Giornale Degli Orologi
Menu
Menu

Tag: Moser Streamliner

  • Streamliner Perpetual Calendar, l’eleganza salmone di Moser

    Streamliner Perpetual Calendar, l’eleganza salmone di Moser

    Il pittore tedesco Hans Hofmann disse una volta che «la capacità di semplificare significa eliminare il superfluo in modo che solo il necessario possa parlare». Il Moser Streamliner Perpetual Calendar non è un quadro ma un orologio, eppure nella recente versione Concept Smoked Salmon incarna alla perfezione le parole di Hofmann. Qui, il necessario non parla: si fa sentire a pieni polmoni perché difficilmente si può trovare in giro in un orologio tanto essenziale quanto complesso, tanto elegante quanto funzionale.

    La stessa azienda parla di un modello “estremamente sobrio, privo di noiosi contatori, indici e loghi. Semplice in apparenza, ma in realtà incredibilmente ingegnoso, si concentra esclusivamente sull’essenziale”. Come del resto fa l’intera filosofia di prodotto di H. Moser & Cie., in cui il verbo principale è “togliere” e non “aggiungere”. In questo Streamliner Perpetual Calendar però, ci sono due difficoltà in più. Da una parte la complicazione del calendario perpetuo, dall’altra una finitura del quadrante tra le più esclusive del Brand, introdotta da poco ma già un cult.

    Il calendario perpetuo e il Moser Streamliner

    Senza entrare troppo nel dettaglio, ricordo che il calendario perpetuo consente all’orologio di mostrare la data esatta tenendo conto delle lunghezze dei vari mesi, inclusa quella di febbraio che cambia in base al ciclo degli anni bisestili. Come ben sappiamo oggi, nel 2024.

    Detto questo, il calendario perpetuo è una complicazione ben nota a H. Moser & Cie. Nel 2005 il Marchio di Neuhausen am Rheinfall scelse questo tipo di calendario per battezzare il proprio ritorno sulla scena mondiale dell’alta orologeria. Anche se non era ancora la Moser di oggi, quel pezzo fu già un caso di scuola per la classicità e l’armonia di forma e funzione che lo caratterizzava. Sono passati 19 anni, ma la musica non è cambiata.

    Quell’orologio era il Perpetual 1, che con le sue linee pulite, la sua classicità e la sua semplicità fece guadagnare ad H. Moser & Cie. il primo premio nella categoria Complicated Watch al GPHG 2006. Oggi il Brand innova il calibro HMC 341 del Perpetual 1, che diventa HMC 812 e passa dalla versione con i piccoli secondi a quella con i secondi al centro. Un cambio sostanziale che adatta la complicazione alla modernità della collezione Streamliner e più specificamente del Moser Streamliner Perpetual Calendar. Che con il quadrante color salmone diventa ancora più seducente.

    La collezione Streamliner ospita però la complicazione del calendario perpetuo già dal 2021, quando il Brand lanciò lo Streamliner Perpetual Calendar. La nuova referenza è la discendente diretta di quella di 3 anni fa, con però la grande differenza del quadrante. Qui parliamo del “salmone affumicato” che ha debuttato lo scorso anno nello Streamliner Centre Seconds Smoked Salmon e che nel Moser Streamliner Perpetual Calendar Concept Smoked Salmon si evolve ulteriormente.

    La nudità del quadrante

    Non nella finitura e nel colore. Quest’ultimo cambia a seconda del movimento del polso, passando da tonalità cioccolato a nuance dorate, attraverso un’ampia gamma di sfumature. Così come lo Streamliner Centre Seconds Smoked Salmon, anche questo orologio è un’edizione speciale disponibile in collezione solo per un anno. Perciò, il quadrante ha una finitura griffé verticale presente solo in queste edizioni, grazie alla quale la luce non smette di giocare sulla superficie. Così, il quadrante stesso passa continuamente dal nero a un effetto specchio. 

    La differenza tra i due quadranti salmone sta nel fatto che quello del calendario perpetuo si spoglia completamente. Niente indici, niente piccola minuteria, niente logo, nemmeno quello segreto tanto caro ad H. Moser & Cie. Ciò che rimane sul volto di questo Moser Streamliner sono solo le indicazioni del calendario perpetuo.

    Per segnare le ore, i minuti e i secondi centrali, le lancette sono tridimensionali e realizzate in due parti. Sono tutte dotate di inserti in Globolight, un materiale a base di ceramica che contiene Super-LumiNova e garantisce una leggibilità eccezionale. Anche la lancetta dell’autonomia residua, a ore 10, ha un piccolo inserto in questo materiale prodigioso. Minimalista è anche la lancetta dei mesi: centrale, piccolissima, rossa e con decalco bianco.

    Merita qualche parola in più la gran data, la quale lavora utilizzando due dischi sovrapposti che funzionano uno dopo l’altro, da 1 a 15 e da 16 a 31. Grazie al cambio data istantaneo, chiamato dal Brand “Flash Calendar”, il passaggio alla mezzanotte è fulmineo. La finestrella del datario è a ore 4, allineata alla corona di carica. Questa posizione inusuale ha costretto gli ingegneri di Moser a inclinare i numeri di 26 gradi. La data può essere regolata in qualsiasi momento del giorno, sia spostandosi avanti, sia indietro.

    Precisione e innovazione nel calibro

    Manca qualcosa, direte voi. Se il Moser Streamliner Perpetual Calendar Concept Smoked Salmon è un calendario perpetuo, dov’è l’indicazione dell’anno, compreso quello bisestile? Va bene spogliare il quadrante, ma il segno distintivo del perpetuo non deve essere tolto di mezzo. E infatti c’è. Non sul quadrante ma sul fondello. L’indicazione avviene attraverso una “ruota” divisa in 12 settori, con tre serie di 4 anni ciascuna, nelle quali l’anno bisestile è indicato da un settore nero.

    Un trucco che serve a mantenere la pulizia del quadrante e che mi dà l’occasione di passare a parlare del calibro. Che è sempre l’HMC 812 a carica manuale che abbiamo già trovato sul calendario perpetuo del 2021. Anche qui è visibile attraverso il vetro zaffiro del fondello. Realizzato in-house, ha una strepitosa autonomia di 168 ore, frutto sostanzialmente di due accorgimenti: un doppio bariletto e una frequenza piuttosto bassa, 18.000 alternanze/ora. 

    Per la cronaca, il calibro HMC 812 è dotato di spirale Straumann, nata dalla collaborazione tra Moser e la controllata Precision Engineering AG, erede dell’Institut Straumann AG. Senza entrare in tecnicismi, questa spirale migliora la precisione del movimento. È chiamata così in omaggio al prof. Reinhard Straumann, che all’inizio degli anni ’30 brevettò il Nivarox e le relative tecnologie di produzione.

    Nivarox è una lega di nichel-ferro il cui nome è un acronimo dal tedesco “nicht variabel oxydfest”, più o meno “non variabile e non ossidante”. La sua proprietà principale è quella di avere un coefficiente di elasticità che rimane notevolmente costante nonostante il cambio di temperatura. In sostanza, le spirali realizzate con questa lega hanno una costante elastica che non varia con la temperatura, consentendo al bilanciere dell’orologio di mantenere il tempo in modo più preciso.

    Le forme sexy dello Streamliner Perpetual Calendar

    Chiudo con il bracciale e la cassa, che nella collezione Streamliner sono eccezionali almeno quanto i quadranti. Come i più informati di voi dovrebbero sapere, il nome della collezione viene dall’affinità che il design morbido di questi orologi ha con quello dei primi treni ad alta velocità che negli anni ‘20 e ’30 portavano lo stesso nome. 

    Convogli con forme sinuose che nel Moser Streamliner Perpetual Calendar Concept Smoked Salmon si trasformano in una cassa a cuscino in acciaio da 42,3 mm di diametro, impermeabile fino a 12 atmosfere. Le curve della cassa sono prolungate dal bracciale integrato, anch’esso in acciaio. Le maglie snodate alternano finiture spazzolate verticali a superfici lucide. Il loro disegno porta il bracciale ad arcuarsi leggermente per seguire la linea del polso.

    Anche la lunetta, che si integra al design discreto dello Streamliner Perpetual Calendar, ha una finitura spazzolata soleil come quelle della cassa, che le alterna a superfici lucide con forme cave e satinate sui lati. Il vetro zaffiro è leggermente bombato, tipo Glassbox, e dona ulteriore morbidezza alle forme complessive dell’orologio, molto sexy. È troppo se uso questo aggettivo? Provatelo al polso, accarezzatelo e vedrete che sarete d’accordo con me. In un’epoca di politicamente corretto, di schwa, di asterischi… almeno questo concedetemelo.

  • Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel: bellezza e coraggio

    Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel: bellezza e coraggio

    Lo confesso: il Moser Streamliner è uno di quegli orologi per i quali sarei capace di fare una pazzia. Non stupitevi, quindi, se nelle prossime righe in cui scriverò del nuovo Streamliner Small Seconds Blue Enamel mi lascerò prendere un po’ la mano. Al diavolo il giornalismo anglosassone in cui i fatti sono separati dalle opinioni.

    Che l’orologio di H. Moser & Cie. sia un pezzo d’arte non è un’opinione ma un dato incontrovertibile, è esso stesso un fatto. Per cui non separo un bel niente e dichiaro subito che, per me, questo Moser Streamliner è uno dei solo tempo più belli attualmente in circolazione. E cercherò di spiegarvi per quale motivo, lasciando parlare non tanto le mie emozioni (di cui legittimamente poco o nulla importa a voi lettori) quanto l’orologio stesso. Sarà lui a convincervi della propria eccellenza.

    La cura dimagrante del Moser Streamliner

    Lo scrivo a ragion veduta, perché la scorsa primavera ho avuto il privilegio di visitare la manifattura di H. Moser & Cie. in Svizzera (come ho raccontato qui e qui) e di osservare da vicino come nascono gli orologi del Marchio, Streamliner in primis. Oltre, naturalmente, alla possibilità di provare al polso le varie referenze di questa collezione. Come spesso scrivo, indossare un orologio è il modo migliore per confermare un eventuale colpo di fulmine scoccato guardando una vetrina o un’immagine online o su carta. O per beccarsi una cocente delusione se, una volta al polso, la sensazione e la vestibilità risultano deludenti.

    Ebbene, parto proprio dalla vestibilità, perché la cassa del Moser Streamliner è una prova d’artista in fatto di ergonomia e di indossabilità. Lo è con le misure da 40 o 42,3 mm, figuriamoci con quella dello Streamliner Small Seconds Blue Enamel, scesa alla dimensione aurea di 39 mm. Per non parlare dello spessore, che arriva ora a 10,9 mm comprendendo il vetro.      

    Questa collezione fa della “aerodinamicità” delle forme il proprio tratto distintivo. Non a caso, il nome prende ispirazione dal design di alcuni treni ad alta velocità degli anni ’20 e ’30 dei quali l’orologio richiama le linee. Eppure, anche lo Streamliner ha sempre sofferto di quello che per Moser è stato a lungo un fattore limitante: le dimensioni, appunto. Limitate, principalmente, dalle dimensioni dei movimenti incassati negli orologi del Brand.

    Nel caso del Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel, un movimento più piccolo ha permesso alla Manifattura di ridurre la forma della cassa quanto basta per rifinire le linee dell’orologio. Un cambiamento all’apparenza minimo, che ha apportato però un miglioramento immediato. I lati della cassa sono infatti ancora più morbidi dall’alto verso il basso e dal quadrante alla lunetta, con una transizione più docile tra la cassa e il bracciale.

    Piccolo calibro, grande vantaggio

    Prodigi del nuovo calibro HMC 500. Proprio grazie a questo movimento l’orologio è leggermente più piccolo: è sceso di 1 mm in larghezza e di 0,9 mm di spessore. Il nuovo calibro di manifattura con micro-rotore è prodotto da H. Moser & Cie. al 100% e misura 30 mm per 4,5 mm di spessore. Numeri che lo rendono il movimento più piccolo realizzato dal Brand nel 21° secolo.

    Grazie al pesante rotore in platino e a componenti più piccoli e sottili, il calibro automatico HMC 500 offre anche 74 ore di riserva di carica. È indubbio che questa riduzione significativa delle dimensioni dei movimenti potrà dare l’opportunità a H. Moser & Cie. di creare in futuro calibri ancora più piccoli, aprendo il Marchio anche a segmenti di appassionati che apprezzano i diametri più contenuti.

    Come sempre accade quando parliamo di questo Brand, focalizzarsi sull’eccellenza meccanica del calibro HMC 500 non significa tralasciarne le finiture. Esse diventano parte integrante del movimento, con un’attenzione al bello che va di pari passo con quella spasmodica nei confronti della precisione. L’ho potuto toccare con mano durante la mia visita in manifattura, all’interno dei diversi dipartimenti dell’azienda.

    Dove, purtroppo, non ho avuto modo di vedere da vicino la produzione dei quadranti strepitosi, banalmente perché si producono altrove. Perché quando si parla del Brand di Neuhausen am Rheinfall, la prima caratteristica alla quale si pensa sono, come è ovvio, i quadranti. E anche quello del Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel è semplicemente unico.

    Un quadrante all’altezza

    Chiamata da Moser “Aqua Blue”, questa tonalità in smalto Grand Feu accentua l’impatto visivo dell’acciaio di cassa e bracciale. La lavorazione si avvale del tocco di un maestro artigiano che dà una finitura nuova al fumé che ha reso celebre il Brand. Nella resa visiva ricorda la finitura cosiddetta “frosted”, ossia “ghiacciata”, che caratterizza gli orologi di altri celebri marchi. Li ricorda, ma qui c’è di più.

    Perché l’artigiano parte da un motivo inciso su una base in oro, il cui effetto richiama alla mente quello della martellatura. Da lì, l’artigiano lava, polverizza finemente e applica al quadrante tre diversi pigmenti di colore, con una tecnica che punta a creare un effetto “ombré”. La difficoltà per lo smaltatore sta nell’applicare i pigmenti uno dopo l’altro con una cura tale da impedire che si ossidino e si mescolino tra di loro una volta cotti nella fornace. 

    Il risultato è un quadrante sempre unico, su cui i riflessi della luce danno alla superficie un movimento costante. La purezza del quadrante è accentuata dall’assenza del datario (sia benedetta Moser!), che ne avrebbe potuto “sporcare” la superficie, e dall’assenza del logo. Questa volta nessun logo trasparente o invisibile: semplicemente, non c’è.

    A “muovere” il quadrante c’è solo il contatore dei piccoli secondi a ore 6, caratterizzato da una decorazione circolare e laccata che spezza l’organicità dell’insieme. Leggendo in giro qua e là, tra forum e siti, ho trovato non pochi profeti della purezza che trovano questo contatore fuori luogo, colpevole di inquinare l’armonia del Grand Feu.

    Fatevi la vostra opinione. Io trovo l’idea di mettere per la prima volta i piccoli secondi nella collezione Moser Streamliner in linea con la filosofia propria di questa referenza. Che è la prima a portare in collezione questa lavorazione particolare del quadrante (la troviamo già in casa Moser, ma nella Endeavour con il calendario perpetuo) e la prima a scendere sotto i 40 mm.

    Un nuovo segmento per il Moser Streamliner?

    Dimensioni e lavorazione del quadrante sono dunque, a mio avviso, i due principali focus su cui concentrarsi ragionando del Moser Streamliner Small Seconds Blue Enamel. Altri dettagli li lascio alle didascalie, per poter apprezzare in pieno le caratteristiche dell’orologio. 

    Preferisco chiudere con un ragionamento centrato sul prezzo, che nel caso di questo orologio non è banale. Parliamo di un solo tempo in acciaio che esce sul mercato a 29.900 franchi svizzeri. L’altro solo tempo della collezione Streamliner, quel Centre Seconds color salmone affumicato che ha fatto impazzire i collezionisti ed è andato esaurito in un amen, ne costava 19.900.

    I solo tempo della linea Pioneer oscillano tra i 12.900 e i 13.900, come gli Heritage. Gli Endeavour, tra cui i Vantablack, si fermano a 25.000 franchi. In sostanza, lo Streamliner in questione inaugura una nuova fascia prezzo per un certo tipo di Moser. E si avvicina a un Royal Oak, mentre in generale certe referenze del Brand si sono spesso poste come alternative più economiche ma ugualmente prestigiose (e in un certo senso più chic) ai più importanti (e introvabili) marchi mainstream.

    Una scelta coraggiosa, sicuramente ponderata, probabilmente vincente. Perché la desiderabilità del Marchio è cresciuta negli anni di pari passo con la qualità degli orologi e l’autorevolezza della filosofia produttiva di H. Moser & Cie. Scommettiamo che alla fine avrà ragione Edouard Meylan e che non riusciranno a star dietro alle richieste?