Giornale Degli Orologi
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Tag: Rafael Nadal

  • RM 27-05, l’ultimo record di Richard Mille. Nel nome di Nadal

    RM 27-05, l’ultimo record di Richard Mille. Nel nome di Nadal

    Richard Mille colpisce ancora. Dopo aver inanellato una serie di successi in tema di esemplari ultralight, ora arriva a un risultato da record: un orologio dal peso piuma, 11,5 g (solo la cassa), ma capace di resistere a forze superiori a 14.000g. Mi riferisco al nuovissimo RM 27-05 Rafael Nadal, o meglio RM 27-05 Tourbillon Volant Rafael Nadal, per citare il nome per esteso. Dedicato – come i cinque modelli che lo hanno preceduto – al campione del tennis mondiale. Dal 2010 testimonial del Marchio, per cui è motivo e insieme pretesto per la ricerca dell’estrema leggerezza e robustezza in orologeria.

    Lo racconta lo stesso Nadal: «Ricordo ancora quel giorno del 2008 in cui Richard mi ha contattato per discutere di una collaborazione. Un’idea impensabile per me, che non avevo mai indossato nulla al polso durante le competizioni (…). La mia prima condizione per accettare di indossare un orologio era la leggerezza: non dovevo sentirlo al polso. Tutto è diventato realtà nel 2010, quando Richard è venuto a trovarmi a Maiorca. Per scherzo, mi ha presentato prima un orologio in platino molto pesante. Di fronte alla mia prevedibile reazione, ha tirato fuori rapidamente il primo prototipo dell’RM 027: un orologio sorprendentemente leggero, con linee spettacolari, che mi ha immediatamente conquistato».

    La storia della collezione

    In effetti, fin dalla nascita del Brand, il concetto chiave degli orologi Richard Mille è sempre stata proprio la leggerezza, di pari passo con la resistenza e il confort. Il che andava contro l’idea, diffusa all’epoca in alta orologeria, del valore percepito, direttamente collegato alla pesantezza del metallo. Ma la mentalità si è evoluta rapidamente, e i grandi collezionisti hanno cominciato ad apprezzare quel mix di valori. Tant’è che, al momento dell’uscita, l’RM 027 Tourbillon aveva già dei predecessori: l’RM 006, 42 grammi senza cinturino, e l’RM 009, 29 grammi senza cinturino. Sta di fatto che, con i suoi 13 grammi di cassa e meno di 20 con il cinturino, l’RM 027 è stato il capostipite di una famiglia di esemplari in continua progressione.

    Li passo in rassegna velocemente e invito chi volesse saperne di più a consultare l’archivio dei modelli storici sul sito ufficiale. Nel 2013 c’è stato il lancio dell’RM 27-01: 18,83 grammi (cinturino incluso) e il movimento sospeso su sottilissimi cavi d’acciaio, che gli permettono di resistere a urti fino a 5.000g. Nel 2015 è la volta dell’RM 27-02, 18,3 grammi di peso, con la cassa in Carbon Tpt® e Quartz Tpt® (realizzata in collaborazione con North Thin Ply Technology), e il movimento con la platina scheletrata monoscocca, cioè integrata alla carrure. Architettura che nel 2017 è passata all’RM 27-03, la cui resistenza agli shock raggiunge i 10.000g. Poi, nel 2020, ecco lo spettacolare RM 27-04, con una rete di 844 mm quadrati che funge da platina, resistente alle accelerazioni fino a 12.000g.

    Materiale e costruzione dell’RM 27-05

    E siamo ai nostri giorni. Il nuovo RM 27-05 Rafael Nadal assomma tutte le esperienze precedenti ed è ufficialmente definito come “epilogo e apoteosi” della ricerca perseguita finora da Richard Mille. Frutto di anni di sviluppo, è un concentrato di studi, analisi, tentativi e simulazioni per arrivare alla costruzione che lo distingue, particolare sotto ogni aspetto. Giocata al “risparmio” dei componenti proprio per risultare il più possibile leggera.

    A partire dai materiali. La cassa è realizzata in Carbon Tpt® B4, la cui messa a punto – sempre con la North Thin Ply Technology – è iniziata nel 2018. Il nuovo composito di carbonio, secondo quanto dichiara il Marchio, è “più denso del 4%, ma la fibra è più rigida del 15% e la resina più resistente del 30%”, rispetto al Carbon Tpt® in uso finora. Valori che ne aumentano la leggerezza e di pari passo la rigidità.

    Per dare maggiore rigidezza all’intera struttura, il Carbon Tpt® B4 è realizzato con una sovrapposizione di strati di filamenti paralleli di carbonio, orientati fa loro di 70°. Il che permette anche di creare, all’interno della trama, una cresta a forma di X sul fondello, che serve per base d’appoggio per il movimento. Per sapere più in dettaglio com’è fatta la cassa dell’RM 27-05, comunque, vi rimando alle didascalie.

    Qui mi limito a dire che è una cassa monoblocco: fondello e carrure sono tutt’uno, come in certi esemplari del passato. All’interno però il movimento non è fissato né con il solito anello di incassaggio né con alcuna vite: è invece tenuto in sede dal réhaut interno e dalla lunetta esterna. I quali premono sul calibro attraverso le viti in titanio grado 5 e lo mantengono in posizione, un po’ come fa il pane in un sandwich o in un tramezzino con gli stuzzicadenti.

    Via anche altri elementi che contribuirebbero al peso dell’orologio: quindi, niente quadrante, come sempre nei Richard Mille. E niente vetro zaffiro, non abbastanza leggero, sostituito invece da una materia plastica di alta qualità. Un polimero Pmma (polimetilmetacrilato), la cui eccezionale trasparenza evita di dover applicare trattamenti antiriflesso. Necessario è solo il rivestimento antigraffio.

    Il calibro RM 27-05

    E arriviamo al movimento. A carica manuale, deriva da quello montato nell’RMUP-01, l’orologio ultrapiatto simbolo della collaborazione con la Ferrari – che è stato una sorta di “palestra” in cui i progettisti della Marca sono riusciti a concretizzare nuove idee. Il calibro RM 27-05 ha tuttavia una costruzione più convenzionale, con le tradizionali lancette di ore e minuti poste al centro. E un aspetto che riflette appieno lo stile di Richard Mille, con i componenti scheletrati, la platina e i ponti in titanio grado 5 anneriti da un trattamento Pvd nero.

    Una particolarità è il tourbillon volante, la cui caratteristica – voglio ricordarlo – sta nel fatto di essere privo del ponte superiore. Inventato da Alfred Helwing più o meno un secolo fa, è una sfida tecnica finalizzata al puro piacere estetico: quello di poter vedere meglio la rotazione della gabbia del dispositivo. Ma in realtà non aggiunge nulla alla funzionalità del tourbillon: ne accresce solo le difficoltà realizzative e lo rende potenzialmente più fragile in caso di urti e vibrazioni.

    Altra particolarità del movimento è poi il ponte a forma di V che lo attraversa quasi interamente. Realizzato in Carbonio Tpt®, serve a dare stabilità ai ruotismi sottostanti e contribuisce alla rigidità dell’intero sistema. Alla base, invece, le accurate misurazioni in laboratorio hanno dimostrato che il calibro si trova a 5/100 di millimetro dal fondello con la cresta a X, sulla quale poggia attraverso 6 punti di contatto.

    Ci sono poi le consuete peculiarità cui Richard Mille ci ha abituato con i suoi movimenti, così note da non fare neppure più notizia. Ma il tutto va a comporre un insieme straordinariamente sottile – 2,12 mm – e soprattutto leggero: solo 3,79 grammi. Cosa che lascia doppiamente basiti, visti anche i risultati dei test cui è stato sottoposto e che garantiscono appunto la resistenza a shock di 14.000g.

    Conclusioni

    Non sto a disquisire sul fatto che il nuovo RM 27-05 Rafael Nadal possa piacere o non piacere. O lo si ama o lo si odia, come tutti i Richard Mille. Ma credo che nessuno possa restare indifferente ai risultati raggiunti, oggettivamente impressionanti. Concludo piuttosto con le solite informazioni di servizio. L’orologio è (comprensibilmente) prodotto in un’edizione limitata di 80 esemplari e ha un prezzo altrettanto esclusivo: 980mila franchi svizzeri, al netto delle tasse. Che, una volta calcolate al cambio di oggi, vanno a comporre una cifra di oltre 1.230.000 euro. Considerato che potrebbe essere l’ultimo esemplare della collezione dedicata a Rafa, è probabile che andrà comunque sold-out in breve. Scommettiamo?

  • RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, l’effetto farfalla di Richard Mille

    RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, l’effetto farfalla di Richard Mille

    Che Richard Mille sia ormai un mostro sacro dell’orologeria è fuor di dubbio. Ma non è sempre stato così, anzi. Sono ben note le storie in cui si racconta che il signor Mille, agli esordi, cercava di convincere potenziali clienti e investitori della qualità dei suoi pezzi sbattendo letteralmente contro un muro gli orologi, per provare la loro resistenza. C’è riuscito a convincerli, eccome. Lo ha fatto anche grazie all’aiuto di notissimi ambassador che, per primi, hanno creduto in lui. Tra essi, storico, è Rafael Nadal.
    Al campione maiorchino si riconosce il merito di aver aiutato Richard Mille a diventare famoso. Non stupisce, ed è giusto così, che ci sia una produzione costante di nuovi orologi da parte del Brand per onorare questa collaborazione. L’ultimo arrivato è il cosiddetto nuovo “Baby Nadal”, l’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, ora con cassa in Carbon Tpt.

    Doppio pulsante

    Si tratta di una classica creazione di Richard Mille, che mette insieme, in un orologio dal look pazzesco, materiali leggerissimi, d’avanguardia e una complicazione meccanica che solo un brand così può concepire. Nel caso di questo modello, è una complicazione destinata ad adattarsi all’utilizzo che si vuol fare dell’orologio. Trattandosi di un pezzo per Rafael Nadal, va da sé che parliamo di un utilizzo sportivo.

    Parto proprio da qui, dalla complicazione meccanica, perché è a mio avviso l’aspetto più interessante e, passatemi il termine, figo, dell’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal. Come spesso accade negli orologi del Brand, la complicazione assume, per chi li usa, la forma di un pulsante. Due, in questo caso, posizionati sui lati opposti della cassa, a ore 2 e a ore 7. Quest’ultimo reca la scritta “Sport Mode”, l’altro la scritta “Selector”. Entrambi sono collegati al calibro automatico RMAL2 che si trova all’interno della cassa.

    Chi conosce Richard Mille sa che i calibri dei suoi orologi hanno spesso un rotore a carica automatica a geometria variabile, la cui inerzia può essere regolata per far sì che esso si avvolga in modo differente. Con più forza, ricostituendo la riserva di carica in modo più rapido quando l’orologio è indossato da chi vive una vita meno attiva. Con più delicatezza, per ridurre al minimo l’usura del meccanismo nel caso in cui lo si metta al polso frequentemente, durante una pratica sportiva che mette a dura prova le parti del meccanismo.

    In un brand normale, per apportare questa modifica, l’orologio deve essere aperto e il rotore regolato a mano da un orologiaio. Ma Richard Mille non è un marchio normale. Ecco perché l’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal ha un’innovazione brevettata a dir poco prodigiosa, un rotore a farfalla per la ricarica automatica. Questa innovazione è gestita proprio dal pulsante “Sport Mode” il quale, a tutti gli effetti, spezza a metà il rotore. «In che senso?», chiederebbe Leo-Verdone di Un sacco bello. Vediamo.

    La farfalla di Richard Mille

    Il rotore a farfalla è costituito da due bracci in titanio grado 5 con applicati alcuni segmenti periferici in metallo pesante. Sono collegati al pulsante a ore 7 attraverso un treno di ingranaggi dedicato al loro azionamento. Nella loro posizione iniziale, i bracci sono affiancati e costituiscono un classico rotore a mezzaluna da 180 gradi. In questa configurazione lo sbilanciano, concentrandone la massa da una parte e convertendo ogni movimento del polso in una rotazione utile a riavvolgere la molla.

    Premendo il pulsante “Sport”, gli ingranaggi dedicati al sistema “spezzano” il rotore posizionando simmetricamente a 180 gradi i due bracci, che gli fanno assumere la forma di una farfalla. In questo modo lo bilanciano e lo rendono meno sensibile ai movimenti del polso. Sospendendo quindi il processo di avvolgimento della molla di ricarica, se ne impedisce una tensione eccessiva che rischierebbe di danneggiarla.

    La disposizione divisa è quella prevista per l’utilizzo dell’orologio durante l’attività sportiva, in quanto distribuisce più uniformemente il peso del rotore stoesso, riducendo così l’usura del cuscinetto. È un meccanismo che in un certo senso ricorda quello di un cronografo rattrapante, che utilizza anch’esso una piccola molla: in questo orologio, essa tira con forza questi componenti piuttosto pesanti. Un piccolo display sul quadrante con le scritte “On” e “Off” a ore 6 indica, tramite una lancetta, se il sistema di carica è in funzione o disattivato, dopo aver selezionato la modalità “Sport”.

    Selezionare la marcia

    L’altro pulsante, quello indicato come “Selector”, non specifica che cosa seleziona. È vero che gli amanti di Richard Mille non hanno bisogno di spiegazioni perché conoscono già simili diavolerie nei suoi orologi, ma è singolare constatare come gli orologiai e gli ingegneri spesso non ragionano come un utente finale.

    Ebbene, come in altri orologi del marchio, il pulsante seleziona la funzione della corona. W per la carica (winding), N per il neutro (neutral), H per l’impostazione dell’ora (hour). Sempre sul quadrante, a ore 2:30, c’è un display più piccolo con un’altra lancetta rossa che indica le posizioni W, N e H per conoscere la funzione disponibile per la corona. Non sarebbe bastata una corona estraibile?, chiederete voi. Ma sarebbe stato un Richard Mille, chiedo io?

    Materiali al potere

    Svelato quindi il mistero del doppio pulsante, esco dal calibro e arrivo alla cassa. Le dimensioni sono le classiche, generose, cui ci ha abituati Richard Mille: 43,15 mm per 49,95 mm per 13,15 mm di spessore. Inutile, o quasi, ricordare che le dimensioni passano in secondo piano quando si parla di un orologio-piuma, il cui peso è dato dal combinato disposto di cinturino in caucciù, movimento scheletrato e cassa in materiale composito ultraleggero. Del resto, è pensato per risultare quasi impercettibile al polso durante l’attività sportiva.

    L’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal con la cassa in questo straordinario materiale si affianca alle altre due versioni, quella in Blue Quartz Tpt e quella in White Quartz Tpt e Carbon Tpt. Si tratta di materiali leggeri, che lavorano in sinergia con la platina e i ponti del movimento in titanio grado 5 per garantire un comfort ideale mentre si gioca a tennis o si praticano altri sport agonistici. 

    Giusto per rinfrescare la memoria, il Carbon Tpt e il Quartz Tpt sono materiali composti da più strati di filamenti paralleli ottenuti dividendo fibre di carbonio o fili di silicio. Una resina impregna questi strati, che hanno uno spessore massimo di 45 micron, e poi una speciale macchina li tesse letteralmente, modificando l’orientamento della trama di 45 gradi tra uno strato e l’altro. Riscaldati a 120 gradi centigradi e lavorati a una pressione di 6 bar, questi materiali sono poi pronti per essere modellate su una macchina Cnc nella fabbrica di casse di Richard Mille. La cassa è poi assemblata con 20 viti scanalate in titanio grado 5 e con rondelle resistenti all’abrasione in acciaio inossidabile 316L.

    Se Richard Mille sposta gli equilibri…

    Segnalo infine il prezzo, che è di 211.000 franchi svizzeri tasse escluse. Tutto sommato un costo al di sotto di quello di molte altre referenze di Richard Mille, anche all’interno della collezione creata per Rafael Nadal. Per ulteriori dettagli sull’orologio, vi rimando alle didascalie e chiudo con una riflessione stimolata dal fatto che il Brand, nella cartella stampa di presentazione dell’RM 35-03 Automatic Rafael Nadal, parla di “effetto farfalla”.

    Lo fa, ovviamente, giocando sulla forma del rotore dell’orologio e mettendola in relazione a un’idea matematica presente nella teoria del caos. L’idea che piccole variazioni nelle condizioni iniziali di un sistema producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del sistema stesso. Ebbene, è un po’ quello che è successo all’industria con l’arrivo di Richard Mille. Un Brand nel complesso piccolo rispetto ad altri colossi, che si è inserito nel sistema dell’orologeria con piccole variazioni che ne hanno modificato – in questo caso a breve termine – comportamento e condizioni. Un battito d’ali del marchio e l’orologeria è cambiata per sempre.