Giornale Degli Orologi
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Tag: Geneva Watch Days

  • Classics Moneta Hand-winding: l’addio al quarzo di Frederique Constant

    Classics Moneta Hand-winding: l’addio al quarzo di Frederique Constant

    Finalmente è arrivato. Sono lieta di annunciare che – in occasione dei Geneva Watch Days – Frederique Constant presenta il Classics Moneta Handwinding. Ed è proprio l’entusiasmo a spingermi a pubblicarlo subito: l’embargo scadeva oggi, alla vigilia dell’inaugurazione delle giornate ginevrine, e io non potevo aspettare di condividerlo con voi, anche se non l’ho ancora visto fisicamente. Non mi segui? Ti faccio un breve reminder.

    Ricordi l’articolo di qualche mese fa sulle nostre pagine, quando la collega Aldina Lange invitava i lettori – non senza una punta di provocazione – a “prendere come un gioco” il movimento al quarzo del Classics Moneta Moonphase? L’argomentazione era solida: per salvare silhouette extra-piatta, complicazione poetica e lusso accessibile, la pila da 1,5V restava l’unico compromesso possibile. Ma i puristi della meccanica (e un po’ anch’io, devo essere sincera) avevano comunque arricciato il naso.

    Ora, sembra proprio che a Ginevra qualcuno ci abbia davvero ascoltato. In realtà, lo sappiamo tutti, la cosa era pianificata da chissà quanto tempo. Ma la risposta supera le aspettative. Con il nuovo Classics Moneta Handwinding, la Manifattura non solo ha tolto la batteria, ma ha restituito agli appassionati il più nobile e intimo dei rituali quotidiani: quello della carica manuale.

    Il fascino vintage della meccanica

    La prima versione si era fatta notare per quell’insolito e riuscito réhaut interno simile alla zigrinatura del bordo di una moneta. Il nuovo Classics Moneta Handwinding ne eredita il codice genetico vincente ma ne evolve a fondo la sostanza. La cassa cresce leggermente e passa dai 37 mm del quarzo a un diametro inedito di 38,5 mm. Il profilo rimane comunque abbastanza sottile (poco più di 10 mm) ed evoca il fascino pulito degli anni Cinquanta.

    Sotto il vetro zaffiro, il quadrante abbandona la finitura soleil precedente per far spazio a un’estetica squisitamente neo-rétro: un bell’effetto degradé color salmone che sfuma nel nero lungo il perimetro. La tonalità scura mette in risalto gli indici applicati e lucidati a specchio per una leggibilità ottimale. Al centro si stagliano le classiche lancette dauphine, mentre lo spazio a ore 6 – in passato dedicato alle fasi lunari – ospita ora il contatore dei piccoli secondi. Un omaggio perfetto alla purezza formale del secolo scorso.

    Sotto il vestito, la sinergia di gruppo

    Il movimento che prima faceva discutere i collezionisti si trasforma ora in puro orgoglio meccanico. Il fondello in vetro zaffiro mette in mostra un calibro a carica manuale di alta fattura, sviluppato da La Joux-Perret (storica manifattura di La Chaux-de-Fonds) e personalizzato in esclusiva per Frederique Constant. Una sinergia tutta interna, resa possibile dall’appartenenza di entrambe le realtà al gruppo Citizen.

    Il calibro FC-435 mette in scena infatti un piccolo spettacolo visivo e tecnico. Un bariletto di generose dimensioni assicura un’autonomia importante, di 63 ore. Il movimento, libero dalla massa oscillante, permette di apprezzare le finiture di livello, industriali ma curate, con i ponti decorati a Côtes de Genève – omaggio all’eredità ginevrina della Casa marchio – e lo stemma inciso al centro, fedele al disegno del 1988. Ovviamente, preserva anche lo spessore ridotto della cassa.

    Un manifesto di lusso accessibile

    Il modello al quarzo puntava ai grandi numeri. Con il Classics Moneta Handwinding, invece, Frederique Constant decide di coccolare i collezionisti con una formula esclusiva: un’edizione limitata di 999 esemplari al mondo. Il prezzo? Rimane fedele alla filosofia della Maison, che fa della qualità Swiss Made a costi accessibili il proprio cavallo di battaglia. Il listino si attesta infatti a meno di 2.000 euro (1.995, per l’esattezza). Un posizionamento decisamente competitivo sul mercato attuale per un pezzo di manifattura, in serie limitata, con queste credenziali.

    Cara Aldina, avevi ragione: il Moneta Moonphase era un bel gioco. Con il Classics Moneta Handwinding, però, Frederique Constant dimostra che si può fare sul serio senza perdere un briciolo di poesia. E i puristi, questa volta, non possono che essere contenti. Chapeau.

  • News orologi agosto 2026, fra grandi eventi e partnership

    News orologi agosto 2026, fra grandi eventi e partnership

    “L’estate sta finendo e un anno se ne va”, cantavano i Righera nel lontano 1985. In effetti mancano ancora quattro mesi prima della fine di questo 2026. Ma di certo sta per terminare il tradizionale letargo agostano che, complice il caldo, ha fermato come al solito l’Italia intera. Il mondo delle lancette, però, non è andato in vacanza nelle scorse settimane. Lo dimostra questo primo appuntamento post-ferie con le nostre News orologi, che ripartono a ritmo battente e svelano un panorama internazionale più attivo che mai. Dietro le quinte dell’apparente silenzio estivo, i grandi marchi e i maestri indipendenti hanno infatti continuato a tessere trame, stringere partnership e affilare le armi in vista di una serie di appuntamenti autunnali ormai alle porte. Senza dimenticare una parentesi di gossip, che le nostre News Orologi non si esimono dal registrare. Buona lettura!

    Tra passato e futuro

    Attraverso il progetto Naissance d’une Montre 4 della Time Æon Foundation, Greubel Forsey fa rinascere il marchio inglese Bonniksen. Al centro dell’operazione c’è il carrousel, cinematica invenzione con cui Bahne Bonniksen sfidava il tourbillon nel 1892. Che ora è opportunamente miniaturizzato per entrare in una cassa inferiore ai 40 mm: realizzato interamente a mano (quindi senza l’ausilio di macchine Cnc), è integrato in una platina a tre/quarti e ruota in 30 secondi. Non una partnership commerciale, dunque, ma una sinergia che fa cultura, per trasmettere il sapere.

    GWD26: un’edizione da record

    Solo un reminder per gli appassionati ancora in vacanza (gli addetti ai lavori non se lo sono certo dimenticati, hanno l’agenda piena zeppa di appuntamenti, prenotati ormai da settimane…). Dal 2 al 6 settembre, la città di Calvino si trasforma – di nuovo – nella capitale mondiale dell’orologeria per i Geneva Watch Days. Questa 7a edizione si preannuncia con numeri da record: ben 71 marchi internazionali esporranno le loro novità in un format diffuso e decentralizzato attorno al Lemano. Per scoprire l’elenco completo dei brand, la mappa dei padiglioni e prenotare i biglietti per i talk gratuiti, rimandiamo direttamente al sito ufficiale. Comunque ne riparleremo.

    Artigianato in Laguna

    Un quadrante di Anita Porchet per Piaget

    A Venezia, dal 1° al 30 settembre prossimi, la Fondazione Giorgio Cini ospita la 4a edizione di Homo Faber. Diretta dall’artista britannica Es Devlin, la Biennale dell’artigianato contemporaneo quest’anno s’intitola Island of Light ed esplora quindi il rapporto fra luce, materiali e savoir-faire umano. Oltre 500 gli artigiani presenti, inclusi alcuni legati al mondo delle lancette: orologiai come Miki Eleta, April H. e Kwanghun Hyun, specialisti in métier d’art come la smaltatrice Anita Porchet o la decoratrice Nathalie Jean-Louis, laboratori di componentistica artistica come Horlyne, restauratori come Michael Manßhardt…

    Big Apple community

    All’inizio di agosto WatchTime ha reso noto l’elenco ufficiale dei 46 brand che parteciperanno all’evento più esclusivo di Manhattan del prossimo autunno: WatchTime New York 2026, dal 16 al 18 ottobre prossimi al Gotham Hall. La kermesse di marketing esperienziale vede la massiccia adesione sia del gotha dei marchi storici – quali come Breguet, Blancpain, Chopard o Piaget – sia dei grandi maestri indipendenti – tra cui MB&F, H. Moser & Cie., Urwerk o Laurent Ferrier. Tutti pronti a incontrare collezionisti e celebrities senza intermediari. Per chi fosse interessato, è il momento di programmare la visita. I biglietti sono in vendita.

    Chi ha messo cosa… al MetLife Stadium

    Foto Justin Setterfield/Getty Images courtesy IWC

    La finale dei Mondiali di calcio, disputata a fine luglio, si è trasformata nella più grande passerella di marketing orologiero spontaneo dell’anno. Sulle tribune d’onore e dietro le quinte si è scatenata la sfida fra i tanti ambassador globali. Riflettori puntati dunque sul Rolex Daytona Rainbow di Carlos Alcaraz, sul nuovo Tudor Monarch di David Beckham, sull’élégante Titalyt by F.P. Journe di Ronaldo, sul Patek Philippe Nautilus Chronograph di Logan Paul – tanto per citarne alcuni. Invece in campo, durante la premiazione, l’attenzione è stata catalizzata dall’IWC Ingenieur Automatic sfoggiato da Luis de la Fuente: lo si è visto bene, mentre il Ct spagnolo sollevava orgoglioso la Coppa…

    p.s. Le News orologi non dormono mai: anzi, sono spesso riaggiornate durante la settimana. Nei prossimi giorni, torna ancora su questa pagina per leggere le ultime novità…

  • Best of GWD: i 10 orologi che ci sono piaciuti di più

    Best of GWD: i 10 orologi che ci sono piaciuti di più

    Terminati i Geneva Watch Days 2024, è il momento dei bilanci. No, niente numeri sull’affluenza o sul giro d’affari: noi preferiamo andare “al sodo” e parlare di orologi. Non di tutti, ovvio, ma solo di quelli che ci hanno colpito in modo particolare, dieci esemplari – ma anche qualcuno in più – che ci sono arrivati dritti cuore (svincolati da qualsiasi logica inserzionistica o favoritismo clientelare). Concordati con il nostro inviato, Sergio Galanti, ecco allora i nostri Best of GWD. Scelte discutibili, certo, perché personali e soggettive. Ma sempre e solo dettate dalla passione…

    I Geneva Watch Days (GWD) di quest’anno si sono conclusi con un successo significativo, rafforzando lo status di evento di punta dell’industria orologiera di lusso, a fianco del salone di Watches & Wonders. Vi hanno partecipato oltre 50 marchi prestigiosi, tra cui nomi affermati e artigiani indipendenti altrettanto celebri.

    Il formato decentralizzato dell’evento, con i brand che hanno esposto le loro novità in varie sedi in giro per la città – dalle suite in hotel alle boutique monomarca fino ai pop-up store -, ha creato un’atmosfera rilassata ma esclusiva, apprezzata tanto dagli addetti ai lavori quanto dagli appassionati. Unica nota negativa: il caldo. Che ha imperversato durante l’evento – 30°! – e ha reso a volte faticosi gli spostamenti tra le varie sedi. Ma, si sa, gli amanti degli orologi hanno resistenza, oltre che passione…

    I GWD hanno confermato alcune delle tendenze già avvistate lo scorso aprile a Watches & Wonders: come l’uso di colori vivaci per i quadranti o le dimensioni più compatte della cassa (attorno ai 39 mm). Sono rimasto a Ginevra per tutta la durata della manifestazione e devo dire di aver visto tanti pezzi di alto livello artistico, tecnico… e di bella orologeria. La scelta è stata dura, ma qui di seguito vi presento una selezione delle novità che mi sono piaciute di più. Un elenco di quello che per me e per la redazione è il Best of GWD, rigorosamente organizzato in ordine alfabetico. Per non far torto a nessuno.

    Armin Strom: risonanza in miniatura

    Apro questa rassegna di Best of GWD con il nuovo Dual Time GMT Resonance First Edition che celebra il 15° anniversario di Armin Strom. Una reinterpretazione del Dual Time Resonance Masterpiece 1 lanciato nel 2018 – che proponeva una tecnologia di risonanza esclusiva insieme alla funzionalità di doppio fuso orario –, con il quale il Marchio mostrò il proprio approccio innovativo all’orologeria. Ma la First Edition è un orologio ripensato e sviluppato ex novo.

    Claude Greisler, co-fondatore e maestro orologiaio, l’ha definito «un movimento completamente nuovo, con nuovi bariletti, nuovi treni di ingranaggi, nuovi scappamenti, e la molla del meccanismo di risonanza posizionata ora a ore 12». Rispetto all’originale Masterpiece 1, il Dual Time GMT Resonance First Edition è un exploit di miniaturizzazione, in quanto i numerosi componenti di questa super-complicazione sono ora racchiusi in una cassa di 39 mm di diametro e con uno spessore di soli 9,05 mm.

    Tenendo in mano l’orologio, e osservando il quadrante e il movimento, ho apprezzato la maestria nel far apparire semplice qualcosa di così complesso e il livello di maestria delle finiture a mano. «Qualcosa per cui Armin Strom è ben noto», ha ricordato Greisler durante il nostro incontro. Ho avuto modo di provare (e contemplare) per qualche minuto l’orologio, e non ho potuto fare a meno di immaginare la pazienza, la diligenza, la disciplina e la competenza che gli orologiai di Armin Strom devono possedere per creare un capolavoro del genere. Con la First Edition si smette di pensare alla micromeccanica orologiera come a un concetto astratto.

    Czapek & Cie: avventurina protagonista

    Czapek & Cie ha presentato l’evoluzione della linea Antarctique con due nuovi esemplari in edizione limitata: i modelli Antarctique Polar Sky e Antarctique S Polar Sky, caratterizzati da splendidi quadranti in vetro avventurina. Disponibile con un formato di 40,5 o 38,5 mm, il vetro d’avventurina (ri)assume da solo la bellezza del quadrante. Per chi desidera un tocco più prezioso, comunque, l’Antarctique Flying Diamonds e l’Antarctique S Flying Diamonds hanno gli indici incastonati di diamanti dal taglio esclusivo, e diamanti opzionali anche sulla cassa e bracciale.

    L’Antarctique Polar Sky è una bella presenza al polso. “Si sente” piacevolmente ma risulta molto confortevole grazie al bracciale integrato e rastremato: dal design esclusivo, ha un’esecuzione curatissima, con quell’alternanza di superfici lucide delle maglie centrali a C e satinate tutt’attorno. Il quadrante in avventurina poi rende l’orologio in qualche modo più “magico” del solito e ne accentua l’aspetto elegante, già di per sé sport-chic. Non mi stupisce che sia andato esaurito durante la manifestazione: evidentemente è rientrato nei Best of GWD di varie persone…

    De Bethune: meteorite e micromeccanica

    Andiamo avanti e continuiamo con De Bethune. Che ha proposto due nuove varianti del modello DB28: il DB28xs Steel Wheels e il DB28xs Aérolite. Entrambe con proporzioni contemporanee: la cassa misura circa 39 mm per uno spessore non superiore agli 8 mm. Il DB28xs Aérolite, in particolare, merita un plauso per il quadrante dal motivo guilloché casuale ma armoniosamente contrastato dalle linee geometriche del meteorite Muonionalusta. Il DB28xs Steel Wheels è una meraviglia perché dimostra le capacità di De Bethune nella micromeccanica orologiera, dato che miniaturizza il più grande DB28 Steel Wheels originale, lanciato nel 2018.

    I dettagli qualificanti di questi orologi sono numerosi e scoprirli è stato emozionante: ciascuno conduce a un altro e tutti sono organizzati con coerenza per fornire informazioni in modo semplice e suscitare sensazioni di stupore (non esagero). Avrei voluto più tempo dei 30 minuti a mia disposizione… Ho ammirato le finiture delle superfici metalliche del quadrante dello Steel Wheels e del movimento dell’Aérolite, simili in entrambi i casi. Piacevolissimi i riflessi quando si inclinano gli orologi in diverse angolazioni. Li ho provati tutt’e due e sono rimasto particolarmente colpito da come si adattano comodamente al mio polso, grazie al profilo sottile ed ergonomico.

    Doxa: un anno in verde

    Per passare a un altro marchio nel nostro tour fra i Best of GWD, Doxa ha introdotto in catalogo un nuovo SUB 300T Professional Aristera con una configurazione “lefty”, cioè con la corona posizionata sul lato sinistro della cassa. I codici tecnici ed estetici sono quelli classici della Casa, con un’eccellente leggibilità sott’acqua, profondità e resistenza all’acqua: un subacqueo ben disegnato insomma.

    Tuttavia, nel mio Best of GWD preferisco dare spazio al nuovo SUB 300 Carbon “Sea Emerald”, che sfoggia un bellissimo (a mio parere) quadrante verde smeraldo con motivi a raggi di sole. Si tratta di un orologio che prosegue l’introduzione di questo colore in diverse collezioni Doxa, iniziata all’inizio dell’anno. La cassa in carbonio, il quadrante verde intenso e il cinturino in caucciù nero gli conferiscono una potente combinazione di colori.

    Sono stato felice di vedere questo SUB 300 con la cassa di 39 mm, che si adatta perfettamente al mio polso. Una volta indossato, regala al polso sensazioni piacevoli. Questo è forse il subacqueo meno appariscente della Marca, più adatto a un desk diver come me, ed è indubbiamente un orologio che si può indossare in tante occasioni.

    Favre Leuba: reloaded

    Favre Leuba è tornato (anche se non se n’era mai andato). Ricordo che è stato fondato nel 1737 ed è il secondo marchio elvetico più antico, dopo Blancpain. Durante i GWD, ho incontrato il Presidente Patrik Hoffmann, che mi ha illustrato il rilancio del Brand e il suo ambizioso piano di introdurre 22 nuove referenze e diverse migliaia di orologi all’anno nel prossimo futuro. Hoffmann mi ha anche mostrato la sua collezione di Favre Leuba del secolo scorso, creati in co-branding con case blasonate come Rolex e Jaeger-LeCoultre, a dimostrazione dell’importanza rivestita da Favre Leuba all’inizio del XX secolo, quando era ancora indipendente.

    Quindi ho avuto la possibilità di provare i prototipi di due novità: il Chief Chronograph e il Deep Blue Revival. Entrambi hanno un ottimo rapporto qualità/prezzo, che per tutte le collezioni sarà compreso tra 2.250 e 4.375 franchi svizzeri. Dato che ho un debole per il vintage e le re-interpretazioni d’epoca, sono rimasto particolarmente colpito dalla bellezza del Revival Deep Blue e dalla sua presenza al polso: questa versione mantiene l’80% del design originale del Diver datato 1964.

    H. Moser & Cie × Studio Underd0g: passione comune

    Il frutto della passione è stato il motivo ispiratore (fisico e metaforico) di H. Moser & Cie. e Studio Underd0g, alla loro prima collaborazione. Ciascuno ha declinato con questa “chiave” il proprio esemplare più rappresentativo: uno l’Endeavour Calendario Perpetuo, l’altro il Cronografo Monopulsante. Entrambi con risultati eccezionali.

    L’Endeavour Calendario Perpetuo Passion Fruit di Moser presenta un doppio quadrante: quello inferiore laccato viola a raggiera abbinato a quello superiore in smalto “Maracuja” Grand Feu. Il classico minimalismo di Moser è evidente, ma l’inedita soluzione cromatica sdrammatizza ancora di più il mostro sacro delle complicazioni. D’altro canto, lo 03Series Passi0n Fruit Studio Underd0g ha un quadrante multistrato Coarse Dégradé Amber e Royal Purple. E per la prima volta, è alimentato da un movimento cronografico svizzero – una novità assoluta nella linea di questo Marchio, che di solido utilizza meccaniche orientali.

    Una curiosità, o meglio una constatazione. Gli orologi non sono venduti singolarmente, ma solo in coppia: in un cofanetto realizzato in 100 pezzi, dedicati ad altrettanti collezionisti. Il prezzo si aggira sui 60mila franchi e il 90% rappresenta il valore dell’esemplare di H. Moser. Per quanto mi riguarda ho trovato l’operazione ben riuscita. Non ho potuto fare a meno di notare le finiture eccellenti e ho capito che si è trattato di un gioco divertente sì, ma molto, molto serio…

    HYT: il fascino della tecnologia

    HYT ha presentato la Serie T1 Millésime Edition in tre nuovi colori: cioccolato (titanio 5N Gold), viola e verde (entrambi in titanio). Si tratta di una serie limitata nel tempo e non nella quantità: gli orologi saranno disponibili da questo mese, ma solo fino a Watches and Wonders Geneva 2025. Con un diametro di 45 mm e un design che privilegia l’ergonomia, la nuova Serie T1 Millésime Edition offre uno stile distintivo e contemporaneo.

    Al polso, il nuovo orologio ha carattere ed è gradevole da indossare: l’ho sentito compatto e con una cassa ben rifinita. Il meccanismo fluidico di indicazione dell’ora – il tubo con il liquido rosso che indica le ore e i minuti – è perfettamente integrato nel quadrante. Girando l’orologio sul fondello, si vede la tecnologia HYT, con i due soffietti al centro della scena. Ruotando la corona per cambiare l’ora, si può osservare in tempo reale il liquido rosso che avanza o si ritira nel tubo. Ed è un vero spettacolo.

    Laurent Ferrier: tempo ed eleganza

    Laurent Ferrier ha lanciato il nuovo Classic Auto Sandstone in un’edizione limitata di 20 esemplari numerati. Si riconoscono immediatamente i codici estetici della Maison: come l’iconica cassa a forma di ciottolo, dal design discreto ed elegante, o il movimento automatico di manifattura, dotato di micro-rotore decentrato.

    Durante la mia visita allo showroom, allestito all’interno dell’Hôtel Beau Rivage, il Maestro orologiaio in persona mi ha spiegato il nuovo modello. E mi ha portato alla finestra per mostrarmi la danza della luce creata dai riflessi del quadrante rosato, satinato verticalmente, che trae ispirazione dai colori della sabbia e della terra. Inclinandolo in diverse posizioni, si può osservare un’alternanza di sfumature nei toni del beige, dalla più chiara alla più scura, dalla più calda alla più fredda. Roba da restare incantati.

    MB&F: il desiderio raggiungibile

    Sempre al Beau Rivage, ma da MB&F, ho incontrato Charris Yadigaroglou, Responsabile marketing e comunicazione, che si è presentato con un Legacy Machine Sequential Evo al polso. Non ho resistito e gli ho chiesto di farmelo provare. Questo bellissimo orologio, vincitore del premio’“Aiguille d’Or” al Grand Prix d’Horlogerie de Genève (GPHG) del 2022, è letteralmente una meraviglia. E ha rubato la scena per qualche minuto alle novità del momento, tra cui spiccava uno spettacolare esemplare da tavolo realizzato con L’Epée.

    Ma nella mia lista di Best of GWD preferisco soffermarmi sul nuovo M.A.D.1: il M.A.D.1S. La “S” nel nome sta a indicare la cassa più sottile, “solo” 15 mm di spessore, che ospita il display monocilindrico e un nuovo movimento svizzero, La Joux-Perret G101. Il design aerodinamico è caratterizzato da anse più sottili e dal rotore di carica ripensato. Il diametro della cassa è rimasto di 42 mm, ma la presenza al polso rimane voluminosa. Quando l’ho visto mi sono detto: al prezzo a cui viene offerto, in molti saranno tentati di compiere il passo finanziario e concedersi la gloria di possedere, e indossare, un MB&F. E così è stato: la disponibilità è già svanita.

    Konstantin Chaykin: l’ultrapiatto da record

    Konstantin Chaykin ha presentato un pezzo unico in titanio chiamato Wristmon ThinKing che misura solo 1,65 mm di spessore. Batte il record stabilito da Bulgari la scorsa primavera con il suo Octo Finissimo, sottile 1,70 mm. Ma, al di là della gara che si è creata fra i protagonisti dell’ultrapiatto in cerca di primati sempre nuovi, l’esemplare è una meraviglia di ingegneria e micromeccanica orologiera.

    Il ThinKing utilizza “il format” Wristmons che caratterizza le opere del Maestro orologiaio russo. Gli esemplari di questa collezione sono noti per i loro quadranti giocosi e fantasiosi che ricordano i volti, con occhi in movimento (che indicano ore e minuti) e la complicazione simile alla bocca. Nel ThinKing il design monocromatico consente comunque la raffigurazione del volto, ma è il movimento che lascia tutti senza parole. Anche se nulla si sa sul futuro commerciale dell’orologio, è certo che il discorso meriterebbe un approfondimento…

  • Autunno in fiera. News & previews – 26/08/2024

    Autunno in fiera. News & previews – 26/08/2024

    Si ricomincia: grande rientro, oggi, per l’Italia delle vacanze estive. Mentre la Svizzera degli orologi si appresta a iniziare l’autunno in fiera, ovvero la stagione dei grandi e piccoli eventi espositivi. Appuntamenti ricorrenti, a dire il vero, che ormai da tempo caratterizzano l’ultimo trimestre dell’anno. Fiere locali o internazionali, che sembrano create per allietare il back to work – o meglio il ritorno alla normalità della vita quotidiana – degli appassionati, ma che di certo hanno rovinato le ferie degli operatori del settore…

    Scherzi a parte, abbiamo già parlato altrove di questi saloni alternativi, della loro origine e delle loro motivazioni. Qui riprendiamo il discorso, in un elenco che non vuole affatto essere esaustivo, ma intende solo ricordarvi i principali rendez-vous. Li trovate qui sotto in ordine cronologico, secondo il calendario, con salti (logici e logistici) anche notevoli, per permettervi di organizzare il vostro autunno in fiera. Buon per voi se avrete il tempo e la fortuna di seguirli fisicamente, di recarvi di persona sul posto. Non disperate, comunque, se siete costretti a restare a casa: potete sempre tenervi aggiornati sui social… o su queste pagine!

    A Shanghai

    Il primo appuntamento per l’autunno in fiera è Watches and Wonders Shanghai, previsto dal 28 agosto al 1° settembre al West Bund Art Center. Contraltare in Oriente dell’omonimo Salone ginevrino di primavera, si rivolge espressamente all’importante mercato della Greater China. Però quest’anno ha conosciuto molte defezioni: riunisce solo 9 maison, quasi tutte di Richemont Group (tranne Nomos Glashütte). In compenso per la prima volta apre le porte al grande pubblico, nelle ultime due giornate. Vedremo come va…

    A Ginevra

    The Pavillion, alla Rotonde du Mont Blanc, centro virtuale dei GWD

    Ma la location più vicino a noi, quindi più raggiungibile, è senza dubbio Ginevra. Dove, dal 29 agosto al 2 settembre, si tiene la V edizione dei Geneva Watch Days. Che trasforma la città sul Lemano in un “salone diffuso”, decentralizzato (se si esclude The Pavillion) e autogestito. Più di una cinquantina gli espositori, tra cui esordiscono alcune marche di Swatch Group. Anche quest’anno è prevista un’asta di beneficenza, battuta da Phillips, a favore del Fondo Pierre Amstutz, dedicato all’ex Direttore della Scuola di orologeria di Ginevra.

    A Vicenza

    Dal 6 al 10 settembre, la tradizionale fiera di Vicenzaoro September quest’anno ospita ben due spazi dedicati al mondo delle lancette. Time, con un numero maggiore di espositori rispetto al 2023, inclusi i microbrand italiani (progetto in collaborazione con Watches of Italy), i produttori private label e i marchi di accessori. E VO’Clock Privé (fino all’8), suddiviso in tre sezioni: Manifatture, Maestri e Avanguardie. Il tutto con il consueto contorno di conferenze e di corsi della FHH (Fondation de la Haute Horlogerie). Interessante…

    A Novi Ligure

    Dal 5 al 6 ottobre si svolge la V edizione di WOI – Watches Of Italy, per la prima volta a Novi Ligure (Alessandria), presso il Museo dei Campionissimi. Dedicata alla produzione nazionale e alla filiera associata, la mostra/mercato è tesa a “fare sistema” (finalmente!). In continua progressione il pubblico che la segue (5mila persone l’anno scorso), cui permette di toccare con mano tante novità e conoscere direttamente i produttori. Fra start-up e micro-brand, è la conferma che l’orologeria italiana ha tanto da raccontare e da mostrare…

    A Città del Messico

    Dal 15 al 17 ottobre, torna come di consueto il SIAR – Salone Internazionale dell’Alta Orologeria Messico, la piattaforma più importante e trainante per l’industria orologiera in America Latina. Giunto quest’anno alla 18a edizione, avrà luogo come sempre all’Hotel St. Regis e riunirà i principali marchi internazionali di alta gamma, una cinquantina in totale. Appuntamento imperdibile per collezionisti e addetti ai lavori, permette di tastare il polso delle tendenze e scoprire i nuovi lanci, creati ad hoc per l’occasione.

    A New York

    Dal 18 al 20 ottobre, la Grande Mela ospita l’8a edizione di  WatchTime New York, il salone organizzato dall’omonimo magazine a stelle e strisce che celebra il 25° anniversario. Di nuovo ospite all’interno della Gotham Hall, in Midtown Manhattan, rivive il medesimo successo della passata edizione, con la presenza di 36 brand e un’affluenza di pubblico attratto anche dalla possibilità di incontrare Ceo e Vip dell’orologeria. In agenda anche numerose tavole rotonde, moderate da esperti di fama mondiale.

    A Londra

    Concludo la rassegna sull’autunno in fiera con un altro salone organizzato da una testata giornalistica, ormai diventato il principale evento orologiero nel Ragno Unito: WatchPro Salon, che va in scena a Londra il 1° e il 2 novembre. Nella lussuosa sala da ballo dell’Hotel The Londoner, a Leicester Square, si ritroveranno per la quarta volta consecutiva una trentina di marchi indipendenti, inglesi e non solo. Organizzati in parallelo anche tanti seminari e conferenze, con focus fra l’altro sul collezionismo e la sostenibilità.

  • L’asta di Chaykin e altri eventi ai GDW

    L’asta di Chaykin e altri eventi ai GDW

    GWD – c’è bisogno di dirlo? – sta per Geneva Watch Days, il salone “diffuso”, indipendente e autogestito che si terrà dal 29 agosto al 2 settembre nel capoluogo elvetico. In questi giorni, l’oggetto dei discorsi di chi lavora nell’industria delle lancette e di quanti amano semplicemente l’orologeria. Se è tanta l’attesa per le novità presentate dalle oltre 40 marche presenti, sappiamo già che si darà molto spazio ai pezzi unici di Only Watch, la charity auction prevista per novembre. Intanto però, nei prossimi giorni a Ginevra, il martelletto dei banditori avrà il suo bel da fare almeno in due occasioni: per l’asta di Chaykin e per quella a favore della Scuola di orologeria ginevrina. Ma andiamo con ordine…

    GDW 2023

    Giunti alla quarta edizione, i Geneva Watch Days hanno raggiunto una certa maturità: non solo per il numero di marchi espositori e per l’affluenza di pubblico, ma anche per gli apporti esterni che li rendono una vera e propria fiera a 360°. Basti pensare alle collaborazioni con la Fondation de la Haute Horlogerie (FHH) e con il Grand Prix de Genève, o al coinvolgimento delle istituzioni locali – il Cantone e la Città di Ginevra, e la Camera di Commercio, Industria e Servizi –, per capire che ormai è una manifestazione dal riconosciuto valore. Ben rodata, tutt’altro che improvvisata.

    In parallelo i GDW alimentano una serie di altri eventi spontanei organizzati da marche non presenti nell’elenco di quelle aderenti, ma che hanno sede a Ginevra e aprono le porte dei loro atelier ai visitatori. E contribuiscono al fermento generale che in questi giorni anima le strade attorno al Jet d’Eau.

    Mentre il palinsesto ufficiale prevede diversi appuntamenti collaterali degni di nota. Oltre alle conferenze stampa dei marchi partecipanti, si terranno infatti numerose, interessanti tavole rotonde su temi di attualità: per esempio i brand indipendenti, i rivenditori più innovativi (fra cui citiamo “il nostro” Jacopo Corvo), i giovani influencer (tipo Jessica Owens, @jessicajjo). Che faranno del padiglione sulla Rotonde du Mont Blanc un luogo di riflessione e di analisi sul presente e sul futuro del settore.

    L’asta di Chaykin

    E poi ci sono le due vendite all’incanto, imperdibili per motivi diversi. Domani, martedì 29 alle 13, c’è l’asta di Chaykin, gestita da Ineichen Auctioneers. Dedicata ai collezionisti e agli appassionati di Konstantin Chaykin, disperderà una collezione di 15 lotti curata personalmente dal talentuoso orologiaio russo. In aggiunta agli emblematici Joker – fra cui spicca una versione con indicazione retrograda dei giorni della settimana -, meritano almeno un cenno i modelli Smilodon e Minions. Che non hanno certo bisogno di presentazioni.

    In vendita anche il set Time-Eater, realizzato in collaborazione con Louis Erard, e il prototipo di un nuovo orologio, che sarà svelato proprio in quell’occasione. Accanto agli esemplari da polso, da citare anche un tourbillon da tavolo dedicato ai radioamatori e perfino un tavolino a forma di Jocker, fabbricato a mano dall’artigiano carpentiere Pedro Costa. E poi i disegni, che confermano l’estro artistico del Maestro dei wrist monster.

    L’asta per l’Ecole

    Mercoledì 30 agosto alle 20, invece, Phillips batterà un’asta di beneficenza il cui ricavato servirà interamente a finanziare borse di studio a favore degli studenti dell’Ecole d’Horlogerie de Genève. L’iniziativa, ideata da Horopedia e sviluppata con Bacs & Russo, vedrà il martelletto di Aurel Bacs assegnare 15 lotti donati proprio da alcuni degli espositori. Ma più che di rarità orologiere, in questo caso, si tratta di esperienze eccezionali da provare almeno una volta nella vita.

    Si va dalla possibilità di diventare designer di orologi per un giorno, offerta da Czapek & Cie, a quella di partecipare al gala dinner per l’inaugurazione del prossimo GPHG. Trascorrere un soggiorno di due notti nel Bulgari Hotel di Roma, con tanto di cena al Ristorante di Niko Romito, oppure partecipare al rally di auto d’epoca del Gstaad Palace, ospiti per tre giorni nel 5 stelle. O ancora conoscere l’attaccante del Manchester City Erling Haaland nel ruolo di ambasciatore di Breitling…

    Ma non è necessario essere a Ginevra per partecipare: in entrambi i casi, infatti, è possibile seguire le vendite in streaming. Per saperne di più, vi rimandiamo al sito ufficiale delle rispettive case d’asta.

  • Cronache dell’orologeria. News and previews 24/08/2023

    Cronache dell’orologeria. News and previews 24/08/2023

    Terminata la pausa estiva, tornano le nostre Cronache dell’orologeria. Che, assenti da quasi un mese, a questo punto devono guardare indietro e riassumere le cose notevoli successe nelle scorse settimane, oltre che annunciarvi gli appuntamenti da non perdere nel prossimo futuro. Dopo un’accurata e opportuna selezione delle notizie, abbiamo quindi dato spazio in particolare alle operazioni benefiche e all’intrattenimento, senza dimenticare un pizzico di sport e qualche indirizzo utile. Se vi sembra che il risultato sia un po’ troppo composito, più simile a un variegato fritto misto che a una zuppa omogenea, avete ragione. Questa volta le Cronache dell’orologeria non hanno un filo conduttore, ma pescano nell’attualità per non farvi perdere nulla di importante. Perché l’obiettivo, come sempre, è tenervi aggiornati. Buona lettura!

    Impegno filantropico…

    Il 19 agosto è stata la Giornata mondiale umanitaria. Nomos Glashütte ne ha sottolineato il valore, in questo periodo di crisi climatica, e l’ha celebrata come sempre a fianco di Medici senza Frontiere, con cui è partner dal 2012. Da allora ha prodotto oltre 11mila orologi a sostegno dell’organizzazione vincitrice del Nobel per la pace, suddivisi in 14 modelli. Dell’ultimo, un Tangente 38 in edizione speciale dedicata ai 50 anni della Onlus, è ancora disponibile qualche esemplare. Pensateci: se volete dare il vostro contributo, lo trovate qui.

    …e ambientale

    Dal 2020, Speake Marin cerca di dare un contributo alla salvaguardia delle specie animali a rischio. E lo fa con la collezione Art Series, in cui i mestieri d’arte creano capolavori a sostegno di associazioni impegnate nella protezione dell’ambiente. Quest’anno è la volta del Piccadilly “Academic Koala”, con la cassa in titanio, il movimento automatico di manifattura e il quadrante color eucalipto dipinto a mano con l’effigie del piccolo marsupiale. L’orologio, in edizione limitata, andrà a favore della Queensland Koala Crusaders.

    Orgoglio Azzurro

    Lo sanno tutti: ai Campionati di atletica di Budapest, martedì scorso, Gianmarco Tamberi ha vinto la medaglia d’oro nel salto in alto, scavalcando il muro dei 2,36. Un colpaccio per Omega: che oltre a salire sul gradino più alto del podio con i propri ambasciatori per la terza volta in questi Mondiali (lo aveva già fatto con Noah Lyles per i 100 metri e con Ivana Vuleta per il salto in lungo), mette sotto i riflettori i propri orologi, al polso degli atleti in gara (per il campione marchigiano, un Seamaster Aqua Terra Ultralight). Complimenti!

    Artistiche trasparenze

    Terza edizione del Louvre Abu Dhabi Art Here e del Richard Mille Art Prize, la mostra di arte contemporanea indetta nel più grande Museo del mondo arabo. Per la quale è stata annunciata la giuria internazionale, composta da personalità di spicco in diverse aree – dall’architettura alla curatela. Saranno loro a valutare i lavori degli artisti, chiamati a interpretare il tema del 2023: Trasparenze. Inaugurata a novembre, si preannuncia già come uno spettacolo suggestivo di luci, ombre, riflessi, sotto gli intrecci della cupola galleggiante. Ne riparleremo…

    Al Cuore e al polso

    Su Netflix, l’11 agosto, è uscito Heart of Stone con Gal Gadot e Jamie Dornan (sì, quello di Cinquanta sfumature…). Un film d’azione, diretto da Tom Harper, un po’ thriller e un po’ poliziesco, girato fra le Alpi italiane, Londra, Lisbona e il Senegal. Non ci addentriamo nella trama, né nella critica. Lo segnaliamo solo perché Rachel Stones, la protagonista, indossa un Hublot Big Bang E Gen3 Black Magic. E non poteva essere altrimenti, in questa storia di spionaggio e di doppiogiochisti in cui l’intelligenza artificiale è al centro della vicenda.

    A proposito di corse

    All’estero è uscito l’11 agosto, ma per vederlo nelle sale italiane dobbiamo aspettare il 20 settembre. Gran Turismo – La storia di un sogno impossibile è l’adattamento cinematografico dell’omonima serie di videogame. E racconta la storia (vera) di Jann Mardenborough, giovanissimo campione di eSport che diventa pilota professionista della Nissan proprio grazie alla bravura alla Playstation. Diretto da Neill Blomkamp, con Archie Madewke, Dave Harbour e Orlando Bloom, vede al polso di quest’ultimo un TAG Heuer Monaco. Cosa, se no?

    Jet d’Eau e dintorni

    Dal 29 agosto al 2 settembre, (ormai) consueto appuntamento con i Geneva Watch Days. Giunto alla IV edizione, il salone indipendente, come sempre autogestito e decentralizzato (o meglio diffuso), quest’anno riunisce una quarantina di marchi. Che presenteranno le loro novità tra il padiglione della Rotonde du Mont-Blanc sul Lago e numerose boutique o locali vari in tutta la città, in un’esperienza che vuol essere immersiva tanto per gli addetti ai lavori quanto per gli appassionati e semplici curiosi. Negli spazi aperti al pubblico, l’ingresso è gratuito.

    Shopping in Costa Smeralda

    Chi è stato in vacanza a Porto Cervo (e dintorni), quest’estate, lo avrà notato di sicuro. Nella centralissima piazzetta, Rolex e Rocca hanno aperto una nuova boutique monomarca. Uno spazio di due stanze dall’atmosfera marina e dagli arredi in legno: tre vetrine con i banconi nella prima, e nella seconda un più intimo salottino dove sembra di trovarsi sotto coperta in una barca. Per la grande catena di negozi che fa capo al Gruppo Damiani, si tratta del 25° indirizzo. Se qualcuno di voi lettori c’è andato, ci contatti in privato sui nostri social…

    L’Impero colpisce ancora

    La sede di Bucherer in rue du Rhone a Ginevra. Foto @WatchPro

    Rolex ha acquistato Bucherer: la notizia, anticipata dal magazine inglese WatchPro, è stata confermata da un comunicato stampa ufficiale di Rolex. Ricordiamo che Bucherer non è un semplice retailer: è una potente catena di negozi. Possiede oltre 100 punti vendita in tutto il mondo (15 solo in Svizzera, 30 negli States), metà dei quali vendono Rolex, 48 Tudor. Pare che la Casa della Corona sia intervenuta per la decisione della proprietà di vendere tutto in assenza di eredi. E che non toccherà né la gestione né l’organico, ma solo integrerà la Società nel Gruppo. Di sicuro un grosso business…

    N.B. Le nostre Cronache dell’orologeria non dormono mai… E spesso sono riaggiornate durante la settimana. Continuate a seguire il nostro appuntamento per non perdervi nessuna novità.

  • Le fiere d’autunno #1. News & previews – 29/08/2022

    Le fiere d’autunno #1. News & previews – 29/08/2022

    Non importa se alcuni di voi sono ancora via o sono appena partiti. Le vacanze estive sono definitivamente archiviate, almeno per l’orologeria svizzera. E non è tanto perché molte fabbriche hanno “chiuso per ferie” in luglio. Piuttosto, è che in questi giorni comincia un periodo ricco di impegni internazionali: le fiere d’autunno. Eventi di vario genere e ancor più varia partecipazione costellano infatti l’ultimo trimestre dell’anno nell’intero globo, coinvolgendo di volta in volta maison “istituzionali”, brand indipendenti e “altri” operatori (come per esempio le case d’asta).

    Eventi grandi e piccoli, ancor più numerosi nell’ultimo triennio, dopo che la pandemia ha costretto a organizzare saloni alternativi, dal carattere più localizzato rispetto ai consueti Baselworld e Sihh dei decenni passati. E le fiere d’autunno sono così numerose da costringerci a dividere il discorso in due parti: qui di seguito elenchiamo un primo gruppo, che arriva grosso modo alla metà di ottobre; di quelle successive ne parleremo poi, in una prossima rubrica.

    Ci rendiamo conto che ciascuna manifestazione meriterebbe un approfondimento, una riflessione sull’effettivo valore e significato. Ma non in questa sede. Qui ci limitiamo a fornirvi una specie di agenda, un memorandum per farvi segnare le date sul calendario e aiutarvi a scegliere quali appuntamenti seguire con più attenzione. Con un paio di accortezze. Uno: per avere l’elenco completo degli espositori delle singole manifestazioni vi rimandiamo ai relativi siti ufficiali. Due: in occasione delle maggiori fiere d’autunno le marche presentano in qualche caso le principali novità che terranno banco il prossimo anno. Fate vobis.

    A Ginevra

    Scorcio della boutique ginevrina di Ulysse Nardin al 10 di Quai du Général Guisan

    Iniziano oggi i Geneva Watch Days (fino al 1° settembre): terza edizione dell’evento che trasforma la città sul Lemano in un “salone diffuso”, decentralizzato (se si esclude The Pavillion come luogo di incontro collettivo) e autogestito. Più di una trentina i marchi che quest’anno accolgono il pubblico nei propri spazi – fra boutique, showroom e suite d’hotel. Fra i tanti appuntamenti, si preannuncia particolarmente interessante la presentazione di Horopedia, l’enciclopedia digitale concentrata sull’orologeria. Ne riparleremo.

    In Italia: a Vicenza…

    Durante VicenzaOro September, dal 9 all’11 del mese, si tiene VO Vintage, terzo “salotto” dedicato all’orologeria e alla gioielleria d’epoca, organizzato da IEG. Dove però, accanto alle gallerie antiquarie internazionali, espongono anche alcuni marchi dell’Ahci. Oltre a tavole rotonde e incontri con grandi collezionisti (quali Auro Montanari e Sandro Fratini) ed esperti del settore (come il professor Ugo Pancani e l’orologiaio Luca Soprana), da vedere la mostra Magister Speedmaster, con una selezione di esemplari della raccolta di Andrea Foffi.

    …e a Tortona

    Sabato 15 e domenica 16 ottobre si svolgerà Woi – Watches of Italy, terza mostra mercato dedicata a prodotti e produttori nazionali. Posticipata rispetto al previsto a causa delle elezioni politiche, quest’anno include anche la sezione Woi Vintage, allestita in un’apposita sala sempre all’interno del Museo delle macchine agricole “Orsi”. A oggi sono circa 70 le marche che hanno aderito, fra microbrand, start-up, artigiani, designer e progettisti. Come sempre l’ingresso sarà libero e gratuito.

    Intanto, a New York…

    L’8a edizione del Forum di orologeria della Dubai Watch Week quest’anno si trasferisce nella Grande Mela, il 24 e 25 settembre, all’875 di Washington Street nel Meatpacking District di Manhattan. Anche in questo caso un weekend di contatti diretti fra il pubblico finale e gli esperti del settore, con tavole rotonde, corsi e incontri. Fra i momenti clou, diversi dibattiti: sull’orologeria americana, con l’attore e orologiaio Aldis Hodge; sull’influenza dei consumatori sul design dei prodotti di lusso; e sul rapporto fra orologi, criptovalute e Nft.

    Fiere d’autunno ad Haikou e a Sanya…

    Il Cdf Mall a Sanya (foto courtesy Watches and Wonders).

    Da ottobre a dicembre, Watches and Wonders si sposta in Cina, prima nella regione di Hainan, per poi passare a fine novembre a Shanghai (lo vedremo poi). In particolare, workshop, laboratori, conferenze e presentazioni faranno tappa per la prima volta ad Haikou, in una struttura di 500 metri quadri; mentre nella già nota Sanya, la manifestazione si terrà ancora una volta presso il Cdf Mall. Intanto i marchi faranno i propri eventi esclusivi nelle loro boutique e in spazi progettati ad hoc. Il tutto sarà riproposto in contemporanea anche sui social media.

    …e, infine, a Città del Messico

    Dal 18 al 20 ottobre, a Mexico City, tradizionale appuntamento con il Siar, il Salón Internacional Alta Relojería, all’Hotel St. Regis. Giunto alla 16a edizione, tra le fiere d’autunno è di fatto l’evento più importante per l’alta orologeria in America Latina, quindi una piattaforma chiave per lo sviluppo dell’intero settore. Anche quest’anno sono attesi più di 50 marchi, fra cui tutti quelli del gruppo Richemont e molti brand indipendenti. E come di consueto saranno lanciate le novità create appositamente per l’occasione.

  • Dietro le quinte. I veleni dell’orologeria. E gli antidoti

    Dietro le quinte. I veleni dell’orologeria. E gli antidoti

    Accade con periodica frequenza. Gli svizzeri dell’orologeria vanno in ferie a luglio, come tutti gli svizzeri, e quando tornano scoprono di essere stati licenziati. O, nel migliore dei casi, ridimensionati. Anticamera del licenziamento perché se ti ridimensionano col cavolo che poi riesci a trovare un altro lavoro di pari livello. Sono i veleni dell’orologeria.

    Quest’estate tutti si aspettavano battaglia e una radicale pulizia estiva, mista a progetti più o meno sensati. È puntualmente accaduto. Veleni, appunto. E gli antidoti? Molti veleni, pochi antidoti. Che però implicano una necessaria riorganizzazione.

    Progetti sì, ma discutibili

    Partiamo dalle fiere di settore. Per un centinaio d’anni la città di riferimento, per orologeria e gioielleria, è stata Basilea. Perché? Per la sua particolare posizione geografica, al confine con Francia e Germania, ma raggiungibile senza troppe difficoltà anche dall’Italia, che fino ad una trentina d’anni fa era il secondo mercato mondiale per gli orologi svizzeri. L’Italia era così importante da far dire agli operatori, tutti, che «se un orologio ha successo in Italia, allora avrà successo in tutto il mondo».

    La storia è andata avanti così, quasi serenamente, fino a pochi anni fa, quando i mercati orientali hanno acquisito enorme importanza. Oggi la fiera di Basilea, Baselworld, è morta. Sono scappate persino Patek Philippe e Rolex, marche importanti non solo per la quantità d’orologi prodotti e il volume d’affari, ma anche per la loro influenza sulle decisioni dell’intero settore. Swatch Group (ne parlerò più avanti) aveva già abbandonato Basilea, pur avendo una posizione, al centro degli spazi espositivi, che più gratificante non si può. Ora gli organizzatori tornano all’attacco con l’idea di far rinascere a Basilea una grande fiera dell’orologeria e gioielleria. Perché? Sono scemi o cosa?

    Pazza idea…

    No, non sono affatto scemi. Il tentativo di far diventare Ginevra il fulcro dell’orologeria svizzera sta vacillando (veleni dell’orologeria) e ciò sembra lasciare spazio a chi, come Baselworld, progetta alternative provenienti da un passato glorioso. Ma il tentativo di ricreare la fiera di Basilea è discutibile, molto discutibile.

    Tutti, me compreso, hanno parlato a lungo dell’avidità degli organizzatori di Baselworld e dell’impossibilità pratica di pagare somme eccessive (cinque anni fa uno stand molto defilato arrivava a costare un milione di franchi svizzeri) per essere presenti in fiera. Il problema vero è che questa avidità si è scontrata con l’eccessiva quantità di operatori del settore, giornalisti compresi. Non ostante la costruzione di nuovi alberghi era impossibile trovare una stanza a prezzi umani nella città di Basilea. Io stesso faticavo molto a far capire al mio editore di allora che gli 800 euro a notte per una stanza che nel resto dell’anno non superava i 100 non erano un capriccio, ma una necessità di lavoro.

    Molti operatori finivano per dormire in Francia o Germania. Comunque a distanze difficili da digerire per chi la sera, dopo la chiusura dello stand, doveva farsi una sessantina di chilometri d’auto, spesso in fila, per essere di nuovo in fiera la mattina dopo, presto. Un tour de force cui gli organizzatori non hanno potuto trovare alcun rimedio anche per la pigrizia di un’amministrazione locale, incapace di mettere limiti all’avidità di gente che pure da Baselworld ricavava quattrini suonanti.

    Ginevra sì, Ginevra no…

    L’idea di spostare tutto a Ginevra (dove del resto già operava con successo il Salon International de la Haute Horlogerie) appariva quindi una soluzione impeccabile. A Ginevra c’è la possibilità di accogliere una quantità di visitatori più o meno tripla rispetto a Basilea, e mal che vada di alberghi ce ne sono tanti anche nelle dirette vicinanze. Ma sulla buona idea di Watches and Wonders si è abbattuto il maglio di impulsi concorrenziali, di invidie che, condite di pandemia, stanno incasinando la situazione. Veleni dell’orologeria.

    La stanno incasinando al punto che le fiere, a Ginevra, si stanno frammentando nella scelta dei tempi e in distinzioni che hanno il sapore dei cavilli legali. Col risultato che (a causa della pandemia ancora in atto) in molti preferiscono ormai la versione telematica. Che non è male, come soluzione d’emergenza, ma non è in grado di sostituire il contatto vero, il contatto diretto sia con gli operatori sia con gli orologi. Che è necessario, se non indispensabile. Ma chi se la sente, oggi, di infilarsi in un luogo chiuso e pieno di persone provenienti da ogni parte del mondo? Sì, i controlli… sì, le precauzioni… ma la prudenza consiglia comunque di starsene a casa.

    Meno veleni e più antidoti

    La situazione delle fiere (o meglio: dei progetti di fiera) è dunque incerta. Si conoscono bene le principali marche presenti a Ginevra, ma mancano ancora del tutto troppi nomi. I marchi che qualcuno considera secondari perché producono orologi non troppo costosi. Invece è una mancanza pericolosissima. Sembra che in Svizzera stiano dimenticando che i produttori inglesi e francesi sono scomparsi, a cavallo del ‘900, proprio perché producevano o sembravano produrre solo orologi costosi. In quella situazione si inserirono proprio gli svizzeri, con orologi dalla qualità elevata in relazione al prezzo. E sbaragliarono ogni altro produttore. Oggi potrebbe avvenire la stessa cosa.

    Chiunque scriva professionalmente di orologi, qualunque venditore d’orologi sa bene che il pubblico ama i sogni, certo, ma poi compra in maggioranza orologi più accessibili. Dando, ancor oggi, la preferenza agli orologi svizzeri. Ma – lo vediamo con i nostri stessi lettori – non puoi proporre solo oggetti che valgono cifre comprese fra l’attico in pieno centro e la villa a Portofino. Perché ciò, oltretutto, impedisce ai negozianti di poter cercare e offrire ai propri clienti una rosa di prodotti validi per tutte le tasche. Ma tutti, dal più al meno costoso, degni di fiducia.

    È un veleno pericoloso, insistere solo sull’alto di gamma. Il non saper fare fronte compatto è uno dei più pericolosi veleni dell’orologeria svizzera. Certo, ad informare ci sono le pubblicazioni specializzate, su internet o su carta, ma non è sufficiente. Perché, prima di ogni acquisto, anche per il negoziante è fondamentale poter toccare con mano, poter provare un orologio.

    Piccole buone idee contro i veleni dell’orologeria 1

    Del resto è pur vero che stiamo vivendo un periodo difficile per tutti, non solo per chi vuol fare le cose in grande. Mentre scrivevo è arrivata la notizia che anche Imagination Oneworld OneVision ha rimandato al 2022 la propria manifestazione. Una delle più sensate, che doveva tenersi in settembre a Neuchâtel. Un piccolo, prezioso scrigno per piccoli artigiani e piccole marche emergenti. Anche questo travolto, per ora, dalla pandemia.

    Sembra non esserci via d’uscita, oggi, nemmeno per le piccole buone idee. Del resto è anche logico: queste fiere riuniscono operatori da tutto il mondo e sono quindi un fertilissimo terreno per virus, batteri e quant’altro. Qualcuno ricorda che la Sars debuttò in Europa proprio durante la fiera di Basilea nei primi anni Duemila. E fu una (brutta) scoperta dirompente: i corridoi si svuotarono nel giro di un giorno o due perché tutti i cinesi vennero rispediti a casa e anche molti occidentali si spaventarono tanto di mollare il colpo. Oggi la situazione è di gran lunga peggiore.

    Piccole buone idee contro i veleni dell’orologeria 2

    Rimane, ad oggi 28 luglio 2021, l’appuntamento con i Geneva Watch Days (30 agosto/3 settembre), una manifestazione promossa dal Comune di Ginevra alla quale hanno aderito molte marche importanti e molti artigiani. Fra cui Bulgari, Breitling, De Bethune, Gerald Genta, Girard-Perregaux, Greubel Forsey, H. Moser & Cie., MB&F, Ulysse Nardin e tanti altri. Ma anche in questo caso le defezioni dei visitatori, professionisti e appassionati, si preannunciano così numerose che alla fine saranno ancora una volta le conferenze telematiche a fare la vera differenza. Conferenze telematiche alle quali seguiranno poi – com’è accaduto sino ad ora – incontri locali per consentire di vedere e toccare fisicamente gli orologi, nazione dopo nazione.

    Georges Kern, Ceo di Breitling e persona saggia, pensa che da questa situazione non usciremo prima del 2024, sia pure fra alti e bassi, con ondate successive di recrudescenza del virus e delle sue varianti. Veleni veri che nelle fiere internazionali sguazzano felici come un pesce nell’acqua. Gli organizzatori dei Geneva Watch Days giurano di aver preso tutte le precauzioni possibili per evitare il contagio. Io gli credo senza la benché minima esitazione. Ma non mi convince quel “possibili”. Dubito in chi ha detto agli organizzatori che un certo tipo di precauzioni siano sufficienti per evitare il contagio. Tutto qui. Del resto persino alle Olimpiadi in corso appare evidente che se gli assembramenti locali sono pericolosi, quelli internazionali sono di gran lunga peggiori.

    Orologeria, si cambia marcia

    I più prudenti (singoli marchi o gruppi che siano) si muovono quindi su due piani diversi. Da un lato cercano di sfruttare ogni spiraglio per usare metodi di presentazione e vendita ormai tradizionali e tradizionalmente efficaci. Dall’altro lato comprendono (alcuni in maniera ancora piuttosto confusa) che la pandemia sta accelerando processi già in atto e che quindi bisogna adeguarsi. Rapidamente.

    Si cercano nuove strade, nuove forme di comunicazione, nuove strategie. E tornano allora a circolare pesanti veleni dell’orologeria che bisognerà tenere a bada con antidoti efficaci. E proprio di questo ulteriore “dietro le quinte” torneremo presto a parlare. Molto presto. Perché la situazione è in continuo mutamento. Il gruppo Richemont, ad esempio, è in piena rivoluzione… (Continua)