel XVIII secolo, in passato aveva uno scopo pratico. I regolatori erano infatti esemplari di precisione, in genere pendole di grandi dimensioni. Presenti soprattutto nei laboratori di orologeria e negli osservatori astronomici, servivano proprio come riferimento per l’ora esatta, su cui tarare – appunto “regolare” – l’orario di tutti gli altri orologi.

    Detto questo, è chiaro che il regolatore oggetto di queste righe è riveduto e corretto in chiave aggiornata. Ma non è l’unico, in casa Louis Erard. Basti pensare per esempio alle versioni “mostruose” di Konstantin Chaykin, a quelle realizzate con Alain Silberstein, Vianney Halter, Olivier Mosset – una più fantasiosa, tecnica ed enigmatica dell’altra -, per capire che la revisione operata dal Marchio è radicale. Date un’occhiata alla pagina del sito ufficiale e ve ne renderete conto, a colpo d’occhio. Tra poco vi spiego perché… Prima però devo aggiungere che Le Régulateur Louis Erard x Sylvie Fleury si inscrive in questa nuova tradizione, ma non mette affatto un punto fermo. Anzi, potrebbe perfino provocare un senso di curiosità bulimica sulle sorti future del regolatore, quasi un’ansia di sapere cosa verrà dopo…

    Il nuovo corso di Louis Erard

    Il regolatore è sempre stato un po’ il “marchio di fabbrica” della Casa di Le Noirmont, azienda indipendente fondata nel 1929 e da allora sempre rimasta attiva – anche se con alti e bassi. Ma da quando Manuel Emch ne ha preso le redini, ha riportato sotto i riflettori internazionali sia il Brand sia il suo modello di successo. Figlio d’arte (la mamma è Madame Arlette-Elsa Emch, figura potentissima nel Board di Swatch Group degli anni Novanta/Duemila, a un certo punto diventata perfino Global President di Swatch), Manuel Emch vanta una lunga esperienza in orologeria. Giovanissimo, nel 2001 era già al timone di Jaquet Droz, poi è stato tra l’altro Ad di Romain Jérôme.

    Creativo ma buon organizzatore (mi verrebbe da definirlo un “uomo-prodotto”, per chi sa cosa intendo), Mr. Emch è entrato nel CdA di Louis Erard nel 2020. E da allora ha completamente ribaltato il Marchio, svecchiato la produzione e reso il regolatore un orologio di tendenza, decisamente cool. L’assurdo è che ha lavorato con i mestieri d’arte tipici dell’orologeria – il guillochage, lo smalto Grand Feu, le pietre dure – per rinnovare del tutto il catalogo e riuscire a dargli un’impronta dalla forte attualità. Senza peraltro alzare troppo i prezzi, mantenuti – e forse anche questo è un ingrediente del raggiunto successo – sempre su una soglia accessibile ai più.

    Sylvie Fleury

    Le Régulateur Louis Erard x Sylvie Fleury colpisce certo anche per il quadrante, che richiama immediatamente alla memoria i prodotti di make-up. In particolare i portacipria, gli astucci con i fard o le palette di ombretti onnipresenti nei beauty-case delle signore/ine di ogni età. Oggetti che, almeno per il pubblico femminile, non hanno bisogno di spiegazioni e didascalie. Ma che qui assumono un significato preciso. Perché sono legati proprio alla poetica della celebre artista svizzera, protagonista delle scene internazionali fin dagli anni Novanta. Per quanti non amino né conoscano l’arte contemporanea, devo dire qualche parola su di lei.

    Sylvie Fleury è un’artista visiva multimediale che da sempre esplora le contaminazioni fra arte, moda ed estetica New Age. Lei stessa si definisce “Femminista punk sotto mentite spoglie“, ma in effetti si muove a 360°. Impossibile dare di lei una definizione univoca: crea installazioni, performance, scolpisce, dipinge, scrive libri… Ed è rappresentata nelle maggiori gallerie internazionale, ospite con esposizioni ricorrenti nei principali musei a livello globale. Nelle sue opere si serve di oggetti comuni per riflettere su feticci e valori della società dei consumi: abiti firmati, pezzi di design, luci al neon, rimandi alla Formula 1, alla fantascienza o alle sottoculture pop, con cui pone domande sull’identità e sulla superficialità del mondo occidentale. Celebre la sua frase: “Sì a tutto“.

    Le Régulateur Louis Erard x Sylvie Fleury richiama una serie di “quadri” famosi dell’artista, esposti la prima volta a New York nella mostra Eye Shadows nel 2017 e poi a Parigi tra fine 2018/inizio 2019 col titolo Palette of Shadows. Che non a caso è anche il nome dell’orologio. In entrambe le occasioni, il tema era incentrato sui cosmetici, ritratti con estremo realismo ma in dimensioni XL. Grandi, anzi monumentali ciprie compatte e ombretti in polvere, riprodotti con colori acrilici pastosi o luccicanti, e racchiusi in coffret in legno dalle superfici laccate nere. Identici – eccetto per il formato macro – ai set di trucchi prodotti dalle marche più celebri dell’industria beauty. I colori, in certi casi, erano proprio gli stessi dell’orologio.

    Le Régulateur Louis Erard x Sylvie Fleury in breve

    Già, l’orologio colpisce sicuramente per il contrasto cromatico fra il quadrante principale nero lucido e i quadrantini secondari bombati, nelle sfumature più accese del rosa: corallo opaco quello delle ore e magenta opaco quello dei secondi. Su ciascuno scorre una lancetta laccata in ton-sur-ton, a tal punto che viene spontaneo chiedersi come sia possibile leggere davvero l’orario. In realtà, se si inclina l’orologio in determinate posizioni, si riesce a distinguere la lancetta dei minuti, la più ardua da individuare quando si trova nelle sezioni laterali, attorno al 3 e al 9 per intenderci. Meglio comunque astenersi, se si è presbiti.

    Qui riassumo le altre caratteristiche in breve, e rimando alle didascalie per una descrizione più accurata. La cassa misura 39 mm di diametro ed è realizzata in acciaio con trattamento Pvd nero lucido, che evoca appunto la confezione laccata di certi trucchi. Ospita, come di consueto per i regolatori della collezione Excellence di Louis Erard, un movimento meccanico a carica automatica (calibro Sellita SW266-1), che si intravvede attraverso il vetro zaffiro fumé del fondello. L’ultimo tocco chic è poi dato dal cinturino in vernice, che contribuisce alla monocromia nera. A titolo informativo, Le Régulateur Louis Erard x Sylvie Fleury costa 3.900 franchi svizzeri (Iva esclusa). Chi fosse interessato all’acquisto, però, non perda tempo: l’orologio è realizzato in una tiratura limitata di 178 esemplari.

  • TimeForArt: artistici pezzi unici all’asta. Per beneficenza

    TimeForArt: artistici pezzi unici all’asta. Per beneficenza

    Non capita spesso. Ma quando l’orologeria si muove in gruppo per fare del bene, può fare la differenza. È il caso di TimeForArt, l’asta di beneficenza a favore dello Swiss Institute di New York, cui aderiscono marche più o meno famose, perlopiù indipendenti. Che si sono calate nei panni del mecenate, per sostenere in modo concreto l’arte contemporanea, e hanno realizzato pezzi unici destinati ad ampliare le raccolte dei grandi collezionisti.

    Una charity auction a favore dell’arte

    In effetti se ne parla da mesi, e ora finalmente ci siamo. La seconda edizione di TimeForArt si terrà sabato 7 dicembre, come live session di The Phillips New York Watch Auction: XI, dalle 3pm Est (le 21, ora italiana). L’asta sarà trasmessa anche in streaming, così da permettere di fare offerte online (oltre che telefonicamente e in presenza, nella sede della casa d’asta a Manhattan). A finire sotto il martelletto di Phillips, dunque, 25 esemplari irripetibili, per i quali le case di orologeria hanno collaborato con artisti della scena mondiale o con valenti artigiani di fama. Del resto, per tutti il tema era proprio quello degli “artisti per gli artisti”.

    Per intenderci, la prima edizione, organizzata due anni fa, aveva riunito 17 orologi. E aveva raccolto 1,2 milioni di dollari, interamente devoluti (comprese le commissioni della casa d’aste) alle iniziative dello Swiss Institute. Un ente no-profit, non governativo e completamente indipendente, che si finanzia solo grazie a donazioni private. Fondato da filantropi svizzeri nel 1986, oggi è un istituto culturale dedicato proprio alla promozione della creatività sperimentale e degli artisti emergenti più talentuosi. Ed è diventato celebre per l’organizzazione di grandi mostre dal carattere internazionale, spesso con opere site-specific, e per le numerose iniziative aperte al pubblico che comprendono una vasta gamma di attività e interessi.

    TimeForArt 2024

    I 25 orologi che saranno battuti a TimeForArt 2024 sono tutti progetti speciali, che rivelano la creatività dei marchi coinvolti e i savoir-faire della tradizione orologiera, espressi in una vasta gamma di tecniche. Dallo smalto all’intarsio, dalla pittura in miniatura all’incisione, i mestieri rari dell’orologeria dimostrano quanto l’orologeria possa essere essa stessa una forma d’arte. Ancora di più nel caso degli esemplari per TimeforArt, per i quali le case si sono spinte nella sperimentazione, alzato il più possibile l’asticella in nome dell’innovazione e dell’espressività. Che piacciano o meno gli orologi di TimeForArt poco importa. Ciò che conta è che colpiscono – ciascuno in modo diverso, ciascuno in linea con l’identità del marchio – proprio per l’originalità e l’inventiva.

    Impossibile per noi riportarli tutti: nella gallery in alto troverete quindi una semplice selezione, mentre sul sito ufficiale potrete vedere l’intera raccolta degli esemplari in vendita. Meritano almeno una citazione però i marchi partecipanti, che elenchiamo qui sotto rigorosamente in ordine alfabetico, come plauso per aver permesso lo svolgersi dell’iniziativa: Anoma – Armin Strom x Franz Gertsch – Baltic – Biver – Breitling – Bulgari – Carl F. Bucherer x Hodinkee – Chanel – Chopard – Czapek – Dennison – Furlan Marri – Hyt – Louis Erard – Massena Lab x Raul Pagés – Maurice Lacroix – Perrelet – Reservoir – Ressence – Reuge Music x Ecal – Sartory-Billard – Speake Marin – Toledano & Chan – Unimatic – Zenith.

  • Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Il primo è stato Swatch. A metà anni Ottanta, sotto la guida di Nicolas Hayek, ha avuto l’idea di trasformare il quadrante in una tela bianca da affidare alla creatività degli artisti. E che artisti: Andrew Logan, Keith Haring, Kiki Picasso, e poi Jean-Michel Folon, Tadanori Yokoo, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella… Ha intessuto così un rapporto privilegiato con l’arte, che nel tempo si è evoluto: il marchio è diventato un grande mecenate, in particolare attraverso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, diretto da Carlo Giordanetti. Intanto, però, il suo esempio ha fatto scuola: e in orologeria le collaborazioni con i protagonisti della scena artistica internazionale si sono moltiplicate. A tal punto che negli ultimi anni gli orologi degli artisti rappresentano una precisa tendenza nel mondo delle lancette, soprattutto nell’alto di gamma.

    Relazioni complesse

    Ecco allora, nel 2017, Corum affiancarsi di volta in volta a Matthew Barnes, Booba, Matteo Ceccarini, Juliette Jourdain… E poi, nel 2018, a Elisabetta Fantone, Nelson de la Rue, o ancora Matt Barnes, per dar vita a tantissime varianti del mitico Bubble. Mentre, nel 2020, abbiamo visto Roger Dubuis lavorare accanto a Kaz Shirane su quel capolavoro di incastonatura che è l’Excalibur Superbia (anche se in questo caso l’intervento dell’artista ha riguardato la cassa – letteralmente trasfigurata – e non il quadrante). Senza dimenticare Hublot, che ha formato un vero e proprio collettivo: in cui si incontrano i nomi di Richard Orlinski, Takashi Murakami, Marc Ferrero, Sang Bleu… e tanti altri.

    Ma è impossibile ricostruire la trama delle partnership sottese agli orologi degli artisti negli ultimi anni, tanti sono i contatti, gli intrecci, le contaminazioni a tema. È importante però sottolineare che le case non si limitano a collaborare con una sola tipologia di artista – per esempio i pittori o gli scultori –, ma pescano in tutte le arti visive attuali. In senso lato: dai video all’illustrazione, dalla fotografia al digital, dalla grafica fino alla street art, ibridi compresi. E non solo: si rivolgono anche ai grandi nomi dell’architettura, del panorama musicale (vedi la partnership Richard Mille/Pharrel Williams), perfino della tattoo art. Hanno cioè un approccio multidisciplinare, alla ricerca di espressioni sempre nuove e originali nel mare magnum della creatività.

    Sì, perché in realtà gli orologi degli artisti altro non sono che rielaborazioni in chiave inedita e personale di esemplari già famosi, se non proprio di culto. Realizzati in genere in tirature limitate, o almeno millesimate, si rivolgono a un particolare segmento di collezionisti. Per esempio quelli specializzati in determinati modelli, o quelli cui piace semplicemente l’arte contemporanea. E possono così affermare con orgoglio: “Possiedo un Xyz…”. Ma c’è da dire che gli orologi degli artisti dal punto di vista commerciale funzionano benone… Altrimenti le marche non continuerebbero a produrli.

    Nuove forme di collaborazione

    Però, ultimamente, i rapporti fra le case di orologeria e il mondo dell’arte vanno oltre la semplice creazione degli “esemplari artistici”. Si estendono per esempio alla personalizzazione degli edifici. Come ha fatto qualche anno fa Zenith, quando ha trasformato la facciata della storica manifattura di Le Locle con una tela catramata realizzata ad hoc da Felipe Pantone. O più di recente Oris, che per rifare il look alle proprie boutique monomarca di Londra e di Basilea ha coinvolto BustArt. E grazie allo street artist svizzero è riuscito non solo a cambiare – e a migliorare – l’orizzonte urbano con il colore dei suoi personaggi (tra cui spicca ovviamente l’orsetto mascotte). Ma anche a fare un bel regalo di Natale ai passanti, cui cattura l’attenzione come un faro nella nebbia.

    E a complicare le relazioni ci si mettono pure le nuove tecnologie. Tipo gli Nft, che hanno permesso a Panerai di inventarsi una nuova strategia di lancio per una speciale edizione del Radiomir Eilean (dedicato appunto alla storica barca a vela). In pratica, lo scorso giugno, ha organizzato a Positano la Eilean Xperience, che ha portato gli acquirenti dell’orologio in crociera lungo la costiera amalfitana. E a ciascuno ha donato uno degli Nft in serie limitata che, accanto ai dati del Radiomir e alle informazioni di viaggio, comprendeva anche un’opera realizzata dal digital artist italiano Skygolpe.  

    Gli orologi degli artisti, le novità

    Qui di seguito quindi troverete una selezione di esemplari rielaborati da celebri nomi dell’arte internazionale. Proprio per restringere il campo, ci siamo però concentrati solo su quelli più recenti. Di ciascuno vi diamo come al solito le informazioni tecniche, ma – perdonateci – non riusciamo anche a spiegarvi i profili degli artisti. Problemi di spazio (l’abbiamo già tirata fin troppo per le lunghe) e impossibilità di sintesi (sarebbe ingiusto ridurre in poche righe la complessa personalità di ognuno). Questa vetrina quindi vuole essere anche un invito alla scoperta dei singoli artisti. Ammesso che vi piaccia l’arte contemporanea, s’intende.

    BULGARI Aluminuim Sorayama Special Edition Cassa (40 mm) in alluminio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argentato con motivo perlage, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato in titanio, lunetta, corona e cinturino in caucciù. Edizione limitata di 1000 esemplari, 3.400 euro.

    CORUM Bubble 47 x Aioroh Cassa (47 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante stampato, vetro zaffiro a cupola, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari. 7.200 franchi svizzeri.

    HUBLOT Classic Fusion Aerofusion Chronograph All Black Shepard Fairey Cassa (45 mm) in ceramica microbillé, impermeabile fino a 5 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro HUB1155 di manifattura, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in vetro zaffiro decorato, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 25.500 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Orlinski Bracelet Titanium Cassa (40 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura. Quadrante lucido e sfaccettato, effetto 3D, vetro zaffiro, bracciale in titanio. 16.400 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Liu Wei Monotourbillon Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RD512 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e tourbillon volante. Quadrante inciso e dipinto a mano (alcune righe sono in SuperLumiNova), lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 8 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. 167.500 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Sorayama Monobalancier Cassa (42 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 3 giorni. Vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titanio lucido. Certificato dal Punzone di Ginevra e disponibile su ordinazione, 71.500 euro.

    URWERK UR102 “Reloaded” by Cooper Jacoby Cassa (41 mm) in titanio satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2.02, con ore vagabonde su dischi sabbiati e incisi, indici termocromatici. Vetro zaffiro di forma, cinturino in tessuto. Pezzo unico, all’asta da Phillips New York il 10 dicembre prossimo.

    ZENITH Defy Extreme Felipe Pantone Cassa (45 mm) in acciaio lucidato a specchio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 9004, con doppio scappamento ad alta frequenza (36mila e 360mila A/h), cronografo con lettura al 100° di secondo, massa oscillante Pvd arcobaleno, indicazione dell’autonomia di 60 ore e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, indici luminescenti, lancette luminescenti e profilo del contatore dei minuti crono Pvd arcobaleno, lunetta e proteggi-pulsanti in Yas (alluminio silicato di ittrio), vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio intercambiabile con due cinturini, in caucciù e in Velcro. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita solo nelle boutique fisiche e online. 29.900 franchi svizzeri.