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Locman Montecristo Yachting: tre novità per velisti

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La collezione Locman Montecristo Yachting si rinnova. Dopo essere uscita dai radar per un po’, ora ritorna con un modello dalla cassa Pvd blu e altri due sulla scia degli esemplari precedenti. Tutt’e tre con un diametro di 42 mm e le caratteristiche di sempre. Lanciata nel 2020, oggi come ieri la collezione Locman Montecristo Yachting è fatta di strumenti da regata pratici e intuitivi, dall’identità unica e dal buon rapporto qualità/prezzo. Tre cronografi dedicati a chi ama andar per mare, a vela o a motore.

Mare come musa, missione, laboratorio

Del resto, come abbiamo scritto più volte su questo sito, se c’è un marchio ad avere un rapporto privilegiato con il mare, è proprio Locman. Un legame indissolubile, quasi fosse stretto da una gassa d’amante in tiro da decenni. Vale la pena di ripetere i perché? Locman è stata fondata nel 1986 – esattamente 40 anni fa – sull’Isola d’Elba, con la sede a Marina di Campo. All’interno, i laboratori si affacciano proprio sul porticciolo e hanno una piena vista aperta sul golfo.

Poi ha sempre sponsorizzato regate: dal Trofeo Locman – Elba Cup dei primi anni Duemila, che richiamava sull’isola toscana i velisti della Coppa America, all’Antigua Classic Yacht, raduno caraibico di fascinosi scafi d’epoca. Ancora, vanta una partnership di lunga data con la Marina Militare Italiana, iniziata nel 2007 e tuttora in corso. E collabora periodicamente con associazioni per la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema subacqueo, come Marevivo. Tutto questo si traduce concretamente in una produzione che verrebbe da definire “dal piede marino”.

Basta guardare come sono fatti gli orologi Locman, che utilizzano materiali resistenti alla corrosione salina, e alle “famiglie” di esemplari in catalogo. Dalla stessa collezione Montecristo, dal 2010 icona del marchio, il cui nome rende omaggio all’isola selvaggia dell’Arcipelago Toscano, alla linea di subacquei professionali Mare, che non ha certo bisogno di spiegazioni, fino all’Amerigo Vespucci, che celebra la prestigiosa Nave-scuola ambasciatrice dell’Italia nel mondo.

Locman Montecristo Yachting in sintesi

Inquadrato il contesto, passiamo al Locman Montecristo Yachting, di cui riporto i dettagli tecnici nelle didascalie. La cassa è realizzata in acciaio 316L, non a caso chiamato “acciaio marino”, con il fondello in titanio decorato dall’incisione di una stella marina. Il quadrante – bianco o blu – è ricco di dettagli che richiamano la navigazione. A cominciare dalla rosa dei venti che si staglia nel contatore dei secondi continui a ore 6. Per passare alle coordinate geografiche dell’isola di Montecristo che si leggono sul réhaut, fra le ore 6 e le ore 8.

Sempre sul réhaut, ma da ore 12 a ore 3, è ben evidente la peculiarità della collezione: l’indicazione cromatica a fascia che segna gli ultimi 15 secondi delle fasi di pre-partenza di una regata. Locman la definisce funzione intertempo. Si tratta, in pratica, di un contasecondi da 1 a 15, suddiviso in intervalli di 5 evidenziati dai diversi colori, che – una volta avviato il cronografo – scandisce il fatidico istante in cui la prua può oltrepassare la linea di partenza. Un sistema semplice e intuitivo per misurare i tempi parziali senza interrompere la marcia.

Oltretutto, la precisione quasi assoluta della misurazione è garantita dal movimento al quarzo Swiss made. E devo aggiungere che nei nuovi Montecristo Yachting Locman monta un Ronda 3540.D1 (mentre neille versioni precedenti un altro Ronda, il 5030.D, con una configurazione simile). Immagino comunque che questa scelta farà mugugnare qualche purista della meccanica. De gustibus, certo… Ma se così non fosse, dovremmo scordarci il prezzo più che accessibile del cronografo: 845 euro (895 per la versione Pvd blu). E poi chi l’ha detto che in futuro non usciranno anche versioni automatiche? Chissà…


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