Giornale Degli Orologi
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Tag: ripetizione minuti

  • Ref. 5308G Quadrupla Complicazione: l’empireo di Patek Philippe

    Ref. 5308G Quadrupla Complicazione: l’empireo di Patek Philippe

    Quando è stato presentato a Watches and Wonders 2025, il Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione è stata una delle superstar del salone. Un orologio talmente complesso che ci siamo presi quasi un anno per parlarne su queste pagine. Un po’ perché ci sono state altre novità che, mese dopo mese, hanno preso la scena, un po’ perché si tratta di un pezzo talmente alto che, come si suol dire, aveva bisogno dei suoi tempi.

    La cosa certa è che il Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione è la traduzione materiale del modo in cui il Presidente Thierry Stern intende il futuro del Marchio. Un futuro che si era cominciato a intravedere nel 2023, quando era stata presentata in anteprima mondiale in serie limitata, in occasione della Grande Esposizione Patek Philippe “Watch Art” di Tokyo, la Ref. 5308P-010 con cassa in platino. Ora, da anteprima, la Ref. 5308 è diventata parte della collezione corrente di Patek Philippe. Anticipo subito che dedicherò le didascalie a una parte dei dettagli tecnici dell’orologio, altrimenti questo pezzo rischierebbe di diventare lungo come una quaresima.

    Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione: il calibro

    Però, per parlare del Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione, mi è utile partire dal calibro, o meglio, dal suo nome che spiega la quadrupla complicazione. Nel calibro R CHR 27 PS QI troviamo infatti la ripetizione minuti (R), il cronografo (CH) che è rattrapante (R, ricordiamo che Patek considera la funzione rattrapante una complicazione distinta dal cronografo) e il calendario perpetuo istantaneo (QI). Per completezza, 27 e PS indicano il fatto che il calibro è basato sul movimento originale da 27 mm con piccoli secondi.

    La maggior parte dei componenti tecnici è nascosta sotto al quadrante. Dal fondello trasparente è possibile vedere il micro-rotore con lavorazione guilloché e i martelli lucidi della ripetizione minuti, oltre al regolatore per la ripetizione nascosto sotto la croce di Calatrava in oro, simbolo della Casa. Sotto al quadrante si trova il modulo del calendario perpetuo, mentre il lavoro fatto sul cronografo ha richiesto agli ingegneri di Patek Philippe una importante serie di modifiche che ha portato anche a due brevetti.

    Il primo è una ruota di innesto a recupero di gioco, che consente di evitare qualsiasi sfarfallio della lancetta dei secondi del cronografo, eliminare l’attrito della ruota del cronografo e consentire così un risparmio di energia. Il secondo è un meccanismo che permette di sollevare la leva della lancetta rattrapante quando quest’ultima è arrestata, invece di farla correre attorno al “cuore” del cronografo, riducendo così il consumo di energia. Sforzi tecnici tesi ad aumentare l’autonomia del Patek Philippe Ref. 5308G-001 Quadrupla Complicazione, che rimane comunque contenuta: 38 ore con il cronografo in funzione, che diventano 48 quando non lo si usa. Il movimento, contraddistinto dal sigillo Patek Philippe, è dotato di bilanciere Gyromax a inerzia variabile, con spirale in silicio Spiromax, che lavora a 21.600 alternanze/ora.

    Dal salmone al ghiaccio

    Se il quadrante della Ref. 5308P-010 aveva una tonalità salmone, il 5308G-001 è un’esperienza visiva inedita per Patek Philippe. Il quadrante blu ghiaccio con finitura soleil è intriso di elementi blu: le lancette di ore e minuti, il giro della minuteria, le cornici del calendario perpetuo, la minuteria dei contatori, il cielo delle fasi lunari. Una coerenza cromatica che stempera la presenza imponente dei due contatori cronografici dei 60 minuti (a ore 3) e delle 12 ore (a ore 9).

    Il calendario perpetuo istantaneo con visualizzazioni a finestrelle impiega lo stesso meccanismo che ha dato luogo al deposito di due brevetti, introdotto nel 2008 nella Ref. 5207 e ripreso nel 2011 nella Ref. 5208. Il sistema è complesso: dei 799 componenti del calibro, ne conta da solo ben 220. Le indicazioni saltano in 30 millisecondi all’interno delle quattro finestrelle di giorno della settimana, data, mese e anno bisestile, anche quando la riserva di carica scende a dieci ore. I dischi impiegati per la visualizzazione della data hanno una massa superiore a quella delle indicazioni a lancetta e ciò sottolinea ancora di più l’importanza del lavoro sul movimento. La visualizzazione istantanea richiede infatti la padronanza dell’energia per trattenere i dischi e rilasciarli contemporaneamente con uno scatto fulmineo.

    La cassa in oro bianco è imponente, non tanto per il diametro (42 mm), quanto per lo spessore, che sfiora i 18 mm (17,71). La lunghezza da ansa ad ansa è di 52,11 mm, ma per la Ref. 5308G-001 Quadrupla Complicazione la Maison si è impegnata sul fronte della vestibilità e dell’impatto visivo. Le anse allungate e il cinturino agganciato quasi alla loro estremità provano a mitigare al polso l’altezza e il peso della cassa; la traforatura delle anse stesse e la lunetta concava vogliono alleggerire all’occhio la struttura dell’orologio.

    Gli antenati del Ref. 5308G Quadrupla Complicazione

    Detto che il Patek Philippe Ref. 5308G Quadrupla Complicazione costa, tasse incluse, ben 1.297.279 euro, lascio come detto il resto dei dettagli alle didascalie e chiudo con un breve excursus sui principali predecessori di questo orologio. Giusto per far capire quanto un simile pezzo non sia spuntato come un fungo dalla sera alla mattina, ma sia il frutto più recente di una lunga evoluzione preparatoria.

    Per circa quindici anni, la Ref. 5016 è stata il Patek più ambito a unire calendario perpetuo, ripetizione minuti e tourbillon. All’inizio degli anni 2000, gli appassionati iniziarono a volere orologi più grandi, moderni e più consistenti al polso. Nel 2008, Patek Philippe lanciò il primo calendario perpetuo istantaneo, la Ref. 5207P – con finestrelle per il giorno, la data e il mese disposte radialmente nella parte superiore del quadrante -, abbinato a una ripetizione minuti e a un tourbillon. 

    Nel 2011 fu la volta della Ref. 5208. Eliminando il tourbillon ma inserendo un cronografo monopulsante, Patek aggiunse un micro-rotore al movimento, rendendolo automatico. A differenza della maggior parte dei cronografi di Patek, la massa di leve e ponti era nascosta sotto il ponte di carica e il meccanismo di ripetizione.

    La Ref. 5308P-010 della Patek Philippe Watch Art Grand Exhibition di Tokyo 2023, infine, fu la naturale “evoluzione della specie” iniziata con il lancio del 5207 nel 2008. Cassa in platino, quadrante salmone e lancette e indici anneriti, fu una creazione di altissimo livello, ma limitata a 15 esemplari. Oggi, con la quadrupla combinazione, le cose cambiano. Certo, il prezzo non è per tutti, ma esclusività non ha mai fatto rima con disponibilità.

  • Patek Philippe Ripetizione Minuti allarme Ref. 1938P

    Patek Philippe Ripetizione Minuti allarme Ref. 1938P

    Patek Philippe lancia una serie limitata dotata di un nuovo movimento esclusivo, in omaggio a Philippe Stern

    Per celebrare l’85° compleanno di Philippe Stern, Presidente della Manifattura dal 1993 al 2009 e attuale Presidente Onorario, Patek Philippe ha sviluppato un nuovo orologio a suoneria con ripetizione minuti e allarme che suona l’ora preselezionata sui due timbri del meccanismo di ripetizione. Questa serie limitata di trenta esemplari ospita un nuovo movimento esclusivo che non sarà mai più riutilizzato e si distingue per la cassa in stile Officier in platino e per il quadrante in smalto Grand Feu nero sul quale risalta il ritratto di Philippe Stern realizzato con la tecnica della pittura miniata su smalto bianco e grigio.

    Dalla sua fondazione nel 1839, la Manifattura Patek Philippe si è affermata per il suo virtuosismo nel settore degli orologi con suoneria, sia al passaggio (grande sonnerie, petite sonnerie) sia a richiesta (ripetizione). Nel 1989, in occasione del 150° anniversario della Manifattura, Philippe Stern (che in quell’anno ricopriva la carica di Direttore) segna il grande ritorno della ripetizione minuti in formato orologio da polso con il lancio del celebre calibro R 27 a carica automatica, il primo movimento di questo tipo interamente progettato e realizzato in house. Nel corso degli anni, la ripetizione minuti ritrova un posto d’onore nell’offerta di Patek Philippe, fino a costituire oggi la più ampia collezione di orologi da polso con ripetizione minuti in produzione corrente, con circa dodici segnatempo che propongono questa Grande Complicazione da sola o abbinata ad altre funzioni (grande sonnerie, petite sonnerie, tourbillon, calendario perpetuo, cronografo, Ora Universale, ecc.).

    Un omaggio a 85 anni di passione orologiera

    Per celebrare l’85° compleanno di Philippe Stern, Thierry Stern (rappresentante della quarta generazione della famiglia Stern, nominato Presidente nel 2009) ha deciso di rendere omaggio al padre realizzando una serie speciale di trenta orologi che ospitano un movimento inedito sviluppato esclusivamente per questo esemplare, e che non sarà mai più riutilizzato, e che recano la dicitura 1938, anno di nascita del Presidente Onorario. La scelta è naturalmente ricaduta sulla ripetizione minuti, la complicazione preferita da Philippe Stern, abbinata a una funzione sonora esclusiva: l’allarme che suona l’ora preselezionata. Questo sofisticato meccanismo faceva parte delle cinque funzioni sonore, nonché delle due novità mondiali brevettate, presentate nel Grandmaster Chime Ref. 5175, l’orologio da polso più complicato di Patek Philippe (20 complicazioni), dotato del calibro a carica manuale 300 “GS AL 36-750 QIS FUS IRM”, presentato nel 2014 in occasione del 175° anniversario della Manifattura. Il Patek Philippe Grandmaster Chime, entrato in collezione corrente nel 2016 con la Ref. 6300, contiene la grande sonnerie, la petite sonnerie, la ripetizione dei minuti, la ripetizione della data che suona il calendario a volontà e l’allarme che suona l’ora preselezionata.

    Una nuova sfida tecnica

    L’integrazione della funzione di allarme che suona l’ora preselezionata nell’emblematico calibro R 27 si è rivelata un compito di grande complessità. Lo sviluppo del nuovo calibro R AL 27 PS a carica automatica ha costretto gli ingegneri di Patek Philippe a ripensare completamente il meccanismo della ripetizione minuti per accogliere il sistema di allarme. La sfida consisteva nel realizzare un orologio che suonasse la ripetizione minuti e l’allarme sugli stessi due timbri classici, mantenendo il sistema di cursore alloggiato nel fianco sinistro della cassa, vera e propria firma visiva degli orologi con ripetizione minuti di Patek Philippe. Per riuscirvi, il movimento doveva essere in grado, dopo l’attivazione del cursore, sia di suonare istantaneamente l’ora visualizzata sul quadrante (in modalità ripetizione minuti), sia di mettere in attesa la suoneria fino a far corrispondere l’ora visualizzata con l’ora preselezionata (in modalità allarme). A differenza dei classici ripetizioni minuti nei quali la carica attraverso il cursore innesta istantaneamente il meccanismo di suoneria, l’aggiunta di un sistema di allarme significava che il bariletto della suoneria doveva poter essere disinnestato dal meccanismo di trascinamento dei componenti della suoneria (componente dei quarti, componente dei minuti, dito delle ore).

    Quattro nuovi brevetti

    Per via di questi vincoli tecnici è stato necessario aggiungere 227 componenti, tra cui un sistema di bascula e ruota a colonne per la selezione della modalità di suoneria e un dispositivo di fuso con scatto di suoneria utilizzato per scollegare temporaneamente la fonte di energia (tamburo del bariletto della suoneria) dal meccanismo della suoneria, un sistema che solitamente è riservato agli orologi dotati di grande sonnerie. Lo sviluppo del calibro R AL 27 PS ha dato luogo al deposito di quattro nuovi brevetti per meccanismi che consentono, in particolare, di passare in tutta sicurezza da una modalità di suoneria all’altra, mettendo in attesa la suoneria dell’allarme fino al momento opportuno, assicurando in ogni caso la corretta sequenza di colpi “ore, quarti e minuti” e garantendo che il bariletto della suoneria sia sempre completamente carico ogni volta che si attiva il cursore, in modo che l’orologio possa sempre suonare, se necessario, fino a 31 colpi per l’allarme (ore 12 e 58 minuti). Il bariletto della suoneria, inoltre, è stato dotato di una brida scorrevole per evitare qualsiasi sovratensione della molla.

    Estrema semplicità di utilizzo

    Come per tutti gli orologi complicati di Patek Philippe, la raffinatezza tecnica va di pari passo con la semplicità di utilizzo: una filosofia di design interamente customer oriented. Il pulsante alloggiato nella corona permette di selezionare la modalità di suoneria, visualizzata all’interno di una finestrella a forma di campana a ore 3. Quando l’orologio è in modalità ripetizione minuti (campana nera), l’utente può attivare il cursore in qualsiasi momento per ascoltare il suono delle ore, dei quarti e dei minuti trascorsi dall’ultimo quarto. Quando l’orologio è in modalità allarme (campana rossa), occorre attivare il cursore per caricare l’allarme (la campana passa dal rosso al bianco). Quando l’allarme è attivato e non ha ancora suonato (campana bianca), è possibile tornare alla modalità ripetizione minuti premendo il pulsante senza che la suoneria si innesti.

    L’allarme su 12 ore

    La regolazione dell’ora dell’allarme su 12 ore avviene a salti di un quarto d’ora grazie alla corona estratta in posizione intermedia e alla lancetta centrale stile “Breguet” in oro rosa che punta in corrispondenza della scala spolverata d’oro rosa sul bordo del quadrante. Per far risuonare il maggior numero possibile di colpi, l’allarme della Ref. 1938P-001 suona sempre due minuti prima dell’ora preselezionata. Per esempio, se l’allarme è impostato a ore 3, invece di tre colpi gravi (che potrebbero facilmente passare inosservati), l’orologio suona due colpi gravi, tre doppi colpi acuti-gravi e 13 colpi acuti, per un totale di 21 colpi. Un vero e proprio intermezzo musicale. La presenza dei sistemi di sicurezza previene qualsiasi danno in caso di errata manipolazione dell’orologio, come ad esempio l’attivazione ripetuta del cursore quando l’allarme è già attivato oppure la messa all’ora del movimento mentre l’orologio sta suonando.

    Il ritratto realizzato con la tecnica della pittura miniata su smalto Grand Feu

    L’omaggio a Philippe Stern prosegue sul quadrante in oro 18 carati che esibisce il ritratto del Presidente Onorario realizzato con la tecnica della pittura miniata su smalto bianco e grigio, su sfondo di smalto nero Grand Feu. Il quadretto pazientemente disegnato punto per punto è il frutto di uno di quei mestieri dell’alto artigianato che Philippe Stern si è sempre impegnato a perpetuare. Lo scorrere del tempo è scandito con eleganza dalle cifre applicate e dalle lancette dell’ora e dei minuti stile “Breguet” in oro bianco che contrastano con l’oro rosa della lancetta e della scala dell’allarme.

    Cassa in platino con cuvette incisa

    La cassa in platino interamente lucidata a mano esibisce un diametro di 41 mm. Con le sue anse diritte e le barrette avvitate, ricorda anch’essa una delle creazioni più amate da Philippe Stern: la serie limitata della Ref. 3960, un segnatempo in stile Officier che ricordava i primissimi orologi da polso dell’inizio del XX secolo, presentata nel 1989 in occasione del 150° anniversario della Manifattura. Il platino è stato scelto per la sua nobiltà, ma anche perché dal punto di vista acustico rappresenta la sfida più grande per un ripetizione minuti, se si vuole ottenere l’autentico “suono Patek Philippe” tanto apprezzato dagli intenditori. Come tutti gli orologi Patek Philippe in platino, la Ref 1938P-001 esibisce un diamante incastonato sulla carrure a ore 6. L’orologio è dotato di fondo cassa in cristallo di zaffiro protetto da una cuvette incisa a mano che reca la dicitura “À mon père, 85 ans de passion horlogère” (A mio padre, 85 anni di passione orologiera). Attraverso il cristallo di zaffiro si possono ammirare le curatissime finiture del nuovo calibro R AL 27 PS a carica automatica, in particolare i ponti e i martelli con angoli dorati e il mini-rotore rodiato in oro giallo 22 carati con angoli in oro giallo e incisione a mano laccata nera che riproduce la firma di Philippe Stern. L’elegante e confortevole cinturino in alligatore nero lucido con fermaglio déployant in platino completa l’insieme.

  • Classique Répétition Minutes 7637, la quintessenza di Breguet

    Classique Répétition Minutes 7637, la quintessenza di Breguet

    Di fronte a certi orologi faccio fatica a essere oggettiva. E il Breguet Classique Répétition Minutes 7637 è uno di quelli che mi fanno letteralmente perdere la testa: per l’estetica pura, per il quadrante in smalto, per la complicazione dal suono cristallino. Ah, se solo fossi ricca… Ma cercherò di placare l’entusiasmo – non vorrei essere accusata di piaggeria – e di raccontare le cose come stanno. Del resto non è che se piace a me deve per forza piacere anche agli altri. E poi non devo convincere nessuno ad acquistarlo, hai voglia di star lì a tentare di persuadere: costa quasi 270mila euro, chiaro che è destinato solo a pochi fortunati intenditori. Ma ci sarà un motivo, anzi più d’uno, se ha un prezzo simile. Ecco, cercherò di spiegare questi perché. Che poi vuol dire puntare all’essenza, a ciò che distingue l’Alta orologeria.

    Un aspetto semplice, anzi no: ricco

    Forme purissime, stile pulito ed essenziale, il Classique Répétition Minutes 7637 allo stesso tempo è prezioso, molto prezioso. Cassa in oro rosa oppure bianco, con finiture eseguite a mano e tutti i segni identificativi della Maison – che da parte loro meriterebbero un approfondimento in quanto a storia e savoir-faire. Qui però mi limito ad accennare a un unico impercettibile dettaglio: la firma segreta. Visibile soltanto a luce radente, è incisa con un pantografo a punta secca: ad adottarla per primo fu lo stesso Abraham-Louis Breguet attorno al 1795. Falsi e falsari esistevano anche allora.

    Indiscutibilmente Breguet, fin dal primo sguardo, il Classique Répétition Minutes 7637 ricorda tanto certi esemplari da tasca del passato che celavano, dietro un’apparente semplicità formale, il massimo della complessità meccanica. Proprio come in questo caso, ma ci arriveremo… Esattamente come quei precedenti, soprattutto, l’orologio ha il quadrante in smalto Grand Feu. Un’alchimia di colori e materiali che richiede settimane di lavoro da parte di un tecnico specializzato, il maestro smaltatore. E i cui procedimenti – li trovate qui – sono ancora oggi eseguiti rigorosamente a mano.

    Certo la tecnologia aiuta, il controllo elettronico della temperatura del forno è utile, ma non supplisce né all’intervento né all’esperienza dell’artigiano, e tanto meno evita rischi e imprevisti del mestiere. Basta poco per buttare via tutto. Di contro, il risultato finale non è paragonabile a niente altro per bellezza, inalterabilità, resistenza al trascorrere del tempo. Un quadrante in smalto è per sempre, come un diamante. Il che rimanda alla vocazione dell’alta orologeria: costruire macchine in grado di sfidare i secoli, l’avvicendarsi delle generazioni, per mirare all’eterno. Sembra retorica, ma è la verità.

    La ripetizione minuti

    E poi c’è la meccanica. Poche marche possono vantare diritti sulla ripetizione minuti come Breguet. Fu proprio il fondatore della Casa, sempre lui, a inventare la molla sonora, nel 1783: quel filo metallico che negli orologi a ripetizione subisce la percussione di uno o più martelletti per emettere i rintocchi. La molla andava a sostituire la tradizionale campanella e permetteva non solo di ridurre notevolmente lo spazio necessario, e quindi lo spessore della cassa degli esemplari a suoneria, ma anche di fornire suoni diversi. Concepita in un primo momento di forma rettilinea e montata sulla platina in modo trasversale, in seguito è avvolta a spirale attorno al movimento, così da migliorare il suono. Fu una vera svolta nella storia dell’orologeria.

    Ma devo ancora affrontare il discorso sulla ripetizione minuti. La chiamano la regina delle complicazioni e non a caso: è quanto di più complesso si possa immaginare, un autentico capolavoro di microingegneria. In genere conta più di un centinaio di minuscoli componenti – un intricato sistema di rastrelli, chiocciole, leve, camme, ruote e viti – ognuno dei quali è inserito con tolleranze minime all’interno del movimento. Tanto per capirci, l’assemblaggio di una ripetizione arriva a richiedere 200/300 ore di lavoro da parte di un maître horloger fatto e finito, che cioè vanti una solida preparazione e decenni di esperienza alle spalle.

    Perché ci vuole orecchio

    Ma non si tratta solo di abilità manuale. Una volta sistemati tutti i componenti nella giusta collocazione, il sistema deve essere accordato, quasi fosse uno strumento musicale. E lì è questione di orecchio fine, esercitato a cogliere ogni minimo scarto di altezza (acustica). Nel caso i timbri – o gong anulari, chiamateli come volete: sono gli eredi delle molle sonore di Breguet – non emettano un suono pressoché perfetto, vengono smontati, ritoccati con la lima o leggermente incurvati con ritocchi infinitesimali, rimontati e di nuovo riprovati.

    Ma devono essere perfettamente regolate anche le molle che controllano i martelletti, per far sì che la forza d’urto della percussione sia dosata al punto giusto. E ancora, si deve considerare il ritmo dei rintocchi: la loro sequenza, dettata dalla velocità con cui i martelletti colpiscono i timbri. La precisa e costante successione è affidata a un regolatore centrifugo, che dev’essere anche silenzioso per non provocare il fastidioso fruscio di fondo fra un ritocco e l’altro. Insomma, tutto il sistema deve essere calibrato alla perfezione. E le operazioni di messa a punto possono ripetersi più e più volte, per giorni interi e perfino settimane.

    Il calibro del Classique Répétition Minutes 7637

    Tutto questo si riscontra anche nel movimento del Classique Répétition Minutes 7637, il calibro 567.2 a carica manuale. Che rispetto al solito, però, vanta una peculiarità costruttiva, anzi due. I timbri sono modellati in oro, che di per sé e una lega facile da lavorare e armoniosa, ricca di sfumature sonore. In più, anziché essere montati come di consueto sulla platina di base, sono fissati direttamente sulla carrure. La continuità materica fra la cassa e i timbri migliora la qualità e la trasmissione del suono.

    Il risultato si può ascoltare nella pagina dedicata all’interno del sito ufficiale – almeno in attesa che l’orologio arrivi fisicamente nei negozi. Ma che la cosa funzioni è un fatto, suffragato dalla richiesta di brevetto depositata dalla Maison. Per le caratteristiche tecniche del movimento vi rimando alle didascalie.

    Qui concludo con un’ultima osservazione. Tanto per non farsi mancare nulla, i componenti portanti del movimento sono interamente cesellati a mano. E il contrasto fra l’aspetto sobrio e discreto del quadrante e l’opulenza lato fondello a me ha colpito molto. La decorazione è un’ennesima prova di savoir-faire dei maestri incisori della Casa, certo, ma non solo. È anche un ulteriore modo per sottolineare l’importanza della creazione, se mai ce ne fosse bisogno…