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Tag: Breguet Marine

  • Breguet Marine Tourbillon Équation Marchante: la sublime equazione

    Breguet Marine Tourbillon Équation Marchante: la sublime equazione

    Orologio che vince non si cambia. Per parlare del Breguet Marine Tourbillon Équation Marchante 5887 prendo in prestito un’espressione classica del mondo dello sport e sostituisco la parola “squadra” con “orologio”. Perché con la referenza 5887 la Maison ha creato un oggetto capace di evolvere senza cambiare, di mantenere un’identità estetica e tecnica riconoscibile che ha bisogno di aggiornamenti misurati, limitati principalmente al metallo della cassa e al colore del quadrante. L’equilibrio complessivo dell’orologio è infatti così preciso da non necessitare di stravolgimenti. Basta a se stesso e piace ai collezionisti. That’s it, direbbero a Londra.

    In effetti il Marine Tourbillon Équation Marchante 5887 fu lanciato da Breguet a Baselworld nel 2017. Un battito di ciglia se rapportato ai tempi dell’orologeria, un’era geologica fa se si pensa a che cosa è accaduto dall’uscita di Swatch Group da Basilea a oggi, tra saloni defunti, pandemie, mercati impazziti e quasi rinsaviti. Eppure il nostro orologio è sempre lì. Sette anni fa, quello che è il modello di punta della collezione Marine fu presentato in due versioni, una in oro rosa 18 carati con quadrante argentato e l’altra in platino con quadrante blu.

    Nel 2020, in occasione del 220° anniversario del tourbillon, Breguet aggiunse un’altra versione in oro rosa e quadrante marrone, per allargare l’offerta a un colore che, allora come oggi, era molto apprezzato. Oggi tocca al quadrante nero e, di nuovo, alla cassa in platino. Orologio che vince non si cambia, appunto. Specialmente per quello che riguarda la complicazione regina che ospita, ossia l’equazione del tempo.

    Il Breguet Marine e l’equazione del tempo

    Per spiegare in breve in che cosa consiste, possiamo dire che l’equazione del tempo indica la differenza tra l’ora solare e l’ora civile media. Ossia lo scostamento, durante il corso dell’anno, tra il tempo indicato da un orologio solare e quello indicato dall’orologio che comunemente usiamo. Due tempi che non coincidono, perché questo scostamento può variare, in un anno, da un massimo di 16 minuti e 25 secondi tra il 31 ottobre e il 1° novembre, a un minimo di -14 minuti e 15 secondi tra l’11 e il 12 febbraio.

    Entrando un filino più nel dettaglio, questo scostamento è dovuto all’azione combinata tra l’inclinazione dell’asse terrestre (pari a 23 gradi e 27 primi) e l’eccentricità dell’orbita ellittica della Terra, ossia il rapporto fra la distanza di un fuoco dal centro dell’ellisse e la lunghezza del semiasse maggiore dell’orbita. Quanto maggiore è il valore dell’eccentricità (quello dell’orbita terrestre è pari a 0,017), tanto più allungata è l’ellisse.

    Non c’è bisogno di spiegazioni più approfondite, sia perché non sono Margherita Hack, sia perché credo che a pochi di voi interessi. Quanto scritto sopra dovrebbe far capire due cose: che l’equazione del tempo è fondamentalmente una complicazione priva di utilità pratica, ma un virtuosismo meccanico e matematico di altissima fattura; e che poche sono le manifatture a possedere le capacità tecniche per realizzarla e racchiuderla in un orologio da polso.

    In particolare, l’equazione del tempo nel Breguet Marine Tourbillon è chiamata “marciante” proprio perché è leggibile in modo istantaneo grazie alla presenza di due lancette dei minuti in continuo movimento: una di tipo Breguet à pomme che indica l’ora civile; e l’altra, la cui estremità reca un anello dorato, diamantato e plissettato, per la lettura dell’ora solare.

    Ingegneria e astronomia

    Tanto la lettura è immediata sul Breguet Marine Tourbillon Équation Marchante 5887, quanto il meccanismo che la consente è complesso. Esso è controllato dal tourbillon e da una camma a forma di fagiolo, entrambi visibili a ore 5 perché posizionati sotto un disco di zaffiro su cui sono riportate le iniziali dei mesi dell’anno. In questo modo è possibile seguire il funzionamento della camma rotante, il cui fagiolo è in realtà una forma di analemma. Vale a dire un diagramma grazie al quale è possibile leggere la differenza tra il mezzogiorno vero e il mezzogiorno medio nelle varie parti del mondo, in qualsiasi giorno dell’anno.

    Questa camma, la cui progettazione ha richiesto calcoli molto precisi basati sul moto di rivoluzione della Terra intorno al Sole, compie un giro completo intorno al proprio asse nell’arco di un anno. Un tastatore, a sua volta collegato a un rastrello, legge sulla camma le informazioni in essa contenute e le trasmette alla lancetta dei minuti dell’equazione marciante. Grazie a un differenziale si corregge la marcia della seconda lancetta dei minuti in base alle informazioni trasmesse dal tastatore, così che indichi correttamente il tempo solare. I calcoli alla base della complicazione sono stati elaborati in rapporto al meridiano di Greenwich, in modo da consentire la lettura della differenza fra tempo medio e tempo solare, qualunque sia il meridiano cui ci si riferisce.

    Un virtuosismo tecnico che fa quasi scomparire un’altra complessità del Marine Tourbillon Équation Marchante 5887, ossia il tourbillon. Che a casa Breguet è il pane quotidiano e che, come l’equazione del tempo, qui non è una funzione che definiremmo pratica, visto che è più utile su un orologio da tasca o da tavolo che su uno da polso. Ma Breguet non è un brand “pratico” e non dovrebbe diventarlo, se vuole restare Breguet.

    Il calendario perpetuo del Breguet Marine

    Mi viene da sorridere a pensare che l’altra grande complicazione dell’orologio, il calendario perpetuo con indicazione retrograda del datario, possa essere quasi derubricata a un dettaglio di routine. La si vede distribuita nella metà superiore del quadrante e strutturata con due finestrelle, rispettivamente a ore 10:30 e 1:30, nelle quali compaiono il giorno della settimana e il mese, quest’ultimo con a fianco l’eventuale anno bisestile. A ciò si abbina un indicatore ad arco per la data, individuata da una lancetta retrograda a forma di àncora, giusto per ricordare in quale collezione di Breguet ci troviamo.

    Completa la serie delle informazioni presenti sul quadrante un discreto indicatore dell’autonomia residua. Ha la forma di un piccolo arco posizionato da ore 7 a ore 8, tra il cerchio delle ore e la parte centrale del quadrante. Quando il Breguet Marine Tourbillon Équation Marchante 5887 è al massimo della propria carica, l’indicatore e completamente blu e si “svuota” man mano che l’autonomia diminuisce.

    L’architettura meccanica dell’orologio è sorretta dal calibro di manifattura a carica automatica 581DPE, lo stesso che equipaggiava le precedenti referenze del Marine Tourbillon Équation Marchante. Lavora a 28.800 alternanze/ora e ha un solo bariletto, capace però di erogare potenza per una carica di circa 80 ore.

    Estetica codificata

    Tutto questo ben di Dio è al servizio dell’estetica propria della collezione Marine, specialmente per ciò che riguarda il quadrante. È in oro bianco con finitura nera e si struttura in quattro settori. Il più interno è un disco nero decorato manualmente a guilloché, con il classico motivo a onde del Marine. C’è poi il giro delle ore color argento, lavorato con una satinatura circolare, sul quale spiccano i numeri romani neri in oro, applicati. Segue un altro cerchio, nero, che riporta gli indici piramidali in oro trattati con Super-LumiNova. Più all’esterno il réhaut, decorato con un motivo ondulato.

    Una geometria piuttosto articolata, come si vede, che tuttavia è ben bilanciata esteticamente. Forse un po’ “importanti” le presenze del tourbillon e della camma, ma si può capire: sono il cuore meccanico dell’orologio, hanno una struttura non banale ed è giusto che si prendano il proprio spazio, anche visuale. Il tutto è racchiuso nella classica cassa da 43,9 mm di diametro del Marine Tourbillon Équation Marchante, qui in platino. Lo spessore di 11,8 mm è di tutto rispetto se si considera le complicazioni che ospita.

    Come sempre, prima di lasciarvi alle didascalie chiudo con il prezzo: 297.000 euro. E con una notazione. La storia della collezione Breguet Marine ha origini lontane, poiché il suo nome deriva dal titolo di “horloger de la Marine Royale” di cui Abraham-Louis Breguet fu insignito nel 1815. Il nome di Breguet sarà legato alla Marina reale francese per decenni, poiché anche il figlio e il nipote le fornirono cronometri. Nel 1990, la Maison cavalcò questa storia per presentare la collezione Marine, ispirata proprio all’aspetto classico e alla grandezza tecnica dei cronometri da marina. La linea, rinfrescata nel 2018, è tuttora uno dei pilastri della Maison. Di fronte a un orologio come questo si capisce il perché.

  • La collezione Marine di Breguet si veste di oro e diamanti

    La collezione Marine di Breguet si veste di oro e diamanti

    Oro e diamanti sono sempre stati simbolo di ricchezza e potere, anche in orologeria. Per tutto il secolo scorso, però, le pietre preziose sono state una prerogativa quasi assoluta degli esemplari femminili. Il discrimine è caduto attorno agli anni Dieci del nuovo Millennio, quando anche gli orologi maschili hanno cominciato a sfoggiare diamanti taglio baguette. E, di questi tempi che vogliono annullare le differenze di genere, la tendenza è ormai assodata. Lo dimostrano anche i due nuovi modelli che ampliano la collezione Marine di Breguet.

    Il Breguet Marine 9518, dedicato alle signore, è un “solo tempo” con datario, con cassa e quadrante impreziositi da diamanti. Il Breguet Marine Chronographe 5529 punta invece al cuore dell’uomo che, nell’abbinamento di un movimento cronografico con oro e pietre preziose, individua il modo migliore per esprimere la propria personalità.

    Sono due esemplari importanti, di alta orologeria, entrambi con movimento di manifattura e radici profonde nello spirito creativo della Maison di L’Abbaye. La collezione Marine di Breguet, nata nel 1990, esprime infatti, attraverso le tante complicazioni a catalogo, tutto il know-how che Abraham-Louis Breguet, fondatore della Manifattura e padre del tourbillon, mette a disposizione di chi naviga e ama il mare.

    Il Breguet Marine in versione lady

    Il Breguet Marine 9518 è disponibile in due varianti: l’una con quadrante blu, l’altra argenté, ambedue con effetto a raggi di sole (finitura soleil). Per il resto le due referenze (9518ST/YD/S80/D001 e 9518ST/1D/S80/D001) sono identiche. Fondano su una cassa da 33,8 mm di diametro, una lunetta impreziosita da 50 diamanti taglio brillante, per un totale di 1,16 carati, e un bracciale in acciaio. Altri otto diamanti, sempre taglio brillante, fanno da indici, per ulteriori 0,09 carati.

    A ore 12, 3 e 9 ci sono invece i numeri romani applicati, coerenti allo stile della famiglia Marine, riempiti di materiale luminescente per poter leggere l’ora anche al buio. Lo stesso che riempie i cerchi tipici delle lancette à pòmme evidée, universalmente conosciute come “lancette Breguet”. A ore 6 si trova invece il datario a finestrella, con numeri bianchi su sfondo blu (per la variante con quadrante blu) e neri su sfondo bianco (per la versione con quadrante argenté). Da notare che il contrappeso della lancetta centrale dei secondi riporta il simbolo B (Bravo) dell’alfabeto fonetico della nautica.

    Capovolgendo l’orologio si scorge infine il movimento a vista, con il rotore di carica in oro bianco 18 carati lavorato a mano. Trattasi del calibro di manifattura Breguet 591A, composto da 188 elementi e 25 rubini. Con il silicio a farla da padrone per quanto riguarda la spirale del bilanciere, l’àncora e la ruota di scappamento (in casa Breguet raramente si fa eccezione), lavora a 28.800 alternanze l’ora (4 Hz). Il fondello, in zaffiro sintetico come il vetro anteriore, è fissato alla cassa da sette viti, l’impermeabilità è di 5 atmosfere.

    Un magnifico gioco di colori

    L’eleganza del Breguet Marine 9518 è evidente sin dal primo sguardo. Occupano un ruolo di primo piano i diamanti con taglio brillante della lunetta, i quali – grazie anche alla finitura soleil del quadrante – sembrano un tutt’uno con quelli applicati agli indici. A dare armonia alla vista d’insieme ci pensano poi le spallette della corona di carica, asimmetriche e a forma d’onda marina. La carrure dell’orologio riprende le scanalature tipiche del mondo Breguet, che da un lato rendono il Marine 9518 più dinamico, dall’altro ne esaltano la manifattura.

    Tenendolo fra le dita e guardandolo nelle giuste condizioni di luce, si apprezza il “fuoco” di ciascun diamante. Ossia quel magnifico gioco di colori prodotto dall’elevato indice di dispersione che caratterizza la preziosa gemma. La luce bianca infatti, attraversando ogni pietra, viene scissa nelle diverse lunghezze d’onda che la compongono (ciascuna corrispondente a un colore dello spettro visibile), restituendo un effetto ottico unico. Più di tante parole, sarebbe opportuno verificarlo con i propri occhi: e andare da un concessionario Breguet, se non direttamente nella boutique milanese. Il prezzo, per chi fosse interessato, è di 29.800 euro.

    Il Breguet Marine Chronographe 5529

    Con il modello 5529, declinato a sua volta in quattro varianti, si entra di diritto nell’Olimpo dell’orologeria. I nuovi Marine Chronographe 5529 arricchiscono l’offerta dei cronografi della collezione Marine di Breguet riprendendo i codici tipici della Manifattura. L’oro – bianco (per le referenze 5529BB/YD/5WV/D0 e 5529BB/YD/9WV/D0, che si differenziano per il materiale del cinturino), o rosa (per le 5529BR/YD/5WV/D0 e 5529BR/YD/9WV/D0, idem) – regna sovrano. Rappresenta infatti il materiale con cui sono realizzate la cassa, i quadranti, le lancette e la massa oscillante del movimento meccanico a carica automatica.

    A queste si abbinano cinturini in caucciù di colore blu scuro, oltre a quelli “classici” in pelle di alligatore, quasi a voler ricordare che si tratta comunque di orologi dal carattere sportivo. Lo sottolineo perché, pur rivolgendosi al pubblico maschile (il diametro cassa di 42,3 mm non tradisce), la presenza massiccia di diamanti con taglio baguette eleva i nuovi Marine Chronographe al mondo dell’eleganza e della preziosità.

    Qui si trovano infatti ben 90 diamanti sulla lunetta, per un peso complessivo di 3,62 carati, accanto agli 8 applicati agli indici (0,24 carati). Le spallette della corona a vite, a forma d’onda, viste sul Breguet Marine 9518, qui fanno posto ai due pulsanti del cronografo: quello superiore convesso, quello inferiore concavo. Ancora una volta l’intento è quello di ricordare le onde del mare.

    Onde marine stilizzate appaiono anche nella parte centrale del quadrante e nei tre contatori (ore e minuti crono, secondi continui). La lavorazione guilloché dell’oro è naturalmente artigianale. Le lancette centrali riprendono in toto gli stilemi del Breguet Marine 9518. Il datario è tra le 4 e le 5.

    Un movimento con rotore a forma di timone

    ll calibro Breguet 582QA è invece più complesso. Con 346 componenti e 28 rubini, si avvale di uno scappamento ad àncora in linea inversa con anse e spirale in silicio. Bellissima infine la massa oscillante a forma di timone (con quattro razze), trattata nelle parti periferica e centrale con Dlc nero (Diamond Like Carbon). Si tratta di un rivestimento in carbonio amorfo che riproduce al tempo stesso la durezza del diamante e la facilità di scorrimento della grafite.

    Senza addentrarci in questioni di cristallografia, vi ricordo che il diamante e la grafite sono due varianti polimorfe dello stesso elemento chimico: il carbonio. Sono in pratica due minerali con la stessa composizione chimica, ma differente struttura cristallina (sistema cubico per il primo, esagonale per la seconda). Il prezzo delle quattro referenze del Breguet Marine Chronographe 5529 non è alla portata di tutti: 142.700 euro. 

    Qualcosa in più

    È un approfondimento a mio avviso utile, visto che per entrambe le new-entry della collezione Marine di Breguet ho parlato di oro e diamanti, citando i carati. Oro 18k, oro 22k, diamante da 0,6 ct e via dicendo. Ma cos’è il carato? È bene fare chiarezza perché il significato del termine cambia drasticamente se usato in riferimento all’oro (o più in generale ai metalli preziosi) o alle pietre preziose.

    Nel primo caso, indica la purezza della lega d’oro su una scala 24/24 (oro puro). In gioielleria infatti l’oro non è usato allo stato puro, ma in abbinamento, in proporzioni variabili, ad altri metalli. La quantità di oro presente nelle leghe si esprime appunto in carati. L’oro 18k prevede per esempio 750 grammi d’oro su 1.000 grammi di lega complessiva. L’oro 22k invece 916,667 grammi d’oro su 1.000 grammi di lega complessiva.

    Quando invece il carato è chiamato a definire una pietra preziosa, di quest’ultima indica il peso. Un carato è infatti pari a un quinto di grammo (0,2 grammi). Un diamante quindi da mezzo carato è un diamante che pesa 0,1 grammi. Uno da cinque carati pesa un grammo (1 g). Perciò la lunetta del nostro Breguet Marine 9518 esibisce 50 diamanti per un peso complessivo di 1,16 carati ossia 0,232 grammi. Sembra poco ma non lo è.

    Una considerazione storica

    La scritta – Horloger de la Marine – che invece campeggia sui fondelli dei due nuovi modelli (e dell’intera collezione Marine) ci dà la misura dell’importanza che Abraham-Louis Breguet e la Manifattura da lui fondata rivestono a livello storico. Date le sue straordinarie capacità di orologiaio, innovatore e inventore, il 27 ottobre 1815, Abraham-Louis Breguet riceveva da Luigi XVIII di Francia il titolo di Horloger de la Marine Royale, il più prestigioso che un orologiaio potesse a quei tempi conseguire. Stava a significare che alla Maison Breguet era riconosciuto il ruolo di fornitore ufficiale di orologi per la Marina Militare del Regno di Francia (Marine Royale). In pochi possono vantare così tanto.    

  • Marine Tourbillon 5577, Breguet tra sport ed eleganza

    Marine Tourbillon 5577, Breguet tra sport ed eleganza

    L’impianto ricorda quello del Marine Tourbillon Equation Marchante 5887, presentato da Breguet nel 2017. E in effetti il nuovo Marine Tourbillon 5577 riprende quel precedente tanto nell’estetica quanto nella meccanica. È infatti simile nell’impostazione del quadrante, con le indicazioni di ore e minuti leggermente decentrate e con l’apertura sul tourbillon a ore 5. E monta anche lo stesso movimento, sebbene in versione semplificata, cioè privo dei componenti delle complicazioni integrate (equazione del tempo e calendario perpetuo).

    Un movimento notevole, sotto vari punti di vista, lo stesso che animava il Classique Tourbillon Extra Plat Anniversaire 5365. Ed è proprio per questo che inizio eccezionalmente da qui, dalla meccanica, nella descrizione del Marine Tourbillon 5577.

    Il calibro 581

    Si tratta di un movimento meccanico di manifattura (ovviamente) e dalla costruzione ultrapiatta. Sottile solo 3 mm, a dispetto della presenza di due dispositivi relativamente ingombranti: il tourbillon, ma più ancora la carica automatica. Il Calibro 581 è infatti equipaggiato da una massa oscillante periferica, un segmento in platino che ruota lungo un anello dentato ai margini esterni del calibro stesso. Una soluzione tecnica raffinatissima per risolvere il problema dello spessore altrimenti imposto dal rotore centrale. Personalmente la trovo affascinante e perfino un po’ ludica: passerei delle ore a far roteare lentamente l’orologio per vederla in quel moto continuo, quasi fosse un gioco.

    Poi c’è il tourbillon, appunto. Inventato dal fondatore della Casa, brevettato nel 1801, dà a Breguet una sorta di naturale legittimazione a utilizzarlo, più di qualsiasi altra marca. Un tourbillon dall’architettura consueta, la cui gabbia compie una rotazione completa su sé stessa in un minuto, con un solido ed essenziale ponte centrale. In realtà un tourbillon di ultima generazione: con la gabbia in titanio, quindi leggerissima, la spirale in silicio e la ruota di scappamento trattata al silicio (materiale dalle infinite proprietà, sebbene non amato da tutti), con tutti i vantaggi sulla costanza di marcia che queste comportano.   

    Da citare anche la ragguardevole autonomia di 80 ore, altra caratteristica che influisce sulle prestazioni cronometriche, ma soprattutto le finiture. Che non sono solo impeccabili e curatissime, come richiede l’alta orologeria. Sono del tutto personalizzate, secondo le abitudini della Casa: sul tamburo del bariletto è incisa una rosa dei venti, i ponti tipo Côtes de Genève ricordano il paiolato di una barca, il rotore periferico è decorato con il tipico motivo a onde. Il tutto riconduce all’ispirazione marinara della famiglia di orologi cui appartiene questo esemplare. E ricorda la maestria nel guillochage degli artigiani in quel de L’Abbaye.

    L’estetica del Marine Tourbillon 5577

    Per passare finalmente all’habillage, la cassa è realizzata in platino oppure in oro rosa, metalli nobili che sottolineano l’importanza del Marine Tourbillon 5577 nel catalogo della Maison. Riguardo alle dimensioni, la cassa misura 42,5 mm di diametro e risulta forse un po’ grande, per il polso di alcuni. Abbastanza insolita (almeno per un tourbillon) è poi l’impermeabilità, garantita fino a 10 atmosfere. Ma entrambe queste caratteristiche sono in linea con la vocazione sportiva della collezione Marine, che rende omaggio agli storici esemplari nautici prodotti dalla Maison e al passato prestigioso di Abraham-Louis Breguet, nominato orologiaio della Marina del Re di Francia nel 1815.

    Due parole sul quadrante in oro, nei toni del blu navy o dell’ardesia a seconda della versione di cassa. Bella la lavorazione soleil nella zona centrale, i cui raggi hanno origine dal tourbillon, a contrasto con lo sfondo opaco del giro delle ore. La leggibilità certo non difetta al Marine Tourbillon 5577. I grandi numeri romani applicati sono anch’essi tipici della collezione, e sono rivestiti di materiale luminescente come gli indici e le lancette à pomme (non più evidé, evidentemente, ma piene). Da notare infine che la lavorazione soleil continua anche sul bordo asimmetrico esterno alla minuteria, sempre incentrata sul tourbillon ma con un orientamento differente rispetto al resto.

    Infine, il Marine Tourbillon 5577 si allaccia al polso con un cinturino in caucciù, declinato in blu o in nero. Esiste però anche con il cinturino in pelle di alligatore, sempre coordinato al colore del quadrante e sempre con la chiusura pieghevole sottolineata da una fibbia che ha la forma di un timone. In alternativa, l’orologio è disponibile anche con il bracciale in oro rosa oppure in platino – il che influisce notevolmente sul peso, oltre che sul prezzo.

    Conclusioni

    A proposito di prezzi, ci vogliono 180.200 euro per il Marine Tourbillon 5577 in platino e 163.600 euro per la versione in oro rosa. Cifre importanti, in linea con gli esemplari complicati della Maison. Ma con qualcosa in più dato dallo stile, capace di fondere l’inclinazione per lo sport insieme a quella per l’eleganza. Che poi sia più uno chic sportivo piuttosto che una sportività chic, la decisione spetta a voi…

  • Breguet Marine, la tradizione continua

    Breguet Marine, la tradizione continua

    La collezione Breguet Marine, in arrivo in questo periodo nei negozi, ha svolto un ruolo di primo piano tra le novità esposte all’ultimo salone di Baselworld. Nasce come sviluppo del Marine Équation Marchante presentato lo scorso anno, un super-complicato che comprende appunto un’inedita equazione del tempo “marciante”, un calendario perpetuo e un dispositivo tourbillon. E in pratica consta di tre modelli del tutto nuovi, in cui i canoni stilistici della Maison sono rivisitati in chiave contemporanea. Per esempio, rispetto al passato sono stati ridisegnati l’attacco del cinturino, il decoro della corona (su cui è ora impressa una B in corsivo), le scanalature della carrure, il motivo guilloché a onde sul quadrante.

    Più nel dettaglio, si incontrano il Breguet Marine 5517, un essenziale “solo tempo” con datario. Il Breguet Marine Chronographe 5527, un cronografo a tre contatori con secondi continui (e data). E il Breguet Marine Alarme Musicale 5547, un doppio fuso orario dotato anche di allarme/sveglia (con relativa indicazione dell’autonomia). Per caratteristiche tecniche ed estetiche, ognuno meriterebbe un opportuno approfondimento. Per ora basti almeno ricordare che i tre modelli sono declinati in titanio, oro bianco o rosa, ovvero in metalli resistenti al sale e alla corrosione, quindi adatti all’ambiente marino. E montano calibri di manifattura, a carica automatica, con scappamento ad ancora a linea invertita e corni in silicio (nel 5527 e 5547 anche la spirale è in silicio).

    Va ricordato, tuttavia, che la linea Breguet Marine è stata lanciata per la prima volta nel 1990 e da allora è stata più volte sottoposta a restyling. Ma ha sempre rappresentato il côté sport-chic della Casa: i diversi esemplari in collezione, cioè, hanno comunque mantenuto nel tempo una costruzione robusta e un’elevata impermeabilità. D’altronde l’ispirazione nautica implicita nel nome non è certo improvvisata. Invece rende omaggio a un passato ricco di fama e di prestigio, a una lunga tradizione nel segmento dei cosiddetti orologi da navigazione. Che ebbe inizio con “il solito”, acutissimo Abraham-Louis Breguet, nominato “Horloger-mécanicien de la Marine” dal Re di Francia, Luigi XVIII, nel 1815.

    Anche se, a dire il vero, il geniale fondatore della Maison aveva costruito i primi cronometri da marina già nei primi anni Ottanta del ‘700. Lo attesta lui stesso in documento del 1796, in cui dichiara che quei pezzi lo avevano fatto conoscere in Spagna. Poi, certo, avvia la produzione regolare “di serie” di questo tipo di orologi soprattutto dopo la nomina di fornitore ufficiale della Marina, tant’è che consegna i primi lavori nel 1820. Ma intanto vende anche alla marina mercantile e ai privati – ufficiali, navigatori, scienziati – così come all’Ufficio delle longitudini di Londra. E scrive perfino un libretto a tema, “Istruzioni sull’uso degli orologi marini realizzati da Monsieur Breguet”, pubblicato a Brest nel 1817.

    Del resto, com’era sua abitudine, Breguet fabbrica cronometri da marina dotati di diversi tipi di scappamento e continua a perfezionarli nel tempo. Mentre le forniture alla marina militare e mercantile proseguono per parecchi decenni anche dopo lui, portate avanti prima dal figlio e poi dal nipote. E ancora nel corso del Novecento, la Maison continua a produrre per la Marina francese vari strumenti di precisione, almeno fino agli anni Sessanta: dagli orologi di bordo agli esemplari da tasca con quadrante 24 ore, fino ai cronografi Type XX, ordinati dai servizi ufficiali per i piloti dell’Aeronautica navale. Ma questa è un’altra storia.