Giornale Degli Orologi
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Tag: orologi manchette

  • Ferragamo Double Gancini: da simbolo a struttura

    Ferragamo Double Gancini: da simbolo a struttura

    Il Gancino di Ferragamo è uno di quei simboli ricchi di significato, nel linguaggio della moda. Ha un lungo passato alle spalle, riassume un’eredità storica e artigianale, trasmette senso di appartenenza, è garanzia di qualità. E allo stesso tempo è una componente essenziale di quel rinnovamento stilistico operato da Maximilian Davis, che lo ha reinterpretato con un approccio radicale, minimalista e fortemente geometrico. Invece di usarlo come logo ornamentale e ripetitivo, il giovane Direttore creativo lo ha trasformato in elemento strutturale, una forma di design puro che concorre all’architettura. Rafforzato, quasi potenziato dall’uso del plurale – Gancini – anche quando si tratta di un singolo pezzo, è sempre ribadito nei nomi delle collezioni. Lo dimostrano molte creazioni da lui firmate in questi anni, e lo dimostrano pure gli orologi. Basta guardare i nuovi Ferragamo Double Gancini, lanciati per questa primavera-estate.

    I Gancini dagli anni ’70 a oggi

    La storia la conoscono tutti, ma vale la pena riassumerla. I Gancini fanno la loro prima comparsa come fibbia di una borsa, realizzata negli anni Settanta da Fiamma Ferragamo per la madre Wanda. Quella borsa (che poi prese proprio il nome Wanda) presentava come chiusura un gancio metallico ispirato ai battenti delle porte di Palazzo Spini Feroni a Firenze, tuttora sede della Maison Ferragamo.

    Da allora i Gancini diventano dettagli ricorrenti in tantissime collezioni di accessori Ferragamo, dalle cinture alle scarpe, dagli occhiali ai gioielli e naturalmente agli orologi. In certi casi, poi, si sdoppiano, a formare una costruzione simmetrica, dall’uso decorativo o funzionale.

    Così è per la famiglia di orologi Ferragamo Double Gancini, nata nel 2019, poi uscita di produzione e ora tornata dopo un accurato restyling. L’impostazione rimane la stessa: un femminilissimo esemplare-gioiello dal particolare bracciale a catena. L’aspetto attuale però è profondamente diverso dai precedenti: la cassa e i link Gancini sono più piccoli, e lo stesso bracciale esiste anche a doppio giro.

    Caratteristiche e prezzi del Ferragamo Double Gancini

    Per entrare nel dettaglio, i nuovi Ferragamo Double Gancini sono interamente realizzati in acciaio, anche in versione color oro giallo (le mie preferite, perché il trattamento ionico accentua l’aspetto bijoux) dalle superfici lucide. La cassa carré misura 19 mm di lato e incornicia il quadrante dalla finitura soleil, con piccole lancette a bastone e indici quadranti, in ton-sur-ton.

    Il bracciale è formato da una sequenza ininterrotta di Gancini speculari, ben proporzionati rispetto alla cassa e collegati fra loro da brevi link centrali, che mantengono la catena flessibile ma salda. Di grande effetto il bracciale a due file: un’alta manchette, flessuosa ma strutturata, che veste il polso di geometrie inconfondibili. La cassa spostata su un lato cattura l’attenzione senza sbilanciare l’estetica.

    Per ulteriori dettagli, rimando alle didascalie. Qui concludo come sempre con i prezzi: i nuovi Ferragamo Double Gancini costano 1.150 euro (con il bracciale singolo) o 1.450 euro (double tour), comunque in linea con altri esemplari della Casa. Sono già in vendita sull’e-commerce ufficiale, nelle boutique monomarca e da selezionati rivenditori. Perfetti per i look estivi.

  • Classics Manchette, Frederique Constant fra rock e rétro

    Classics Manchette, Frederique Constant fra rock e rétro

    Manchette, in francese, significa polsino. Ed è una parola usata, in genere, in gioielleria per indicare un alto bracciale rigido – dai 4 ai 10 centimetri – che riveste l’intero polso. Nel mondo della lancette, invece, l’orologio a manchette è un particolare modello con la piccola cassa integrata, o meglio inglobata nell’ampio bracciale morbido. Un accessorio di moda soprattutto fra la seconda metà degli anni Novanta e la prima metà dei Duemila, presente nelle collezioni di tante blasonate maison. Ne ricordo alcuni: Chaumet Khésis, Baume&Mercier Catwalk, Cartier Panthère Ruban e l’insolito Chanel Chocolat (con affissione digitale), tutti ormai usciti di produzione. L’unico sopravvissuto, sempre rimasto in catalogo, è il Patek Philippe Twenty~4. Almeno finora: perché oggi è tornato in vita il Frederique Constant Classics Manchette.

    Più di una ventina di anni fa…

    La versione originale del Manchette di Frederique Constant uscì proprio nei primi anni Duemila e rispondeva perfettamente all’archetipo dell’orologio a manchette dell’epoca. Un esemplare-gioiello pratico ed essenziale, prezioso ma non troppo, perfetto in ufficio come in discoteca, così eclettico da poter essere indossato a qualsiasi ora e in tutte le occasioni. Generalmente realizzato in acciaio (l’oro era un’eccezione e prese piede più tardi), spesso incastonato di diamanti, era sempre animato da un piccolo movimento al quarzo, preciso e affidabile. Un genere di orologio che le donne di solito compravano per loro stesse, espressione di una femminilità forte e determinata, consapevole del proprio stile e del proprio fascino.

    Così era anche il Manchette di Frederique Constant. Anch’esso in acciaio, appunto, aveva il bracciale flessibile e avvolgente, formato da sette file fitte di elementi a base quadrata ma dai volumi arrotondati. All’interno, sottolineato dalla lunetta lucida, si stagliava un piccolo quadrante quadrato, con i numeri arabi ai quarti alternati a indici di diamanti, e la zona centrale decorata da motivi geometrici. Super-femminile, dalla bellezza metallica e quasi “morbido” al tatto, come i suoi omologhi del tempo era lontanissimo dalle linee tradizionali dell’orologio per signora. Un simbolo di modernità, un’affermazione di personalità per donne in carriera, fiere e sicure di sé.

    Il nuovo Classics Manchette

    Oggi Frederique Constant ha messo ancora in produzione quell’esemplare storico, in una versione fedele all’originale anche se opportunamente aggiornata con piccoli ritocchi estetici che ne accentuano l’aspetto prezioso. Per esempio, il bracciale in acciaio del nuovo Classics Manchette è sempre composto da 7 file di elementi di base quadrata ma dalle linee più geometriche, a tronco di piramide, collegate a due a due. Che a me ricordano il taglio carré di certe gemme di colore, ma anche la forma dei quadrotti delle tavolette di cioccolato… comunque qualcosa di goloso. Ad accentuare la definizione di ciascun componente c’è anche la finitura lucida sui quattro lati, ma spazzolata in senso verticale sulla sommità.

    Oltretutto, il bracciale del nuovo Classics Manchette è dotato di una fibbia déployante che, una volta chiusa, diventa praticamente invisibile. Anche sul retro, quindi, non si trova alcuna soluzione di continuità, solo una superficie ininterrotta di maglie tutte uguali. Dopo averlo provato fisicamente (a Ginevra, durante Watches and Wonders, dove è stato presentato in anteprima), posso assicurarvi che il bracciale è flessibile e segue in modo sinuoso le curve del polso. E non solo è estremamente leggero e avvolgente, ma è anche piacevolissimo al tatto.

    Quattro versioni e relativi prezzi

    Come in passato il quadrante mantiene linee quadrate ed è perfettamente inserito all’interno del bracciale, ma nel nuovo Classics Manchette è declinato in quattro varianti. In quella più essenziale è bianco, mat, con i numeri romani suddivisi a tre a tre lungo i diversi lati. Poi ci sono due referenze con il quadrante in pietra dura, malachite e onice, quindi verde screziato o nero intenso. Infine un’ultima versione ha il quadrante interamente tempestato di diamanti, montati anch’essi in file allineate a formare un pattern quadrato. Cambiano di conseguenza i prezzi. Nell’ordine, si passa dai 1.295 euro per il modello più basic, ai 1.895 per quelli col quadrante in pietra fino ai 4.295 dell’esemplare più prezioso. Devo aggiungere che tutte le referenze montano un movimento al quarzo Swiss made, dotato di una batteria a lunga durata, da sostituire ogni cinque anni.

    L’impressione che si ricava fin dal primo sguardo è quello di trovarsi davanti a un modernissimo orologio-gioiello, privo di qualsiasi leziosità, perfino nella versione full pavé. Sarà per la grafica pulita del quadrante, sarà per il colore deciso delle pietre dure o per l’incastonatura scandita dei diamanti, sta di fatto che il Classics Manchette è un esemplare d’impatto. In tutte le referenze, veste il polso con un mood deciso, aggressivo quanto basta per farsi notare ma senza eccessi. Se dovessi sintetizzarlo in poche parole, lo descriverei come una polsiera metallica fatta di borchie e scintillante di luci, un po’ rock e tanto glam. Non per niente lo slogan creato da Frederique Constant recita: Time to Be Bold…

  • Première Sautoir-Belt e Manchette, gli orologi-accessori di Chanel

    Première Sautoir-Belt e Manchette, gli orologi-accessori di Chanel

    Noi diciamo “il” Première, perché in italiano il termine orologio è maschile. Ma in francese la parola montre è femminile, quindi diventa “la” Première. La Première de Chanel. E il genere, in questo caso, ne ha segnato il destino. Il Première, il primo orologio della Casa della doppia C, è stato esplicitamente riservato a un pubblico di sole donne, e in quanto tale è sempre stato un po’ camaleonte. Intendo dire, proprio come le donne è eclettico, multiforme, capace di interpretare stili e ruoli diversi. In una parola, trasformista. Basta guardare il recente Première Sound per chiarire subito il concetto. E lo confermano anche i nuovi Première Sautoir-Belt e Première Manchette, usciti in contemporanea alla versione “ad alta fedeltà”, che introducono ugualmente modi insoliti di indossare l’orologio.

    Première, un orologio trasformista

    Del resto, poliedrico il Première lo è sempre stato, fin dagli esordi. Nato nel 1987, da allora ha vestito innumerevoli look, grazie all’inventiva prima del suo creatore, l’Art Director Jacques Helleu, e poi – più di recente – di Arnaud Chastaingt, Direttore dello Studio de Création Horlogère de Chanel. Andate a vedere la sezione dedicata, sul sito ufficiale, e lo vedrete con i vostri occhi. Io stessa lo ricordo in innumerevoli versioni, che nel tempo hanno affiancato o di volta in volta sostituito il modello originario – rinato lo scorso anno con il Première Edition Originale, “filologicamente corretto”. Talvolta in edizione limitata, ma sempre in catalogo. Qualche esempio?

    Più piccolo o più grande, in acciaio, in ceramica, in tutte le tonalità dell’oro (compreso quello beige, esclusivo della Maison). Con la lunetta liscia o incastonata di diamanti e altre pietre preziose (spinelli, zaffiri), con la carrure tempestata di baguette… Semplice solo tempo o addirittura complicato (scheletrato, con tourbillon volante). Con il bracciale intrecciato a un nastro di pelle nera (classicissimo) oppure bianca, ma anche azzurra, nude, talpa, fucsia, rossa (molto rock). Singolo, a doppio o a triplo giro, a catena gourmette dai maxi-link e perfino interamente fatto di perle Akoya (per il 30° compleanno, tuttora in collezione).

    Accenti di stile

    Ora però il Première si spinge oltre. E si reinventa: come collana/cintura o come bracciale “a polsino”. Certo, visto in prospettiva, non è la proprio la prima volta che si indossa l’orologio appeso al collo o legato attorno alla vita/sui fianchi. A chiunque conosca un minimo di storia dell’orologeria verranno in mente i sautoir e le châtelaine come nobili precedenti. E la stessa Maison Chanel ha già proposto quadranti inseriti in alti bracciali – per esempio nella collezione Mademoiselle Privé Bouton.

    Ma riguardo al Première Sautoir-Belt e al Première Manchette, si tratta di modelli che accentuano il carattere dell’orologio inteso come accessorio di moda. Ne enfatizzano l’aspetto femminile, ma insieme ne amplificano l’originalità e l’unicità. Senza tradire di fatto ciò che lo rende uno degli esemplari più riconoscibili e desiderati dalle signore di tutte le età: il gusto Chanel.

    In entrambi i casi, infatti, la cassa è sempre uguale a sé stessa, inequivocabilmente Chanel fin dal primo sguardo – almeno per le fan della Casa. Con la consueta forma ottagonale, derivata dal perimetro di place Vendôme e dal tappo del flacone del N°5 (il profumo più famoso del mondo), è realizzata in acciaio placcato oro giallo. Ha soltanto un formato leggermente ridotto rispetto al solito: misura 15,2 x 19,7 mm e solo 7,5 mm di spessore – grazie al consueto movimento al quarzo Swiss made.

    Le caratteristiche del Première Sautoir-Belt e del Première Manchette

    Nel Première Sautoir-Belt, dunque, il tradizionale bracciale è sostituito da una lunga collana, fatta sempre come la tracolla della celebre 2.55 (la borsa creata da Mademoiselle Coco nel 1955 e da allora oggetto di desiderio praticamente per tutte le donne, dai 10 anni in su). Ovvero una sottile catena in acciaio placcato oro giallo, “interlacciata” (concedetemi il termine, rende bene l’idea) con una striscia di pelle nera – che già da sola è uno status per tutti gli appassionati di moda.

    L’estetica insomma è simile a quella del Première Sound, con cui il Première Sautoir-Belt dimostra una diretta parentela, se non fosse che in quest’ultimo l’orologio si trova appeso a un’estremità della catena e sorregge una nappina, anch’essa in morbida pelle nera. In più il Première Sautoir-Belt è dotato di un moschettone, che si può agganciare a due anelli posti all’interno delle maglie della catena, così da permettere di usarlo appunto come collana o come cintura.

    La particolarità del Première Manchette invece è quella di avere la cassa integrata (ma mi verrebbe da dire incastonata) all’interno del bracciale a sette file. Che veste il braccio come un vero e proprio polsino – o cuff che dir si voglia, per chi è avvezzo all’inglese diffuso nel mondo della moda – di ben 36 mm di altezza, chiuso sul retro da una fibbia gioiello. Una volta indossato risulta però estremamente confortevole, proprio grazie alla struttura articolata della catena, che abbraccia il polso in modo morbido, quasi fluido.

    Note finali

    Concludo, come sempre, con le informazioni “di servizio”.  Sia il Première Sautoir-Belt sia il Première Manchette sono già in vendita nelle boutique monomarca. Attenzione, però: entrambi sono in produzione limitata, quindi non saranno disponibili per sempre. Il prezzo? Rispettivamente 12.000 e 10.700 euro. Non mugugnate: il tutto è coerente con quel senso di esclusività tipico di Chanel. Che contribuisce al fascino della Casa e ammanta abiti e accessori siglati dalla doppia C. Così è, facciamocene una ragione.