Giornale Degli Orologi
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Tag: arte e orologi

  • M.A.D.Editions x Yinka Ilori, l’inno alla gioia di MB&F

    M.A.D.Editions x Yinka Ilori, l’inno alla gioia di MB&F

    Su questo sito ne abbiamo scritto più volte. Da anni l’orologeria ha rapporti stretti con il mondo dell’arte: in tutti i segmenti di mercato, le marche affidano i propri esemplari ai nomi di grido della scena artistica internazionale, che li rielaborano in un’ottica personalissima. Basti pensare al Lunar Pilot di Bulova, nella revisione in Timascus firmata da Thiago Rosinhole; o al Regolatore di Louis Erard reinterpretato da Sylvie Fleury. Due precedenti, usciti quest’anno, che mettono in evidenza quanto l’intervento degli artisti sappia trasformare modelli già esistenti in pezzi del tutto inediti. E lo confermano anche i nuovi M.A.D.Editions x Yinka Ilori di MB&F.

    Tre esemplari che esprimono perfettamente l’estetica – o forse dovrei dire la poetica – dell’artista londinese. A partire dal nome: M.A.D.1S Grow Your Dreams (coltiva i tuoi sogni). Coloratissime e giocose, queste versioni dell’orologio più accessibile di Max Büsser – ludiche già in partenza – sono all’insegna della positività, del buonumore, dell’ottimismo. Un inno alla gioia in chiave pop, il cui stile riflette le origini nigeriane di Yinka Ilori, creativo multidisciplinare – come ben lo definiscono da MB&F -, celebrato dal New York Time Style Magazine come “uno dei 12 talenti che stanno plasmando il mondo del design”.

    Chi è Yinka Ilori

    Classe 1987, una laurea in Furniture and Product Design alla London Metropolitan University, Yinka Ilori all’inizio della carriera ottiene una sovvenzione dal Prince’s Trust. Il che è emblematico di quanto il suo lavoro sia meritevole di attenzione, fin dagli esordi. Tant’è che oggi il designer ha all’attivo innumerevoli mostre, premi, riconoscimenti (tra cui l’onorificenza dell’MBE). E le sue opere sono esposte nella collezione permanente del Metropolitan Museum di New York.

    Artista eclettico, Yinka Ilori ha un’attività estremamente varia, a livello internazionale. Con il team di architetti e interior designer del proprio Studio (fondato nel 2015) realizza installazioni pubbliche e decorazione d’interni. Come Happy Street, un vivacissimo murales in un sottopassaggio ferroviario nel Sud-Ovest di Londra. Oppure Get Up, Stand Up Now, un inedito allestimento di Somerset House per celebrare mezzo secolo di creatività black in Gran Bretagna. Dal 2020 produce anche una propria linea di home design.

    Non solo. Ha firmato collezioni per Adidas, Nike e The North Face. Ha collaborato con Lego, Meta, Pepsi. Ma che disegni le statuette per i Brit Awards, personalizzi una McLaren o crei i set per il tè al Bvlgari Hotel, Yinka Ilori trasmette sempre un’energia diretta, vibrante di colori e di passione per la vita. Basti vedere come ha trasformato la MAD Gallery di Ginevra, proprio per il lancio del M.A.D.1S Grow Your Dreams: andate a vederla, se vi trovate sul Lemano da qui al 20 settembre, e sarete immersi nell’universo travolgente dell’artista. Una visita vale più di tante parole…

    M.A.D.Editions: genesi e sviluppi

    Prima di descrivere la serie di orologi creata per MB&F, però, è indispensabile ripercorrere in breve la storia di M.A.D.Editions, nel caso qualcuno se la fosse persa. All’inizio non è neppure un marchio, ma un gesto di ringraziamento voluto da Max per chi ha contribuito al successo di MB&F: da un lato i Friends dell’acronimo, The Tribe (come si autodefinisce), la crew di professionisti dell’orologeria; e dall’altro gli acquirenti delle Horological Machine e delle Legacy Machine. Creazioni, meglio ricordarlo, che costano cifre a molti zeri…

    Nel giugno del 2021 esce così il primo M.A.D.1 Blue: un’edizione fuori commercio creata appunto per la community di fornitori e collezionisti, con un’insolita visualizzazione delle ore e dei minuti posta sulla carrure e l’estetica dominata dal rotore di carica. Un esemplare che fa scalpore: il pubblico impazzisce perché non lo può avere, quindi lo desidera con bramosia, più di ogni altra cosa.

    A furor di popolo, nel marzo del 2022, vede quindi la luce il M.A.D.1 Red, leggermente riveduto e corretto, prodotto in 1500 pezzi di fronte a una domanda enormemente maggiore. Per risolvere la situazione, quelli di MB&F hanno una pensata geniale: vendere il M.A.D.1 Red con una lotteria. Un’estrazione a sorte fra i 19mila iscritti permette un’equa distribuzione degli orologi.

    Ma non finisce qui: chi è rimasto fuori, si fa sentire. MB&F produce quindi un secondo lotto di altri 1500 M.A.D.1 Red a febbraio 2023, venduto sempre con una riffa fra 22mila partecipanti. E la cosa si ripete, ancora e ancora, sempre con gli stessi metodi. A settembre 2023, è la volta di altri 1500 pezzi del M.A.D. 1 Green, mentre nel marzo 2024 si inaugura la stagione delle collaborazioni eccellenti con l’edizione limitata di 999 esemplari del fashion designer francese Jean-Charles de CastelBajac.

    Infine, a fine estate dello scorso anno, ai Geneva Watch Days, ecco uscire una nuova versione dell’orologio: il M.A.D.1S – in cui S sta per slimmer, perché ha uno spessore più contenuto rispetto alle versioni precedenti (non dico “più sottile” perché sarebbe fuorviante). Questa referenza è la “base” del nuovo Grown Your Dream, di cui vedremo tutte le caratteristiche tra poco. Ci tengo a sottolineare che tutti i modelli M.A.D.Editions sono stati venduti con lo stesso sistema della lotteria. E che tutti hanno un prezzo accessibile ai più, sempre inferiore ai 3.500 franchi svizzeri. Proprio per questo motivo M.A.D.1 Red si è aggiudicato anche un Challenge Prize al GPHG…

    M.A.D.Editions x Yinka Ilori in sintesi

    Ed eccoci alle caratteristiche essenziali dei M.A.D.Editions x Yinka Ilori. Il M.A.D.1S Grow Your Dreams è declinato in tre versioni: Sun, Nature e Water (nomi che non hanno certo bisogno di spiegazioni, né sul significato, né sull’ispirazione). Che si distinguono per l’accostamento – o meglio il contrasto – cromatico fra i diversi elementi dell’habillage e del movimento. Il design è quello di sempre: la cassa è un basso cilindro di vetro minerale, supportato da una struttura a X in acciaio posta sul fondello a creare le anse. L’indicazione delle ore e dei minuti si trova su un anello rotante laterale, la corona è posta a ore 12 e il cinturino (qui in gomma) è intercambiabile.

    Il vetro zaffiro a cupola mostra la parte superiore del movimento, meccanico a carica automatica. In particolare il rotore di carica, che nelle M.A.D.Editions x Yinka Ilori si differenzia prima di tutto per il colore: verde, giallo o blu. Ma soprattutto per la forma: sempre a tre lame – ad ascia -, sono però fresate all’interno con la silhouette di un albero, ripetuta con precisione su ciascuna. La rotazione come al solito è unidirezionale. E il moto continuo, ad alta velocità – impresso dai movimenti del polso -, non solo alimenta la ricarica della molla del bariletto, ma contribuisce anche al fascino ipnotico dell’orologio stesso.

    La questione del calibro

    Ed è proprio il movimento – diverso rispetto al passato – a condizionare l’intera costruzione della cassa. Il M.A.D.1S monta infatti un calibro La Joux-Perret G101, realizzato con tutti i sacri crismi dell’orologeria svizzera, che va a sostituire i movimenti giapponesi – Miyota 812 e 821 A modificati – incassati nei modelli precedenti. Tuttavia, se si scava un po’ in Rete, si scopre che si tratta di un movimento Swiss made “clone” di un altro Miyota, calibro 9039. O per meglio dire, di una versione migliorata di quel movimento, con aggiornamenti tecnici – dall’antichoc all’autonomia – e finiture più curate. Ci sta. Ricordo che La Joux-Perret e Miyota fanno ambedue parte del Citizen Group. E che le economie di scala sono azioni intelligenti all’interno dei grandi gruppi.

    C’è ancora un’altra questione che vorrei mettere in evidenza. E riguarda il rotore di carica. Nel calibro La Joux-Perret G101 originale, il rotore è in tungsteno, un metallo pesante che contribuisce all’efficienza della ricarica automatica. Nella versione utilizzata nelle M.A.D.Editions x Yinka Ilori è invece in titanio, un metallo leggero con un momento di inerzia molto diverso. Le fonti ufficiali ammettono che “sono serviti mesi di sviluppo intenso per riprogettare il rotore, ora più sottile e sofisticato, senza compromettere la sua caratteristica rotazione ad alte prestazioni”. Sarebbe quindi una’evoluzione rispetto al rotore dei precedenti Miyota, in cui era in tungsteno e titanio, presumibilmente con il metallo pesante nella parte esterna delle lame. Chiederò lumi e vi farò sapere…

    La lotteria

    Concludo con le ultime informazioni pratiche, necessarie per chi fosse interessato a partecipare alla lotteria. Prima di tutto il prezzo: le M.A.D.Editions x Yinka Ilori costano – l’una per l’altra 3.200 franchi svizzeri (Iva esclusa). Poi, l’edizione limitata: ciascuna versione è realizzata in 400 esemplari. Come nelle uscite precedenti, una parte della produzione è destinata ai fornitori e a chi già possiede un MB&F. Il resto sarà messo in vendita con il solito sistema dell’estrazione a sorte. La lotteria si terrà dal 2 all’8 settembre. Le iscrizioni sono gratuite e aperte al pubblico: basta registrarsi a questo link. Buona fortuna!

  • Il Lunar Pilot di Bulova si fa pop

    Il Lunar Pilot di Bulova si fa pop

    Personalmente ho sempre trovato il Lunar Pilot di Bulova uno degli orologi più seriosi in circolazione. L’estetica funzionale, fedele a sé stessa fin dai tempi delle missioni lunari della Nasa negli anni ’70, fa il pari con il quarzo ad alta frequenza che oggi lo equipaggia: affidabile, robusto, preciso. Il prototipo del cosiddetto tool watch, insomma, con il fascino che gli deriva dall’essere sbarcato sul nostro satellite al polso degli astronauti oltre 50 anni fa.

    Negli anni, però, il Lunar Pilot ha cominciato a strizzare l’occhio a colori e materiali diversi. Abbiamo visto così il quadrante, da nero, farsi rosso o “panda blu” e rivestirsi di meteorite. Abbiamo visto la cassa passare dai 43,3 mm di diametro dell’originale a una misura più maschia di 45 mm, per poi tornare alla dimensione storica. E oggi, finalmente, vediamo l’orologio prendersi meno sul serio.

    Budii, il nuovo amico del Lunar Pilot

    Come? Grazie a una di quelle operazioni che, con un anglicismo che trovo odioso ma che purtroppo va per la maggiore anche in orologeria, chiamano collab. (Che ovviamente sta per collaboration: troppa fatica a dire collaborazione? L’idiozia imperversa, ndr). Per la precisione, con l’artista brasiliano Thiago Rosinhole, noto agli appassionati di Pop Art per Budii, il celebre personaggio da lui creato. Si tratta di una specie di topone fatto in origine con una combinazione di resina e fibra di vetro, dipinto a mano con una miscela di vernice spray in acrilico e pennarelli professionali. Per l’occasione, l’artista ha trasformato Budii in un astronauta e lo ha associato al Lunar Pilot, del quale ha dato un’interpretazione personale lavorando sul quadrante.

    La scelta di Thiago Rosinhole per questa operazione non è stata casuale. Oltre ad aver prestato la propria opera a brand internazionali per personalizzare i loro prodotti, il paulista è uno di quelli che si chiamano Bulovers. Un amante della Marca, insomma, che non si è tirato indietro quando si è trattato di mettere la propria arte al servizio di un simbolo come il Lunar Pilot.

    Ovviamente non torno qui sulla storia del Lunar Pilot, della quale trovate ampia sintesi in questo documentatissimo articolo. Qui è interessante parlare del tocco d’artista personale che Thiago Rosinhole ha messo nell’orologio e della particolare tecnica impiegata, quasi alchemica, per dare vita a un quadrante unico in tutti i sensi.

    Timascus: un nome misterioso

    In tutti i sensi perché la tecnica adottata dall’artista e il materiale impiegato rendono unico ciascun quadrante. Il materiale è il cosiddetto Timascus, o Timasco. Un nome che richiama l’acciaio Damasco, il quale però è un termine generico utilizzato per indicare leghe di acciaio con saldature che formano motivi diversi, mentre Timascus è un marchio registrato. In linea di massima, si tratta di una versione in titanio del Damasco, con diverse leghe di titanio mescolate insieme a formare un motivo ornamentale.

    Timascus è appunto un termine composto da “Titanio” e “Damasco” e non è nuovissimo in orologeria (qualche brand minore lo ha utilizzato per la cassa). Tanto che se ne parla da almeno quattro o cinque anni – anche se è poco diffuso. Questo materiale innovativo è stato inizialmente creato da un gruppo di amici artigiani del metallo, gli americani Tom Ferry, Bill Cottrell e Chuck Bybee. 

    Come l’acciaio Damasco, il Timascus è costituito da due o più leghe laminate e saldate insieme in modo da formare elementi decorativi. Il Timascus utilizza titanio commercialmente puro oppure Grado 5. Mentre l’acciaio Damasco richiede l’incisione con acido per far risaltare i motivi, il Timascus utilizza più comunemente il calore o l’anodizzazione. La miscela ufficiale di leghe del Timascus sembra mostrare un maggior contrasto cromatico attraverso la colorazione a caldo rispetto all’anodizzazione. Le finiture lucide producono i colori più brillanti, mentre le finiture satinate possono dare un aspetto visivamente più contrastante.

    Il nuovo abito del Lunar Pilot

    Ebbene, la lavorazione che Thiago Rosinhole fa del Timascus porta il quadrante ad assumere venature policrome che vanno dall’azzurro, al blu, dal bordeaux al lilla. Il tutto creando motivi non geometrici ma casuali, che danno un effetto quasi marmorizzato o, meglio ancora, damascato. È il motivo per cui non ci sono due quadranti uguali e ciascuno di questi Bulova Lunar Pilot è a tutti gli effetti un pezzo unico.

    L’artista piega, fonde e forgia la lega di titanio mediante calore e pressione, con il risultato di ottenere, grazie alla diversa resistenza all’ossidazione tra i vari componenti della lega, disegni, linee e colori a contrasto fusi in forme affascinanti. L’effetto è quello di un quadrante caratterizzato da effetti e combinazioni di colore futuristici.

    Di sicuro una scelta molto audace per un marchio storico come Bulova, ancora di più perché applicata a una delle sue collezioni più celebri e, come ho scritto all’inizio, senza troppi fronzoli da sempre. Un Lunar Pilot per veri Bulovers, insomma, purché disposti ad accettare uno strappo alla regola della tradizione nel nome dell’arte. Perché Thiago Rosinhole ha messo la propria firma non solo sul quadrante ma anche sullo storico fondello.

    Detto questo, nelle didascalie trovate ulteriori dettagli. Chiudo con il costo, che si posiziona piuttosto in alto nella scala prezzi di Bulova: 1.550 euro. Un numero che richiama i 150 anni che il marchio festeggia (piuttosto in sordina) nel 2025 e che è giustificato dal fatto che si tratta di una edizione limitata: 5.500 pezzi/mondo di cui 300 per l’Italia. Che dire? Bulovers e art-lovers, fatevi sotto.

  • TimeForArt: artistici pezzi unici all’asta. Per beneficenza

    TimeForArt: artistici pezzi unici all’asta. Per beneficenza

    Non capita spesso. Ma quando l’orologeria si muove in gruppo per fare del bene, può fare la differenza. È il caso di TimeForArt, l’asta di beneficenza a favore dello Swiss Institute di New York, cui aderiscono marche più o meno famose, perlopiù indipendenti. Che si sono calate nei panni del mecenate, per sostenere in modo concreto l’arte contemporanea, e hanno realizzato pezzi unici destinati ad ampliare le raccolte dei grandi collezionisti.

    Una charity auction a favore dell’arte

    In effetti se ne parla da mesi, e ora finalmente ci siamo. La seconda edizione di TimeForArt si terrà sabato 7 dicembre, come live session di The Phillips New York Watch Auction: XI, dalle 3pm Est (le 21, ora italiana). L’asta sarà trasmessa anche in streaming, così da permettere di fare offerte online (oltre che telefonicamente e in presenza, nella sede della casa d’asta a Manhattan). A finire sotto il martelletto di Phillips, dunque, 25 esemplari irripetibili, per i quali le case di orologeria hanno collaborato con artisti della scena mondiale o con valenti artigiani di fama. Del resto, per tutti il tema era proprio quello degli “artisti per gli artisti”.

    Per intenderci, la prima edizione, organizzata due anni fa, aveva riunito 17 orologi. E aveva raccolto 1,2 milioni di dollari, interamente devoluti (comprese le commissioni della casa d’aste) alle iniziative dello Swiss Institute. Un ente no-profit, non governativo e completamente indipendente, che si finanzia solo grazie a donazioni private. Fondato da filantropi svizzeri nel 1986, oggi è un istituto culturale dedicato proprio alla promozione della creatività sperimentale e degli artisti emergenti più talentuosi. Ed è diventato celebre per l’organizzazione di grandi mostre dal carattere internazionale, spesso con opere site-specific, e per le numerose iniziative aperte al pubblico che comprendono una vasta gamma di attività e interessi.

    TimeForArt 2024

    I 25 orologi che saranno battuti a TimeForArt 2024 sono tutti progetti speciali, che rivelano la creatività dei marchi coinvolti e i savoir-faire della tradizione orologiera, espressi in una vasta gamma di tecniche. Dallo smalto all’intarsio, dalla pittura in miniatura all’incisione, i mestieri rari dell’orologeria dimostrano quanto l’orologeria possa essere essa stessa una forma d’arte. Ancora di più nel caso degli esemplari per TimeforArt, per i quali le case si sono spinte nella sperimentazione, alzato il più possibile l’asticella in nome dell’innovazione e dell’espressività. Che piacciano o meno gli orologi di TimeForArt poco importa. Ciò che conta è che colpiscono – ciascuno in modo diverso, ciascuno in linea con l’identità del marchio – proprio per l’originalità e l’inventiva.

    Impossibile per noi riportarli tutti: nella gallery in alto troverete quindi una semplice selezione, mentre sul sito ufficiale potrete vedere l’intera raccolta degli esemplari in vendita. Meritano almeno una citazione però i marchi partecipanti, che elenchiamo qui sotto rigorosamente in ordine alfabetico, come plauso per aver permesso lo svolgersi dell’iniziativa: Anoma – Armin Strom x Franz Gertsch – Baltic – Biver – Breitling – Bulgari – Carl F. Bucherer x Hodinkee – Chanel – Chopard – Czapek – Dennison – Furlan Marri – Hyt – Louis Erard – Massena Lab x Raul Pagés – Maurice Lacroix – Perrelet – Reservoir – Ressence – Reuge Music x Ecal – Sartory-Billard – Speake Marin – Toledano & Chan – Unimatic – Zenith.

  • Turbine Splash: il tocco d’artista di Perrelet

    Turbine Splash: il tocco d’artista di Perrelet

    Perrelet, chi era costui? Mi permetto di usare lo stesso attacco di un mio pezzo di qualche giorno fa, perché quando si parla di questo Brand accade una cosa strana. Si pensa subito al Turbine, il suo modello più emblematico, senza sapere bene che Abraham-Louis Perrelet, dal quale la Maison prende il nome, fu uno degli orologiai più geniali del ‘700. E il suo spirito innovatore rivive anche negli esemplari attuali, come il nuovo Turbine Splash. Ma procediamo con ordine.

    Abraham-Louis Perrelet, il pioniere

    Fin dagli anni ’70 del ‘700, Abraham-Louis Perrelet (1729/1826) si dedicò al perfezionamento di un sistema che, a partire da un impulso iniziale, avrebbe dovuto continuare a funzionare all’infinito. Nel 1777 mise a punto un’invenzione rivoluzionaria: il movimento a carica automatica. Ancora oggi quest’invenzione continua a lasciare il segno nella storia dell’orologeria.

    Perrelet sviluppò anche il primo contapassi e fu il primo a creare orologi con scappamento a cilindro, calendario ed equazione del tempo. Lavorò per perfezionare ulteriormente i treni degli ingranaggi e per migliorare i pignoni, lo scappamento e l’esclusivo meccanismo di carica automatica che lo ha reso celebre.

    La nascita del Turbine

    Senza entrare in noiosi dettagli storici, credo sia abbastanza chiaro da queste poche righe che Abraham-Louis Perrelet fu un genio assoluto e che il Turbine, simbolo del Marchio odierno, è figlio di una storia di grande valore.
    La Maison Perrelet tornò sugli scudi nel 1995, rendendo omaggio al suo fondatore e al suo lavoro pionieristico nello sviluppo del meccanismo a carica automatica. Per celebrare questa rinascita, la manifattura creò allora il Double Rotor, dotato di un rotore sul lato del quadrante e di un secondo rotore al di sotto di esso. A titolo informativo, Perrelet nel 2004 entra a far parte di Festina Group.

    Perrelet lanciò il primo Turbine nel 2009. Era concepito come un orologio per l’aviazione che raffigurava sul quadrante il meccanismo della turbina di un motore a reazione, in una cassa di forma concava con indici luminosi e un’estetica elegante e slanciata. Le 12 pale, in titanio o in altri materiali leggeri, ruotavano per imitare la turbina di un jet, creando un’immagine suggestiva che simboleggiava l’approccio di Perrelet all’orologeria dinamica. 

    Negli anni ci furono diversi sviluppi della collezione e furono introdotti anche esemplari complicati. Ricordo, nel 2013, il Turbine Chrono e il Turbine Tourbillon, due delle complicazioni orologiere più popolari, sviluppate internamente nei laboratori della Maison Perrelet. Nel 2012 era uscito il Turbine Diver, nel 2014 arriva il Turbine Pilot e nel ’16 la versione Gmt. Tanto per rendervi l’idea di quanto sia ricca si sia arricchita nel tempo la linea.

    Turbine Splash: omaggio all’arte

    Del resto, una struttura “scenografica” come quella del Turbine si presta a innumerevoli interpretazioni estetiche. Le pale rotanti, oltre a essere piacevolmente ipnotiche, sono in grado di giocare con il quadrante sottostante, le cui forme e decorazioni possono trarre dinamicità dal movimento continuo della turbina. E possono essere il valore aggiunto di un orologio che, per la sua stessa natura, non è mai uguale a se stesso. A maggior ragione nel caso del nuovo Turbine Splash.

    Il nome e l’estetica rimandano all’incontro virtuale di due geni. Uno della meccanica, Abraham-Louis Perrelet, l’altro dell’arte, Jackson Pollock. Presentato alla recente edizione della Windup Watch Fair di Chicago, negli Stati Uniti, il Turbine Splash è un orologio in edizione limitata dalla forte vocazione artistica.

    Il Turbine Splash prende il nome dagli schizzi di colore che caratterizzano il quadrante al di sotto delle pale. Macchie irregolari di verde fluo, giallo, viola, fucsia, azzurro e arancione su uno sfondo nero, che ricordano il Turbine Rainbow del 2022. Entrambi sono ispirati alla tecnica pittorica del dripping, resa celebre da Jackson Pollock negli anni ’40 e ’50 negli Stati Uniti. Una tecnica nella quale il colore – smalti opachi o vernici industriali – si lascia gocciolare sulla tela distesa a terra da un contenitore forato oppure viene schizzato direttamente con le mani o utilizzando bastoni o pennelli, come se fossero delle fruste.

    Nel Turbine Rainbow, il quadrante sottostante era decorato con piccole gocce di vernice che sembravano cadere casualmente dal pennello del pittore americano. Nel Turbine Splash, invece, il colore ricorda le performance di action painting nelle quali l’artista gettava le tinte sulle tele, dalla latta o direttamente con le dita. Con il Turbine Splash, Perrelet ha creato un orologio che vuole esprimere una creatività libera e giocosa, audace e originale.

    La turbina del Turbine

    Da un punto di vista tecnico, la turbina del Perrelet Turbine è composta da 12 pale che ruotano intorno a un asse centrale. Quando l’orologio è indossato, le pale si attivano a ogni movimento del polso e la turbina inizia a ruotare. In questo modo, gli spazi vuoti tra le pale rivelano l’immagine sottostante, che diventa più visibile maggiore è la velocità di rotazione. 

    Per quanto possa sembrare banale, la turbina ha una struttura complessa: le pale, realizzate in alluminio anodizzato nero, hanno nella loro parte inferiore cinque piccoli pesi in tungsteno – minerale dal peso specifico molto elevato, simile a quello dell’oro -, necessari per garantire un perfetto equilibrio durante la rotazione. L’assemblaggio della turbina richiede quindi la massima abilità da parte degli orologiai di Perrelet, in modo che le pale possano ruotare senza problemi ogni volta che il movimento del polso fornisce l’energia per attivarla.

    La turbina, in sé, non ha alcun valore funzionale: non serve a caricare l’orologio né a regolarne la marcia. È a tutti gli effetti un esercizio di stile, attraverso il quale Perrelet rivela sia l’abilità e la competenza dei propri maestri orologiai, sia lo spirito di innovazione che caratterizza la Manifattura fin dalle sue origini. Un’eredità, come abbiamo visto poco sopra, tramandata da Abraham-Louis Perrelet, grazie alla quale la turbina è diventata il simbolo della Manifattura.

    Turbine Splash: colore e total black

    Tornando al Turbine Splash, balza subito all’occhio il contrasto tra i colori del quadrante sottostante (verde neon, giallo, viola, fucsia, azzurro, arancione) e il look nero. Il design riprende quello del Turbine EVO, entrato in catalogo nel 2019 per celebrare il decimo anniversario della collezione. La cassa è tonda e maschia, con i suoi 44 mm di diametro e 13,82 mm di spessore. Se da un lato è leggerissima, perché costruita in policarbonato e fibra di carbonio forgiato, dall’altro gli stessi materiali la rendono resistente agli urti, ai graffi e agli agenti chimici. Inoltre, grazie alle sue proprietà di isolamento termico, la fibra di carbonio protegge il movimento dalle variazioni di temperatura che possono alterarne la marcia, con ricadute sulla precisione dell’orologio.

    La leggibilità dell’ora è assicurata dalle grandi lancette a forma di daga rivestite di Super-LumiNova bianco; la lancetta centrale dei secondi, di colore rosso, spicca sul movimento delle turbine. Oltre che nel quadrante sottostante alle pale, il Turbine Splash di Perrelet ha dei tocchi di colore sul giro delle ore. E sono tocchi di colore interessanti, per come sono resi. I contorni degli indici a bastone sono nelle stesse tonalità degli schizzi del quadrante inferiore. Gli indici al trizio sono incapsulati in tubi di borosilicato sotto forma di gas. All’interno di essi si trova uno strato di fosforo che, quando viene attivato dagli elettroni del trizio, emette un bagliore intenso e duraturo: la visibilità al buio è decisamente superiore a quella di tanti altri orologi.

    Un calibro di manifattura

    Altrettanto interessante, oltre all’estetica, è il movimento. Si tratta del calibro P-331-MH di manifattura, a carica automatica, preciso e affidabile. Ha un’autonomia di 42 ore e lavora a una frequenza di 28.800 alternanze/ora; è visibile attraverso il fondello in vetro zaffiro incorniciato da un anello in acciaio con trattamento Pvd nero. I ponti sono rifiniti con un motivo a grana circolare, mentre la massa oscillante rodiata e traforata è montata su cuscinetti a sfera e ornata dal logo Perrelet.

    Il calibro P-331-MH è stato lanciato da Perrelet nel 2021 e presenta alcune modifiche sostanziali rispetto ai movimenti che lo hanno preceduto. I denti della ruota dello scappamento hanno una finitura superficiale migliorata e l’àncora è dotata di palette in rubini di qualità superiore, per ottenere prestazioni più elevate e garantire un grado di affidabilità maggiore. Inoltre, il nuovo sistema di lubrificazione degli invertitori consente di ottimizzare le prestazioni del sistema di carica bidirezionale. Il bilanciere è dotato di un ammortizzatore Incabloc a doppio cono, che aumenta la protezione dagli urti.

    La combinazione di questi aggiornamenti meccanici ha permesso al calibro P-331-MH di ottenere la certificazione Chronofiable rilasciata dal Laboratoire Dubois di La Chaux-de-Fonds. Inoltre, è anche certificato cronometro dal Cosc.

    Come ho scritto sopra, si tratta di un’edizione limitata: 99 pezzi, la cui numerazione è riportata sul fondello in zaffiro di ciascuno. La cosa bella (e non da tutti) è che, pur essendo limitato, è acquistabile anche sull’e-commerce di Perrelet. Il prezzo del Turbine Splash è da limited edition: 5.200 euro. Del resto, la qualità si paga. E, in questo caso, ci si porta a casa anche un pezzo di storia dell’orologeria, come avete visto. Abraham-Louis Perrelet l’ha fatta con il movimento automatico, Abraham-Louis Breguet con il tourbillon. Come dire: un nome, una garanzia.

  • Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Gli orologi degli artisti: quadranti al servizio della creatività

    Il primo è stato Swatch. A metà anni Ottanta, sotto la guida di Nicolas Hayek, ha avuto l’idea di trasformare il quadrante in una tela bianca da affidare alla creatività degli artisti. E che artisti: Andrew Logan, Keith Haring, Kiki Picasso, e poi Jean-Michel Folon, Tadanori Yokoo, Mimmo Paladino, Mimmo Rotella… Ha intessuto così un rapporto privilegiato con l’arte, che nel tempo si è evoluto: il marchio è diventato un grande mecenate, in particolare attraverso lo Swatch Art Peace Hotel di Shanghai, diretto da Carlo Giordanetti. Intanto, però, il suo esempio ha fatto scuola: e in orologeria le collaborazioni con i protagonisti della scena artistica internazionale si sono moltiplicate. A tal punto che negli ultimi anni gli orologi degli artisti rappresentano una precisa tendenza nel mondo delle lancette, soprattutto nell’alto di gamma.

    Relazioni complesse

    Ecco allora, nel 2017, Corum affiancarsi di volta in volta a Matthew Barnes, Booba, Matteo Ceccarini, Juliette Jourdain… E poi, nel 2018, a Elisabetta Fantone, Nelson de la Rue, o ancora Matt Barnes, per dar vita a tantissime varianti del mitico Bubble. Mentre, nel 2020, abbiamo visto Roger Dubuis lavorare accanto a Kaz Shirane su quel capolavoro di incastonatura che è l’Excalibur Superbia (anche se in questo caso l’intervento dell’artista ha riguardato la cassa – letteralmente trasfigurata – e non il quadrante). Senza dimenticare Hublot, che ha formato un vero e proprio collettivo: in cui si incontrano i nomi di Richard Orlinski, Takashi Murakami, Marc Ferrero, Sang Bleu… e tanti altri.

    Ma è impossibile ricostruire la trama delle partnership sottese agli orologi degli artisti negli ultimi anni, tanti sono i contatti, gli intrecci, le contaminazioni a tema. È importante però sottolineare che le case non si limitano a collaborare con una sola tipologia di artista – per esempio i pittori o gli scultori –, ma pescano in tutte le arti visive attuali. In senso lato: dai video all’illustrazione, dalla fotografia al digital, dalla grafica fino alla street art, ibridi compresi. E non solo: si rivolgono anche ai grandi nomi dell’architettura, del panorama musicale (vedi la partnership Richard Mille/Pharrel Williams), perfino della tattoo art. Hanno cioè un approccio multidisciplinare, alla ricerca di espressioni sempre nuove e originali nel mare magnum della creatività.

    Sì, perché in realtà gli orologi degli artisti altro non sono che rielaborazioni in chiave inedita e personale di esemplari già famosi, se non proprio di culto. Realizzati in genere in tirature limitate, o almeno millesimate, si rivolgono a un particolare segmento di collezionisti. Per esempio quelli specializzati in determinati modelli, o quelli cui piace semplicemente l’arte contemporanea. E possono così affermare con orgoglio: “Possiedo un Xyz…”. Ma c’è da dire che gli orologi degli artisti dal punto di vista commerciale funzionano benone… Altrimenti le marche non continuerebbero a produrli.

    Nuove forme di collaborazione

    Però, ultimamente, i rapporti fra le case di orologeria e il mondo dell’arte vanno oltre la semplice creazione degli “esemplari artistici”. Si estendono per esempio alla personalizzazione degli edifici. Come ha fatto qualche anno fa Zenith, quando ha trasformato la facciata della storica manifattura di Le Locle con una tela catramata realizzata ad hoc da Felipe Pantone. O più di recente Oris, che per rifare il look alle proprie boutique monomarca di Londra e di Basilea ha coinvolto BustArt. E grazie allo street artist svizzero è riuscito non solo a cambiare – e a migliorare – l’orizzonte urbano con il colore dei suoi personaggi (tra cui spicca ovviamente l’orsetto mascotte). Ma anche a fare un bel regalo di Natale ai passanti, cui cattura l’attenzione come un faro nella nebbia.

    E a complicare le relazioni ci si mettono pure le nuove tecnologie. Tipo gli Nft, che hanno permesso a Panerai di inventarsi una nuova strategia di lancio per una speciale edizione del Radiomir Eilean (dedicato appunto alla storica barca a vela). In pratica, lo scorso giugno, ha organizzato a Positano la Eilean Xperience, che ha portato gli acquirenti dell’orologio in crociera lungo la costiera amalfitana. E a ciascuno ha donato uno degli Nft in serie limitata che, accanto ai dati del Radiomir e alle informazioni di viaggio, comprendeva anche un’opera realizzata dal digital artist italiano Skygolpe.  

    Gli orologi degli artisti, le novità

    Qui di seguito quindi troverete una selezione di esemplari rielaborati da celebri nomi dell’arte internazionale. Proprio per restringere il campo, ci siamo però concentrati solo su quelli più recenti. Di ciascuno vi diamo come al solito le informazioni tecniche, ma – perdonateci – non riusciamo anche a spiegarvi i profili degli artisti. Problemi di spazio (l’abbiamo già tirata fin troppo per le lunghe) e impossibilità di sintesi (sarebbe ingiusto ridurre in poche righe la complessa personalità di ognuno). Questa vetrina quindi vuole essere anche un invito alla scoperta dei singoli artisti. Ammesso che vi piaccia l’arte contemporanea, s’intende.

    BULGARI Aluminuim Sorayama Special Edition Cassa (40 mm) in alluminio e titanio, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica con datario. Quadrante argentato con motivo perlage, lancette e indici luminescenti, vetro zaffiro, fondello personalizzato in titanio, lunetta, corona e cinturino in caucciù. Edizione limitata di 1000 esemplari, 3.400 euro.

    CORUM Bubble 47 x Aioroh Cassa (47 mm) in acciaio Pvd nero, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico a carica automatica. Quadrante stampato, vetro zaffiro a cupola, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 88 esemplari. 7.200 franchi svizzeri.

    HUBLOT Classic Fusion Aerofusion Chronograph All Black Shepard Fairey Cassa (45 mm) in ceramica microbillé, impermeabile fino a 5 atm. Movimenro meccanico a carica automatica, calibro HUB1155 di manifattura, cronografo con secondi continui e datario. Quadrante in vetro zaffiro decorato, vetro zaffiro, cinturino in caucciù. Edizione limitata di 50 esemplari, 25.500 euro.

    HUBLOT Classic Fusion Orlinski Bracelet Titanium Cassa (40 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 5 atm. Movimento meccanico a carica automatica, di manifattura. Quadrante lucido e sfaccettato, effetto 3D, vetro zaffiro, bracciale in titanio. 16.400 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Liu Wei Monotourbillon Cassa (42 mm) in titanio lucido e satinato, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica manuale, calibro RD512 di manifattura, con autonomia di 3 giorni e tourbillon volante. Quadrante inciso e dipinto a mano (alcune righe sono in SuperLumiNova), lancette luminescenti, vetro zaffiro anche sul fondello, cinturino in pelle. Edizione limitata di 8 esemplari, certificati dal Punzone di Ginevra. 167.500 euro.

    ROGER DUBUIS Excalibur Sorayama Monobalancier Cassa (42 mm) in titanio lucido, impermeabile fino a 10 atm. Movimento meccanico scheletrato a carica automatica, calibro RD720SQ di manifattura, con micro-rotore decentrato e autonomia di 3 giorni. Vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in titanio lucido. Certificato dal Punzone di Ginevra e disponibile su ordinazione, 71.500 euro.

    URWERK UR102 “Reloaded” by Cooper Jacoby Cassa (41 mm) in titanio satinato. Movimento meccanico a carica automatica, calibro 2.02, con ore vagabonde su dischi sabbiati e incisi, indici termocromatici. Vetro zaffiro di forma, cinturino in tessuto. Pezzo unico, all’asta da Phillips New York il 10 dicembre prossimo.

    ZENITH Defy Extreme Felipe Pantone Cassa (45 mm) in acciaio lucidato a specchio, impermeabile fino a 20 atm. Movimento meccanico a carica automatica, calibro El Primero 9004, con doppio scappamento ad alta frequenza (36mila e 360mila A/h), cronografo con lettura al 100° di secondo, massa oscillante Pvd arcobaleno, indicazione dell’autonomia di 60 ore e secondi continui. Quadrante in vetro zaffiro, indici luminescenti, lancette luminescenti e profilo del contatore dei minuti crono Pvd arcobaleno, lunetta e proteggi-pulsanti in Yas (alluminio silicato di ittrio), vetro zaffiro anche sul fondello, bracciale in acciaio intercambiabile con due cinturini, in caucciù e in Velcro. Edizione limitata di 100 esemplari, in vendita solo nelle boutique fisiche e online. 29.900 franchi svizzeri.