Giornale Degli Orologi
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Tag: Locman

  • Latest. Caratteristiche e prezzi delle novità sul mercato – 21/07/26

    Latest. Caratteristiche e prezzi delle novità sul mercato – 21/07/26

    Ritornano le nostre Latest, in versione riveduta e corretta. Con un nuovo concept e una nuova veste grafica, per una lettura ancora più veloce: una breve introduzione e dati tecnici presentati in forma di tabella, con prezzo incluso. Per saperne di più, come sempre, ti rimandiamo al sito ufficiale dell’orologio che ti interessa. Facci sapere cosa ne pensi: scrivici sui nostri social se ti piace questa configurazione sintetica.

    Latest oltre 10mila euro

    C by ROMAIN GAUTHIER Titanium Edition 39.5
    Versione compatta e leggerissima (51 g) del bestseller del Brand, trasversale ai generi. Esiste con tre differenti accenti di colore e ha sempre il cinturino intercambiabile.

    Materialetitanio grado 5
    Caratteristiche
    39,5 mm ∅, quadrante in zaffiro metallizzato, lancette decentrate, indicazioni luminescenti, vetro zaffiro
    Movimento
    a carica manuale, calibro di manifattura, con platina e ponti in titanio, 60 ore di autonomia e piccoli secondi con camma a chiocciola
    Prezzo34.000 euro tasse escluse

    PANERAI Luminor Luna Rossa Chrono PAM01768
    Esordio del cronografo in collezione, concentra lo stile del team velico in lizza per l’America’s Cup con i canoni della Casa fiorentina. Edizione limitata di 500 esemplari.

    Materialeacciaio
    Caratteristiche
    44 mm ∅, impermeabile fino a 10 atm, quadrante argenté soleil, réhaut con scala tachimetrica, vetro zaffiro, pulsanti a destra
    Movimento
    automatico, calibro P.9210, cronografo a camme con modulo Dubois-Depraz
    Prezzo11.200 euro

    BREITLING Top Time B01 Chronograph Tribute to Aston Martin DB5 Omaggio all’auto di James Bond. Edizione limitata di 1.022 esemplari. Esiste anche in platino o in oro rosso.

    Materialeacciaio
    Caratteristiche
    41 mm ∅, impermeabile fino a 10 atm, quadrante argenté soleil, réhaut in radica con scala tachimetrica, vetro zaffiro
    Movimento
    automatico, calibro B01, cronografo integrato con ruota a a colonne, 3 giorni di autonomia
    Prezzoda 10.500 euro

    Latest da 5 a 10mila euro

    WATCH INSANITY Deep X
    Festeggia i 10 anni del sito internet di Jacopo Giudici il subacqueo per grandi profondità realizzato in collaborazione con Riccardo Paradisi e da una filiera tutta italiana. Edizione limitata di 10 pezzi.

    Materialetitanio grado 23
    Caratteristiche
    43 mm ∅, impermeabile fino a 200 atm, vetro zaffiro, quadrante in carbonio forgiato
    Movimento
    a carica manuale, calibro Oisa 29-50 Cinque Ponti con 60 ore di autonomia, personalizzato
    Prezzo5.900 euro

    LOCMAN Ducati 100 – Oisa 1937
    Un inedito Montecristo celebra i 100 anni della Rossa di Borgo Panigale con un’estetica ispirata al Dna racing e una meccanica di pregio, made in Italy. Edizione limitata di 100 esemplari.

    Materialeacciaio e titanio, anche Pvd nero
    Caratteristiche
    39,5 mm ∅, impermeabile fino a 10 atm, vetro zaffiro, quadrante in fibra di carbonio
    Movimento
    a carica manuale, calibro Oisa 29-50 Cinque Ponti. con 60 ore di autonomia
    Prezzoda 5.292 euro in pre-ordine, poi da 5.880

    Latest a meno di 5mila euro

    BELL & ROSS BR-03 GMT Green Lum
    Un orologio per grandi viaggiatori – come sempre ispirato agli strumenti da cockpit – ora offre massima leggibilità in tutte le condizioni di luce. Edizione limitata di 500 esemplari.

    Materialeacciaio
    Caratteristiche
    42 mm, impermeabile fino a 10 atm, indicazioni in Super-LumiNova® C3, lunetta girevole bidirezionale in ceramica, vetro zaffiro
    Movimento
    automatico, calibro BR.CAL 303, con funzione GMT e 55 ore di autonomia
    Prezzo4.900 euro

    DOXA SUB 300 Ti5 Clive Cussler
    Realizzato per il compleanno dello scrittore americano, reinterpreta il diver del 1967. Parte dei ricavi andrà a sostegno della Numa. Edizione limitata di 300 esemplari.

    Materialetitanio grado 5
    Caratteristiche
    42,5 mm ∅, impermeabile fino a 30 atm, quadrante sandwitch tagliato al laser, indicazioni luminescenti, lunetta girevole unidirezionale, vetro zaffiro bombato
    Movimento
    automatico, calibro Sellita SW200-1 (o 2), certificato Cosc
    Prezzo3.190 euro

    U-BOAT U-65 Tek
    La collezione “con la bolla mobile” si evolve. E l’esclusivo sistema Oil Immersion ora avvolge interamente tutti i componenti del movimento al quarzo per una visione che sa di fantascienza.

    Materialeacciaio, anche Pvd nero
    Caratteristiche
    44 mm ∅, vetro zaffiro a cupola, Locking Ring System sul fondello per la rimessa all’ora al posto della corona
    Movimento
    al quarzo, Ronda 756
    Prezzoda 2.000 euro

    Latest a meno di 1000 euro

    MIDO Multifort TV 28
    La classica forma tv in formato ridotto, per un esemplare prezioso ma accessibile. In 5 versioni.

    Materialeacciaio Pvd oro rosa
    Caratteristiche
    28 mm ∅, indici con diamanti, vetro zaffiro
    Movimento
    al quarzo, ETA F04.115 con datario
    Prezzo680 euro

    YEMA Flygraph Pilot French Air Force
    Pulito, leggibile e inconfondibilmente militare, è l’orologio ufficiale dell’Aeronautica francese, l’Armée de l’Aire e de l’Espace.

    Materialeacciaio Ip gun dal motivo mimetico sabbiato
    Caratteristiche
    38,5 mm ∅, quadrante grené, indicazioni luminescenti, vetro minerale
    Movimento
    al quarzo, Seiko V31
    Prezzo459 euro

    p.s. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina. Le Latest si arricchiscono nel tempo, per rispettare la scadenza di un embargo o aggiornarsi con le ultime novità.

  • News orologi: il trionfo di Sinner con Rolex e altre novità – 14/7/26

    News orologi: il trionfo di Sinner con Rolex e altre novità – 14/7/26

    L’appuntamento con le News orologi, questa settimana, si traduce in sport, sport e ancora sport. È normale: d’estate i brand fanno a gara per legarsi ai campioni di turno e alle loro imprese del momento. Dai campi in erba di Wimbledon fino alle onde dell’oceano, però, le case di orologeria non si limitano a cronometrare le prestazioni: firmano i momenti di gloria, stringono nuove partnership, ribadiscono collaborazioni storiche, trovano sempre nuove occasioni per mettersi sotto i riflettori. In questa rubrica di News orologi, quindi, c’è spazio anche per la musica e per i nuovi trend destinati a ridisegnare le strategie di marketing. Dai un’occhiata qui sotto e scrivici cosa ne pensi sui nostri social. Buona lettura!

    Trionfi a Wimbledon

    Impossibile non vederlo. Chiunque abbia seguito la premiazione della finale di Wimbledon ha notato l’orologio al polso di Jannik Sinner. Cassa in oro rosa (anzi, Everose) e cinturino nero (Oysterflex), il Rolex Cosmograph Daytona – lanciato nel 2023 – spiccava sulla pelle chiara del campione come un faro nella notte. Per lui, un trionfo segnato dallo stesso portafortuna che lo ha accompagnato durante tutte le vittorie sull’erba di Londra. Per la Casa della Corona, l’ultimo successo di una lunga serie, che sul quel campo ha già visto Alcaraz, Federer, Edberg, Borg…

    Trionfi a Wimbledon 2: la nuova regina

    Per restare sul prato dell’All England Club, il singolare femminile del Torneo se lo è aggiudicato Linda Nosková. YoungStar Rado, ex numero 5 del ranking junior, la campionessa ceca ha così conquistato il suo primo titolo del Grande Slam, dopo una stagione che l’ha consacrata fra le protagoniste del tennis mondiale. Il suo orologio è il Rado True Square Open Heart in ceramica, indossato anche durante i festeggiamenti della serata di gala, mentre ballava con Jannik sulle note di Can’t Stop the Feeling di Justin Timberlake. Memorabile.

    Da una racchetta all’altra

    Dopo aver consolidato il rapporto con il mondo del tennis, Gerald Charles si dà al padel. Proprio per sottolineare il proprio ingresso in questa disciplina, ha eletto come ambasciatrice Gemma Triay, atleta spagnola con 52 titoli in carriera e quattro stagioni consecutive concluse al vertice del ranking mondiale Fip. E per rappresentare la Marca svizzera durante i principali tornei del circuito internazionale, la campionessa ha già al polso un Mini Maestro con la lunetta impreziosita di diamanti. Molto chic.

    Cavalcare le grandi onde

    Dalle finali oceaniche all’orologeria, il passo è breve. Leonardo Fioravanti, numero uno del surf italiano, entra ufficialmente a far parte della Breitling Squad. Un sodalizio nato dopo la vittoria del surfista romano al Surf City El Salvador Pro, dove ha superato il campione olimpico Italo Ferreira nel Championship Tour della World Surf League. Ma anche una partnership spontanea, sottolineata dalla presenza del Superocean, il subacqueo che Fioravanti porta al polso già da tempo.

    Rotta sulla Côte d’Azur

    Per tornare al Mare Nostrum, in Costa Azzurra si è svolto il 26/27 giugno scorso il Riva Trophy, di cui F.P.Journe si è confermato partner. Questa 16a edizione della gara di regolarità ha visto 22 equipaggi navigare tra il porto di Monaco e la spiaggia di Pampelonne, con l’alternarsi di prove tra gli storici motoscafi in mogano e i moderni yacht. Durante la cerimonia di premiazione, allo Yacht Club monegasco, la coppia vincitrice ha ricevuto due esemplari della collezione élégante in Titalyt®, personalizzati per l’occasione con l’incisione “Riva 2026” e cinturini turchese.

    Grande festa per i 100 anni

    A Misano, dal 3 al 5 luglio, si è tenuta World Ducati Week 2026, che ha celebrato i cent’anni della Casa di Borgo Panigale. Una tre giorni di adrenalina e spettacoli che ha riunito più di 118mila Ducatisti provenienti da 94 Paesi in tutto il mondo. Tra gare e parate, esperienze di guida e incontri ravvicinati con celebri piloti, il circuito romagnolo dedicato a Marco Simoncelli ha fatto da cornice a una grande festa. Dove Locman, nel ruolo di Official Timekeeper, ha presentato la nuova capsule collection Ducati 100, che monta il calibro Oisa 29-50 Cinque Ponti. Ne riparleremo.

    Musica di gran classe

    Prosegue fino al 18 luglio il Montreaux Jazz Festival. Giunto alla 60a edizione, il principale festival jazz europeo vede dal 2019 Audemars Piguet nel ruolo di global partner (anche se il legame risale addirittura al 2010). Un rapporto rafforzato dalla serata inaugurale, che sul palco dell’Auditorium Stravinski ha avuto come protagonista Raye, la cantautrice britannica da due anni ambasciatrice della Maison, accanto ad altri ospiti come Mark Ronson (anche lui di casa a Les Brassus) e Alicia Keys. Una performance che vale la pena di vedere su YouTube…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Se vuoi restare informato sulle novità del mondo delle lancette, nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina…

  • Locman Montecristo Yachting: tre novità per velisti

    Locman Montecristo Yachting: tre novità per velisti

    La collezione Locman Montecristo Yachting si rinnova. Dopo essere uscita dai radar per un po’, ora ritorna con un modello dalla cassa Pvd blu e altri due sulla scia degli esemplari precedenti. Tutt’e tre con un diametro di 42 mm e le caratteristiche di sempre. Lanciata nel 2020, oggi come ieri la collezione Locman Montecristo Yachting è fatta di strumenti da regata pratici e intuitivi, dall’identità unica e dal buon rapporto qualità/prezzo. Tre cronografi dedicati a chi ama andar per mare, a vela o a motore.

    Mare come musa, missione, laboratorio

    Del resto, come abbiamo scritto più volte su questo sito, se c’è un marchio ad avere un rapporto privilegiato con il mare, è proprio Locman. Un legame indissolubile, quasi fosse stretto da una gassa d’amante in tiro da decenni. Vale la pena di ripetere i perché? Locman è stata fondata nel 1986 – esattamente 40 anni fa – sull’Isola d’Elba, con la sede a Marina di Campo. All’interno, i laboratori si affacciano proprio sul porticciolo e hanno una piena vista aperta sul golfo.

    Poi ha sempre sponsorizzato regate: dal Trofeo Locman – Elba Cup dei primi anni Duemila, che richiamava sull’isola toscana i velisti della Coppa America, all’Antigua Classic Yacht, raduno caraibico di fascinosi scafi d’epoca. Ancora, vanta una partnership di lunga data con la Marina Militare Italiana, iniziata nel 2007 e tuttora in corso. E collabora periodicamente con associazioni per la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema subacqueo, come Marevivo. Tutto questo si traduce concretamente in una produzione che verrebbe da definire “dal piede marino”.

    Basta guardare come sono fatti gli orologi Locman, che utilizzano materiali resistenti alla corrosione salina, e alle “famiglie” di esemplari in catalogo. Dalla stessa collezione Montecristo, dal 2010 icona del marchio, il cui nome rende omaggio all’isola selvaggia dell’Arcipelago Toscano, alla linea di subacquei professionali Mare, che non ha certo bisogno di spiegazioni, fino all’Amerigo Vespucci, che celebra la prestigiosa Nave-scuola ambasciatrice dell’Italia nel mondo.

    Locman Montecristo Yachting in sintesi

    Inquadrato il contesto, passiamo al Locman Montecristo Yachting, di cui riporto i dettagli tecnici nelle didascalie. La cassa è realizzata in acciaio 316L, non a caso chiamato “acciaio marino”, con il fondello in titanio decorato dall’incisione di una stella marina. Il quadrante – bianco o blu – è ricco di dettagli che richiamano la navigazione. A cominciare dalla rosa dei venti che si staglia nel contatore dei secondi continui a ore 6. Per passare alle coordinate geografiche dell’isola di Montecristo che si leggono sul réhaut, fra le ore 6 e le ore 8.

    Sempre sul réhaut, ma da ore 12 a ore 3, è ben evidente la peculiarità della collezione: l’indicazione cromatica a fascia che segna gli ultimi 15 secondi delle fasi di pre-partenza di una regata. Locman la definisce funzione intertempo. Si tratta, in pratica, di un contasecondi da 1 a 15, suddiviso in intervalli di 5 evidenziati dai diversi colori, che – una volta avviato il cronografo – scandisce il fatidico istante in cui la prua può oltrepassare la linea di partenza. Un sistema semplice e intuitivo per misurare i tempi parziali senza interrompere la marcia.

    Oltretutto, la precisione quasi assoluta della misurazione è garantita dal movimento al quarzo Swiss made. E devo aggiungere che nei nuovi Montecristo Yachting Locman monta un Ronda 3540.D1 (mentre neille versioni precedenti un altro Ronda, il 5030.D, con una configurazione simile). Immagino comunque che questa scelta farà mugugnare qualche purista della meccanica. De gustibus, certo… Ma se così non fosse, dovremmo scordarci il prezzo più che accessibile del cronografo: 845 euro (895 per la versione Pvd blu). E poi chi l’ha detto che in futuro non usciranno anche versioni automatiche? Chissà…

  • VO Vintage settembre 2025: storia e prospettive

    VO Vintage settembre 2025: storia e prospettive

    Nato nel 2020 come primo passo nel rilancio dell’orologeria all’interno delle manifestazioni di VicenzaOro, il salone VO Vintage intende diventare appuntamento prioritario e trainante del settore, a partire dalla prossima edizione di gennaio 2026. Qui, intanto, un breve approfondimento sull’attuale edizione 2025, che si è svolta dal 5 all’8 settembre.

    Passato e presente di Vicenzaoro

    C’era una volta la Fiera di Vicenza che, tra la fine anni ’80 e tutti gli anni ’90, aveva contribuito a quel “rinascimento” dell’industria del tempo meccanica che tanto coinvolgeva – da quel felice momento in poi – appassionati, collezionisti e addetti ai lavori della “bella orologeria” da polso.

    Per chi non era sul campo all’epoca, sembrerà quanto meno paradossale il mio ricordo non solo di numerosi stand dei più blasonati marchi del lusso – Cartier, Jaeger-LeCoultre e Vacheron Constantin, tanto per citarne solo qualcuno -, ma anche la loro rappresentanza da parte di distributori italiani. All’epoca erano infatti marchi indipendenti. Cioè non ancor entrati nel giro dei grandi gruppi industriali e finanziari che oggi sono una realtà acquisita e consolidata (tra gli altri, Richemont e Swatch Group).

    In seguito, i molti accadimenti della nostra contemporaneità, compresa la globalizzazione dei mercati e l’accentramento sui grandi eventi espositivi mondiali con Watches & Wonders a farla da padrone (a Ginevra, in Asia e negli Usa), portarono le case di orologeria ad allontanarsi dall’attività fieristica di Vicenza. Nel frattempo gestita dal colosso Italian Exibition Group e arroccata sul settore della gioielleria, cui deve origine e fama.

    Il ritorno degli orologi

    Si torna poi a ragionare un po’ anche in termini orologieri subito dopo il difficile periodo del Covid 19. Sarà una coincidenza, ma la nascita di VO Vintage condivide con le altre moltissime iniziative una ritrovata vitalità, proprio in seguito alla drammatica stasi del periodo pandemico. Un evento legato al mercato collezionistico, notoriamente sempre molto attrattivo e con un programma aperto al pubblico, che si biforca fin da subito. Da una parte prevede la presenza di commercianti specializzati nell’orologio d’epoca e di secondo polso, e dall’altra organizza incontri su vari temi di cultura orologiera con professionisti del settore.

    In questo modo VO Vintage ha immediatamente fatto da traino a un’altra iniziativa: quel VoClock Privé impostato sulla stessa formula insieme commerciale e formativa, ma solo per addetti ai lavori e tutto dedicato al contemporaneo. Il quale, in prima battuta, aveva portato a Vicenza molti storici protagonisti del settore: tra gli altri, Eberhard & Co., Locman, Timex, Wyler Vetta e Zenith.

    L’opinione del manager

    Personalmente ho raccolto voci secondo cui, in futuro, quanto seminato in questi 5 anni sarebbe stato raccolto e messo a frutto unicamente sotto la dizione – nella forma e nella sostanza ritenuta più invitante – di VO Vintage. Quindi ho verificato la veridicità della notizia con chi di dovere: Matteo Pollini, Exhibition Manager di VO Vintage.

    «Fin dall’inizio, l’obiettivo di tutte le nostre iniziative era quello di andare oltre la semplice presenza espositiva degli orologi, per avvicinare invece e soprattutto le comunità dei loro appassionati. Così abbiamo visto che il format collezionistico e di secondo polso permetteva di soddisfare esattamente questo obiettivo», commenta il manager fugando ogni dubbio. «Una piattaforma già rodata e in grado di accogliere anche gli elementi presenti nel VoClock Privé, in particolare la necessità di coinvolgere il pubblico attraverso elementi culturali e interattivi».

    Quindi continua: «Mi preme però sottolineare che non sarà il vintage a prendere il sopravvento e nemmeno sarà eliminato il contemporaneo: semplicemente terremo vive tutte le opzioni. E se molti marchi rispondono bene alle comunità di soli operatori intercettando tutte le opportunità di visitatori professionali, parallelamente l’apertura al pubblico per gli appassionati del vintage può essere uno sbocco anche per quei brand contemporanei che vogliano proporre contenuti esperienziali o di cultura».

    VO Vintage 2025 in sintesi

    Tra le molte situazioni, tre hanno in particolare suggerito che il nuovo corso di VO Vintage in pratica è già avviato. In primis Locman, che all’esposizione in “zona vintage” della propria collezione storica (dai primi modelli tradizionali in radica ai recenti sportivi tonneau e scheletrati in titanio) ha fatto corrispondere in “zona contemporanea” produzioni con materiali innovativi.

    E poi una conversazione sull’attualissimo tema “vintage e pre-owned alla resa dei conti”, con figure di riferimento come i comunicatori Michele Mengoli, Jacopo Giudici, Bruno Bergamaschi e i commercianti ed esperti Andrea Foffi, Marco Cesari, Antonio Nocco. Non ultima, Giorgia Mondani, figlia d’arte presente per la prima volta a VO Vintage con i libri specializzarti dell’omonima casa editrice. Ma anche con l’attrattiva forza del proprio network, fatto di relazioni, competenza e interazioni tra gli attori del variegato mondo delle lancette.  

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/05/2025

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 05/05/2025

    Le notizie sportive e quelle di corporate sono al centro delle Cronache dell’orologeria di oggi. Si va dal Giro d’Italia alla regata più lunga del Mediterraneo fino al ritorno di Corrado Lopresto nell’inedito ruolo di Brand ambassador… E ancora, l’istituzione del Watch World Day, l’apertura di una megafabbrica nel distretto orafo di Valenza (in cui si fanno anche orologi-gioiello), l’attesissimo rilancio di un Marchio storico. Insomma, come sempre, con le nostre Cronache dell’orologeria siamo andati a spigolare nell’industria del tempo per raccontarvi in sintesi i fatti salienti. Buona lettura.

    Passione auto d’epoca

    Non è “solo” uno dei maggiori e influenti collezionisti al mondo: è soprattutto un cultore delle auto d’epoca, noto per il restauro conservativo e filologico delle vetture. Corrado Lopresto (nella foto), proprietario di una raccolta di inestimabile valore, vincitore di innumerevoli premi internazionali, è considerato uno dei massimi esperti nella storia e nella cultura del car-design. E ora ha iniziato una nuova collaborazione con Eberhard & Co., che anche così – con la scelta mirata dei Brand Ambassador – ribadisce il proprio legame storico con il mondo delle quattro ruote. La partnership promette bene: siamo curiosi di vedere cosa ne verrà fuori…

    Per veri marinai

    È la regata d’altura più lunga del Mediterraneo: oltre 630 miglia nautiche, a coprire il percorso Livorno-Porto Cervo-Faraglioni di Capri-Livorno. Quest’anno l’8a edizione della RAN 630, la Regata dell’Accademia Navale di Livorno, è partita la mattina del 27 aprile scorso, alle 11. E anche quest’anno ha avuto come cronometrista ufficiale Locman, che ha scandito i tempi delle 18 barche in gara. Il Falcon, catamarano foiling di Matteo Uliassi, ha tagliato la linea d’arrivo il 2 maggio, alle 3,22 della notte, dopo 4 giorni e 17 ore (circa) di navigazione. L’equipaggio primo classificato, durante la premiazione di ieri, si è visto attribuire anche un bel Montecristo Crono. Complimenti!

    È iniziato il countdown

    @rcs_sport

    Quando è stato svelato, il 3 maggio scorso in presenza delle autorità locali, il totem di piazza Skanderbeg a Tirana segnava “- 7 giorni”. È scattato così, a una settimana dalla partenza della prima tappa Durazzo-Tirana, il conto alla rovescia per l’inizio del Giro d’Italia. Il grande parallelepipedo è stato installato da Tudor, cronometrista ufficiale della Corsa Rosa dal 2023. E riporta anche l’intero percorso della gara 2025 che si snoda fra Albania e Italia, l’albo d’oro della manifestazione e l’elenco delle 15 partenze all’estero nella storia del Giro. Per non dimenticare la vocazione internazionale dell’evento, ambasciatore della diplomazia sportiva e del made-in-Italy nel mondo.

    Arriva il Watch World Day

    Foto courtesy Chopard

    La notizia, annunciata in super-anteprima a Watches and Wonders Geneva ma passata un po’ in sordina, è stata diffusa di nuovo nei giorni scorsi da Horopedia, uno dei soci fondatori dell’iniziativa. Il 10 ottobre prossimo si terrà la prima Giornata Mondiale dell’Orologeria: tesa a celebrare e a promuovere “l’arte, l’innovazione e l’expertise della meccanica orologiera”, ha in programma molteplici eventi fisici per riunire artigiani, collezionisti e appassionati del mondo intero. La data stessa non è casuale, ma rimanda all’orario in cui sono solitamente posizionate le lancette di un orologio negli scatti fotografici (il cosiddetto “sorriso orologiero”). Vi terremo aggiornati…

    Ritorno agli antichi fasti

    Corum torna in mani svizzere. Acquisita nel 2013 dal gruppo di Hong Kong Citychamp Watch & Jewellery, è stata da poco al centro di un’operazione di management buyout guidata dal trentaduenne Haso Mehmedovic (nella foto): un orologiaio che è entrato in azienda 15 anni fa e ne ha scalato i vertici fino a diventare Direttore vendite internazionali. Ora, dopo aver trovato due soci esperti in lusso e finanza, il nuovo Ceo intende riportare la Casa fondata nel 1955 a La Chaux-de-Fonds alle proprie “radici di creatività e innovazione”. Il rilancio dovrebbe avvenire a metà del 2026. Un bel modo di festeggiare il 70° anniversario, non credete?

    Miao!

    Choupette, la gatta Birmana di Karl Lagerfeld, è una star del web: conta 267mila followers ed è amata da un pubblico internazionale che non appartiene solo al mondo della moda. Fotogenica lo è sempre stata – come rivelano gli innumerevoli scatti del suo indimenticabile umano -, ma dal 1° maggio è anche protagonista della nuova campagna di Hublot, Own It, creata per festeggiare i 20 anni del Big Bang. Immortalata dall’obiettivo di Carlijn Jacobs, visionario fotografo olandese, la Micia dà il meglio di sé accanto al Big Bang 20th Anniversary Red Magic, ed è più sofisticata che mai in alcuni video surreali, divertenti e di grande effetto. Da non perdere.

    Per le future generazioni

    Un paio di settimane fa, a Valenza (in provincia di Alessandria), Bvlgari ha inaugurato un nuovo stabilimento, che va ad ampliare quello aperto nel 2017. E che così diventa, dicono, la più grande Manifattura di gioielli al mondo: un complesso di 33mila metri quadri, costruito con criteri di sostenibilità, in cui trovano lavoro maestranze internazionali e che prevede l’assunzione di oltre 500 nuovi artigiani entro il 2029. Non solo. In contemporanea nasce anche la scuola Bvlgari: un centro di formazione aperto al pubblico e interamente dedicato alla gioielleria, sviluppato in collaborazione con la Tarì Design School (Tads), che fa capo al Centro Orafo di Marcianise.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 28/01/2025

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 28/01/2025

    Ed eccoci di nuovo con le Latest, la rubrica che vi racconta le news presentate nelle ultime settimane sui diversi segmenti di mercato. Indispensabile una premessa: in queste Latest abbiamo volutamente ignorato le novità della LVMH Watch Week, per evitare sovrapposizioni con quanto già scritto la settimana scorsa. E ci siamo invece concentrati su altri marchi, proprio per darvi un’informazione più completa. Consapevoli che le Latest sono lette da un pubblico vasto, stavolta abbiamo privilegiato gli orologi dal prezzo non esagerato, potenzialmente accessibile. E ci ripromettiamo, come sempre, di tenerle in continuo aggiornamento… fino alla prossima puntata.

    Latest… solo per pochi

    PIAGET Altiplano Skeleton Alta Gioielleria Métiers d’Art
    Il celebre ultrapiatto torna in versione ultrapreziosa, rielaborato dalle sapienti mani della maître émailleur Anita Porchet e degli artigiani della Maison. Il quadrante scheletrato è rivestito per metà di smalto cloisonné e per metà di baguette (diamanti e zaffiri blu) in dégradé, decorazione che però “sborda” anche sulla lunetta e sul fondello. Il calibro automatico 1201D1 ha il microrotore decentrato in platino e smalto blu. Mentre la cassa di 40 mm in oro bianco, impreziosita di brillanti perfino sul retro, rimane comunque sottilissima: solo 7 mm di spessore. In 8 esemplari, prezzo non disponibile.

    ULYSSE NARDIN Blast Amoureuxpeintre
    Misterioso, interigante, il Blast Skeleton X come non s’è mai visto, interamente giocato su una tavolozza di grigi. A interpretarlo così un giovane artista russo, Vsevolod “Sever” Cherepanov: ex modello, poi fashion designer, infine designer tout-court*. Il tocco da maestro sta sicuramente nel vetro zaffiro fumé smerigliato, posto sia sul lato quadrante sia sul lato fondello, a celare il minimalismo del calibro UN-371 di manifattura. In 29 esemplari, 33.370 euro.

    Latest a meno di 10mila euro

    BELL & ROSS BR-05 Chrono Patrouille de France
    Dal 2021 a oggi è il quarto esemplare dedicato alla Squadra acrobatica dell’Armée de l’Air et de l’Espace. In acciaio, con cassa di 42 mm di lato e movimento automatico con 60 ore di autonomia, ne presenta i codici colore: il quadrante azzurro cielo come le tute dei piloti, il blu delle fusioliere sui contatori e sul réhaut. Da notare, oltre al logo a ore 6, la silhouette dell’Alphajet come contrappeso della lancetta centrale dei secondi crono. In 500 esemplari, in pre-vendita (consegna a inizio febbraio), 7.500 euro.

    IWC Pilot’s Watch Mark XX Mercedes-AMG Petronas Formula One™ Team Mentre Toto Wolf dà la sua benedizione a Kimi Antonelli, la Casa di Sciaffusa continua la storica collaborazione con la scuderia tedesca. E presenta la nuova versione dell’orologio dedicato, con la cassa di 40 mm in titanio grado 5 e il calibro 32111 a carica automatica con 5 giorni di autonomia. Immancabile l’identitario verde Petronas, che tinge gli elementi sul quadrante e il cinturino in caucciù (intercambiabile). 6.700 euro.

    NOMOS GLASHÜTTE Ludwig neomatik per Medici Senza Frontiere
    Il Brand sassone sostiene l’organizzazione umanitaria fin dal 2012. Da allora ha realizzato diverse edizioni speciali, di cui ha interamente devoluto il ricavato alla sezione tedesca. E ne dichiara anche i numeri: oltre 11mila esemplari per un totale di 125mila euro. Come sempre il modello per MSF si distingue per il 12 romano in rosso che spicca sul quadrante in smalto, e mantiene il consueto calibro automatico neomatik di manifattura. Due i formati: da 36,4 o da 38,5 mm di diametro, che danno vita ad altrettante edizioni limitate di 250 esemplari ciascuna. Da 2.880 euro.

    ORIS Sixty-Five 60th Anniversary Edition
    Nel 1965, è stato uno dei primi diver a scopo ricreativo. Oggi, 60 anni dopo, torna in un’edizione fedele all’originale ma con nuovi materiali e tecologie. Interamente in acciaio, ha la cassa di 40 mm (contro i 36 dell’epoca), impermeabile fino a 10 bar, e il movimento automatico. Ma esprime il deciso carattere vintage nei dettagli: i grandi numeri inquadrati nel materiale luminescente, la scritta “antishock” al 6 e soprattutto il logo d’epoca con la specifica “waterproof”. Il packaging contiene un cinturino di ricambio in pelle nera. 2.250 euro.

    WYLER VETTA AVES Gmt 43
    La partnership fra il Marchio di Binda Group e l’Esercito Italiano prosegue con questo doppio fuso orario che rende omaggio all’Aviazione dell’Esercito – il cui stemma risalta sul quadrante. Con la cassa di 43 mm in titanio Pvd canna di fucile, è equipaggiato da un movimento automatico, calibro Landeron 24 Gmt. Originale la soluzione tecnica dell’ora di casa posta sul réhaut, con la lancetta rossa regolata dalla corona al 10. Al cinturino Nato si alterna il bracciale in titanio Pvd gun. In 300 esemplari, 1.600 euro.

    Latest a meno di 1.000 euro

    LOCMAN Aviatore Frecce Tricolori
    Forte del legame con le Forze Armate italiane (vedi la partnership con l’Amerigo Vespucci), il Brand elbano celebra i 65° anniversario della Pattuglia Acrobatica Nazionale con questo modello a tema. Personalizzato in numerosi dettagli: dal logo delle Frecce al 6 al numero 65 riportato nella minuteria, fino all’Aquila Turrita dell’Aeronautica Militare al 12 – e altri ancora. La cassa da 44 mm è realizzata in acciaio 316L e titanio, anche Pvd blu; il calibro automatico è rielaborato dalla S.I.O. In due edizioni limitate di 650 esemplari ciascuna, da 890 euro.

    OOO – OUT OF ORDER Diverissimo Ottanio
    Il nome è esplicativo come pochi: si tratta di un orologio subacqueo (fino a 20 bar), con il quadrante dalla inconsueta cromia. Ma la vera particolarità sta nella decorazione: un complesso motivo geometrico ispirato – a quanto dichiarano i designer del Brand – alla cultura atzeca. Una texture che personalizza non solo il quadrante, ma anche la massa oscillante del movimento e la chiusura del bracciale Jubilée. Realizzato in acciaio 316L, nella cassa di 42 mm di diametro ospita un calibro di fabbricazione giapponese, Miyota 9015. 790 euro.

    SWATCH Essentials Flowing Freshly
    Un’intera collezione all’insegna del colore. Un caleidoscopio di 13 esemplari di linee diverse – dai Big Bold agli Originals, passando per gli Skin e i What If? -, in tanti materiali – Bioceramic, plastica biosourced, silicone – e con infinite cromie, anche contraddittorie – dalle sfumature in ton-sur-ton o dagli accostamenti arditi. Ne è un esempio questo cronografo con cassa di 42 mm, dai flash spiazzanti di verde, giallo e blu. Movimento al quarzo Swiss made. 130 euro.

    CASIO Ring Watch CRW-001
    Creato per il 50° anniversario del Marchio, è un’inedita trasposizione ad anello del celebre orologio digitale. Risultato di un intelligente lavoro di minaturizzazione, vede il modulo originale ridotto di 10 volte circa per poter essere messo al dito, ma con una fedeltà estetica notevole. Cassa, fondello e gambo sono stampati a iniezione in un unico pezzo di metallo. Il vetro incollato garantisce l’impermeabilità, il display Lcd è retroilluminato, il movimento al quarzo come sempre è multifunzione. L’anello ha un diametro interno di 20 mm, ma può essere indossato anche dalle dita più sottili grazie a due elementi di regolazione della misura. 119 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 11/11/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 11/11/2024

    Le Cronache dell’orologeria di questa settimana sono incentrate in particolare sulle nuove fiere internazionali. O, per meglio dire, piattaforme per appassionati, esposizioni organizzate da privati, eventi rivolti alle community di collezionisti. Comunque occasioni di incontro fra i produttori – soprattutto marchi indipendenti, ma non solo – e il loro pubblico, momenti di contatto diretto utili tanto per il business quanto per la passione. Il luogo giusto per vendere gli orologi già in catalogo e lanciare nuovi modelli, certo. Ma anche per conoscersi reciprocamente, scambiarsi opinioni, informarsi, approfondire la propria cultura, visto l’ormai immancabile contorno di lezioni, tavole rotonde, conferenze. Poi, certo, all’interno di queste Cronache dell’orologeria si trova anche altro: notizie sportive, attività corporate, curiosità… Buona lettura.

    Shopping a Taiwan

    Lo scorso 7 novembre, Chanel ha inaugurato una nuova boutique a Taipei. All’interno del Taipei 101, uno dei grattacieli più alti del mondo nonché un punto di riferimento per lo shopping extra-lusso, è il primo flagship store nella regione dell’Asia Pacifico dedicato interamente agli orologi e ai gioielli della Casa. Come sempre progettato dall’architetto Peter Marino, l’ambiente è un tripudio di nero, oro e cristallo di rocca, con pezzi di antiquariato e una collezione di arte contemporanea. E perfino un’identità olfattiva unica.

    A proposito di longevità

    Vacheron Constantin ha annunciato il proprio programma di usato certificato, anche detto CPO (l’acronimo sta per Certified Pre-Owned). Che riguarda gli orologi di secondo polso realizzati dalla Maison: ispezionati accuratamente e sottoposti a manutenzione, sono dotati di passaporto digitale (tecnologia blockchain), documento cartaceo e garanzia minima di due anni. Il servizio, svolto in collaborazione con Watchfinder, sarà presto esteso ad altri partner e, in futuro, anche alle case d’asta. Quando si dice sfidare il tempo…

    Cronache dell’orologeria… indipendente 1: lusso anticonformista

    Il 2 e 3 novembre scorso, allo Space42 Arena di Abu Dhabi, si è svolta la prima edizione di Mavericks of Time. Un evento che ha riunito 15 brand artigianali di alta orologeria: da Bovet ad HYT, da De Bethune a MB&F. Organizzato da Ahmed Seddiqi & Sons, il principale retailer di orologi e gioielli degli Emirati, con l’ente governativo Abu Dhabi Investment Office, ha poi fatto il bis lo scorso weekend al Museum of the Future di Dubai, sotto l’egida dello sceicco Mohammed bin Rashid Al Maktoum. Giusto per far le cose in grande…

    Cronache dell’orologeria… indipendente 2: meeting fra amici

    Andiamo indietro di qualche settimana: lo scorso ottobre, a Singapore, si è tenuta IAMWATCH. Una manifestazione di 4 giorni voluta da The Hour Glass e dedicata ai collezionisti “panasiatici”: con una quarantina di ospiti celebri – tipo: Biver, Pruniaux, Chaykin, Sarpaneva, Rexhepi, Bacs, Picciotto, Emchs, Pagés… – , una selezione di orologi, nonché sessioni interattive e didattiche sull’orologeria. Chi c’era ha definito eccelsa l’organizzazione e ottimi gli scambi tra marchi, clienti e stampa. Però col nome si poteva fare meglio.

    Cronache dell’orologeria… di gruppo: nuovi arrivi in settimana

    Annunciati in anteprima, nei giorni scorsi, luogo e date della LVMH Watch Week 2025. Che si terrà a Los Angeles, California, dal 21 al 24 gennaio prossimi. Ma la vera novità sta nel fatto che quest’anno saranno nove le marche del Gruppo a partecipare, tre in più rispetto a Miami 2024. Louis Vuitton, Tiffany & Co. e L’Epée 1839 si sono infatti aggiunti ai soliti Bulgari, Hublot, Tag Heuer e Zenith, e a Gérald Genta e Daniel Roth che erano arrivati l’anno scorso. Come sempre, l’occasione vedrà il lancio di nuovi prodotti. Ne riparleremo.

    Prestazioni da manuale

    Si è conclusa ieri la 126a edizione di Fieracavalli, la storica manifestazione che dal 7 al 10 novembre ha trasformato Verona nella capitalen equestre internazionale. Clou dell’evento, la Longines FEI Jumping World Cup™, unica tappa italiana della Coppa del mondo di salto ostacoli, di cui la Casa della clessidra alata è appunto title sponsor e official timekeeper. Gara vinta per la prima volta da una donna: Sophie Hinners, in sella a Iron Dames my Prins. Premiata anche dal Brand manager Matteo Sovera con un bel Conquest.

    La rotta attorno al mondo

    Foto Vincent Curutchet courtesy Hublot

    A proposito di marche LVMH, Hublot l’aveva detto e ora lo fa. Per la prima volta partecipa alla Vendée Globe, per sostenere il velista Alain Roura, Brand ambassador dal 2022. Così, gli ha messo al polso il Big Bang Unico Sailing Team in fibra di carbonio e ha supersponsorizzato il suo 60 piedi Imoca Hublot. Ricordiamo che la regata, partita proprio ieri dal porto francese di Les Sables d’Olonne, prevede la circumnavigazione del Globo in solitaria, senza attracco né assistenza. Ed è così dura da meritarsi il soprannome di “Everest del mare”…

    Buon vento!

    Partner e cronometrista ufficiale alla Vendée Globe 2024, per la seconda volta, è di nuovo Ulysse Nardin. Che ha sposato questo ruolo anche per i risvolti “eco” della regata, in cui le barche partecipanti raccoglieranno dati sulla salute degli oceani. E l’impegno ambientale, si sa, per la Marca è importante. Tant’è che il Diver NET Vendée Globe, realizzato ad hoc, è l’orologio più sostenibile mai prodotto dalla Maison: fatto con materiali riciclati (acciaio, carbonio, nylon, perfino il silicio dello scappamento..), in 300 esemplari.

    L’arte della scrittura

    L’ultimo nato in casa Locman? No, non è un orologio, è una penna. O meglio, una collezione di stilografiche e roller: si chiama Mia ed è frutto della collaborazione con il designer Cristian Visentin. Con il corpo in alluminio anticorodal (una lega di alluminio, magnesio, manganese e silicio) anodizzato, è disponibile in diversi colori e finiture. E si distingue per la forma: che ricorda le antiche penne, quelle dei set da scrittura del passato, con tanto di calamai. Così particolare da essere stata scelta per concorrere al Compasso d’Oro.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/10/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 14/10/2024

    Cos’è successo nell’industria del tempo, nelle ultime settimane? Ve lo raccontiamo con le nostre Cronache dell’orologeria: notizie in pillole, facili da leggere e poco impegnative, per chi non ha tempo da perdere ma vuole comunque restare informato. In questa puntata troverete quindi un po’ di sport, tanto corporate e nuovi indirizzi. “Brevi” di cronaca focalizzate come sempre su quanto accade in Italia, ma con una vista internazionale. Buona lettura!

    1924/2024

    Solo per pochi, l’evento organizzato a Parigi per i cent’anni di Citizen. Un’eccezionale occasione di incontro con i manager del Colosso giapponese, ma anche un’esclusiva cena di gala in una dimora privata. E soprattutto una retrospettiva che ha riunito le pietre miliari della produzione in questo secolo di storia, dall’Eco-Drive al radiocontrollato (e non solo). Esposta anche la riedizione del primo pezzo marchiato Citizen: un esemplare da tasca del 1924, ricreato con le tecniche di oggi, ma con l’attenzione maniacale per le finiture dell’epoca.

    Meeting in Sassonia

    L’1 e 2 ottobre si è svolto il 5° Forum Nomos Glashütte. Un appuntamento ormai ricorrente che anche quest’anno ha riunito giornalisti, influencer e rivenditori nella cittadina sassone per discutere del presente e del futuro dell’orologeria. Immancabili le novità: il Tangente 2date e il nuovo calibro DUW 4601, il 12° prodotto dalla Manifattura, a carica manuale e con regolazione rapida della data. Tra l’altro i vertici del Marchio sono stati insigniti dell’Ordine Federale Tedesco al Merito del Castello Bellevue di Berlino. Bene.

    Tra salti e derapate

    Lo scorso weekend, a San Marino, consueto appuntamento con il mondo dei motori per la 22a edizione di Rallylegend. Tre giorni di adrenalina, fumo di gomme e pubblico entusiasta, dove Eberhard & Co. è stato ancora una volta sponsor e official timekeeper. Tra i momenti da ricordare, la consegna del Champion V a Stig Blomqvist come premio alla carriera e dei Tazio Nuvolari Desk Clock al team Veiby-Abrahamsen, i “numeri” di Miki Biaison a bordo della Lancia 037 e le sessioni di autografi di quest’ultimo e di François Delecour…

    Cronache dell’orologeria… veneziana – 1

    A Venezia, Calle Larga XXII Marzo è nota per essere la via dello shopping di lusso. Ora anche Omega ha “preso casa” qui e vi ha trasferito la storica boutique dalla vicina Salizada San Moisé. Uno spazio di oltre 200 metri quadri, arredati con gusto contemporaneo: marmo, ottone, legno e pelle i materiali, luce ovunque e colori chiari con tocchi di rosso e oro. Organizzato su due piani, vede a livello strada la collezione di orologi con il banco dell’orologiaio; a quello superiore gli spazi riservati alla vendita, con il balcone aperto sulla strada. Da vedere.

    Cronache dell’orologeria… veneziana – 2

    Sempre nel cuore della Serenissima, Tudor ha aperto una boutique monomarca in piazza San Marco 44, proprio sotto il Campanile, in collaborazione con Salvadori (sì, lo stesso gioielliere delle boutique Rolex e Panerai lì vicino). L’ambiente modernissimo è interamente giocato sul contrasto del rosso e del nero, ma il pavimento a pianterreno e il soffitto a volte del primo piano sono quelli originari. E donano all’esperienza d’acquisto qualcosa di indimenticabile – come del resto la vista della piazza dall’ampia vetrina. Di nuovo, da visitare.

    A suon di đồng

    Locman è sbarcato in Vietnam (uno dei Paesi con migliori prospettive di crescita economica): e ha stretto un accordo con la L&M Luxury Timepieces per la distribuzione dei propri orologi. Il 2 ottobre, a Ho Chi Minh City, ha quindi festeggiato la partnership con un evento esclusivo al Park Hyatt Saigon, cui hanno partecipato diverse celebrities del Sud-est asiatico, accanto a giornalisti, influencer e top client. A fare gli onori di casa, l’Ad del Brand elbano, Edoardo Lauber, insieme a Pham Lam, fondatrice e Ceo della società vietnamita (nella foto).

    Lancette e racchette

    Inaspettato esordio nel mondo del tennis per Luigi Verga Orologi. Che ha siglato una nuova partnership con un autentico tempio sportivo meneghino, il Tennis Club Milano Alberto Bonacossa, fondato nel 1893. Per festeggiare l’accordo – destinato anche a supportare i talenti emergenti sulla terra rossa -, l’Orologeria di corso Vercelli ha organizzato un evento esclusivo, la sera del 9 ottobre scorso. Un cocktail che si è svolto nel grande salone della storica istituzione e ha riunito amici e clienti attorno a Valeria Verga. Prosit.

    Alla ricerca del tempo perduto

    Un’iniziativa insolita a proposito del concetto di “tempo”. S’intitola Storie che non esistono il podcast ideato e condotto da Antonio Losito per Pisa 1940. Ovvero, sei storie di donne del passato, dimenticate ma che meritano di essere riscoperte per la portata innovativa delle loro personalità, raccontate attraverso un dialogo ideale con altrettante donne di oggi. Una coppia per tutte: Hatshepsut, faraone della XVIII dinastia, e l’archeologa subacquea Teresa Saitta. Da ascoltare su Spotify (e altre piattaforme), in uscita due alla volta per tre giovedì.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 16/09/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 16/09/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria. Che vi raccontano, come di consueto, cosa è successo nel mondo delle lancette nelle ultime settimane – e cosa succederà nelle prossime. Una panoplia di eventi di marketing, tra sponsorizzazioni sportive, premi fotografici, feste stile manga, mostre di settore… e chi più ne ha, più ne metta. Le Cronache dell’orologeria parlano chiaro: gli interessi sono eclettici, non c’è da annoiarsi.

    Il ritorno di Actarus

    Martedì scorso, a Roma, Tissot ha festeggiato il lancio del PRX Ufo Robot Grendizer con un evento speciale. Un party che ha trasformato in stile anime la boutique di via del Corso, con un allestimento interamente dedicato a Goldrake: tra action figure in scala e repliche giganti, cena a base di sushi e ritratti “manga”, gli ospiti hanno fatto un salto (indietro) nel tempo, e sono stati catapultati nella serie tv degli anni Settanta. Immancabile la prova al polso dell’orologio – che, a proposito, sarà presto di nuovo disponibile all’acquisto. Evvai!

    Un oceano di clic

    Una balenottera che sta per inghiottire un ammasso di pesci (in gergo, baitball): per questa foto, Rafael Fernández Caballero si è aggiudicato il titolo di Ocean Photographer of the Year 2024. Il concorso, organizzato come sempre da Oceanographic Magazine e da Blancpain per evidenziare la bellezza e la fragilità degli oceani, nei giorni scorsi ha diffuso le immagini finaliste e vincitrici delle varie categorie – fra cui quelle della fotografa malese Ipah Uid Lynn, premiata con il Fifty Fathoms Award. Andatele a vedere online: meritano…

    Dalla terra al mare – 1

    Lo avevamo lasciato alla Leggenda di Bassano. Poi è passato alla rievocazione storica della Stella Alpina (dal 6 all’8 settembre), sempre sulle Dolomiti. Ora però Eberhard & Co. lascia momentaneamente l’asfalto e le auto d’epoca per trasferirsi in riva al mare. Dal 19 al 24 del mese sarà infatti cronometrista ufficiale del 64th Genoa Boat Show, meglio noto come Salone Nautico di Genova: l’appuntamento principale con il mercato della nautica in Italia, imperdibile per tutti gli appassionati di barche a vela e a motore. Ne riparleremo…

    Dalla terra al mare – 2

    Questo mese vedrà Locman super-impegnato sul fronte delle sponsorizzazioni. Prima per il Gran Premio Nuvolari (dal 19 al 22 settembre), con partenza e arrivo a Mantova, lungo un percorso che si snoda in quattro regioni e arriva fino a San Marino. L’equipaggio vincitore sarà premiato con un Aethalia Titanio. Poi per il Rallye Elba Storico (dal 24 al 28 settembre), un giro dell’Isola in due giornate, da Porto Azzurro a Capoliveri, dove offrirà in esclusiva ai concorrenti un’edizione limitata personalizzata. Del resto, qui gioca in casa…

    British elegance

    Fra il 30 agosto e il 1° settembre, nei giardini di Hampton Court a Londra, si è svolto il tradizionale Concours of Elegance, che ha riunito circa 60 rare auto d’epoca. Sponsor, ancora una volta, A. Lange & Söhne, il cui Ceo Wilhelm Schmid ha premiato una Rolls-Royce Phantom III Convertible del 1937 con il Best of Show. Non solo. La Manifattura sassone ha anche realizzato un esclusivo Datograph up/Down dedicato alla manifestazione: un pezzo unico che sarà battuto all’asta da Phillips il 9 novembre, a favore di The Prince’s Trust.

    Artigianato in mostra

    Foto courtesy Vacheron Constantin

    Fino al 30 settembre, alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia (e in altri spazi), si tiene Homo Faber 2024. Intitolata A Journey to Life, questa 3a edizione ospita più di 400 artigiani provenienti da tutto il mondo ed espone oltre 800 oggetti. Fra i partecipanti, alcune celebri maison, tra cui Cartier, che racconta il proprio savoir-faire gioielliero; Iwc, che evidenzia l’aspetto ingegneristico dell’alta orologeria con il Perpetual Studio; e Vacheron Constantin, che ospita l’atelier di ebanisteria del Museo del Louvre e presenta l’arte del restauro. Interessante…

    Per amor del vintage

    A Bologna, dal 24 al 27 ottobre prossimi (in parallelo ad Auto e Moto d’epoca), si terrà Time on Show 2024. Un evento centrato sugli orologi vintage e dedicato ai collezionisti, organizzato da Pier Luigi Santi e ideato con Auro Montanari e Paolo Borgomanero. Gli espositori sono 14 negozi specializzati di tutt’Italia, vagliati attentamente da un Comitato di selezione di cui fanno parte gli stessi Montanari e Borgomanero, insieme a Davide Parmegiani. L’anno scorso la manifestazione ha registrato 5mila visitatori. E ora punta al bis…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Latest. Le novità delle ultime settimane – 13/09/2024

    Latest. Le novità delle ultime settimane – 13/09/2024

    Consueto appuntamento con le Latest, la rubrica fatta apposta per presentarvi – appunto – le ultime novità di prodotto. Che nelle scorse settimane, fra quanto mostrato dagli espositori ai Geneva Watch Days e le tradizionali uscite autunnali degli altri marchi, sono state particolarmente numerose. Perciò, dobbiamo ammetterlo, qui in redazione abbiamo dovuto fare una decisa cernita di tutto il materiale raccolto in questo periodo. Una selezione faticosa ma opportuna, per evitare di rendere questa pagina troppo affollata.

    Ma prendiamoci tempo: in caso di dubbi e ripensamenti, vorrà dire che nei prossimi giorni amplieremo le Latest di oggi con qualche altro esemplare… Tornate a visitare questa pagina, dunque: ne varrà la pena. Intanto però godetevi i pezzi che meritano, secondo noi. Per ognuno troverete, come sempre, i tratti essenziali insieme a una sommaria descrizione. Nel caso vogliate saperne di più su qualche orologio, vi rimandiamo come sempre al relativo sito ufficiale. Le Latest in fondo vorrebbero proprio farvi incuriosire…

    BIVER Automatique
    Dopo la complessità degli esordi, arriva l’essenzialità del solo tempo. Per niente semplice, a dire il vero, vista l’accuratezza e l’originalità con cui è stato studiato ogni singolo componente. Con cassa da 39 mm in oro rosa oppure in platino e quadrante nello stesso metallo, splendidamente lavorato, è uno di quegli orologi che non ti stancherai mai di guardare. Spettacolare il movimento, con micro-rotore decentrato, 65 ore di autonomia e finiture strepitose. Per chi davvero conosce gli orologi… Da 78.000 franchi svizzeri (Iva esclusa).

    OMEGA Constellation
    La storica collezione acquista nuove versioni femminili: 20 referenze in acciaio, acciaio/oro, oro Moonshine o Sedna, tutte con lunetta incastonata di diamanti e bracciale coordinato. Diversi i formati: 25, 28 o 29 mm, e tanti i colori del quadrante, accomunati dalla speciale decorazione che si irradia dalla stella, simbolo dei Constellation. Al top (per noi) gli esemplari più grandi, che racchiudono un calibro automatico Co-Axial Master Chronometer. Da 8.200 euro.

    PANERAI Submersible QuarantaQuattro Luna Rossa Pam01681
    State seguendo i Round Robin? Tifate anche voi per la Barca italiana? Allora sarete cointenti di sapere che Panerai, da bravo sponsor, continua a sostenere l’immagine dell’amata Luna. E lo fa anche con questa nuova edizione limitata dal quadrante argenté soleil, che richiama lo scafo dell’AC75. Nella cassa in acciaio satinato monta un calibro P.900, con 3 giorni di autonomia. Attenzione però: i 137 esemplari sono in vendita solo online e nelle boutique monomarca. 12.300 euro.

    MONTBLANC 1858 Geosphere Chronograph 0 Oxygen
    Brand ambassador dal 2020, Reinhold Messner compie 80 anni. per festeggiarlo, la Marca gli dedica questo nuovo cronografo, realizzato in edizione limitata di 290 esemplari: un numero che richiama l’altezza dell’Everest (29.031 piedi, pari ai fatidici 8.848 metri), di cui il grande scalatore ha raggiunto più volte la vetta. La cassa in titanio, di 44 mm di diametro, ospita un quadrante decorato a mano con la tecnica del gratté boisé, che ricorda la struttura dei ghiacci perenni. Il calibro automatico, di manifattura, è montato in assenza di ossigeno, con un procedimento ormai celebre… 9.800 euro.

    ORIS Aquis Chronograph
    Come vuole la tradizione, dopo il “solo tempo”, ecco che arriva il cronografo. Che mantiene inalterate le caratteristiche della collezione, tipo l’impermeabilità fino a 30 atm o le spallette di protezione della corona, ma ne accentua lo spirito sportivo con la misura dei tempi brevi. In versione tricompax, è animato da un calibro automatico con 62 ore di autonomia. La cassa di 43,5 mm ha la lunetta girevole unidirezionale in ceramica e un bel quadrante blu sfumato, effetto raggi di sole sott’acqua. 4.400 euro.

    ALPINA Alpiner Extreme Skeleton Automatic
    Sportiva come sempre, la collezione legata all’elemento Terra del Marchio adotta un inedito look. La possente cassa a cuscino – 39 x 40,5 mm – si priva del quadrante per mostrare, per la prima volta, la meccanica: un movimento automatico scheletrato, sviluppato su base Sellita (SW-200). Due le versioni: con dettagli blu coordinati al cinturino in gomma, oppure grigio, in monocromia, con bracciale. In questo caso costa 2.695 euro.

    Latest sotto i 1.000 euro

    TISSOT PRX Ufo Robot Grendizer
    Appena uscito ci ha entusiasmato – basta leggere la nostra recensione. Ma mica solo noi… Ha creato talmente scalpore che in due ore l’e-commerce ufficiale ha volatilizzato le scorte. Se siete tra i tanti rimasti a bocca asciutta, per voi c’è una buona notizia: in questi giorni è in distribuzione il riassortimento. Quindi potrete trovarlo presto nelle boutique monomarca, di nuovo online e in futuro anche da selezionati rivenditori. Tranquilli, resterà per tanto l’orologio del momento: magari intanto registratevi per restare aggiornati… 895 euro.

    LOCMAN Mare Amerigo Vespucci
    Mentre la nave-scuola della nostra Marina Militare continua a circumnavigare il Globo come ambasciatrice d’italianità, l’azienda elbana amplia la collezione dedicata con tre nuovi esemplari al quarzo. Assoluta new entry è questo inedito Mare, con la cassa in acciaio e titanio di 44 mm. Il quadrante soleil è decorato dalla mappa del mondo, lo stemma della Forza Armata e la silhouette della stessa Amerigo Vespucci. Le date 2023/2025 stanno proprio a ricordare la durata del periplo. 498 euro.

    D1 MILANO Polycarbon Dot
    Look inedito per l’esemplare iper-leggero del Marchio, che si veste di coloratissimi pois su fondo nero (oppure bianco). Ispirato alla tecnica del dripping – tipica dell’Espressionismo astratto e resa famosa da Jackson Pollock -, vede l’orologio cosparso da una miriade di gocce multicolor. Il fatto che il processo di caduta delle vernici sia del tutto casuale, fa sì che non esistano due modelli uguali. La cassa misura 37 mm di diametro, il movimento è al quarzo. Fra moda, arte e unicità. 179 euro.

    FESTINA Ceramic
    Sportivi, coloratissimi, no gender: sei nuovi cronografi al quarzo vanno ad arricchire il catalogo del Brand spagnolo. Realizzati in acciaio con la lunetta in ceramica (da qui il nome), hanno la cassa da 39 mm, mentre il quadrante si distingue per i contatori e la lancetta centrale dei secondi crono in ton-sur-ton. Vivacissime le cromie: azzurro cielo, blu elettrico, rosa e verde, più una versione in madreperla e un’altra “panda”, argenté e nero. Da 149 euro.

    SWATCH Bioceramic What if… Monochrome
    Alternativo e divertente, lo Swatch quadrato adotta monocromie a contrasto. I nuovi modelli si chiamano Blackagain e Allwhite, nomi sufficientemente evocativi da non aver bisogno di spiegazioni. La cassa in Bioceramic misura 33 mm di lato, il vetro è in materiale biosourced, il movimento al quarzo Swiss made ha la funzione day-date, anche il cinturino è in materiale di origine biologica. 110 euro.

  • Oisa 29-60 Automatico: il 2° capitolo dell’orologeria Made in Italy

    Oisa 29-60 Automatico: il 2° capitolo dell’orologeria Made in Italy

    La rivoluzione Locman – Oisa 1937 è compiuta. Ci sono ora tutte le carte sul tavolo per una nuova era dell’orologeria italiana, al cento per cento Made in Italy. Oggi (alle ore 16) a VicenzaOro/VO’ Clock Privé, nell’area “Esperienze”, l’annuncio di Una vittoria italiana (questo il titolo dell’incontro): il primo movimento automatico di manifattura tricolore, l’Oisa 29-60 Automatico. Una novità assoluta, di cui vi raccontiamo il contesto in questa doppia intervista esclusiva.

    A poco più di due anni e mezzo dal lancio sul mercato del primo (o meglio: il primo dopo quasi 50 anni) movimento meccanico di manifattura italiana, a carica manuale, è questo il secondo, decisivo, passo previsto nella sfida lanciata da due imprenditori visionari. Parliamo, naturalmente, di Marco Mantovani, fondatore e Presidente di Locman, e Benedetto Perrotta, socio e Amministratore unico di Oisa 1937. Una coppia vincente che oggi ha preso la scena con due notizie bomba: l’arrivo del movimento Oisa 29-60 Automatico, come dicevo, e l’uscita di Locman dal capitale di Oisa 1937.

    Chi – crediamo in pochi – abbia perso i capitoli precedenti di questa storia, può ricostruirla su questo sito, a cominciare dall’articolo scritto da Augusto Veroni nel 2021 e quello successivo del nostro Direttore. Basti qui dire che Oisa 1937 è un’azienda storica (fondata appunto nel 1937, da Domenico Morezzi) che arrivò a produrre fino a 10 mila calibri al mese. Un unicum italiano, piegato dalla crisi del quarzo, che la portò a chiudere nel 1978.

    Quarant’anni dopo, Carlo Boggio Ferraris (nipote del fondatore) ha fatto ripartire la produzione in uno stabilimento attiguo alla Officine Meccaniche Futura di Benedetto Perrotta, specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione. È in quei capannoni di Albuzzano, a una decina di chilometri dal centro di Pavia, che viene lanciata la sfida di far ripartire la grande tradizione dell’orologeria italiana. Con Marco Mantovani che affianca, consiglia, sprona, condivide entusiasmi con Benedetto Perrotta e tutta la squadra. Fino al lancio sul mercato di Montecristo Oisa 1937, la prima collezione di orologi che monta il calibro Oisa 29-50 Cinque Ponti. 

    È arrivato il momento per un primo bilancio…
    Perrotta: «Quando ho scoperto che in Italia non c’era nessuno che producesse movimenti meccanici per orologi sono rimasto molto sorpreso. Io non nasco esperto di orologeria, il mio mondo è la meccanica di precisione. Grazie alle competenze di una grande squadra, a cominciare dal direttore tecnico Fausto Berizzi, siamo riusciti a ottenere un risultato eccellente, in termini di prestazioni, design e finitura, così come di reclutamento e formazione delle maestranze. In verità, pensavo che il movimento sarebbe stato accolto con maggiore entusiasmo, soprattutto dalle ditte italiane che non avevano prima a disposizione un calibro Made in Italy. Allo stato attuale, la produzione supera le richieste».

    All’annuncio dell’industrializzazione del processo produttivo avevate posto l’obiettivo di 10 mila pezzi all’anno entro il 2025…
    Perrotta: «Ci siamo fermati prima: sarebbe al momento inutile raggiungere quei numeri. Oggi abbiamo una capacità produttiva di 2mila movimenti all’anno, e ne vendiamo 1.200». (Un plauso alla sincerità e alla trasparenza, ndr).

    Primo cliente: Locman… 
    Mantovani: «Dopo il lancio di Montecristo Oisa 1937, abbiamo montato il calibro anche in edizioni limitate, create per conto terzi. Come l’Amerigo Vespucci Island ref. 613 realizzato per il 93° compleanno della nave scuola della Marina Militare e poi rimasto come regalo diplomatico. E come la collezione per i 70 anni di Editalia realizzata da Tellus in collaborazione la Zecca dello Stato, con una Lira del 1946 in oro incastonata sul quadrante. Locman, per conto suo, ha poi dedicato al Cinque Ponti anche la collezione Decimo Canto, di cui in questi giorni presentiamo nuovi modelli, ancora più preziosi».

    Oltre Locman, sono arrivate richieste da altre marche?
    Perrotta: «Tre aziende, di cui non posso fare nomi, hanno iniziato a montare il nostro modello, personalizzato». 
    Mantovani: «Oisa 1937 non è gelosa: ogni azienda può personalizzare il movimento, e dargli il suo nome. Io credo che chiunque acquisti il calibro debba sentirsi onorato di poter scrivere, davvero, “Made in Italy” sul suo orologio. Questa non vuole essere una sfida alla Svizzera. È una sfida con noi stessi, che vogliamo fare le cose per bene, a un rapporto qualità/prezzo difficile da ottenere al di là delle Alpi. Mi auguro che le aziende italiane colgano le opportunità della rivoluzione appena avvenuta».

    L’arrivo dell’automatico è la ciliegina sulla torta…
    Perrotta: «Solo i veri appassionati scelgono la carica manuale. Il 90 per cento delle persone preferisce l’automatico. Il suo arrivo sul mercato, previsto per il 2025, quintuplicherà le nostre potenzialità».

    Uno degli obiettivi del calibro automatico è, per Oisa 1937, conquistare gli acquirenti più giovani?
    Perrotta: «Sicuramente. Sta all’orologiaio riuscire a trovare un modello che conquisti i giovani. Loro non comprano un orologio per leggere l’ora, bisogna farli sognare».
    Mantovani: Gli smartwatch hanno conquistato molti mercati, non l’Italia. Molti giovani hanno iniziato a guardare, studiare e apprezzare gli orologi dei nonni. Ho incontrato tanti ragazzi che guardano gli esemplari meccanici con lo stesso entusiasmo che colse me quando visitai per la prima volta la fiera di Basilea. Quello stupore e quella passione sono i motivi per cui l’orologeria continua e continuerà a prosperare».

    Locman ha previsto una o più collezioni dedicate al nuovo calibro automatico italiano?
    Mantovani: «Partiremo da un Montecristo. D’altra parte era automatico il primo orologio di quella collezione. Poi si vedrà. Oisa 1937 ha realizzato un calibro automatico che rispecchia gli stessi criteri di qualità del manuale e ne amplifica le potenzialità. Ora è arrivato il momento che che si presenti sul mercato come società pienamente indipendente, quale è di fatto sempre stata. Perciò Locman esce dal capitale e diventa un cliente».

    Dunque, vi separate?
    Mantovani: «Come previsto, abbiamo accompagnato Oisa nella parte più faticosa del percorso, controlli tecnici e supervisioni compresi. Ora il rodaggio è finito. La macchina produttiva è molto ben lubrificata. Il nostro compito esaurito. Restiamo però affezionati clienti. Abbiamo già fatto, per primi, gli ordini per il calibro Oisa 29-60 Automatico. Mi auguro che altri marchi italiani colgano quest’opportunità».

    Cosa vi mancherà del partner Locman?
    Perrotta: «L’esperienza di Marco, innanzitutto. Ma resteremo sempre in contatto».
    Mantovani: «Benedetto è molto umile. Oisa 1937 ha raggiunto livelli di eccellenza, con grossissimi investimenti in macchinari di altissima tecnologia e nella formazione del personale. Comunque, i nostri rapporti non cambiano con l’annuncio di oggi. Una giornata importantissima, perché, al di là del nuovo assetto societario, presentiamo il primo automatico della storia dell’orologeria italiana. Ed è giusto che questo lancio venga fatto alla fiera di Vicenza, che tanto ha investito sulla valorizzazione della filiera».

    Dopo l’automatico, aspettiamo le complicazioni…
    Perrotta: «Gran Data praticamente pronto, e condiviso con Locman. Su Fasi Lunari, Piccoli Secondi o altre complicazioni lavoreremo quando arriveranno richieste dal mercato. Nel frattempo, stiamo attrezzando un laboratorio di finiture a mano».

    E Locman presenta nuove collezioni a VicenzaOro?
    Mantovani: «Come sempre, settembre è per noi un mese ricco di novità. Tra le altre, una nuova referenza della collezione Montecristo, da sempre nostro core business, altre in collaborazione con Sandro Fratini e con Ducati. E poi, come anticipato, la versione super-preziosa del Decimo Canto, con quadrante full pavé».

  • Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/07/2024

    Cronache dell’orologeria. News & previews – 22/07/2024

    Tornano le Cronache dell’orologeria, per tenervi informati sui fatti e gli eventi delle ultime settimane nell’industria del Tempo. Quindi parliamo prima di tutto di sport – com’è giusto che sia, durante la stagione calda e con le Olimpiadi in vista. Ma in queste Cronache dell’orologeria c’è posto anche per le notizie corporate, in senso lato. Si sa, il marketing delle case orologiere se ne inventa sempre una. E non si ferma mai, anzi smentisce chi pensa che in Svizzera vadano tutti in vacanza a luglio… Buona lettura.

    Realtà aumentata

    C’è Gianmarco Tamberi che salta l’Arc de Triomphe, Mondo Duoplantis la chiesa del Sacre Coeur, Céline Boutier che tira da un gargoyle di Notre Dame… Come cronometrista ufficiale, Omega celebra i Giochi Olimpici di Parigi con una campagna video interpretata dai propri ambasciatori. Girata con la realtà virtuale, è ambientata fra i più celebri monumenti della Ville Lumière, in un gioco di proporzioni e prospettive dagli scorci unici. Annunciata un mese fa, a pochi giorni dalla cerimonia di apertura è più attuale che mai. Da vedere.

    Passione rossa

    Dal 26 al 28 luglio prossimi, al circuito Marco Simoncelli di Misano, si tiene la 12a edizione della World Ducati Week, il più grande raduno internazionale di appassionati dell’omonima due ruote. Tre giorni di pura goduria tra eventi in paddock, sessioni in pista, esibizioni di stuntmen e show serali. Dove, ancora una volta, si conferma cronometrista ufficiale Locman – partner della Rossa dal 2017. Che, è bene ricordarlo, ha in catalogo una collezione dedicata, realizzata in collaborazione con il Centro Stile di Borgo Panigale. Per Ducatisti veri.

    Cronache dell’orologeria… pettegola

    Lewis Hamilton al Grand Premio di Ungheria. (Foto Dean Mouhtaropoulos/ Getty Images courtesy Iwc).

    Ieri, al Gran Premio di Ungheria, Lewis Hamilton è salito sul 3° gradino del podio con al polso un Big Pilot’s Perpetual Calendar Top Gun Lake Tahoe di Iwc, in ceramica bianca, ben visibile sopra la tuta nera. Stessa scena due settimane fa, per la vittoria di Silverstone, al Gran Premio d’Inghilterra. Dove però il sette volte campione del mondo di F1 (nonché Brand ambassador, come l’intera scuderia) esibiva un altro orologio: un Pilot’s Watch Performance Chronograph 41 Mercedes-Amg Petronas Formula One™ Team (in alto). C’è chi può…

    A proposito di arte

    Il 6 e 7 luglio scorsi, al Grimaldi Forum di Monaco, si è svolta l’8a edizione di artmonte-carlo: la piccola ed eclettica fiera d’arte moderna e contemporanea, che quest’anno ha riunito 27 gallerie internazionali e circa 200 artisti. Presente anche F.P.Journe: il 5 luglio, durante il vernissage, il Maestro ginevrino in persona ha assegnato il Prix artmonte-carlo F.P.Journe ad Anna Boghiguian, rappresentata da Franco Noero, per la scultura Untitled 2023. Puntualmente donata al Nouveau Musée National de Monaco. Così si fa…

    Versilia mon amour

    All’inizio del mese, Swatch ha aperto un temporary store a Forte dei Marmi, in via Spinetti 6, nel cuore dello shopping firmato. Uno spazio all’insegna del colore e dell’allegria, in cui si trovano le collezioni più estive e fluo del Brand, come Swatch Neon o Bioceramic What if…? Se vi state chiedendo che ci azzecca il Marchio più pop di tutta la Svizzera delle lancette con la storica meta del turismo d’élite, la risposta è semplice. Il MoonSwatch fa gola a tutti: facoltosi imprenditori, politici, volti noti dello spettacolo e dello sport…

    Nuove sinergie

    Morellato Group ha siglato un nuovo accordo di licenza con Karl Lagerfeld per la produzione di orologi e gioielli. La partnership prevede che alla Maison parigina spetti la direzione creativa, mentre al Gruppo veneto lo sviluppo prodotto e la distribuzione – che avverrà sia attraverso canali tradizionali (la capillare rete di negozi di proprietà e di retailer in tutto il mondo) sia online (gli e-commerce Morellato più karl.com). Previste due collezioni all’anno, la prima già il prossimo autunno-inverno. Non vediamo l’ora di vederla.

    Reshuffle (trad. rimpasto)

    C’è chi lo chiama “valzer delle poltrone” – e basta guardare quanto è successo, di recente, nella Divisione orologeria di LVMH, per capire perché. Dopo 20 anni Ricardo Guadalupe lascia il ruolo di Ceo di Hublot per assumere quello (simbolico) di Presidente onorario. A Nyon sarà sostituito da Julien Tornare, per lungo tempo a capo di Zenith ma da 6 mesi alle redini di TAG Heuer, dove arriverà invece Antoine Pin, storico Ceo di Bulgari. Proprio da Bulgari, poi, Laura Burdese è stata nominata vice Ceo. Un bel rimescolamento, no?

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • 10 orologi subacquei sotto i 2.500 euro. Professionali, non estremi

    10 orologi subacquei sotto i 2.500 euro. Professionali, non estremi

    Focus su 10 orologi subacquei per chi sta per andare al mare. Dieci suggerimenti per chi non vuole spendere un capitale. Che poi 2.500 euro sono già una bella cifra per noi comuni mortali, anche se siamo consapevoli dei prezzi raggiunti dal mondo delle lancette negli ultimi tempi. Per questo abbiamo scelto 10 orologi subacquei di prezzo diverso – dai 795 ai 2.400 euro, per essere precisi – e con caratteristiche diverse, così da permettere a tutti di farsi un’idea di cosa c’è sul mercato.

    Chiariamo subito i nostri criteri di scelta. Fin dall’inizio ci siamo orientati solo sugli esemplari a carica automatica: senza nulla togliere al quarzo, vogliamo restare fedeli alla tradizione dei movimenti meccanici. Quindi abbiamo privilegiato le marche più note, che vantano un passato nelle immersioni. Evitate quindi di cercare qui gli orologi subacquei dei microbrand, non li troverete. Ma se siete appassionati del genere, un po’ di pazienza e arriverà presto una vetrina anche per voi.

    Soprattutto ci siamo concentrati su modelli tosti, affidabili, con una costruzione codificata dalle norme internazionali, a cominciare dall’impermeabilità elevata. Niente roba da fighetti, per intenderci, messa al polso più per far scena che per un uso effettivo. Ma nemmeno troppo estrema, non dobbiamo lavorare su una piattaforma petrolifera. I 10 orologi subacquei riuniti qui sotto sono modelli professionali, sì – a volte adatti perfino alle grandi profondità -, ma sempre molto portabili. Studiati per la muta, perfetti con maschera e pinne, ma a proprio agio anche in abiti “civili”, con i look sportivi o informali.

    Anche a livello cromatico, come si può vedere, sono tutti molto “classici”. Ma spesso esistono anche in altri colori: per saperne di più, vale la pena sempre visitare il sito del produttore. Troverete così altri esemplari, che magari rispecchiano di più gusti (tasche) ed esigenze personali. In fondo i “nostri” 10 orologi subacquei vogliono essere solo delle indicazioni di massima, semplici idee da cui ciascuno può prendere spunto per acquistare il pezzo “giusto” per il proprio polso. Un consiglio: non basatevi solo sulle assolute novità, ma prendete in considerazione anche modelli noti, in catalogo da più tempo… A volte, meritano.

    ORIS Aquis Date
    Cassa (41,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 733 (base Sellita Sw200-01), con datario. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezione con inserto in ceramica, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò trasparente, bracciale in acciaio. 2.400 euro.

    ALPINA Seastrong Diver Extreme Automatic
    Cassa (39 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro AL-525 (base Sellita Sw200), con datario. Quadrante stampato con pattern triangolare, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in ceramica opaca, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio. 2.295 euro.

    LONGINES HydroConquest
    Cassa (41 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L888 realizzato in esclusiva, con autonomia di 3 giorni e datario. Quadrante opaco, lancette, indici e numeri applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro, bracciale in acciaio 316L. 2.000 euro.

    MIDO Ocean Star 600 Chronometer
    Cassa (43,5 mm) in acciaio, impermeabile fino a 60 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica, Calibro 80 realizzato in esclusiva, con autonomia di 80 ore, spirale in silicio, datario e certificato ufficiale di cronometro (Cosc). Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio con sistema di regolazione. 1.670 euro.

    LOCMAN Montecristo 500 Metri
    Cassa (43 mm) in acciaio 316L Pvd blu, impermeabile fino a 50 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw200, con datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso in titanio, cinturino in silicone. 1.590 euro.
    Per leggere la recensione dedicata, clicca qui.

    SQUALE 1521 Marina Militare
    Cassa (42 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 50 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw 200-1 elaboré, con datario. Quadrante soleil, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, vetro zaffiro, cinturino in microfibra. Edizione limitata di 500 esemplari, 1.590 euro.

    SEIKO Prospex 1965 Heritage Diver’s
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 6R55 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e datario. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, vetro zaffiro bombato, bracciale in acciaio. 1.400 euro.

    DOXA Sub 600T Sharkhunter
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 60 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta 2824/Sellita Sw200 personalizzato, con datario. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale (brevettata) con inserti in acciaio sabbiato, vetro zaffiro, corona a ore 4, fondello inciso, cinturino Nato. Da 1.350 euro.

    HAMILTON Khaki Navy Scuba
    Cassa (43 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica uatomatica, calibro H-10 realizzato in esclusiva, con spirale in Nivachron e autonomia di 80 ore. Quadrante sfumato con indicazione dell’ora militare, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in ceramica, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale in acciaio. 1.145 euro.

    TISSOT Seastar 1000 Powermatic 80
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, spirale in Nivachron, autonomia di 80 ore e datario. Quadrante spazzolato, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro, cetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio, intercambiabile a sgancio rapido. 795 euro.
    Per leggere la recensione dedicata, clicca qui.

  • Oroscopo di giugno. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di giugno. Previsioni e orologi, segno per segno

    Anche se le condizioni atmosferiche non sembrano confermarlo, giugno è la porta dell’estate. E l’oroscopo di giugno – come sempre, con il consueto pizzico di ironia – ci auguriamo ci consoli per questa stagione così inclemente. Ma prima di passare in rassegna le previsioni segno per segno, analizziamo insieme gli eventi astronomici più significativi del mese.

    Il segno dominante, per le prime due decadi, è quello dei Gemelli: segno duplice, portatore di molteplici significati. Il giorno 3 vede l’ingresso di Mercurio, pianeta veloce e amico della comunicazione e degli affari, proprio nel segno dei Gemelli. Un rinforzo che farà sentire i suoi influssi. Sarà poi la volta, il 6, del Novilunio, anch’esso sempre nei Gemelli, mentre l’8 vedrà l’ingresso di Marte in Toro – anche qui, grandi energie in gioco – e il 16 Venere entrerà in Cancro.

    Il rapido Mercurio passerà in Cancro il 17. Il 20 cadrà il solstizio d’estate, con il giorno più lungo dell’anno e, lasciando i Gemelli alle spalle, il Sole entrerà nel segno del Cancro. Plenilunio in Capricorno il 21, e inizio del moto retrogrado di Giove in Pesci il 29. Tanti eventi nel cielo: scopriamo insieme come andranno a riflettersi nei dodici segni dello Zodiaco.


    Ariete

    Per voi nati sotto il segno dell’Ariete, l’oroscopo di giugno prevede una serie di ripetute opportunità. Che si manifesteranno soprattutto sotto forma di incontri, anche inattesi: uno in particolare potrebbe rivelarsi fondamentale per il vostro futuro. Giorni magici il 3 e il 4: allo stesso tempo, Venere in Gemelli infonderà energie assolutamente positive nella sfera delle relazioni umane e sentimentali. Belle notizie in arrivo: siate pronti ad accoglierle, i vostri meriti finalmente saranno riconosciuti. Festeggiate con esemplare brioso, che favorisca il buonumore.

    WYLER VETTA Dynawind
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Soprod P024, con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, vetro minerale bombato, cinturino in pelle made in Italy. Esiste in tanti colori. 850 euro.

    Toro

    Ammettetelo: da un po’ di tempo siete alla ricerca dell’idea giusta per migliorare la vostra condizione economica. Giugno vi porterà una serie di possibilità: a voi la scelta. Sempre meditando bene, prima di prendere decisioni importanti, ma pronti a cogliere quello che gli astri vi porgeranno sul vassoio delle opportunità. Nei giorni tra l’11 e il 14 potreste sperimentare qualche dissapore sul lavoro: non fatevi travolgere dal piano emotivo, date alle cose il loro giusto rilievo. Dalla settimana seguente, tutto riprenderà per il meglio. Mettete al polso un orologio che vi ricarichi con la pietra del vostro segno.

    GUCCI G-Timeless Automatic 38 mm
    Cassa in acciaio (38 mm). Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante in malachite con api applicate, vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio. 2.000 euro.

    Gemelli

    Secondo il vostro oroscopo di giugno sarà un mese di trasformazione, decisamente positivo per compiere la svolta cui stavate pensando da tempo. Siate saggi: siete grandi comunicatori, ma concentratevi anche nell’ascolto. Una persona che non sentivate da tempo vi porterà un consiglio che si rivelerà prezioso. Il Novilunio sarà il punto di svolta per una sorta di piccola rinascita: sentirete l’energia fluire in voi come da tanto non accadeva. Assaporate la bella sensazione, schiacciate l’acceleratore e via, verso nuove avventure. Premunitevi di un orologio pronto a tutto: non si sa mai.

    MIDO Multifort M Freeze
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro 80, con spirale in Nivachron, autonomia di 80 ore e funzione day-date. Quadrante spazzolato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio, intercambiabile a sgancio rapido. 920 euro.

    Cancro

    Nati sotto il segno del Cancro, attenti: i primi giorni di giugno saranno per voi un banco di prova, soprattutto per la vostra pazienza. Situazioni assolutamente non gravi, non temete: ma potreste essere un po’ infastiditi. Non sopravvalutate le cose, armatevi di santa pazienza e chiarite una volta per tutte il vostro pensiero e le vostre posizioni. L’ingresso di Mercurio in Cancro il giorno 17 faciliterà la buona conclusione di contratti e trattative. Una volta che tutto sarà ben definito, godetevi il meritato riposo. Scegliete un orologio dal colore rilassante.

    NOMOS GLASHÜTTE Tangente 38 datario Schlossgrün
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro DUW 4101 di manifattura, con scappamento proprietario, datario brevettato e piccoli secondi. Quadrante mat, vetro zaffiro (anche sul fondello), cinturino in tessuto, resistente all’acqua. Edizione limitata di 175 esemplari. 1.925 euro.

    Leone

    Prima metà del mese all’insegna dell’energia, impossibile non notarla. Che sia sul fronte del lavoro, degli affetti o dell’avventura, vi sentirete come Indiana Jones, pronti ad affrontare e superare qualsiasi sfida. Tutto positivo? Fondamentalmente sì. Ma attenzione, soprattutto dopo metà mese, a non essere sopraffatti dalle responsabilità e dagli impegni, assunti sull’onda dell’entusiasmo. Il 17, Mercurio e Venere s’incontreranno in Cancro. Una bella telefonata, o un messaggio, da una persona che non sentivate da tempo vi faranno tornare con la mente al passato. Assecondate i ricordi con un esemplare dal gusto vintage.

    FREDERIQUE CONSTANT Classics Index Automatic
    Cassa (40 mm) in acciaio Pvd oro rosa, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro FC303 (base Sellita SW-200), con datario. Quadrante argenté, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in pelle effetto nabuk. 1.295 euro.

    Vergine

    Per voi della Vergine, il mese inizierà con una sfida: andare o restare? Prendere o lasciare? Valutate ogni aspetto e imboccate la strada che mente e cuore vi suggeriranno. Le stelle vi sono propizie. L’oroscopo di giugno annuncia un rinnovamento a partire dal 6, dopo il Novilunio: non abbiate timore, cercate il vostro percorso con prudenza e decisione allo stesso tempo. Sole e Mercurio in Gemelli il 14 promettono buone novità sul fronte professionale: attenti a chi vorrà starvi troppo vicino, forse potrebbe solo voler approfittare della vostra luce riflessa. Esibite un esemplare che ribadisca la gerarchia.

    VERSACE Dominus
    Cassa (42 x 49,5 mm) in acciaio Ip canna di fucile. Movimento al quarzo Swiss made, calibro Ronda 5030.D, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso con Medusa, cinturino in silicone con logo e Greca in rilievo. 1.590 euro.

    Bilancia

    Il mese inizierà con un riconoscimento: la conclusione di un corso, un attestato, un diploma, il superamento di una prova. Ottimo modo per concludere una fase del vostro percorso di crescita e per intraprenderne un’altra. Non siate frettolosi: lasciate sedimentare l’adrenalina di quest’ultimo traguardo raggiunto e ponderate bene la scelta del prossimo obiettivo. Con il solstizio d’estate le idee si chiariranno: e dal 28, con Giove retrogrado in Pesci, il tempo sarà maturo per riflettere su voi stessi, riordinando quegli aspetti che avevate trascurato. Fatevi ispirare dall’aplomb di un orologio firmato.

    FERRAGAMO Sapphire
    Cassa (41 mm) in acciaio Ip nero. Movimento al quarzo Swiss made, calibro Ronda 703. Quadrante soleil con indice a Gancini, lancette e indici luminescenti, lunetta in vetro zaffiro, vetro zaffiro, cinturino in poliuretano riciclato. 1200 euro.

    Scorpione

    Cari nati in Scorpione, secondo il vostro oroscopo di giugno le prime due decadi si profilano positive. Quando poi il Sole entrerà nel vostro segno, sarà tutto ancora migliore. Viaggi in arrivo: forse non quelli che avevate programmato, ma – in ogni caso – il vostro spirito nomade saprà goderne. Non trascurate i disturbi digestivi degli ultimi mesi: attenzione all’alimentazione. Stare all’erta è nella vostra natura, pronti a pungere: concedetevi un po’ di relax e di spensieratezza, ve li siete meritati! Niente di meglio del mare, purché con un bel subacqueo al polso.

    TISSOT Seastar 1000 Powermatic 80
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80, spirale in Nivachron, autonomia di 80 ore e datario. Quadrante spazzolato, lancette e indici luminescenti, lunetta girevole unidirezionale con inserto in vetro, cetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio, intercambiabile a sgancio rapido. 795 euro.

    Sagittario

    Il mese inizia con nuove presenze, nuove persone: qualcuno di diverso dal solito giro, che incontrerete nella prima decade. Qualche leggero contrattempo verso i giorni 9 e 10, niente di grave: non prendete però nulla alla leggera, sistemate rapidamente le situazioni e preparatevi, con la seconda metà di Giugno, ad assaporare momenti intensi, nel senso migliore del termine. Sforzatevi di tenere separati il lavoro e il tempo libero: avete bisogno di nuove energie e di ricaricarvi. Staccate il cellulare, la spina, spegnete il tablet e immergetevi nella natura. Con un outdoor watch nuovo di pacca, s’intende.

    HAMILTON Khaki Field Expedition Auto
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro H10, con spirale in Nivachron e 80 ore di autonomia. Quadrante mat, lancette luminescenti, lunetta con bussola, vetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio. 1.195 euro.

    Capricorno

    L’oroscopo di giugno vi vede in un nuovo ruolo, un nuovo lavoro, un nuovo impegno. Novità è la vostra parola d’ordine, questo mese: affrontatela mettendo il meglio di voi, senza però dare la sensazione di voler spadroneggiare. Dedicate il giusto tempo anche ai rapporti umani: conoscere gli altri è anche un buon modo per imparare molto su noi stessi. Venere entra in Cancro il 16 e potrebbe portare un tocco di romanticismo alla vostra vita, sempre sovraccarica e super-organizzata: siate pronti a cogliere i segnali. Siate un po’ meno cerebrali, starete meglio! Chiedete “luce” all’universo e richiamatela a voi (anche) con il quadrante del vostro orologio…

    SQUALE 1521 Full Luminous Militare
    Cassa (42 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 50 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1 élaboré. Quadrante in Super-LumiNova bianco a emissione verde, indici stampati, ghiera girevole unidirezionale con indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso con logo, cinturino in gomma. 1.195 franchi svizzeri.

    Acquario

    Si profila un mese intenso. Già dalla prima decade noterete che una serie di eventi, per i quali avevate a lungo atteso, andranno a compimento. Intorno a voi si creerà un’aura positiva, della quale dovrete sapere far tesoro. Intorno alla metà di giugno la vostra attenzione sarà concentrata sulla casa: un immobile, in qualche modo, richiederà che prendiate delle decisioni, piccole o grandi. Per l’ultima decade, in arrivo un ospite inatteso, ma molto gradito. Trascorrerete ore serene, approfittatene per liberarvi dai pensieri dei mesi passati. Parola d’ordine: leggerezza. In senso fisico ed estetico, anche per ciò che mettete al polso.

    LOCMAN Montecristo Skeleton Pvd
    Cassa (42 mm) in acciaio Pvd blu, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Depa elaborato dalla Sio, scheletrato. Lancette e indici luminescenti, fondello in titanio, cinturino in silicone. 1.350 euro.

    Pesci

    È giunto il momento di lasciare alle spalle le esperienze che vi avevano rattristato: inizia per voi un periodo particolarmente favorevole. L’oroscopo di giugno prospetta cambiamenti in vista: coglieteli come occasione di rinnovamento, prima di tutto di voi stessi. Intorno al giorno 11 potreste essere coinvolti in discussioni o diverbi: cercate di evitarli. Dal 16, poi, le cose prenderanno il verso giusto, come forse non osavate neppure sperare. Ogni tanto, anche un po’ di fortuna non guasta! Think pink: siate ottimisti, pensate positivo e la vita vi sorriderà. Mettete un tocco di rosa (propiziatorio) anche al polso.

    ALPINA Alpiner Extreme Quartz
    Cassa (34 x 35.2 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, calibro AL-220, con datario. Quadrante con pattern triangolate, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, bracciale rastremato in acciaio. 1.195 euro.

  • Locman Montecristo 500 Metri: signore degli abissi

    Locman Montecristo 500 Metri: signore degli abissi

    Se siete diversamente giovani come lo sono io, vi ricorderete lo spot televisivo in cui quella buonanima di Mike Bongiorno portava una grappa in cima alle vette più alte delle Alpi. Dal Monte Bianco, al Rosa, al Cervino, il payoff era “Sempre più in alto!”. Ecco, per il Locman Montecristo ribaltiamo lo slogan di Mike e diciamo “Sempre più in basso!”. Non perché la qualità sia scaduta, anzi. Ma, letteralmente: perché, con il nuovo Locman Montecristo 500 Metri, l’esemplare simbolo della Marca elbana tocca profondità cui non era mai arrivato prima.

    Gli esordi del Locman Montecristo

    Un risultato raggiunto in coincidenza dei 15 anni dalla rinascita della collezione. Era infatti il 2009 quando Locman rilanciò quello che sarebbe poi diventato il suo bestseller. In tutta onestà, per il successo che ha incontrato in tre lustri di vita, a me sembra che sia sul mercato da molto più tempo. Proprio perché il nuovo Locman Montecristo si fece subito notare e distinguere per alcuni tratti che, all’epoca, si allontanavano dallo stereotipo di orologio del Marchio.

    Intanto, all’interno della cassa alloggiava un movimento meccanico a carica automatica rielaborato dalla Scuola italiana di orologeria (S.I.O.), fondata proprio da Locman tre anni prima. Non era un movimento di manifattura nel senso più puro dell’espressione, ma comunque un ottimo calibro che aveva già in sé un’ambizione: il rilancio dell’orologeria tricolore che è alla base della missione aziendale odierna del Marchio.

    Oltre al calibro, fece il suo debutto la cassa brevettata, in titanio e acciaio. Una spinta decisa sui materiali, già nelle corde di Locman che, nei decenni precedenti, aveva dato una scossa al mercato con i suoi orologi in alluminio. Per non parlare dei pezzi in oro e radica di erica delle origini (il primo Montecristo Automatico, appunto), una fusione di materiali che alcuni marchi contemporanei rivendicano come propria, ma che il Brand faceva sua già a metà degli anni ’80.

    La nuova cassa era leggera anche visivamente, grazie a un’estetica che sarebbe diventata poi caratteristica del Locman Montecristo. Mi riferisco alle anse triple, la cui scheletratura (se possiamo chiamarla così), con la relativa alternanza di pieni e vuoti, toglie peso alla struttura dell’orologio. Specialmente se vi si aggancia un cinturino in caucciù.

    C’è pressione e pressione

    Detto questo, arrivo al nuovo Locman Montecristo 500 Metri. Che, come potete facilmente intuire dal nome e dalla mia introduzione, garantisce per la prima volta nella storia della collezione una impermeabilità fino a 500 metri. Che poi, come ben sapete, quando si parla di impermeabilità è sempre meglio e più corretto parlare di atmosfere o di bar, anziché di metri. Termini tra i quali, vuoto per pieno, c’è un rapporto di 1 a 10: 1 bar, 10 metri. 10 bar, 100 metri. 50 bar, 500 metri.

    Dettaglio non banale, perché se si considera che l’acqua della doccia può uscire a 5 bar o più, lavarsi con al polso un orologio con impermeabilità garantita fino a 3 bar non è proprio salutare per l’orologio in questione… Ne ho incontrati di orologiai che raccontano di clienti arrabbiati perché si sono ritrovati la cassa allagata dopo una doccia o dopo un tuffo da uno scoglio o da una barca. Avete idea della pressione che si esercita sull’orologio impattando con l’acqua da diversi metri d’altezza?

    Un problema che con la nuova referenza non si pone. Intanto perché è in tutto e per tutto un Montecristo e poi perché 50 bar di impermeabilità non sono noccioline. Il Dna della collezione è visibile non solo nella cassa (43 mm di solido acciaio e titanio) ma anche nella vocazione subacquea professionale dell’orologio. Il quadrante è ampio, chiaro, leggibile. Indici e lancette sovradimensionate sono roba da vero diver. La ghiera unidirezionale in ceramica è bella da vedere e utile da consultare, grazie agli indici e al triangolo a ore 12 luminescenti. Dettaglio di stile: nelle diverse referenze, il colore della scala di immersione da 0 a 15 è ripreso dalla punta della lancetta dei secondi.

    La valvola dell’elio

    Ciò che rende questo Locman Montecristo 500 Metri un diver di razza è la presenza della valvola di decompressione, posta a ore 8. Giusto per differenziarsi da altri “colleghi” che la piazzano a ore 10, a ore 2, a ore 4, a ore 9. A beneficio di tutti, ricordo che la funzione di questa valvola è quella di preservare il movimento dai danni che potrebbe provocare la penetrazione di molecole di elio all’interno della cassa, fpermettendo loro di uscire..

    Nelle immersioni in acque profonde, i subacquei devono respirare una miscela di ossigeno e di elio per evitare gli effetti della narcosi da azoto. L’elio sostituisce infatti l’azoto in modo che non si manifesti quella pericolosa condizione che, a profondità elevate, causa malori e disorientamento. Poiché, però, le molecole di elio sono molto piccole, possono penetrare nelle guarnizioni dell’orologio. I fase di risalita, poi, le molecole di elio si espandono e creano una pressione interna tale da far saltare il vetro come un tappo di champagne, danneggiando irrimediabilmente l’orologio. Ecco dunque che la valvola consente al gas intrappolato nella cassa di uscire in modo sicuro.

    Il posizionamento del Locman Montecristo 500 Metri

    Il nuovo orologio è proposto in quattro varianti, che si differenziano per la presenza del cinturino in caucciù o del bracciale in acciaio e per la finitura della cassa. In due referenze, infatti, è presente un trattamento Pvd blu o nero che la rende molto sportiva. I prezzi vanno da 1.498 euro a 1.690 euro: un posizionamento in linea con quello delle altre referenze dei Locman Montecristo automatici professionali.

    Automatici, perché nella cassa di questa nuova referenza non lavora il calibro sviluppato dalla S.I.O., bensì un movimento svizzero Sellita SW200. Uno dei calibri più affidabili in circolazione (io lo definisco “un mulo”) in quanto a robustezza e precisione, il cui impiego qui è una scelta intelligente da parte di Locman. Incassare un movimento ben fatto e collaudato, di derivazione industriale, consente di contenere il costo dell’orologio garantendone comunque la qualità. Non poco e non da tutti, di questi tempi.

  • Locman Aethalia: estetica, meccanica e coerenza

    Locman Aethalia: estetica, meccanica e coerenza

    La strada intrapresa da Locman per valorizzare la bella orologeria italiana sa prendere direzioni inaspettate. Una di queste si chiama Locman Aethalia. Un tributo alla culla del marchio, l’Isola d’Elba, che nel nome rimanda proprio alla storia millenaria di questo pezzo di terra a un tiro di schioppo dalle coste toscane, con vista sulla Corsica.

    Per dare il nome al Locman Aethalia Marco Mantovani, il Presidente del marchio, e il suo team sono andati a ripescare antiche testimonianze storiche. Sono tornati a un’epoca in cui Roma ancora doveva nascere e l’Italia era terreno di conquista per i Greci in cerca di nuovi spazi. Proprio i navigatori ellenici, veleggiando sotto costa davanti all’isola, videro bagliori e scintille sprigionate dai forni che gli antichi abitanti dell’Elba utilizzavano per lavorare il ferro, di cui il territorio era ricco. Scintilla, αιθαλία, appunto, era il nome perfetto per quella terra che sorgeva dal mare come un miraggio.

    Il progetto LocmanX

    Locman, un marchio attentissimo non solo al made in Italy ma anche alle forti tradizioni locali, non poteva certo lasciarsi sfuggire questo riferimento colto e prezioso. Tanto più che serve a connotare una collezione, Aethalia, che è preziosa di suo. E un progetto, LocmanX, che lo è ancora di più.

    Come mi aveva raccontato lo stesso Mantovani lo scorso anno durante un’intervista, LocmanX individua le collezioni che montano movimenti di manifattura e che già solo per questo parlano a clienti con una particolare passione per la meccanica e orientati su una fascia prezzo importante. Insieme a Aethalia, a LocmanX appartiene anche la collezione Decimo Canto.

    Con un movimento di manifattura, nel caso del Locman Aethalia lo stacco rispetto alla fascia prezzo degli orologi con calibri standard diventa evidente, così come cambiano le dinamiche industriali di prodizione. È un tipo di approccio completamente differente ed è giusto, per come la vedo io, che il Brand abbia creato all’interno della propria offerta una distinzione ben chiara.

    Un calibro italiano

    Nel caso di Locman, se parliamo di movimenti di manifattura parliamo di Oisa. La partnership con questa storica azienda produttrice di calibri è stata raccontata con cura sulle nostre pagine, come potete leggere qui. Una collaborazione che è diventata una storia industriale da studiare, che si pone come obiettivo la rinascita e il rilancio della filiera dell’orologeria made in Italy.

    Una storia che ha portato come primo risultato alla creazione di un movimento 100% italiano, il calibro 29-50 Cinque Ponti a carica manuale, che abbiamo già ampiamente descritto in questo articolo. È il cuore meccanico della collezione Locman Aethalia, oltre che di altri orologi di fascia alta del Brand elbano. E non penso sia il caso di ritornare sulle sue caratteristiche tecniche, che potete scoprire leggendo il pezzo linkato poco più su.

    Quello su cui vale la pena insistere è invece la volontà di Locman di collocare questa collezione nel segmento più alto. Un posizionamento dettato sì dall’impiego di un calibro pregiato, ma anche dal valore storico e celebrativo di Locman Aethalia, cui ho fatto cenno all’inizio, dalla preziosità dei materiali utilizzati, dai dettagli di stile, dal design decisamente audace.

    Il quadrante del Locman Aethalia

    Mi focalizzerò proprio su questi ultimi punti, perché sono gli aspetti qualificanti dell’orologio, al di là della preziosità meccanica. Parto dal quadrante, che Locman ha strutturato in modo piuttosto complesso, dividendolo sostanzialmente in tre zone: parte centrale, disco della minuteria, réhaut, ciascuna caratterizzata da un’estetica differente.

    La parte centrale è a mio parere la più interessante, caratterizzata da una bella lavorazione a Clous de Paris; anche se effettuata a macchina e non a mano, l’effetto estetico è notevole. In questa zona trova spazio a ore 12 il logo Locman, mentre a ore 6 il logo Oisa 1937 ricorda a tutti qual è il calibro meccanico che si cela al di sotto del quadrante. Sotto a questo logo non può mancare, orgogliosamente, il Tricolore italiano.

    Il disco della minuteria ha invece una lavorazione liscia, con gli indici stampati, che porta l’occhio verso il réhaut, strutturato su due livelli. Una parte inclinata verso il disco liscio riporta i pallini luminescenti in corrispondenza degli indici; una parte piatta esterna, a contatto con la lunetta, ha la minuteria a chemin-de-fer. Le lancette a daga, luminescenti, di ore e minuti e la lancetta dei secondi centrali completano la struttura del quadrante.

    Un’estetica inedita

    Notevole l’architettura della cassa. Per realizzare il Locman Aethalia, il marchio ha puntato su una cassa in tre parti: lunetta, carrure e fondello a vite. Ciò che salta all’occhio è proprio la carrure, caratterizzata dal design ipertrofico delle anse. Un’estetica ardita, che individua in maniera netta questa collezione, anche e soprattutto nelle proporzioni. A fronte di una cassa da 40 mm, la distanza da ansa ad ansa (il cosiddetto lug-to-lug) arriva a 49 mm: un rapporto che, sulla carta, non favorisce certo la migliore vestibilità.

    Sulla carta. Locman ha infatti adottato alcuni accorgimenti per consentire di mantenere l’estetica particolare dell’orologio senza sacrificarne, per quanto possibile, l’indossabilità. Intanto, la cassa è in titanio, quindi particolarmente leggera. Poi è stata disegnata una buona curvatura delle anse in modo che possano seguire il più possibile la forma del polso.

    Infine, il cinturino non è agganciato sul bordo dell’ansa ma più o meno a due terzi della distanza tra il bordo stesso e la cassa; in questo modo, lo spazio tra cassa e cinturino è quasi impercettibile e si accentua l’avvolgenza di quest’ultimo. Come saprà chi di voi legge i miei articoli, io ho un polso piccolo. Ho provato l’orologio e devo dire che non è scomodo, nonostante l’impatto visivo rimanga piuttosto importante.

    Resta comunque la volontà di differenziare il Locman Aethalia in maniera netta, soprattutto nell’estetica, dal resto dell’assortimento. Sia con questa collezione sia con Decimo Canto, il lavoro fatto dal Brand sul design delle casse traccia una linea di demarcazione piuttosto netta con quello che è, da sempre, il percepito di Locman da parte degli appassionati. Una scelta che, come mi ha ricordato Mantovani nell’intervista citata all’inizio, rafforza la mission dell’azienda senza snaturarla.

    Locman Aethalia e la sfida alle convenzioni 

    Chiudo segnalando che l’orologio è disponibile con il cinturino in pelle naturale italiana pienofiore, prodotta da concerie toscane e lavorata a mano. In alternativa c’è un bracciale in titanio a tre file. Esiste anche una preziosissima versione con cassa in oro 18 carati e cinturino in alligatore color testa di moro.

    Naturalmente cinturino, bracciale e materiale della cassa incidono sul prezzo finale dell’orologio. La versione con cassa in titanio e cinturino in pelle costa 3.980 euro, che diventano 4.158 se si sceglie il bracciale. La cassa in oro fa lievitare il costo del Locman Aethalia fino a 18.900 euro: una bella sfida, che parla a un target decisamente di nicchia.

    Una sfida che ha portato Locman a sterzare decisamente verso un nuovo pubblico e una nuova concezione di orologeria. Una concezione nella quale l’eccellenza meccanica e il design distintivo diventano i pilastri su cui costruire non una nuova identità di brand, ma un posizionamento alternativo e coraggioso. In bocca al lupo per la nuova avventura.

  • Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Il bracciale integrato. Una scelta di stile per 15 esemplari

    Curioso… Di recente, mentre qui in redazione stavamo navigando in un noto forum di orologeria, ci siamo imbattuti in un thread che trattava del bracciale integrato. Nel quale il moderatore si lamentava della carenza di modelli così fatti – sostanzialmente perché costosi e “non di moda” –, ad eccezione degli esemplari storici che ne sono da sempre corredati. La cosa ci ha fatto sorridere. Sono trascorsi dieci anni – non pochi, è vero – ma la situazione ai nostri giorni appare completamente ribaltata. Perché il bracciale integrato non solo si ritrova in tantissime collezioni recenti, ma è presente in tutti i segmenti di mercato. Cioè è diventato ormai a una tendenza diffusa e trasversale, all’insegna di quel gusto neo-rétro che va per la maggiore.

    Cos’è il bracciale integrato

    Per bracciale integrato si intende, in poche parole e a fini divulgativi, un bracciale che non si aggancia come di consueto alle tradizionali anse, separate e ben distinte dal corpo della cassa, ma risulta un tutt’uno con la carrure. La costruzione particolare presenta appunto una perfetta integrazione delle maglie d’attacco nello spessore della cassa, così da offrire, sia dal punto di vista visivo sia al tatto, una totale continuità fra i diversi componenti dell’habillage.

    Due precisazioni. La prima potrà sembrare inutile ai lettori più esperti, ma è sempre meglio ribadirla, viste le sciocchezze che circolano in Rete. Si definisce “bracciale” l’elemento in metallo (o in ceramica o in qualsiasi altro materiale rigido) che permette di indossare l’orologio al polso. Se invece è in pelle, in tessuto, in gomma o quant’altro si chiama “cinturino”. La seconda: qui ci riferiamo al bracciale integrato inteso in senso esclusivamente orologiero. Tralasciamo invece quell’architettura tipica della gioielleria in cui è la cassa a essere integrata all’interno del bracciale. Ne parleremo magari in un’altra occasione.

    Ieri e oggi

    Il bracciale integrato di nostro interesse nasce negli anni Settanta, una stagione fertile per le innovazioni orologiere tanto tecnologiche quanto estetiche. Rappresenta un simbolo di modernità del design e si afferma con esemplari oggi di culto come il Nautilus di Patek Philippe, il Royal Oak di Audemars Piguet, l’Ingenieur di IWC – tutti scaturiti dalla matita di Gérald Genta. Ma anche il 222 di Vacheron Constantin, il Laureato di Girard-Perregaux, il Riviera di Baume&Mercier o certi Constellation di Omega (tipo l’Electroquartz prima e il Manhattan un paio di decenni dopo). E poi il Polo di Piaget, rieditato di recente in un’edizione fedele all’originale, recensita qui.

    Sta di fatto che sono soprattutto manifatture di un certo tipo a produrlo. Perché richiede un lungo e attento studio in fase di progettazione, numerosi prototipi per vagliarne l’assetto e una cura particolare nell’assemblaggio. Insomma, risulta più problematico di un bracciale “normale”. Il che era vero soprattutto in passato, quando non esistevano i programmi CAD… Certo la moderna tecnologia aiuta: sia a trovare soluzioni per rendere il bracciale intercambiabile (cosa impossibile negli esemplari d’epoca), sia a ridurre i costi. Ed è il motivo per cui attualmente si trovano in vendita orologi con il bracciale rastremato anche a poche centinaia di euro. Vedere sotto per credere.

    Anche la vestibilità sembra più problematica. O meglio, la struttura stessa è al contempo uno svantaggio e un vantaggio: tutto dipende dal rapporto fra il diametro della cassa e quello del polso. Lo svantaggio sta nel fatto che il bracciale integrato non ha grandi capacità di adattamento, soprattutto quando non c’è proporzione fra ciò che si desidera e ciò che si può realmente indossare. Al contrario, però, se il lug-to-lug corrisponde al diametro del polso, l’orologio ha una vestibilità perfetta, ben salda, estremamente equilibrata. E regala sensazioni di vero piacere.

    La nostra selezione

    Ecco allora una serie di esemplari a tema, suddivisi per fasce di prezzo e senza nessuna ambizione di volervi offrire una panoramica completa ed esaustiva. Quelli che trovate qui sono solo una minima parte degli orologi con bracciale integrato attualmente in vendita. Ci sono i mostri sacri dell’orologeria, così famosi da non aver bisogno di presentazioni, ma anche creazioni lanciate da poco, magari meno note ai più. Così come sono rappresentate le maison più rinomate, i nomi dell’orologeria industriale ma anche marchi artigianali e indipendenti. Il mondo è bello perché è vario, e al bracciale rastremato non resiste nessuno.

    Ancora, abbiamo accostato versioni da uomo, da donna – là dove esiste ancora la differenza – o privi di connotazione di genere. Per questioni di uniformità estetica poi abbiamo volutamente scelto metalli “freddi”, ma esistono naturalmente anche bracciali integrati nei colori più caldi dell’oro o perfino in ceramica colorata. E, per lo stesso motivo, ci siamo concentrati soprattutto sui “solo tempo”, consapevoli comunque che molti modelli da noi prescelti appartengono a collezioni ricche di complicazioni. Proprio per presentarvi un’ampia gamma di prezzi, non abbiamo badato neppure al tipo di movimento: qui sotto quindi troverete anche qualche esemplare al quarzo. Va bene comunque.

    Sopra i 20mila euro

    LAURENT FERRIER Sport Auto Blue
    In titanio grado 5. Cassa di 41,5 mm e quadrante sfumato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LF270.01 di manifattura, con micro-rotore decentrato, 3 giorni di autonomia, piccoli secondi e datario. 48mila franchi svizzeri, tasse escluse.

    PATEK PHILIPPE Nautilus Ladies Automatic 7118/1A
    In acciaio. Cassa di 35,2 mm e quadrante opalescente, con onde a rilievo. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 324 S C di manifattura, con secondi centrali e datario. 32.430 euro.

    H.MOSER & CIE Streamliner Small Seconds Blue Enamel
    In acciaio. Cassa di 39 mm e quadrante in smalto Grand Feu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro HMC 500, con micro-rotore decentrato, 74 ore di autonomia e piccoli secondi. 29.900 franchi svizzeri. Per approfondire, leggi qui.

    VACHERON CONSTANTIN Overseas
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante argenté soleil. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 5100 di manifattura, con secondi centrali e datario. Certificato dal Punzone di Ginevra. Il packaging include due cinturini, intercambiabili. 27.800 euro.

    Dai 10 ai 20mila euro

    LOUIS VUITTON Tambour
    In acciaio. Cassa di 40 mm e quadrante multilivello, spazzolato al centro. Movimento meccanico a carica automatica, calibro LFT023 di manifattura, con micro-rotore decentrato e piccoli secondi; con certificato ufficiale di cronometro (Geneva Observatory). 19.500 euro.

    CHOPARD Alpine Eagle
    In Lucent Steel. Cassa di 41 mm e quadrante con finitura ispirata all’iride delle aquile. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 01.01-C, con 70 ore di autonomia, secondi centrali e datario; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc). 17.400 euro.

    GIRARD-PERREGAUX Laureato Copper
    In acciaio. Cassa di 38 mm e quadrante a Clou de Paris. Movimento meccanico a carica automatica, calibro GP03300 di manifattura, con secondi centrali e datario. 15.700 euro

    IWC Ingenieur Automatic 40
    In acciaio. Cassa di 40 mm con cassa interna in ferro dolce e quadrante a Tapisserie. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 32111 realizzato in esclusiva, con autonomia di 5 giorni, secondi centrali e datario. 13mila euro.

    OMEGA Constellation Meteorite
    In acciaio. Cassa di 41 mm e quadrante in meteorite Pvd blu. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8900 Co-Axial Master Chronometer di manifattura, con secondi centrali e datario; resistente ai campi magnetici, certificato cronometro dal Metas. 10.500 euro. Ne riparleremo…

    Dai 10mila ai 1.000 euro

    BELL & ROSS BR 05 Black Steel
    In acciaio. Cassa 40 mm e quadrante opaco. Movimento meccanico a carica automatica, calibro BR321, con secondi al centro e datario. 5.300 euro.

    PERRELET Turbine 41 Titanium
    In titanio grado 2. Cassa di 41 mm e quadrante con turbina girevole. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P331-MH di manifattura, con secondi centrali; con certificato ufficiale di cronometro (Cosc e Chronofiable). 4.850 euro.

    Sotto i 1000 euro

    TISSOT PRX Powermatic 80
    In acciaio. Cassa di 40 oppure di 35 mm e quadrante stampato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Powermatic 80 realizzato in esclusiva, con 80 ore di autonomia, secondi centrali e datario. 775 euro.

    LOCMAN Stealth Titanium
    In titanio. Cassa di 42 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo con secondi centrali e datario. 759 euro.

    D1 MILANO Ultra Thin Zephyr Silver
    In acciaio. Cassa di 30 mm e quadrante soleil. Movimento al quarzo. 335 euro.

    TIMEX Q Timex Reissue
    In acciaio. Cassa di 38 mm con lunetta girevole. Movimento al quarzo con funzione day-date. 179 euro.

  • Locman Decimo Canto: la “divina” orologeria

    Locman Decimo Canto: la “divina” orologeria

    Che cosa lega Locman e Dante Alighieri, a parte la comune origine toscana? Per quanto possa sembrare strano, a unirli sono gli orologi. Sul marchio dell’Elba pochi dubbi, visto che li produce da quasi quarant’anni. Ma Dante, che cosa c’entra? C’entra se scrivo Locman Decimo Canto, la nuova collezione che, come ci ha detto il Presidente del marchio, Marco Mantovani, «segna l’ingresso del Brand in un segmento luxury, senza abbandonare la propria fascia core». Ma faccio un passo indietro e vado a riprendere per mano Dante.

    L’orologio… poetico

    Forse non è così noto il fatto che uno dei primi riferimenti letterari a un orologio meccanico non da campanile è proprio all’interno della Divina Commedia, nel X Canto del Paradiso: “Indi, come orologio che ne chiami / ne l’ora che la sposa di Dio surge / a mattinar lo sposo perché l’ami”. Si tratta del riferimento alle suonerie dei cosiddetti svegliatori monastici, che servivano a richiamare i monaci dal sonno alle loro funzioni mattiniere. (Chi volesse approfondire l’argomento, può andare a leggere quanto scritto sul Giornale degli Orologi in occasione dell’anniversario di morte del Sommo Poeta, un paio di anni fa: basta cliccare qui).

    Comunque, da questo punto Marco Mantovani è partito per ideare Locman Decimo Canto. Lo ha fatto insieme a Sandro Fratini, toscano come lui oltre che uno dei più importanti collezionisti al mondo di orologi e ideatore del marchio L’O. «Dal fatto che l’Italia è stata protagonista della nascita degli orologi e noi italiani, oltre che noi toscani, abbiamo questa passione perché sentiamo da secoli l’arte dell’orologeria», ha affermato ancora il Presidente di Locman.

    LocmanX e Locman Decimo Canto

    Detto questo, è importante scrivere che, oltre a essere la collezione a oggi più preziosa del marchio, Locman Decimo Canto è anche un tassello all’interno di un progetto più strutturato chiamato LocmanX. Si tratta di una linea che comprende in sé le collezioni mosse da calibri di manifattura: al momento ci sono il Montecristo Oisa, il Montecristo per l’Amerigo Vespucci, la nuova collezione Aethalia e, appunto, Decimo Canto.

    I più attenti di voi hanno letto qualche riga più sopra un nome familiare, Oisa. È il calibro 29-50 Cinque Ponti della manifattura lombarda il cuore meccanico di LocmanX e quindi anche di Locman Decimo Canto. Continua infatti la collaborazione tra il marchio elbano e Oisa, iniziata proprio un paio di anni fa con l’obiettivo di riportare a splendere la filiera dell’orologeria made in Italy. E i cui frutti cominciano a vedersi ora.

    Non torno sulle caratteristiche tecniche del calibro 29-50 Cinque Ponti: potete leggerle qui in maniera esaustiva. Quello che voglio sottolineare, prima di passare al racconto di Locman Decimo Canto, è la coerenza industriale che ha mosso ancora una volta Marco Mantovani in questa avventura di prodotto. Il fatto che si trovi in una fascia prezzo non familiare per il cliente Locman è giustificato sì dalla preziosità dei materiali, ma anche dal calibro, quello che più fa battere il cuore all’appassionato e che legittima ai suoi occhi il posizionamento alto della collezione.

    Quadranti preziosi

    E vediamola allora Locman Decimo Canto. Parto da quello che maggiormente mi ha impressionato quando ho avuto il privilegio di vederla in anteprima e un po’ “aumm aumm” a Vicenza Oro, lo scorso settembre: i quadranti. Per i quali il brand ha scelto il sorprendente effetto delle pietre dure: lapislazzuli, malachite, occhio di tigre, diaspro rosso e turchese, affiancate dalla madreperla.

    La lavorazione artigianale di queste pietre e della madreperla è un’impresa certosina; ridurle in lastre sottili pochi decimi di millimetro significa rischiare di spezzarle con uno starnuto, dovendo ripartire da capo e buttando via materiale prezioso. Come si suol dire, però, il gioco vale la candela: alla fine ogni quadrante, e di conseguenza ogni orologio, è un pezzo unico.

    Proprio la matericità di questi orologi è ciò che li rende pregiati, prima ancora che preziosi. Il quadrante ha gli indici applicati, il logo Locman a ore 12 e il logo L’O a ore sei. Nelle referenze più preziose, Locman Decimo Canto ha gli indici in diamanti naturali incolore. Per la scelta e la lavorazione di queste pietre, Locman si è rivolta a Crivelli, un’azienda italiana capace di interpretare al meglio i concetti di alta gioielleria che la collezione vuole esprimere. La scritta Made in Italy a ore 6, all’interno della minuteria chemin de fer, ribadisce il concetto alla base non solo di questo orologio, ma dell’intera filosofia aziendale.

    Naturalmente il quadrante non è “sporcato” dalla presenza di un datario, per due motivi abbastanza logici. Primo, il movimento 29-50 Cinque Ponti di Oisa non ha il disco data. Secondo, solo un maestro Takumi giapponese che volesse fare harakiri potrebbe pensare di intagliare con una finestrella la fragilissima pietra del quadrante…

    Parlando (poco) del calibro

    Come scritto sopra, non torno sui dettagli delle caratteristiche del calibro montato nella collezione Locman Decimo Canto. Ricordo solo che è un movimento nato per la personalizzazione, sia nei materiali sia nelle finiture. Platina e ponti possono essere fabbricati in ottone, titanio, oro o alpacca ed essere decorati con incisioni, rilievi, smalti o trattamenti Pvd.

    Inoltre, il calibro 29-50 è stato concepito come movimento di base da declinare in quattro versioni. Oltre al classico Cinque Ponti può essere a Ponte Unico, con Doppio Bariletto e Riserva di Carica oppure, come vogliono la logica e anche il mercato, a Carica Automatica.

    La cassa di Locman Decimo Canto

    Ciò che invece vale la pensa sottolineare è la lavorazione della cassa. Intanto è in titanio, materiale per il cui utilizzo in orologeria Locman è stata pioniere. Titanio lucidato quasi a specchio, e voi sapete che infame d’un materiale è il titanio da lavorare (prende fuoco più facilmente di Vittorio Sgarbi), e soprattutto da lucidare.

    Poi ha un design unico, una lavorazione a tre balze fatta apposta per ricordare le tre cantiche della Divina Commedia. A fare da elemento connettivo ci sono le quattro anse, molto pronunciate e la cui forma si restringe dal cinturino verso la lunetta. Abbracciano la cassa ed enfatizzano la peculiarità del design e dei volumi. Nelle referenze più preziose hanno i diamanti incastonati.

    La cassa è impermeabile fino a 5 bar grazie alla corona con guarnizione interna o-ring. La corona stessa è decorata con una pietra che richiama il materiale del quadrante: dà un tocco elegante ulteriore oltre a uniformare l’estetica di ciascun orologio Locman Decimo Canto.

    Qualità italiana

    Per la sua collezione più preziosa, il Marchio ha fatto le cose in grande anche con la varietà delle referenze. Ce ne sono decine, ciascuna diversa in base al materiale del quadrante, all’utilizzo o meno dei diamanti, alla presenza del bracciale in titanio a sette file o del cinturino in pelle di caimano.

    Un particolare quest’ultimo, che lega ulteriormente la collezione alle radici di Locman. Di quell’azienda che, quasi quarant’anni fa, cominciò con la pelletteria e con i cinturini per poi trasformarsi in un’eccellenza del made in Italy.

    Un vantaggio competitivo, quest’ultimo, anche per posizionare in modo corretto sul mercato sia LocmanX sia Locman Decimo Canto. «I mercati di partenza sono soprattutto l’Italia e gli Stati Uniti, sono quelli al momento più giusti secondo noi per queste collezioni, oltre a essere i nostri mercati core», ci ha detto ancora Mantovani. «Abbiamo contatti con altri mercati europei interessati e con il Giappone, poi valuteremo dove sarà corretto esserci con questo tipo di prodotti».

    Insomma, va bene la Svizzera ma anche gli italiani “do it better” quando si tratta di lancette. A maggior ragione se pensiamo che con ruote e pignoni abbiamo a che fare dal Duecento e forse anche prima. Dante docet.

  • Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di novembre. Previsioni e orologi, segno per segno

    Inizia il nuovo mese e dalle nostre pagine vi giunge il nostro personalissimo oroscopo di novembre. Che pur partendo da una rigorosa analisi astronomica dei fenomeni celesti, vi porterà a curiosare tra modelli insoliti e a scoprire interessanti esempi di arte orologiera.

    Se ottobre si è concluso con un fenomeno raro – un’eclissi lunare molto parziale, ma ben visibile alle nostre latitudini -, vediamo cosa hanno in serbo per noi i Cieli di novembre.
    Un mese densissimo di eventi, dal punto di vista astrale. A cominciare dalla ripresa del moto diretto di Saturno, gigante e pesantissimo segno, che dopo mesi di moto retrogrado decide di riprendere il proprio moto diretto nella costellazione dei Pesci, il giorno 4. Questo mutamento di direzione suggerisce grande cautela: non lasciamoci trascinare da moti impulsivi e lasciamo che le situazioni si assestino prima di prendere decisioni affrettate.

    Ben presto, un altro evento, il giorno 8, vedrà l’ingresso di Venere, dea dell’amore, nel segno della Bilancia: trasporto sensuale e puro romanticismo ci attendono. Una relazione si era recentemente sbiadita? Nessun momento migliore per provare a risvegliare la scintilla.
    E se quella d’amore può essere una scintilla, andiamo subito dopo, il giorno 9, a esaminare l’ingresso di Mercurio, il comunicatore talvolta pungente, nel Sagittario, anch’esso dotato di freccia! Meglio tenere la lingua a freno ed evitare di essere troppo impetuosi nel voler asserire il proprio punto di vista, dato che i Cieli peggiorerebbero la situazione.

    Luna nuova in Scorpione il 13: tempo di trasformazioni e anche di un poco di trasgressione. Un cambiamento di look? Un tatuaggio?
    Il Sole il 22 entra in Sagittario: segno tradizionalmente interpretato come amante del viaggio e dell’avventura, sia fisica che mentale. Anche il battagliero Marte entrerà nel focoso segno del Sagittario il 24. Il mese chiude con l’ingresso, il giorno 27, della Luna piena in Gemelli.
    Ma passiamo ora, segno per segno a vedere come tutto questo si rifletterà nella nostra quotidianità.

    Ariete

    Recentemente reduci dalla piccola eclisse, voi nativi dell’Ariete godrete del ritorno di Saturno in moto diretto, sia nelle vostre passioni sia nei vostri interessi. A partire dal giorno 8, grazie a Venere, vi attende qualcosa di importante, in senso erotico o anche solo platonico. Mercurio in Sagittario potrebbe causare fastidi, che la vostra forza di vero Ariete non avrà difficoltà a domare. Fatevi valere. L’oroscopo di novembre segnala però la possibilità di piccoli problemi di salute in famiglia, forse anche qualche controversia in ambito economico. Verso la fine del mese godrete invece di giorni più sereni, nell’intimità del focolare domestico. Un bel cronografo dall’estetica d’antan potrebbe evocare piacevoli ricordi in chi è un po’ agé…

    ETERNA 1940 Chronograph Telemeter
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eterna 3916A di manifattura, con autonomia di 60 ore, cronografo con ruota a colonne, funzione flyback, indicazione delle ore e dei minuti crono in un unico contatore, secondi continui e datario. Quadrante opaco con scala tachimetrica e telemetrica, lunetta zigrinata, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle stampa alligatore. 3.950 euro.

    Toro

    La fine del moto retrogrado di Saturno vedrà uscire dalla vostra orbita situazioni e personaggi di cui, francamente, era davvero ora di fare piazza pulita. La deliziosa Venere andrà a controbilanciare le vostre (talvolta eccessive) tendenze impetuose. Mercurio potrebbe portare avventure erotiche, oppure lasciare spazio a fantasie o a esplorazioni di ampio genere. Attorno al 15, attenzione a possibili crisi di ansia e panico, che però si dissolveranno verso fine mese per lasciare il posto a situazioni di pace familiare e di grande serenità. Il Plenilunio sarà il momento giusto per donare qualcosa di bello – anche simbolico – a chi vi sta a cuore. Andate sul sicuro con un modello “solo tempo” dallo stile intramontabile ma dal twist modernissimo.

    BAUME&MERCIER Clifton 10713
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic di manifattura, con ruota di scappamento in silicio, 5 giorni di autonomia e datario; antimagnetico fino a 1500 gauss e con certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante sfumato, lunetta rivestita in oro rosa, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle dalla patina vintage. 4.200 euro.

    Gemelli

    Segno doppio per definizione, i Gemelli vivono modalità alterne, a volte persino antitetiche, sotto l’influsso dei Cieli. Secondo l’oroscopo di novembre, Mercurio, vostro pianeta d’elezione, potrebbe illudervi di trovarvi di fronte a un evento epocale: siate estremamente cauti e soppesate con saggezza, discriminando quel che vorreste da quel che effettivamente è e si manifesterà. Il giorno 9 porterà un successo, associato a uno specifico personaggio che vi affiancherà. L’ingresso del Sole nel Sagittario si rinforzerà il 24 con l’arrivo di Marte, ulteriormente esaltato dalla Luna piena nel vostro segno, il 27. Fine mese alla grande, insomma. Festeggiate il Plenilunio con un esemplare a tema: meglio se radiocontrollato, per il massimo della precisione.

    CITIZEN Radiocontrollato Tsuki-yomi Moonphase
    Cassa (43 mm) in Super Titanio con trattamento Duratect, impermeabile fino a 10 atm. Movimento Eco Drive, a energia luminosa, con autonomia di 2,5 anni, world time, fasi di luna e datario perpetuo; radiocontrollato. Quadrante che raffigura la Luna piena, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, bracciale in Super Titanio. 698 euro.

    Cancro

    Il ritorno nel moto diretto del potentissimo Saturno, grande regolatore dei Cieli, comporta la necessità – o l’ineluttabilità – di cambiamenti, soprattutto nelle relazioni personali. Venere in Bilancia porta positività e rappacificamenti. Che sia una nuova dieta, un filler, la scelta di reiscriversi in palestra o quel tatuaggio un po’ gotico al quale pensavate da tempo, qualcosa parlerà di voi sul piano estetico, ma avrà radici profonde… Il vostro oroscopo di novembre vi consiglia di prendere l’ultimo fine settimana con leggerezza. Il Plenilunio del 27 non vi coinvolga più del necessario: non fatevi in quattro per essere onnipresenti e godetevi il relax che avrete sicuramente meritato. Considerate un fuga in mezzo alla natura e attrezzatevi con uno strumento adatto, che non vi faccia perdere la bussola.

    TISSOT T-Touch Connect Solar
    Cassa (47,5 mm) in titanio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, connesso e a energia solare, con autonomia di 6 mesi, tecnologia Touch, multifunzione. Quadrante con indicazioni digitali, lancette luminescenti, lunetta in ceramica, vetro zaffiro, cinturino in gomma. 1.075 euro.

    Leone

    Càspita, Leoni, qui Saturno entra nella vostra ottava casa: sesso, morte e trasformazione – in senso metaforico, ovviamente, con cambiamenti importanti in arrivo. Subito però Venere in Bilancia sdrammatizzerà tutto e vi inviterà a prestare attenzione alle sfumature, al detto-non-detto, ai piccoli ma significativi segnali. Attorno al 20, il tempo è propizio per dedicarvi a voi stessi e uscire dal vortice degli impegni che, per una volta, potranno essere accantonati. Nell’ultimo weekend del mese il Plenilunio potrebbe risvegliare vecchi malintesi o dare adito a pettegolezzi spiacevoli. Non state al gioco e valutate la vera natura delle cose. Siate Leoni, non abbassatevi a un livello che non vi compete. Proteggetevi da influssi nefasti con un “classico” dell’antimagnetismo.

    EBERHARD & CO. Scientigraf
    Cassa (41 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm e con cassa interna in ferro dolce. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW300-1. Quadrante opaco, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, bracciale Chassis in acciaio. 2.910 euro.

    Vergine

    Il vostro è il segno della pazienza e dell’ordine, ma questa volta le vostre virtù principali saranno chiamate a esibirsi al meglio. Venere, dea dell’amore e della ricchezza, potrebbe portarvi un introito inatteso o un guadagno ben meritato. Mentre Mercurio, dio della comunicazione, potrebbe provocare piccoli screzi, che saranno spazzati via dal Novilunio del 13. Lasciate correre le piccole cose e non fatene questioni di principio. La vostra serenità, alla fine, viene prima di tutto. Nell’ultima decade ricordate che a volte dire di no è la scelta migliore. Non trascinate vecchie storie inutili e voltate pagina: perdonare è il più bel regalo che possiamo fare a noi stessi. Oltre a un orologio, s’intende.

    ORIS Artelier S
    Cassa (38 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Oris 733 (base Sellita SW200-1). Quadrante bombato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro bombato, fondello trasparente, cinturino in pelle. 1.900 euro.

    Bilancia

    Dopo cinque mesi di Saturno retrogrado, con l’aiuto di Venere il momento è perfetto per dedicarsi alla salute, al benessere, alla cura di sé. Evitate di rimuginare su storie passate e di indulgere a curiosare sui social nella vita di chi ormai non fa più parte della vostra sfera affettiva. Acqua passata. Il vostro oroscopo di novembre segnala qualche coccola in più, tutta per voi, in attesa di una seconda decade che sarà all’insegna della creatività, in senso lato. Rispolvererete vecchi talenti o vi scoprirete dotati per attività cui non avevate mai pensato. Novilunio di rigenerazione. Ultimi giorni del mese con qualche piacevole novità sul fronte finanziario. Concedetevi subito lo sfizio di un orologio estroso che racconti molto di voi…

    LOCMAN Aethalia
    Cassa (40 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Oisa 29-50 Cinque Ponti, con autonomia di 60 ore. Quadrante guilloché, indici e numeri applicati, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle lavorato a mano. 3.980 euro.

    Scorpione

    Punge la coda dello Scorpione e acuminata è la freccia del Sagittario: problemi in vista? No, perché il buon Saturno ripristinerà l’equilibrio e le energie dei due segni mostreranno il loro lato positivo. I nati sotto il segno dello Scorpione inizieranno a elucubrare – data la stagione – circa le scelte migliori per i regali natalizi, previdenti come nella loro natura. Proprio perché iperattivi, il Plenilunio sarà il momento perfetto per un relax totale, di rigenerazione. Dopo un paio di giorni di recupero delle energie fisiche e mentali, tutto apparirà sotto una nuova luce. Il vostro oroscopo di novembre vi invita ad aprire i vostri orizzonti e a prendere in considerazione ciò che è nuovo e originale. Anche in orologeria.

    H992 H1 Blue & Silver
    Cassa (42 mm) in acciaio spazzolato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW260-1, con piccoli secondi, datario e certificato ufficiale di cronometro rilasciato dal Cosc. Quadrante spazzolato, vetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio lucido e spazzolato. Edizione limitata di 992 esemplari, 992 franchi svizzeri.

    Sagittario

    Il pianeta del Sagittario è il generoso Giove: il Cielo si allinea perché il mese sia propizio, sotto buoni auspici. Il compleanno si avvicina e può essere un’ottima idea lasciar intendere a chi vi è più vicino cosa gradireste ricevere. Che sia un pensierino o un dono importante, con la saggezza del caso, orientate le scelte del vostro partner e sarete felici entrambi. Il vostro oroscopo di novembre segnala che Venere sarà buona suggeritrice, mentre il Plenilunio di fine mese potrebbe tramutarsi in una romantica fuga lontano dalle mille distrazioni quotidiane. Perché no? Procuratevi per tempo un bel GMT, utile in caso dobbiate attraversare i fusi. Non si sa mai…

    PERRELET Weekend GMT Green
    Cassa (39 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P-401 di manifattura, con secondo fuso orario, funzione giorno/notte e datario. Quadrante bombato soleil, vetro zaffiro, fondello trasparente, bracciale in acciaio. 1.880 euro.

    Capricorno

    Per i nati sotto il segno del Capricorno, dominati da Saturno che proprio in questi giorni abbandona il moto retrogrado, potrebbero esserci nella prima decade momenti di tensione, soprattutto in famiglia. Vecchi rancori? Cose non dette? Gelosie a lungo sopite? Resistete alla tentazione di esplodere in sbotti di ira che non porterebbero a nulla, e tra poco vedrete tutto in un’ottica diversa, per quel che è. Mercurio sarà portatore di luce, sul fronte della comunicazione e su quello creativo: nuove amicizie, nuovi interessi, una seconda decade davvero interessante. Siate pronti ad accoglierla. Buone occasioni economiche, da cogliere al volo. Permettetevi l’acquisto di un esemplare dall’ascendenza “artistica”.

    RADO True Square Thinline Les Couleurs™ Le Corbusier
    Cassa (37 mm) in ceramica hi-tech. Movimento al quarzo Swiss made. Quadrante spazzolato soleil, vetro zaffiro, fondello in titanio, bracciale in ceramica hi-tech. Edizione limitata di 999 esemplari, 2.750 euro.

    Acquario

    Bello l’oroscopo di novembre per i nati sotto il segno dell’Acquario, protagonisti di grandi e piccole cose. Dai consigli frivoli degli amici ai pareri professionali, l’asse del mondo sembrerà passare da casa vostra. Mese positivo, complessivamente, contrassegnato dall’insegnamento: sarete richiesti come docenti. Mercurio, re della comunicazione, vi sarà propizio e i vostri allievi godranno dell’entusiasmo che sicuramente saprete infondere. Non siate troppo mentali, però: ritagliatevi qualche spazio a contatto con la natura ed evitate – in ogni caso – di assumere atteggiamenti troppo professorali. Lasciatevi ispirare da un orologio dedicato a un grande della letteratura.

    CUERVO Y SOBRINOS Historiador Hemingway Icónico
    Cassa (40 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro CYS 8121 (base Sellita 221-1), con datario a lancetta. Quadrante mat, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in pelle. Edizione limitata di 882 esemplari. 2.600 euro.

    Pesci

    Novità positive sul fronte delle relazioni amorose e professionali, per i nati sotto il segno dei Pesci. L’oroscopo di novembre dichiara che per voi le stelle sono propizie: che sia l’arrivo dell’anima gemella, che siano turbolenti weekend di passione, questo mese resterà memorabile. Verso la seconda decade, soddisfazioni professionali potrebbero portare anche contropartite sul fronte economico. Sarete ambiti e ricercati, al centro delle attenzioni: non fatevi però travolgere dalla smania di apparire e usate saggezza nel concedervi. Eclissatevi ogni tanto, per aumentare l’aura di mistero… Un orologio dedicato a Selene potrebbe fare al caso vostro, soprattutto se supportato da immagini spaziali.

    MIDO Baroncelli Chronograph Moonphase
    Cassa (42 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 60 (base Eta A05.221) con spirale Nivachron, autonomia di 60 ore, cronografo con indicazione delle 24 ore, fasi di luna e calendario completo (giorno e mese a finestrella, datario a lancetta). Quadrante satinato soleil, contatori à colimaçon, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in caucciù. 2.940 euro.

  • Gli orologi delle Forze Armate, una patriottica tendenza

    Gli orologi delle Forze Armate, una patriottica tendenza

    C’è chi lo chiama “effetto Vannacci”. Per scherzo, naturalmente, perché il Generale di Fanteria – autore del libro che ha fatto tanto discutere – non ha alcuna influenza sul fenomeno in questione. Ma la battuta in effetti è una perfetta sintesi della tendenza in atto nell’orologeria italiana (e ci limitiamo volutamente all’Italia: però anche all’estero potremmo trovare casi simili). Di cosa stiamo parlando? Ma degli orologi delle Forze Armate, ovvio.

    Forze Armate in senso lato (concedeteci questa “licenza letteraria”): intendendo con questo termine non solo i corpi e i reparti propriamente detti, ma anche le istituzioni a essi in qualche modo collegati, gli organi con funzioni di pubblica sicurezza… e affini. E se il concetto non ti è chiaro, chiediamo venia. Scoprirai di cosa si tratta con più precisione se ci concedi ancora un po’ di tempo e vai avanti a leggere le prossime righe.

    I primi orologi delle Forze Armate del 2023

    Saranno i venti di guerra che spirano – ahinoi – da più fronti, sarà lo spirito patriottico che permea la sensibilità contemporanea, sta di fatto che gli orologi delle Forze Armate si sono imposti con una certa veemenza proprio in questo 2023. Tutto è cominciato la scorsa primavera, quando Wyler Vetta ha realizzato il Dynawind Esercito, un’edizione speciale della storica collezione che rende omaggio appunto all’Esercito Italiano. In stile militare, con cinturino Nato o bracciale in acciaio – ne aveva scritto all’epoca Fabio Parri –, era il risultato di una collaborazione che intendeva celebrare i valori e l’etica degli uomini in mimetica della nostra Armata di Terra. E fin qui niente di strano.

    Poi, qualche mese dopo, è stata la volta di Locman, che ha issato di nuovo le vele della partnership con la Marina Militare – siglata in origine nel 2007 – con un’inedita collezione dedicata all’Amerigo Vespucci. Lanciata in occasione del nuovo periplo attorno al mondo intrapreso dalla Nave scuola (“la nave più bella del mondo”), tuttora in corso, è composta da tre diversi esemplari. In questo articolo Savino Pisedda ne spiegava retroscena e significati. E lì, ce ne siamo subito resi conto, il fascino della divisa colpiva ancora.

    Sempre a proposito di Marina Militare, anche Squale ha portato ulteriore linfa alla partnership siglata fin dagli anni ’80, quando l’azienda di Chiasso divenne fornitore ufficiale degli orologi subacquei professionali per il corpo subacqueo militare con sede al Varignano, nel porto di Spezia. E la scorsa estate ha lanciato una nuova serie del Master dedicata ai Palombari del Consubim: in edizione limitata di 500 esemplari, di cui i primi 80 riservati all’uso degli uomini del Gos (Gruppo Operativo Subacquei) e gli altri 420 disponibili alla vendita. Ovviamente già sold out. Stessa sorte, del resto, è toccata anche ai 300 esemplari del Master Marina Militare prodotto lo scorso anno. Un destino segnato.

    …E quelli appena usciti

    Ma il trend ha trovato nuovo vigore con altri orologi delle Forze Armate usciti proprio nei giorni scorsi, tutti sempre con il logo orgogliosamente affisso sul quadrante in bell’evidenza. E a colpire è proprio il fatto che siano usciti in successione, uno dietro l’altro, manco rispondessero all’appello di un alzabandiera. A partire dal Sector Special Folgore, un cronografo realizzato – ça va sans dire – per la mitica Brigata Paracadutisti. E basta pensare al concetto di No Limits cui il Marchio è legato, per intuire che l’intera operazione ha una logica sottesa da ideali comuni: adrenalina, tempra, ardimento, performance…

    Ancora, nei giorni scorsi Breil ha presentato, all’interno della Questura di Milano, un cronografo e un tre lancette per la Polizia di Stato. In questo caso, tempo e tempestività (ovvero dinamismo, precisione, puntualità, necessari in ogni intervento) sono i principi ispiratori alla base della collaborazione. Ricchi di dettagli ispirati al mondo intrepido delle Pantere, gli esemplari andranno a equipaggiare gli Agenti sul territorio.  

    Sempre a proposito dell’ex Corpo delle Guardie di pubblica sicurezza, Ceccacci 1897 ha creato un’intera collezione dedicata all’ANPS (l’Associazione Nazionale Polizia di Stato). In questo caso, gli orologi rappresentano un mezzo per celebrare le tradizioni e il patrimonio storico-culturale della Polizia, così come i legami di solidarietà fra i Soci. Nella gamma si trovano fra l’altro modelli vintage, classici e perfino femminili. Ma non è finita qui: per la storica Casa frusinate già si parla di altri progetti a tema, ma i dettagli restano per ora top secret.

    Gli orologi delle Forze Armate sul mercato

    A onor di cronaca, però, alle novità dobbiamo necessariamente aggiungere altre partnership storiche, che hanno dato vita a modelli dedicati. Per esempio la collaborazione di Breitling con le Frecce Tricolori, che ormai ha alle spalle 40 anni di storia e nel tempo è sfociata in diversi cronografi (l’ultimo, del 2020, era il Chronomat illustrato nella gallery in alto, in tiratura limitata e ormai sold-out). Oppure i rinsaldati accordi fra Panerai e la Marina Militare, da cui derivano gli esemplari di ultima generazione (in una linea che nel 2019 vide anche l’uscita di una serie limitata legata agli Incursori del Consubim).

    Orologi che appartengono a fasce di prezzo differenti, è vero, ma proprio per questo sono una prova di quanto il fenomeno in realtà sia trasversale ai segmenti di mercato. Tralasciamo invece gli esemplari nostalgici di gruppi e operazioni belliche d’antan, che potrebbero assumere valenze politiche non pertinenti. Qui vogliamo solo raccontarvi gli orologi delle Forze Armate (& Co.), che sembrano riflettere l’orgoglio nazionale più attuale. Eccoli di seguito.

    BREIL Polizia di Stato
    Cassa (41 mm) in acciaio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Seiko NH35, con datario. Quadrante in carbonio, lancette e indici luminescenti, cinturino in pelle. 349 euro.

    CECCACCI WATCHES Vintage ANPS
    Cassa (40,5 mm) in acciaio lucido e satinato, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Eta (dal n° 1 al n° 10) oppure Sellita (dall’11 al 60), con datario. Quadrante guilloché, numeri applicati, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle conciato a mano in Italia. Edizione limitata di 60 esemplari. 599 euro.

    LOCMAN Montecristo Oisa 1937 Amerigo Vespucci
    Cassa (42 mm) in acciaio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Oisa Cinque Ponti, con autonomia di 60 ore. Quadrante soleil stampato, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello trasparente, cinturino in pelle di alligatore. Edizione limitata di 92 esemplari, 4.980 euro.

    PANERAI Submersible Marina Militare CarbotechTM
    Cassa coussin (47 mm) in CarbotechTM, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P.9010 di manifattura, con doppio bariletto, autonomia di 3 giorni, piccoli secondi e datario. Quadrante in carbonio, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale in CarbotechTM, vetro zaffiro, fondello inciso in titanio annerito, cinturino in caucciù. 20.600 euro.

    SECTOR Special Folgore
    Cassa (43 mm) in acciaio satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento al quarzo, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera con inserto in alluminio e bussola, bracciale in acciaio, lucido e satinato. In vendita con un cinturino addizionale in pelle scamosciata verde. Edizione limitata di 1200 esemplari numerati, 299 euro.

    SQUALE Master x Palombari del Consubim
    Cassa (41,65 mm) in titanio grado 5, impermeabile fino a 120 atm e con valvola di decompressione. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW 200-1 Elaboré, con datario. Quadrante a sandwich, lancette e indici lumniescenti, ghiera girevole unidrezionale con inserto in ceramica, corona al 4, cinturino in caucciù tropi; cinturino aggiuntivo in pelle rivestita in tessuto mimetico Comsubin Operational. Edizione limitata di 500 esemplari, 1.615 franchi svizzeri (+ Iva), ormai sold out.

    WYLER VETTA Dynawind Esercito
    Cassa (42 mm) in acciaio satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2824/SW200 su base Sellita, con datario. Quadrante opaco, lancette, numeri e indici luminescenti, bracciale in acciaio satinato. 990 euro.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 26/07/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 26/07/2023

    Eccoci di nuovo con il nostro rotocalco di informazione e curiosità dal mondo delle lancette. Le Cronache dell’orologeria di questa settimana registrano diversi eventi sportivi, sia di rilievo internazionale sia di carattere più locale, oltre a qualche novità in tema di anniversari e intrattenimento. Ai lettori più fedeli dobbiamo dire però che si tratta dell’ultimo appuntamento prima della pausa estiva. Ci riaggiorniamo dopo le vacanze. Se con le cronache dell’orologeria chiudiamo qui (per ora), non ci resta che augurarvi buona estate. E buona lettura.

    Orologiaio per un giorno

    Vi piacerebbe visitare una manifattura svizzera per capire come si costruiscono gli orologi? Frédérique Constant apre le porte al pubblico della propria sede di Plans-Les Ouates, a Ginevra. I tour della Manufacture Experience durano un’ora e mezza, anche con una guida che parla italiano, e si effettuano tutti i giorni, dal lunedì al giovedì (previa prenotazione, s’intende). In più, la Maison organizza anche un laboratorio di orologeria, che permette ai neofiti di cimentarsi con l’assemblaggio di un calibro. Trovate ulteriori informazioni a questo link.

    Tic tac, tic tac…

    Manca esattamente un anno all’apertura delle Olimpiadi di Parigi 2024. E Omega, cronometrista ufficiale anche in questa occasione (per la 31a volta!), ha inaugurato proprio ieri il tradizionale Countdown Clock, che scandisce – secondo dopo secondo – il tempo mancante all’inizio dei Giochi. A tagliare il nastro, il Presidente e Ceo Raynald Aeschlimann, in presenza delle autorità. Il grande orologio digitale si trova al Port de La Bourdonais, proprio sotto la Tour Eiffel. Andate a vederlo, se passate dalla Ville Lumiere nei prossimi 365 giorni…

    Bravo Thomas

    Foto Sarah Stier / Getty Images courtesy Omega

    Per restare in tema di cronometraggio sportivo, Omega è anche Official timekeeper dei Campionati mondiali di sport acquatici, che si tengono fino al 30 del mese a Fukuoka, in Giappone. (Ve ne sarete accorti, se li state seguendo in tv). Bene. Proprio quella strumentazione precisissima due giorni fa ha registrato i 22,68 secondi di Thomas Ceccon nei 50 maschili a farfalla, nuovo record italiano che è valso la medaglia d’oro al campione di Thiene. Un motivo d’orgoglio non solo per la Maison di Biel, di cui è ambasciatore, ma per tutti gli Azzurri…

    Non solo per i soci

    Il Club Nautico di Rimini spegne 90 candeline. E per festeggiare l’anniversario ha siglato una partnership con Oris e la Gioielleria Ciacci per la creazione di una special edition commemorativa: un Aquis Date Caliber 400, con cassa in acciaio e movimento automatico di manifattura, personalizzato con i colori e il guidone dello Yacht club. Fornito di 10 anni di garanzia, si può prenotare presso la Gioielleria di Rimini. Chi fosse interessato, però, non perda tempo: l’orologio è realizzato in una tiratura limitata di 30 esemplari…

    Bell’Italia

    A proposito di eventi futuri, Locman è diventato cronometrista ufficiale del Gran Premio Nuvolari. La 33a edizione della prestigiosa competizione di auto d’epoca si terrà dal 14 al 17 settembre prossimi. E si snoderà su un percorso di circa 1000 chilometri, con partenza e arrivo a Mantova (come di consueto), attraverso antichi borghi e città d’arte (con tappe a Modena, Imola, Rimini, e poi Arezzo, Siena, San Marino). Numerosi anche i momenti conviviali. Del resto meccanica, passione e italianità sono concetti cari alla Marca elbana…

    Giovani muse crescono

    Chanel ha annunciato che Lily-Rose Depp è la nuova “musa” del Première. Figlia d’arte – il padre è Johnny Depp, la madre Vanessa Paradis (ma lo sanno tutti, che lo scriviamo a fare?) -, l’attrice, cantante e modella francese – da anni ambasciatrice Chanel – presterà così il polso e il volto al Première Edition Original nella nuova campagna, le cui immagini saranno svelate al pubblico il 1° settembre. Nel frattempo, se non l’avete ancora vista recitare, guardatela nella serie tv Hbo The Idol, andata in onda di recente su Sky. Merita.

    Sul grande schermo

    Continua la collaborazione fra Hamilton e Christopher Nolan. Dopo Tenet, Interstellar, Inception, ecco ora Oppenheimer, un thriller basato sulla vita del padre della bomba atomica. Fissato com’è con la coerenza dei dettagli, il visionario regista ha inserito al polso dei protagonisti – Cillian Murphy, Emily Blunt e Matt Demon – ben sei esemplari storici: il Cushion B, il Lexington, l’Endicott, il Lady Hamilton A-2 e ancora il Piping Rock e il Military Ordinance. Il film uscirà in Italia il 23 agosto. Andatelo a vedere in una sala Imax, se potete…

    …e in tv

    Foto Filippo Tenti courtesy Seiko

    Seiko è diventato partner di Overland. La nuova stagione del diario televisivo di viaggi e avventure – ideato da Beppe Tenti fin dal 1995 e trasmesso su RaiUno – sarà in onda fino a 6 settembre. E per 8 puntate su 10 vede al polso di Filippo Tenti gli esemplari del Marchio giapponese. In particolare: un Astron Gps Solar, un Prospex e un Prospex Alpinist, che affronteranno le spedizioni naturalistiche fra Uganda, Somalia e Borneo Malese. Non una semplice operazione di product placement, insomma, ma un vero test di resistenza e performance.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai, ma sono spesso riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Locman e Amerigo Vespucci: vento in poppa all’italianità

    Locman e Amerigo Vespucci: vento in poppa all’italianità

    Che Locman sia un marchio orgogliosamente italiano è un dato di fatto. Sui quadranti di molti dei suoi orologi campeggia il tricolore e non è un mistero che il suo fondatore e Presidente, Marco Mantovani, persegua il sogno di ridare vita alla filiera italiana dell’orologeria. Il progetto Oisa, di cui abbiamo già parlato, va in questo senso, così come la partnership con la Marina Militare, fiore all’occhiello del Paese insieme alla sua nave scuola, la Amerigo Vespucci.

    Proprio la Vespucci è partita per un nuovo viaggio intorno al mondo, dopo quello del 2002, il 1° luglio scorso. Insieme alla nave c’è, guarda un po’, Locman, che la accompagna nel modo migliore che conosce: con la bellezza di tre orologi. Meglio però se vi rinfresco un poco la memoria sul binomio Locman-Marina Militare prima di procedere.

    In principio fu Teseo Tesei

    La partnership tra il Brand dell’Isola d’Elba e la Marina risale al 2007, quando Locman lanciò l’orologio Teseo Tesei. Portava sul quadrante l’emblema dell’Arma ed era dedicato al Maggiore del Genio navale della Regia Marina, celebre per aver sviluppato il siluro a lenta corsa. Una macchina micidiale, destinata agli attacchi contro le navi alleate durante la Seconda Guerra Mondiale.

    Particolare non di secondo piano: Teseo Tesei era originario di Marina di Campo, il centro dell’Isola d’Elba nel quale ha sede il quartier generale di Locman. A lui è dedicato anche il Comsubin (Comando subacquei e incursori), il reparto d’élite della Marina Militare incaricato di svolgere le operazioni di guerra non convenzionale in ambiente acquatico.

    Tra parentesi, va detto che quella presentazione di 16 anni fa rimase memorabile per i giornalisti invitati, perché permise loro di salire a bordo proprio dell’Amerigo Vespucci, allora ancorata al porto di Livorno. Mentre l’espressione più recente della collaborazione tra Locman e l’Arma è del 2020. Si tratta del modello della collezione Mare che ha a ore 6 sul quadrante lo stemma della Marina Militare. Un orologio disponibile con movimento automatico, con movimento cronografo o solo tempo al quarzo.

    Locman e la Marina Militare ancora insieme

    Ora, a distanza di tre anni, il giro del mondo dell’Amerigo Vespucci è l’occasione giusta per Locman e per la Marina per tornare a collaborare. Come ricorda il Brand, l’accordo per la produzione di una linea commemorativa di orologi della Campagna Navale aiuterà Locman a presentarsi su un incredibile palcoscenico. Lì, saranno mostrati al mondo i più alti valori dell’italianità e del Made in Italy, sinonimo di passione, eccellenza, unicità, tecnica e storia.

    Il Brand elbano farà tutto ciò non con uno ma, come ho scritto poco sopra, con tre orologi. Anche in questo caso, Locman ha scelto una strategia intelligente: creare un pezzo da posizionare ciascuno in una fascia prezzo differente, in modo da incontrare non solo i gusti ma anche i portafogli di diversi appassionati.

    Qualità Locman e design riconoscibile

    Una cosa accomuna i tre modelli: il quadrante. Di un bel colore blu smaltato, ha il logo dell’Amerigo Vespucci a ore 12 e lo stemma della Marina Militare a ore 6. Sullo sfondo un planisfero, simbolo di viaggio e conoscenza, con la silhouette della nave scuola all’altezza dell’Oceano Indiano.

    A ricordare la missione che sta circumnavigando il globo, a ore 10:30 e a ore 1:30 sono riportate le date 2023 e 2025. Sono i due anni in cui la nave diffonderà il meglio della cultura tricolore nei porti di tutto il mondo.

    Occhio al calibro

    Ecco, insieme al fatto che si tratta di tre modelli solo tempo, le caratteristiche comuni finiscono qui. Perché le differenze stanno soprattutto nel movimento. Partendo dal modello più basico, abbiamo l’orologio Amerigo Vespucci Island ref. 613. La cassa in acciaio lucido misura 40 mm ed è impermeabile fino a 5 bar. All’interno lavora un movimento giapponese al quarzo Miyota che ha anche la funzione datario.

    È disponibile sia con il classico cinturino blu in silicone, sia con un bel cinturino beige in tela Olona. Si tratta di un tessuto pesante e molto resistente, ad armatura a tela con riduzione molto fitta, usato ancora oggi per confezionare le vele della Vespucci.

    Un gradino più sopra c’è l’Amerigo Vespucci Montecristo ref. 537, con la classica cassa Montecristo da 42 mm. Composta da tre parti, ha una struttura esterna che abbraccia i due corpi centrali e li aggancia al cinturino attraverso le anse a tre barre. Locman ha scelto per la cassa sia la combinazione di acciaio e titanio lucido, sia l’acciaio e titanio con finitura Pvd blu. Il cinturino è il “classico” in silicone blu.

    Nella cassa, il Brand ha alloggiato un calibro automatico a 3 sfere Sellita SW 200. Chi lo conosce sa che, oltre alle 41 ore di riserva di carica, ha l’interessante caratteristica di essere senza data. La massa oscillante in tungsteno è personalizzata Locman.

    L’eccellenza di Oisa

    Sulla coffa della collezione, Locman ha messo il Montecristo Amerigo Vespucci ref. 535 e lo ha prodotto in una serie limitata di 92 pezzi. Il numero celebra il 92° anniversario della costruzione della nave. Per un pezzo tanto importante, serviva un movimento all’altezza. L’orologio incassa infatti il calibro meccanico a carica manuale Oisa Cinque Ponti, l’unico movimento prodotto e disegnato totalmente in Italia.

    Il movimento Oisa 1937 29-50 è dotato di 19 rubini dislocati sui cinque ponti sulla platina, in riferimento ai perni delle ruote, dove lavorano i perni del bilanciere, sul bariletto, sulla ruota corona, sull’ancora e sul plateau del bilanciere. Si tratta di un movimento che è stato elaborato a partire dall’originale del 1966 progettato dal fondatore di Oisa, Domenico Morezzi.

    Di quel calibro mantiene le misure originarie: 29,50 mm di diametro per 3,48 di spessore. Lavora a 25.200 alternanze/ora e ha un bilanciere a regolazione inerziale con sistema antiurto Kif. Ha una riserva di carica garantita di 60 ore, con una tolleranza cronometrica giornaliera di +/- 10 secondi. Un gran bel movimento, che Locman riserva solo agli orologi top e che è visibile attraverso il fondello trasparente.

    Il Montecristo Amerigo Vespucci ref. 535 è disponibile con il cinturino in silicone blu oppure in pelle naturale. La cassa in acciaio da 42 mm è impermeabile fino a 10 bar, grazie anche alla corona a vite con triplice guarnizione interna o-ring. Il quadrante è sormontato da un vetro zaffiro inscalfibile.

    I prezzi

    Infine, un occhio al prezzo. Come ho scritto prima, siamo di fronte a una scala che Locman ha pensato per soddisfare gusti e disponibilità di differenti tipi di appassionato. La versione al quarzo costa infatti 298 euro, sia con il cinturino in silicone sia con quello in tela. La referenza Montecristo con calibro automatico Sellita costa invece 998 euro con cassa acciaio e titanio lucido e 1.198 euro con la cassa trattata Pvd blu.

    Ben più in alto si posiziona invece la referenza motorizzata Oisa. Sia in virtù della qualità del movimento sia per il fatto di essere una edizione limitata, i suoi 4.980 euro sono ben giustificati. Dopotutto, si tratta di un orologio che farà il giro del mondo: l’eccellenza val bene la spesa.

  • Locman Mare 300Mt Carbon: Dna italiano

    Locman Mare 300Mt Carbon: Dna italiano

    In una delle tante chiacchierate che ho avuto modo di fare con Marco Mantovani, il fondatore e Presidente di Locman mi parlava così della sua azienda: «Penso che il marchio Locman possa aspirare a essere uno stile di vita oltre che un orologio, per via della nostra italianità e creatività. Se di esperienze come quelle vissute da Locman non facciamo un fardello pesante ma una ricchezza, credo che la storia della nostra azienda possa tramutarsi in un successo di lunga durata».

    Un pensiero che è alla base del lavoro fatto dal marchio dell’Isola d’Elba in quasi quarant’anni di lavoro, che hanno segnato in maniera positiva la storia dell’orologeria italiana. E che hanno portato Locman a credere fortemente nella rinascita della filiera dell’orologio tricolore con il progetto Oisa, di cui abbiamo già scritto. Ma questa è un’altra storia.

    Perché l’articolo di oggi vuole parlare di presente e di prodotto. Di un prodotto e di un presente che non ci sarebbero se non ci fosse un’impresa con una storia che è davvero una ricchezza. Il prodotto si chiama Locman Mare 300Mt Carbon e racchiude nel nome, oltre al Brand, almeno altre due parole chiave che spiegano l’avventura umana e imprenditoriale di Marco Mantovani.

    Locman, dammi due parole

    Comincio da Mare. È una delle collezioni più giovani di Locman, che comprende diverse referenze tra cronografi e solo tempo. Ma soprattutto è la collezione che richiama l’elemento fondante della storia del marchio. Quel mare che, insieme alla natura, come mi raccontava il Presidente sempre in quella chiacchierata, «in luoghi ricchi di storia e cultura come i nostri rappresentano valori eterni, fonte di ispirazione e motivazione artistica».

    L’altra parola è Carbon. Un materiale del cui utilizzo Locman è pioniera, almeno in orologeria. Perché non ha mai avuto paura di sperimentare fin dagli albori della sua storia, quando stregò i Vip di mezzo mondo – da Elton John a Puff Daddy, da Jennifer Lopez a David Beckham – con le casse in alluminio anodizzato della linea Sport.

    Prima dell’alluminio, negli anni ’80, Locman si era persino cimentata con una cassa in radica di erica. Non è un caso, perciò, la fondazione nel 2002 di Materie Future, una società specializzata nella ricerca e nell’applicazione del titanio e dei materiali compositi.

    Da lì, nel 2003, la sperimentazione arrivò al carbonio, appunto. Leggerissima, ancora più dell’alluminio, la fibra di carbonio fu utilizzata da Locman per creare la prima cassa integrale al mondo fatta di quel materiale. Un primato che non tutti conoscono e che ne aprì la strada all’utilizzo su larga scala in orologeria.

    Edizioni anniversario

    E arrivo così all’oggetto di queste righe, presentato proprio per celebrare il 20° anniversario della prima cassa in carbonio. Il Locman Mare 300Mt Carbon è declinato in due versioni, solo tempo e cronografo: entrambe – nemmeno a dirlo – in tiratura limitata di 2003 esemplari, ed entrambe caratterizzate dalla cassa integrale in carbonio. La quale le rende non solo leggere, ma anche sportive e adatte all’ambiente evocato dal loro nome: le onde e le profondità.

    Sia il solo tempo sia il crono sono orologi versatili, con tutti i codici estetici e le caratteristiche tecniche che ci aspetta di trovare nei subacquei professionali. La cassa da 44 mm si integra con continuità al cinturino in silicone, chiuso da una fibbia ad ardiglione. Molto bella la ghiera girevole bombata per il calcolo dei tempi di immersione, con i numeri incisi.

    La ghiera è realizzata in Abs (una termoplastica utilizzata per creare materiali leggeri e allo stesso tempo rigidi) e acciaio con trattamento in Pvd nero (ossia Physical Vapor Deposition, tecnologia usata per la deposizione di film metallici sottili su diverse tipologie di substrati).

    Locman Mare 300Mt Carbon: ottimi calibri, ottimi prezzi

    L’altro aspetto caratterizzante degli orologi, va da sé, è la texture del quadrante in fibra di carbonio. Nel solo tempo, quest’ultimo è pulito e leggibile, grazie ai grandi indici a pallettoni luminescenti, alle grandi lancette scheletrate di ore e minuti e a quella dei secondi centrali con la punta arancione. A ore 6 è presente, con orgoglio, il Tricolore. Informazioni ben chiare anche sul quadrante del cronografo.

    Per i movimenti, Locman ha operato due scelte differenti. Sul solo tempo il fondello in vetro, bloccato da un anello di titanio, consente la visione del calibro automatico, un Sellita SW200. Una meccanica onesta e affidabile per un orologio che, pur nella sua eleganza, rimane uno strumento professionale basato su precisione e affidabilità.

    Il cronografo è invece equipaggiato da un calibro al quarzo Swiss Made (Ronda). Anche in questo caso, Locman è andata sul sicuro consegnando la misura del tempo del Mare 300 Metri Carbon crono a uno dei costruttori di movimenti al quarzo più seri e affidabili.

    Locman ha dunque scelto di non utilizzare movimenti creati dalla propria accademia interna di formazione S.I.O., la Scuola Italiana di Orologeria. Questo ha consentito all’azienda di mantenere anche nel caso del Mare 300Mt Carbon l’ottimo rapporto qualità-prezzo che distingue le sue collezioni. Il solo tempo costa 1.798 euro, il cronografo 1.498 euro.

    L’importanza di fare squadra

    Chiudo come ho aperto, con le parole di Marco Mantovani di quel dialogo dell’epoca pre-covid che conservo: «Penso che le imprese funzionino quando c’è la squadra. È la cosa principale e più difficile da allestire, specialmente in un settore come il nostro che necessita di competenze tecniche molto specifiche. In ciascun ambito servono persone capaci, che si prendano delle responsabilità e sappiano dialogare».

    Non solo il Locman Mare 300Mt Carbon, ma l’intera storia dell’azienda e le sue collezioni sono lì a dimostrare che la squadra c’è e che l’impegno profuso nel suo allestimento ha ripagato ampiamente in termini di risultati e prodotti.

  • Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Cronache dell’orologeria. Sport, arte, corporate – 30/05/2023

    Consueto appuntamento con le Cronache dell’orologeria, che anche questa settimana vanno a spigolare fra gli innumerevoli comunicati arrivati in redazione. Dopo una serrata ma necessaria selezione, ecco qui di seguito le notizie assolutamente da sapere per restare aggiornati su quello che succede (e succederà) nell’industria del tempo. Tra sponsorizzazioni sportive, eventi artistici internazionali e nuovi protagonisti, le cronache dell’orologeria non ci annoiano mai…

    Vele d’epoca

    Dal 10 al 25 giugno si terrà la prima edizione della Richard Mille Cup, inedita regata di yacht storici nelle acque della Manica, fra Falmouth e Le Havre. Dove si daranno convegno elegantissime “signore del mare” di almeno 33 piedi, costruite tra la fine dell’800 e gli anni ’30 del secolo scorso. Tra i cutter e gli schooner selezionati spicca per esempio il magnifico Moonbeam IV del leggendario William Fife. Fra l’altro il trofeo per il vincitore, alto un metro, è realizzato da Garrard, il gioielliere britannico fornitore della famiglia reale. Spettacolo!

    Born to race

    È iniziato ieri il Tourist Trophy 2023, 102a edizione di quella che è considerata l’essenza del road racing per le due ruote. Come sempre dal 1907, sull’Isola di Man andrà in scena un concentrato di passione, adrenalina e follia pura che si snoda lungo le 37 miglia e passa della corsa (fino al 10 giugno). Partner e cronometrista ufficiale è ancora una volta Bremont, che per l’occasione ha creato l’Isle of Man TT Limited Edition, un cronografo in acciaio già avvistato al polso di Peter Hickman (nella foto), brand ambassador e grande favorito. Dita a V…

    Sognare in grande

    Nuovo excursus di Swatch nel mondo dell’arte. Per festeggiare il MoonSwatch, il Marchio si è rivolto a Saype, land artist di origine francese noto per le gigantesche opere effimere. Che ha creato due enormi dipinti nelle sterminate distese del Kenya: His Bright Dream (6mila m2, nella foto) e Her Bold Dream (7.200 m2). Realizzati con una pittura biodegradabile da lui inventata, a base di gesso e carbone, sono destinate a sparire nel tempo. Ma intanto fanno riflettere sul destino dell’uomo e su quello del pianeta. Applausi e tanti Ohhh di meraviglia…

    20 anni di mecenatismo

    L’iniziativa di Rolex Maestro e Allievo compie 20 anni. E la Casa della corona ha celebrato l’anniversario con il Rolex Arts Festival, inaugurato il 26 maggio scorso con una cerimonia di gala allo Stavros Niarchos Foundation Cultural Center (nella foto) di Atene, preceduta da 4 giorni di pre-festival. Per quasi una settimana, la capitale greca si è trasformata così in una “capitale della cultura” in cui si sono ritrovati decine di artisti coinvolti nel programma di mentoring, che hanno dato vita a una trentina di eventi, pubblici e privati. Beati gli ateniesi…

    Nuovi vertici 1

    Cambio al vertice da Locman. Il ruolo di Ad è stato assunto da Edoardo Lauber, manager friulano che ha maturato una lunga esperienza in campo commerciale e finanziario (ha lavorato in Safilo prima e in Luxottica poi). Ma non è nuovo in orologeria: da tempo fa parte del Consiglio di amministrazione dell’azienda elbana. Ora darà supporto al fondatore e Presidente Marco Mantovani per affrontare le sfide imposte dal mercato e sviluppare il marchio in un’ottica sempre più internazionale. Congratulazioni e buon lavoro.

    Nuovi vertici 2

    Cambio al vertice anche da Audemars Piguet. Ilaria Resta è la prima donna nominata Ceo di una delle marche top ten dell’orologeria elvetica. Di origini italiane ma residente vicino a Ginevra, la manager entrerà in azienda ad agosto e affiancherà François-Henry Bennahmias fino a dicembre – ad interim – per poi tenere le redini da sola dal 1° gennaio 2024. New entry nel settore (in precedenza ha lavorato da Firmenich e in Proctle and Gamble), sembra comunque avere le idee chiare. Ci ripetiamo: anche a lei, congratulazioni e buon lavoro.

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai. Continuate a seguire il nostro appuntamento settimanale per non perdervi nessuna novità.

  • Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Oroscopo di maggio. Previsioni e orologi, segno per segno

    Torniamo a voi con l’appuntamento astrologico. Qui di seguito i transiti planetari del mese (seriamente), più in basso (meno seriamente) le previsioni per ogni segno dello zodiaco con l’orologio più adatto alla situazione. Eccovi dunque il nostro oroscopo di maggio: un oroscopo tutto da leggere, perché nei diversi segni vi presentiamo pezzi davvero meritevoli di attenzione. Sempre con un tocco di ironia…

    I transiti planetari

    Luna piena il 5 Maggio nel segno dello Scorpione, che andrà scemando fino alla Luna Nuova del giorno 19: le energie di Selene, nei suoi quattro volti, accompagneranno questo mese mutando velocemente, come è nella loro natura.
    Il 7 maggio, a ridosso del plenilunio, Venere entrerà in Cancro ancora prossima alla quadratura con il lento Nettuno, evento del giorno 4, che contrappone le energie vitali della dea della Bellezza alla forza profonda del dio dell’Oceano.
    La prima quindicina del mese sarà caratterizzata da un Mercurio retrogrado: novità, cambiamenti, notizie. L’astro della comunicazione ci riserva sorprese.
    Il 16 maggio il poderoso Giove entrerà nel segno del Toro, mentre il giorno 20 sarà Marte ad entrare in Leone: sinergie significative, per chi scruta nel cielo.

    Ariete

    Lasciato alle spalle lo straordinario allineamento planetario dello scorso mese, non per questo meno eventi interessanti vi attendono in cielo. Giove – potentissimo ma anche ingombrante – ha abbandonato il vostro segno. Se lo stesso Sole vi ha lasciati per passare nel Toro, non dobbiamo dimenticare che voi Arieti, focosi come il vostro segno, troverete nel mese di maggio l’influenza taurina. Un’influenza terrigna e concreta che vi darà modo di impegnarvi a tramutare, all’insegna della solidità, le mille idee e intuizioni che vi caratterizzano. Per riuscirci, indossate un esemplare inscalfibile: vi aiuterà.

    CHANEL J12 Calibro 12.1 38 mm
    Cassa (38 mm) in ceramica ad alta resistenza, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 12.1 realizzato in esclusiva, con autonomia di 70 ore e datario; antimagnetico, certificato cronometro dal Cosc. Quadrante laccato, numeri applicati in ceramica, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in ceramica ad alta resistenza. Esiste anche nero. 7.850 euro.

    Toro

    Secondo l’oroscopo di maggio, è il vostro momento speciale: la vostra determinazione, la capacità che vi contraddistingue saprà portare a compimento quanto da lungo agognate di veder realizzato. Che sia un’idea di tipo artistico, o una nuova casa, o un nuovo interesse lavorativo, il Sole in Toro irradierà di energie positive tutto quello che vorrete portare a destinazione. I risultati non mancheranno, la vostra tenacia darà i suoi frutti. Urano e Mercurio, così diversi, vi daranno modo di esaminare possibili scelte da punti di vista inattesi. Celebrate gli influssi benefici con un quadrante che ricorda un cielo stellato.

    VENEZIANICO Nereide Avventurina
    Cassa (42 mm) in acciaio, impemeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita SW200-1, con datario. Quadrante in avventurina, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in tungsteno, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in gomma. 950 euro.

    Gemelli

    Mercuriali ed estroversi, come potranno i Gemelli, con Marte in Leone, venir meno alla loro natura? Indocili, a volte insofferenti, ma simpatici e costruttivi, già iniziano a coltivare quelle fiammate di creatività che il loro segno caratterizza tanto bene. L’Ariete alle spalle ha aperto delle opportunità che il Sole in Toro dovrebbe aiutarvi a concretizzare. Talvolta, si tratta di rinunciare a un po’ della fantasia esplosiva che vi contraddistingue, ma a maggio, ogni tanto, forse è meglio lasciare i calzari alati e sentire nei piedi il peso dello zoccolo taurino. La leggerezza? Riservatela al polso.

    UNIMATIC Modello Uno U1S-T-MP
    Cassa (41,5 mm) in titanio grado 2 microsabbiato, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Sellita Sw200-01, con datario. Quadrante mat, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in alluminio, cinturino in gomma. Il packaging contiene un secondo cinturino Nato in tessuto. Edizione limitata di 500 esemplari, 1.440 euro.

    Cancro

    L’oroscopo di maggio segnala nel vostro segno sia Marte che Venere. Eros e battaglia, ma – ci raccomandiamo – che siano battaglie nel senso migliore del termine. Giove in Toro aiuterà certamente, soprattutto nelle decisioni importanti. Marte poi non è solo il Dio della guerra: ricordiamo come ceda alle lusinghe di Venere. Soprattutto per le lettrici, quindi, a buon intenditor… Saprete mettere a buon frutto le vostre capacità, su tutti i fronti. Ancor meglio con questo orologio al polso, dal nome allusivo.

    LOCMAN Amo Automatic
    Cassa (36 mm) in acciaio, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica rielaborato da S.I.O., con massa oscillante in oro rosa traforato, e datario. Quadrante in madreperla, indici con diamanti, vetro bombato con trattamento zaffiro, corona con cabochon, fondello trasparente, cinturino in pelle facilmente intercambiabile grazie alla particolare forma delle anse, simili ad ami da pescatore. 998 euro.

    Leone

    Fino alla metà del mese gli influssi di Giove si faranno sentire, ma il vigore di Mercurio in Toro andrà a sommarsi all’indomita natura del Re della Foresta. Meglio non farsi travolgere da vampate ed eccessi di energia, farsi forza per trattenersi e scegliere con l’atteggiamento più glaciale (quasi impossibile, lo so) quello che veramente è meglio per voi in questo momento. Opportuno resistere a scatti o a decisioni non meditate. Tergiversate: intanto potete vagliare il modello giusto in questa ricca collezione…

    OMEGA Aqua Terra Shades
    Cassa (38 o 34 mm) in acciaio, impermeabile fino a 15 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 8800 di manifattura, con spirale in silicio, scappamento Co-Axial; antimagnetico fino a 15mila gauss, certificato Master Chronometer dal Metas. Quadrante soleil, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in acciaio. In 9 colori, 7.200 euro.

    Vergine

    L’oroscopo di maggio prevede un mese di sentimenti alterni, in cui non è del tutto chiaro neppure ai nati nel segno cosa effettivamente desiderino, in una sorta di visione poco chiara della propria strada. Saturno insiste, ma l’equilibrio che vi caratterizza resiste, talvolta fino al limite della stagnazione. Intorno al 17 Giove è stanziale, quasi a simboleggiare questa staticità. La seconda parte del mese scioglierà nodi e dubbi, anche se affronterete ogni decisione con la grazia che vi è connaturata. Nel frattempo fatevi luce con uno strumento luminoso…

    PERRELET Turbine Full Lum
    Cassa (44 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro P-331-MH di manifattura, con esclusiva tecnologia Turbine. Sottoquadrante, lancette, pale della Turbine, réhaut e numeri luminescenti, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 4.750 euro.

    Bilancia

    Liberate le spalle dall’incombenza di Giove, le cose procederanno speditamente anche per i nati nel segno della Bilancia. Mese curioso, all’insegna degli incontri: di persone, di opportunità, di eventi. Un consiglio: mettete da parte i timori, le ritrosie, la timidezza e lasciatevi andare verso nuove conoscenze, umane e spirituali. Sempre con la dovuta cautela, ma apritevi con un sorriso a chi forse non attende altro. Per questo, potrebbe esservi utile un protagonista dei Muppet…

    ORIS ProPilot x Kermit Edition
    Cassa (39 mm) in titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 400 di manifattura, antimagnetico, con autonomia di 5 giorni e datario con “Kermit day”. Quadrante opaco, lancette e indici applicati con Super-LumiNova, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, bracciale in titanio. 4.400 euro.

    Scorpione

    L’attentissimo Scorpione questo mese vedrà cambiamenti. Situazioni date per consolidate potranno evolvere, certezze potrebbero venir minate e un desiderio di tranquillità non trovare riscontro nei fatti. Attenzione alle vostre reazioni: non reagite d’impulso, per evitare di ferire chi magari si trovi nei vostri paraggi ma non abbia colpe. Giocate d’astuzia, analizzate con metodo tutti gli elementi e solo dopo, se sarà il caso, agite. Troverete sostegno e sicurezza in un esemplare dalla lunga autonomia.

    EBERHARD & CO. 8 Jours Grande Taille
    Cassa (41 mm) in acciaio. Movimento meccanico a carica automatica, con indicazione dell’autonomia di 8 giorni (dispositivo motore brevettato) e piccoli secondi. Quadrante soleil e argenté, vetro zaffiro bombato, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in pelle di alligatore. 4.280 euro.

    Sagittario

    Le posizioni planetarie di questo mese facilitano i nati sotto il segno del Sagittario, per i quali situazioni che si trascinavano apparentemente per sempre troveranno finalmente positiva evoluzione. L’ingresso di Marte in Leone darà energie vivificanti e farà da sprone verso nuove iniziative o decisioni alle quali guardare con fiducia. Sul fronte sentimentale, potrebbero esserci inattesi – ma favorevoli – cambiamenti. Siate ottimisti: volerete alto. Attrezzatevi già con un bel pilot’s.

    LONGINES Pilot Majetek
    Cassa a cuscino (43 mm) in acciaio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro L893.6 realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 3 giorni e piccoli secondi; antimagnetico e con certificato di cronometro del Cosc. Quadrante opaco, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole bidirezionale, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino Nato in tessuto (prodotto con materiali riciclati). 4.000 euro.

    Capricorno

    Pianeti in sintonia per i nati sotto il segno del Capricorno. Ottima occasione, quindi, per avere fiducia e non lasciarsi sopraffare dall’impazienza o dal nervosismo. Le cose accadono a tempo debito, certamente con il nostro fondamentale aiuto. La tensione, anche se trattenuta, è comunque sempre percepibile e non predispone al meglio il vostro interlocutore. Un po’ più di serenità e di apertura ad accogliere quanto la vita vi propone. Avventura? Perché no… Con questo al polso sarete pronti a tutto.

    ROLEX Oyster Perpetual Explorer 40
    Cassa (40 mm) in Oystersteel, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 3230 di manifattura, con autonomia di 70 ore; antimagnetico e con certificato di Cronometro Superlativo. Quadrante opaco, lancette, numeri e indici applicati con Chromalight, vetro zaffiro, bracciale in Oystersteel con sistema di estensione Easylink. 7.700 euro.

    Acquario

    Mese di alternanza, proprio per l’influsso di Giove nella prima metà e di Marte in Leone nella seconda metà. Pur tenendo tutto sotto controllo, i nati sotto il segno dell’Acquario sapranno anche fluidamente adattarsi al volere dell’universo, traendo dalle diverse situazioni il meglio per loro. Particolarmente positivo l’influsso delle stelle verso l’ultima parte del mese: una ragione di più per sopportare con un poco di stoicismo qualche contrattempo delle prime settimane. Che importa se per un po’ dovrete stare in apnea? Armatevi di uno strumento subacqueo.

    BAUME & MERCIER Riviera Azur 300 Mt
    Cassa (42 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro Baumatic realizzato in esclusiva, con spirale in silicio, autonomia di 5 giorni e datario; antimagnetico. Quadrante in vetro zaffiro blu fumé, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello con oblò in vetro zaffiro, cinturino in caucciù. 4.150 euro.

    Pesci

    L’oroscopo di maggio indica un inizio del mese segnato da Venere in Gemelli. Il che potrebbe portare un certo scompiglio, soprattutto nelle relazioni sentimentali e interpersonali. Dalla seconda decade in poi, però, una crescente serenità e un piacevole senso di sicurezza, ben percepibili, renderanno le giornate successive gradevoli e appaganti. L’estate ormai alle porte riscalderà i cuori e una notevole positività sembrerà caratterizzare gli incontri e le occasioni. Think pink: festeggiate la vita con un quadrante rosa!

    NOMOS GLASHÜTTE Tetra “Die Wildentschlossene”
    Cassa (29,5 mm x 6,5 mm di spessore) in acciaio. Movimento meccanico a carica manuale, calibro Alfa di manifattura, con piccoli secondi. Quadrante opaco, contatore azuré, vetro zaffiro, fondello personalizzabile, cinturino in pelle vegan scamosciata. 1.860 euro.

  • Vicenzaoro January, un bilancio fra Time e VO Vintage

    Vicenzaoro January, un bilancio fra Time e VO Vintage

    Ha chiuso i battenti ieri Vicenzaoro January. Con risultati positivi, a detta degli organizzatori (che però non hanno dichiarato numeri sull’affluenza, ma solo percentuali: in aumento di un 11,5% rispetto all’edizione del 2020, preCovid). Ne parliamo perché quest’anno la fiera ha dato maggior spazio all’orologeria: ha affiancato infatti all’ormai tradizionale VO Vintage – vetrina per il pubblico dedicata al secondo polso (e ai gioielli d’epoca) – la sezione Time. Un format B2B (per parlare in marketing-ese) che ha riunito una cinquantina di espositori: tutti marchi indipendenti, con alcuni nomi di rilievo internazionale e vari microbrand, compresa qualche azienda di macchinari.

    Informazione e cultura dell’orologeria

    Certo, siamo ancora lontani dai tempi in cui Vicenzaoro era IL salone dell’orologeria in Italia. Un appuntamento che richiamava le grandi maison elvetiche, un evento dall’aura leggendaria su cui si è tanto favoleggiato, sebbene ora rimanga solo un ricordo sbiadito nella memoria di pochi… Ma poco importa, tutto è cambiato e l’Italia non è più uno dei principali mercati dell’industria del tempo. Piuttosto, apprezziamo lo sforzo di Italian Exhibition Group di aprirsi sempre più al mondo delle lancette, con intelligenza. Non solo attraverso la concentrazione di stand e la (sacrosanta) vocazione commerciale, ma anche con l’intenzione di fare cultura. Il che ha incluso pure iniziative di vario genere, come la mostra di Speedmaster o la performance artistica che trovate nella gallery qui sopra…

    A Vicenzaoro January, soprattutto, ci sono state numerose tavole rotonde (talk, nel palinsesto ufficiale): riflessioni interessanti e di svariato argomento – dai TikToker agli Nft fino al collezionismo – cui hanno partecipato voci autorevoli nei diversi contesti. Qui citiamo le due conferenze (usiamo l’italiano) che ci sono piaciute di più: L’orologeria italiana e i suoi segreti, introdotta da una lezione di storia del professor Ugo Pancani, con testimonianze di Marco Mantovani, Carlo Fontana e Sandro Fratini (con Dody Giussani nel ruolo di moderatore). E Difendere la passione da contraffazione e furto con il Presidente di Assorologi Mario Peserico, il Colonnello Virgilio Cosmo, Comandante provinciale della Guardia di Finanza, Giorgione e Lorenzo Lucchinelli (moderatore: Silvia Bonfanti). Entrambe tuttora visibili su YouTube, sul canale ufficiale della fiera: cercatele, meritano.

    Dalle teche di Vicenzaoro January

    Ma al centro dell’attenzione naturalmente c’erano gli orologi, nuovi e usati. Qui sotto trovate una selezione di esemplari presenti a Vicenzaoro January, fra assolute novità lanciate al Time proprio nei giorni scorsi e i modelli del momento. Pochi, rispetto al panorama generale, giusto un assaggio tanto per avere un’idea…

    BRERA MILANO Supersportivo Chronograph
    Cassa (41 x 51,5 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 5 atm. Movimento al quarzo (Miyota OS20), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante multilivello, lancette e indici applicati luminescenti, vetro zaffiro, cinturino in gomma naturale. In 6 versioni, 645 euro.

    D1 MILANO Polycarbon Street
    Cassa (40,5 mm) in policarbonato. Movimento al quarzo con datario. Quadrante mat, fondello in acciaio, cinturino in policarbonato soft touch. In 3 colori, 160 euro.

    DANIEL WELLINGTON Classic 40 Mesh Arctic
    Cassa (40 mm) in acciaio. Movimento al quarzo. Quadrante soleil, bracciale in acciaio a maglia milanese. 239 euro.

    GAGÀ MILANO Crystal
    Cassa sfaccettata (46 mm) in vetro K9, impermeabile fino a 10 Atm. Movimento meccanico a carica automatica, scheletrato e con autonomia di 70 ore. Quadrante in plastica trasparente, lancette luminescenti, corona (brevettata) a ore 12 in K9, vetro superiore in K9 a doppia curvatura effetto lente, fondello in acciaio con oblò in vetro minerale, cinturino in silicone trasparente. In 5 colori, 1.990 euro.

    LOCMAN Mare 300 Mt Carbon
    Cassa (44 mm) in carbonio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento al quarzo Swiss made (Ronda), cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in fibra di carbonio, lancette e indici luminescenti, ghiera girevole unidirezionale in acciaio Pvd nero, vetro zaffiro, cinturino in silicone. Esiste anche in versione blu. Edizione limitata di 2003 esemplari (in omaggio all’anno di creazione della prima cassa in carbonio del Marchio), 1.498 euro.

    MAURICE LACROIX Aikon Venturer 38 mm
    Cassa (38 mm) in acciaio, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro ML 115 (base Sellita SW200-1), con datario. Quadrante soleil, lancette luminescenti come gli indici applicati, ghiera girevole unidirezionale, vetro zaffiro, fondello inciso, cinturino in caucciù, intercambiabile. 2.010 euro.

    OOO-OUT OF ORDER Shaker Sex on the Beach Automatic Gmt
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, invecchiato con un processo esclusivo, impermeabile fino a 30 atm. Movimento meccanico a carica automatica di fabbricazione giapponese, calibro Seiko NH34A, con secondo fuso orario e datario. Quadrante opaco sfumato, lancette e indici applicati luminescenti, ghiera girevole unidirezionale con inserto in vetro zaffiro bombato, vetro zaffiro bombato, fondello inciso, cinturino “sandwich” in pelle bovina conciata al vegetale. In 6 versioni dedicate ad altrettanti cocktail. 495 euro.

    OPSOBJECTS OPS!Smart Call
    Smartwatch con cassa (37 x 44 mm) in alluminio e Abs, impermeabile (IP67). Cpu RealTek8762dk. Display touch da 1,83″, sfondo personalizzabile, cinturino in silicone. Tra le funzioni: chiamata e notifica, pedometro, calorie, distanza, cronometro, frequenza cardiaca, pressione e ossigenazione del sangue, monitoraggio del sonno… 99 euro.

    U-BOAT Classico 40 Vintage Screws Bezel
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica, costruito con specifiche UBoat, con rotore personalizzato e funzione day-date. Quadrante opaco, lancette luminescenti, indici e numeri applicati, vetro zaffiro, corona a sinistra con esclusivo copri-corona, fondello con oblò in vetro zaffiro sagomato a U, cinturino in pelle invecchiata e incisa al laser, realizzato a mano in Toscana. 2.490 euro.

    VENEZIANICO Bucintoro
    Cassa (40 mm) in acciaio 316L, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica di produzione giapponese, calibro Seiko NE86A, cronografo con ruota a colonne, secondi continui e datario. Quadrante soleil con contatori azuré e scala tachimetrica lungo il perimetro, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello inciso, bracciale Canova in acciaio 316L. Prima serie in edizione limitata di 300 esemplari numerati, 1.495 euro.

  • Locman-Ducati atto IV: italianità al cubo

    Locman-Ducati atto IV: italianità al cubo

    Se il caustico Roberto Gervaso era solito dire, non a torto, che «gli italiani danno spesso il meglio di sé nel peggio», è anche vero che quando questo meglio arriva, nessun popolo riesce a starci alla pari. Nessuno. Se poi si mettono insieme due realtà come Locman e Ducati, che hanno il meglio come loro marchio di fabbrica, non c’è davvero gara.
    Il brand dell’Isola d’Elba e la Rossa di Borgo Panigale collaborano ormai da cinque anni e il loro rapporto ha dato vita a ben quattro generazioni di orologi Locman-Ducati. Collezioni che si sono evolute e si sono raffinate nel design e nella meccanica. Le prime referenze come la D550 puntavano molto sulla forma tonneau della cassa, resa più sportiva e aggressiva da tocchi di colore e dettagli racing in carbonio. Con il tempo, Locman ha poi spostato il focus anche sulla meccanica, facendo tesoro della collaborazione con le grandi manifatture di movimenti.

    Locman-Ducati, un solido rapporto

    I modelli Locman-Ducati del 2018 – solo tempo automatico o cronografo al quarzo – erano su cassa tonneau in acciaio satinato o trattato Pvd nero, con quadrante in fibra di carbonio o smaltato grigio con effetto soleil. Nel 2019 Locman è passata alla cassa tonda, con quattro varianti: solo tempo al quarzo, cronografo al quarzo a due o a tre contatori, e solo tempo automatico.

    Il punto di svolta, a mio avviso, si è avuto con il lancio della collezione Locman-Ducati 2020, in occasione della presentazione della stagione sportiva della scuderia il 31 gennaio, al Ducati Store di via Ammiano a Milano. Poche settimane dopo, il mondo è sprofondato nell’incubo del Covid e quella collezione non ha avuto l’attenzione che avrebbe meritato, se non altro perché segnava il debutto del primo cronografo automatico legato alla casa motoristica.

    Lo animava un calibro Eta Valjoux 7750, elaborato dalla Scuola Italiana di Orologeria (S.I.O.) di proprietà di Locman. Chiamato calibro 077, era ospitato in una cassa modulare dall’architettura complessa e molto sportiva. Proprio da lì, Locman e Ducati sono ripartiti con la quarta generazione degli orologi in co-branding, con un’italianità non più al quadrato ma al cubo. Perché il 2022 delle due ruote e dell’eccellenza italiana, oltre a due marchi – Ducati e Locman – ha anche un nome: Pecco Bagnaia.

    La nuova collezione: materiali e lavorazioni

    La storica vittoria nel mondiale di MotoGP dell’accoppiata italiana moto-pilota è stata l’occasione per presentare in anteprima su Instagram, lo scorso 5 novembre, la nuova collezione Locman-Ducati. I tre orologi che la compongono sono stati disegnati dal Centro Stile Ducati e sviluppati da Locman. Sono un cronografo automatico (in edizione limitata e numerata di 100 esemplari), un solo tempo automatico e un cronografo al quarzo. Le forme dinamiche e il Dna corsaiolo sono l’evoluzione della collezione 2020 e si sviluppano su due livelli: uno estetico e legato ai materiali, l’altro meccanico. Parto dal primo.

    La costruzione modulare della cassa è un retaggio della collezione precedente ed è comune ai tre nuovi orologi. La cassa è composta da quattro pezzi, con le anse separate, in acciaio, che abbracciano e sorreggono la carrure, anch’essa in acciaio; le anse sono fissate con quattro viti a vista, a testa esagonale. Grazie alle due profonde svasature delle anse a ore 3 e ore 9, l’impressione visiva è di leggerezza e ariosità, nonostante i 42 mm di diametro non siano pochi.

    E la sensazione di movimento è accentuata dall’alternanza delle finiture: lucida quella di lunetta e carrure, satinata quella delle anse. I pulsanti dei cronografi hanno anch’essi la testa lucida e un’accentuata zigrinatura laterale che richiama quella della corona, sovradimensionata. Dettagli che favoriscono la maneggevolezza dell’orologio e rendono onore allo scrupolo per l’ergonomia che Locman pone nei propri prodotti.

    L’estetica dei quadranti

    L’attenzione all’estetica è ben sottolineata anche nei quadranti. Quello dei due automatici ha in comune una lavorazione a contrasto: per circa due terzi ha una finitura nera uniforme, il resto è decorato con un motivo diagonale che rende dinamico l’insieme. A mio parere, nel cronografo questa parte è un po’ affollata: la presenza dei loghi Locman e Ducati, del datario, della bandiera italiana e dei numeri 10 e 20 non è del tutto bilanciata dalla disposizione dei tre contatori, pur ariosa, nella rimanente parte del quadrante.

    Decisamente più pulito è l’aspetto del cronografo al quarzo, i cui contatori hanno in comune il bel dettaglio dell’ultimo quarto della scala cronometrica accentuato in rosso Ducati. A ore 12 ci sono i loghi dei due marchi, mentre a ore 4:30 si apre la finestra del datario… Solo per gli amanti del genere: chi mi conosce lo sa, come diceva Alberto Tomba.

    Locman-Ducati: i calibri

    Infine, qualche parola sui movimenti della collezione Locman-Ducati. In una recente chiacchierata, il Presidente di Locman, Marco Mantovani, mi ha raccontato di come il rapporto dell’azienda con alcuni tra i maggiori produttori di calibri al mondo sia ottimo e proficuo. Questo nonostante il marchio elbano sia capofila, insieme allo storico produttore italiano di movimenti Oisa 1937, della rinascita della filiera orologiera italiana.

    Ebbene, questa collezione è la prova di quanto Mantovani mi ha raccontato. L’automatico solo tempo è infatti mosso da un calibro lavorato dalla Scuola Italiana di Orologeria, e quindi made in Elba. Il cronografo al quarzo incassa un movimento Miyota, ossia uno dei quarzi giapponesi più precisi e affidabili in circolazione. Nel cronografo automatico batte invece un Sellita SW500 da 28.800 alternanze/ora e 48 ore di autonomia.

    Si tratta di uno dei calibri cronografici svizzeri più affidabili e versatili, sulla cui base sono state elaborate decine di altri movimenti che equipaggiano orologi dei più svariati marchi. I due calibri automatici possono essere osservati dal fondello in vetro zaffiro. Entrambe le masse oscillanti sono personalizzate Ducati, ma quella del solo tempo, traforata, effetto carbonio e con il logo inciso, ha una marcia in più.

    Non tradire le origini

    Chiudo con un dettaglio importante. Alle origini di Locman, prima ancora che l’orologeria, c’è la pelletteria, con la produzione di cinturini e accessori. Un retaggio mai dimenticato, come dimostra il fatto che per la collezione Locman-Ducati è stata scelta la migliore pelle nera di vitello per i cinturini, con il rosso che si ritrova sia nelle impunture, sia nel lato del cinturino stesso.

    Prezzi? In linea con il posizionamento di Locman e con la scala di qualità composta dai tre orologi: 498 euro per il cronografo al quarzo, 598 per il solo tempo e 2.298 per il cronografo automatico in edizione limitata. Insomma, “Italians do it better”. Anche nell’orologeria.

  • Il calibro 29-50 Cinque Ponti. Il made in Italy torna in orologeria

    Il calibro 29-50 Cinque Ponti. Il made in Italy torna in orologeria

    «Ne siamo orgogliosi. E ci teniamo molto a far parte con Locman del progetto Oisa», mi raccontava Marco Mantovani durante un’intervista uscita poi sul Rapporto Orologi del Sole 24 Ore del 23 novembre scorso. «Ma l’obiettivo è quello di mettere questo movimento made in Italy di alta gamma al servizio di tutto il settore». Beh, sarebbe fantastico, pensavo fra me e me. Per farlo però bisogna industrializzarlo: avere le risorse tecniche ed economiche per produrlo su ampia scala e fare in modo che sia competitivo almeno con i movimenti svizzeri. Solo così il calibro 29-50 Cinque Ponti potrà essere una risorsa per l’intera orologeria.

    Erano i primi di novembre. Pochi giorni dopo, quasi in risposta alle mie perplessità, un comunicato stampa di Locman annunciava l’inizio di una nuova fase per il progetto Oisa. La creazione di un polo industriale dedicato proprio alla produzione del calibro 29-50 Cinque Ponti con annessi sviluppi. Per essere più precisi, la sede di Oisa 1937, ad Albuzzano (in provincia di Pavia), ampliata di 500 metri quadri. Uno spazio allestito appositamente per raggiungere un obiettivo ambizioso: produrre 10mila unità all’anno entro il 2025. Tempi stretti di chi ha le idee chiare e un programma ben definito.

    Gli esordi

    Rewind. Credo sia opportuno fare un breve riassunto delle puntate precedenti, per quanti non capiscano a cosa mi riferisco. Un anno fa, una cordata di imprenditori presenta un nuovo movimento meccanico, ideato e realizzato in Italia, con l’intento dichiarato di rilanciare l’orologeria made in Italy. Il gruppo è composto da Marco Mantovani di Locman, Carlo Boggio Ferraris di Oisa 1937 e Benedetto Perrotta di Officina Meccanica Futura. Partner finanziari, Andrea Morante e Daniela Berizzi Roux. Direttore tecnico Fausto Berizzi. Per saperne di più su di loro vi rimando a quanto scritto in quell’occasione da Augusto Veroni.

    Il movimento in questione è il calibro 29-50 Cinque Ponti, basato su un progetto anni ’60 del nonno di Ferraris, Domenico Morezzi, maître horloger e fondatore nel 1937 a Milano di Oisa (Orologeria Italiana Società Azionaria). Quel calibro originario ultrapiatto è stato quindi opportunamente riprogettato nella meccanica, riaggiornato nei materiali e rivisitato nell’estetica. E oggi è un bel movimento a carica manuale di 13 linee, che misura appunto 29,50 mm di diametro per 3,5 mm di spessore, montato su 19 rubini e con 60 ore di autonomia.

    Il calibro 29-50 Cinque Ponti va a equipaggiare in primis il Locman Montecristo e l’Oisa Extra in edizione limitata, poi piccole serie millesimate per collezionisti. Come quella per i 70 anni di Editalia realizzata da Tellus in collaborazione la Zecca dello Stato, con Una Lira del 1946 in oro incastonata sul quadrante. Del resto fin dall’inizio la produzione programmata per questo 2022, secondo quanto dichiarato dalla stessa Oisa, si aggirava attorno ai mille movimenti. Poi, a partire dal 2023, era previsto uno sviluppo graduale per arrivare a numeri decisamente più importanti. Che sono proprio quelli dichiarati di recente.

    Il calibro 29-50 sulla via dell’industrializzazione

    Con l’acquisizione di quei 500 metri quadri all’interno della manifattura ad Albuzzano – sede dell’Officina Meccanica Futura di Benedetto Perrotta, socio e Amministratore unico di Oisa 1937 -, i progetti a breve scadenza sembrano possibili. Lo spazio è sufficiente per ospitare nuove macchine a controllo numerico e manodopera specializzata così da aumentare la produzione. E poter avere a disposizione del mercato quantità sufficienti del calibro 29-50 Cinque Ponti e delle sue elaborazioni meccaniche. Da parte sua, del resto, il movimento è nato per la personalizzazione, sia nei materiali sia nelle finiture. Platina e ponti possono essere realizzati in ottone, ma anche in oro, titanio o alpacca; possono essere decorati con incisioni, rilievi, smalti di vario tipo o colorati con trattamenti Pvd.

    Non solo. Il calibro 29-50 è stato concepito come movimento di base da declinare in quattro versioni: a Cinque Ponti, oppure a Ponte Unico, con Doppio Bariletto e Riserva di Carica, e ovviamente a Carica Automatica. «L’obiettivo a lungo termine è di arrivare a produrre una gam­ma di movimenti meccanici che non solo siano simbolo del made in Italy e della sua tradizione orologiera, ma che garanti­scano anche un alto livello di qualità, precisione e affidabilità», conferma Mantovani. E le sue parole trovano un’eco nei commenti di Fausto Berizzi: «L’obiettivo era quello di arrivare a un movimento perfetto che integra diversi punti fondamentali. Come il bilanciere senza racchetta, le viti antiallentamento e l’Incablock dimensionata appositamente per il bilanciere. Tutti elementi che offrono la garanzia di un movimento performante, bello e affidabile».

    Risorge l’orologeria italiana?

    «Con Oisa 1937 vogliamo ripercorrere la strada del maestro Morezzi. Un genio italiano, che è riuscito a creare straordinari calibri», aggiunge Mantovani. «Calibri che oggi vogliamo mettere a disposizione di tutti i brand interessati a movimenti meccanici di alta gamma. Oltre a Locman, altre importanti aziende italiane ed internazionali stanno acquistando i movimenti Oisa per dare qualità e prestigio ai propri orologi. Questo è il vero obiettivo del progetto ed è per noi motivo di grande soddisfazione». Del resto, come raccontava nel suo articolo Veroni, il sogno di un movimento meccanico italiano gli appartiene da tanti anni. Ed è ormai diventato una realtà. L’importante ora è poterlo industrializzare, così da ricollocare il nostro prodotto di qualità, simbolo del made in Italy, almeno a livello europeo. Sarebbe davvero l’avvio della tanto agognata rinascita dell’orologeria italiana.

    Non a caso, il Ceo di Locman per tutto l’anno si è fatto promotore di una serie di dibattiti – nelle fiere di settore, da VicenzaOro al Woi, e in altre occasioni – proprio sul tema della storia dell’orologeria italiana. «Che ha radici molto antiche. Alcune tra le prime testimonianze documentali le offre Dante Alighieri nel Paradiso, in cui paragona i ruotismi degli orologi meccanici all’armonia dei movimenti delle anime beate. Per non parlare di orologiai famosi come Brunelleschi o Leonardo e del contributo straordinario di Galileo, inventore dell’isocronismo del pendolo», conclude Mantovani. «Dunque la ben nota passione degli italiani per l’orologeria analogica è un valore culturale e ancestrale che ha sempre animato imprenditori e collezionisti. Quest’arte sublime si è evoluta in un’imponente filiera produttiva molto spesso al servizio delle marche svizzere. Crediamo sia venuto il momento di sottolineare il valore dell’Italia anche in questo settore».

  • Eventi sportivi, di tutto un po’. News & previews 04/08/22

    Eventi sportivi, di tutto un po’. News & previews 04/08/22

    Non è una novità che il marketing orologiero sia molto attivo nello sport. In tutti gli sport, a dire il vero, per raggiungere una platea più vasta possibile cui far conoscere il proprio nome e i propri prodotti. Noi, del resto, ve ne abbiamo già parlato in abbondanza, ma ora vi aggiorniamo sugli eventi sportivi dell’ultimo mese. Non quelli più famosi, che hanno avuto risonanza internazionale: chiunque segua la Formula 1 vede campeggiare ovunque il nome di Rolex (apparso anche al Torneo di Wimbledon), così come quello di Tissot in MotoGP. Siamo andati invece alla ricerca di eventi sportivi più “di nicchia”, frequentati soprattutto dagli appassionati, un po’ come avevamo fatto all’inizio di luglio. Perché le case di orologeria si muovono a tutti i livelli, e accanto alle grandi manifestazioni sponsorizzano anche eventi sportivi – diciamo così – alternativi. Ecco quindi la nostra selezione, che spazia fra le discipline e riguarda diversi appuntamenti internazionali meno noti. Ad eccezione del Tour de France (ed ecco Tissot che ritorna): ma il ciclismo è una “fissa” del nostro Direttore, chiediamo venia. Che volete farci? Ubi maior…

    Nazioni in gioco

    Avevamo anticipato la notizia nella recensione del Longines HydroConquest XXII Commonwealth Games. E ora ci siamo: dal 27 luglio e fino al 7 agosto, Birmingham ospita la 22a edizione dei Giochi dell’ex Impero britannico, inaugurati dal Principe Carlo. Ma oltre che nel ruolo di partner e cronometrista ufficiale, Longines partecipa anche con un proprio team di atleti. Di cui fanno parte tra gli altri il mezzofondista scozzese Josh Kerr, l’australiano Peter Bol e la ginnasta Alice Kinsella, che ha già vinto l’oro con il Team England. Applausi.

    Tu chiamale se vuoi emozioni…

    Dal 22 al 24 luglio, sul circuito Marco Simoncelli di Misano e sulle spiagge della riviera romagnola, appuntamento con la World Ducati Week: il raduno che da 11 anni richiama decine di migliaia di ducatisti da ogni dove. A scandire gli eventi di questa “tre giorni” adrenalinica c’era Locman, che ha in catalogo una collezione dedicata fin dal 2017. E qui ha anche cronometrato la Lenovo Race of Champions: la sfida fra tutti i piloti Ducati (dei diversi campionati) in sella alle Panigale V4S e Panigale V2 preparate ad hoc. Gara vinta, per inciso, da Pecco Bagnaia.

    Dalle Alpi ai Pirenei

    Lo sanno tutti: dal 1° al 24 luglio si è svolto il Tour de France, con Tissot nel ruolo di cronometrista ufficiale. La Casa di Le Locle, del resto, ha quasi il monopolio del cronometraggio nelle corse in bici: è timekeeper non solo dei tre più grandi eventi sulle due ruote (oltre al Tour, anche il Giro d’Italia e la Vuelta in Spagna), ma anche di tutti i campionati mondiali di ciclismo su strada, su pista, di mountain bike e BMX (in quanto partner dell’Uci). Da segnalare che per la Grande Boucle è uscito anche uno speciale Tissot T-Race Cycling a tema…

    Vecchie signore in pista

    Foto courtesy @richardmille/IG

    Dal 30 giugno al 3 luglio scorso è andata in scena la X edizione della Le Mans Classic. L’evento, dedicato alle auto da corsa storiche, quest’anno ha permesso al pubblico di ammirare 8.500 vetture, fra quelle iscritte alla gara (suddivise per categorie) o alle competizioni speciali (Jaguar, Porsche…), e quelle in mostra nei raduni o nelle esibizioni. Organizzata dal 2002 da Peter Auto, fin dall’inizio ha sempre visto Richard Mille nel ruolo di Main sponsor e Official timekeeper. A ribadire l’amore per le quattro ruote, se mai ce ne fosse stato bisogno.

    Parco auto de luxe

    Un garden party automobilistico nel cuore della City di Londra. Ecco il London Concours, che si è tenuto dal 28 al 30 giugno nei suggestivi giardini della Honourable Artillery Company (HAC). E ha riunito un’ottantina di vetture eccezionali sotto l’egida di Breguet. Se vi chiedete che ci azzecca la Maison con il mondo delle quattro ruote più esclusive, beh, sappiate che già nel 1932 Ettore Bugatti acquistò un Breguet Tachymètre, che poi fu prodotto in nove esemplari da installare nel cruscotto delle Bugatti Royal, al centro del volante. Fate vobis…

  • Locman Mare 300MT Crono: dall’Elba, per immersioni professionali

    Locman Mare 300MT Crono: dall’Elba, per immersioni professionali

    Nome evocativo, mix di materiali, buone prestazioni, ottimo rapporto fra prezzo e qualità. La collezione di diver Locman Mare è una delle più rappresentative della Casa elbana. Uscita nel 2019, lo scorso anno si è ampliata con un esemplare professionale, che è andato ad affiancare i modelli già in catalogo, cronografi e solo tempo impermeabili fino a 10 atmosfere. E ora conosce un’ulteriore estensione con il Locman Mare 300MT Crono. Evoluzione del Mare 300 metri, è appunto un nuovo cronografo professionale.

    Un cronografo al quarzo

    Mettiamo subito una cosa in chiaro: il Locman Mare 300MT Crono è equipaggiato da un movimento al quarzo. Il che potrebbe anche far arricciare il naso a qualcuno… Ma per evitare giudizi affrettati, vanno fatte un paio di considerazioni. Primo: la precisione, che negli orologi subacquei è imprescindibile per definizione, e ancora di più quando si tratta di un cronografo. Non solo durante le immersioni, ma in tutte quelle attività sportive in cui è necessario prendere la misura del tempo e tenerlo sotto controllo: dal nuoto allo snorkeling, dal (wind)surf allo sci d’acqua, dalla nautica a una semplice corsa sulla spiaggia.

    Secondo: il prezzo. Oltre a essere infinitamente più preciso di un calibro meccanico, un movimento al quarzo è anche più economico. E limitare in modo intelligente i costi di produzione è fondamentale quando si vuole restare in una determinata fascia di mercato ed essere concorrenziali. Tant’è: il Locman Mare 300MT Crono monta un calibro Miyota OS10 e si colloca in una forchetta di prezzi compresa fra i 398 e i 498 euro, a seconda delle varianti (colore della cassa, presenza del bracciale o del cinturino). Con buona pace dei puristi della meccanica più intransigenti.

    Le caratteristiche del Locman Mare 300MT Crono

    Detto questo, passiamo a esaminare le altre peculiarità dell’esemplare. Il design è quello tipico della collezione Mare, con la cassa tonneau di formato XL, sovrastata dall’importante ghiera girevole unidirezionale. Anche i materiali sono gli stessi dei modelli precedenti: acciaio 316L e titanio (sul fondello). Due leghe metalliche non solo resistenti alla corrosione dell’acqua e del sale marino, ma anche biocompatibili. Perfetti quindi per l’epidermide del polso, perché evitano allergie in una zona che – soprattutto d’estate, con il sudore – può essere soggetta a irritazioni.

    Nonostante i 44 mm di diametro, la vestibilità è buona grazie allo studio dell’ergonomia e alle grandi anse centrali, che sorreggono il cinturino in silicone o in alternativa il bracciale in acciaio (sempre 316L, ovvio). Ogni dettaglio è curato con attenzione: le finiture satinate del metallo, i colori del trattamento di superficie Pvd blu o verde (per le versioni più di tendenza), oppure oro rosa (per quelle più preziose); o ancora le scanalature lungo il profilo della lunetta, della corona e dei pulsanti a vite, realizzate per rendere più agevole la presa con le mani bagnate o con i guanti della muta.

    A proposito: sott’acqua è meglio non azionare i pulsanti, se non si vuole perdere l’impermeabilità (che qui raggiunge appunto le 30 atmosfere) e rischiare di “allagare” l’orologio. Mi raccomando…

    La leggibilità

    Un discorso a parte merita il quadrante del Locman Mare 300MT Crono, improntato alla massima leggibilità – anch’essa indispensabile per gli orologi subacquei. Sullo sfondo nero, spazzolato a raggi di sole, spiccano per contrasto le grandi lancette a bastone e gli indici in rilievo, anch’essi a bastone ai quattro vertici, alternati agli altri rotondi (a bicchierino o a pallettoni, chiamateli come volete). Da sottolineare l’abbondante rivestimento luminescente che rende le indicazioni ben visibili anche in condizioni di scarsa luce o nel buio delle profondità.

    Infine, la classica configurazione a tre contatori del cronografo secondo lo schema verticale a sinistra (secondo alcune indagini di mercato tra i preferiti nei gusti del pubblico). Accanto alla lancetta centrale dei secondi crono, ecco quindi al 12 il totalizzatore dei 60 minuti crono, al 9 quello delle 12 ore crono e al 6 i secondi continui. Da notare, nella parte bassa di quest’ultimo, il tricolore ricorrente in tutte le creazioni del Marchio a ricordare il Made in Italy. Un po’ di sano orgoglio nazionale non guasta.

  • Spetegulèss. News & previews – 08/07/2022

    Spetegulèss. News & previews – 08/07/2022

    Non è necessario essere esperti di etimologia locale per sapere che “spetegulèss”, in dialetto milanese, vuol dire “pettegolezzo”. Ciò che vi aspetta, quindi, è una pagina di gossip (innocuo) a tema orologiero. Varie notiziole brevi di “cronaca rosa” per restare aggiornati sulle novità dal mondo della lancette. Con questo caldo, del resto, è meglio non andare sul pesante. Perché un po’ di spetegulèss è come una ventata di aria fresca: alleggerisce la mente e lo spirito. Buona lettura.

    La Dea Fortuna

    I “cacciatori di teste” di Omega continuano a far incetta di talenti italiani. E riescono a mettere sotto contratto Stefano Accorsi (finora gravitante nell’orbita di J-LC). Per calarlo nel ruolo e farlo sentire “a casa”, la Maison ha innanzitutto invitato il neo-ambasciatore in quel di Biel, a visitare la manifattura (un’esperienza già di per sé). E poi gli ha messo al polso uno Speedmaster Moonwatch di ultima generazione. Giusto: il grande attore – bravissimo e fascinoso – merita tutti gli onori. Ma rosicare un po’ ci sta… Siete d’accordo?

    Ferrari da record

    La partnership siglata lo scorso anno tra Richard Mille e Ferrari è finalmente sfociata in un orologio. E che orologio: l’RM Up-01 non ha precedenti. E non solo perché definirlo “ultrapiatto” è un eufemismo (la cassa in titanio è sottile 1,75 mm), anche l’aspetto è inedito; e la meccanica, poi… c’è voluta tutta la competenza dei progettisti di AP (li conosciamo!😉) per sviluppare un calibro leggero solo 2,82 g. Lo sanno bene Charles LeClerc e Carlos Sainz, che hanno avuto la fortuna di indossare uno dei 150 esemplari disponibili al mondo. Ne riparleremo…

    Dolce, la vita…

    Locman è diventato sponsor del Poltu Quatu Classic, il concorso di eleganza più mondano dell’estate. L’edizione 2022 – la 7a, che si conclude domenica 10 luglio – riunisce una cinquantina di auto d’epoca e super-sportive di pregio. A rappresentare il Brand elbano c’è Carlo Falcone, ex velista, collezionista di vetture storiche nonché Console italiano ad Antigua, che sfilerà sulle strade della Costa Smeralda a bordo della sua Subaru Impreza Group A. Per comprendere lo spirito dell’evento, basta l’hashtag: #MakeLaDolceVitaAgain.

    Calcio d’inizio

    Era il 2008 quando Hublot è diventato “orologio ufficiale” della Uefa (in Svizzera e Austria). Dal 2015, poi, non solo è a fianco dei principali eventi della Federazione, dalla Champions all’Europa League; ma ha sempre vestito anche i colori del calcio femminile. Poteva tirarsi indietro in questi Women’s Euro™ 2022? Certo che no. Oltretutto, per la Casa di Nyon, il campionato “rosa” è partito col botto. Quel 4-1 con cui la Norvegia ha travolto l’Irlanda del Nord ha visto esultare Ada Hegerberg, friend of the brand da anni. Ne vedremo delle belle!

    Un mare di eventi

    Zannetti ha siglato un accordo con Italia Yachts. L’inedita collaborazione, basata sui valori del Made in Italy (design, tecnologia, artiginalità), vedrà i due partner affiancati nelle maggiori manifestazioni internazionali dei rispettivi settori. Intanto, gli armatori che hanno partecipato alla prima Italia Yachts Sailing Week, lo scorso giugno nelle acque di Porto Cervo, hanno ricevuto dei gemelli realizzati dal marchio romano, decorati con il guidone dei cantieri nautici. Ma sono già programma nuove, sorprendenti iniziative. Siamo curiosi…

  • L’orologeria fra sport, cultura e mondanità. News & previews – 14/06/2022

    L’orologeria fra sport, cultura e mondanità. News & previews – 14/06/2022

    Tornano le notizie dal mondo dell’orologeria. O meglio, del marketing dell’orologeria, più che mai impegnato a dare il meglio di sé. Prima di tutto in ambito sportivo, dove a farla da padrone è il cronometraggio di eventi di diverso genere, dall’automobilismo all’atletica leggera. Ma fra le news di oggi si trova anche un po’ di cultura, con una bella mostra itinerante e un convegno tutto all’insegna dell’italianità. Per concludere con una nuova esperienza di acquisto. Perché senza le vendite, non ci sarebbe nulla di cui parlare… O no?

    Brescia-Roma e ritorno

    Dal 15 al 18 giugno, la Mille Miglia tornerà ad attraversare l’Italia con un percorso storico in senso orario, su e giù per i passi dell’Appennino, fra città d’arte e borghi pittoreschi. Giunta alla 40a edizione, “la corsa più bella del mondo” anche quest’anno avrà come partner e Cronometrista ufficiale Chopard. E sarà scandita dalla versione del Mille Miglia 2022 Race Edition: un cronografo automatico, certificato cronometro dal Cosc, in 1000 esemplari con cassa in acciaio, e altri 250 con cassa in oro rosa. Solo per veri appassionati.

    Tradizione o innovazione?

    Roger Dubuis è diventato partner del Goodwood Festival of Speed, confermato dal 23 al 26 giugno prossimi. Da sempre al vertice dell’automotive nel Regno Unito, l’evento 2022 farà da vetrina sia per le vetture storiche sia per le innovazioni tecnologiche – tra il Future Lab dedicato alla mobilità del futuro e la Electric Avenue con vetture a emissioni zero. In quanto Cronometrista ufficiale del Festival e sponsor del Drivers’ Club, la Maison pigerà l’acceleratore sulle emozioni e sull’adrenalina… c’è da scommetterci.

    Fra le stelle dell’atletica

    Foto Srdjan Stevanovic / Getty Images for World Athletics courtesy Omega

    Si è tenuto a Roma il 9 giugno il Golden Gala Pietro Mennea, unica tappa italiana della Diamond League. Dove, nel ruolo di Cronometrista ufficiale della manifestazione, c’era ancora una volta Omega. Che allo Stadio Olimpico ha così schierato non solo la modernissima tecnologia necessaria a misurare tutte le gare in programma, ma anche alcuni dei propri ambasciatori dell’atletica. Da Allyson Felix, all’ultima corsa romana prima del ritiro, a Gimbo Tamberi, che si è piazzato al terzo posto perché si è “fermato” a 2,24. Lo amiamo comunque…

    Roba da rifarsi gli occhi

    Foto Juan Naharro Gimenez / Getty Images for Omega

    S’intitola Her Time la mostra dedicata da Omega all’orologeria femminile. Che di recente è stata esposta a Madrid, in Calle de Larra, aperta al pubblico per una settimana. A inaugurarla, una cena di gala nell’elegante Palacio de Liria, con tanta bella gente: a partire da Alessandra Ambrosio (accanto) e Miriam Leone – rimaste estasiate di fronte agli orologi-gioiello, ai pezzi storici e agli esemplari contemporanei. Ma c’erano anche attori e modelli spagnoli, come Miguel Bernadeau, Manu Ríos e Xavier Serrano. Una festa per gli occhi delle signore…

    Lectio magistralis

    Da sinistra. Auro Montanari, Marco Mantovani, Sandro Fratini e il professor Ugo Pancani.

    Il 1° giugno, a Firenze, si è svolta la tavola rotonda L’orologeria italiana e i suoi segreti, voluta da Marco Mantovani per promuovere la nostra tradizione nel mondo delle lancette. Tra gli ospiti, tanti personaggi noti nel settore: oltre al Ceo di Locman, Carlo Boggio Ferraris di Oisa 1937, gli orologiai Luca Soprana e Carlo Berizzi, i collezionisti Auro Montanari e Sandro Fratini, e ancora Sante Castignani, Piero Superchi, Carlo Fontana e Ugo Pancani, il cui discorso ha incantato gli astanti. Location dell’evento: l’Hotel dell’Orologio. E dove se no?

    Nel tempio dello shopping

    Rocca “si allarga”. La catena di orologeria e gioielleria che fa capo al Gruppo Damiani amplia spazi e offerta all’interno della Rinascente di piazza Duomo a Milano. Nell’area a pianterreno, i nuovi corner di recente inaugurati, oltre ai gioielli Damiani e Salvini, ospitano così i brand di Swatch Group (Omega e Longines, cui si aggiungono ora Hamilton e Tissot nella zona centrale), di Richemont (Cartier, IWC, Panerai), LVMH (Hublot, Tag Heuer, Zenith, Fred), e qualche indipendente (Breitling, Chopard, Ulysse Nardin). Per la gioia dei turisti e non solo.

  • Il Locman Montecristo Oisa 1937 nella storia dell’orologeria italiana

    Il Locman Montecristo Oisa 1937 nella storia dell’orologeria italiana

    Della collaborazione Locman/OISA 1937 Il Giornale degli Orologi ha già pubblicato il 18 novembre dello scorso anno (articolo a firma Augusto Veroni, con considerazioni e approfondimento da par suo). Io che ne scrivo ora non voglio quindi entrare nuovamente nel merito della tecnica e del valore di questo progetto industriale italiano. Piuttosto ritorno sull’argomento perché esattamente quattro mesi dopo quell’annuncio, il 18 marzo di questo 2022 e nel contesto di Vo’Clock Privé, è stato presentato l’orologio che accoglie la prima serie di movimenti OISA 1937. Il Montecristo Oisa 1937 (si chiama proprio così), che vedete illustrato nella gallery qui sopra.

    Solo una breve premessa. Ricordo che VO’Clock Privé è la manifestazione promossa da Vicenzaoro, dedicata all’orologeria contemporanea e nata sull’esperienza del salone vintage avviato nel 2020, presentata su questo sito da Marco Carniello. E che a tenere a battesimo l’operazione, in un’interessante e seguita conferenza stampa, c’erano Marco Mantovani, Presidente di Locman, e al completo i responsabili di OISA 1937: Carlo Boggio Ferraris, Franco Berizzi e Andrea Morante.

    Dunque, il Made in Italy in orologeria, di nome e di fatto

    Ed è proprio su questo che Mantovani ha focalizzato il suo appassionato intervento. Si tratta di un nuovo capitolo che ha l’onore di aggiungersi alla ricca e grande storia dell’industria del tempo del nostro Paese.
    Gloriosa, ben presente nei secoli passati, ma che ultimamente si era un po’ persa con il prevalere dello Swiss Made e delle influenze sui gusti (e le convenienze, potremmo benissimo aggiungere) dettate dai mercati asiatici. In quell’immenso continente, apparso da pochi decenni sulla scena, solo il Giappone conserva infatti il gusto e il senso della tradizione come la si intende in Europa; mentre gli altri Paesi hanno visioni estetiche e funzionali completamente differenti.

    Interessante anche il momento in cui Mantovani ha ricordato quanta Italia ci sia comunque dietro ai successi dell’orologeria svizzera; per stare in argomento, basta citare il direttore tecnico di OISA 1937, Fausto Berizzi, con i suoi trascorsi in Frédéric Piguet, Voucher/Parmigiani Fleurier e Atokalpa. Mantovani ha quindi messo l’accento su quanto d’italico sia storicamente documentato. A partire dai primi meccanismi – e parliamo dell’anno Mille – che apparvero in Europa come “svegliarini” all’interno dei monasteri. Tante di queste laboriose e pie istituzioni avevano sede proprio in Italia.

    Una storia lunga secoli

    E poi i primi orologi pubblici, quelli dei campanili, nel cui ristretto elenco e con datazione ai primi del ‘300 compare la Basilica di Sant’Eustorgio, a Milano. Interviene perfino Dante Alighieri, che con un celebre verso della Divina Commedia (Paradiso, canto XXIV) testimonia come nella sua epoca fossero già diffusi gli orologi, descrivendone con ammirazione l’ingegnoso movimento di ruote e ingranaggi. E poi ancora il trecentesco Astrario di Giovanni de’ Dondi (la cui ricostruzione di Luigi Pippa è al Museo della Scienza e della Tecnica di Milano); la quattrocentesca Torre dell’Orologio di Piazza San Marco a Venezia e il cinquecentesco Orologio dei Pianeti di Lorenzo della Volpaia.

    Senza parlare dei “notturni”, ambìti da aristocratici e pontefici, e del fondamentale contributo di Galileo Galilei – con studi sul pendolo – allo sviluppo dell’orologeria di precisione. Il tutto con attenzione all’estetica, grazie all’innato senso del bello presente in molti comparti del fare arte, artigianato o industria in Italia. Come magnificamente rappresentato dal quadrante dipinto nel 1443 da Paolo Uccello, allievo del Masaccio, situato nel Duomo di Firenze, Santa Maria del Fiore. Tutti temi variamente approfonditi su questo sito nella serie di articoli scritti da Marisa Addomine. Con l’obiettivo di colmare le lacune di quanti poco conoscono l’illustre storia dell’orologeria italiana.

    Per tornare a oggi

    Il capoluogo toscano offre lo spunto – giustamente non citato da Mantovani, ma qui ricordato a onor di cronaca – per un accenno a Panerai. Che in epoca recente (siamo già all’orologeria da polso), rappresenta l’unico episodio rilevante di recente produzione nostrana. Ma se intorno agli anni Trenta del ‘900 si trattava di casse che adottavano movimenti svizzeri, dal 1997 (e con l’acquisizione da parte di Richemont Group) l’intera produzione diventa elvetica. Insomma, l’Italia è ben presente all’inizio dell’orologeria meccanica, ma poi ha ceduto il passo a Germania, Francia e Inghilterra; fino al predominio assoluto, coinciso con l’avvento dell’orologeria da polso, dello Swiss Made.

    La digressione avvalora la sostanza di questo nuovo e tutto italiano progetto industriale. Il quale, come ha ben raccontato Mantovani a Vicenza, si fonda su competenza, memoria storica e passione per l’argomento. Aggiungendo che il primo risultato è un movimento indubbiamente bello da vedere, realizzato sul principio della massima affidabilità e base di sviluppo per eventuali altri calibri. La produzione marcata Made in Italy (solo bilanciere e spirale sono Swiss Made), oggi è attestata su un migliaio di pezzi all’anno; ma con proiezione a dieci volte tanto e in linea di principio al servizio dell’intero settore: sono molte infatti le marche d’origine italiana con produzione svizzera che potrebbero farci una riflessione.

    Il Montecristo OISA 1937

    Ma tanto per cominciare – ed è quello che più conta -, Mantovani si è esposto in prima persona facendo propria la prima produzione OISA 1937. Ovvero il calibro 29-50 a carica manuale, disposto su 5 ponti, con 60 ore di autonomia e una precisione con tolleranza cronometrica giornaliera di +/- 10 secondi. La collezione Locman che l’adotta è appunto una serie speciale del Montecristo, chiamato proprio Montecristo OISA 1937 – come scrivevo poc’anzi.

    Un esemplare con la cassa in acciaio oppure in oro dal diametro di 42 millimetri, impermeabile fino a 100 metri e – ça va sans dire – con fondello a vista sul movimento. Il quadrante smaltato presenta numeri romani sul réhaut; e riporta la sezione occidentale e quella orientale di uno stilizzato mappamondo attraversata da un veliero – forse un’allusione all’avventura appena intrapresa. Mentre un tricolore a ore 6 sottolinea senza mezzi termini che questa missione è tutta italiana. Ne siamo orgogliosi.

  • News & previews – 12/03/2022. Notizie varie e brevi di cronaca

    News & previews – 12/03/2022. Notizie varie e brevi di cronaca

    Partnership nuove e rinnovate, sportivi e musicisti nel ruolo di ambasciatori, mostre monografiche e iniziative benefiche. Da qualche settimana non vi raccontavamo le novità dal mondo delle lancette, ma rimediamo subito. Ed è opportuno che voi restiate aggiornati su quanto succede in orologeria, perché le ultime notizie tratteggiano un panorama quanto mai multiforme, per interessi e attività. Notizie varie ed eventuali, s’intende…

    L’altra Pechino 2022

    Chiude domani la 13a edizione dei Giochi Paraolimpici Invernali, che ha visto ancora una volta Omega nel ruolo di official timekeeper. Dopo le Olimpiadi di Pechino 2022, infatti, la Maison di Biel ha cronometrato anche i 78 eventi in calendario disputati nelle sei discipline sportive: sci alpino e di fondo, snowboard, biathlon, para hockey su ghiaccio e curling in sedia a rotelle. Garantendo che ogni risultato fosse registrato con impareggiabile precisione, ha così supportato gli atleti nel loro sogno. Come recita il motto dei Giochi: Flying High.

    Al polso di Gimbo

    Sempre in tema di Olimpiadi, Omega di recente ha siglato una partnership con Gianmarco Tamberi. L’atleta – medaglia d’oro per il salto in alto a Tokyo 2020, quindi orgoglio nazionale – d’ora in poi sarà seguito dal marchio svizzero negli eventi mondiali dell’atletica leggera. Però intanto Omega gli ha già messo al polso un bel Moonwatch Master Chronometer. Forse impressionato dalle prestazioni all’ultimo Nba Celebrities All Star Game, dove il campione olimpico ha effettuato un paio di memorabili schiacciate. Grande Gimbo!

    Rock Watch

    Brian May, l’immarcescibile chitarrista dei Queen, porta al polso un Seiko fin dagli anni ’70, quando ha acquistato un esemplare subacqueo durante il primo tour in Giappone della band. E il marchio nipponico lo ha ripagato nel 2020 con una special edition dedicata alla sua chitarra, la leggendaria Red Special. Che ora è seguita da un nuovo Seiko 5 Sport x Brian May, prodotto in 12.500 esemplari e ricco di dettagli evocativi dello strumento. Parte del ricavato della vendita andrà a finanziare il Mercury Phoenix Trust per la lotta all’Hiv.

    Meccaniche benefiche

    Foto courtesy charitybuzz.com

    Lo avevamo annunciato lo scorso autunno. Ora, il primo calibro made in Italy è una realtà: lo esporrà Locman al VO’Clock Privé. Ma il primo orologio a montarlo è un pezzo unico dedicato all’Andrea Bocelli Foundation: un Montecristo con la cassa da 42 mm, il movimento a carica manuale Oisa 1937 visibile dal fondello in vetro zaffiro e il quadrante personalizzato. Che è andato all’asta sul sito Charity Buzz lo scorso 10 marzo. Non si sa chi si sia aggiudicato l’esemplare, stimato 25mila dollari. È certo però che l’intera cifra finanzierà la ricostruzione post-sisma dell’Istituto superiore di San Ginesio, nelle Marche.

    Rarità in mostra

    A Londra, c’è ancora qualche giorno per visitare la mostra Made in Germany, a Tribute to the Early Lange 1 and Datograph. Allestita nello showroom di Phillips Perpetual (30 Berkeley Square, fino al 14 marzo), è dedicata appunto ai due storici modelli di A. Lange & Söhne. Riunisce infatti una ventina di rari esemplari creati fra il 1994 e il 2008, amati dai collezionisti (per alcuni quasi un’ossessione). Un percorso fisico sull’evoluzione dei caratteri e dei quadranti degli orologi a produzione limitata della Maison tedesca. Da vedere.

  • Locman Amo: un’ode alle donne. Tra mare, moda e design

    Locman Amo: un’ode alle donne. Tra mare, moda e design

    Locman Amo è il nuovo femminile della marca elbana. Non appena l’ho visto sui social, ho pensato prendesse nome dal verbo “amare” (prima persona singolare dell’indicativo presente) e fosse una dichiarazione d’amore verso le donne. Ma mi ha fatto sorridere perché è un appellativo usato anche dai ragazzi di oggi: un nomignolo affettuoso e no gender con cui si rivolgono l’uno/a all’altra/o, proprio come contrazione della parola “amore” (apocope o troncamento, secondo la grammatica italiana). Poi, quando l’ho guardato con attenzione, mi sono accorta di aver preso una cantonata. Il Locman Amo si chiama così per la forma delle anse, fatte proprio come due ami da pescatore – se non fosse per la punta arrotondata anziché aguzza.

    Un dettaglio di stile… e di concetti

    Curioso come un simile dettaglio, piccolo ed essenzialmente semplice, sappia cogliere lo spirito della Casa toscana. Prima di tutto perché l’amo è un oggetto simbolico che rimanda al mare, da sempre elemento naturale di Locman – come abbiamo scritto più volte in questo sito. E poi è anche un elemento di design innovativo e originale, coerente con la storia e la vocazione del marchio. Fin dalle origini improntato alla ricerca, alla volontà di creare qualcosa di nuovo e di renderlo accessibile a tutti.

    Soprattutto è un sistema “fai da te”, pratico e funzionale, per rendere intercambiabile il cinturino. Permette infatti di sfilarlo semplicemente dal lato aperto dell’ansa senza aver bisogno di particolari attrezzi (e senza nemmeno rischiare di scalfirsi lo smalto sulle unghie). Poi, basta ripetere lo stesso gesto al contrario per infilare quello nuovo, di diverso colore… Et voilà, la sostituzione è fatta, rapida e facilissima. (Da notare che un piccolo pomello all’estremità dell’ansa mantiene l’occhiello in posizione e ne impedisce l’uscita accidentale).

    Ovviamente Locman prevede cinturini di tanti colori, tutti in pelle effetto lucertola: dal bianco al rosa antico, dal rosso al ciclamino… E poi blu mare, marrone, verde acqua o verde smeraldo. Così si può cambiare il look al Locman Amo ogni volta che si vuole. Il che, di fatto, è un po’ come cambiare l’orologio stesso, o comunque personalizzarlo. In ogni caso, significa avere a disposizione un accessorio di moda sempre nuovo, divertente e poco impegnativo. Un gioco adatto alle ragazze di ogni età.

    Prezzi e caratteristiche del Locman Amo

    Del resto, la cassa del Locman Amo è dichiaratamente femminile: sia per le dimensioni (misura 32 mm di diametro), sia per la forma arrotondata, quasi “morbida”, priva di angoli vivi e di asperità. È realizzata in acciaio lucido oppure Pvd oro rosa. Ed è costruita con grande attenzione nei confronti di chi la indossa: il fondello è realizzato in titanio, così da evitare allergie perfino all’epidermide più sensibile; mentre il vetro minerale ha subito un trattamento zaffiro che lo rende più resistente a eventuali graffi. E poi c’è il dettaglio dell’insolita corona “a fiore”, che accentua lo stile romantico e vagamente rétro dell’orologio.

    Il quadrante in madreperla del Locman Amo riporta piccole lancette a foglia; è scandito da numeri arabi (in un carattere aggraziato, se non proprio corsivo) intervallati da indici puntiformi (nelle versioni “basic”) o incastonati di diamanti taglio brillante (nelle referenze più preziose). Anche la lunetta può essere ornata di diamanti, concentrati però solo in due settori simmetrici, a ore 4/5 e a ore 10/11, a formare due inusuali parentesi luminose. Tutti i modelli sono animati da un movimento al quarzo. Ma – a seconda della tonalità e delle pietre preziose – coprono un range di prezzo che va dai 275 ai 995 euro. Davvero per tutte.

  • OISA 1937, Locman e il calibro meccanico Made in Italy

    OISA 1937, Locman e il calibro meccanico Made in Italy

    Ho visto la Storia. Ho visto il futuro dell’orologeria italiana. Io l’ho visto: si chiama OISA 1937.
    Tu mi dirai: ma cosa caspita ti sei calato per scrivere ’ste robe? No, al mio cervello ci tengo molto, ti rispondo. Ci vado pianissimo persino con la birra, figurati il resto. È che ho visto realizzarsi un mio vecchio sogno. Ancora non posso raccontare tutto nei dettagli e non sono nemmeno riuscito a convincerli – loro di Locman e di OISA 1937, che hanno fatto questo piccolo miracolo italiano – che almeno la foto di un ponte potevano darmela…

    Ma io ho visto. E non solo io, ovviamente. C’era un nutrito gruppo di giornalisti specializzati. Il problema è che per ora non se ne può parlare più di tanto. Fino a gennaio. Quando uscirà il primo movimento meccanico italiano prodotto, dopo tanti anni di assenza, da OISA 1937. Ma andiamo con ordine.

    Premessa. Il sogno

    Ho conosciuto Marco Mantovani tanti anni fa. Quanti non conta, ma tanti. Marco ha fatto parecchie cose per primo, zitto zitto. Il primo a usare l’erica dell’Elba per un orologio e poi il primo, con il designer Fulvio Locci, a sdoganare l’uso del colore in un certo tipo d’orologio, ai confini fra tradizione e fashion, il primo a usare il titanio per orologi italiani. Già, perché è stato anche il primo a dichiarare orgogliosamente la nazionalità italiana dei propri orologi. Prima o poi faremo un bell’Amarcord delle nostre discussioni e dei nostri sogni. Il più importante dei quali era la produzione di un movimento italiano. Un movimento meccanico italiano.

    A naso direi che abbiamo cominciato a parlarne una ventina d’anni fa. Forse qualcosa in più. Marco Mantovani, che sa e vuole costruire cose solide con un solido futuro, l’ha presa alla lontana. Piano piano, mattone dopo mattone, con l’aiuto delle persone che riteneva giuste – sia per quanto riguarda il fondamentale progetto economico, sia per quello tecnico. Ora ci siamo ed io ho visto un bellissimo movimento meccanico a carica manuale. Che l’avessero fatto gli svizzeri diremmo tutti: «Oh, che gran bel movimento… E che finiture di grande qualità!».

    Il gruppo di lavoro

    Gente seria, maledettamente seria. Di Marco Mantovani abbiamo già detto, ma la parte finanziaria, e non solo, è da molti anni affidata ad Andrea Morante, uomo dal passato, presente e futuro importante. AD storico di Pomellato, lascia il marchio quando passa al gruppo Kering per diventare AD di Sergio Rossi (calzature) e Presidente di QuattroR Sgr, società indipendente di gestione del risparmio, con la quale entra anche in Trussardi. Un dirigente che è una certezza assoluta. E che comprende pienamente il potenziale di un movimento Made in Italy per gli orologi.

    La produzione di OISA 1937 si svolge in uno stabile attiguo alla Officine Meccaniche Futura di Benedetto Perrotta, azienda fondata nel 1991 e specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione. La sede è ad Albuzzano, ad una decina di chilometri dal centro di Pavia. Una bella caratteristica dell’azienda è di possedere – fisicamente – anche le macchine a controllo numerico necessarie per produrre (immagino in piccola serie, all’inizio) i movimenti Made in Italy. E non finisce qui.

    Ma da dove viene, ’sto movimento?

    Pochi lo sanno, ma l’Italia produceva movimenti per orologi già tanti anni fa. Nel 1937 Domenico Morezzi apre l’unica fabbrica italiana di movimenti per orologi da polso. Che arriverà a produrre una decina di calibri diversi. La OISA, fondata nel 1937, ha prodotto orologi e movimenti non soltanto per le marche di cui era proprietaria, ma li ha ceduti anche ad altri. La OISA era in grado di produrre grandi quantità di movimenti (fino a 10mila al mese), suddivisi fra diversi calibri. Tutti progettati da Domenico Morezzi, tecnico orologiaio e fondatore dell’azienda poi passata al nipote, Carlo Boggio Ferraris.

    Carlo termina la produzione nel 1978, nel pieno di quella “crisi del quarzo” che aveva quasi sterminato i movimenti meccanici anche in Svizzera. Sostituiti, appunto, da quelli elettronici. L’arrivo poi dei circuiti integrati di produzione giapponese aveva fatto diventare obsoleti anche i quarzi svizzeri. Con conseguenze spaventose per la Svizzera degli orologi. Ma questa è un’altra storia. Ma poi l’OISA rinasce nel 2018 sempre grazie alla ferrea volontà di Carlo Boggio Ferraris.
    A far da ciliegina su una torta già di per sé sontuosa c’è il Direttore tecnico, Fausto Berizzi. Però ti sento già dire: e chi diavolo è, Fausto Berizzi?

    Il tecnico inflessibile

    L’ho incrociato tante volte, negli ultimi 35 anni. Fausto Berizzi – italiano in Svizzera – era autore di movimenti complicati in Frédéric Piguet, la fabbrica di calibri sulle quale è stata fondata la rinascita di Blancpain e in seguito, molto in seguito, venduta a Swatch Group insieme alla stessa Blancpain.

    Fra le altre tappe della vita professionale di Berizzi mi piace ricordare poi il primo calibro di manifattura per Hublot. Allora lavorava con altri due grandi tecnici: René Maillefer e Cédric Grandperret (oggi direttore tecnico della Scuola d’orologeria di Ginevra e sindaco del paese in cui vive). Nomi sconosciuti al grande pubblico, ma indimenticabili per chiunque abbia una buona conoscenza dell’orologeria non solo attraverso la facciata.

    Ah, Fausto Berizzi passa in seguito alla Voucher, la fabbrica di movimenti proprietà della Fondazione Sandoz e quindi strettamente legata a Parmigiani Fleurier. Berizzi, fra l’altro, è la persona che per prima è riuscita a trovare un metodo di produzione che consentisse di realizzare ponti e platine in titanio. Come non bastasse, Fausto Berizzi si trasferisce (sempre nell’ambito delle fabbriche che fanno capo alla Fondazione Sandoz) all’Atokalpa, la fabbrica che produce spirali, bilancieri e altre delicatissime parti dei movimenti.

    Per capire l’inflessibilità di Berizzi, chiacchierando con lui, alla presentazione del Calibro OISA 1937, notavo l’impiego del sistema antiurto Kif sul bilanciere. E gli chiedevo il perché di questa scelta. La risposta: «Kif costa un po’ di più, è vero. Ma mentre altre fabbriche producono pezzi che devi usare così come sono, Kif te li personalizza, te li fa delle dimensioni che vuoi tu. E questo ti consente una libertà progettuale notevole. Necessaria per fornire la massima qualità. Noi non vogliamo scorciatoie passibili di critiche tecniche». Un tecnico inflessibile, appunto.

    OISA 1937, un progetto da approfondire

    Vorrei che consideraste questo articolo come niente più che una sorta di indice per il lavoro che faremo nel futuro. La realizzazione di movimenti italiani (che in un certo senso era nell’aria: altri stanno scaldando i muscoli, ma siamo ancora a moduli specializzati) è un fatto storico con un potenziale assolutamente straordinario. Non va dimenticato infatti che il mercato italiano dell’orologeria (che in passato era il secondo mercato mondiale) continua ad avere una importanza fondamentale che va oltre i numeri.

    L’Italia continua, nell’orologeria come in molti altri settori, ad orientare i gusti del pubblico internazionale. E questo primo movimento Made in Italy consentirà una libertà di progettazione che potrebbe trasformarsi in una solida, consistente nicchia di mercato. Un mercato che sta sempre più premiando i produttori in grado di offrire oggetti in qualche modo personalizzato.
    Il primo orologio con il nuovo calibro, che è meccanico a carica manuale, lo ricordo, sarà disponibile a gennaio.

  • Montecristo Skeleton Pvd, il colore di Locman

    Montecristo Skeleton Pvd, il colore di Locman

    Si chiama Locman Montecristo Skeleton Pvd ed è un orologio del quale ci piace parlare.
    Ci piace perché è uno dei rari orologi che si presta ad essere considerato sotto molti diversi punti di vista. Ne abbiamo parlato qui e qui, quando è uscita la prima versione e quando è arrivata quella con trattamento Pvd oro rosa. Tutte baciate da un buon successo. Perché il Montecristo Skeleton Pvd ha molte frecce nel proprio arco. Andiamo con ordine.

    La cassa skeleton dello Skeleton

    Fateci caso: anche la cassa del Montecristo Skeleton è “scheletrata”. Nel senso che la cassa vera e propria – quella che contiene il movimento – è montata su un telaio traforato. Proprio come il movimento. Il telaio, in questo caso, è colorato di blu o di nero tramite un trattamento Pvd, ossia un trattamento galvanico particolarmente sofisticato che si chiama “deposizione fisica da vapore”, in inglese Physical Vapor Deposition.

    In estrema sintesi questa tecnica consente di deporre su una base un film metallico di spessore e colore variabile in base ai materiali utilizzati nella lavorazione, che avviene sottovuoto. La qualità del trattamento dipende molto dallo spessore, che negli orologi deve essere tale da non consumarsi troppo presto, con l’uso. Ma lo spessore è determinato anche dalla durata del trattamento, che quindi ha notevole influenza sul costo. Al di sopra del Pdv si pone soltanto l’ancor più costoso trattamento Dlc (Diamond Like Carbon), che deposita uno strato di carbonio duro, appunto, come il diamante. Ma come tale più sensibile agli urti. Un giorno ne parleremo più diffusamente.

    Il trattamento del Montecristo Skeleton Pvd sembra decisamente efficace e crea una colorazione ben costante sia nella tonalità che nella copertura del film metallico colorato. Ma se osservate meglio noterete che all’interno del telaio alcune parti appaiono come “foderate” dal materiale usato per la cassa e quindi anche di un colore diverso. Conoscendo la propensione di Locman a giocare con i cromatismi (se non la prima è stata una delle prime marche ad aprirsi al colore, tanto tempo fa) ci si potrebbero aspettare per il futuro anche versioni ancor più vivaci. Sia chiaro che non è una qualche forma di anticipazione, ma forse soltanto un pio desiderio…

    La scheletratura del Montecristo Skeleton Pvd

    Il termine “scheletratura” non mi è mai piaciuto, ma tutto sommato è quello più usato, per cui bisogna rassegnarsi. È una traduzione del francese squelette che però suona meno da classe d’anatomia. Fondamentalmente questo lavoro di traforo è di tre tipi. C’è innanzitutto quello artistico, artigianale, da record di bravura. Prendi un movimento, lo smonti pezzo pezzo e sottoponi a traforo ogni elemento, cercando di arrivare al limite fisico della rottura. In questo modo si creano orologi di straordinaria qualità, ma maledettamente delicati. Vere e proprie sfide tecniche eseguite da autentici specialisti. Armin Strom, in questo senso, era un vero e proprio maestro.

    Fin quando questo tipo di scheletratura è passato un po’ in secondo piano. Sostituito dalla meno delicata e più pratica scheletratura funzionale. Esempio? Il Santos De Cartier Squelette, nel quale il lavoro di traforo trasforma la platina in grandi numeri che fanno da indici. È stato il primo orologio ad adottare questa tecnica, merito della mai abbastanza lodata Carole Forestier Kasapi. Oggi direttore tecnico di TAG Heuer.

    E infine c’è quella che mi piace chiamare scheletratura didascalica, ossia quella scelta da Locman. In questo caso non abbiamo i costi folli della scheletratura artistica, né quelli comunque elevati della scheletratura funzionale. È una tecnica facilmente adattabile a lavorazioni industriali che consentono di abbattere i costi al punto che il Locman Montecristo Skeleton Pvd contiene il prezzo in 1.290 euro.

    I dettagli qualificanti

    Come sempre Locman (anzi: Locman Italy, come è orgogliosamente scritto) aggiunge dettagli qualificanti che magari non si scoprono a prima vista. Saltano fuori nel tempo, contribuendo la sensazione che hai fatto proprio bene a comprare  un Locman. È una questione di progetto, di buon progetto – seguito poi da una buona esecuzione. E il tutto ti sorprende in relazione al prezzo.

    Vedi il fondello in titanio, ad esempio: un gesto di cortesia per chi soffre di allergie. Vedi il sistema a tripla guarnizione che protegge la corona (non a vite) dalle infiltrazioni d’acqua, garantendo fino a 10 atmosfere l’impermeabilità. O ancora il buon progetto di scheletratura del calibro elaborato dal S.I.O. (la Scuola Italiana d’Orologeria fondata da Locman sempre a Marina di Campo, all’Elba), e poi realizzato dalla Depa, fabbrica di movimenti situata nella Svizzera tedesca. Un lavoro progettato, come dicevo, con intento didascalico per farti vedere tutto, ma proprio tutto del movimento e di come funziona.

    Un movimento meccanico a carica automatica evidentemente non troppo costoso, visto il prezzo finale, ma che zitto zitto vanta una autonomia funzionale di 60 ore (la massima è di 72) e un rotore di carica in tungsteno. E alla fine ti senti orgoglioso anche tu non solo d’aver fatto un buon acquisto, di aver dato valore ai tuoi preziosi soldi. Ma anche di quell’Italy scritto sul réhaut, accanto al nome della marca. Locman Italy. Perché – senza alcun retropensiero politico – comprare italiano vuol dire comprare un orologio pensato proprio per i tuoi gusti e il tuo desiderio di qualità al giusto prezzo. E mica è poco.

  • Locman Mare 300 metri, l’appeal di un subacqueo professionale

    Locman Mare 300 metri, l’appeal di un subacqueo professionale

    Nella mappa geografica dell’orologeria spicca il nome di un’isola. No, ovvio, non si trova in Svizzera – terra di laghi ma sicuramente non di mare, nonostante un curriculum di tutto rispetto nel mondo della vela. Le coordinate portano direttamente in Italia: in particolare all’Isola d’Elba e più precisamente a Marina di Campo. Da meta gettonata per le vacanze estive, questo piccolo centro ha catalizzato, con il passare del tempo, l’attenzione anche degli amanti dell’orologeria. Ok, lo avete subito capito tutti: stiamo parlando di Locman. E dell’ultima novità presentata di recente, il Locman Mare 300 metri, in cui la parola chiave è proprio l’elemento naturale della casa elbana.

    Il nome stesso già la dice lunga sulla vocazione dell’orologio. Ma il primo colpo d’occhio non lascia spazio a dubbi e ci trasporta direttamente a esplorare le profondità marine. Il disegno della cassa, il quadrante, il bracciale sono tutti elementi che ne svelano l’anima sportiva e subacquea. Un piacere per la vista che diventa poi fisico nel momento in cui si indossa al polso il Locman Mare 300 metri. Nonostante le dimensioni importanti della cassa (44 mm di diametro), realizzata in acciaio AISI 316L e titanio, l’orologio si adatta bene al polso e rivela un’ottima ergonomia.

    Abbiamo già scritto altrove della versione cronografo al quarzo. Qui ci concentriamo allora sui nuovi solo tempo, animati da un movimento meccanico a carica automatica. In questo caso lo sforzo tecnico è andato nella direzione di utilizzare un fondello a vista in titanio serrato con quattro viti, grazie al quale è possibile cogliere alcuni elementi del movimento, come la massa oscillante traforata. Un dettaglio non di poco conto, perché mette in luce la portata delle capacità tecniche e ingegneristiche di Locman in virtù dell’impermeabilità garantita fino a 300 metri di profondità.

    Ma il legame con il mare si esalta quando si presta attenzione al quadrante dégradé. Ognuna delle quattro referenze del Locman Mare 300 metri propone infatti tonalità simili alle sfumature cromatiche dell’acqua in profondità. Si va dal nero che sfuma nel grigio antracite, al blu notte che diventa sempre più chiaro come quando si risale in superficie; fino al verde che da intenso si stempera in una tonalità più luminosa. Ma c’è anche la versione con rivestimento in Pvd rose gold, caratterizzata da un quadrante completamente nero.

    Certo, è durante le immersioni che il Locman Mare 300 metri dà il meglio di sé. Del resto è nato proprio per essere un valido strumento di supporto ai divers, ed è infatti dotato di quegli accorgimenti imposti dalle normative internazionali che definiscono gli orologi subacquei professionali. Come la lunetta girevole unidirezionale, utile per calcolare i tempi di discesa e di risalita. Il quadrante studiato per offrire una chiara e immediata lettura delle informazioni anche in condizioni di poca luce, grazie all’abbondante uso di materiale luminescente. Ed è da apprezzare pure la scelta di tingere di rosso l’estremità a freccia della lancetta dei secondi, in modo da tenere sempre sotto controllo il corretto funzionamento dell’orologio.

    L’ultima caratteristica, infine, ne determina anche il prezzo al pubblico. Il Locman Mare 300 metri è corredato di un cinturino in silicone dalla colorazione vegetale, oppure di un bracciale in acciaio. Nel primo caso costa 498 euro, nel secondo 598 euro. Dalle foto della gallery in alto potete intuire le nostre preferenze. E a voi quale piace di più?

  • Locman Sport Vision o la leggerezza dell’estate italiana

    Locman Sport Vision o la leggerezza dell’estate italiana

    È arrivata l’estate. E con il caldo esplode la voglia di leggerezza, fisica e mentale (nel senso di disimpegno, allegria, zero pensieri). Anche riguardo agli orologi: se la prima si realizza con i materiali, l’altra passa attraverso i colori. La scelta giusta per vestire il polso in questa stagione, allora, sembra essere il Locman Sport Vision. La reinterpretazione di un classico – il famoso Locman Sport Tonneau – che non solo risponde ai desideri del momento, ma ci aggiunge anche un pizzico di glamour.

    Gli esordi fortunati

    Fin dalle origini il Locman Sport Tonneau è diverso dagli altri esemplari: ha la cassa bombata, di forma, in alluminio, grande ma leggera. E colpisce l’attenzione per lo stile originale, perfino controcorrente. Ce lo ha raccontato Marco Mantovani, fondatore e anima di Locman (leggi qui). All’epoca – siamo nell’anno 2000 – l’azienda elbana ha da poco aperto la distribuzione sul territorio americano. Il caso vuole che, per una serie di fortuite coincidenze, il rapper Puff Daddy ne acquisti subito due esemplari, uno per sé e uno per la fidanzata Jennifer Lopez.

    Ed è così che lo Sport Tonneau diventa un must have. Da allora tutti lo vogliono. E viene immortalato al polso di tante celebrities: da Naomi Campbell a Madonna, da Sharon Stone a David Beckham, da Elton John a Paris Hilton – tanto per citarne alcune. Gli si dedicano pagine sulle riviste patinate, e il successo è sottolineato anche dallo slogan che lo accompagna: “Italians do it better”. La frase riecheggia la scritta sulla T-shirt indossata da Madonna nel video di Papa don’t Preach, del 1987. Ma a questo punto, merito dell’orologio, diviene simbolo dell’intero made in Italy.

    Il ritorno del Locman Sport

    In occasione del ventesimo compleanno, la collezione è rivisitata nel design e nella grafica, ma mantiene la stessa energia di sempre. Il Locman Sport Anniversary torna nel 2020 in versione cronografo o solotempo, in otto referenze, tutte con colori sgargianti, la cassa ultralight e il cinturino in tessuto. Ed è proprio questa la base da cui si evolve il nuovo Locman Sport Vision. Un cronografo all’insegna della leggerezza, appunto. E non solo per la cassa anatomica in alluminio anodizzato e il cinturino in cordura, morbido ma resistente a tutto (anche all’acqua).

    Il Locman Sport Vision acquista un senso di leggerezza anche estetica grazie al quadrante trasparente, “pieno” solo nei contatori neri e nei fantasiosi numeri arabi di dimensioni irregolari (che ne sottolineano ancor di più il carattere divertente e informale). Una trasparenza che rivela i componenti del movimento al quarzo. E inserisce l’orologio nel trend interpretato anche dagli scheletrati e dai modelli “open heart”. Ovvero la meccanica sotto i riflettori, al centro delle attenzioni: una tendenza di grande attualità.

    La leggerezza del Locman Sport Vision

    E poi ci sono i colori, i veri protagonisti del Locman Sport Vision: vivaci, freschi, caratteristici della bella stagione, tipicamente sportivi ma non scontati. E soprattutto declinati in particolari sfumature, in abbinamenti ton-sur-ton. Quattro le cromie prescelte per gli altrettanti esemplari in collezione: verde, rosso, arancione, azzurro. Ciascuno modulato in due diverse gradazioni: una, più attenuata, per il cinturino; l’altra, più accesa, per i dettagli, cioè le impunture contrasto, le lancette dei contatori e talvolta i numeri 6 e 12.

    Per esempio il verde. Il cinturino è tipo verde militare, una tonalità pacata ma decisa, che ricorda le sfumature delle pinete, dei boschi e della macchia mediterranea; i dettagli invece sono verde fluo e donano tocchi acidi, effetto neon. In tutti i casi, si tratta di colori vividi, luminosi, gli stessi che si ritrovano in natura. Colori che nel complesso sanno di vegetazione fitta e rigogliosa, di acque terse e rinfrescanti, di frutti di stagione, maturi e profumati. E che rimandano ad ambienti vicini, ai paesaggi nostrani.

    Prima di tutto quelli dell’Isola d’Elba, un piccolo paradiso terrestre incastonato nel mare cristallino, meta di vacanze spensierate. Ma anche uno spaccato della nostra Penisola, l’estrema sintesi dell’Italia assolata, più sincera e genuina. Non a caso il Tricolore decora la minuteria sul réhaut, discreto ma ben visibile.
    Per concludere, il Locman Sport Vision è leggero anche dal punto di vista economico: costa 298 euro. Un prezzo poco impegnativo, perfetto per le ferie d’estate.

  • Montecristo Skeleton Rose Gold e l’evoluzione “buddista” di Locman

    Montecristo Skeleton Rose Gold e l’evoluzione “buddista” di Locman

    «Il cambiamento non è mai doloroso, solo la resistenza al cambiamento lo è», soleva dire Buddha, l’Illuminato. Ecco, pensando a questa frase posso affermare che il Montecristo di Locman è un orologio “buddista”: capace di cambiare senza soffrire né snaturarsi, restando se stesso nella sostanza. Come dimostra il nuovo Montecristo Skeleton Rose Gold.

    I tanti volti del pupillo di Locman

    Facciamo però un passo indietro. Sono passati oltre 10 anni da quando il marchio elbano ha lanciato il Montecristo. Un orologio che è presto diventato indissolubile dal brand: tanto per il nome, radicato nell’arcipelago toscano come Locman, quanto per l’inconfondibile estetica e per la forte spinta sulle declinazioni che l’azienda gli ha sempre riservato.

    Dal 2010 a oggi, sul Locman Montecristo si sono alternati i calibri automatici, quelli al quarzo, le fasi lunari, il cronografo o, ultimamente, i quadranti trasparenti (con l’Open Heart) e i movimenti scheletrati, appunto. Il lancio del primo Montecristo Skeleton risale a un anno e mezzo fa, quando l’orologio convinse gli scettici che non credevano nella capacità di un’azienda come Locman di cimentarsi con una lavorazione estremamente tecnica come la scheletratura.

    La leggerezza del Montecristo Skeleton Rose Gold

    Si sbagliavano. Grazie alla collaborazione tra la S.I.O., la Scuola Italiana di Orologeria interna a Locman, e Depa, azienda svizzera di movimenti cui fa capo anche la mitica Landeron, nel 2019 il Montecristo ha debuttato in versione scheletrata con cassa in acciaio e titanio. Vi rimando a questo articolo per i dettagli tecnici della scheletratura, che sono gli stessi di quella del Montecristo Skeleton Rose Gold. La differenza sta nella cromia: ora l’orologio si arricchisce dei toni caldi delle finiture in color oro rosa.

    Ciò che rende prezioso questo Montecristo è il fatto che la scheletratura del movimento nasce in fase di progettazione, richiamando la struttura leggera della cassa, fatta di pieni e di vuoti. Inoltre, il quadrante trasparente ne esalta la lavorazione nascondendo alla vista il meno possibile di un calibro automatico che ha subìto a monte un importante lavoro di “sottrazione”.

    A Locman, infatti, non piace vincere facile, come con i Gratta e Vinci: scheletrare un quadrante non è come scheletrare un movimento. Movimento che, per inciso, conta su un’autonomia di carica di tutto rispetto, che può arrivare fino a 72 ore, cioè 3 giorni pieni.

    L’abito gentile del marinaio

    Fatte queste precisazioni, ribadisco che il Montecristo Skeleton Rose Gold di Locman si distingue dal precedente del 2019 per il trattamento in Pvd oro rosa sulla lunetta, sulla corona e sulle sfere. Visto l’orologio in fotografia, sembra però la scheletratura e le sfumature rosate delle lancette vadano un po’ a scapito della leggibilità. Le sfere del Montecristo Skeleton potevano invece contare su una colorazione gialla, blu o nera (a seconda del colore del réhaut), che ne favoriva il contrasto sul quadrante. Ma, come sempre, aspetto la prova al polso per confermare o smentire l’impressione.

    In ogni caso, è un fatto che le finiture color oro rosa ingentiliscano l’insieme del Locman Montecristo Skeleton Rose Gold. Da un lato fanno apparire la lunetta, già sottile di suo, ancora meno voluminosa, allargando ulteriormente un quadrante molto aperto; dall’altro, alleggeriscono un poco la presenza maschia della corona, data dalla zigrinatura doppia e molto scanalata. Una lavorazione pensata per agevolarne l’uso anche con le dita umide o con i guanti da regata.

    Non dimentichiamo infatti che Montecristo nasce come collezione strettamente marina. Anche il Montecristo Skeleton Rose Gold è e rimane un marinaio; un po’ più fighetto forse, senza il volto rude e salmastro di un pescatore, ma pur sempre un marinaio. Lo dimostrano proprio la corona, a vite e dotata di triplice guarnizione interna o-ring, e l’impermeabilità della cassa fino a 10 atmosfere.

    Dettagli da best-seller

    La cassa, appunto, è da 42 mm, sempre in acciaio e con fondello in titanio come il predecessore; è collegata al cinturino dalle anse a tre barre, classiche sulla collezione Montecristo, che tendono a rendere la vestibilità dell’orologio più adatta ai polsi poco sottili. L’esemplare resta comunque alleggerito nella struttura non solo per l’architettura della cassa e per la scheletratura del movimento, ma anche per il fondello trasparente, che ne accentua la profondità.

    A completarlo, un cinturino in pelle o un bracciale metallico a cinque file. Entrambe le soluzioni sottolineano lo spirito urbano del Montecristo Skeleton Rose Gold, che si affianca alla vocazione marinara di cui ho scritto poc’anzi. In base alla presenza di cinturino o bracciale, cambia ovviamente il prezzo: 1.150 euro il primo, 1.265 il secondo. Un occhio allo scontrino, di questi tempi, non fa di certo male.

    Che dire di più, che non sia già stato detto su questo pezzo di Locman? Nulla, se non chiudere così come ho aperto, ossia con un’altra frase di Buddha: «Non c’è niente di costante tranne il cambiamento». All’Elba lo sanno. Ed è per questo che, per tradizione, continuano a innovare. Anno dopo anno.

  • Marco Mantovani, la mia storia con Locman

    Marco Mantovani, la mia storia con Locman

    Dall’isola d’Elba a Milano e ritorno. Dalla vendita di pellami alla produzione di orologi, passando per i cinturini. La storia di Locman si intreccia con la vita del suo fondatore, Marco Mantovani. Una vita intensa, profondamente legata alle radici e al tempo stesso alimentata dalla capacità di sognare e volare alto. Scommettendo sempre sull’unicità della maestria italiana. Senza mai smettere di respirare l’aria del suo mare. Che da sempre ispira le sue collezioni e le sue scelte di vita.

    In mezzo al mare Marco Mantovani ci è nato. Precisamente a Marina di Campo, sull’isola d’Elba, nel 1961. E non è un dettaglio, perché il legame con un’isola è una delle forme più forti e inossidabili di attaccamento a uno dei quattro elementi naturali. Che ti resta dentro. Come ben dimostra la caparbietà di Marco Mantovani, che sull’isola d’Elba, ben lontano dagli hub di produzione e distribuzione, ha scelto di insediare i laboratori Locman. Una storia che nessuno meglio del suo fondatore potrebbe ripercorrere. Ecco perché, in questo excursus, abbiamo scelto di riprendere stralci di un suo racconto.

    «Da piccolo sognavo di diventare una guardia forestale», racconta Marco Mantovani. Che in effetti lavora in una ex caserma della Dogana a Marina di Campo. Perché lì ha stabilito il quartier generale di Locman, una delle pochissime realtà produttive dell’orologeria italiana. Che ha coniugato design creativo ed eccellenza tecnologica con l’utilizzo di materiali compositi come titanio, fibra di carbonio, alluminio.

    Tutto è cominciato all’Elba; ma in tutt’altro settore. «A Marina di Campo mio nonno materno aveva un ristorante e altre attività. Come una boutique di abbigliamento, in cui mia madre lavorava e mio padre veniva a fare acquisti. Si conobbero così. E, nonostante lui fosse di Milano, si stabilirono all’Elba. Poco dopo la mia nascita, però, decisero di trasferirsi a Milano. Era il periodo della dolce vita – cui si ispira la nostra collezione 1960 – e del boom economico. Mio padre, rappresentante di pellami, vendeva ai grandi produttori di calzature. Mi insegnò l’etica del lavoro, la passione e il servizio al cliente. Senza mai smettere di tornare all’Elba, a trovare i parenti», racconta Mantovani. Che ha sempre avuto le idee chiare: «Ho sempre desiderato vivere sull’isola», confessa.

    Ogni cosa a suo tempo. Agli inizi Marco affiancò il padre. «Entrai in contatto con l’affascinante mondo della moda e della manifattura italiana. E ben presto scoprii una vena creativa che mi portò a fondare il marchio di pelletteria Locman Design». Un marchio nato dalla fusione delle sillabe iniziali del cognome del suo primo, Fulvio Locci (a cui poco dopo si unì Claudio Fanucchi) e del suo. «Nella nostra linea inserimmo cinturini per orologi che portammo alla fiera dell’orologeria di Basilea. Conquistammo subito l’attenzione di importanti case orologiere svizzere. Perché all’epoca i cinturini erano quasi tutti in cocco nero stampato liscio; mentre i nostri erano in cuoio, con una bella varietà di fogge e colori».

    Arrivò il primo incontro decisivo. Con Gino Macaluso, all’epoca distributore di Breitling con la Tradema, la società da lui fondata. «Macaluso, uno dei grandi geni dell’orologeria, per me un grande maestro, intuì che Breitling poteva essere rilanciato puntando sul cronografo automatico. Valutò che il nostro cinturino fosse perfetto per il Chronomat. Fu un successo incredibile. E, sempre grazie a Macaluso, iniziammo a lavorare attivamente con Hamilton e Girard-Perregaux», ricorda il fondatore e Presidente di Locman. Per il quale è stato breve il passo dall’intuizione di cinturini innovativi all’innamoramento per l’orologeria.

    Nel 1986 Locman affida a Genesi, storica fabbrica di orologi milanese attiva fin dagli anni ’50, la produzione di orologi di alta qualità con suo design e manodopera italiana. Dapprima per grandi case svizzere e italiane. Poco dopo, a marchio Locman. Il debutto? Un orologio completamente artigianale, con parti in oro e radica di erica, un legno prezioso tipico dell’Isola d’Elba. Che ritornerà sempre come fonte ispiratrice per materiali, nomi (la prima collezione ha ripreso i nomi delle sette isole toscane), forme e colori.

    Il secondo incontro fondamentale per la storia di Locman è stato con Carlo Crocco, patron di Hublot e di Binda, che ai tempi gestiva anche Breil, Vetta e distribuiva Longines. Si innamorò del primo orologio Locman. E decise di entrare in società, prendendone in carico la distribuzione internazionale. Così il marchio, che all’epoca aveva una sede a Milano e una all’Elba, iniziò a farsi conoscere nel mondo. «Alla metà degli anni ’90, spiegai a Crocco il mio sogno: puntare sul marchio Locman, valorizzando il made in Italy e la componente aziendale all’Elba. Lui capì. E, da signore quale è sempre stato, mi permise di realizzarlo».

    Una spinta decisiva arrivò con un altro incontro, piuttosto inusuale. Quello con una foto del faro Punta Polveraia, all’Elba, in un ufficio doganale di Panama. Un chiaro segno del destino che spinse Mantovani a rischiare, rilevando l’azienda assieme a Peppino Pea. «Fu per me un passo doppiamente importante. In primis, non avevo le risorse per farlo e mi indebitai molto. E poi un conto è disegnare orologi per le multinazionali svizzere o vendere loro i cinturini. Un altro è avere un brand proprio, inventare comunicazioni e strategie, vendere a negozianti. Che se non vendono a loro volta non ti pagano. In quel momento, incoscienza e gioventù mi spinsero a rischiare: devo dire che le cose sono andate abbastanza bene».

    Sempre il destino mise sulla strada di Marco Mantovani un nuovo socio, l’americano Ben Feigenbaum. «Era il 2000. Avevamo cominciato a produrre la linea Sport in alluminio per conto terzi. Diventò il nuovo orologio a marchio Locman, che noi distribuimmo in Italia e Ben negli Usa. Lo star system», sottolinea Mantovani, «ci fece da cassa di risonanza». Anche grazie a un altro colpo di fortuna. «Ben Feigenbaum mise in vendita una collezione in alluminio e diamanti a New York da Bergdorf Goodman, la catena americana di negozi di lusso», ricorda Mantovani.

    «Il giorno successivo alla commercializzazione era il compleanno di Jennifer Lopez. Dal negozio passò Puff Daddy: comprò un orologio per sé e uno per lei. Alla festa di compleanno, tutti gli invitati videro gli orologi della coppia. Il giorno dopo avevamo la fila fuori dal negozio. Anche Elton John, tornato in Europa, ci chiamò per ordinarne un grosso quantitativo da donare agli ospiti di una sua festa a Saint Tropez». Quell’esemplare divenne un fenomeno. E il marchio prese forza e notorietà.

    Oltre a conquistare i polsi delle grandi star della musica e del cinema internazionale (come Nicole Kidman e Sharon Stone), Locman ha incrociato le sue vicende con quelle del capitalismo italiano del nuovo secolo. «Dopo la scalata a Telecom Italia con Hopa Spa, Emilio Gnutti iniziò a comprare diverse aziende con il progetto di creare un polo del lusso. Chiamò anche noi», racconta Mantovani. Ribadendo che fu subito chiaro che non avrebbe venduto la maggioranza. Hopa entrò con un 35 per cento del capitale. «Fu un’esperienza importante aver un partner finanziario di grande prestigio», commenta l’imprenditore elbano. «Gnutti era innamorato dell’orologeria. Dopo la vendita di Telecom Italia mi disse che avrebbe voluto puntare su una quotazione di Locman. Ma i tempi erano prematuri».

    Locman avvia prestigiose collaborazioni con le Forze Armate, per il lancio di modelli con il marchio dell’Aeronautica militare, dei Paracadutisti Folgore e della Marina Militare. Diventa fornitore ufficiale della Presidenza del Consiglio. Rafforza gli investimenti in tecnologia, arrivando a presentare il primo orologio al mondo con cassa in fibra di carbonio. Ma la crisi è dietro l’angolo. Dopo lo scandalo Hopa, Marco Mantovani e Peppino Pea riescono a riacquistare il 35 per cento di Locman, indebitandosi fino al collo.

    Nello stesso anno, il 2005, a Mantovani viene diagnosticata una grave malattia, con una aspettativa di vita di 3/6 mesi. E deve sottoporsi a cure impegnative. La società resta in stallo. Dopo tre anni, però, Mantovani viene dichiarato guarito e si rimbocca le maniche. Certo, era il 2008: l’alba della grande crisi finanziaria mondiale. «Io e Peppino ci trovammo a dover ripartire con diversi milioni di perdite e un fatturato ai minimi termini. Ricostruimmo e rilanciammo la società. Già dal 2009 le cose cominciarono a migliorare», ricorda l’imprenditore.

    Locman acquista il 100 per cento di tre società già partecipate: Genesi (unità produttiva), Scuola italiana di orologeria (accademia interna di formazione) e Materie future (studio e applicazione di materiali compositi in orologeria). Continua a produrre e fare design di orologeria con il suo marchio e anche per aziende terze. Nel suo capitale entrano Pino Rabolini e Andrea Morante, rispettivamente fondatore ed ex amministratore delegato di Pomellato, che era stata appena venduta a Kering. Arriva il successo per la collezione Stealth Titanio e Carbonio.

    Il 2010 è l’anno di lancio del nuovo modello Montecristo: anima sportiva e marina, con alta qualità produttiva. Il Montecristo si impone come una vera e propria icona dell’orologeria italiana. E sembra sintetizzare tutto ciò in cui ha sempre creduto il fondatore di Locman: creatività (sempre curata da Mantovani, assieme alla gestione dell’azienda), design e manifattura italiana. Ricerca e innovazione tecnologica associate al rispetto della tradizione orologiera. E a un autentico amore per il mare. Che ha spinto Marco Mantovani in prima linea per la tutela dell’ambiente naturale: dalla costituzione della Fondazione Isola d’Elba alla partnership con Marevivo.

    Sempre nel segno di una forte attenzione al made in Italy, nel 2017 Locman ha avviato una collaborazione con Ducati. Iniziando a produrre orologi con il marchio della casa di Borgo Panigale. Un bell’esempio delle alleanze virtuose in cui Mantovani ha sempre creduto. «Penso che le imprese funzionino quando c’è la squadra. È la cosa principale e più difficile da allestire, specialmente in un settore come il nostro che necessita di competenze specifiche molto tecniche», dice ripercorrendo le complesse vicende della sua azienda. Che una squadra – rivista, ricostruita, rilanciata – l’ha sempre avuta. «Delle nostre esperienze non facciamo un fardello ma una ricchezza. Credo che la storia della nostra azienda possa tramutarsi in un successo di lunga durata, auspica l’orologiaio».

    E lo sguardo va al ricambio generazionale. «Abbiamo ringiovanito l’età media dei collaboratori anche in ruoli di responsabilità», riferisce il presidente. Che, quando gli chiedono come vede il futuro di Locman, risponde: «Ho tre figli. Il mio sogno è dar loro la possibilità di scegliere se voler continuare a portare avanti l’azienda oppure no. In particolare il maschio, Giovanni, mi sembra molto interessato alle tematiche industriali, commerciali e finanziarie: vedremo, tempo al tempo. Ora siamo tre soci, amici, diversi e forse per questo complementari. Con un partner di grande esperienza e prestigio come Andrea Morante possiamo progettare il futuro con più sicurezza».

    L’orizzonte, guardato da un’isola, è ben lontano. «La sfida che ci troviamo di fronte è grande: puntiamo a ricostruire un’origine dell’orologeria italiana che è stata in passato molto florida. Penso al periodo intercorso tra gli anni ’60 e ’90, in cui la filiera produttiva italiana era il riferimento per le grandi marche svizzere. Perdere questa tradizione industriale sarebbe un vero peccato. «Forse è arrivato il momento di ricostruire questa filiera», suggerisce Marco Mantovani. «E di darle un nome, senza metterla al servizio di mercati diversi. Per questo, è tempo di fare alleanze». Un sistema in cui Locman si candida come guida.

  • Locman 1960 Fasi Lunari: tra “Dolce Vita” e… San Francesco

    Locman 1960 Fasi Lunari: tra “Dolce Vita” e… San Francesco

    C’è un celeberrimo detto, pare di origine orientale, che più o meno tutti conoscono e che recita: «Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito». Mi è venuto in mente osservando il nuovo Locman 1960 Fasi Lunari, perché sarebbe sciocco guardarsi il dito mentre si osserva la complicazione di un orologio così pulito e alla moda.

    Il bello della vita

    La scelta di Locman di inserire le fasi lunari all’interno di una collezione come la 1960 ha una sua logica. È infatti considerata la complicazione più elegante e una tra le più affascinanti (non mi soffermo sul suo funzionamento, ne ho già parlato qui). E la 1960 è, tra le linee del marchio elbano, quella che fa dell’eleganza il proprio tratto distintivo.

    Nata nel 2015, la collezione 1960 ha nel nome la dichiarazione d’intenti del proprio Dna orologiero. L’ispirazione è infatti quella della magnifica decade che è sinonimo di spensieratezza, gioia di vivere, voglia di costruire e di godere e che, in Italia, è identificata con la “Dolce Vita”. Un modo di essere e di esistere estremamente chic, come dimostrano le linee degli orologi che in quegli anni furono creati e ancora oggi sono oggetti del desiderio per gli amanti del vintage.

    A quelle linee rimanda il Locman 1960 fin dalla sua creazione, prima con il solo tempo, poi con il cronografo, la gran data e infine con le fasi lunari. Quadranti monocromi, indici a bastone, lancette sottili, datario discreto (quando presente) sono dettagli che caratterizzano la collezione e che la rendono interessante per chi è alla ricerca di un dress watch fuori dal coro.

    Semplicità al potere

    Detto questo, la smetto con le divagazioni fini a se stesse e mi concentro sul Locman 1960 Fasi Lunari. Un orologio che non tradisce la pulizia delle forme e la facilità di lettura dell’ora proprie della collezione. Il quadrante, disponibile in versione bianca smaltata o grigia con lavorazione soleil, è arioso ed essenziale, di una frugalità francescana.

    Mi si perdonerà la citazione in odore di santità, ma come definire altrimenti uno spazio che i designer di Locman hanno spogliato di tutto il superfluo, persino della lancetta dei secondi, in modo che la vista cada sulle fasi lunari?

    La finestrella è posta a ore 6 ed è concepita con il classico design bilobato, in modo che vi possano scorrere le quattro fasi della Luna – nuova, crescente, piena e calante – che si susseguono nell’arco dei 29 giorni, 12 ore, 44 minuti e 3 secondi del mese sinodico. Un modo figo e scientifico per definire il tempo impiegato dal nostro satellite per riallineare la propria posizione con il Sole e la Terra, dopo aver compiuto una rivoluzione intorno a quest’ultima.

    I dettagli tecnici del Locman 1960 Fasi Lunari

    La finestra non è enorme ma ritengo che non anneghi più di tanto in un quadrante la cui ariosità è ampliata dalle dimensioni della cassa (41 mm) e dalla lunetta sottilissima. A mio gusto l’avrei abbassata un po’ verso l’indice delle 6 – ma temo che i vincoli del calibro non l’abbiano permesso -, per bilanciarla con la scritta Locman Italy posta nella metà superiore del quadrante. Però, chi sono io per dettare la linea ai signori dell’Elba?

    L’orologio è animato da un calibro al quarzo che muove, naturalmente, anche le fasi lunari; e che è alloggiato in una cassa disponibile sia in acciaio lucido, sia in acciaio con trattamento Pvd Rose Gold. La prima è abbinata al quadrante bianco e a un cinturino in pelle marrone con fibbia ad ardiglione. La seconda, al quadrante grigio e a un cinturino in pelle grigia, sempre con ardiglione. Per chi non ama l’ardiglione (de gustibus), sarà disponibile anche il bracciale in acciaio in maglia milanese.

    Una questione di valore

    Sui cinturini e sui bracciali spendo volentieri una parola in più. Non dimentichiamo che Locman nacque a metà degli anni ’80 come pellettiere e quindi ha un’attenzione altissima nei confronti dei pellami che usa. Lo posso confermare in prima persona, avendone più volte provato al polso gli orologi. Quello che per molti brand è un dettaglio, il cinturino, per il marchio elbano è un punto imprescindibile per definire la qualità delle proprie creazioni. E anche i bracciali in maglia milanese hanno una morbidezza che si trova di norma in pezzi di valore ben superiore.

    Il valore, appunto. La scala prezzo dei Locman 1960 Fasi Lunari attualmente disponibili parte dai 269 euro della versione acciaio con cinturino per arrivare ai 299 della versione Rose Gold, sempre con cinturino. Prezzi in linea con l’offerta del marchio e della collezione 1960 in particolare, ampiamente giustificati dalla presenza di un movimento al quarzo e non di un calibro meccanico.

    Ma valore e prezzo sono concetti differenti e non sempre collegati in modo che al crescere del primo cresca anche il secondo. Come nel caso del Locman 1960 Fasi Lunari. Il brand fa dell’accessibilità uno dei propri punti di forza, a fronte di finiture di buon livello e a complicazioni tutt’altro che banali, come appunto le fasi di Luna (usate già nel Montecristo Moon). Un approccio che si ritrova in un orologio come questo, sobrio e, come l’ho definito prima, “francescano”. Del resto, il poverello di Assisi non la chiamava forse Sorella Luna?

  • Montecristo Open Heart, il Locman che mostra l’anima meccanica

    Montecristo Open Heart, il Locman che mostra l’anima meccanica

    «Il Montecristo Open Heart di Locman risponde a una esigenza ben precisa, che ha portato anche alla creazione dello Skeleton, quella della trasparenza. Nell’orologeria, dove il cuore del prodotto è chiuso in una cassa, l’appassionato vuole vedere e capire; ecco il perché di un orologio con il movimento automatico, visibile attraverso il quadrante trasparente».

    Questo mi ha raccontato durante una chiacchierata il Presidente e fondatore di Locman, Marco Mantovani, parlando dell’ultimo orologio uscito da quella bottega di creatività che è l’azienda dell’Isola d’Elba. Una filosofia non nuova nel mondo delle lancette, come lo stesso Mantovani sottolinea, ma non per questo difficile da interpretare secondo lo stile del marchio.

    L’orologio-camaleonte

    Principalmente perché Locman può contare sulla linea Montecristo, una scuderia che ospita diversi cavalli di razza, ormai diventata la propria collezione simbolo. Lo “sportivone” della Maison elbana, con le sue anse a tre barre e il quadrante dalla grafica chiara e moderna, è infatti l’orologio che più si presta a essere interpretato in edizioni speciali o limitate, perché immediatamente riconoscibile.

    Non voglio con questo dire che Mantovani e i suoi siano una banda di pigroni che punta su “minima spesa, massima resa”. Tutt’altro: scegliere un Montecristo come orologio da declinare in versione “radiografata” è una mossa intelligente. Perché in esso si incrociano un trend in crescita, una conseguente esigenza di mercato e la spinta creativa necessaria a renderlo un pezzo interessante e, credo, di successo.

    Com’è profondo il… cuore

    Il racconto del Montecristo Open Heart si deve sviluppare un po’ come è sviluppato l’orologio: a livelli. Intanto, è a cuore aperto perché Locman ha puntato sulla massima visibilità del movimento. Ha cioè utilizzato un quadrante trasparente in vetro minerale con trattamento zaffiro, insieme ad altri due vetri minerali con il medesimo trattamento: uno a protezione del quadrante e uno sul fondello.

    L’effetto ottenuto è quello di moltiplicare i livelli di visione e di spingere in profondità l’occhio di chi indossa l’orologio, esaltando la tridimensionalità di quest’ultimo. Obiettivo finale… ta-dà! Il calibro. 

    Un movimento top per il Montecristo Open Heart

    Si tratta di un movimento cronografico integrato Sellita SW500, affidabile come una Panda 4×4 su un sentiero della Val Gardena. Sviluppato da Sellita all’inizio degli anni Duemila, sulla base del celeberrimo Valjoux 7750, a quasi vent’anni dalla nascita continua a equipaggiare numerosi cronografi, grazie a un’architettura facilmente declinabile in base alle esigenze dell’orologio. E, appunto, a una robustezza e a un’affidabilità riconosciute.

    Nel Montecristo Open Heart questo movimento a carica automatica da 28.800 alternanze/ora è nella sua classica configurazione, con i contatori alle 6-9-12 (secondi continui alle 9), datario alle 3 e funzione stop-second. La massa oscillante personalizzata Locman dà all’orologio un tocco che sa di firma di stile, tanto caro al marchio.

    A proposito di movimenti, non è la prima volta che Locman incassa nei propri pezzi dei calibri meccanici svizzeri di marchi prestigiosi. Per il Montecristo Moon, ad esempio, la Maison ha recuperato 300 Lemania 1883 d’epoca, movimento che è l’evoluzione con fasi lunari del 1873, sviluppato a metà degli anni ’60 e montato negli Speedmaster pre-allunaggio, oltre che in numerosi altri orologi. Una volta revisionati dai tecnici della Scuola Italiana di Orologeria, i 300 calibri sono finiti nell’edizione limitata “lunare” del Montecristo.

    Le edizioni limitate

    Tornando al nostro Montecristo Open Heart, vi rimando alle didascalie per gli aspetti più estetici e funzionali dell’orologio. Qui però vale la pena ricordare che la cassa in acciaio è la classica 44 mm del Montecristo, impermeabile fino a 10 atmosfere. È realizzata anche con rivestimento in Pvd Total Black o Pvd Total Blue in edizione limitata di 350 pezzi numerati per ciascun colore, in omaggio ai 35 anni dalla nascita di Locman.

    Come per gli altri “colleghi” della collezione, anche il Montecristo Open Heart è disponibile sia con cinturino in silicone, sia con cinturino in pelle, con chiusura déployante. Negli anni, Locman ha migliorato la mescola del silicone rendendo i cinturini più morbidi, più vestibili e meno fragili, mentre sulla qualità delle pelli lo standard è sempre rimasto alto. Non dimentichiamo che l’azienda nacque proprio come pellettiere, prima di innamorarsi dell’orologeria…

    In conclusione

    In definitiva, se fossi su Facebook (il mio social network, ormai, essendo definitivamente quello degli anziani…) metterei un “mi piace” sotto al Locman Montecristo Open Heart, nonostante 44 mm per il mio polso smilzo siano tanti. Diversi i motivi del gradimento.

    Intanto, l’orologio intercetta la giusta tendenza di mercato nel giusto momento. Poi non tradisce la propria vocazione sportiva, nonostante un abito ricercato. Ancora, si pone in una fascia prezzo corretta e sensata (2.280 euro per le edizioni limitate, 1.998 per la versione con cinturino in silicone, che diventano 2.068 con la pelle). Infine, il lancio di un nuovo orologio in un momento così difficile è un bel segnale da parte di Locman, non solo per il settore ma per tutta l’economia. Significa credere nel futuro e, soprattutto, nella bontà del proprio lavoro e del proprio prodotto.

     

  • Marco Mantovani: Locman, dall’Elba si può

    Marco Mantovani: Locman, dall’Elba si può

    Ho conosciuto Marco Mantovani negli anni in cui lavorava a Milano. Aveva lasciato l’Isola d’Elba perché Milano era la città giusta per inseguire il successo. Poi Marco attraversa vicissitudini personali e decide di tornare all’Elba, dove fonda Locman. Capirete bene che l’idea sembra un po’ fuori di zucca. Non solo produrre orologi italiani dichiarandone l’origine (fu allora che cominciò a mettere sia il tricolore che il “made in Italy” sul quadrante – cosa che nessuno aveva mai fatto), ma “giocare” con i colori e con i materiali in maniera totalmente fuori dalle abitudini. Locman è Marina di Campo, Isola d’Elba, Locman è la fabbrica in fondo al porto e la piazzetta accanto, con gli uffici e la boutique Locman.

    Eppure Locman si sparge nel mondo. Gli Stati Uniti (dove riscuote enorme successo l’orologio in oro con la lunetta in radica dell’Isola) e poi man mano altri mercati; raggiunti partendo per Milano con il mono motore giallo, un piccolo aereo che rivelava agli elbani se Marco era sull’isola o no. Nel 1997 arriva un socio, Giuseppe Pea, seguito più di recente (nel 2014/15) da un altro, Andrea Morante, a dare ulteriore sviluppo e solidità alla Locman. Che oggi vuol dire una decina di boutique esclusive e circa un migliaio di concessionari nel mondo.

    Da quel 1986, quando Locman è stata fondata, sono passati 34 anni e le tradizionali sette camicie che però sono sudore buono se torni sempre alla tua isola, a tua moglie, ai tuoi figli e persino ai tuoi cani. Ho una vecchia foto con Marco, all’Elba, circa 25 anni fa, ma ovviamente non ve la faccio vedere come non vi farò vedere la foto – ingenerosa – scattata nello stesso posto due anni fa. Marco è la prova che si può fare buona orologeria anche lontano, molto lontano dall’impero svizzero delle lancette.

    Brutta storia, il Covid, per una marca italiana indipendente…

    Marco Mantovani: Brutta storia sì. Per la malattia e per le sue conseguenze economiche. Noi abbiamo anticipato ai nostri dipendenti i soldi della cassa integrazione perché il nostro gruppo è formato da persone preziose, che non vogliamo perdere né mettere in condizioni economicamente disastrose.

    Non tutti si sono comportati così.

    Marco Mantovani: Lo so, ma ovviamente dipende dall’impostazione che hai dato all’azienda e dalle dimensioni dell’azienda stessa. Tu sai benissimo, come me, che l’orologeria di un certo tipo è una nicchia, nel mondo. Se non si espande non è per stupidità da parte dei dirigenti, ma per una lunga serie di ragioni totalmente diverse e condivisibili. Alcuni gruppi finanziari pensavano però che l’orologeria si potesse espandere molto di più. Molto di più.

    In parte la cosa aveva un senso, ad esempio facendo forti investimenti per industrializzare alcune fasi di lavorazione e quindi aumentare la produzione. Ma se poi tutto ciò cozzava con la possibilità di superare il collo di bottiglia di alcune fasi che erano e restano manuali, allora la cosa era diversa. E poi c’erano problemi oggettivi di mercato. Un segmento del lusso, relativamente piccolo come l’orologeria, non può dipendere troppo da un solo Paese, sia pure importante come la Cina. Tutte queste cose, messe a fronte della crisi del Covid, hanno totalmente cambiato le carte in tavola.

    Riscoprendo il futuro che nasce dal passato. Oggi anche molti gruppi appaiono scettici sul “lusso di massa” e parlano di ritorno al prodotto, per fare fatturati più stabili.

    Marco Mantovani: Secondo me questa deve essere la prima “legge” dell’orologeria, indipendentemente dal prezzo finale. E sono d’accordissimo con chi (meglio tardi che mai) ha riscoperto che – con grande rispetto per gli utili, per i fatturati –, il vero protagonista dell’orologeria deve continuare ad essere il prodotto e la sua qualità. Il rispetto per il compratore, in definitiva.

    Ma capisco che una società quotata, soprattutto, è fortemente condizionata dai conti e dal mercato. E magari fa fatica a guardare al medio termine perché conta molto la quotazione di domani, non dopodomani. Invece molto di quello che è accaduto nel nostro settore, dove le professionalità di un certo tipo sembravano passate in secondo piano, ha causato problemi forti proprio nel medio e nel lungo periodo. So che molti marchi stanno di nuovo cercando i “vecchi” professionisti, quelli nati a pane e orologi.

    È vero. È una marcia indietro che trovo positiva e che coinvolge anche dirigenti “insospettabili” delle multinazionali. Per non parlare poi della riscoperta del negoziante e dell’ultimo metro costituito dal suo bancone di vendita.

    Marco Mantovani: Sì, è vero. Credo che ritrovare e rivalorizzare la professionalità del negoziante sia fondamentale. Molte aziende hanno pensato di accorciare la via e vendere addirittura solo online, ma non credo possa funzionare perché il valore umano del contatto diretto è ancora fondamentale. La poesia di andare a comprare un orologio in negozio…

    Ovviamente non ho nulla contro le vendite telematiche, ma per quanto ne so costituiscono una parte veramente minima del tutto, anche nei segmenti di prezzo più accessibili. Ci vorrà tempo e comunque ho forti dubbi che la relazione diretta con il negoziante possa essere scavalcata. Piuttosto, è importante avere cura del prodotto e saper comunicare come nasce. Questo i grossi gruppi lo hanno un po’ dimenticato nell’euforia di un periodo in cui il mercato sembrava saper solo crescere. Ora forse è meglio tornare ai valori concreti.

    Da Patrick Pruniaux di Kering ai dirigenti di LVMH Italia, passando per altri manager che abbiamo intervistato, tutti sembrano concordare sul ritorno alla priorità del prodotto e dell’armonico rapporto con i negozianti. E in effetti non si parla delle vendite come di una soluzione a breve termine. È andata un po’ meglio, sembra, quando le vendite fanno capo a negozianti che il cliente già conosce e stima.

    Marco Mantovani: Certo, io credo che il web sia un’ottima cosa che crescerà e continuerà a crescere se fatta in modo professionale. Questo non toglie spazio al negoziante perché c’è spazio per tutti quelli che lavorano bene, con professionalità e conoscenza del mercato. Tuto sommato, pur con i difetti e i limiti di una piccola azienda, credo che in certi casi non essere strutturati come i grossi gruppi ci renda più agili, più concentrati sul prodotto. Il fatto che dietro a un brand ci sia una famiglia – forse più concentrata rispetto a quello che succede in una grande azienda quando cambiano i manager – può costituire un vantaggio non secondario sia per la qualità sia per la coerenza di quel che produci.

    Ho l’impressione che in questo momento persino il concetto stesso di “orologeria italiana” venga finalmente considerato come una caratteristica positiva.

    Marco Mantovani: Lo spero, lo spero davvero. Credo che noi produttori di orologi italiani dovremmo fare squadra per rendere il made in Italy un valore positivo a livello internazionale. La Svizzera ha speso moltissimo, in questo  senso, e ha funzionato. Dovremmo investire di più per la diffusione del buon nome dell’orologeria italiana. Anni fa proprio tu mi avevi regalato il libro di Morpurgo sulla storia dell’orologeria in Italia. Abbiamo una tradizione, noi italiani, e ancora oggi un’ottima professionalità. Persone come me e come te, cresciute a pane e orologi, non cambiano mestiere fondamentalmente solo per autentica passione. Quello dell’orologeria è un mondo bellissimo.

    Una delle ragioni per cui continuo ad amare l’orologeria è la sua capacità di rispettare regole che, al 90 per cento sono a favore del compratore finale. Anche se il compratore finale di solito non lo sa.

    Marco Mantovani: È così. C’è una certa moralità che a mio avviso contrasta vistosamente con l’attuale tendenza a risparmiare nella convinzione che il compratore non si accorga che gli stai rifilando una mela bacata. Alcuni settori, come l’orologeria ma anche la gioielleria, continuano invece a essere imperniate sulla qualità del proprio prodotto. Penso che alla fine, come ieri, questo si rivelerà vincente anche domani. Per questo sono ottimista, per questo noi di Locman stiamo investendo, proprio in questo momento, per consolidare il nostro buon nome. Non è facile, ovviamente, ma bisogna sempre ricordare che il futuro comincia oggi.

  • Festa della Repubblica: gli orologi che celebrano l’Italia

    Festa della Repubblica: gli orologi che celebrano l’Italia

    Non so se avete visto lo spot per il 2 giugno, andato in onda sulla Rai in questi giorni. “L’Italia riparte”, recitava il pay-off sulle note del “Va Pensiero”, e le immagini mostravano l’intera Penisola fatta di ruote e ingranaggi in movimento. Curioso. Non tanto che i componenti meccanici di un orologio diventino metafora dell’attività economica in ripresa. Quanto che la Festa della Repubblica si faccia rappresentare dall’orologeria proprio mentre l’orologeria celebra l’Italia.

    Sì, perché in questo periodo i nostri simboli e le nostre istituzioni sono al centro di alcuni esemplari, due su quattro prodotti da case svizzere. Forme di spontanea solidarietà, oppure di orgoglio nazionale, comunque dimostrazioni di affetto e partecipazione emotiva (ok, anche un pizzico di marketing: ci sta). Orologi che riflettono lo stesso spirito di tante campagne durante l’emergenza. E contrastano con le frontiere rossocrociate chiuse almeno fino al 6 luglio. Strani effetti del Covid-19…

    Chopard, prima di tutto, rende omaggio alla bandiera italiana con un Happy Sport in edizione speciale. In cui i celebri diamanti mobili sul quadrante si mescolano ai rubini e agli smeraldi per ricreare l’effetto del Tricolore. Bianco, rosso e verde anche il cinturino in pelle di alligatore, mentre il fondello in vetro zaffiro rivela in modo esplicito il vessillo nazionale, al centro del movimento automatico. Niente di più chic per le signore italiane che vogliono onorare la Festa della Repubblica.

    E un impeto di patriottismo deve aver colpito anche Giuliano Mazzuoli, che in occasione del 25 Aprile, per commemorare la Liberazione, ha creato il Manometro Italia. Ma il Tricolore che ne personalizza la cassa cilindrica è di grande attualità anche in questa 74a Festa della Repubblica. A proposito, forse vale la pena ricordare che si tratta dell’anniversario del referendum con cui gli italiani (nel 1946, al termine della II Guerra Mondiale) decisero la forma di governo: non più monarchia, appunto, ma Repubblica. Oltretutto il primo referendum a suffragio universale (in cui cioè votarono anche le donne).

    Invece Breitling torna di nuovo ad acclamare le Frecce Tricolori, che proprio stamattina si sono esibite sulla Capitale. Come sempre fanno del resto ogni 2 giugno, quando il Capo dello Stato depone la corona d’alloro sull’Altare della Patria. Anche se quest’anno privo della consueta parata militare, lo spettacolo delle Frecce Tricolori ha avuto un particolare significato. Ha chiuso un tour che ha toccato le principali città italiane e che voleva essere un simbolico abbraccio a tutto lo Stivale: un segno di speranza e di ripartenza dopo il lockdown.

    Del resto la casa svizzera è legata alla pattuglia acrobatica nazionale da quasi 40 anni, dato che il primo cronografo a tema risale al 1983; e da allora la collaborazione ha dato vita a una lunga serie di esemplari in tiratura limitata. Proprio come il nuovo Chronomat B01 42 Frecce Tricolori Limited Edition, con il logo stampigliato a ore 12. Ma oggi quel legame assume un valore ancora più marcato, perché la pattuglia dell’Aeronautica Militare Italiana assurge a ideale per tutte le Squad di Breilting, che credono “nella forza del gruppo e nella reciproca identificazione di un obiettivo comune”.

    Da una forza armata all’altra, anche la partnership fra Locman e la Marina Militare Italiana è basata su valori comuni. Ovvero “l’amore per il mare, il coraggio, la passione e l’impegno costante a rappresentare nel mondo il concetto di italianità” (cito testualmente la cartella stampa). Ed è iniziata nel 2007 con una suggestiva cornice: il lancio dei primi modelli si svolse addirittura a bordo dell’Amerigo Vespucci, la nave più bella del mondo. Magari ne riparleremo.

    Intanto però la marca elbana ha creato una nuova capsule collection del Mare Marina Militare: un solo tempo automatico e un cronografo al quarzo, entrambi decorati con lo stemma a ore 6. Che già da solo – quello scudo quadripartito con i blasoni delle antiche Repubbliche Marinare, sormontato da una corona turrita e “rostrata” – vale quanto un tesoro. Almeno per chi crede nell’Italia. E, se l’Inno di Mameli cantato a squarciagola dai balconi era sincero, siamo  in tanti. Buona Festa della Repubblica a tutti.

  • Ducati e Locman: nuovo crono (automatico) dal Dna racing

    Ducati e Locman: nuovo crono (automatico) dal Dna racing

    Il rosso e il nero: tranquilli, non è una recensione del romanzo di Stendhal. Si tratta invece dei colori che caratterizzano le creazioni (quanto meno alcune di esse) di due esponenti di eccellenza della tecnologia italiana: Ducati e Locman, in rigoroso ordine alfabetico.

    È la sera del 31 gennaio, sono le ore 18 e la sede di Ducati Milano inizia ad animarsi. Dj set, qualche bollicina e tanti appassionati che lanciano sguardi interessati alle veloci “rosse” di Borgo Panigale nuove di zecca. Parecchi sono anche gli occhi puntati sulle due eleganti bacheche dove fanno bella mostra di sé le creazioni di un’azienda che, dal 2017, ha deciso di “scandire”, assieme a Ducati, quel tempo così importante in pista come nella vita di tutti i giorni.

    L’italianissima Locman, da Marina di Campo, Isola d’Elba, ha da sempre proposto creazioni basate su materiali innovativi, un’immagine prettamente sportiva e spesso fuori dai canoni. Design, funzionalità, tecnologia la accomunano alla factory  emiliana. E forse è proprio questo “riconoscersi”, questo portare avanti filosofie molto simili che ha permesso di iniziare una collaborazione di successo. E creare una collezione di orologi che si arricchisce per il terzo anno consecutivo.

    Dai primi tonneau, proposti in edizione limitata, si era passati, lo scorso anno, alla cassa tonda, con alcune referenze continuative sia al quarzo che meccaniche. La novità di quest’anno punta ancora sulla cassa tonda, con un contenuto tecnologico ancora più elevato e una produzione limitata a 100 esemplari. Il cronografo automatico Locman Ducati, già indossato in anteprima da piloti e management durante la presentazione dei bolidi del Moto Gp 2020, ha un Dna racing. E la conferma arriva fin al primo sguardo.

    Locman e il centro stile Ducati sono riusciti nell’intento di rendere indossabili le linee, i dettagli estetici e alcuni tratti caratteristici della strumentazione di bordo. Il quadrante è in fibra di carbonio, quella vera, capace con i suoi motivi geometrici di regalare tridimensionalità come nessun altro materiale. Lo scudetto Ducati, posto a ore 4, non si sente di certo spaesato, tra i contatori che ricordano tachimetri e contagiri.

    In alto, la fascia colorata in rosso indica i primi 15 secondi crono, ma evoca anche quell’affascinante “zona rossa” dove i motori urlano spinti dai migliori piloti. Le lancette, così come le anse, presentano dei fori che rimandano a quelli praticati in telai e parti meccaniche per alleggerire quanto più possibile le strutture; lo stesso motivo circolare si può ritrovare anche nella corona e nei pulsanti cronografici.

    Come dicevamo, il nuovo cronografo eleva il contenuto tecnologico rispetto a quanto presentato lo scorso anno. Il calibro che lo anima deriva  dall’esperienza della Scuola italiana di orologeria (S.I.O.) interna a Locman ed è denominato 077. Le indicazioni cronografiche si arricchiscono del contatore dei minuti al 12, che fa da contraltare a quello delle ore al 6, mentre i piccoli secondi si trovano al 9. Come ulteriore complicazione è inserita l’indicazione del giorno della settimana, che accompagna la data al 3.

    Il movimento è ospitato da una cassa in acciaio chirurgico AISI 316L, di 42 millimetri di diametro; il fondello in titanio ha un oblò che mostra il savoir-faire di Locman, con tanto di viti azzurrate e lavorazioni dei ponti a perlage. In primo piano, la massa oscillante, di colore nero e personalizzata con il logo, ripropone il motivo dei fori di alleggerimento. Locman e Ducati, ovverosia grinta, spiccata personalità, materiali all’avanguardia e peso ridotto. Al polso come su un rettilineo a 300 all’ora.

  • Montecristo Skeleton, il primo Locman scheletrato

    Montecristo Skeleton, il primo Locman scheletrato

    Esce oggi nei negozi il nuovo Montecristo Skeleton di Locman. Un’assoluta novità non solo perché è stato presentato da poco (ed è già in consegna), ma anche perché è il primo scheletrato della Casa elbana. Che così strizza l’occhio a una delle tendenze più seguite dell’orologeria contemporanea. E soprattutto festeggia il decimo anniversario del proprio modello più rappresentativo.

    Il Montecristo, infatti, nasce nel 2009 con due particolari caratteristiche: il movimento meccanico a carica automatica rielaborato dalla S.I.O., la Scuola italiana di orologeria, fondata da Locman nel 2006; e la cassa brevettata, in titanio e acciaio, leggera anche dal punto di vista estetico grazie a un’alternanza di pieni e vuoti creata dalle triplici anse. L’orologio negli anni ha dato vita a un’intera collezione, che diventa un “classico” del Marchio. E oggi si arricchisce del Montecristo Skeleton, che rappresenta un po’ la ciliegina sulla torta.

    Diciamo subito che si tratta di una scheletratura di nuova concezione (per capire a cosa mi riferisco, leggete qui). Il movimento cioè è scheletrato fin dalla progettazione, studiato al computer con appositi programmi che vagliano lo stile nel complesso e le capacità strutturali di ogni minimo componente; quindi è prodotto con macchine a controllo numerico, per ottenere una costruzione aderente appieno ai piani progettuali, con tolleranze al micron.

    In realtà il movimento del Montecristo Skeleton è un lavoro “a quattro mani”. È infatti realizzato da Depa Swiss, un’azienda indipendente con sede a Kaiseraugst, non lontano da Basilea, nella Svizzera tedesca. Ma il progetto è il risultato della collaborazione con i tecnici della S.I.O., che l’hanno modificato in alcuni dettagli importanti. Interventi finalizzati a migliorarne le prestazioni e a personalizzarne le finiture.

    Il calibro a carica automatica del Montecristo Skeleton, infatti, racchiude alcune caratteristiche degne di nota, presenti in genere in movimenti di fascia di prezzo superiore. Cioè un’autonomia elevata, compresa fra le 60 e le 72 ore; (il che significa poter lasciare l’orologio inutilizzato per tutto il weekend e ritrovarlo il lunedì mattina ancora funzionante). E una massa oscillante in tungsteno, un metallo pesante in grado di caricare la molla del bariletto in entrambi i sensi di rotazione.

    Da notare comunque anche il tipo di scheletratura. Dall’estetica essenziale, moderna, quasi geometrica, presenta linee rette e curve coerenti con l’architettura della cassa, in un insieme organico e ben calcolato. Per dirla con parole diverse, la struttura scheletrata del movimento si riflette in quella della cassa, altrettanto leggera e traforata. Come sempre in acciaio e titanio, rispetto al passato è stata però completamente ridisegnata: in particolare ha acquisito un telaio esterno con le triple anse integrate, una specie di “ponte” che abbraccia la carrure e la collega al cinturino.

    La costruzione, quasi “sospesa”, accentua l’idea di leggerezza, la sensazione aerea tipica della collezione, già presente appunto nell’alternanza di pieni e di vuoti. E si ritrova anche nel quadrante aperto sul movimento, con il réhaut che riporta i numeri romani e le lancette altrettanto scheletrate. A proposito, il Montecristo Skeleton supera il problema della scarsa leggibilità che affligge di solito gli orologi squelette, grazie alle lancette gialle, blu o nere. Colori decisi, contrastanti rispetto allo sfondo, ben visibili anche sullo sfondo del movimento.

    Come al solito traforato è anche il cinturino in silicone, in linea con gli esemplari precedenti della collezione. Il che lo rende ancora più piacevole al polso, perché permette all’epidermide di traspirare; e in più facilita la fuoriuscita dell’acqua in caso di necessità. Perché il Montecristo Skeleton non è certo un esemplare da immersione, ma è comunque impermeabile fino a 10 atmosfere. Un dato emblematico, che allude a un uso più disinvolto rispetto alla consuetudine degli scheletrati.

    Un’ultima considerazione, infine: il prezzo. Quello del Montecristo Skeleton parte dai 998 euro. Una piacevole sorpresa.

  • Al Rallye Elba Storico con Locman. Adrenalina ed emozioni

    Al Rallye Elba Storico con Locman. Adrenalina ed emozioni

    Si è concluso ieri il XXXI Rallye Elba Storico – Trofeo Locman Italy. La gara – ormai un “classico” – valida anche quest’anno sia per il Campionato Italiano Rally Storici (come settimo e penultimo appuntamento), sia per il FIA European Historic Rally Championship (di cui è l’ottava e ancora penultima tappa). Organizzata come sempre da ACI Livorno Sport, ha riscosso il consueto successo di pubblico e raccolto un’ampia partecipazione di piloti, italiani e stranieri. Qualche numero, tanto per capirci: 3 giorni di gara, 13 nazioni rappresentate, 141 equipaggi, oltre 450 chilometri di asfalto percorso.

    Nelle dieci prove speciali in programma, sono state introdotte alcune novità: un percorso più lungo nella prova cittadina in quel di Capoliveri, un’inversione di marcia rispetto al passato nelle prove sul Monte Perone e un Parco Assistenza a Porto Azzurro. Da segnalare anche le iniziative speciali: come il Trofeo A112 Abarth, o il “Ferrari Goes to Elba”, un esclusivo raduno (in prima assoluta) di vetture del Cavallino. E almeno un cenno meritano i vincitori. Sul gradino più alto del podio sono saliti Alberto Salvini e Davide Tagliaferri, a bordo della loro Porsche 911 RS; che hanno strappato una manciata di secondi (5” e 2) all’ultimo crono alla coppia Lucio Da Zanche/Daniele De Luis, su un’altra Porsche 911 ma SC; al terzo posto, Andrea Volpi e Michele Maffoni sulla Lancia Delta HF Integrale.

    In pole position, all’attenzione di tutti, però c’era Locman. La casa elbana non poteva certo rinunciare al ruolo di main sponsor della manifestazione, come appunto indica il nome completo. Ma in più, in questo caso, ha realizzato un’edizione speciale del Tremila, lo sportivissimo modello nato nel 2006 e caratterizzato dalla cassa tonneau. E ora personalizzato dal logo della gara sul quadrante. Prodotto in 200 esemplari, è stato offerto agli organizzatori del rally per i partecipanti. A chi interessa acquistarlo ricordiamo che i pochi pezzi destinati alla vendita sono reperibili solo nelle boutique monomarca sull’isola. Un souvenir tangibile di questo XXXI Rallye Elba Storico.

    Altri ricordi restano invece impressi nella memoria di chi c’era: le suggestive “notturne”, la gente assiepata sul ciglio delle strade, il tifo ai team “di casa”, i colpi di scena, le inattese rotture meccaniche, gli sfortunati ritiri. E l’emozione (almeno per gli appassionati) di veder sfrecciare queste “vecchie signore” opportunamente preparate. Oltre alle già citate 911 e Delta HF, le varie Fulvia coupé, le Golf GT, le Escort, perfino le Ritmo e le 127 Sport… Che, nonostante l’età, hanno dimostrato di saper ancora tirar fuori tutta la loro grinta e il loro appeal. Insomma, uno spettacolo.

    Del resto, il Rallye Elba Storico è un evento “del territorio per il territorio”, come lo definiscono gli organizzatori, creato per allungare la stagione turistica nella più grande fra le isole toscane. Complice anche il clima favorevole, che nei giorni scorsi (con qualche breve eccezione) ci ha regalato ancora cieli azzurri e temperature quasi estive. Un appuntamento per gli addetti ai lavori che si ripete ogni anno ma crea ogni volta edizioni uniche. Un’esperienza appassionante per tutti gli sportivi ma anche una festa per le persone comuni. E per Locman un’occasione per ribadire una volta di più il legame con la propria terra.

  • Locman 1960, stile rétro ma dalla grafica nuova

    Locman 1960, stile rétro ma dalla grafica nuova

    Gli anni ’60 del Boom economico sono circondati da un’alone di magia positiva, rappresentata dal sorriso stereotipato delle réclame per la nuova automobile o per la gustosa crema spalmabile alla nocciola. Perché in quegli anni ogni entusiasmo era lecito, spontaneo e alla portata di tutti. Diventare imprenditore, laurearsi in medicina, far carriera nel cinema, inventarsi un lavoro nel campo della neonata industria pubblicitaria o come mannequin negli atelier di moda… Erano tutti sogni accessibili nel 1960, ma impensabili fino a dieci anni prima, a causa dei postumi dei conflitti mondiali e delle barriere sociali ed economiche.

    Quell’atmosfera euforica, incarnata anche dal fenomeno Cinecittà con la Dolce Vita romana che vi ruotava intorno, torna a scandire le ore italiane (e non solo) con il Locman 1960. Ovvero una delle più riuscite rivisitazioni, in orologeria, di quell’epoca e della sua estetica, realizzata dall’azienda con sede a Marina di Campo, Isola d’Elba. Del resto anche l’Italia ha avuto i suoi Mad Men, le sue super-modelle, le attrici emergenti, i concorsi di bellezza, per non parlare dei geni del design che facevano scuola nel mondo: se c’è una decade in cui l’aggettivo “nuovo “ ha avuto un senso, è sicuramente quella dei Sixties.

    Perciò può suonare strano che quello spirito innovativo oggi sia considerato la quintessenza del vintage; soprattutto nella formula neo-vintage che recupera il lato più modaiolo ed elegante di quel mood. Ma il Locman 1960 storicizza lo stile nato ai tempi del Boom con tutto il suo bagaglio di riferimenti agli iconici esemplari svizzeri (da Vacheron Constantin a Piaget); e li rivisita in chiave più italiana, semplice e prêt-à-porter, ad un prezzo decisamente accessibile. Oltretutto con grande attenzione per il pubblico femminile. Proprio in quegli anni, infatti, le donne scoprivano il fascino dell’orologio da polso come accessorio “emancipato”. Cioè al netto dei contenuti gioiello che lo avevano precedentemente traghettato nell’universo muliebre, tradizionalmente poco interessato all’aspetto tecnologico a favore di quello decorativo.

    Ecco allora comparire ai polsi delle signore gli orologi ultrapiatti e minimali, un tempo presidio maschile e oggi cuore della collezione Locman 1960. La ricerca di un design funzionale, mirato a rendere più belli gli oggetti del quotidiano, è in fondo la vera chiave del Made in Italy, reso ancora più convincente dal prezzo democratico e dalla potenziale universalità del suo messaggio. Il Locman 1960 Lady, la cui uscita segue di poco i primi modelli maschili, incontra quindi un immediato gradimento. I suoi punti di forza? Il diametro ridotto a 32 mm e la cassa piatta in acciaio lucido o Pvd golden rose, che accoglie un movimento al quarzo Swiss made. A farne la fortuna anche l’ampia scelta di cinturini in pelle, in colori tendenza, o in alternativa il bracciale in finissima maglia Milano. Neo-vintage, appunto.

    Ma il percorso del Locman 1960, iniziato nel 2105, prosegue tuttora: quest’anno la collezione si arricchisce di una grafica nuova. Sul quadrante smaltato bianco o brown, per la prima volta fa capolino la minuteria puntiforme, ritmata dall’alternanza fra i numeri arabi e gli indici; dettaglio reso più chic dalla finitura oro rosa, presente anche sulle sottili lancette a gladio. In contrasto con la cassa in acciaio, il tocco prezioso è un ulteriore riferimento all’estetica d’antan. Ma è interpretato con sensibilità contemporanea, perché si ritrova sia in taglia large (41 mm di diametro) sia small (32 mm.). Così il Locman 1960 rende trasversale il proprio design e va oltre le barriere di genere.

  • All’Elba, quegli atelier affacciati sul mare

    All’Elba, quegli atelier affacciati sul mare

    Perché magari siete o andrete in vacanza all’Elba… Isola meravigliosa, al punto che Marco Mantovani ha deciso di non lasciarla nemmeno per fare impresa nel mondo. Marco Mantovani, per chi non lo sapesse, vuol dire Locman: la prima marca d’orologi che ha orgogliosamente dichiarato la propria italianità sul quadrante; la prima marca non costosa ad aver usato materiali speciali come la fibra di carbonio; e soprattutto la prima marca a scommettere tutto sul colore. Poi sono arrivati gli altri. Poteva essere un fenomeno mondiale grande, e un pochino lo è stato, ma per Mantovani e per la sua famiglia questo avrebbe voluto dire lasciare l’Isola d’Elba… E no che non va bene.

    Magari siete o andrete in vacanza all’Elba. E certamente lo incontrerete, probabilmente senza riconoscerlo perché indossa la divisa d’ordinanza del turista. Magari ve lo troverete accanto al mercato, maglietta, pantaloncini e infradito. Ma se volete vedere una bella curiosità andate a Marina di Campo, lasciate la macchina al parcheggio centrale e fate una vasca sul lungomare, sotto i pini, fino a piazzale della Salata, quasi in fondo al porto.

    Su piazzale della Salata, serena isola pedonale, si aprono gli uffici e i laboratori di Locman. Proseguendo infatti sul porto troverete alla vostra destra delle finestre con un rivestimento specchiato per impedire di guardar dentro. Dietro quelle finestre lavorano (beh, se non sono in ferie anche loro) i tecnici di Locman. In pratica, mentre in Svizzera i tecnici hanno bisogno, di tanto in tanto, di lanciare i propri occhi stanchi sul bucolico panorama montano, qui i tecnici guardano il mare, il porto, la gente che passa.

    Lanciato lo sguardo sugli impenetrabili (quasi) vetri specchiati, notato che sulla terrazza è situato il ristorante Kontiki – sì: si mangia molto bene davvero –, potreste tornare alla piazzetta, nella boutique Locman, per esaminare più da vicino l’intera produzione. Visto che siete in vacanza, potreste concentrarvi sul Mare, la collezione più recente di cronografi e solo tempo tutti garantiti impermeabili fino a 10 atmosfere; e tutti (compresi gli automatici) a un prezzo sempre inferiore ai 600 euro. Potreste osservare come l’impostazione estetica sia di livello superiore, indipendentemente dai gusti personali, per via di curvature difficili da realizzare, in relazione al prezzo.

    E dopo aver visto e magari chiacchierato un po’, potreste anche chiedere se gli uffici e la fabbrica Locman vi aprirebbero le porte per una breve visita. Nel caso il momento e il lavoro lo consentano, potreste ricevere una risposta positiva. Sareste fortunati. Tocchereste con mano come l’Elba non sia solo bellissima, ma anche una buona base per costruire una fabbrica di orologi Made in Italy.

  • Locman Mare: cronografi (e solo tempo) nel segno dello squalo

    Locman Mare: cronografi (e solo tempo) nel segno dello squalo

    Se esiste un marchio che ha un rapporto profondo con il mare, non può essere che Locman. Perché ha sede sull’Isola d’Elba, con gli uffici e i laboratori che si affacciano direttamente sul molo di Marina di Campo (perfino l’indirizzo è evocativo: piazza Giovanni da Verrazzano, un navigatore vissuto fra Quattro e Cinquecento). E infatti ha sempre prodotto orologi adatti alle attività “marine” in senso lato: sia per i materiali anticorrosione, sia per le performance d’uso. E poi ha sempre amato la vela e la navigazione, tant’è che è stato più volte sponsor di varie regate: dalla Locman Cup del passato all’Antigua Classic Yacht di oggi. Un legame naturale ribadito anche nell’ultima campagna, “True Spirit”, ambientata proprio tra le acque e la vegetazione elbana.

    Sembra altrettanto naturale quindi che la maison toscana abbia creato una nuova collezione esplicitamente dedicata al proprio habitat (anzi, è strano che non ci abbia pensato prima…). Locman Mare, nei negozi già nei prossimi giorni, appare perfettamente in linea con le caratteristiche tecniche tipiche della casa, eppure risulta del tutto originale nell’estetica e nella costruzione.

    Presentata in anteprima dagli addetti ai lavori, è stata molto apprezzata per l’ottimo rapporto qualità/prezzo (a partire da 495 euro). Di sicuro è frutto di una maturità progettuale in cui si sente tutto il “peso” e l’esperienza di un’azienda ormai più che trentennale (è nata nel 1986). Un progetto ben concepito e altrettanto ben realizzato, che merita di essere valutato con attenzione. Quindi, cominciamo: prendiamo in esame la versione cronografo del Locman Mare.

    La cassa è in acciaio 316L, una lega di acciaio inossidabile a basso contenuto di carbonio, dall’ottima resistenza alla corrosione e dall’elevato coefficiente di igiene (non a caso è chiamato “acciaio marino” o anche “acciaio chirurgico”). Lunetta e pulsanti sono in acciaio con trattamento Pvd oro rosa, mentre il fondello è in titanio. Certo, la cosa non stupisce più di tanto, perché il mix di materiali è tipico di Locman – che oltretutto è stato un pioniere nell’utilizzo del titanio in orologeria. Ma il fatto è che questo metallo è totalmente biocompatibile, cioè è ben tollerato anche da chi soffre di allergie alla pelle. Il che significa, da parte di Locman, grande sensibilità e considerazione verso chi dovrà indossare l’orologio.

    Andiamo avanti. Le dimensioni: il Locman Mare misura 44 mm di diametro. Eppure si adatta bene al polso grazie alla studiata ergonomia, che lo rende facile da portare nonostante lo spessore non proprio ridotto (14 mm). Visto di fianco, si nota anche l’accentuata curvatura del vetro: un vetro minerale dalla superficie indurita, così da essere più resistente a graffi e urti, e offrire una migliore trasparenza. Perché un vetro minerale e non zaffiro? Un vetro zaffiro sarebbe costato troppo, quasi quanto l’intero orologio. Anche no.

    Continuiamo con la cassa. La curvatura del vetro, le smussature agli angoli, il gioco di piani laterali arrotondati… Tutto l’insieme crea, al tatto, sensazioni piacevoli, quasi “morbide”, come se si accarezzasse un ciottolo levigato dall’acqua. A proposito di acqua. Fondello serrato da quattro viti e corona zigrinata a vite assicurano un’impermeabilità fino a 10 atmosfere. Una doppia guarnizione in silicone “sigilla” i pulsanti crono, ma è sempre meglio non attivarli durante un’immersione per non compromettere la tenuta stagna.

    Quindi il quadrante. In questa versione del Locman Mare è in fibra di carbonio, con i contatori crono dei 60 minuti e delle 24 ore. In altre varianti dell’orologio invece il quadrante ha una finitura spazzolata soleil. Ma il dettaglio che colpisce di più è sicuramente il disegno dello squalo: un’immagine simbolo, che evoca le profondità subacquee. Che da un lato riafferma il legame con il mare, e dall’altro richiama l’idea di forza e libertà. Del resto, nella mitologia di numerose popolazioni – lontane per cultura e latitudine – lo squalo rappresenta l’energia potente e il coraggio. Una divinità spesso invocata dai pescatori per favorire la pesca o come protezione contro i pericoli e le insidie del mare.

    Due parole riguardo alla meccanica. Il cronografo Locman Mare monta un movimento al quarzo con secondi continui e datario. Ma esiste anche in versione “solo tempo”, equipaggiato da un movimento a carica automatica rielaborato da SIO. Va ricordato che la Scuola Italiana di Orologeria è una sorta di accademia interna all’azienda, creata per la formazione di tecnici specializzati e per la revisione/personalizzazione dei movimenti. Forse anche in vista di futuri calibri sviluppati in-house.

    Infine il cinturino, da scegliere fra due tipi. Uno in silicone anallergico: un materiale “soft-touch”, morbido ma resistente ai cambi di temperatura e ai raggi UV. L’altro in gomma con inserti in pelle stampa alligatore: più eclettico, adatto anche all’ambiente urbano. Un’ultima cosa: parte del ricavato della vendita di tutti gli esemplari sarà devoluto a Marevivo. Proprio per il lancio della nuova collezione, infatti, Locman ha siglato una partnership con la Onlus. Un’associazione che dal 1985 lotta per la difesa del mare e delle sue risorse. Ne riparleremo presto.

  • Locman all’Antigua Classic Yacht Regatta

    Locman all’Antigua Classic Yacht Regatta

    Locman è il nuovo main sponsor dell’Antigua Classic Yacht Regatta. Una delle più prestigiose competizioni veliche dei Caraibi (fino al 23 aprile): un evento di grande fascino, dove si incrociano le più celebri ed eleganti “signore del mare”. Un intreccio di storia, cultura nautica e fair-play di armatori e marinai, la cui data di nascita risale ufficialmente al 1987. Ma che in realtà deriva dalle gare spontanee ingaggiate, fin dagli anni Sessanta, da capitani ed equipaggi che si sfidavano a raggiungere la Guadalupa al termine della stagione di charter. Cioè, proprio in questo periodo dell’anno.

    Ok, qualcuno potrebbe domandarsi: che c’entra Locman con una regata dall’altra parte dell’Atlantico? Per capirlo, meglio aver subito le idee chiare. 1) Locman è un’azienda italiana con sede sull’Isola d’Elba e ha un legame innato con il mare: non a caso il quartier generale si affaccia sul porto di Marina di Campo. 2) Viste le sue origini, Locman si trova a proprio agio ad Antigua, un’isola ricca di verde che per morfologia potrebbe rievocare l’Elba. E viceversa. 3) Il marchio ha un lungo passato nell’ambiente della vela. Qui basti citare almeno la Toscana Elba Cup – Trofeo Locman, che all’inizio degli anni 2000 richiamava skipper famosi come Russell Coutts.

    Soprattutto, va detto che l’Antigua Classic Yacht Regatta ha sempre fatto parte (almeno fino al 2017) del Panerai Classic Yacht Challenge. Ma il famoso circuito internazionale di barche d’epoca ormai non esiste più: Panerai ha dirottato altrove risorse e strategie – lasciando “orfani” i tanti yacht club che gestivano le diverse manifestazioni, nel Mediterraneo come ai Tropici. E quello di Antigua, come gli altri alla ricerca di sponsor, si è rivolto proprio a Locman.

    Perché, per dirla tutta, il patron dell’Antigua Yacht Club Marina si chiama Carlo Falcone ed è italianissimo. Livornese di nascita, ex velaio, navigatore oceanico, imprenditore nel settore nautico e immobiliare (per usare le parole di Paolo Maccione), è anche (vice) console d’Italia per Antigua e Barbuda. Falcone non solo conosce l’Elba e conosce Locman, ma è molto legato all’isola ed è amico di Marco Mantovani, che di Locman è il proprietario. E il cerchio si chiude.

    Il gemellaggio con l’Antigua Classic Yacht Regatta quindi proietta ancora una volta Locman nel mondo degli antichi velieri – tra i paiolati di teak e gli ottoni lucidi, le grandi vele auriche e i lunghi buttafuori di quelle splendide barche dalle linee filanti, che scivolano silenziose sull’acqua con un’eleganza senza pari. Ancora una volta, perché chi segue il marchio da anni lo ricorderà senz’altro a bordo dell’Amerigo Vespucci…

    Per tornare al presente, proprio oggi lo spicchio di mare a sud dell’isola vede impegnati gli scafi nella prima delle cinque giornate di regata. Per i vincitori, nelle diverse sezioni, Locman ha appositamente personalizzato 30 esemplari del Montecristo Cronografo Automatico. Nuova versione di un orologio iconico, completamente riprogettato rispetto al precedente già in catalogo, ora vede la cassa in titanio e acciaio 316L con le anse integrate alla carrure. E il fondello dedicato all’Antigua Classic Yacht Regatta.

  • Nuovo Stealth di Locman, il re-styling di una linea di carattere

    Nuovo Stealth di Locman, il re-styling di una linea di carattere

    Ho già parlato del concetto di dignità in orologeria. Dignità è qualcosa di più di un buon rapporto fra prezzo e qualità, perché implica valori come professionismo, piacere per gli occhi e per il tatto, la responsabilità di un produttore che vuole crearsi il mercato puntando anche sulla costruzione di una buona reputazione. Indipendentemente dal prezzo. Locman, la prima marca a dichiararsi apertamente italiana quando persino i russi facevano finta di essere svizzeri al cento per cento, ha recentemente presentato il nuovo Stealth. Una collezione di orologi caratterizzata da un design originale condito con materiali di qualità sorprendentemente buona.

    Vecchio e nuovo Stealth

    Nuovo Stealth implica che ci sia un “vecchio” Stealth, giusto? Una scartabellata agli archivi e lo abbiamo trovato. Le caratteristiche di base sono le stesse di oggi. Quindi: cassa e lunetta in acciaio, fondello in titanio, però con cinturino in gomma e quadrante in fibra di carbonio. Era il 2008 e la collezione nasceva per dare a buon prezzo un orologio “invisibile” agli allergeni, proprio come l’aereo Stealth era invisibile ai radar. Aveva un diametro ampio, di 43 millimetri, mentre la versione attuale scende a dimensioni più ragionevoli (41 millimetri), ma conserva il design spigoloso della prima versione, rielaborato nel profilo geometrico delle anse.

    In realtà la prima cosa che salta agli occhi, in un esame attento del nuovo Stealth, è la smussatura degli spigoli, ora più gradevoli al tatto. Quindi la maggiore coerenza delle finiture spazzolate. Il disegnatore è stato molto attento a gestirne la direzione per creare un effetto ottico che trasforma la luce riflessa in volumi meglio definiti rispetto alla precedente versione. Un piccolo trucco del progettista, se vogliamo, che però serve a comprendere una volta di più come la cura del dettaglio in fase di disegno riesca spesso a trasformarsi in un piacere a costo zero.

    Abbandonata la fibra di carbonio (oggi un po’ inflazionata), il quadrante viene stampato con un pattern a onde che contribuisce a un effetto tridimensionale e alla buona gestione dei riflessi. Nuova, invece, la lente sul datario nelle versioni cronografiche. Sempre da un punto di vista estetico, è evidente anche una minore invadenza delle scritte sul quadrante. E poi la presenza di lancette che, pur riallacciandosi in qualche modo alla versione del 2008, risultano oggi molto più leggibili in condizioni di scarsa illuminazione.

    La versione crono

    Nelle versioni crono le lancette della sezione cronografica sono intelligentemente colorate in giallo o arancio per un più immediato controllo del tempo rilevato. Al vecchio cinturino in gomma è stato preferito uno in silicone, molto morbido al tatto e tinto con pigmenti di origine vegetale per sottolineare l’essenza di orologio ad alta compatibilità con gli esseri umani. Prezioso il dettaglio del fondello in titanio, fissato con quattro viti: la tenuta è decisamente migliore rispetto ai fondelli chiusi a pressione.

    Nel caso dei cronografi, alcune referenze sono sottoposte ad un trattamento galvanico per far assumere all’acciaio una colorazione blu o nera. Oltre a quanto ho già detto, si nota la complessa forma dei pulsanti e le solide protezioni all’interno delle quali scorrono i pulsanti stessi. L’attenzione ai dettagli, insomma, parte con il piede giusto già in fase di progetto. E la realizzazione non presta il fianco alla minima critica, specialmente se si considerano i prezzi, che partono da 299 euro per la versione solo tempo. Un consiglio finale. Per risparmiare sulla durata della pila (la cui sostituzione è sempre una seccatura) basta adottare il trucco di fermare l’orologio estraendo la corona fino ad arrestare il moto delle lancette.

  • Locman e Ducati. Il successo è un gioco di squadra

    Locman e Ducati. Il successo è un gioco di squadra

    Da quando, dopo anni di militanza, nel 2018 ha lasciato il suo presidio a Baselworld, Locman ha trovato nel Pitti una ribalta inedita quanto gradita. Per di più toscana, e quindi conterranea del brand, dunque praticamente a “chilometro zero”. Una passerella di grande visibilità, che la marca di Marina di Campo, Isola d’Elba, ha cavalcato sin da subito presentandovi proprio lo scorso anno la sua prima collaborazione con Ducati. Un’eccellenza italiana nel mondo, ancora oggi riconosciuta come tale nonostante la factory di Borgo Panigale appartenga ormai dal 2012 al Gruppo Volkswagen. E oggi, in occasione dell’apertura ufficiale di Pitti Immagine Uomo 95 (8/11 gennaio), è arrivato il back-to-back.

    Ovvero il lancio della nuova collezione firmata congiuntamente da Locman e Ducati. A distanza di soli 12 mesi dall’introduzione della nuova famiglia di orologi, sarebbe stato più che lecito attendersi una sorta di estensione di linea dei modelli già esistenti, pratica indubbiamente meno “wow” ma sicuramente più sostenibile dal punto di vista dei costi economici. E invece chi si aspettava un segno di continuità anche sul fronte stilistico è stato piacevolmente spiazzato. Perché Locman ha deciso di abbandonare le forme tonneau delle tre referenze del “Ducati prima versione” per dedicarsi a un concetto tutto nuovo. O ad un “progetto”, come si usa dire in ambito motociclistico. Un cambio di traiettoria decisamente premiante.

    Locman e Ducati, insomma, con il passare dei mesi si sono rodate. Hanno avuto cioè il giusto tempo per prendersi vicendevolmente le misure, per conoscersi. Soprattutto a livello di centri stile. E i risultati sono ben evidenti nelle nuove referenze. Quattro per la precisione. Tre con movimento al quarzo – solo tempo, cronografo a due contatori, cronografo a tre contatori –, una con movimento meccanico automatico tre sfere. Quest’ultimo è un Calibro SIO1 che, come la sigla lascia intendere, è farina del sacco della Scuola Italiana di Orologeria della marca elbana, accademia interna istituita nel 2006 con l’intento di dar vita a movimenti di manifattura. Un movimento, dotato di rotore nero personalizzato, visibile attraverso il fondello trasparente.

    Ma è lo stile, come detto, ad essere stato completamente rivoluzionato. Sparita la linea tonneau, ecco la cassa tonda, prevista in questo caso con diametro da 42 mm. Una forma ricorrente, il cerchio, che si ripropone per esempio come elemento di alleggerimento nei cinturini in silicone, nelle anse, nei pulsanti crono così come nel contrappeso della lancetta centrale dei secondi. In attesa di un giudizio più approfondito, ciò che si percepisce in modo evidente è però il notevole upgrade di questa seconda generazione in fatto di dettagli e finiture. Specie a livello di quadrante – il réhaut inclinato assicura grande tridimensionalità – e di cassa, il cui gioco tra superfici satinate e lucide conferite all’acciaio 316L ne esalta sbalzi e rifiniture. ”’”><\/script>‘

  • A Pitti Immagine Uomo ritorna il Tremila di Locman

    A Pitti Immagine Uomo ritorna il Tremila di Locman

    La presenza di Locman a Pitti Uomo 94 risponde a una scelta ben precisa: ribadire le proprie origini toscane. Il legame con il territorio è sempre stato infatti un carattere distintivo del marchio elbano che, vale la pena ricordarlo, ha gli uffici e i laboratori affacciati sul porto di Marina di Campo (una vera anomalia per l’industria delle lancette, immersa di solito fra mucche al pascolo e distese di neve…). Ma molto deve aver contato anche la possibilità di raggiungere un pubblico più vasto, extra-settore, com’è quello che frequenta la maggiore kermesse italiana di moda maschile.

    Sta di fatto che Locman ha fatto propri i temi di questa 94esima edizione di Pitti Immagine (a Firenze, fino al 15 giugno), e ne ha interpretato le “note di stile”: dal P.O.P. – Pitti Optical Power (quel mix di colori e geometrie tipico dei saloni estivi della manifestazione) all’I GO OUT (capi e accessori per la vita all’aria aperta, risultato di design e ricerca).

    In quest’ottica, ha quindi rifatto il look allo storico Tremila: un orologio tonneau, nato nel 2006 e dedicato proprio agli sport estremi e all’outdoor. Che ora ritorna dopo un totale re-styling sia tecnico che estetico: la cassa bombata è stata ristudiata nelle proporzioni e realizzata in acciaio satinato con dettagli lucidi, o colorata da un trattamento Pvd, blu o nero. I movimenti sviluppati in tre versioni: due solo tempo, l’uno meccanico a carica automatica, rielaborato dal SIO (la Scuola Italiana di Orologeria che fa capo al marchio), l’altro al quarzo, più un cronografo, sempre al quarzo. E il cinturino in silicone declinato in technicolor: blu, verde fluo, giallo, rosso, arancione, oltre a un più sobrio grigio per l’automatico.
    A dir la verità, il Tremila di nuova concezione aveva già fatto la sua comparsa con la livrea Ducati, sempre qui a Pitti, lo scorso gennaio: quando Locman aveva annunciato la partnership con la casa di Borgo Panigale e lanciato la mini-collezione in edizione limitata. E proprio con Ducati, la sera dell’inaugurazione, ha organizzato un cocktail nella boutique monomarca in città, sotto l’antica loggia dei Cenci, al 76 della centralissima via de’ Tornabuoni. Dove, per la gioia dei Ducatisti, è stata esposta anche la nuova Panigale V4.