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Classic Worldtimer Manufacture: Frederique Constant e l’arte della pulizia

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«La pulizia è la più ordinata forma di paura». Penso che questa frase fulminante dello scrittore americano Richard Krause non girasse in testa ai designer di Frederique Constant quando hanno deciso di mettere mano al Classic Worldtimer Manufacture. Quello che hanno presentato all’ultimo Watches and Wonders, intendo. L’ho visto dal vivo a Ginevra e, per come lo hanno alleggerito rispetto alle precedenti versioni, direi che alla Maison non hanno avuto paura di pulire. 

Frederique Constant e l’ascolto del cliente

Faccio subito coming out, per sgombrare il campo da dubbi e illazioni. Ho da sempre un debole per la complicazione delle ore del mondo e molta simpatia per Frederique Constant. E dunque per il Classic Worldtimer Manufacture. Perché Frederique Constant è uno di quei marchi che si guadagnano il rispetto in modo discreto e perché sviluppare 35 movimenti di manifattura in meno di 40 anni di vita significa tenere un ritmo che sarebbe favoloso anche per un brand con il triplo della sua età. Un combinato disposto (i giuristi mi passino l’uso improprio della locuzione) che mi ha fatto subito apprezzare il Classic Worldtimer Manufacture rinnovato.

Quando intendo rinnovato, voglio dire nuovo calibro, nuove dimensioni di cassa, autonomia quasi raddoppiata, leggibilità migliorata e tre nuove varianti di quadrante. Mica poco per un orologio che, fin dal lancio nel 2012, è stato uno dei modelli più apprezzati di Frederique Constant. Uno di quei casi in cui la maggior parte dei brand si sarebbe rifiutata di intervenire su una struttura talmente riconoscibile da diventare quasi intoccabile. I tecnici della Manifattra ginevrina, però, lo hanno fatto.

E lo hanno fatto, probabilmente, perché hanno una dote preziosa: sanno ascoltare clienti e appassionati. I quali, da un po’ di tempo, chiedevano di operare un po’ di lifting sull’orologio, lavorando principalmente su due aspetti: il diametro e la leggibilità del quadrante. Ebbene, anche sulla base di questi suggerimenti, in Frederique Constant hanno lasciato da parte dubbi, perplessità, esitazioni e hanno agito. Come? Ecco qua.

Le novità del Classic Worldtimer Manufacture

Intanto il diametro. Pur mantenendo in assortimento anche la precedente versione del Classic Worldtimer Manufacture da 42 mm, Frederique Constant ha ridotto la dimensione a 40 mm. Più portabile e contemporanea, lo confermo per averlo indossato, nonostante lo spessore sia passato dai precedenti 12,25 mm agli attuali 12,53 mm. La struttura della cassa rimane quella classica in tre parti e la lavorazione lucida la rende elegante.

Poi il quadrante. Quello del Classic Worldtimer Manufacture è sempre stato piuttosto affollato, come è inevitabile in un ore del mondo. Tra anello delle città, anello delle 24 ore, riproduzione del planisfero in rilievo a tutta ampiezza e grande contatore della data a ore 6, risultava un po’ pesante ancorché leggibile. Fatto salvo il punto in cui i due anelli scorrevano sotto al datario. Ebbene, per pulire e aprire il quadrante, i designer hanno proprio tolto il datario. Un elemento distintivo dell’orologio che però, a lungo andare, aveva un po’ stancato gli appassionati.

La cosa è giunta alle orecchie dei designer di Frederique Constant che hanno agito di conseguenza. Il risultato è un quadrante più equilibrato, più pulito appunto, nel quale tutte le informazioni sono pienamente alla vista. I designer hanno mantenuto gli stessi codici colore sul bianco e blu di alcune delle precedenti referenze, lavorando sui dettagli.

Ora, il Classic Worldtimer Manufacture è ancor di più ore del mondo vero e non un GMT che si spaccia per tale. Offre la visualizzazione simultanea dell’ora in tutti i 24 fusi orari di riferimento e le città che li rappresentano sono visualizzate sulla periferia del quadrante. Una volta allineata la città di residenza o di riferimento alle ore 12, il disco delle 24 ore che incornicia il centro indica l’ora corrispondente in tutti gli altri fusi orari, arricchita da un indicatore giorno/notte bicolore.

Classic Worldtimer Manufacture: il calibro e le tre versioni

L’altro intervento importante è a livello di calibro. Come ho anticipato all’inizio, l’aggiornamento principale introdotto sul 35° movimento della manifattura – il calibro FC-719 è l’incremento della riserva di carica, aumentata grosso modo del 90% rispetto a quella del precedente calibro FC-718. Merito principalmente dell’introduzione di una spirale più lunga, come spiego più nel dettaglio nelle didascalie.

Proprio l’architettura del movimento ridisegnata è alla base del leggero aumento dello spessore della cassa cui ho accennato sopra. Una cassa che troviamo in tutte le tre versioni che, pur mantenendo il caratteristico planisfero al centro del quadrante, presentano diverse varianti di colore e opzioni di cinturino. Tra esse spicca l’edizione limitata a 88 esemplari, con 70 diamanti a taglio brillante sulla lunetta e 12 indici con diamanti. Il quadrante è azzurro ghiaccio con finitura soleil, planisfero grigio in rilievo e due cinturini intercambiabili in alligatore.

Del nuovo Classic Worldtimer Manufacture esiste anche una versione più familiare, con gli oceani blu navy che circondano i continenti grigi in rilievo e anelli delle ore e delle città blu. Molto bello (e il mio preferito, per quello che può valere) è il modello con gli oceani blu sfumati con finitura grené, l’anello delle 24 ore in azzurro e blu scuro, l’anello delle ore color panna e il cinturino intercambiabile in alligatore blu.

I prezzi? In linea con il concetto di lusso accessibile che è da sempre il mantra di Frederique Constant. La versione con i diamanti su lunetta e indici costa 7.995 euro, le altre due stanno sotto i 5.000: 4.995 euro. In questo caso, l’abusata espressione di “soglia psicologica” rende bene l’idea di quanto questa Manifattura riesca a bilanciare qualità e prezzo, anche quando lavora sulle referenze più consolidate. Come fa a non essermi simpatica?


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