Giornale Degli Orologi
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Tag: Mademoiselle Privé

  • Mademoiselle Privé Lion, il segno del Leone secondo Chanel

    Mademoiselle Privé Lion, il segno del Leone secondo Chanel

    Un sautoir, due manchette e un montre-bracelet. Quattro nuovi esemplari-gioiello compongono la nuova collezione Mademoiselle Privé Lion di Chanel. Che è stata presentata all’ultima edizione di Watches and Wonders Geneva, ma è così preziosa ed esclusiva da risultare perfetta per le feste di fine anno. Del resto la famiglia di orologi Mademoiselle Privé ben si presta a interpretare la magia e le atmosfere natalizie, perché è realizzata con quei Métiers d’art che fanno parte della grande tradizione orologiera. E che danno un valore aggiunto, trasmettono un calore umano capace di rendere unico ogni esemplare.

    Il Leone di Mademoiselle Coco

    Ma la collezione Mademoiselle Privé è anche quella più rappresentativa della personalità di Gabrielle Chanel. Una sorta di ritratto privato, quasi intimo, della grande couturière, che fa riferimento non solo agli oggetti da lei più apprezzati, ma anche alle sue passioni, alle sue manie, ai suoi portafortuna. «Simboli del mondo mistico di Mademoiselle Coco», li chiama Arnaud Chastaingt, Direttore dello Studio des Créations Horlogères Chanel. Ecco quindi per esempio la camelia, gli astri, il numero 5, le perle, le catene e, appunto il Leone – il suo segno zodiacale.

    Gabrielle Chanel era nata il 19 agosto e – per chi ci crede – presentava tutte le caratteristiche tradizionalmente attribuite a chi, nel tema natale, ha il Sole nella grande costellazione dell’emisfero Nord. Ma, soprattutto, lei stessa era affascinata dall’astrologia: donna superstiziosa, era fermamente convinta dell’influenza delle stelle sul destino umano. Perciò amava circondarsi di suppellettili e complementi d’arredo a forma di leone – tuttora presenti nello studio di rue Cambon. Non a caso, poi, aveva eletto Venezia a proprio luogo del cuore: tra le calli e i canali, si sentiva protetta dal simbolo di Marco evangelista.

    I bottoni di Monsieur Arnaud

    Non solo. Il Leone è parte integrante anche della moda da lei creata. Mademoiselle Coco lo aveva introdotto come soggetto degli elementi decorativi imprescindibili nei suoi celeberrimi tailleur: i bottoni dorati e lavorati a rilievo. Ed è proprio dai bottoni delle storiche giacche di tweed che Monsieur Arnaud ha preso ispirazione per realizzare i Mademoiselle Privé Bouton. Quest’anno declinati appunto nei quattro esemplari decorati proprio con l’effigie del Leone.

    Al di là della diversa tipologia di orologio, infatti, i Mademoiselle Privé Lion hanno tutti in comune la testa del regale felino. In oro giallo, scolpita a sbalzo da un maestro incisore, con una finitura lucida o completamente tempestata di diamanti taglio brillante, risalta in 3D con una straordinaria forza espressiva che cattura gli sguardi. Posta al centro del bottone, su uno sfondo d’onice, fa da cover al prezioso quadrante dei montre-à-secret, nascosto o rivelato con un semplice gesto.

    I Mademoiselle Privé Lion

    A cominciare dall’esemplare da polso, il più semplice dei quattro ma non per questo meno originale. La cassa in oro giallo e titanio nero è sottolineata da una catena, mentre il bottone è incastonato al centro di un giro di diamanti. Altri diamanti si trovano attorno al quadrante laccato nero, e sulla fibbia del cinturino in pelle di vitello effetto satin. L’orologio, impreziosito da 0.66 carati in totale, è realizzato in 555 esemplari.

    Poi ci sono i due modelli a manchette. Entrambi interamente in titanio (così da risultare leggeri e confortevoli una volta indossati al polso) rivestito di lacca nera, si distinguono per l’altezza del bracciale rigido e per la differente decorazione. Il primo è ornato da un cordoncino d’oro con diamanti, effetto passamaneria; quando si solleva il bottone, mostra il quadrante full pavé. Riunisce 196 gemme per un totale di 0.98 carati ed è disponibile in 20 esemplari. Il secondo invece è un pezzo unico: più simile a una polsiera per dimensioni, con tutti i profili sottolineati dal cordoncino in oro, ha la testa del Leone più grande e incastonata di diamanti: basta farla ruotare su sé stessa per mostrare il quadrante, anch’esso bordato di brillanti. Le 284 gemme raggiungono i 2.49 carati.

    Infine il sautoir. Dallo stile vagamente Art Déco, vede l’orologio al centro di un medaglione in oro giallo double face. Che presenta da un lato il bottone con la testa leonina e dall’altro un disco in onice sfaccettato con un “solitario” al centro. In oro giallo anche la collana, tipo rosario: formata da grani di onice sfaccettato, alternati a boule d’oro e brillanti inscritti in una montatura quadrata, si conclude con un pendente fatto da un grande briolette in onice. Qui le pietre sono 336, 7.9 i carati totali e l’edizione è limitata a 20 esemplari. In realtà riservati a poche, i Mademoiselle Privé Lion tuttavia sono oggetto del desiderio di molte. Anche di quante non sono nate sotto il segno del Leone.  

  • Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles, il puntaspilli di Chanel

    Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles, il puntaspilli di Chanel

    Durante la settimana dell’Haute Couture parigina, a fine gennaio, Chanel ha presentato la nuova collezione Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles. Una capsule collection – come si dice nel mondo della moda – formata da 5 orologi, ciascuno in edizione limitata di 20 esemplari, inedita sintesi di estro creativo e mestieri d’arte. Che rende omaggio ancora una volta alla fondatrice della Maison e al suo lavoro

    L’ho già scritto più volte, ma il discorso resta valido. “Mademoiselle Privé” è quanto si legge su un cartello appeso alla porta dello studio parigino di rue Cambon 31, dove Coco Chanel trascorreva le giornate di lavoro. Quattro locali al secondo piano sopra la boutique oggi diventati un contenitore di ricordi, di oggetti stratificati e ormai cristallizzati nel tempo – quasi aspettassero il ritorno della loro proprietaria. Ma Mademoiselle Privé è anche il nome della famiglia di orologi incentrata proprio sulla figura di Gabrielle Chanel.

    Lanciata nel 2012, la collezione da allora si è focalizzata su vari aspetti della sua persona – interessi, manie, oggetti cari -, ma anche del suo mestiere: quello di designer, sarta, imprenditrice allo stesso tempo… Del resto è impossibile scindere ciò che era Coco Chanel da ciò che faceva. Per lei il lavoro era più di una passione, era un motivo di vita, soprattutto negli ultimi anni. Ed è in questo contesto che vanno visti i nuovi Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles, sviluppati dall’inventiva di Arnaud Chastaingt e ispirati a uno strumento d’uso comune in sartoria: il puntaspilli.

    Il mestiere della sarta

    Già in passato, del resto, il Direttore creativo dell’orologeria Chanel ha preso spunto dalla vita professionale della grande couturière per realizzare esemplari inconfondibili. Basti pensare ai Mademoiselle Privé Bouton: che non solo esaltano un dettaglio principe nella confezione dei capi – il bottone – ma lo accostano ai materiali tipici delle sue creazioni, come il tweed o la pelle matelassé. E lo stesso succede nei Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles, che nobilitano un attrezzo umile come il puntaspilli – quel cuscinetto tondo di stoffa che di solito le sarte indossano al polso per praticità –, e lo associano ad altri elementi specifici della moda Chanel. Il risultato? Cinque orologi in grado di evocare le atmosfere d’atelier con una capacità di suggestione impressionante. Soprattutto se guardati tutti insieme, affiancati l’uno all’altro.

    Ve lo confesso. La prima volta che ho visto l’intera collezione dei Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles (dallo schermo del computer, oltretutto), mi sono subito venute in mente alcune immagini. I ritratti in bianco e nero (molto famosi, a dir la verità) che il grande fotografo di moda Douglas Kirkland scattò a Mademoiselle, nei primi anni Sessanta. Lei, ormai agée eppure infaticabile, vestita con il più classico tailleur, la paglietta in testa, le perle al collo e l’immancabile sigaretta in bocca, mentre prepara infiniti fitting prima di una sfilata. Qui sistema un girospalla, lì rifà la cucitura di una manica, ora è in piedi accanto a una mannequin esausta, ora seduta su una sedia a controllare un orlo, sempre insoddisfatta finché il risultato non rasenta la perfezione.

    “Le mani come artigli… Le lunghe forbici portate alla cintura come una spada o appese al collo con un nastro… (Quasi fossero l’insegna) di qualche misterioso ordine di cavalierato”. Non sono parole mie: le scrive Edmond Charles-Roux proprio a corredo delle foto di Kirkland nel bel libro The World of Coco Chanel. Friends, fashion, fame, pubblicato da Thames & Hudson parecchi anni fa. Cui vi rimando per saperne di più. Del resto è vero: lei che aveva imparato a cucire dalle suore, da bambina in orfanatrofio, era riuscita a raggiungere le vette dell’Haute Couture. Un patrimonio di conoscenze e savoir-faire teso a creare abiti esclusivi, su misura, con tessuti preziosi. Un impegno di giornate, settimane, mesi di lavoro, in quella forma nobile di artigianato che è forse l’unica ad avvicinare la moda all’arte.    

    I Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles

    Ma sto divagando. Torno quindi sulla collezione Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles, che merita finalmente di essere descritta. Cinque esemplari, dicevo, la cui cassa è fatta proprio come un puntaspilli: in oro giallo, misura 55 mm di diametro per 16,65 mm di spessore. Fuori dall’ordinario, oltre che per le dimensioni XL, soprattutto per il vetro zaffiro più che bombato: a parabola. Una cupola dalle geometrie diverse da qualsiasi altra già vista in orologeria (penso per esempio ai Bubble di Corum o al Klepcys Tourbillon Vertical di Cyrus), la cui convessità è ulteriormente accentuata, in senso estetico, dalla carrure sottile, profilata da due file di diamanti. La superficie curva, ovviamente rivestita da un doppio trattamento antiriflesso, interno ed esterno, non solo protegge il quadrante sottostante ma sembra amplificarne i particolari come una lente d’ingrandimento.

    Già, il quadrante, o meglio i quadranti. Ognuno diverso dall’altro, ma tutti eseguiti con maestria dagli artigiani di Les Cadraniers de Genève, azienda specializzata che fa capo a François-Paul Journe. La loro bravura nel manipolare i materiali, nel trasformarli in altro con il ricorso a diversi mestieri d’arte, diventa quasi lo specchio delle abilità delle petites mains, le sarte e le ricamatrici che lavorano in un laboratorio di Alta Moda. Davvero impressionante è poi il modo in cui sono raffigurati i diversi soggetti, la fedele riproduzione di ciascuno, la resa minuziosa dei dettagli. Anche in questo caso, lunghe, arcane e complesse fasi di lavorazione, tese a realizzare realistiche miniature. Con la stessa pazienza certosina degli amanuensi chini sulle pergamene in un antico scriptorium.

    Lo stile Chanel in miniatura

    Ma gli orologi spiegano più di tante parole. Ecco per esempio il Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles Décor Tweed, che riproduce una little black jacket – la tipica giacca Chanel – in fase di lavorazione, con i vari pezzi ancora scuciti tra loro. Come se il sarto addetto ad assemblarla l’avesse lasciata momentaneamente sul tavolo di lavoro, mezza imbastita e appoggiata lì insieme agli strumenti che stava utilizzando: le forbici, il metro, il ditale, un paio di bottoni – quelli più caratteristici, con la perla mabé – da attaccare. Tutto è perfettamente ricostruito fin nei minimi particolari: i lunghi tratti delle imbastiture, le passamanerie sui bordi (qui interpretate dai diamanti)… Perfino, attorno al réhaut, la catena utilizzata all’interno della fodera per garantire alla giacca un perfetto aplomb. Da notare le lancette a forma di ago, ricorrenti anche negli altri esemplari. Che puntaspilli sarebbe altrimenti?

    Invece il Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles Décor Matelassé raffigura diverse 2.55 accostate alla rinfusa. Anche qui la borsa più emblematica di Chanel, creata da Mademoiselle Coco nel febbraio del 1955 con la tracolla per lasciar libere le mani delle donne, è ritratta con dovizia di particolari: la pelle trapuntata, la catena dorata con appeso un ciondolo portafortuna, la fibbia sul battente (qui realizzata con un diamante baguette)… Notevole per il materiale di base: madreperla incisa e tinta di nero. Mentre il Décor Perles è dedicato ai gioielli della Maison, in assoluto gli accessori preferiti da Mademoiselle: ecco allora la lunga collana in oro con perle e diamanti, le catene intrecciate con strisce di pelle (come quelle delle borse) e decorate da fiocchi, le broche dal motivo “bizantino” che tanto ricordano i bracciali disegnati per lei da Fulco di Verdura…

    Altrettanto emblematici dell’immaginario Chanel i rimanenti modelli. Il Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles Décor Dentelle riprende il motivo della camelia, fiore prediletto dalla grande couturière, onnipresente nelle creazioni della Casa della doppia C. Ma lo ripropone in chiave sartoriale, come fosse un pizzo, simile a quelli di tanti abiti, soprattutto degli anni Venti. E lo ricrea attraverso lunghi processi di fabbricazione che prevedono lo smalto Grand Feu e la tecnica della décalque. Infine il Décor Broderie, ispirato al ricamo, all’applicazione di miriadi di perline di vetro o paillettes con microscopici punti nei laboratori di Lesage. Qui riprodotto con un preziosissimo pavé di diamanti taglio brillante incastonato a neve, che riveste interamente il quadrante. Forse il meno Chanel fra i cinque esemplari, ma sicuramente il più prezioso.

    Info

    A questo punto mancano solo due informazioni “di servizio”. Prima di tutto la disponibilità: i Mademoiselle Privé Pique-Aiguilles sono già in vendita con un prezzo che va dai 175mila ai 250mila euro. Poi una nota tecnica: tutti gli esemplari sono animati da un movimento al quarzo, rigorosamente Swiss made. Mi resta solo una domanda (retorica) da porre alla Maison: a quando una versione meccanica?