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Tag: titanio

  • Dal titanio al Super Titanio: Citizen e 55 anni di innovazione

    Dal titanio al Super Titanio: Citizen e 55 anni di innovazione

    Il 2025 che ci stiamo per lasciare alla spalle sarà ricordato, in orologeria, come l’anno degli anniversari. Innumerevoli marchi hanno festeggiato ricorrenze legate alla propria fondazione o al lancio di collezioni divenute simboliche. In tutto questo, il 2025 segna per Citizen il compleanno di un materiale. Correva infatti il 1970 quando il marchio giapponese presentò l’X-8 Chronometer, il primo orologio al mondo con cassa in titanio. Un materiale che da allora ha fatto la storia dell’orologeria e, soprattutto, di Citizen, capace di rendere il titanio ancora più performante “trasformandolo” in Super Titanio. Una storia di ricerca e innovazione alla quale, lo scorso ottobre, il colosso nipponico ha dedicato a Parigi un evento internazionale, cui ho partecipato, e una mostra, che ho visitato. 

    A qualcuno potrebbe sembrare esagerato dedicare un evento a un materiale anziché a un orologio… Ebbene, se come me avesse visitato l’esposizione parigina e, soprattutto, avesse idea di cosa significhi in termini di industrializzazione e di tecnologia l’evoluzione cui Citizen è riuscita a sottoporre quel materiale in 55 anni, si ricrederebbe. Perché nelle sale della Galerie Au Roi di Parigi non erano esposti solo alcuni dei pezzi storici in titanio creati da Citizen: era presentata una saga. Attraverso di essa, ciò che era un semplice componente di numerosi minerali (al numero 22 nella tavola periodica degli elementi) è divenuto uno dei materiali tecnologicamente più moderni e avanzati, non solo per l’orologeria.

    La scoperta del titanio e delle sue particolarità

    Scoperto alla fine del XVIII secolo, il titanio è un elemento relativamente giovane. Il titanio ad alta purezza fu isolato con successo per la prima volta negli Stati Uniti nel 1910. Fu negli anni ’40 che la produzione di titanio come materia prima iniziò seriamente ad avere come obiettivo l’utilizzo industriale. Il fascino del titanio come metallo risiede nella leggerezza, resistenza alla corrosione, resistenza al calore e biocompatibilità. Il Super Titanio era di là da venire. 

    Intorno al 1970, i materiali tradizionali come l’acciaio inossidabile e l’ottone erano in grado di esprimere solo una gamma limitata di colori, quindi la necessità di mettere a punto un nuovo materiale capace di rispondere alle nuove tendenze della moda era molto sentita. Citizen avviò un intenso programma di ricerca incentrato sull’alluminio e sul titanio. In quegli anni, la tecnologia dell’alluminio anodizzato era ancora in fase di sviluppo ed era difficile realizzare in serie prodotti piccoli come gli orologi, che avessero un rivestimento uniforme. Citizen decise così di esplorare i rivestimenti in titanio parallelamente all’alluminio. In quel periodo la collaborazione tra gli ingegneri e i designer dell’azienda si consolidò e fu avviata in gran segreto la “AT Strategy”, il cui nome derivava dalle prime lettere dei simboli dei due elementi chimici, la A di alluminio e la T di titanio.

    Il titanio è un metallo difficile da lavorare. All’inizio, gli ingegneri lo soprannominarono “triplo problema” perché non poteva essere pressato, lavorato o lucidato. Aveva una bassa conduttività termica, la tendenza ad attaccarsi ai bordi degli utensili da taglio e i trucioli altamente infiammabili. L’impossibilità di ottenere una finitura a specchio, indipendentemente dal tempo impiegato per la lucidatura, rappresentava un’ulteriore sfida. Elaborando tecniche ingegnose per risolvere tutti questi problemi, Citizen inventò tecnologie di lavorazione che all’epoca erano oltre le capacità di qualsiasi altra azienda.

    Lavorare il titanio: verso il Super Titanio

    A causa di quelle difficoltà, la trasformazione del metallo in un prodotto finito richiedeva infatti un livello tecnologico estremamente elevato. Citizen dedicò molti anni alla ricerca sul titanio e allo sviluppo di speciali tecnologie di lavorazione che la portarono a ottenere particolari finiture grazie a processi di pressatura, lavorazione e lucidatura specifici. Un unico ciclo di lavorazione non è infatti sufficiente per realizzare la cassa finita dell’orologio: solo attraverso ripetute lavorazioni essa raggiunge la forma definitiva.

    Nel processo di stampaggio, una forma viene trasferita al titanio tramite forgiatura a caldo. La gestione della temperatura e la tecnologia di rilascio dello stampo giocano un ruolo fondamentale in questa fase. Il riscaldamento del titanio ad alta temperatura ne riduce la resistenza alla deformazione e consente di stamparlo in una varietà di forme. Il metallo in eccesso si taglia per evitare che i trucioli di titanio si attacchino allo stampo. Nonostante la “pessima reputazione” del titanio, i processi di lavorazione elaborati da Citizen consentono tagli netti e precisi.

    Super Titanio e Duratect

    Ma non basta. Perché se da un lato il titanio è leggero e anallergico, dall’altro, oltre alla complessità della lavorazione, ha una fastidiosa caratteristica: tende a graffiarsi facilmente. Dopo anni di sperimentazione, Citizen ha sviluppato Duratect, la tecnologia proprietaria di indurimento che migliora notevolmente la resistenza della superficie preservando al contempo l’aspetto originale dell’orologio. Una tecnologia che rende il titanio almeno cinque volte più duro dell’acciaio inossidabile e resistente ai graffi, mentre rimane leggero e delicato sulla pelle. La resistenza funzionale di Duratect ha svolto un ruolo cruciale nella creazione da parte di Citizen del Super Titanio, nato proprio dalla combinazione tra titanio dalle finiture eccellenti e la stessa tecnologia Duratect.

    Durante la fase di test della tecnologia, per dimostrare che il Super Titanio è realmente resistente ai graffi in condizioni di utilizzo reali, un ingegnere Citizen ha indossato per 10 anni un orologio in Super Titanio trattato con Duratect, mentre un altro ha indossato un orologio in titanio non trattato. Il confronto finale tra i due orologi ha confermato l’eccezionale resistenza di quello in Super Titanio.

    Una volta consolidata questa tecnologia per preservare le superfici dalle abrasioni, il passo successivo è stato quello di dare a queste superfici una gamma di colori accattivanti. Oggi, grazie alla ricerca dell’azienda, il Super Titanio di Citizen offre una varietà cromatica che il titanio normale non è in grado di esprimere: argento, nero, oro rosa, rosa “sakura” e giallo ambra, una novità.

    Un occhio all’ambiente

    Il processo che ha portato il colosso giapponese a diventare leader mondiale nella lavorazione di questo materiale e a creare il Super Titanio grazie alla tecnologia Duratect è quindi una case history industriale di valore globale. Come spesso accade, però, tanta ricerca, tanto sviluppo e tanta innovazione sono stati stimolati da due fattori che di industriale hanno ben poco: l’uomo e l’ambiente. Due fattori sui quali, da decenni, Citizen lavora perché abbiano tra loro un rapporto ottimale.

    Alla fine degli anni ’60, con l’inquinamento che diventava un problema sempre più grave, crescevano le aspettative per una nuova tecnologia di placcatura che eliminasse i processi a base di liquidi, molto inquinanti. Nel 1974, Citizen fu tra le aziende che iniziarono a sviluppare la tecnologia di placcatura a ionizzazione multi-catodo; uno sviluppo che portò al lancio, nel 1977, di Mirador, un trattamento esterno basato su quella nuova tecnologia di placcatura. Il continuo sviluppo delle tecnologie correlate è culminato nell’attuale Duratect.

    Alla sensibilità per l’ambiente, il colosso giapponese affiancò in seguito l’attenzione verso chi indossava gli orologi. La filosofia chiamata da Citizen Human Wear prese forma intorno al 1990 e cercava di fondere un design a misura d’uomo con pratiche di produzione rispettose dell’ambiente. La lotta alle allergie ai metalli era uno dei settori che Citizen affrontava seriamente, tanto che gli orologi in titanio, che univano finiture curate e un uso minimo di metalli allergenici, ricevettero fin da subito un riscontro positivo da parte dei consumatori. Test clinici condotti sotto la guida di un team di dermatologi dimostrarono che gli orologi erano effettivamente sicuri da indossare. La filosofia Human Wear fatta di “gentilezza verso le persone” e “facilità d’uso” è ancora oggi alla base della produzione di orologi dell’azienda.

    Una mostra per il Super Titanio? Sì!

    Alla luce di tutto questo, forse si può capire che una mostra dedicata al materiale e ad alcuni degli orologi più interessanti realizzati in titanio da Citizen in 55 anni ha avuto più che senso. Perché ha raccontato di come sia possibile raggiungere in un arco di tempo tutto sommato contenuto un obiettivo industriale chiaro e condiviso: creare orologi belli, affidabili, biocompatibili e, per quanto possibile, a ridotto impatto ambientale. 

    Un risultato raggiunto con la ricerca, con gli investimenti in tecnologia, con la volontà di portare vera innovazione non fine a sé stessa, ma pensata per migliorare il benessere delle persone. Per farlo basta un materiale, il Super Titanio; basta un oggetto di uso quotidiano, un orologio; bastano una visione chiara e la volontà di perseguirla fino in fondo. Tutti fattori che Citizen ha reso suoi e trasformati in progresso.

  • RM 17-02 Tourbillon Titanium: vecchia scuola Richard Mille

    RM 17-02 Tourbillon Titanium: vecchia scuola Richard Mille

    Non nascondo di essere sempre un po’ in difficoltà quando mi trovo a scrivere di Richard Mille. A maggior ragione di fronte a un orologio come il nuovo RM 17-02 Tourbillon Titanium. Non tanto perché è un Marchio che richiede preparazione e competenza tecnica, quanto perché, in questo caso, è riuscito a mettere insieme due “campioni” dell’alta orologeria come il tourbillon e il titanio senza fare un plissé. Ossia creando un orologio dai contenuti tecnici mostruosi, come suo solito, con una normalità tale da dare al risultato finale una naturalezza eccezionale.

    L’RM17-02 è stato presentato all’inizio di quest’anno con il modello in edizione limitata a 30 pezzi con cassa in White Quartz TPT, uno dei materiali di fascia più alta di Richard Mille, usato anche nell’RM 65-01 e in altri esemplari. Ma il titanio è il materiale con cui Richard Mille ha iniziato la carriera, insieme alla nanofibra di carbonio, e quindi la nuova versione in titanio è perfettamente coerente con l’orologio e con la storia del Brand.

    Il movimento dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium

    Voglio partire proprio dai contenuti tecnici dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium, soffermandomi su alcuni aspetti del calibro RM17-02, un movimento a carica manuale, extra-piatto, con tourbillon. Intanto, il bilanciere. È a inerzia variabile con spirale libera, una soluzione ampiamente utilizzata da Richard Mille all’interno delle proprie collezioni. Poiché il bilanciere, con le sue oscillazioni, regola la velocità di rotazione del ruotismo dell’orologio, più è libero nell’oscillare, maggiore è l’isocronismo.

    La regolazione del bilanciere si ottiene modificando la frequenza delle rotazioni. In questo caso la spirale è libera perché la variazione della frequenza non avviene utilizzando la classica racchetta (che accorcia o allunga la spirale facendo “camminare” più velocemente o più lentamente il movimento), ma variando il momento inerziale di spinta grazie allo spostamento di alcune masse presenti sul bilanciere stesso. Il tutto per rendere il più elevato possibile il grado di precisione.

    È una soluzione tecnica impiegata principalmente dai marchi dell’alto di gamma perché comporta importanti investimenti in ricerca e sviluppo, sia sul lato ingegneristico sia su quello dei materiali. E Richard Mille non la impiega solo nell’RM 17-02 Tourbillon Titanium – date un’occhiata per esempio all’RM 35 dedicato a Nadal o al , perché è fin dalle origini un Marchio votato all’utilizzo delle tecnologie più avanzate. Un Brand abituato a cercare il massimo delle prestazioni attraverso il massimo della ricerca ingegneristica.

    Al bilanciere si abbina il bariletto cosiddetto a rotazione veloce, perché compie un giro in 6 ore anziché nelle consuete 7 ore e mezza. Grazie a questa caratteristica, la molla di carica rischia minori aderenze occasionali alle superfici interne, che causano rallentamenti nella marcia; così le prestazioni cronometriche migliorano molto. Allo stesso modo, poiché migliora il delta alla curva di rilascio della forza della molla, ne beneficia il rapporto fra riserva di carica e regolarità di marcia.

    Titanio e non solo

    Quanto sopra si traduce in una frequenza di oscillazione a 21.600 alternanze/ora per circa 70 ore di autonomia. Prestazioni e ingegnerizzazione che si avvalgono di una ricerca spinta sull’uso dei materiali. La platina e i ponti sono realizzati in titanio grado 5, una lega biocompatibile, altamente resistente alla corrosione e straordinariamente rigida, che consente al treno di ingranaggi di funzionare senza sforzo.

    La lega è composta per il 90% da titanio, per il 6% da alluminio e per il 4% da vanadio. Questa combinazione aumenta ulteriormente le proprietà meccaniche del materiale, il che ne spiega il frequente utilizzo nell’industria aerospaziale, aeronautica e automobilistica. La platina scheletrata e i ponti sono stati sottoposti a test di validazione intensivi e completi, in modo da ottimizzare la loro capacità di resistenza.

    Richard Mille e l’architettura della cassa

    Il calibro RM 17-02 è racchiuso all’interno della cassa anch’essa in titanio, che apparentemente è la “classica” tonneau di Richard Mille ma che in realtà ha alle spalle una storia complessa. È stata infatti oggetto di studio durante un intero anno, perché elaborata secondo specifiche rigorose e metodi di progettazione utilizzati nella creazione delle auto di Formula 1. Così come in queste ultime c’è uno sviluppo sinergico tra il telaio e il motore, allo stesso modo la manifattura di Richard Mille ha sviluppato in parallelo cassa e movimento.

    La cassa misura 40,10 mm di larghezza, 48,15 mm di lunghezza e 13,08 mm di spessore ed è costituita da tre parti. È in titanio spazzolato, con un look che fa tanto vecchia scuola Richard Mille. Perché sono sicuro, avendo maneggiato diversi orologi del Marchio con la cassa nei materiali più avveniristici, che in molti si sono scordati di quanto sia bello ed essenziale il look in titanio spazzolato su un orologio del Brand.

    Oltretutto, una cassa con caratteristiche costruttive e prestazioni insospettabili in un orologio dall’aspetto tanto delicato. A partire dall’anello di incassaggio, sostituito da una soluzione che prevede il montaggio del movimento su un telaio con due cuscinetti in gomma fissati da 4 viti in titanio grado 5. La cassa è tenuta insieme da 12 viti sagomate in titanio grado 5 e altrettante rondelle in acciaio resistenti all’abrasione.

    È inoltre impermeabile fino a 50 metri, grazie alle 2 guarnizioni O-ring in nitrile. Questo nonostante l’utilizzo, ormai consolidato nelle collezioni di Richard Mille, della corona dinamometrica. Che, come qualcuno saprà, ha la funzione di proteggere l’albero di ricarica preservando il bariletto dai danni provocati da torsione o pressione eccessive. E la corona, si sa, se non ben protetta è un formidabile punto di debolezza per la tenuta stagna della cassa.

    RM 17-02 Tourbillon Titanium: una considerazione

    Infine, il quadrante dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium. Se si può chiamare così una costruzione architettonica nella quale estetica e ingegneria sono l’una a supporto dell’altra. Sulla scheletratura “classica” di Richard Mille spiccano i numeri gialli che galleggiano sul quadrante in zaffiro e aggiungono un non so che di sbarazzino, molto moderno anche per il Marchio. Il trattamento Pvd blu sui ponti potrebbe essere un po’ troppo tosto per qualcuno, ma a onor del vero si nota molto di più sul fondo cassa che sul quadrante.

    Nelle didascalie potete trovare altri dettagli sull’orologio. Chiudo dicendo che ho avuto l’impressione che l’uscita dell’RM 17-02 Tourbillon Titanium sia passata un po’ sotto silenzio. Certo, Richard Mille non ha bisogno di fare grandi proclami quando mette sul mercato un nuovo pezzo. Perché è sicura che sarà audace, accattivante e abbastanza unico da non aver bisogno di parole. In questo senso, l’ultimo nato è la perfetta rappresentazione di ciò che rende il Marchio così desiderabile. Anche senza sparare i fuochi artificiali.

    p.s. Il prezzo dell’orologio non è dichiarato ufficialmente, ma dovrebbe aggirarsi attorno a 800mila euro.

  • Zenith Chronomaster Sport Titanium: l’eleganza leggera

    Zenith Chronomaster Sport Titanium: l’eleganza leggera

    Nelle ultime due settimane mi è capitato per due volte di avere tra le mani lo Zenith Chronomaster Sport Titanium. Mica poco, considerando che si tratta di una super-novità. L’ho incrociato prima a Milano, a fine gennaio, per la presentazione in anteprima alla stampa. Poi la scorsa settimana, a Oslo, quando è stato lanciato ufficialmente in occasione delle partite che hanno aperto la stagione 2024 dell’Ultimate Tennis Showdown. Che, per chi non lo sapesse, è il campionato tennistico fondato da Patrick Mouratoglou, ambasciatore del Brand.

    Zenith Chronomaster Sport Titanium: cosa ne penso

    Di solito lascio in fondo agli articoli le impressioni sugli orologi di cui scrivo. Lo faccio perché, presumibilmente, ai lettori interessa conoscere prima le caratteristiche delle referenze mentre del mio parere possono legittimamente fregarsene, o prenderlo per quello che è. Un punto di vista personale, appunto. Ma per lo Zenith Chronomaster Sport Titanium faccio un’eccezione, parto da me. E dico subito che questo orologio può ingannare.

    Quando l’ho indossato e osservato in quel di Milano, non mi ha fatto una grandissima impressione. Benché io abbia un polso da Barbie, amo sentirlo appesantito dall’orologio. Ebbene, cassa e bracciale in titanio non sono proprio la combo perfetta per la pesantezza. E poi quell’aspetto grigio uniforme me lo ha fatto sembrare un po’ anonimo.

    Siccome però quando non ho sensazioni positive al polso ci resto male come quando perde l’Inter, mi sono ripromesso di provare a guardare lo Zenith Chronomaster Sport Titanium senza troppi filtri. Di non pensare alla prima impressione e di ragionare in modo oggettivo, sapendo che avrei aspettato al varco l’orologio di lì a poco a Oslo, dove sono stato invitato dal Marchio. Ha funzionato.

    Ho lasciato da parte idee e preconcetti e ho avuto un po’ più di tempo per far entrare l’orologio in sintonia con il polso. Così, ho visto i suoi presunti punti di debolezza trasformarsi in punti di forza ed essere complementari. Perché la sportività insita nel nome si esalta con il titanio più che con l’acciaio: materiale, quest’ultimo, più tosto ma meno performante. Il look total grey, al contrario, gli dà un non so che di elegante, quasi sartoriale. Un po’ come i calciatori che passano dalla maglia e dal pantaloncino in campo al completo giacca e cravatta, nei momenti istituzionali con la propria squadra.

    L’estetica dello Zenith Chronomaster Sport Titanium

    Insomma, detto che anche un orologio può insegnare a non giudicare dalle apparenze, è meglio che adesso mi metta a scrivere di questo Zenith Chronomaster Sport Titanium. In realtà non c’è da dire molto di più di quanto scrisse Augusto Veroni in occasione del lancio della linea Chronomaster Sport. Perché la referenza presentata a Oslo ricalca lo stile, l’estetica, le dimensioni dei suoi fratelli in acciaio che tanto continuano a piacere ad appassionati e collezionisti.

    Detto del grigio che è il colore dominante, spiccano sul quadrante i classici tre contatori del Chronomaster, leggermente sovrapposti come da tradizione, che Zenith ha colorato seguendo un progressivo alleggerimento cromatico che va da ore 3 a ore 9. Il contatore dei 60 secondi a ore 3 è color antracite, quello dei 60 minuti a ore 6 è di un grigio più leggero, quello dei piccoli secondi a ore 9 è argento. Tutti spiccano sul grigio nichel del quadrante, sul quale la scritta 36.000 VpH a ore 12 al di sotto del logo è un graffio bordeaux tremendamente figo. A mio avviso.

    Anche questo cronografo non riporta sulla lunetta una classica scala tachimetrica bensì una scala che misura il decimo di secondo, caratteristica di culto del movimento El Primero. La lunetta – a differenza di quanto accade nelle versioni in acciaio in cui è anch’essa in acciaio o in ceramica – qui è in titanio. La lavorazione satinata soleil richiama quella del quadrante e contribuisce all’uniformità visiva, oltre che cromatica, di cui ho scritto sopra.

    La cassa da 41 mm dello Zenith Chronomaster Sport Titanium ha un’impermeabilità dichiarata di 10 bar, non male per un cronografo con queste caratteristiche tecniche e con un calibro ad alta frequenza. L’orologio può essere acquistato con il bracciale a tre file in titanio oppure con un cinturino integrato in caucciù. Io ho avuto modo di provare il bracciale in titanio, che ho trovato morbido. Sarei stato curioso di provare la comodità o meno della fibbia déployante montata sul cinturino, che personalmente non amo perché per me il cinturino vuole l’ardiglione. Punto. Sarò talebano ma su questo non cambio idea.

    Il calibro e il prezzo

    Del calibro El Primero 3600 che anima l’orologio credo sia rimasto ben poco da dire. Le 36.000 alternanze/ora o 5 Hz non influenzano negativamente la riserva di carica, che arriva a 60 ore come nelle altre referenze in acciaio. Sicuramente merita un elogio per le prestazioni, per l’evoluzione coerente con la storia di questo movimento, per l’approccio contemporaneo e ispirato della decorazione.

    Questa si allinea perfettamente con il tema del titanio grigio, che caratterizza il movimento e che è visibile attraverso il fondello in zaffiro. Il calibro 3600 presenta una massa oscillante scheletrata a forma di stella con finitura satinata e caratteristiche degne di nota come la ruota a colonne azzurrata, viti azzurrate e componenti color oro, che aggiungono un tocco di estetica agli elementi tecnici di cui è costituito.

    Aggiungo un dettaglio non di secondo piano, che non si vede dalle immagini né si legge in cartella stampa. Si può apprezzare solo utilizzando l’orologio ed è una peculiarità che viene proprio dal calibro, più precisamente dalla ruota a colonne. L’innesto dei pulsanti cronografici è morbido e delicato, sia nel momento dell’avvio/arresto, sia nella rimessa a zero. Per gli appassionati (o impallinati, in questo caso) garantisco che è un dettaglio importante, oltre che godurioso.

    Chiudo con i prezzi, che Zenith è riuscita a contenere entro una scala ragionevole all’interno della collezione, nonostante gli orologi in titanio siano spesso più costosi di quelli in acciaio. La versione con cinturino costa quanto le versioni braccialate in acciaio con quadrante verde, bianco o nero: 11.800 euro. Quella braccialata costa 12.300 euro, ossia meno dell’edizione boutique in acciaio con lunetta a tre colori e di quella firmata dalla star della NFL Aaron Rodgers.

  • RM 21-02 Tourbillon Aerodyne: l’high-tech di Richard Mille

    RM 21-02 Tourbillon Aerodyne: l’high-tech di Richard Mille

    L’RM 21 non è certo una novità per Richard Mille. Lanciato nel 2009, da allora ha conosciuto diverse variazioni sul tema, in cui il Marchio ha sempre dimostrato la propria passione per la ricerca materica. Anche il nuovo RM 21-02 Tourbillon Aerodyne prosegue su questa strada, ma si spinge oltre: adotta un mix di materiali high-tech che ne trasformano l’estetica e gli regalano un’allure modernissima.

    Abbigliamento tecnologico

    Quarzo Tpt, carbonio Tpt e titanio grado 5: ecco di cosa è fatta la cassa dell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne, in una combinazione interamente giocata nei toni del bianco e del nero. In pratica la tipica forma tonneau di Richard Mille mantiene il formato extralarge di sempre, ma acquista una leggerezza e una resistenza senza pari grazie ai componenti plasmati in materiali peso piuma di elevata durezza, mutuati dall’industria aeronautica e automobilistica.   

    Quarzo Tpt e carbonio Tpt (l’acronimo sta per “tecnologia a strati sottili”) sono dei compositi laminati prodotti da un’azienda svizzera specializzata, la North Thin Ply Technology, che ha sede fuori Losanna e con cui Richard Mille collabora da anni. Il titanio grado 5 è una lega utilizzata in modo diffuso in orologeria. Il Giornale degli Orologi se n’è già occupato più volte, quindi evito di ripetere quanto già scritto sui loro processi di fabbricazione e proprietà varie.

    La cassa dell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne

    Preferisco invece spostare l’attenzione sull’architettura composita della cassa, forse una delle più complesse di tutto il catalogo Richard Mille. La struttura di base è infatti in titanio grado 5 satinato (con tutto quello che la cosa comporta), ed è rivestita non da una semplice lunetta ma da un’altra struttura in carbonio Tpt nero, a sua volta circondata da due segmenti ad arco, come due parentesi, in quarzo Tpt bianco.

    Sempre in quarzo Tpt bianco è anche il fondello. I diversi componenti sono montati con viti passanti in titanio grado 5, in tutto una ventina, protette dai caratteristici pilastri (o colonne, chiamateli come volete) in carbonio Tpt. Due vetri zaffiri sono incastrati all’interno, sia côté cadran sia côté fond, insieme a due o-ring in nitrile che garantiscono un’impermeabilità fino a 5 bar.

    Per non appesantire il discorso, scriverò ulteriori dettagli nelle didascalie in alto, a corredo della ricca gallery che illustra le fasi di assemblaggio della cassa. Ci tengo invece a sottolineare che questa costruzione è stata concepita e realizzata “in simbiosi” con la meccanica, secondo un’ideazione integrata che tiene conto contemporaneamente di cassa, quadrante e movimento. Basti dire che nell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne non esiste alcun anello di incassaggio: il calibro è fissato direttamente alla cassa, montato su supporti elastici in gomma che servono anche da ammortizzatori per eventuali urti.

    Il movimento…

    Già, il calibro: si tratta dell’RM 021, ormai ben conosciuto ma non per questo meno straordinario. A carica manuale, è fornito di tourbillon a un minuto, indicazione dell’autonomia residua, indicazione della coppia e selettore di funzione. Ma prima di spiegarne le funzioni, devo raccontare come è fatto. E non mi riferisco alle consuete raffinatezze tecniche cui Richard Mille ci ha ormai abituati. Oltre ai ponti in titanio grado 5, al bilanciere a inerzia variabile, al bariletto a rotazione rapida, al profilo a evolvente della dentatura del bariletto, c’è di più.

    C’è infatti la platina a nido d’ape in Haynes 214. Una lega composta da nichel, cromo, alluminio e ferro, sviluppata per fornire a un acciaio austenitico massima ossidazione ad alte temperature (superiori ai 995°C). Che è utilizzata per esempio nell’automotive (nei convertitori catalitici), nell’industria delle turbine a gas, negli impianti di riscaldamento industriale come negli inceneritori dei rifiuti ospedalieri. Dotata di un’anima in carbonio Tpt, la platina così fatta risulta estremamente rigida, poco soggetta alla dilatazione termica e molto resistente alla torsione.

    …e le funzioni dell’RM 21-02 Tourbillon Aerodyne

    Riguardo alle funzionalità, due display ad arco in posizione simmetrica sulla parte alta del quadrante mostrano appunto l’indicazione dell’autonomia di 70 ore e quella della coppia. Quest’ultima permette di conoscere la tensione della molla del bariletto, visualizzata su una scala da 1 a 12 e misurata in Newton millimetri (Nmm). Come spiegano da Richard Mille, al di sotto di 5,3 Nmm la tensione della molla è troppo debole; sopra i 6,5 Nmm è eccessiva. Dato che coppia e autonomia residua influiscono sulla costanza di marcia e quindi sulle prestazioni cronometriche dell’orologio, lo scopo di queste indicazioni è aiutare il possessore a farlo funzionare in modo ottimale.  

    Non credo sia necessario parlare del tourbillon, se non per dire che è in posizione simmetrica rispetto al bariletto, lungo l’asse verticale; e che è di grandi dimensioni, come si vede a occhio nudo: il bilanciere misura 10 mm di diametro, la gabbia 12,3 mm. Vale la pena spendere qualche riga anche sul selettore di funzione, che ricorda il cambio di un’automobile. Coassiale alla corona di carica, un pulsante permette di scegliere la funzione voluta, fra la carica manuale (W, cioè winding), la posizione neutra (N, tipo “in folle”) e la rimessa dell’ora (H, come hands, per la regolazione delle lancette). Le indicazioni sono riportate con una piccola lancetta apposita, a ore 4.

    Dati finali

    Concludo con le ultime, doverose informazioni sull’RM 21-01 Tourbillon Aerodyne. Fondamentale è il prezzo: 796mila franchi svizzeri, tasse escluse (a conti fatti, circa un milione di euro, una volta aggiunta l’Iva). E poi l’edizione limitata di 50 esemplari, a sottolineare l’esclusività della creazione.  

  • Spirit Flyback Titanium: prestazioni Longines in leggerezza

    Spirit Flyback Titanium: prestazioni Longines in leggerezza

    Il nome Longines non richiede certo presentazioni: la celebre Maison di St. Imier è stata spesso protagonista su queste pagine, anche recentemente. Abbiamo presentato lo scorso marzo il lancio del modello Spirit Flyback in acciaio. In quell’occasione, abbiamo illustrato sia gli eventi e i personaggi che hanno indissolubilmente legato il Brand della Clessidra alata al mondo dell’aviazione, sia la caratteristica del flyback. Riprendiamo il discorso ora che Longines ha presentato l’orologio in una nuova versione: lo Spirit Flyback Titanium.

    Riassumendo…

    Ai primordi dell’aviazione le condizioni di utilizzo di un orologio al polso dell’aviatore potevano essere ai limiti del proibitivo. Allo stesso tempo, la semplicità d’uso, la maneggevolezza e la leggibilità erano fondamentali.

    Ecco quindi l’importanza di una funzione cronometrica che permettesse, con un solo pulsante e una sola manovra, di avviare la rilevazione temporale, di arrestarla e di riprenderla, senza dover far ripartire da zero il conteggio. Il 13 ZN Longines, brevettato nel 1936 ma posto in produzione nel 1940, fu il primo calibro di serie dotato di funzione flyback. Da subito fu protagonista di imprese gloriose, al polso di un asso dell’aviazione come il leggendario Richard Evelyn Byrd, che lo adottò anche nelle missioni in Antartide.

    Fedele al suo antico legame con i cieli, Longines ha recentemente creato con Eta il calibro L791.4, cuore pulsante del modello Spirit Flyback e presente anche nello Spirit Flyback Titanium. Parliamo di un cronografo meccanico flyback a carica automatica, con 68 ore di autonomia e l’adozione della spirale del bilanciere in silicio, quindi intrinsecamente insensibile ai campi magnetici e alle escursioni termiche. Grazie a una sapiente progettazione e a un’esecuzione impeccabile, il calibro ha brillantemente superato i test del COSC (Contrôle Officiel Suisse des Chronomètres) ed è quindi stato certificato ufficialmente come cronometro.

    Caratteristiche dello Spirit Flyback Titanium

    Passando a un esame di tipo estetico, lo Spirit Flyback Titanium mantiene le dimensioni del modello in acciaio, con cassa rotonda da 42 mm, appunto in titanio Grado 5. Come tutti sanno questo materiale è una lega caratterizzata dalla leggerezza, cui si accompagna una resistenza meccanica superiore a quella dell’acciaio. La finitura satinata della cassa risulta qui impreziosita dal gioco dei riflessi sulle diverse superfici, creando giochi di chiaroscuro cangianti che ne aumentano il fascino.

    Il fondello trasparente permette di apprezzare la finitura del movimento, curata benché industriale. Il rotore è personalizzato daln logo e dall’incisione di un globo (o meglio, di un emisfero) come per tutti i modelli Longines Spirit. L’impermeabilità raggiunge i 10 bar.

    La lunetta girevole, in ceramica nera con gli indici luminescenti, è bidirezionale. Il quadrante, color antracite soleil, fa da sfondo ai due contatori posti a ore 3, per il registro dei 30 minuti, e a ore 9, per i secondi continui. Le lancette, gli indici orari e i marker sono ad alta visibilità, grazie all’applicazione del Super-LumiNova; la lancetta centrale dei secondi del cronografo ha la punta di colore rosso. I pulsanti e la corona sono di ispirazione rétro e contribuiscono al fascino complessivo del pezzo.

    Conclusioni

    Il Longines Spirit Flyback Titanium è in vendita in due versioni. Quella con il cinturino Nato nero e grigio, creato per questo specifico modello, e con chiusura ad ardiglione in titanio, costa 5.500 euro. Mentre quella con il bracciale in titanio, dotato di chiusura déployante con pulsante di apertura e doppia sicurezza, costa 5.850 euro. Il bracciale a tre file è fornito anche di un pratico sistema di intercambiabilità.

    Volendo riassumere i tratti salienti dell’orologio, possiamo definirlo sobrio, virile, leggero e resistente, preciso e affidabile. Anche questa volta, Longines riconferma il proprio ruolo nel mondo dell’orologeria, coniugando la qualità meccanica a un accattivante design.