Giornale Degli Orologi
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Tag: Medusa

  • Medusa Pop & V-Pop, le iconiche capsule di Versace

    Medusa Pop & V-Pop, le iconiche capsule di Versace

    Leggeri, coloratissimi, esplicitamente fashion. Ecco le nuove capsule collection di Versace: Medusa Pop e V-Pop. La prima è un’edizione riveduta e corretta di una linea già in catalogo, la seconda un’assoluta novità. Nove orologi in tutto che dichiarano a gran voce la propria appartenenza alla Maison milanese, fin dal primo sguardo. Perché hanno come protagonista indiscussa la Medusa, che si staglia in rilievo al centro del quadrante. Più ipnotica che mai, forse per il colore dorato che catalizza gli sguardi, acquista ancora più enfatisi dalla vibrante monocromia che la circonda.

    L’ipnotica Medusa

    Si sa: la Medusa è un elemento ricorrente nell’orologeria Versace. Simbolo riconosciuto e riconoscibile della Casa, appare incastonata a ore 12 come logo in tutte le linee e in tutti gli esemplari, fin dai primi anni Duemila.

    Ma assume un ruolo di primo piano già a partire dall’Eon Ellipse del 2011, in cui è tratteggiata sul quadrante con un filo d’oro. Un chiaro omaggio agli storici precedenti disegnati da Gianni Versace e firmati dalla Maison nell’ultimo decennio del secolo scorso. Successivamente acquista ancora più rilievo nella collezione Palazzo Empire – a completare l’omonima linea di accessori uscita sulle passerelle del prêt-à-porter per la primavera 2017. Lì, per la prima volta, diventa una figura tridimensionale che rappresenta il fulcro dell’orologio. E, in più, sembra perfino fluttuare sopra le lancette (in realtà è racchiusa fra due vetri).

    Da allora, Versace ha dato vita a molteplici collezioni in cui la Medusa è l’elemento di spicco, la star che caratterizza l’intera costruzione: dal Versace Safety Pin al Medusa Icon fino al Medusa Alchemy, tanto per citare alcuni esemplari usciti negli ultimi anni. Modelli nei quali la testa della Gorgone appare di volta in volta contestualizzata in ambienti diversi – con lavorazioni guilloché, superfici mat, effetti di trasparenze -, ma è sempre attorniata da un altro simbolo Versace: la Greca. Ed è proprio la capacità di giocare con questi due emblemi in modo sempre nuovo, ogni volta diverso, a definire la bravura dei designer della Maison e di Timex Group Luxury Division, che gli orologi li produce.

    Medusa Pop e V-Pop: le peculiarità

    Lo dimostrano anche le referenze delle due nuove capsule collection: Medusa Pop e V-Pop. Entrambe simili nel materiale e nella meccanica, si differenziano però per alcuni dettagli estetici. Sono infatti realizzate con lo stesso silicone, morbido e leggero. E sono equipaggiate dallo stesso movimento al quarzo di fabbricazione svizzera (Ronda 762), che le rende pratiche e precise allo stesso tempo. Ciascuna presenta però caratteri peculiari su cui vale la pensa spendere qualche parola.

    Medusa Pop è un’estensione della linea lanciata la scorsa primavera, qui leggermente rielaborata o, per meglio dire, ingentilita nell’aspetto. Rispetto a quel precedente, la cassa è stata infatti ridimensionata – passa dai 39 ai 37 mm di diametro -, mentre la Medusa al centro del quadrante e la grande Greca sul réhaut ora sono in metallo dorato. Immutati rimangono invece la sottile lunetta, così come il cinturino con il logo e il lettering Versace in rilievo.

    Se consideriamo il Medusa Pop un esemplare dalla vocazione femminile, V-Pop è invece la controparte maschile. Qui la cassa assume un formato decisamente più importante: 43 mm di diametro. La Medusa in 3D rimane dorata, mentre la Greca è stata ridotta a semplice fregio sul réhaut, intervallata da lunghi indici a trapezio, anch’essi dorati. La lunetta è decorata con il lettering Versace in rilievo. Il cinturino, plasmato come un bracciale a tre file, è ornato sui link centrali alternati da altri motivi a Greca.

    Similitudini e prezzi

    Infine i colori. Sia il Medusa Pop sia il V-Pop sono declinati in tonalità sature e decise: rosso, verde, bianco e nero – cui si aggiunge il blu ma solo per il V-Pop. Riguardo al prezzo, Medusa Pop costa 540 euro, V-Pop 550: ambedue sono quindi accessibili un po’ per tutte le tasche. Ciascun orologio è poi venduto in un packaging speciale: una pouch coordinata, anch’essa in silicone, che raffigura sempre la testa di Medusa ma in formato XL. Very Versace.

  • Versace Antares: lo stile della Medusa fra architettura e mitologia

    Versace Antares: lo stile della Medusa fra architettura e mitologia

    Si chiama Versace Antares la new entry di spicco nel catalogo della Medusa. Un esemplare che debutta nella collezione primavera-estate ed emerge fra le altre novità per il design, inedito e potente. Ma prima di descriverne le caratteristiche tecniche, devo spiegarne il nome. Perché, se anche esprime la ben nota passione della Casa per la mitologia, è senza precedenti.

    Dall’Olimpo al cielo

    Antares deriva dal greco e vuol dire “anti Ares”, ossia “opposto ad Ares”, “rivale di Ares”. Nel mondo antico, Ares era il dio della guerra, della furia violenta, dell’aggressività, mentre Antares al contrario rappresentava la pace, la calma, la diplomazia. Dall’Olimpo al cielo, il passo è breve. Per i Romani, Ares era Mars, Marte. E Marte è rimasto, in astronomia, il nome del Pianeta Rosso, così come Antares è il nome della stella più luminosa nella costellazione dello Scorpione. Alfa Scorpii, la chiamano gli scienziati.

    Antares è infatti una Supergigante rossa (ed è in realtà una stella doppia, nel senso che vicino ha una stella più debole e lenta, secondo alcuni di colore verde). Ha una massa 15 volte il nostro Sole e un raggio di 300 milioni di chilometri. È così grande che Mercurio, Venere, la Terra e Marte potrebbero tranquillamente orbitare al suo interno. Soprattutto, è sempre stata immaginata come cuore ardente dell’aracnide astrale. Non a caso in arabo è detta Calbalacrab, che significa proprio “cuore dello Scorpione”, vista la posizione al centro dell’immaginaria figura celeste. Antares, infine, è la stella predominante nelle notti estive (un po’ come Betelgeuse d’inverno), ed è quindi l’elemento più brillante nel firmamento dell’orologeria Versace, almeno per questa stagione.

    La forma del Versace Antares

    Ma, oltre ad avere un nome affascinante, il nuovo Versace Antares cattura gli sguardi per com’è fatto. Ha una forma che rimanda un po’ agli anni Settanta, l’epoca più fantasiosa dell’orologeria, in cui i designer si sbizzarrivano e sperimentavano i progetti più singolari perfino azzardati. Ma l’ispirazione potrebbe anche provenire addirittura da un paio di decenni prima, quando andavano di moda certi “cioccolatoni” dai profili geometrici. Anche se l’orologio non ha niente di vintage: non sembra provare nostalgia per il passato, né trasmette alcuna rassicurazione come già visto. Tutt’altro: è modernissimo, originale ed esclusivo.

    Versace Antares ha un’architettura possente e complessa, dalle linee in tensione: la cassa tonneau di grandi dimensioni presenta inattese sfaccettature, ben visibili soprattutto se la si guarda di profilo (più di tante parole, parlano le immagini: nella gallery qui sopra riporto una foto esplicativa). Ed è sovrastata dalla lunetta ottagonale, che sembra quasi un prolungamento della carrure, cui è fissata da quattro viti. Priva di anse, è corredata da un bracciale rastremato, formato da link orizzontali. L’imponente costruzione però risulta leggerissima, perché è interamente realizzata in titanio.

    Un’innata complessità

    Credo proprio che sia la prima volta che Versace si serve di questa lega, o perlomeno non ricordo nessun precedente negli ultimi 20 anni. A stupire però è soprattutto il modo in cui la Maison tratta il titanio, che è decorato con tutti gli elementi tipici Versace. L’orologio è quindi il risultato di un processo di fabbricazione lungo e complicato, considerate la difficoltà di lavorazione del metallo. Prima di tutto per la forma, certo creata con macchine Cnc ma con tante fasi diverse in sequenza. E poi per le finiture: che sono sì industriali, ma anch’esse numerose e variegate.

    Per entrare nel dettaglio, le superfici della cassa sono completamente spazzolate, eccetto per lo stacco obliquo della lunetta che è lucido. A ore 6 sulla carrure si trova inciso su un cartiglio lucido il lettering Versace a contrasto. Anche il bracciale è totalmente spazzolato, tranne nello spessore delle maglie che è lucido; e oltretutto è composto da un’alternanza di segmenti ornati dalla caratteristica Greca ad altri privi di fregi. La Greca poi ritorna anche sul quadrante spazzolato soleil: lo attraversa di sbieco sul lato superiore, ben presente ma non troppo invasiva, e passa sotto alla Medusa al 12, mentre al 6 si ripete il logo Versace.

    Versioni e prezzi del Versace Antares

    La Maison insomma dispiega qui il proprio stile iperdecorativo come non ha mai fatto finora, neppure negli esemplari più riusciti del passato. E non ho ancora detto del colore. Accanto alla versione in titanio, Versace Antares esiste anche in acciaio con un total look verde militare e la lunetta nera, di grande impatto estetico. Per la cronaca, c’è anche una referenza con la cassa in acciaio color oro e il cinturino nero, ma personalmente preferisco le versioni con il bracciale perché mi sembrano più organiche e complete. Tutti gli esemplari sono equipaggiati da un movimento al quarzo Swiss made. Concludo infine con i prezzi: Versace Antares verde costa 1.490 euro, quello color oro 1.340 e quello in titanio 1.750 euro.