Giornale Degli Orologi
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Tag: Powermatic 48

  • Tissot Le Locle 20th Edition: alle radici del futuro

    Tissot Le Locle 20th Edition: alle radici del futuro

    La storia di Tissot potrebbe cominciare come cominciano le favole: “C’era una volta, in un paese incantato…”. Nel caso del Marchio svizzero, il paese è Le Locle, poco più di 10mila anime a una manciata di chilometri da Neuchâtel. Un borgo storico cui è legato in modo così forte da dare il nome alla collezione Tissot Le Locle, che nel 2023 ha compiuto 20 anni.

    Un compleanno giovane in un’annata generosa di ricorrenze, da Rolex a TAG Heuer; un traguardo che la Maison svizzera ha voluto festeggiare con la collezione Tissot Le Locle rinnovata nella tradizione. Un lancio di prodotto coerente con un 2023 in cui Tissot è tornata a celebrare la propria storia e la propria maestria. Un attimo e ci arriviamo.

    Destinazione Le Locle

    Prima vediamo da vicino che significato ha il borgo svizzero nella storia della marca. Perché dire Tissot Le Locle è un po’ come dire Ferrari Maranello, se mi consentite il parallelo. Ossia un marchio che è talmente unito al territorio in cui ha le proprie radici da assumerne anche il nome. Perché Le Locle e lancette sono unite da una storia che dura almeno dal XVII secolo.

    Sono di quel periodo le prime testimonianze di una produzione orologiera nel villaggio. Secoli in cui gli artigiani, nelle lunghe sere invernali, chiusi in casa da muri di neve, creavano piccole meraviglie meccaniche che non di rado vendevano fuori dai confini del paese durante la bella stagione. Ben prima dell’anno del Signore 1853, quando Charles-Félicien Tissot e suo figlio Charles-Emile aprirono un laboratorio di assemblaggio che divenne in breve tempo una fabbrica.

    Poco più di 50 anni dopo, la sede dell’azienda si sarebbe trasferita nella strada Chemin des Tourelles, che avrebbe dato il nome a un’altra collezione dal forte sapore storico-geografico. Ma questa è un’altra storia, torniamo al nuovo Tissot Le Locle.

    Tissot Le Locle per lei e per lui

    Per rinnovare la collezione, il Brand punta sul Tissot Le Locle20th Edition, definito come “il punto d’incontro fra tradizione e modernità”. In effetti, a un primo sguardo, il mix tra presente, passato e futuro è piuttosto evidente, soprattutto nell’estetica dell’orologio. Un’estetica fedele a quella che ben conosciamo in questa linea, ma aggiornata con alcuni dettagli preziosi che alzano di livello delle nuove referenze.

    Intanto comincio con il dire che anche per questa edizione speciale il Marchio ha pensato all’uomo e alla donna. La linea Le Locle ha da sempre referenze disegnate per entrambi i sessi e il Tissot Le Locle20th Edition non fa eccezione. Le differenze stanno in alcune finiture e nella dimensione di cassa, che va dai 39 mm del maschile ai 29 mm del femminile.

    Rispetto agli orologi della collezione corrente, entrambe le referenze hanno alcune peculiarità che le differenziano e che giustificano la scelta del Brand di fare del Tissot Le Locle20th Edition un’edizione particolare, destinata a celebrare un traguardo importante.

    Il lavoro sul quadrante

    Parto dalla donna, non per cavalleria ma perché la referenza per lei ha qualche spunto interessante da raccontare, in particolare sul quadrante. È infatti strutturato in tre parti: una centrale, una fascia con gli indici delle ore, una esterna con il giro della minuteria. Sia quest’ultima sia quella centrale si distinguono per la lavorazione a Clous de Paris che è tipica della collezione Tissot Le Locle. Un richiamo che dà omogeneità alla costruzione del quadrante.

    La fascia con gli indici, con una finitura satinata, non interrompe questa omogeneità ma la completa. Gli indici a ore 3, 6, 9 e 12 sono in numeri romani, con cifre applicate distinte da un lettering molto elegante. Sono azzurrati e richiamano nel colore le lancette di ore, minuti e secondi centrali.

    Gli indici rimanenti sono sostituiti da otto diamanti, che rendono il modello ancora più elegante, oltre che prezioso. Il logo del marchio a ore 12 è bilanciato a ore 6 dalla dicitura “Le Locle Automatic”, in cui il nome della collezione è scritto con l’elegante corsivo che distingue la collezione Tissot Le Locle.

    Il quadrante della versione maschile è altrettanto classico e anch’esso tripartito, con il Clous de Paris, ad amalgamarne la struttura. Sulla fascia satinata, gli indici applicati e azzurrati sono tutti in cifre romane, dall’1 al 12. La dicitura a ore 6 riporta la scritta “Powermatic 80”, a ricordare qual è il calibro che dà vita a questa referenza del Tissot Le Locle20th Edition.

    Cassa e bracciale del Tissot Le Locle20th Edition

    I due orologi collimano quando parliamo di cassa e bracciale. Detto che tra i due diametri ci sono 10 mm di differenza, se affianchiamo le casse notiamo la medesima accuratezza nelle finiture oltre che nel design. Alla lunetta e alle anse lucide fanno da contraltare i fianchi della cassa, con satinatura verticale. 

    La leggera bombatura della lunetta e la curvatura delicata delle anse rendono le linee del Tissot Le Locle20thEdition molto morbide e favoriscono la vestibilità dell’orologio. Inoltre, contribuiscono a dare all’insieme un ulteriore tocco di eleganza.

    Lucido è anche il bracciale a sette file, il quale termina con una fibbia pieghevole a farfalla – che, una volta chiusa, diventa praticamente invisibile. In questo modo assicura al bracciale stesso una continuità visiva. Bello il fatto che il Brand abbia deciso di offrire il Tissot Le Locle20th Edition sia con il bracciale sia con il cinturino in pelle blu scuro, il cui colore si armonizza con quello degli indici. 

    Bracciale e cinturino hanno, come ovvio, un sistema di sgancio rapido per favorirne l’intercambiabilità. Peccato che sul cinturino sia stata scelta la chiusura pieghevole anziché la fibbia con ardiglione. Lo dico non tanto perché io preferisca quest’ultima (è irrilevante e non ve ne importa un fico secco, penso), quanto perché credo che sarebbe stata una scelta “filologicamente” più in linea con un orologio così classico.

    Un motore affidabile

    Come avete letto, entrambi i quadranti dichiarano quale motore gira sotto il cofano del Tissot Le Locle20th Edition. Nel caso del maschile, la dichiarazione è evidente: si tratta del movimento Powermatic 80, che abbiamo imparato a conoscere bene, soprattutto per le 80 ore di autonomia e per la spirale in Nivachron. Che, ricordo, è una lega di titanio sviluppata qualche anno fa da Audemars Piguet e Nivarox, azienda appartenente a Swatch Group, insensibile ai campi magnetici.

    La referenza femminile è invece mossa dal Powermatic 48, un calibro automatico con 48 ore di riserva di carica che, lasciatemelo dire, per un movimento di queste dimensioni è un risultato di tutto rispetto. Segno ulteriore dell’attenzione che Tissot ha messo in questo orologio per signora.

    Orologio… di campagna

    A testimonianza di quanto il marchio crede in questa collezione, il Tissot Le Locle20th Edition è protagonista, insieme al PRX, della nuova campagna di brand Focus Forward. Come ricorda Tissot, il messaggio della campagna è importante: “La vita offre spesso innumerevoli percorsi, ma spetta a ognuno di noi riconoscere la propria meta. E una volta deciso il piano, impegno, costanza e resilienza devono diventare alleati fondamentali per non arrendersi e non tornare sui propri passi”. Curiosamente, il Tissot Le Locle20th Edition che si vede al polso della protagonista femminile nel video della campagna è la referenza maschile. Una scelta che omaggia il gender fluid ormai imperante, o che sancisce la tendenza del gentil sesso ad amare sempre di più i diametri da uomo? Dubbi di nessun interesse, credo. Ciò che conta è la presenza di questo orologio nella campagna: segno che per Tissot è un pezzo davvero importante.

  • T-My Lady e Gentleman: Natale in casa Tissot

    T-My Lady e Gentleman: Natale in casa Tissot

    Ladies and gentlemen, ecco a voi Tissot. Questa volta il marchio di Le Locle è stato bravissimo a non farmi scervellare per trovare l’attacco giusto per l’articolo. Mi è bastato prendere due delle novità del brand, una per lei e una per lui – Tissot T-My Lady e Gentleman -, metterle insieme… Et voilà: attacco pronto e pezzo già mezzo scritto.

    Oddio, già mezzo scritto non esageriamo, perché di cose da dire sui Tissot T-My Lady e Gentleman ce ne sono parecchie. A partire dal fatto che sono proposte interessanti per il periodo natalizio, specialmente se si pensa alla classica abbinata regalo lei-lui. Ma andiamo con ordine e diamo la precedenza alle signore.

    Tissot T-My Lady: quando la donna spacca il minuto

    La proposta femminile di Tissot parte da un presupposto per nulla scontato: anche le signore apprezzano la meccanica. È vero, questo orologio ha anche alcune referenze mosse da un movimento al quarzo, ma qui preferisco concentrarmi sulle versioni automatiche, ben nove. E, per una volta, parto proprio dall’interno dell’orologio, il calibro.

    La versione per lei del Tissot Gentleman ospita nella cassa un calibro della famiglia Powermatic, precisamente il Powermatic 48; è nato su base Eta, sinonimo di affidabilità e resistenza e, come ben sanno gli impallinati, a differenza del “fratello maggiore” Powermatic 80 può contare su una autonomia di 48 ore e sulla molla del bilanciere paramagnetica in Nivachron.

    Senza tirarla troppo per le lunghe, il Nivachron è una lega a base di titanio con caratteristiche che hanno la capacità di ridurre l’influenza negativa di un campo magnetico sulla regolarità del movimento. Avvicinate una calamita da frigo a un orologio meccanico o leggete questo articolo e capirete cosa si intende per influenza negativa…

    Questa capacità di riduzione varia a seconda del calibro in cui la molla è montata; ma, in soldoni, ciò che non varia è l’effetto finale: la maggiore precisione dell’orologio, visto che il sistema bilanciere-scappamento ne è un po’ il cervello che imposta il ritmo di marcia, per capirci.

    L’imbarazzo della scelta

    Detto quindi che le signore con al polso un Tissot T-My Lady arriveranno auspicabilmente puntuali a un meeting di lavoro con i collaboratori così come a una seduta dall’estetista, lo faranno anche con un bell’orologio al polso. Perché Tissot ha puntato a raffinare l’estetica oltre che la tecnica di questo esemplare.

    Sono nove, abbiamo detto, le referenze automatiche, tutte accomunate dalla dimensione della cassa, 29 mm. Per il resto, le combinazioni di colori e materiali sono così tante che un camaleonte avrebbe bisogno di uno psicologo dopo aver passeggiato sopra alla collezione.

    Si va dalle tonalità dei quadranti – blu soleil, argenté, opalino crema, antracite soleil, madreperla – a quelle dei cinturini – bianco, marrone o grigio -, insieme ai bracciali in acciaio a tre file. Per finire con i materiali di cassa e lunetta.

    Accanto alle versioni più sportive del Tissot T-My Lady, con cassa e lunetta in acciaio, vi sono quelle con cassa in acciaio e lunetta in oro rosa, lucida o con la bellezza di quasi mezzo carato di diamanti (39 punti per essere precisi). Diamanti che si ritrovano, in alcune referenze, anche al posto degli indici.

    Tissot Gentleman: semplicemente uomo

    Meno civettuolo ma molto di sostanza è anche il “capofamiglia” Tissot Gentleman, per il quale il marchio ha in catalogo la bellezza di 26 referenze, tra automatici e quarzi. Non me ne vogliano gli amanti di questi ultimi, che odiano dover agitare il polso per caricare l’orologio e trovarlo scarico dopo averlo lasciato per giorni in un cassetto: anche qui, preferisco trattare degli automatici.

    Nessuno snobismo, solo la volontà di valorizzare lo sforzo produttivo di Tissot nello sviluppare il calibro Powermatic 80. Basato sull’Eta C07.811, a sua volta derivato dal collaudato 2824-2, ne eredita la robustezza. E trae vantaggio dal fatto che Tissot, di proprietà di Swatch Group così come Eta, può lavorare su questi movimenti con un’economia di scala che altri marchi si sognano.

    Come gli appassionati sanno e come i neofiti possono facilmente capire, il Powermatic 80 fa delle 80 ore di autonomia il proprio punto di forza. Tre giorni abbondanti che potrebbero convincere anche i polsi più pigri a farci un pensierino.

    Se nel Tissot T-My Lady la furbata tecnica era la spirale in Nivachron, ciò che consente al Tissot Gentlemen di fare la differenza in termini di precisione è la spirale in silicio. Cambiano i materiali, ma non la sostanza: il “cervello” dell’orologio è più resistente ai campi magnetici, vive di più, è più preciso. Nivachron e silicio come il Gerovital, insomma.

    Colori, materiali e finiture

    La scelta di colori, materiali e dettagli delle versioni automatiche del Tissot Gentleman è sconsigliata agli indecisi. Qui, il marchio di Le Locle si è sbizzarrito, pur tenendo ferma la dimensione della cassa: 40 mm, equilibrata per un orologio che nasce come un dress watch.

    Alle combinazioni cassa in acciaio-lunetta in acciaio e cassa in acciaio-lunetta in oro rosa che abbiamo visto nel Tissot T-My Lady, si aggiunge ora quella con cassa in acciaio e lunetta in oro giallo. Nero, marrone, blu, argenté sono le tonalità molto maschili dei quadranti, alle quali si unisce una particolare cromia opalina, abbinata a lunetta, indici e lancette in oro rosa.

    Notevoli le versioni che sul quadrante hanno una marcatura centrale dalle linee incrociate; un’estetica ispirata ai quadranti dei tempi che furono, ma anche una strizzatina d’occhio e una sfida – la butto lì – a un orologio di un gruppo concorrente, che costa tre volte di più, anche in virtù di soluzioni meccaniche differenti. Indovina indovinello…

    Chiudo con i bracciali e i cinturini. In pelle blu, marrone o nera, con o senza stampa coccodrillo, questi ultimi sono solo con chiusura déployante (che io non amo, ma pazienza: ormai lo sapete e ve ne farete una ragione); più sportivo il bracciale in acciaio a tre file, con quella centrale lucida. Per quanto può valere il mio punto di vista, trovo più centrate le versioni con il cinturino.

    T-My Lady e Gentleman: orologi giusti, al posto giusto

    Che dire, dunque, per tirare le somme sui Tissot T-My Lady e Gentleman? Che con questi orologi, il marchio si rafforza nel segmento di mercato che più gli è congeniale e che, stando agli ultimi dati disponibili sull’export di orologi svizzeri, è quello che registra il calo più contenuto.

    Il T-My Lady automatico, infatti, va da 850 a 2.225 euro a seconda delle referenze; mentre per il Gentleman automatico la forbice di prezzo è più ridotta: da 765 a 1.450 euro. Considerate che, a ottobre, l’export di orologi svizzeri tra i 500 e i 3.000 euro è calato del 5 per cento in valore; meno della media di mercato (7 per cento) e molto meno di quello degli orologi sotto i 200 franchi, giù del 24 per cento.

    Tissot presidia questo segmento con i T-My lady e Gentleman, appunto. Due pezzi il cui valore percepito è ben più alto di quello reale, proprio per quell’investimento su meccanica, materiali e finiture di cui ho parlato nell’articolo che avete avuto la pazienza di arrivare a leggere fino a qui.

    In definitiva, penso che il brand abbia fatto un ottimo lavoro, perché conosce il proprio mercato, la propria clientela e sa qual è il proprio posto nel mondo Swatch. Non vuole essere ciò che non è, né lo vuole diventare: nell’orologeria, essere fedeli a se stessi aiuta a vincere. Anche in un grande gruppo.